Archivio mensile:aprile 2006

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dopo il 25 aprile

Sopprimiamo la discussione, e non ci resterà che la scomunica (in mancanza del rogo), o il manganello, o il colpo alla nuca. (da Italia scombinata – Gaetano Salvemini)

Comunicato stampa ripubblicato

Dichiarazioni e analisi sul voto. Prospettive politiche future.

 

 

Forse giungono in ritardo queste mie dichiarazioni all'indomani dei risultati delle elezioni politiche e quindi non proprio a caldo ma con lucida freddezza.

A dire il vero, la mia attenzione in questi giorni è caduta non tanto sulle ultime esternazioni da avanspettacolo di Berlusconi sui possibili brogli elettorali, ma su due notizie clamorose che sono state volutamente oscurate dalle boutade disperate dello stesso ex Premier.

Mi riferisco alla cattura di Bernardo Provenzano e alla scarcerazione di Gianpiero Fiorani.

E' stato quasi un messaggio in codice lanciato nel bel mezzo della conta dei voti e delle analisi sul voto, ricordandoci che in Italia esiste ancora la mafia, esistono le collusioni tra politici, criminalità e impresa.

Qualche giorno fa nella mailing list  della "Rete del Nuovo Municipio" un cittadino di Reggio Calabria poneva una domanda spontanea – ma la mafia esiste? – dal momento che il problema mafia sembra essere stato completamente eliminato dall'agenda politica; nessuno, e dico nessuno, in questa campagna elettorale ha parlato di lotta alla mafia, almeno quanto si faceva negli anni '90.

Credo che i verbali degli interrogatori di Fiorani e  i "pizzini" di Provenzano riscriveranno la storia della nostra cara Italia. E il nostro disastrato centro sinistra farebbe bene a mettere al primo posto della sua agenda programmatica una rinnovata e più energica lotta alla mafia e a tutti i poteri forti che attraversano la politica a tutti i livelli.

Con la grande affermazione del Senatore Azzollini il futuro di Molfetta sarà nelle mani dei poteri forti? Forse rivedremo ancora in campagna elettorale, prima che lo arrestino, il senatore Dell'Utri, il figlio di Bernando Provenzano, Francesco Paolo, che è stato scelto dal Presidente del Consiglio per promuovere la cultura italiana all'estero? Oppure avremo Gianpiero Fiorani ed Emilio Gnutti, che ci spiegheranno come i capitali delle loro numerose società finanziarie sono stati investiti nella Fashion District Molfetta, meglio conosciuta come "CITTA DELLA MODA".

A parte queste dissertazioni, che saranno meglio approfondite in campagna elettorale, veniamo al nostro centro sinistra.

Ho letto più volte le dichiarazioni degli altri esponenti politici e candidati sindaci e c'è un particolare che gli altri interlocutori hanno ignorato e su cui bisogna riflettere, è la bassa percentuale di votanti, il 69% degli aventi diritto. E' pur vero che rispetta una media endemica per la nostra città, ma è altrettanto vero che a Molfetta non votano oltre diecimila cittadini.

Vogliamo cominciare a porci il problema di questa disaffezione alla partecipazione democratica. Chi sono i cittadini che non votano? E perché?

La campagna elettorale del LIBERATORIO POLITICO avrà come interlocutore privilegiato questa parte di elettorato anonimo che non vuole avere diritto di cittadinanza.



Il centro-destra non si è posto mai il problema della cultura della partecipazione perché i loro sudditi e clienti è meglio che rimangano ignoranti, ma il centro sinistra?

Non credo si sia fatto granché anche da queste parti. Siamo all'epilogo di una stagione da cancellare per il centro sinistra molfettese. Abbiamo pochissimo tempo per rimediare al danno, ancora pochi giorni per ammettere che gli errori sono stati commessi e con l'umiltà che a qualcuno che conta è sempre mancata, rimettiamo tutto in discussione.

Non prendiamoci in giro, la posta in gioco è alta, non servono finte liste unite, Partiti Democratici allestiti all'ultimo momento e cartelli di centrosinistra vuoti. Amici e compagni non fate finta di non capire, il problema è uno solo, Lillino Di Gioia. Volevate un valore aggiunto per la coalizione? Sarete accontentati con un valore disgiunto che porterà il centro sinistra alla disfatta, con grande gioia del Senatore Azzollini. Chiedo a quella parte della Margherita che non ha voluto Di Gioia, al Commissario del Partito della Rifondazione Comunista, ai Comunisti Italiani ai Socialisti doc, ai Democratici di Sinistra e a tutti i liberi cittadini del centro sinistra che vogliono riconoscersi nel Liberatorio Politico, di concedersi un breve e decisivo tempo di riflessione in questi giorni di passione, per ritrovare la propria identità culturale e politica. La Sinistra Unita e l'Ulivo, da soli, senza Lillino Di Gioia, senza i mestieranti della politica e tutti i trasformisti, hanno ancora da dire molto in questa città.

Rifletteteci, non c'è molto tempo.



Buone festività pasquali.



14.4.2006                                                            Matteo d'Ingeo

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