Archivi categoria: trasformismo

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

logo LIBERATORIO 180x180

Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

PERCHE’ (NON) ESSERE ORGOGLIOSI DI ANTONIO AZZOLLINI

ABBIAMO FINALMENTE CAPITO QUAL E'  IL SITO WEB AMICO DEL SENATORE E ABBIAMO PROVATO A RILEGGERE UN  POST ANONIMO A SUO FAVORE, CAMBIANDO SOLO QUALCHE PAROLA ED ECCO IL RISULTATO:

<< Okay, è vero, chi scrive su questo blog non è un sostenitore di Antonio Azzollini; va bene, lo ammettiamo, proviamo a darvi notizie che altri non danno o che lasciano passare sotto tono e lo facciamo nel tentativo di spezzare quella catena mediatica che da qualche tempo tiene legata Molfetta a un’immagine che si vuol far passare come pulita e accogliente. Eppure, Molfetta è anche altro, è un modello di amministrazione che fuori città considerano un esempio da non imitare.

Ecco perché, fatta questa premessa doverosa, crediamo che i cittadini molfettesi non dovrebbero essere orgogliosi senza riserve per quel concittadino che si chiama Antonio Azzollini e per quelle sue foto – accanto al ministro Tremonti – che oggi compaiono nelle prime pagine di tutti i principali quotidiani nazionali. Non che debba essere un atto di fede. Né in questo momento vogliamo dimenticare i quasi 200 milioni di euro (200 milioni di euro!!!) che Azzollini da Roma in questi anni ha fatto arrivare a Molfetta per porto, chiese, centro storico, zona industriale, arredo urbano e altro (tralasciamo i 4,5 milioni di euro truffati allo stato per ricostruire le Palazzine Fontana fatte passare a Roma come opere pubbliche).

Piuttosto, ci piacerebbe, una volta tanto, che i molfettesi imparino ad indignarsi non solo per lo “Sciatavinn!” urlato nella tv moderna che è Youtube, ma anche per quelle immagini dei tiggì nazionali che restituiscono il volto di un nostro concittadino che sta scrivendo la storia politico-economica di questo Paese rappresentando le istituzioni e in qualche modo rappresentando la città di Molfetta.

Ah che esagerazione!, diranno adesso i benpensanti. No. No perché si può pure criticare la scelta di togliere le mani dalle tasche degli italiani per mettere le manette a chi evade; si possono pure criticare gli altri punti della manovra finanziaria (la ventesima presentata da Antonio Azzolllini?); ad alcuni può anche non bastare il fatto che il sindaco, grazie proprio alle sue competenze in fatto di bilanci, sia riuscito in questi anni a risanare le casse comunali senza ricorrere a tasse o imposte (infatti ha ridotto le strade cittadine a colabrodo però ha sempre  assicurato oltre 100mila euro l'anno per i concerti organizzati dalla Fondazione di suo cognato, e se stesso); e ovviamente si può essere di destra o di sinistra e lo stesso riconoscere che, sì, Azzollini sta lavorando da protagonista per far sì che l’Italia faccia la fine della Grecia; sì, il nome Azzollini indicherà per sempre il nome di chi introduce il carcere per i grandi evasori ed evita il prelievo del 5% sui redditi delle famiglie (riuscirà poi a salvare molti suoi concittadini dal carcere?). Sì, quell’Azzollini lì è lo stesso che qualche giorno fa si è recato ad Arcore e tra una riunione tecnica (ci auguriamo senza Bunga-Bunga) e l’altra ha raccontato a Berlusconi di quella città della Puglia, di quella città fatta di pescatori, marinai, abusivi, che aspira ad essere “ZONA FRANCA” (o del "MERCATO DIFFUSO)". Come ama dire lui. >>

 

 

 

 

 


VERGOGNOS
O

Epico scontro Cruciani Vs. Senatore Antonio Azzollini – La Zanzara – Radio 24 – 01/09/2011

In questo video invece è il Senatore che deve andare a ripetizione

Comprereste un voto usato da quest'uomo?

de_Magistris.jpg

www.beppegrillo.it

Quando sbaglio lo faccio in buona fede, ma subito dopo mi incazzo con me stesso. Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri, uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog come indipendente che subito dopo si è iscritto per coerenza a un partito. Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. L'europarlamento è un passaggio per traguardi più importanti e di grande visibilità. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza.

De Magistris si è candidato a sindaco di Napoli, ma solo lo scorso anno diceva in un'intervista al Fatto Quotidiano: "Ringrazio chi, tra partiti e società civile, vede in me un’alternativa a un quadro politico moribondo, crollato sulla questione morale. Tocca a me? Certo, tocca a me ogni giorno, da quando ho deciso di impegnarmi in politica… da europarlamentare e presidente della commissione di controllo sui bilanci mi sto occupando in Europa di dimostrare che l’immagine dell’Italia non è solo quella di Berlusconi, e di impiegare al meglio i fondi europei, spezzando ogni legame tra le risorse Ue e la criminalità organizzata… dovrei dimettermi dal Parlamento europeo. E in politica c’è un valore che pochi ricordano, specie in questi giorni: la coerenza. Ho fatto campagna elettorale in tutta Italia raccogliendo consensi ovunque per dedicarmi ai temi dell’Europa. Lasciare il lavoro incompiuto non sarebbe un bel segnale."

Dal blog di Antonio Borghesi, suo compagno di partito: "ho appreso che saresti stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Salerno perché, quale sostituto procuratore in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnatario del procedimento penale n.2552/05/Mod.21 a carico dei magistrati di Potenza, omettendo di procedere alle indagini ordinate … dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro…indebitamente rifiutava di compiere un atto del suo ufficio". "I fatti sarebbero i seguenti: un commerciante salentino, ridotto sul lastrico, nel vero senso della parola perché da una posizione florida ora è un senza tetto, denunciò alcuni magistrati per favoreggiamento con banche usuraie". De Magistris si sarebbe "rifiutato d'indagare, come ordinato dal GIP, su collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi di reato gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari".

De Magistris, intervistato in merito ha risposto: "…..bisogna guardare ai reati. Una cosa è la corruzione e l’associazione mafiosa, un’altra l’omissione o altre vicende minori. E che facciamo, lasciamo che ogni denuncia blocchi l’attività di un politico? E' un clamoroso errore giudiziario… I magistrati possono commettere errori…". Una risposta all'altezza di Berlusconi, ma anche di Mastella da Ceppaloni che vorrebbe candidarsi pure lui a Napoli. Mastellone ha presentato al Tribunale di Benevento un atto di citazione contro de Magistris per diffamazione. Per chiunque sarebbe una medaglia al valore una denuncia da parte del ceppalonico con la possibilità di inchiodarlo in tribunale, ma non per de Magistris che ha richiesto alla presidenza dell’assemblea UE di far valere la sua immunità parlamentare. Amen.

L’IdV e la questione morale

 

22750_1191089032102_1674672469_308668_1703299_n1
 
 

In molti, da più parti, ci chiedono di prendere posizione, di esprimerci su quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Italia dei Valori. Ce lo chiede la base di questo partito, straordinariamente attiva e senza timori reverenziali. Ce lo chiedono i nostri elettori, anche quelli che di questo partito non sono. E ce lo chiede, prima di tutto, la nostra coscienza. E’ a loro e ad essa che oggi parliamo.

Non abbiamo voluto sfruttare l’onda delle ultime polemiche per dire la nostra, per non offrire il fianco a strumentalizzazioni che avrebbero danneggiato l’Italia dei Valori. Abbiamo fatto passare la piena facendo quadrato attorno all’Idv. Ora però alcune considerazioni per noi sono d’obbligo. E si rende necessario partire da una premessa:nell’Idv oggi c’è una spinosa e scottante “questione morale”, che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito e tutti i suoi rappresentanti e rappresentati. Senza rese dei conti e senza pubbliche faide, crediamo che mai come adesso il presidente Antonio Di Pietro debba reagire duramente e con fermezza alla deriva verso cui questo partito sta andando per colpa di alcuni.

imagesLe ultime vergogne, come altrimenti chiamare il caso Razzi/Scilipoti, due individui che si sono venduti, quantomeno moralmente, in virtù di altri interessi rispetto alla politica e al bene pubblico, sono solo la punta di un iceberg che pian piano emerge nella realtà di questo partito. Come dimenticare lo scandaloso caso Porfidia, inquisito per fatti di camorra e ancora difeso da qualche deputato dell’Idv che parla di sacrificio a causa di “fatti privati”. E poi il fumoso Pino Arlacchi, che dopo essere stato eletto con l’Idv e solo grazie all’Idv, ha salutato tutti con un misero pretesto ed è tornato con le orecchie basse al Pd. Ma chi ha portato questi personaggi in questo partito?

Per questo oggi, con questo documento condiviso, rilanciamo la necessità di una brusca virata, e chiediamo al presidente Di Pietro di rimanere indifferente al mal di mare che questa provocherà in chi, un cambiamento, non lo vuole. In chi spera che l’Idv torni un partito del 4% per poterlo amministrare come meglio crede. Seggi garantiti, candidature al sicuro, contestazioni zero. Gente, questa, che non ha più alcun contatto con la base e rimane chiusa nelle stanze del potere, cosciente che senza questa legge elettorale mai sarebbe arrivata in Parlamento e che se questa cambiasse mai più ci tornerebbe.

Abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. Dopo i congressi regionali moltissime realtà si sono addirittura rivolte alle Procure per avere giustizia, presentando video e documentazione che proverebbero macroscopiche irregolarità nelle consultazioni tra gli iscritti.

Oggi una questione morale c’è ed è inutile e dannoso negarlo. Noi non possiamo tacere. La maggior parte della “dirigenza” dirà che con queste nostre parole danneggiamo il partito, altri che danneggiamo il presidente Di Pietro, altri ancora che siamo parte di un progetto eversivo che vuole appropriarsi dell’Idv. Noi crediamo che questo invece sia un estremo atto di amore per tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Al presidente chiediamo solo una cosa: si faccia aiutare a fare pulizia. Ci lasci lavorare per rendere questo partito quello che lui ha pensato e realizzato e che ora qualcuno gli vuole togliere dalle mani.

Terminiamo questo documento con le parole di un grande politico italiano, che oggi purtroppo non è più con noi. Enrico Berlinguer.

La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati”.

Luigi de Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli

Di Pietro risponde:  Carta canta: IDV e Di Pietro sono trasparenti, lo dice il giudice

Non solo voto di scambio

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/05/80cba80a1a34d671210c4f33b976d4d7_small.jpg
L’ex assessore Pino Amato.


Cominciamo a capire ed approfondire alcuni dei reati  per i quali l’ex assessore Amato è stato condannato in primo grado 
e che nella conferenza stampa ha dimenticato di elencare, ricordando solo i capi d’accusa da cui è stato assolto.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 MAGGIO 1960, n. 570 (GU n. 152 del 23/06/1960) TESTO UNICO DELLE LEGGI PER LA COMPOSIZIONE E LA ELEZIONE DEGLI ORGANI DELLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI.
 
 ART. 86. (T.U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 77)
 
  CHIUNQUE, PER OTTENERE, A PROPRIO OD ALTRUI VANTAGGIO, LA FIRMA PER UNA DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DI CANDIDATURA, IL VOTO ELETTORALE O L’ASTENSIONE, DÀ, OFFRE O PROMETTE QUALUNQUE UTILITÀ AD UNO O PIÙ ELETTORI, O, PER ACCORDO CON ESSI, AD ALTRE PERSONE, È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA SEI MESI A TRE ANNI E CON LA MULTA DA LIRE 3.000 A LIRE 20.000, ANCHE QUANDO L’UTILITÀ PROMESSA SIA STATA DISSIMULATA SOTTO IL TITOLO DI INDENNITÀ PECUNIARIA DATA ALL’ELETTORE PER SPESE DI VIAGGIO O DI SOGGIORNO O DI PAGAMENTO DI CIBI E BEVANDE O RIMUNERAZIONE SOTTO PRETESTO DI SPESE O SERVIZI ELETTORALI.
 
  LA STESSA PENA SI APPLICA ALL’ELETTORE, CHE, PER DARE O NEGARE LA FIRMA O IL VOTO, HA ACCETTATO OFFERTE O PROMESSE O HA RICEVUTO DENARO O ALTRA UTILITÀ.
 
ART. 87. (T.U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 78)
 
  CHIUNQUE USA VIOLENZA O MINACCIA AD UN ELETTORE, OD ALLA SUA FAMIGLIA, PER COSTRINGERLO A FIRMARE UNA DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DI CANDIDATURA O A VOTARE IN FAVORE DI DETERMINATE CANDIDATURE, O AD ASTENERSI DALLA FIRMA O DAL VOTO, O CON NOTIZIE DA LUI RICONOSCIUTE FALSE, O CON RAGGIRI O ARTIFIZI, OVVERO CON QUALUNQUE MEZZO ILLECITO, ATTO A DIMINUIRE LA LIBERTÀ DEGLI ELETTORI, ESERCITA PRESSIONI PER COSTRINGERLI A FIRMARE UNA DICHIARAZIONE DI PRESENTAZIONE DI CANDIDATURA O A VOTARE IN FAVORE DI DETERMINATE CANDIDATURE, O AD ASTENERSI DALLA FIRMA O DAL VOTO È PUNITO CON LA PENA DELLA RECLUSIONE DA SEI MESI A CINQUE ANNI O CON LA MULTA DA LIRE 3000 A LIRE 20.000.
 
  LA PENA È AUMENTATA – E IN OGNI CASO NON SARÀ INFERIORE A TRE ANNI – SE LA VIOLENZA, LA MINACCIA O LA PRESSIONE È FATTA CON ARMI, O DA PERSONA TRAVISATA, O DA PIÙ PERSONE RIUNITE, O CON SCRITTO ANONIMO, O IN MODO SIMBOLICO O A NOME DI GRUPPI DI PERSONE, ASSOCIAZIONI O COMITATI ESISTENTI O SUPPOSTI.
 
  SE LA VIOLENZA O LA MINACCIA È FATTA DA PIÙ DI CINQUE PERSONE RIUNITE MEDIANTE L’USO DI ARMI ANCHE SOLTANTO DA PARTE DI UNA DI ESSE, OVVERO DA PIÙ DI DIECI PERSONE PUR SENZA USO DI ARMI, LA PENA È DELLA RECLUSIONE DA TRE A QUINDICI ANNI E DELLA MULTA FINO A LIRE 50.000.
 
 ART. 102. (T.U. 5 APRILE 1951, N. 203, ART. 95)
 
  LE CONDANNE PER REATI ELETTORALI, OVE VENGA DAL GIUDICE APPLICATA LA PENA DELLA RECLUSIONE, PRODUCONO SEMPRE LA SOSPENSIONE DAL DIRITTO ELETTORALE E DA TUTTI I PUBBLICI UFFICI.
 
  SE LA CONDANNA COLPISCE IL CANDIDATO, LA PRIVAZIONE DAL DIRITTO ELETTORALE E DI ELEGGIBILITÀ È PRONUNZIATA PER UN TEMPO NON MINORE DI CINQUE NÉ MAGGIORE DI DIECI ANNI.
 
  IL GIUDICE PUÒ ORDINARE IN OGNI CASO LA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DI CONDANNA.
 
  RESTA SEMPRE SALVA L’APPLICAZIONE DELLE MAGGIORI PENE STABILITE NEL CODICE PENALE, E IN ALTRE LEGGI, PEI REATI PIÙ GRAVI NON PREVISTI DAL PRESENTE TESTO UNICO.
 
  AI REATI ELETTORALI NON SONO APPLICABILI LE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI DAL 163 AL 167 E 175 DEL CODICE PENALE E DELL’ART. 487 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE, RELATIVE ALLA SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA E ALLA NON MENZIONE DELLA CONDANNA NEL CERTIFICATO DEL CASELLARIO GIUDIZIALE.
 
 
Art. 29 C.P.- Casi nei quali alla condanna consegue l’interdizione dai pubblici uffici.

La condanna all’ergastolo e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni importano l’interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici; e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque.
La dichiarazione di abitualità o di professionalità nel delitto, ovvero di tendenza a delinquere, importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
 
Art. 61 C.P.- Circostanze aggravanti comuni.
Aggravano il reato quando non ne sono elementi costitutivi o circostanze aggravanti speciali, le circostanze seguenti: comma 9) l’avere commesso il fatto con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio, ovvero alla qualità di ministro di un culto.
 
 
Art. 319 C.P.- Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Il pubblico ufficiale, che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da due a cinque anni.
 
Art. 612 C.P.- Minaccia.
Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno, è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a lire centomila. Se la minaccia è grave, o è fatta in uno dei modi indicati nell’art. 339, la pena è della reclusione fino a un anno e si procede d’ufficio.

Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

Una nuova “camicia” per il più “amato” dei molfettesi.

Cara, che partito mi metto oggi?

Altro che V-Day, bisognerebbe organizzare per il prossimo Consiglio comunale l’occupazione della massima assise cittadina per chiederne le dimissioni in massa.
Nel nostro Consiglio Comunale non solo “spariscono i fatti” per dirla alla Marco Travaglio ma anche i consiglieri comunali eletti dal popolo.
Molti degli attuali consiglieri sono “abusivi”, perché, prima eletti “democraticamente” dai cittadini, e poi “migrati” verso altre sponde più remunerative.
Ci sono quelli che hanno cambiato casacca, quelli che si sono trasferiti in altre amministrazioni, quelli che si sono dimessi, quelli che sono indagati o in attesa di giudizio, quelli condannati in primo grado, quelli che hanno abbandonato il loro partito in attesa di promozioni, quelli che sono passati da destra a sinistra e da sinistra a destra, quelli che si apprestano a formare nuovi partiti, e soprattutto chi, dopo aver offeso la città per aver promosso alle ultime elezione amministrative una candidata sindaco “fantasma” si rende ancora protagonista di un ennesimo vergognoso cambio di casacca.
Non sappiamo ancora se il nostro consigliere più “amato” ha fatto la scelta definitiva, ma è certo che la sua nuova “casacca-camicia” gli si addice e lo rende irresistibilmente somigliante a qualcuno molto vicino alla storia del suo nuovo partito.
Lo avevamo già dichiarato un mese fa ed oggi lo possiamo ribadire;
non ci stupisce la scelta di Amato perché lo conosciamo bene e se ci fosse a Molfetta la Lega Nord non esiterebbe forse a chiedere la tessera anche a quel partito.
Crediamo che il guinness dei primati l’abbia raggiunto, e la sua unicità, sta proprio nell’aver attraversato quasi tutto l’arco costituzionale, nelle più variegate coalizioni di destra e di sinistra, dai Verdi ad Alleanza Nazionale.
La nostra democrazia è veramente in serio pericolo, non tanto per il fatto che un partito come Alleanza Nazionale  decida di accettare tra i propri iscritti uno dei tanti trasformisti della partitocrazia, ma la cosa più scandalosa è che si accetta il “pacchetto di voti” che costui rappresenterebbe e porterebbe in dote.
La vera vergogna è questa, il mercimonio di voti tra chi vende e chi compra ci conferma che all’interno del sistema, chi offre e vende i propri “pacchetti di voti” è certo di poterli controllare.
Gli “abusivi” della degenerazione della partitocrazia non sono solo in Parlamento ma si annidano anche nella nostra amministrazione. All’indomani del primo turno delle elezioni amministrative dell’anno scorso avevamo chiesto al Prefetto di sospendere le operazioni di voto del ballottaggio e comunque la proclamazione del nuovo consiglio comunale per tutto ciò che era accaduto in campagna elettorale.
Oggi i fatti ci danno ragione dei nostri dubbi e chiediamo agli organi giudiziari di accelerare i procedimenti in corso che coinvolgono a vario titolo alcuni consiglieri comunali.
Noi auguriamo a tutti che i “fatti non sussistano”, ma il nostro giudizio politico non cambierà nei confronti di chi sta trasformando la politica in un grande circo dove riescono ancora ad essere protagonisti solo  pagliacci che non fanno neanche più sorridere.