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Pino: "Le devi dire che se non viene a parlare con me, lei non lavora,…"… "Questa si deve mettere a disposizione"…


Continua l'approfondimento della fabbrica del consenso elettorale a Molfetta attraverso le intercettazioni telefoniche e gli atti giudiziari del processo che ha condannato Pino Amato (ex assessore, ex consigliere comunale ed ex presidente del Consiglio Comunale), in primo grado, a tre anni di reclusione. Augurando al sig. Amato la piena assoluzione, nel processo d'appello, ci interessa conoscere e approfondire il "sistema" che crea consenso oggi in politica. Il nostro giudizio su questo sistema sarà sempre severo al di là delle sentenze definitive.

Quinta Puntata

… omissis …

Come il p.m. evidenziava nel corso dell’esame testimoniale ex art. 197-bisc.p.p. del ten. Vincenzo Zaza all’udienza dibattimentale del 4.11.2008, questi, attinto il 28.11.2005 dalla misura interdittiva disposta dal G.I.P. con ordinanza del 26.11.2005, il successivo 6.12.2005 sosteneva l’interrogatorio di garanzia e,  nella occasione, depositava alcuni verbali e preavvisi di accertamento (quelli elencati a foglio 19 del verbale di interrogatorio e depositati dal p.m. all’udienza dibattimentale del 4.11.2008, oggetto del capo A)-3 asseritamente consegnatigli, con contestuale richiesta (non accolta) di soppressione di ogni atto sanzionatorio a quelli relativo, dall’assessore alla Polizia Municipale Giuseppe AMATO tramite l’impiegata comunale A. P.
Peraltro, il precedente  5.12.2005 la D.I.G.O.S. della Questura di Bari rinveniva nell’ufficio del ten. Zaza ulteriori due blocchetti di ricevute di cassa (quello contrassegnato dai nn. 4011 e 39/04-bis rilasciato il 12.4.2005, e quello contrassegnato dai nn. 4019 e 47/05 rilasciato il 7.5.2005) e, inoltre, quell’organo di p.g. aveva modo di appurare che erano stati consegnati dallo Zaza soltanto n. 80 bollettari a fronte dei n. 89 che, dalla consultazione dell’apposito registro acquisito in copia, risultavano rilasciati nell’anno 2005.
 
All’udienza del 14.10.2008 l’ispettore Giuseppe Sallustio ha riferito nei termini che seguono in merito alla procedura all’epoca dei fatti seguita dal comando di polizia municipale per l’irrogazione delle sanzioni amministrative conseguenti alla accertata violazione di disposizioni del Codice della Strada: 

PUBBLICO MINISTERO: Nell’ambito delle indagini lei ha potuto accertare l’iter amministrativo che seguiva all’accertamento da parte della Polizia Municipale di una infrazione di una norma del Codice della Strada?
TESTE: Praticamente nel momento in cui c’era una infrazione del Codice della Strada dipendeva dal tipo di infrazione…
PUBBLICO MINISTERO: Ovviamente mi riferisco alla Polizia Municipale di Molfetta come si muoveva e quale era la prassi.
TESTE: Sì, alla Polizia Municipale di Molfetta. Per esempio per i divieti di sosta si lasciava un preavviso di accertamento di infrazione sul parabrezza dell’auto, però solo per quanto riguarda il divieto di sosta. Questo era un preavviso, non era un verbale vero e proprio. Successivamente l’operatore di Polizia Municipale al rientro in ufficio consegnava il preavviso dell’infrazione al comando, era in duplice copia, praticamente l’aveva lasciato sul parabrezza e riportava in ufficio l’altra copia. Successivamente si aspettavano i canonici 60 giorni, credo, nei quali la persona che aveva il preavviso poteva andare a pagare la sanzione direttamente presso la Polizia Municipale oppure poteva effettuare un versamento in contocorrente.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi all’epoca vi era un ufficio cassa anche.
TESTE: Sì, c’era anche un ufficio cassa vero e proprio dove si poteva pagare direttamente l’infrazione.
PUBBLICO MINISTERO: Oppure poteva utilizzare il bollettino postale.
TESTE: Il bollettino postale su un numero di contocorrente e quindi effettuava il versamento tramite il contocorrente che poi entrava nelle casse della Tesoreria del Comune di Molfetta. Se poi non avveniva il pagamento vero e proprio dell’infrazione o tramite bollettino o direttamente, i preavvisi con i relativi dati venivano inseriti in un software che era poi inviato ad un’azienda che provvedeva alla gestione appunto delle sanzioni amministrative e quindi il relativo pagamento tramite un’azienda privata convenzionata con il Comune di Molfetta.
PUBBLICO MINISTERO: Quindi poi come andava avanti la cosa?
TESTE: Andava avanti che praticamente arrivava la sanzione direttamente per posta alla persona, logicamente maggiorata se non era stata pagata entro i termini previsti.
PUBBLICO MINISTERO: Come avveniva la registrazione informatizzata delle sanzioni versate dai contravventori?
TESTE: Era fatta sulla base dei preavvisi di accertamento. Nelle indagini comunque è emerso che praticamente l’inserimento nel database del computer dove erano inseriti tutti i dati veniva fatto in base a quello che era scritto proprio sul preavviso. Alcune volte è capitato che venivano inseriti dei dati diversi da quelli che erano quelli relativi alla sanzione vera e propria ovvero alcune volte erano dimezzati su disposizione dell’allora comandante della Polizia Municipale che era anche agente contabile della Polizia Municipale del Comune di Molfetta.
PUBBLICO MINISTERO: Che era?
TESTE: Il tenente Vincenzo Zaza.
PUBBLICO MINISTERO: E’ stato accertato, ha potuto verificare consultando il sistema informatico se veniva a volte modificato anche l’articolo contestato onde poter poi applicare una sanzione di importo inferiore?
TESTE: E’ capitato qualche volta che dagli accertamenti effettuati che praticamente c’erano state delle variazioni dell’articolo di legge in modo tale da farlo coincidere alla sanzione. Se per esempio un articolo “X” prevedeva la sanzione, faccio un esempio, di 50,00 euro, è capitato qualche volta che venisse modificato per farlo corrispondere ad una sanzione, faccio l’esempio, di 25,00 euro corrispondente a quel tipo di infrazione commessa.

 
 
In relazione ai fatti in disamina l’AMATO ha dichiararo quanto segue nel corso dell’interrogatorio sostenuto dinanzi al p.m., a seguito di presentazione spontanea, il 6.2.2006 (fogli 2331 e segg.):
(pagg. 103-106 del verbale di interrogatorio del 6.2.2006):
p.m.: ma lei in particolare non si è rivolto ad un vigile che si chiama PICCOLANTONIO?
Ind.: sì.
p.m.: per fargli modificare un preavviso di accertamento, una contestazione che prevedeva anche la sottrazione di punti dalla patente?
Ind.: me lo ricordo questo episodio.
p.m.: PICCOLANTONIO ha agito, richiesto da lei, di fare questa cosa?
Ind.: PICCOLANTONIO io mi pare che ho parlato telefonicamente con lui di questa cosa. Questo è un ragazzo…
p.m.: Sancilio Mauro si chiama la persona.
Ind.: sì, io conoscevo la moglie che lavorava con me. Se lei lo vede, Giudice…
p.m.: è un povero a lui?
Ind.: eh, è uno che non sa neanche parlare, è nipote di un consigliere comunale, quindi non è uno che io gli ho tolto la multa perché volevo il voto, assolutamente no.
p.m.: l’ha voluto aiutare.
Ind.: è una persona che veramente mi chiamò, disse che lui stava parlando al telefono e gli avevano fatto questo verbale.
p.m.: quindi gli avevano fatto il verbale perché parlava al telefonino?
Ind.: eh.
p.m.: e disse di aiutarlo?
Ind.: io dissi: “Io non lo so, lasciamela la multa, fammi vedere che cosa posso fare. Se ti posso aiutare, lo faccio, sennò…”, non ricordo, diciamo, cosa ho detto telefonicamente al vigile, a PICCOLANTONIO, mi pare che gli dissi: “Vedi un po’ se puoi ridurla, se puoi fare qualche cosa, perché questo è un povero a lui”.
p.m.: lei chiese di ridurla a 35,00 euro da 75,00 euro?
Ind.: se era possibile ridurre la multa a 35,00 euro.
p.m.: e l’ha pagata lei direttamente la multa? 35,00 euro?
Ind.: sì.
p.m.: per fare questo, lei ha dovuto cancellare “75,00” ed ha messo “35,00”?
Ind.: io dissi soltanto al vigile, PICCOLANTONIO, che è una persona che ha giocato a pallone con me, quindi lo conosco, dissi: “Senti, vedi un po’ se lo potete aiutare perché questo ogni giorno mi chiama sul telefono e mi dice: “assessore, la multa…””. Addirittura andò al Comando e disse: “Ha detto l’assessore, toglietemi la multa”, cioè questo le dimostra già il soggetto, quindi l’ho fatto in maniera, come voglio dire, trasparente al massimo e non c’era niente che mi potesse dare in cambio. Quindi, io ricordo, se non ricordo male, di aver parlato con PICCOLANTONIO telefonicamente e gli dissi: “Guardate, questo è un povero a lui. Lui dice che non stava col telefono in mano…”.
p.m.: è vero che lei successivamente, quando ha saputo che PICCOLANTONIO stava per essere sentito dalla Polizia Municipale, ha cercato di fargli dire delle cose diverse?
Ind.: no, io passai da un incrocio…
p.m.: da un semaforo?
Ind.: da un semaforo, lui stava là e dissi: “Ma ti hanno chiamato?”, perché poi in giro si diceva di tutto e di più, come anche la questione di Zaza, che io non c’entro niente, i giornali mi addossano di cose che io non c’entro.
 
 
Peraltro, in data 3.3.2007 l’AMATO ha sostanzialmente, seppure genericamente, confessato i fatti in esame, sottoscrivendo le seguenti dichiarazioni scritte depositate dal difensore di fiducia  in allegato all’istanza di revoca della misura cautelarepresentata l’8.3.2007:
“Pur confermando quanto ho già dichiarato nei miei precedenti interrogatori al PM, intendo fare alcune puntualizzazioni.
Non ho mai negato di essermi interessato perché ad alcuni cittadini indigenti fossero ridotte le multe loro praticate, ma altrettanto fermamente ribadisco di avere fatto ciò in perfetta buona fede.
La mia esperienza, la sostanziale incompetenza delle funzioni assessorili e l’ignoranza della specifica normativa  – che sapevo soltanto vagamente prevedere la possibilità di riduzione delle contravvenzioni, senza però conoscerne i meccanismi e le titolarità –  sono state purtroppo ulteriormente fuorviate dal sistema  – oggi posso dire distorto, ma all’epoca ritenevo fisiologico -, in cui la gestione era in tali sensi e nel quale io mi sono inserito, senza evidentemente avere l’esperienza ed i mezzi culturali per apprezzarne le anomalie.
Se il mio comportamento che, tuttavia, intendo ribadire, giammai è mai stato teso a conseguire un utile sul piano personale, ma ad aiutare anche in altre vicende ancorchè con mezzi pedestri i cittadini bisognosi, può avere mio malgrado, comportato una distorsione delle funzioni pubbliche da me esercitate, ne faccio ammenda impegnandomi per il futuro a non reiterare tali condotte.
Per quanto riguarda, poi, le altre vicende in cui mi si accusa di avere strumentalizzato la mia funzione per ottenere il consenso elettorale, riservandomi di offrire, come del resto ho già fatto nel corso dei due interrogatori, un più analitico esame delle predette vicende (allorquando le mie condizioni psichiche saranno migliori), mi preme, in questa sede, sottolineare il contesto ambientale ancor oggi presente –non solo a Molfetta, ma in ogni realtà italiana-  nel quale mi sono trovato ad operare e che non consentiva in alcun modo di apprezzare il disvalore di una esasperata ricerca del consenso.
 
Evidenzia il p.m. anzitutto, in relazione alle giustificazioni addotte dall’imputato, che non è invocabile dall’imputato la sua perfetta buona fede, e quindi, la mancanza dell’elemento soggettivo dei delitti in ipotesi, in quanto le conversazioni telefoniche in cui l’AMATO  invita il proprio interlocutore a “parlare a voce” della questione relativa alle “multe” e/o a non parlare telefonicamente della questione medesima, dimostrano al contrario la perfetta consapevolezza dell’imputato circa la illiceità della condotta tenuta o da tenersi.
Tra le molteplici conversazioni telefoniche anzidette si trascrive qui di seguito quella n. 934 (R.I.T. n. 2/05) riguardante la sanzione amministrativa irrogata il 12.4.2005 alla anziana condomina dell’imputato Adele D. J. (intestataria dell’autovettura Ford Fiesta tg. AJ 513RA) e oblata il successivo 2.7.2005, nella minore misura di euro 35.00 senza la decurtazione dei punti originariamente operata; conversazione che l’AMATO intrattiene con il proprio coniuge Camporeale Marta il 4.5.2005:
inizio conversazione
PINO: Pronto? (voce maschile)
B: Pino? (voce femminile)
PINO: Sì.
B: Pino, la signora di sopra, non sai la vecchia che abita sopra di noi.
PINO: Sì, sì.
B: Mi ha portato un giocattolo al bambino.
PINO: Perchè?
B: Forse per la multa…ma almeno gliel'hai tolta?
PINO: Sì, mi raccomando di' tutto telefonicamente, di' tutto,  spiega tutto!
B: E che cosa è…
PINO: Eh…certo che eh!
B: Va bene. Ciao.
PINO: Ciao.

fine intercettazione
 
Non è vero, poi, che la condotta tenuta dall’AMATO “giammai è mai stata tesa a conseguire un utile sul piano personale”, giacchè traspare più volte, specialmente dalle conversazioni e dalle comunicazioni intercettare, che l’imputato  – foss’anche per colpa del contesto ambientale”  e per la “esasperata ricerca del consenso” in quell’ambiente imperante –  ha sempre finalizzato il proprio intervento all’acquisizione del consenso elettorale, proprio (in vista delle elezioni per l’elezioni del consiglio comunale del 2006) o altrui (in occasione delle elezioni del consiglio regionale del 2005), come esemplificativamente si evince, invero chiaramente, da altre conversazioni che di seguito si trascrivono:
q              conversazione telefonica n° 6968 che intercorre sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe (Pino) n°………….. (R.I.T. 2/05) il 12.04.2005 tra l’assessore e P. V. (Savino), utilizzatore del n. ………………[1]:
inizio intercettazione
( … )
PINO:Senti, ascoltami un attimo, Vito, tu lo sai che io con te ho parlato sempre con molta sincerità.
SAVINO:Dimmi tutto.
PINO:Per quanto riguarda la questione Isa.
SAVINO:Sì.
PINO:Le devi dire che se non viene a parlare con me, lei non lavora, glielo devi dire chiaro e tondo.
SAVINO:Va bene, ma non sta venendo per niente più, eh!
PINO:Ma siccome lei punta alla questione di Molfetta…
SAVINO:Ah, ho capito.
PINO:Glielo devi dire chiaro e tondo questo fatto qua.
SAVINO:Allora…vuoi che le faccio una telefonata e dire: "Vai da Pino".
PINO:Tu le devi dire…
SAVINO:…o se si presenta l'occasione?
PINO:No, tu te la chiami con una scusa qualunque, poi le dici che stiamo provvedendo per l'apertura…ed è opportuno per questa cosa che vai a parlare con Pino.
SAVINO:Ho capito.
PINO:Anche perchè questa per l'anno prossimo se lo…
SAVINO:Ho capito.
PINO: Questa si deve mettere a disposizione perchè questi vogliono fare la minuto  (N.D.R. trattasi in realtà del cognome MINUTO e il riferimento è al consigliere comunale Carmela MINUTO) a Molfetta, quindi questi o ci votano o li mandiamo a casa.
SAVINO:Va bene, va bene.
PINO:Va bene?
SAVINO:Va bene, ma la chiamo…ascolta, un'altra cosa…
( … )
fine intercettazione
 
– conversazione ambientale n°1403 del R.I.T. n. 55/05 captata nell’ufficio dell’AMATO il 7.6.2005allorquando, infatti, l’assessore confida ai suoi interlocutori non identificati:
Io diciamo… allora con sincerità, io sono abituato a vedere i fatti, cioè mi spiego, perché io ho aiutato anche tante persone che alla fine mi hanno girato le spalle, io ho dato tanti posti di lavoro, specialmente al Centro Disabili di Molfetta, persone che stanno a part-time 3 ore al giorno e prendono 800,00 euro al mese e non fanno niente  (…) l'unica cosa è che poi verifico se uno mi dà una mano oppure no. Ma sai perché lo faccio? Perché alla fine io poi magari Damiano che mi ha aiutato veramente non lo so che mi ha aiutato e quello che non mi ha aiutato viene e dice: "No assessore, io ti ho dato i voti" e magari a quello aiuto e a quello no.. Quindi io devo sapere realmente chi mi ha aiutato per poterlo aiutare”.

 


[1] Dalla stessa trascrizione del perito si evince che, in realtà, l’interlocutore dell’AMATO è Vito e non Savino, come erroneamente riportato nella trascrizione della conversazione telefonica

… omissis … 

Puntate precedenti:
 

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DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

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Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

Il più amato dai molfettesi torna a parlare dietro la… serranda


Dopo un lungo silenzio il fatto molfettese ha intervistato il più amato dei molfettesi mentre la sua foto è riapparsa dietro la serranda della sede del suo partito; abbiamo confrontato le sue dichiarazioni con quelle rilasciate nell'ottobre 2004 ad un collaboratore di Q15; se queste sono le prospettive del centrosinistra a Molfetta, e i dirigenti del PD non ne fanno un mistero, siamo messi proprio male.

«Abbiamo incontrato Pino Amato, per capire che fine avesse fatto e quale fosse il suo pensiero riguardo gli ultimi avvenimenti che hanno colpito la città di Molfetta:


Che idea si è fatto del terremoto giudiziario “Mani sulla città” scoppiato in questi ultimi giorni? 
In riferimento alla questione giudiziaria preferirei non esprimermi. Lascio alla magistratura il compito di fare il suo dovere e di accertare se le condotte contestate siano illecite o meno. 
Sulla questione politica si può fare un’unica riflessione: il Sindaco deve assumersi le sue responsabilità, in quanto la nomina del’ Ing. Rocco Altomare è stata voluta fortemente dallo stesso e, pertanto, deve rispondere politicamente di quanto accaduto alla città, facendo un passo in più, ovvero quello della costituzione di parte civile del comune di Molfetta in questa vicenda. 

Che giudizio dà di questi anni di governo dell’amministrazione Azzollini? 
Un’amministrazione che deve avere la sua fine il prima possibile. I fatti ci hanno dato ragione, il Sindaco-Senatore-Presidente della Commissione Bilancio al Senato non avrebbe 
mai potuto svolgere contemporaneamente le tre cariche e così è stato. Non faccio fatica a definire questa la peggiore amministrazione del dopoguerra che abbiamo avuto a Molfetta e lo testimoniano i fatti: assessori senza deleghe, strade dissestate che causano contenziosi per milioni di euro, la questione eco-mostro della Capitaneria di Porto, la non costituzione di parte civile nel caso lodo Zitelli, la questioneirrisolta del Porto con contenziosi che sono costati, alle casse comunali, ben sette milioni di euro con, tra l’altro, un’indagine in corso da parte della magistratura, una giunta comunale nominata senza la presenza di donne con conseguente azzeramento da parte del TAR. 
Vi è poi la questione campi di calcetto di via Gramsci, dove , non si capisce per quale motivo, non si riescano a recuperare circa 250 mila euro di crediti. Forse, perché, qualche consigliere di minoranza ha fatto il classico salto della quaglia in maggioranza. Un modo barbaro e sistematico condotto dal Sindaco Azzollini di ricattare politicamente un consigliere 
comunale costringendolo a fare una scelta ben precisa: o si passa dalla sua parte o si muore politicamente. E poi ancora un consiglio comunale ,ormai fatto di incompetenti, dove i consiglieri comunali, eletti dal popolo, rinunciano al loro mandato per un posto di lavoro o una poltrona da dirigente. Tutto ciò è scandaloso e noi dell’UDC dal 2008 abbiamo rinunciato a questo modo di fare politica pasticciona di questa amministrazione non più in grado di amministrare questa città, già ridotta alla povertà e alla illegalità diffusa. Devono andare tutti a casa. 

Parlando della sua attività politica, intende ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative di questa città? 
Credo, con molta probabilità, che non mi ricandiderò, per un semplice motivo. Da tempo ho scelto di farmi da parte, non ricoprendo nessun incarico politico, per affrontare con maggior serenità la mia vicenda personale. 
È giusto fermarsi ma seguo, comunque, con attenzione ed orgoglio ciò che sta facendo l’ UDC Molfetta e i suoi giovani; stiamo attuando da tempo un rinnovamento totale all’interno del partito, lanciando giovani competenti ed entusiasti di fare politica, quella vera, sana, fatta per la propria città. Un rinnovamento dirigenziale che rappresenterà la futura classe 
dirigente dell’UDC Molfetta e che, perché no, potrà essere protagonista delle prossime elezioni amministrative dando ossigeno e nuova linfa a questa città, mandando a casa, una 
volta per tutte, i vecchi e nuovi volponi della politica.
 
A proposito di elezioni amministrative, l’ UDC Molfetta in quale coalizione si schiererà e quale sarà la vostra linea politica? 
Non spetta a me dirlo, ma al commissario cittadino e al partito stesso. Credo che, ed è solo un mio pensiero personale, alla nostra città serva un profondo cambiamento sia di uomini che nel modo di fare politica ed amministrare una città. Serve una netta discontinuità con l’attuale amministrazione e anche con coloro che, in passato, hanno amministrato Molfetta. 
È necessario, dunque, un cambiamento totale, perché, penso che il sindaco ideale per questa città oggi debba essere un giovane, pulito, non compromesso, non ricattabile dall’Azzollini di turno. Ed è per questo che noi dell’ UDC presenteremo un nostro candidato sindaco con tali caratteristiche. Siamo favorevoli, inoltre, alle primarie perché il nostro candidato deve essere condiviso da tutti. Ci deve essere una forte partecipazione democratica che riporti entusiasmo e voglia di ricominciare; insomma non è più tempo di destra o sinistra è tempo del Grande Centro, è tempo di coerenza, di onestà e di trasparenza, con un programma di forte sviluppo per Molfetta a favore dei giovani 
disoccupati, delle famiglie meno abbienti e delle fasce più deboli. Noi dell’UDC ci concentreremo su queste proposte, proponendo, inoltre, di eliminare le nomine di dirigenti ad interim da parte del sindaco, di ridurre i costi della politica nominando solo 6 assessori nella giunta comunale e con stipendi degli stessi dimezzati del 50 %, di ridurre da 5 a 3 membri i consigli d’amministrazione, come già prevede la legge. Questa è la mia idea di città e spero che l’UDC Molfetta la condivida e che si viaggi sulla stessa lunghezza d‘onda. 

Questa la sua idea di città, per la scelta della coalizione invece? 
Sulla coalizione noi non chiudiamo le porte nè a destra nè a sinistra. Ci confronteremo, invece, sui programmi e sulla scelta degli uomini, tenendo sempre presente la nostra ferma 
volontà di mandar via i vecchi e nuovi volponi della politica per dare spazio ai giovani. Siamo quindi aperti al dialogo con quanti vorranno condividere le nostre idee. Per il resto prima questa amministrazione andrà a casa prima potremo dare il via al grande progetto di rinascita di questa città.»

Ottobre 2004

Pino Amato: “L’adesione a Forza Italia è stata una scelta naturale”

 

Intervista al neo assessore all’annona, dopo il cambio di casacca


 

 

Diventare assessore, si sa, riempie di orgoglio e soddisfazione. Per Pino Amato, che da tempo ambiva ad una poltrona all’interno della giunta, la soddisfazione è doppia. In un sol colpo l’ex presidente del consiglio comunale ha aderito a Forza Italia e ha incassato la delega di assessore al traffico, al commercio e al personale. Niente male anche per un uomo testardo e ambizioso come lui. Quando lo abbiamo incontrato, fresco di nomina, non si è risparmiato e ci ha già annunciato le linee portanti del suo “programma” da assessore. Anche se Amato tiene a sottolineare che si muoverà seguendo il percorso già tracciato dal suo predecessore, si annunciano imminenti svolte soprattutto per quanto attiene la gestione della polizia municipale. Più vigili per le strade, tolleranza zero contro tutti i tipi di abusivismo, maggiore presenza della polizia urbana nei quartieri. Insomma, un assessore sceriffo, Amato, in sostituzione di un assessore pacato e misurato come Ancona. 

 

Assessore Amato, come mai ha deciso di entrare in Forza Italia?

“Il mio passaggio, assieme al mio gruppo, in Forza Italia è stato un fatto abbastanza naturale visto che il leader dei Popolari per la Puglia, Marcello Vernola, era candidato nelle liste di Forza Italia nelle ultime elezioni europee. I Popolari per la Puglia, dunque, alle elezioni europee hanno già votato per Forza Italia e alle prossime elezioni regionali i Popolari per la Puglia correranno assieme a Forza Italia”. 

 

Lei, però, aveva dichiarato, in un’intervista a “Quindici” di poter ritornare nell’UDC. Come mai non l’ha fatto?

“In verità numerosi dirigenti provinciali dell’UDC mi hanno chiesto di rientrare in quello che era il mio partito, ma io ho rifiutato perché erano stati proprio i dirigenti provinciali del partito di Follini a comportarsi scorrettamente con me. Tra l’altro non è un segreto che in questa città vige il caos all’interno dell’UDC”. 

 

La nomina alla carica di assessore era legata al suo ingresso in Forza Italia?

“No. E’ stata Forza Italia ad invitarmi a rappresentare il partito in giunta”. 

 

Più d’uno dice che lei non ambiva all’assessorato retto fino a poco tempo fa da Ancona. E’ vero?

“No. Devo dire che mi era stato proposto, in un primo tempo, l’assessorato alla socialità. Io però ho rifiutato per evitare possibili conflitto d’interessi visto che la mia attività lavorativa si svolge proprio nel campo del sociale. E’ stato il partito a scegliere di affidarmi l’assessorato al traffico, al commercio e al personale”. 

 

Qualcuno dice che sarà proprio Carmela Minuto a prendere il suo posto come presidente del consiglio comunale. Conferma?

“Io non ne so niente. Se ciò avverrà la cosa non mi dispiace visto che le divergenze politiche che c’erano tra noi sono state superate dal fatto che non militiamo più nel medesimo partito”. 

 

Lei è assessore da pochi giorni. Qual è il suo “programma”?

“Prima di tutto mi pare importante puntare al rafforzamento del lavoro della polizia municipale. I vigili urbani già fanno molto in questa città, ma devo riuscire a far tornare i vigili nei quartieri, per le strade. Il vigile urbano deve diventare un punto di riferimento per i cittadini molfettesi. Ci sarà una stretta anche sulla questione degli ambulanti: gli ambulanti non autorizzati non potranno più occupare il suolo pubblico.” (Francesco Dell’Olio)

Volevamo ricordarvi che i dirigenti della sezione molfettese dell'UDC oltre a cambiare spesso orientamento politico, cambiano dalla sera alla mattina anche il nome della loro sezione; se volete saperne di più continuate a leggere ;
  
Se poi volete approfondire la storia leggete il link

 

"Piazza pulita bis", i Carabinieri smantellano gli ambulanti. 14 chioschi sequestrati, tre arresti

Tredici negozianti di frutta e verdura – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio – sono ritenuti responsabili dei reati di "invasione di terreni o edifici"

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/09/mimmo-nasone.jpg%201(4)(2).jpg

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

A distanza di poco più di tre mesi, il commercio ambulante finisce nuovamente nel mirino della magistratura.

Questa mattina dalle ore 9.00 a Molfetta, 80 militari della locale Compagnia Carabinieri e dell’ 11° Battaglione Carabinieri “Puglia”, stanno eseguendo 14 ordinanze di sequestro preventivo di beni emesse in data 17 settembre 2010 dal Gip del Tribunale di Trani dott. Roberto Oliveri del Castillo.

Dopo le indagini dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Molfetta e dalla Polizia Municipale di Molfetta, coordinate dal Sost. Proc. dott. Giuseppe Maralfa, ha ritenuto tredici negozianti di frutta e verdura, tutti molfettesi – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio – responsabili, a vario titolo, dei reati di “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.), comportamento reiterato rispetto alla operazione precedente dell’8 giugno e violazione dei sigilli, per aver, da giugno 2010 ad oggi, violato i sigilli apposti dai Carabinieri sulle aree sequestrate attraverso l’esposizione sulle stesse aree oggetto del sequestro ed affidate in custodia ai negozianti stessi.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/09/mimmo-nasone.jpg%202(3).jpgL’elemento di novità rispetto alla precedente operazione è che stavolta sono stati perseguiti con maggiore rigore tre commercianti che – citando testualmente l’ordinanza di custodia cautelare – hanno «posto in essere con protervia e spregiudicatezza condotte illecite come se non fosse accaduto nulla, come se si trovassero nella piena legalità di un diritto ormai acquisito, e pure nella qualità di custodi si sono riappropriati di luoghi pubblici e installazioni in sequestro».
Nei confronti dei tre (tra cui una donna), sono state eseguite altrettante ordinanze di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

In particolare, gli appostamenti e le riprese video-fotografiche realizzate dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno dimostrato che in un caso, il fruttivendolo, con assoluta noncuranza dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, aveva occupato con continuità la sua “vecchia” postazione, nonostante fosse stata sequestrata, sia prima di divenirne il custode, sia dopo che la stessa area gli era stata affidata dal giudice.

Negli altri due casi, invece, esattamente come avveniva prima dell’operazione “Piazza Pulita” dell’8 giugno, i due commercianti continuavano ad occupavano stabilmente, senza alcuna autorizzazione (nemmeno al commercio ambulante), le aree poste sotto sequestro, tutti i giorni, 24 ore su 24.

L’indagine, già avviata nello scorso mese di dicembre, è stata svolta dai Carabinieri del Nor di Molfetta in concorso con la Polizia Municipale di Molfetta, attraverso l’osservazione e la ripresa video-fotografica degli obiettivi, in più occasioni, da gennaio a settembre, allo scopo di attestare senza ombra di dubbio che l’occupazione abusiva del suolo pubblico fosse compiuta continuativamente, anche in orario notturno, sia dai commercianti in sede fissa (titolari quindi di un negozio), sia dai commercianti ambulanti.

Da giugno ad oggi, è stato accertato che i fruttivendoli che hanno continuato ad agire in disprezzo dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria sono stati 13, meno della metà dei 29 destinatari dei provvedimenti di sequestro eseguiti l’8 giugno.

Secondo le forze dell'ordine, si tratta sicuramente di un successo nel ripristino della legalità, in un settore delicato quale la regolamentazione dei “servizi di prossimità” indispensabili per la cittadinanza: non un contrasto all’esercizio del commercio, ma un invito a rispettare ed a far rispettare le regole che la società stessa si impone, nell’interesse di tutti i suoi membri.

Nel corso dell’operazione, anche stavolta come a giugno sono stati rimossi e sequestrati tutti i beni materiali per l’esposizione delle merci (gazebo, bancarelle, cassette,etc., tutti affidati in custodia giudiziale in attesa dell’eventuale provvedimento di confisca), mentre i prodotti ortofrutticoli sono stati resi agli operatori commerciali dopo essere stati tolti dalle aree ad essi interdette.

Molfetta, divisa tra incivili e vandali

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una email inviataci ieri da una cittadina della nostra città.
 
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Nei pressi della stazione di Molfetta, dopo le aiuole diventate bagno pubblico per cani e cestino per rifiuti, sottopassaggio preso di mira da incivili che fanno i propri bisogni fisiologici e vomitano, da vandali che rompono bottiglie, ora è il turno della cabina telefonica pubblica ubicata sul marciapiede del primo binario.
Tra la notte di venerdì e sabato è stata sdradicata dal muro la cabina del telefono e portata dietro la stazione, completamente distrutta (come da foto) all’ingresso di via Guastadisegno da un gruppo di "ragazzi"!!!
Questa è "la Molfetta che vogliamo?"
A fine Giugno il divertimento estivo dei giovani è questo: a fine Settembre cosa resterà della stazione?
Per non parlare della sicurezza pubblica: inesistente.
Dopo la segnalazione fatta nella mattina di sabato ai vigili urbani, la cabina è ancora abbandonata per strada, alla mercè di altri atti vandalici. Qualcuno può intervenire?

e-mail firmata

La sicurezza nella nostra città? Privatizziamola!

Ovvero sulle autentiche finalità del nuovo Regolamento di Polizia Municipale

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di Gianni Porta – Consigliere comunale

Iniziano ad essere chiare le vere motivazioni che hanno condotto lo scorso 14 dicembre l’Amministrazione comunale di destra, con la benevola astensione dell’UDC, ad approvare il nuovo Regolamento della Polizia Municipale.
Oltre ad introdurre l’uso delle armi, un altro aspetto del Regolamento criticato da Rifondazione comunista era la possibilità di collaborazione con associazioni di volontari per l’espletamento delle funzioni di Polizia Municipale offerto dal nuovo art. 8 che recita: “La Polizia Municipale è aperta alla collaborazione di Gruppi o Associazioni di Volontariato per l’espletamento di alcuni servizi individuati dal Sindaco, previa convenzione”.
Con Delibera della Giunta Comunale n. 352 del 28 dicembre scorso il Sindaco ha proceduto ad affidare all’ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) alcune attività di collaborazione con il corpo di Polizia Municipale per finalità istituzionali quali: il controllo delle discariche abusive; la  tutela degli animali e dell’attività ittica e venatoria; il presidio di istituti scolastici elementari e medi inferiori nonché un attento e oculato servizio di pattugliamento del territorio comunale.

Perché siamo contrari a una decisione che a prima vista potrebbe sembrare  positiva? Perché quest’atto rientra in una logica di “esternalizzazione” (leggi “privatizzazione”), includendo anche le funzioni della sicurezza e della prevenzione che – secondo noi – dovrebbero restare prerogativa esclusiva di organi pubblici. Dal momento che si privatizza un po’ tutto – avrà pensato l’Amministrazione di destra – perché non iniziare a sperimentare anche la privatizzazione della sicurezza, intanto si comincia dal controllo dell’ambiente.
Noi riteniamo pericoloso, in prospettiva, che dei servizi – soprattutto di tutela della collettività e dei beni pubblici – siano svolti da Corpi non pubblici e, come recita l’art 2 dello schema di convenzione, “secondo autonoma programmazione, salvo specifici interventi richiesti dal Comandante della Polizia Municipale”, che equivale a dire, “se il Comandante ci chiede questa cosa la facciamo, altrimenti la norma è che noi decidiamo come gestire, organizzarci e comportarci nei servizi assegnatici”. Francamente non siamo rassicurati, preferiamo i nostri Vigili esperti ed espressione di un Corpo pubblico a guardie volontarie private seppur con tanta buona volontà.

Un altro motivo di opposizione risiede nel fatto che ricorrendo a collaborazioni di volontari si rinvia e disincentiva l’assunzione di nuove unità e il potenziamento del corpo di Polizia Municipale che tutti hanno detto aver bisogno di investimenti. Quante promesse, nei Consigli comunali in cui si è discusso del nuovo Regolamento, da parte dell’Amministrazione sul potenziamento e rafforzamento della pianta organica dei Vigili, quante parole… tutti sembravano fare a gara a chi la sparava più grossa.
Fatto sta che ad oggi nessuna procedura tesa a nuove assunzioni è stata posta in essere (pur essendo stato programmato il fabbisogno di nuove unità nel lontano marzo 2009), anzi ci ritroviamo con questo affidamento a volontari (sulla cui buona fede e impegno non intendiamo entrare in merito).

E domani potrebbero arrivare altre convenzioni e altri volontari, magari addetti alla sorveglianza dei migranti per beccare quelli sprovvisti di documenti. E ci chiediamo con quali competenze professionali e senso della funzione rispetto ad operatori di Polizia Municipale adeguatamente formati. Qualcuno potrebbe pensare che così almeno qualcosa si risparmia, ebbene mica tanto visto che all’associazione in questione sarà riconosciuto un contributo annuo di € 11.350 per le spese.
La formazione e l’efficienza, si sa, costano e quindi l’Amministrazione – che ha altre priorità di investimento (megaopere infrastrutturali, canali mitigatori e affini che fanno la fortuna di pochi anziché la qualità della vita della stragrande maggioranza dei cittadini) – imbocca la strada della delega, dell’appalto ai privati della sicurezza, in linea con la politica di risparmi su benzina per far girare auto e motociclette, su divise e tanto altro.
Se non c’è una inversione di rotta da parte dell’Amministrazione, cui chiediamo il ritiro di questa delibera di affidamento, la situazione del nostro Corpo di Polizia Municipale nonostante l’abnegazione e la competenza dei suoi appartenenti rimarrà inchiodata ai limiti strutturali derivanti da insufficienti risorse economiche stanziate.
Non basta strombazzare demagogicamente l’introduzione delle armi per risolvere i problemi della sicurezza di Molfetta.

Intervento apparso sul mensile l’AltraMolfetta di Febbraio

Ecco le "ronde" in salsa molfettese

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Finalmente Molfetta sarà liberata da rapinatori, spacciatori, abusivi del commercio, falsi invalidi; i marciapiedi saranno liberi da feci canine e nelle nostre campagne scompariranno le discariche abusive.
Qualcuno di voi starà pensando alle positive ricadute del nuovo Regolamento della Polizia Municipale, di recente istituzione, o alla presenza di agenti armati fino ai denti che faranno rispettare leggi e regolamenti comunali? Niente di tutto questo.
Il SindacoSenatorePresidente con la sua Giunta Comunale si è inventato una forma originale di “Ronde Padane” in salsa molfettese.
Come nella migliore tradizione spartitoria, nell’ultima seduta di Giunta Comunale di fine anno, quando si fanno i regali ad associazioni, amici e sudditi, il Sindaco ha pensato bene di farne uno anche all’associazione, quasi sconosciuta, ANPANA (Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura,Ambiente) con sede in Roma, che  ha, tra gli altri scopi sociali, quello di collaborare con le Pubbliche Istituzioni, alla vigilanza e all’osservanza delle leggi e dei regolamenti locali relativi alla salvaguardia della natura, dell’ambiente, della protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico.
Con la delibera n. 352 del 238.12.2009 ha affidato all’ANPANA – Sezione di Molfetta – alcune attività di collaborazione volontaria con il corpo di Polizia Municipale per finalità istituzionali.
In via sperimentale e per la durata di mesi dodici, decorrenti dalla data di stipula della convenzione, l’attività di collaborazione volontaria degli operatori dell’ANPANA con il Corpo di Polizia Municipale, sarà espletata nei limiti del solo territorio comunale, nell’ambito delle finalità di protezione degli animali, controllo delle discariche abusive, tutela degli animali e attività ittica e venatoria; collaboreranno fattivamente con il Corpo di Polizia Municipale in occasione di manifestazioni pubbliche di carattere civile e religioso e nel presidiare gli istituti scolastici elementari e medi inferiori nel corso dell’attività di ingresso ed uscita degli alunni dagli stessi; limitatamente alla mera constatazione delle infrazioni rilevate ai sensi delle Leggi Generali e Regionali, dei Regolamenti e delle Ordinanze locali che disciplinano i citati servizi, pattuglieranno con un attento e oculato servizio il territorio comunale. L’ANPANA con nota prot. n. 35697 del 26.6.09 offriva al Comune di Molfetta, la sua collaborazione “volontariamente e a titolo gratuito”, invece il Sindaco ha pensato bene che tale attività andava retribuita e ha stabilito con la suddetta delibera di riconosce all’ANPANA un contributo di euro 11.350,00 annui, da corrispondere a trimestralità anticipate di cui le prime tre dell’importo cadauna di euro 2.500,00 (duemilacinquecento) e la quarta di euro 3.800,00 (tremilaottocento/00). L’importo annuo sarà aggiornato annualmente in base all’indice ISTAT, a puro titolo di rimborso delle spese sostenute per consumo carburante, assicurazione dei mezzi e degli operatori, spese telefoniche della Centrale di Pronto Intervento, canoni di apparati di ricetrasmittenti, riparazione automezzi e attrezzature, acquisto di materiale e attrezzature occorrenti per l’espletamento del servizio, eventuali premi alle Guardie, oneri vari di gestione.
Da quanto previsto in delibera si presume che questa collaborazione sia prorogabile nei prossimi anni. Ma la straordinarietà di questo provvedimento amministrativo nasconde altre verità.
https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/01/anpana2028062009.jpgL’ANPANA si impegna ad assicurare il servizio di cui sopra attraverso l’utilizzo giornaliero di 6 unità in uniforme del Corpo ANPANA, muniti di automezzi contrassegnati, con il solo logo associativo e sprovvisti di apparati luminosi blu lampeggianti (almeno questo), tutti di proprietà dell’ANPANA stessa.
Abbiamo scoperto che in tempi non sospetti l’amministrazione comunale con Determinazione Dirigenziale n. 72 nel 2005 ha contribuito con 2.000,00 euro all’acquisto delle uniformi per i “volontari” dell’ANPANA e con delibera di Giunta n. 21 del 28.1.2005 ha erogato 3.000,00 euro alla stessa associazione di “volontariato” per la locazione e allestimento sede.
Appare chiaro che questa Associazione ANPANA ha poco di “volontario” se sin dalla nascita ha beneficiato di particolari attenzioni da parte di qualche amministratore presente nella giunta del 28.1.2005.
Oggi non conosciamo chi è il referente politico che sostiene l’ANPANA ma nel 2005 chi frequentava la sede, in Piazza Effrem 5, ( oggi in via D’Azeglio 144) si conosceva.
Speriamo che le forze politiche di opposizione facciano tutto quello che è nelle loro competenze e chiedano l’annullamento immediato della delibera di G.C. n.352 del 28.12.2009 perché in contrasto con il Regolamento di Polizia Municipale, perché nasconde un tentativo subdolo di far passare l’istituzione di un servizio che è prerogativa delle forze dell’ordine sotto forma di falso volontariato e soprattutto è una offesa alle tante associazioni di volontariato reale che silenziosamente svolgono un considerevole e importante ruolo nella nostra città senza ricevere alcuna attenzione economica dall’amministrazione comunale.
Infine proponiamo al Sindaco di collaborare gratuitamente con la Polizia Municipale nella segnalazione di abusivi di ogni genere, discariche a cielo aperto in città e in campagna così come abbiamo fatto da sempre e senza uniformi. Evidentemente in questo strano paese chi denuncia gratis non viene ascoltato e chi collabora “volontariamente in uniforme” è più ascoltato e pagato.

Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

Un pensiero di Natale per gli abusivi e per il Sindaco Azzollini.

Abbiamo appreso dalla rete che negli ultimi giorni c’è stato un controllo a tappeto del territorio da parte della Polizia Municipale sull’occupazione abusiva da parte di commercianti ambulanti e a posto fisso. Peccato che tale azione repressiva giunga molto tardi, non solo rispetto alle segnalazioni che da anni il Liberatorio ha fatto, ma anche dall’ultimo esposto che è stato consegnato sul tavolo della Municipale nella mattinata di sabato 21 novembre u.s. (vedi allegato). Ma nei fatti nulla è cambiato. I più recidivi in queste ore prefestive hanno allargato ancora di più il loro territorio "abusivo". Stamattina è stato consegnato un nuovo esposto molto dettagliato (segue allegato).

Al Comando Tenenza di Finanza di Molfetta
Al Comando Stazione Carabinieri di Molfetta
Al Comando Polizia Municipale di Molfetta

Oggetto: Richiesta d’intervento per occupazione strade e marciapiedi e violazioni al codice della strada.

Il sottoscritto Matteo d’Ingeo, in veste di coordinatore del LIBERATORIO Politico, premesso di aver segnalato da anni l’increscioso problema dell’occupazione abusiva di strade e marciapiedi, che arrecano particolare difficoltà alla viabilità pedonale e stradale, in particolare nelle zone occupate da commercianti di ortofrutta che violano quotidianamente il codice della strada e le ordinanze sindacali :

chiede l’intervento immediato degli agenti di Polizia Municipale, e delle altre forze dell’ordine presenti sul territorio, per liberare strade e marciapiedi, ripristinare la viabilità e favorire il parcheggio a chi paga regolarmente i pass per le zone blu. In particolare si chiede di intervenire presso i punti vendita in:

via Bari n. 27 e in via Bari angolo Quintino Sella presumibilmente intestati alla famiglia De Bari e DiniddioSpadavecchia;

via Giovinazzo presso il punto vendita FioreVista Rosalba per violazione al codice della strada e impedimento per i portatori di handicap ad utilizzare la rampa a loro concessa per l’accesso al marciapiede; si ricorda alle SS.VV che la stessa plancia 6 metri x 3 metri di proprietà Gestor-Comune, situata alle spalle della rivendita, non è utilizzabile da quasi due anni con notevole danno alle casse comunali e all’utenza che non può utilizzare a fini commerciali la suddetta  postazione;

via Di Vagno angolo via Calabrese (famiglia Andriani) oltre ad occupare uno spazio antistante ad una centralina del gas, occupa da sei mesi il sito stradale con una struttura in ferro presumibilmente non autorizzata;

via Cap. De Candia, all’altazza del civico 144-146– occupa uno spazio sicuramente maggiore di quello dovuto;

via Massimo d’Azeglio, n. 150 (occupa stabilmente marciapiede e strada anche di notte e di giorno apre ombrellone che occupa la strada); altro commerciante che occupa la sede stradale);

via Immacolata n. 13 ( strada e marciapiede);

via G. Salepico n. 81( angolo S. Cuore di Gesù – Via De Luca) occupa abusivamente suolo riservato ai contenitori della raccolta rifiuti che sposta ogni giorno);

via Palestro n. 5 (occupa strada e marciapiede, spesso occupa e chiude accesso strada adiacente);

via Crocifisso n. 57 (da sempre occupa strada e marciapiede);

via Pappalepore n. 154 angolo Corso Fornari ( oltre fruttivendolo anche altro commerciante che occupa la sede stradale);

via G. De Candia ( angolo rotonda sottopasso ferroviario) Occupa e blocca strada e marciapiede;

Via Caduti sul Mare ( zona antistante il Parco di ponente e l’angolo vc. 12° Mad. dei Martiri).

Oltre ai più eclatanti casi sopraelencati ci sono una miriade di piccoli esercizi commerciali, tra bar e pizzerie, presenti in città che quotidianamente abusano delle loro autorizzazioni, quando ci sono, per occupare abusivamente strade e marciapiedi.

Chiediamo alle S.S.V.V. di verificare se i suddetti commercianti occupano regolarmente gli spazi pubblici, se sono rispettate le più elementari norme di igiene e mantenimento della merce in vendita, se vengono rilasciati gli scontrini fiscali, se è rispettata la norma della tracciabilità del prodotto e se le autorizzazioni rilasciate siano in contrasto con i regolamenti comunali e il codice della strada.

Molfetta, 24.12.2009

Allegato:

Al Sindaco della Città di Molfetta
Al Comando Polizia Municipale di Molfetta
e p.c. Al Comando Stazione Carabinieri di Molfetta

Oggetto: Richiesta d’intervento per occupazione strade e marciapiedi e violazioni al codice della strada.

Il sottoscritto Matteo d’Ingeo, in veste di Coordinatore del LIBERATORIO Politico, premesso di aver segnalato da anni l’increscioso problema dell’occupazione abusiva di strade e marciapiedi, che arrecano particolare difficoltà alla viabilità pedonale e stradale, in particolare nelle zone occupate da commercianti di ortofrutta che violano quotidianamente il codice della strada e le ordinanze sindacali :

– chiede l’intervento immediato degli agenti di Polizia Municipale per liberare strade e marciapiedi, ripristinare la viabilità e favorire il parcheggio a chi paga regolarmente i pass per le zone blu comunali.

In particolare si chiede di intervenire presso i punti vendita in via Bari n. 27 e in via Bari angolo Quintino Sella presumibilmente intestati alla famiglia De Bari e Diniddio-Spadavecchia. Inoltre chiede l’intervento in via Giovinazzo presso il punto vendita Fiore- Vista Rosalba per violazione al codice della strada e impedimento per i portatori di handicap ad utilizzare la rampa a loro concessa per l’accesso al marciapiede.

Si ricorda alle SS.VV che la stessa plancia 6 metri x 3 metri di proprietà Gestor-Comune, situata alle spalle della rivendita, non è utilizzabile da quasi due anni con notevole danno alle casse comunali e all’utenza che non può utilizzare a fini commerciali la suddetta postazione.

Si chiede inoltre di prendere visione ed eventualmente ottenere copia dei verbali prodotti dagli Agenti incaricati.

Molfetta, 21.11.2009

L’Agente 0018 e la sosta contromano

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Una sfilza di auto parcheggiate contromano in una via di Molfetta

Da qualche giorno le strade periferiche della città, dalle 18 alle 22, sono pattugliate da un solerte Agente di Polizia Municipale che con grande responsabilità professionale fa rispettare il codice della strada e tutti i regolamenti comunali. Blocchetto alla mano, senza pietà e senza sconti per nessuno, stacca i preavvisi di accertamento per violazioni di legge e fa cassa per l’amministrazione comunale.
Ma, ahimé, l’Agente 0018 non va in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, il nostro agente lascia sul parabrezza del malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”. Sembra che il nuovo servizio istituito dalla nostra Municipale non colpisca tutti i cittadini che parcheggiano “contromano” in una strada a doppio senso di marcia ma, evidentemente, su richiesta o per particolari trattamenti riservati a singoli cittadini.

Questo è quanto ne deduce lo sfortunato automobilista quando, dopo aver incassato la presunta violazione al codice della strada, scopre di essere stato l’unica vittima sacrificale. Infatti, guardandosi intorno, prende atto che tutta la città è piena di auto parcheggiate in “sosta contromano” ma l’Agente 0018 ha colpito solo lui.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli: Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”. Viene spontaneo chiedersi come mai l’Agente 0018 non interpreta allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano.

Oh, Capitano! Oh mio Capitano! E questi dovrebbero essere gli agenti di Polizia Municipale che dovremmo armare per dare più sicurezza alla città? Perché l’Agente 0018 quel pomeriggio in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas.
Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale.
Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari non parcheggiate mai “contromano” o nelle zone blu senza grattino perché la multa ve la faranno di sicuro.

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