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"È iniziato il Calvario" del SindacoSenatorePresidente Azzollini

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Messaggio del Signore Gesù, XI° staz. della Via Crucis 

…"È iniziato il Calvario, non aver paura,
tutti voi siete testimoni della Mia croce, delle Mie parole,
Io illuminerò tutti voi, figli benedetti,
che avete ascoltato dal primo giorno le Mie parole e siete qui,
con Me, aiutateMi a portare la croce, il Calvario è vicino…
Venite al Mio patibolo, pregate,
pregate alla Madre Mia, chiedete la luce a voi,
tante piccole fiammelle intorno a Lei, beati voi.
Beati voi che ascolterete! Venite,
e sarete voi i portatori della luce per tutti i vostri fratelli”…

Intascavano i soldi della rottamazione. Arrestati tre dipendenti Asm e un demolitore di Bisceglie

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www.barisera.net

I rottami figuravano regolarmente sul registro contabile ma nel centro di raccolta non ce n’era più traccia. Avevano già preso il volo verso un autodemolitore di Bisceglie e, naturalmente, le operazioni di smaltimento non figuravano da nessuna par te. I soldi? Secondo gli investigatori finivano direttamente nelle tasche di un funzionario e due operai della “A.S.M.”, l’azienda servizi municipalizzati del Comune di Molfetta.

Stamattina i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Molfetta, hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, su richiesta del sostituto procuratore Luigi Scimè, nei confronti del responsabile dell’Ufficio Logistica e di due dipendenti  della municipalizzata di Molfetta, ritenuti responsabili di concorso in peculato continuato. Il quarto provvedimento ha riguardato un autodemolitore di Bisceglie accusato di ricettazione.
Sono stati gli stessi vertici della “A.S.M.” a denunciare gli ammanchi di tonnellate di rottami ai carabinieri. Le indagini, da giugno a novembre 2010, hanno permesso di accertare che i primi tre, in qualità di “incaricati di pubblico servizio”, avevano organizzato e gestito personalmente il sistematico trasporto di materiale ferroso (circa 170 tonnellate), sottraendolo dalla raccolta differenziata comunale, consegnandolo al 47enne autodemolitore di Bisceglie, Giacomo Ferrucci, affinchè lo smaltisse.
I ricavi dello smaltimento dei rifiuti speciali (dai 40 euro a tonnellata per i più sporchi o difficili da gestire ai 460 per l’alluminio) finivano nelle tasche del 47enne funzionario terlizzese Michele Lamparelli e dei due operai molfettesi Diego Bernardis, 39 anni, e Paolo De Robertis, 59 anni.
Il danno per l’azienda non è sta to calcolato con esattezza ma sarebbe compreso tra i 10 e i 70mila euro.
Il direttore generale dell’A.S.M. e i suoi collaboratori già nei primi mesi del 2010 avevano scoperto e denunciato un ammanco di rottamiferrosi, presenti nella giacenza contabile, ma materialmente assenti nel centro di raccolta dei rifiuti.
I carabinieri, coordinati dal capitano Domenico Del Prete, comandante della Compagnia di Molfetta, attraverso pedinamenti e riprese video, hanno accertato chi fosse a far sparire i rottami non lasciandone traccia nei verbali di scarico del materiale accantonato.
Alla fine hanno scoperto che parte della raccolta differenziata di alluminio e ferro, anzichè essere smaltita nel “Centro Puglia Recuperi”, nel la zona industriale di Modugno, prendeva la strada dell’autodemolizione di via Andria, a Bisceglie.

Molfetta "zona franca del mar" n. 1 – E' tornata la postazione refrigerante a Torre Gavetone

03082010Abusivo Gavetone jpgA lui è consentito l'accesso anche con un mezzo senza targa.

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Sono tornati più colorati e modernizzati dell'anno scorso, forse per adeguarsi al nuovo look del Gavetone. In attesa della loro evoluzione per noi rimangono sempre abusivi.

Gavetone 2  02.08.2010

 

Nella foto qui sotto come si presentava la postazione dell'anno scorso.

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Questo è il link della loro storia:

Ecco gli "utilizzatori finali" della "postazione refrigerante"

(http://liberatorio.splinder.com/archive/2009-06?from=8)

Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

Operazione "By Pass", rinviato a giudizio l’assessore Palmiotti

I fatti risalgono al 2005. I dodici imputati dovranno difendersi dalle accuse a vario titolo di voto di scambio, estorsione, ricettazione e furto

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Due patteggiamenti, una condanna, un’assoluzione e dodici rinvii a giudizio: é l’esito dell’udienza preliminare di ieri scaturita dall’operazione “By Pass” del 6 ottobre 2005.

Ad essere tratti in arresto dai Carabinieri con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, alla ricettazione e ai furti furono alcuni nomi noti alle forze dell’ordine, tra cui il pregiudicati Saverio Piccininni, detto “Settpont”, Michele Laforgia e Giuseppe Cuocci. Assieme a questi, Michele Palmiotti, all’epoca presidente della partecipata comunale Molfetta Multiservizi Spa e oggi assessore alle Attività Produttive.

Secondo il Pm Giuseppe Maralfa, Palmiotti, a seguito di alcuni furti di automezzi della sua azienda con conseguente richiesta di riscatto, avrebbe aiutato Piccininni a raggirare le indagini sugli episodi di ricettazione ed estorsione di cui l’imputato si sarebbe reso responsabile insieme agli altri due pregiudicati.

L’attuale assessore venne inoltre indagato per non aver denunciato le richieste di estorsione e per voto di scambio: in occasione delle elezioni provinciali del 2004 avrebbe promesso allo stesso Piccininni un posto di lavoro per la moglie in cambio di collaborazione nella campagna elettorale.

Gli indizi di colpevolezza che avevano indotto l’allora Gip Nardi all’emissione dell’ordinanza cautelare hanno retto dinanzi al giudice per l’udienza preliminare.

La dott.ssa Schiralli non ha accolto la richiesta dei difensori di “non luogo a procedere”, rinviando a giudizio Palmiotti, Laforgia, Cuocci e altri tredici imputati. Due di questi, indagati per favoreggiamento, hanno patteggiato, mentre il rito abbreviato ha fatto registrare una condanna e un’assoluzione.

L’udienza dibattimentale si terrà il prossimo 28 gennaio nel Tribunale di Trani.

Ancora una volta il nome di Molfetta passa attraverso le aule giudiziarie. Nel mirino della Procura ancora il reato di voto di scambio, che si incrocia stavolta con quello di estorsione, ricettazione e furto.

L’operazione “Tabula Rasa” ha travolto il Presidente Nappi

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A fine giugno il presidente dell’ASM Francesco Nappi aveva lanciato la nuova Tabula Rasa, un ciclo di pulizia straordinaria radicale in zone ben definite della città.
Questa “terapia d’urto della pulizia” doveva partire a giugno e concludersi a dicembre 2009 con finalità educative; infatti anche il sindaco in una manifestazione pubblica dichiarava di “…Confidare nei bambini, giovani ed adulti affinché comprendessero l’importanza e la bellezza del vivere in una città pulita e, progressivamente, modificassero i propri comportamenti orientandoli a tenere tutto pulito sempre…”.
Noi cittadini, di questa terapia d’urto della pulizia, non abbiamo visto traccia in città e neanche sulle spiagge, in particolare prima, durante e dopo ferragosto.

Molto probabilmente ci sono state altre zone, a noi sconosciute, in cui la terapia d’urto della pulizia è stata concretamente realizzata, ed è stata talmente radicale che gli operatori ecologici, su ordine del sindaco Azzollini, hanno spazzato via anche il loro presidente Nappi.
Da oggi la municipalizzata di Molfetta è orfana del suo presidente e in attesa che si “ricicli” il nuovo, chiediamo al sindaco Azzollini di approfondire alcune vicende interne all’azienda.
Le notizie di cronaca e alcune indagini giudiziarie in corso riguardanti l’ASM potrebbero travolgere anche la stessa amministrazione comunale.

Qualche mese fa avevamo invitato il sindaco ad istituire una commissione d’inchiesta interna con l’obiettivo di verificare se, all’interno dell’azienda ASM, ci fossero particolari episodi di vessazioni, intimidazioni, minacce o infiltrazioni malavitose che potessero creare turbativa alla normale attività aziendale. Oggi rinnoviamo l’invito anche alla luce di strani incendi di autovetture di proprietà di qualche dipendente dell’ASM.

Chiediamo inoltre al Sindaco di bloccare qualsiasi tipo di “ronde pomeridiane straordinarie”; non vorremmo che la caccia ai “rifiuti ingombranti”, istituita senza successo dal presidente Nappi, si trasformasse in altro tipo di “ronda”, specialmente se affiancata da qualche associazione di “volontariato” bisognosa di visibilità e di qualche piccolo contributo.

Revocato l'incarico a Nappi

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da Redazione (www.ilfatto.net/…)

Molfetta- La notizia ha cominciato a diffondersi nel primo pomeriggio di oggi, pochi minuti dopo la fine della riunione della giunta comunale di Molfetta nel corso della quale il sindaco Antonio Azzollini ha comunicato ai suoi assessori di aver revocato l’incarico di presidente dell’Azienda Servizi Municipalizzati a Francesco Nappi (nella foto).

La decisione del sindaco è stata confermata dallo stesso Nappi che ha dichiarato di essere stato informato dal primo cittadino del provvedimento assunto, secondo quanto riportano le carte ufficiali, per una omessa presentazione di parte dello stesso Nappi di alcuni documenti relativi all’Azienda richiesti dall’amministrazione comunale qualche tempo fa.

In città intanto si sta diffondendo la voce, sempre più insistente ma che non trova alcuna conferma ufficiale, di una rimozione dettata da motivi di opportunità e in previsione di una "bufera giudiziaria" che potrebbe colpire l’Asm già nei prossimi giorni.

Dopo la riunione di giunta il sindaco Azzollini ha convocato una riunione ristretta alla quale, tra gli altri, hanno preso parte il segretario del PdL, Antonio Camporeale, il vice Pasquale Mancini e il vice presidente del consiglio comunale Pietro Mastropasqua. E’ probabile che si stia già decidendo il nome di colui che sostituirà Nappi alla guida della più grande municipalizzata molfettese.

MOLFETTA. Nella notte bruciano due auto

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Scritto da Redazione (www.ilfatto.net/…)

Giovedì 06 Agosto 2009 10:30

Molfetta- Ancora una notte segnata dagli incendi di autovetture (immagine di repertorio) quella trascorsa da qualche ora. Ad essere divorate dalle fiamme sono state una Bmw Serie 1 ed una Opel Zafira. I due episodi si sono verificati attorno alle 22 di mercoledì e alle 2,30.

Il primo incendio, quello che ha interessato la Bmw, si è verificato in una zona di campagna tra Molfetta e Giovinazzo, a pochi metri dalla complanare della strada statale 16bis. L’incendio della vettura, risultata rubata a Bari lo scorso 12 maggio e di proprietà di un uomo di Noicattaro, ha provocato il danneggiamento anche di alcuni alberi da frutto. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Molfetta, che hanno avviato accertamenti, oltre che i Vigili del Fuoco e agenti del Consorzio Guardie Campestri.

In pieno centro invece il secondo episodio. All’angolo tra via XX Settembre e corso Umberto mani ignote hanno appiccato le fiamme ad una Opel Zafira che è stata completamente distrutta. Anche in questo caso necessario l’intervento dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco. Le fiamme hanno anche  provocato il danneggiamento di una Ford Fiesta e delle vetrine anti sfondamento di un negozio di abbigliamento.

Secondo indiscrezioni l’auto incendiata apparterrebbe ad un dipendente di una azienda municipalizzata impegnato anche in attività politica. Sull’episodio indagano i militari dell’Arma.

Chiediamo al Prefetto la convocazione del "Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica"

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Michele Palmiotti

Dopo una settimana, dai gravi atti intimidatori indirizzati al nostro Movimento, la città è ancora vittima, non solo, di rapine e continue azioni di occupazioni abusive del territorio, ma di un nuovo e inquietante episodio.
Sarebbe troppo facile pensare alla mano di un piromane solitario che ieri ha messo fuoco a ciò che resta dell’ex stabilimento balneare Park Club, se questo non fosse al centro di una richiesta di lottizzazione residenziale da parte di alcuni imprenditori del mattone.
Ma, anche questi ultimi episodi, saranno interpretati e commentati dal nostro sindaco e dalla sua maggioranza come eventi di routine che non destano preoccupazione. Certamente non si può aspettare altro da un sindaco che ha nominato appena una settimana fa il neo assessore Michele Palmiotti  dimenticando il suo passato. Giusto per rinfrescare la memoria, a qualcuno, riportiamo i fatti di cronaca così come ne parlava la stampa locale dell’epoca.

Michele Palmiotti nell’ottobre del 2005, in veste di  presidente della Molfetta Multiservizi Spa, società a prevalente partecipazione pubblica, fu arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri in seguito alle indagini nell’ambito dell’operazione “By Pass” del 6 ottobre dello stesso anno, quando finirono in manette o ai domiciliari 11 appartenenti ad una organizzazione criminale accusati di associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, alla ricettazione e ai furti.

Il provvedimento fu emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del Pm Giuseppe Maralfa. Secondo gli inquirenti, Palmiotti, dopo che ai danni dell’azienda furono commessi i furti di un furgone Iveco e di altre due autovetture con conseguente richiesta di un riscatto, avrebbe aiutato il pluripregiudicato Saverio Piccininni, detto “Settpont”, a eludere le indagini dei Carabinieri sugli episodi di ricettazione ed estorsione di cui l’uomo si sarebbe reso responsabile, insieme agli altri pregiudicati Michele Laforgia e Giuseppe Cuocci.

Palmiotti fu indagato, inoltre, per aver omesso di denunciare all’autorità giudiziaria di avere ricevuto richieste estorsive per ottenere la restituzione del furgone rubato e degli altri due veicoli e di violazione della legge elettorale (voto di scambio).

Da candidato, nel collegio di ponente di Molfetta, alla Provincia di Bari nelle elezioni del 2004, avrebbe promesso al pregiudicato Piccininni un posto di lavoro per la moglie in cambio di collaborazione nella propaganda elettorale. Il provvedimento cautelare si rese necessario per il pericolo di reiterazione del reato, oltre che per il grave quadro indiziario.
Il giudice Nardi, nell’ordinanza, evidenzia come "il comportamento di Palmiotti comprometteva l’immagine delle istituzioni ed innescava un ingiustificato ma inevitabile senso collettivo di sfiducia verso un’intera classe politica".

Riteniamo che il Sindaco Azzollini avrebbe dovuto fare proprio il giudizio del giudice Nardi e, per ragioni etiche, tenere fuori dalla Giunta Comunale Michele Palmiotti.
Evidentemente il Sindaco non teme il “senso collettivo di sfiducia verso un’intera classe politica” perché, tanto, tutti i suoi uomini godono di ottima salute elettorale con i loro pacchetti di voti che resistono ai cambi di casacca, alle inchieste giudiziarie e agli umori della politica. A Molfetta i pacchetti di voti sono una dote ereditaria che molti candidati mantengono per tutta la loro carriera politica, anche se passano da destra a sinistra e da sinistra a destra.

Contrariamente a questa visione della politica e della realtà locale, il Liberatorio Politico ritiene che la città sia scivolata verso livelli mai toccati prima di degrado sociale, di dissesto territoriale e di illegalità diffusa sino ai limiti di pericolose contiguità tra la politica e criminalità; l’idea stessa della politica è squalificata e sempre più associata alle logiche dell’astuzia affaristica.
Il Sindaco non chiederà mai al Prefetto di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e allora lo facciano i partiti e i movimenti così come è accaduto nel dicembre del 1995.

Per questo motivo e per altre iniziative  invita le forze politiche ancora sane e democratiche, i movimenti, le associazioni di base e tutti i liberi cittadini a mobilitarsi e partecipare all’assemblea pubblica, già programmata nei giorni scorsi, prevista per sabato 1 agosto alle ore 18.00 presso la sede del Liberatorio, in via Campanella 50.

Lascia o raddoppia

 https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/06/29062009_scomparsa_dei_frigoriferi_gavetone.jpg https://i0.wp.com/www.liberatorio.it/IMG/29062009_Zoom_frigorifero_Prima_Cala.jpg https://i0.wp.com/www.liberatorio.it/IMG/29062009_Stazione_refrigerante_Prima_Cala_CUT.jpg https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2011/07/dsc02638.jpg11092008_Attenzione_DIVIETO_DI_CAMPEGGIO.jpg

I rifiuti ingombranti del Gavetone (di cui ci siamo già occupati a partire dal 17 giugno scorso), quelli che il presidente ASM forse chiamerebbe “frigoriferi ben allineati con funzioni sociali”, sono stati spostati. Mani ignote, non certo quelle degli operatori dell’ASM, hanno liberato quella spiaggia dai frigoriferi e li hanno trasferiti alla prima cala.
Così un’altra “postazione refrigerante” è nata all’ombra delle tamerici e di una tenda da sole, dove uomini stanchi e indultati dal signore, così accampati, riposano tra una birra e l’altra. Ma loro hanno uno scopo sociale: dare sollievo ai bagnanti vendendo un po’ di tutto anche se non riusciamo a immaginare con quale tipo di licenza.
Comunque segnaliamo ancora una volta al presidente Nappi questa nuova materializzazione sperando che nel frattempo abbia avuto il tempo di consultare il manuale del bravo operatore ecologico.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2011/07/dsc02638.jpg28062009_Frutta_La_Cerasella_raddoppia.jpg  https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2011/07/dsc02638.jpg28062009_Frutta_angolo_vico_XII_MadMartiri.jpg

Abbiamo un paio di aggiornamenti peggiorativi nell’ambito dei venditori "ambulanti a posto fisso". La postazione de “la Cerasella”, quella nei pressi del parco di Ponente, raddoppia.
Nel marciapiede opposto, a pochi metri di distanza, raddoppia anche un’altra postazione. E con essa l’indecenza.