Archivi categoria: abusi delle forze dellordine

Il discorso di Chiomonte


 

Dieci, cento, mille "MESSAGGI DI CHIOMONTE" ogni giorno davanti ai blocchi delle forze dell'ordine, davanti ai palazzi di certa politica, davanti alle sedi dei partiti, nelle piazze e nei mercati, ognuno con la sua specificità… questo sarebbe già rivoluzionario.

Roma, escort sudamericana accusa carabiniere molfettese

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www.molfettalive.it

Si complica la posizione giudiziaria di un appuntato dei carabinieri di Molfetta in servizio a Roma, rinviato a giudizio lo scorso venerdì dinanzi al tribunale collegiale della Capitale per il reato di concussione

Secondo il pm, l’imputato avrebbe fatto pressioni su alcune escort sudamericane per costringerle ad avere con lui delle prestazioni sessuali gratuite. 

La vicenda ha avuto inizio con una telefonata al 112 di Roma: una ragazza ha lamentato che un individuo in divisa, esibendo un distintivo metallico appartenente a un corpo di polizia (sulla cui autenticità non si è detta certa), avrebbe preteso un rapporto sessuale senza corrispondere quanto richiesto.

La presunta vittima si è presentata dai carabinieri accompagnata da un’altra ragazza per presentare denuncia contro non meglio precisato soggetto. Nei corridoi della caserma le due si sono imbattute proprio nel militare molfettese, riconoscendolo come l’autore delle pressioni. 

Nella denuncia, la escort avrebbe poi fatto riferimento ad altre confidenze ricevute da “colleghe”, secondo cui un giovane in divisa si sarebbe recato anche nelle loro abitazioni. Sempre per consumare rapporti sessuali gratuiti. 

Dalle indagini, effettuate per mezzo di perquisizioni e sequestri di materiale informatico, non sarebbero però emersi contatti telematici e telefonici tra il militare e le ragazze. 

Adesso la parola passa al tribunale, in quello che si annuncia un processo complesso e denso di colpi di scena. La prossima udienza è stata fissata il 21 ottobre. «Non intendo rilasciare dichiarazioni» è stata l’unica risposta ai nostri microfoni del legale dell’imputato, l’avvocato Bepi Maralfa.

 

"Ganzer si accordò con narcotrafficanti". Le accuse dei giudici al generale

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Il generale Giampaolo Ganzer "non si è fatto scrupolo di accordarsi" con "pericolosissimi trafficanti". Lo scrivono i giudici di Milano nelle motivazioni della condanna a 14 anni per il comandante del Ros nel processo per presunte irregolarità nelle operazioni antidroga. "Il generale Gianpaolo Ganzer non si è  fatto scrupolo di accordarsi con pericolosissimi trafficanti ai quali ha dato la possibilità di vendere in Italia decine di chili di droga garantendo loro l'assoluta impunità. Ganzer ha tradito per interesse lo Stato e tutti i suoi doveri tra cui quello di rispettare e fare rispettare la legge", scrivono i giudici del Tribunale, spiegando perché il 12 luglio scorso condannarono il capo del Ros dei carabinieri per traffico internazionale di droga in riferimento a operazioni sotto copertura.

Secondo i giudici dell'ottava sezione penale di Milano, presieduta da Luigi Caiazzo, il generale ''non ha minimamente esitato (…) a dar corso'' a operazioni antidroga ''basate su un metodo di lavoro assolutamente contrario alla legge, ripromettendosi dalle stesse risultati d'immagine straordinari per se stesso e per il suo reparto''. Il comandante dei Ros inoltre ''ha tradito, per interesse personale, tutti i suoi doveri, e fra gli altri quello di rispettare e far rispettare le leggi dello Stato''. I giudici oltre a Ganzer, avevano condannato altre 13 persone – a pene variabili dai 18 anni in giù – tra cui anche il generale Mauro Obinu e altri ex sottufficiali dell'Arma.

L'accusa aveva chiesto per Ganzer 27 anni di carcere, ma i giudici lo avevano assolto dall'accusa contestata dalla Procura di associazione per delinquere e lo avevano condannato per episodi singoli di traffico internazionale di stupefacenti.

Preoccupante personalità. Il generale Giampaolo Ganzer ha una ''preoccupante personalita''' capace ''di commettere anche gravissimi reati per raggiungere gli obiettivi ai quali è spinto dalla sua smisurata ambizione'', spiegano ancora i giudici. Nel motivare la mancata concessione a Ganzer delle attenuanti generiche, il collegio scrive che le stesse attenuanti non possono essere riconosciute ''non solo per l'estrema gravità dei fatti, avendo consentito che numerosi trafficanti (…) fossero messi in condizioni di vendere la droga in Italia con la collaborazione dei militari e intascarne i proventi, con la garanzia dell'assoluta impunità, ma anche per la preoccupante personalità dell'imputato, capace di commettere anche gravissimi reati''. 

Nei panni di un distratto burocrate. Colpisce, si legge ancora nelle motivazioni, "nel comportamento processuale di Ganzer (…) che abbia preso le distanze da tutte le persone che, con il suo incoraggiamento, avevano commesso i fatti in contestazione". Il generale, secondo i giudici, si è trincerato "sempre dietro la non conoscenza e la mancata (e sleale) informazione da parte dei suoi sottoposti". Così, si legge ancora, per "sfuggire alle gravissime responsabilità" ha "preferito vestire i panni di un distratto burocrate che firmava gli atti che gli venivano sottoposti".

Non c'è reato di associazione. Non si ravvisa, secondo i giudici, il reato di associazione per delinquere: "Non si ravvisa negli imputati l'intento di partecipare in modo stabile e permanente ad un programma comprendente la realizzazione di una serie indeterminata di reati, ma soltanto l'intenzione di eseguire alcune operazioni" che, tra le altre cose, avrebbero consentito loro di dare "lustro, davanti ai propri superiori e all'opinione pubblica, al corpo di appartenenza", scrivono i giudici per i quali "l'esistenza di reiterate deviazioni nell'ambito del Ros, ad opera di appartenenti al suddetto Raggruppamento" non è "sufficiente ad integrare" il reato associativo "in mancanza di un vincolo stabile tra gli imputati e della creazione da parte degli stessi di una seppur minima struttura finalizzata al raggiungimento di fini illeciti e criminosi". Il fatto che, spiegano i giudici, "si siano utilizzate le strutture dell'Arma dei Carabinieri realizza certamente un gravissimo abuso dei poteri e una gravissima violazione dei doveri che incombevano sugli imputati (…), ma non consente in alcun modo di identificare la struttura di un lecito servizio (ossia la struttura stessa del Ros, ndr) nella struttura dell'associazione". Non vi è stata, si legge ancora,"neanche una suddivisione dei ruoli tra gli imputati, diversa da quella esistente nell'ambito militare e in qualche modo funzionale alla commissione dei delitti di cui trattasi, e pertanto neppure sotto questo aspetto può dirsi che gli imputati abbiano costituito una autonoma struttura funzionale all'attuazione di un programma criminoso".

Ganzer: "Non commento le sentenze".  ''Non commento le sentenze, sono un uomo delle istituzioni e lo sono sempre stato. Il mio unico commento è quello fatto in sede processuale, con i motivi d'appello'', ha detto comandante del Reparto operativo dei carabinieri, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle motivazioni della sentenza dei giudici di Milano.

Processate il generale Ganzer la procura di Milano contro il Ros

Maresciallo del Ros arrestato per tangenti

Droga, accusò i Ros pentito suicida in cella

Appalti e voti dai clan, 47 arresti  

Blitz antimafia, in cella boss e politici

Operazioni truccate del Ros 27 anni al generale Ganzer

Ganzer condannato a 14 anni per traffico di droga e peculato

Caso Gugliotta, interviene Manganelli: disposta una "rigorosa" inchiesta.

Il capo della polizia ha visionato il filmato del pestaggio a Stefano Gugliotta girato dai vicini di casa. Politici in carcere dal giovane: "Ha un dente rotto e sei punti in testa". I radicali: "Non era alla partita e andava ad una festa". L'Idv: "Volevano fargli firmare un foglio con cui rinunciava alla visita medica". La madre: "Non si tratta così una persona". La questura: "Puniremo gli abusi"

 

(http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/05/10/news/caso_gugliotta-3956654/)

"Una rigorosa attività ispettiva" per verificare la correttezza dell'operato delle forze di polizia nel corso degli incidenti provocati a Roma al termine della partita Inter-Roma. Così il capo della polizia Antonio Manganelli cerca di capire cosa sia realmente successo in via Pinturicchio al termine della finale di coppa Italia all'Olimpico. Il pestaggio di Stefano Gugliotta è testimoniato da un video girato dagli abitanti del quartiere. Immagini che lo stesso Manganelli ha visto prima di affidare l'indagine sugli incidenti al questore di Roma e al responsabile dei reparti mobili del dipartimento di Pubblica sicurezza. Immagini dalle quali, è detto in una nota del dipartimento di Pubblica sicurezza, "emerge l'esigenza di verificare con immediatezza la correttezza dell'operato delle forze di Polizia".

La polemica intanto non si placa. Il ragazzo picchiato e gli altri arrestati sono stati visitati in carcere da diverse delegazioni di esponenti politici, mentre il Pd al Comune ha annunciato una mozione. E sulla questione interviene anche la stessa questura e il sindacato dei funzionari di polizia. Intanto è  all'esame del pubblico ministero Francesco Polino il filmato del pestaggio.

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I radicali. "Stefano è molto scosso, ci ha ribadito che non c'entra nulla con gli scontri e non era andato a vedere la partita. Quando è stato arrestato era sotto casa in via Pinturicchio, nei pressi dello stadio, mentre aspettava di andare a una festa del cugino", hanno detto all'uscita del carcere di Regina Colei i radicali che sono andati a far visita al ragazzo. Della delegazione facevano parte il segretario Mario Staderini e la deputata Elisabetta Zamporetti e il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia. "Ha perso un dente – hanno detto – ha sei punti sulla testa, ematomi al braccio e alla gamba sinistra. Ora si trova nell'infermeria del carcere". La delegazione ha incontrato anche gli altri sette arrestati. Tra questi, c'è L.D., che "ha detto di essere stato investito da un'auto della polizia prima di essere fermato: per questo ha l'ottava vertebra schiacciata. E' stato rilevato dalle lastre a cui è stato sottoposto il giorno dopo l'arresto. Ora è ancora in infermeria". La delegazione ha spiegato che, degli otto arrestati, sei sono incensurati,due sono tifosi juventini abruzzesi e studenti fuorisede a Roma.

L'Idv. "Quando sono stato portato in cella mi è stato chiesto di firmare un foglio con una X già sbarrata, dove si leggeva che avrei rifiutato visite mediche supplementari, ma mi sono opposto. Solo dopo ho potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote". Queste le parole di Stefano Gugliotta riferite dal senatore dell'Idv, Stefano Pedica, che ha incontrato oggi il ragazzo in carcere. "Non riesco a capire perché gli agenti mi sono venuti addosso", avrebbe ancora detto il giovane a Pedica precisando che prima di scendere da casa, avrebbe "bevuto due o tre birre". Il senatore dell'Idv ha annunciato un'interrogazione parlamentare per capire "perché questo giovane incensurato è ancora in carcere". Pedica ha detto che probabilmente "Gugliotta dovrebbe essere vistato anche alla colonna vertebrale". 

Il garante dei detenuti. "Dopo tre giorni di isolamento, ieri il giovane è stato trasferito dalla direzione del carcere dalla sezione nuovi giunti al Centro Clinico: ha un dente rotto – è spiegato in una nota del Garante dei detenuti – , una ferita alla testa suturata con sei punti e diversi segni di colpi inferti con un corpo contundente sulla schiena, sulle braccia e sui fianchi". Il giovane è apparso provato dal punto di vista psicologico al punto di dichiarare di "non poter immaginare di dover passare altri giorni in carcere", ed ha ribadito di essere estraneo agli scontri seguiti alla partita e che, al momento dell'arresto, si stava recando con un amico a un compleanno.

La questura. "Procederemo a verificare con scrupolo e massima trasparenza l'esatta dinamica degli eventi, non potendosi tollerare eccessi ed abusi che, qualora commessi, saranno, oltre che penalmente perseguiti, anche disciplinarmente sanzionati", dice in una nota la questura di Roma. "Trattandosi di fatti per i quali pende un procedimento penale – si legge ancora -, è necessario attendere le valutazioni dell'Autorità Giudiziaria, che dovrà innanzitutto verificare la legittimità dell'operato del personale operante in relazione alla condotta posta in essere durante e dopo gli scontri".

La madre. Oggi in carcere è andato anche la madre del ragazzo. "Stefano è molto agitato. L'ho visto stamattina e non sta meglio di venerdì sera. Non riesce a capacitarsi di quello che gli è successo". "Gli agenti – spiega la donna con un filo di voce perché non dorme da venerdì sera – avevano la possibilità di identificarlo con tutta calma ma così non è stato. Meno male che ci sono tanti testimoni". E aggiunge: "A prescindere dal fatto che uno possa essere un delinquente o meno, non si tratta così una persona".

Le indagini.  E' all'esame del pubblico ministero Francesco Polino il filmato del pestaggio. La prima attività del magistrato sarà quella di identificare gli agenti che compaiono nel video e sentirli. Dopo la convalida del fermo per resistenza a pubblico ufficiale di Gugliotta, avvenuta nei giorni scorsi, il pm Polino sta ricostruendo i termini della vicenda. Allo stato, secondo quanto si è appreso, la procura non proc
ede ancora nei confronti degli agenti ripresi nel video. Gli accertamenti, per il momento, vengono eseguiti nell'ambito del fascicolo processuale aperto dopo gli incidenti avvenuti al termine della partita. Se dovessero emergere fattispecie penalmente rilevanti a carico dei poliziotti sarà aperto un altro fascicolo.

Il legale. Cesare Piraino, il legale del ragazzo, ha spiegato di "aver prodotto il video che è stato fatto dall'avvocatessa. Il giorno dopo  – dice – ho depositato diverse dichiarazioni, non autenticate perché non ho avuto il tempo di farlo, assieme a un altro video. Ma il giudice ha ritenuto che non potessero essere utilizzate perchè le dichiarazioni non erano autenticate e quindi ha ritenuto di credere alla relazione di servizio che è stata fatta da parte della polizia. Quindi ha convalidato l'arresto ed erogato la misura della custodia cautelare". "Dobbiamo aspettare gli accertamenti del Pubblico ministero, che è persona serissima – ha aggiunto Piraino – confido che li faccia con una certa sollecitudine. Altrimenti vedremo con il Tribunale del riesame. Oggi ho presentato richiesta di riesame al Tribunale della libertà e ho anche presentato una memoria articolata con determinate richieste al Pubblico ministero e al Procuratore capo per conoscenza".

"Abbiamo un numero consistente di testimoni che si sono offerti", ha aggiunto l'avvocato. Il giovane, spiega il legale, è accusato "di aver partecipato ai tafferugli subito dopo la partita Roma-Inter, di essersi allontanato da lì per arrivare a via del Pinturicchio e di aver tentato di fuggire con il motorino. E lo si accusa di aver iniziato la violentissima colluttazione procurando lesioni a vari poliziotti". Il gip, conclude l'avvocato, "aveva un quadro indiziario contro l'indagato a seguito dei rapporti della polizia che era estremamente serio".

L'associazione Dossetti. Punizioni esemplari per gli agenti responsabili e dimissioni per il questore di Roma, Giuseppe Caruso. E' quanto chiede Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione Dossetti, in nerito alla vicenda di Stefano Gugliotta, "selvaggiamente percosso in una zona distante dalla stadio Olimpico", afferma Stillo, dopo la finale di Coppa Italia Roma-Inter di mercoledì scorso. Una vicenda che sta provocando un'ondata di indignazione, in particolare alla luce del filmato che riguarda il pestaggio del giovane. "Dopo il doloroso caso Cucchi – aggiunge Stillo – l'opinione pubblica si aspettava un comportamento delle forze dell'ordine più consono alle loro responsabilità professionali ed istituzionali".

Il Pd. E si mobilita anche il Pd. "Ciò che è avvenuto al giovane Stefano Gugliotta a Roma è un fatto che va immediatamente approfondito senza omissioni e reticenze", dice il vicepresidente dei senatori del Pd, Felice Casson, che chiede di "ricostruire esattamente i fatti e verificare se vi siano state responsabilità da parte delle forze di polizia". "Per questo – anticipa – il Pd del Senato presenterà un'interrogazione urgente ai ministri competenti affinché vengano in parlamento per chiarire, fatta salva l'autonomia dell'autorità giudiziaria, quanto è realmente accaduto".

A nome del gruppo consiliare capitolino, il consigliere Monica Cirinnà annuncia una mozione urgente che impegni il sindaco a far sentire forte la voce dell'aula e della città di Roma perché sia immediatamente scarcerato il giovane Stefano Gugliotta. E anche la Cirinnà cita con proccupazione il caso Cucchi e chiede "che siano accertate le reali condizioni di salute" del ragazzo. 

Il Pdl. Preoccupazione viene espressa anche da alcuni esponenti del Pdl, come Samuele Piccolo, vicepresidente del consiglio comunale e Ugo Cassone, vice presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Roma, il quale annuncia che firmerà la mozione di Monica Cirinnà: "E' bene che anche l'assemblea capitolina si interessi delle sorti di un cittadino – dice Cassone – con l'intento di appurare la verità su quanto accaduto". ''Credo sia necessario fare al più presto chiarezza sulla vicenda'', aggiunge il sindaco Alemanno.