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Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. SOLO PROPAGANDA


LA PROPAGANDA

Ufficio Stampa Comune di Molfetta – pubblicato sul sito del Comune  il 27-12-2011 ore 09:00

Il Pirp, finalmente!

 

Firmato ieri l’accordo di programma per il Piano integrato di riqualificazione delle periferie: in arrivo 4 milioni di euro per il recupero del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo diversi ricorsi al Tar, la Regione Puglia costretta a riconoscere la bontà del progetto molfettese.

È stato sottoscritto nella giornata di ieri l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo i ricorsi giudiziari promossi dal Comune di Molfetta davanti al Tar Pugliala Regione Puglia ha finalmente riconosciuto le ragioni della città di Molfetta e quindi la validità del piano proposto dall’amministrazione comunale. Il sindaco Antonio Azzollini ottiene così, per la sua città, ben 4 milioni di euro destinati al recupero completo e definitivo di uno dei quartieri da sempre dimenticati di Molfetta… continua a leggere 

LA CONTROPROPAGANDA DI PARTE

Pirp, firmato accordo di programma Regione-Comune.
Una nota del PD.

www.molfetta.ilfatto.net


È stato firmato nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 dicembre, l’Accordo di Programma tra la Regione Puglia e il Comune di Molfetta che consente, di fatto, la realizzazione del PIRP, il piano di riqualificazione del rione Madonna dei Martiri.

 

“Questa notizia – ha commentato Giovanni Abbattista, coordinatore locale del Partito Democratico – è il miglior regalo che gli abitanti di quel quartiere, assieme a tutta la città, potevano trovare  sotto l’albero di Natale. Ora, grazie ai 4 milioni di euro che la Regione Puglia investirà per la realizzazione di questo importantissimo progetto, approvato nel 2009 all’unanimità dal Consiglio Comunale, sarà davvero possibile dare un nuovo volto ad un’area troppo spesso dimenticata di Molfetta e assicurare ai cittadini che vi abitano una migliore qualità della vita”… continua a leggere


IL MEGAFONO DELLA PROPAGANDA

AZZOLLINI    PORTA    A   MOLFETTA    ALTRI    4 MILIONI     DI     EURO    PER     IL RECUPERO     DEL     QUARTIERE     MADONNA      DEI     MARTIRI

www.lacittaliberal.it

 

 

“Almeno a Natale non si dovrebbero dire le bugie ai cittadini!” Pasquale Mancini, coordinatore del Pdl, replica così a chi nonostante abbia sempre ostacolato il finanziamento del Pirp presentato dal Comune di Molfetta, oggi tenta goffamente di rivendicare meriti che non gli spettano. Ecco, invece, come stanno le cose: venerdì 23 dicembre il sindaco Antonio Azzollini ha sottoscritto l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri… continua a leggere

 

SOLO PROPAGANDA…
E POI VI DIREMO PERCHE'

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“Bolle, Balle e Bombe”


 

www.ilfatto.net

Giovedì 10 novembre. Presso la Fabbrica di San Domenico, il movimento “Liberatorio Politico

ha organizzato un convengo dal titolo “Bolle, Balle e Bombe” durante il quale si è fatto un report finale sulla vicenda del porto di Molfetta e di Torre Gavetone. Il movimento ha analizzato non solo la bonifica in atto nel porto ma anche le prospettive future della marineria locale e della più amata spiaggia libera molfettese. Abbiamo ascoltato ai nostri microfoni il coordinatore del “Liberatorio Politico”, Matteo d’Ingeo.

Il manifesto del nostro evento è una sorta di contro altare di quello che il sindaco Azzollini ha affisso in città in questi giorni con la grande fotografia del porto e con la dicitura “dedicato ai nostri figli”, commenta d’Ingeo. “Noi abbiamo aggiunto “bolle, balle, bombe” perché, molto probabilmente, molti cittadini non conoscono la verità su quello che sta accadendo sia nel porto che nei pressi di Torre Gavetone.

Il porto è ormai bloccato perché la draga Machiavelli, fatto il suo lavoro, è andata via. Nei giorni scorsi anche un’altra motonave ha portato via tutti i ponteggi e le attrezzature che sono servite per il dragaggio di seconda fase e per il riempimento della colmata realizzata nella parte iniziale della diga Salvucci. Ma ora tutto il resto sarà bloccato a causa delle migliaia di bombe presenti all’imboccatura del porto. E anche nella seconda zona, dove è previsto un altro dragaggio, non si potrà fare null’altro che attendere la bonifica che, molto probabilmente, non arriverà prima del 2014-2015.”.

Chiediamo inoltre al coordinatore del “Liberatorio” il significato di quel “bolle” nel titolo della conferenza: “Le bolle sono quelle delle bombe che in porto e in altre zone fanno ribollire l’acqua e che da qualche anno compaiono sulle mani e sul corpo dei nostri pescatori. Ma non solo: molti cittadini, soprattutto quelli frequentanti la zona del Torre Gavetone, hanno infatti avuto problemi non solo respiratori ma anche dermatiti ed altri problemi che riguardano la pelle.”

Approfondiamo quindi il discorso Torre Gavetone. “Il divieto di balneazione apparso il 1° agosto di quest’anno arriva dopo una serie di denunce fatte alla Procura della Repubblica e dopo l’arrivo di Goletta Verde a Molfetta che ha svelato alcuni segreti militari. Nella parte che riguarda Torre Gavetone ci sono delle zone in cui sono state cementate alcune bombe. Non sappiamo se esse siano bombe convenzionali o bombe chimiche ma, chi è addetto ai lavori, ci ha suggerito che molto probabilmente potrebbero essere bombe chimiche perché sono quelle che non si possono rimuovere nel caso in cui vi siano delle crepe all’interno della custodia metallica.”

Il Liberatorio – conclude d’Ingeo – ha voluto parlare alla città e invitare tutti alla mobilitazione per conoscere la verità su quello che sarà veramente il nostro porto: non più il porto commerciale dei grandi portacontainers com’era nel sogno del Sindaco Azzollini. Inoltre, obiettivo del Liberatorio è far conoscere alla cittadinanza la verità su Torre Gavetone visto che, intere generazioni da trent’anni e più, hanno frequentato quella zona senza che nessuno li avesse mai informati sui pericoli che si correvano stando su quella spiaggia. L’evento di stasera non solo ha informato ma ha formato la coscienza di chi, sicuramente, domani avrà bisogno di risposte.”

Il mare senza pesci


Foto: © MolfettaLive.it

Sarà stato uno scherzetto, forse. In via Campanella, nella sede del Liberatorio Politico, s’interrogano sulla gomma da masticare infilata nella serratura. Il giorno di Halloween, quando mancavano dieci giorni alla conferenza del 10 novembre sull’inquinamento bellico nel mare di Molfetta. Si interrogano perché, nel luglio 2009, quando mancavano dieci giorni alla prima conferenza sul tema, nella cassettina della posta trovò spazio ben altro, un bossolo calibro 6,72, ossidato, quasi fosse stato in acqua. 

Da due anni, il movimento civico coordinato da Matteo d’Ingeo relaziona la cittadinanza sullo stato della bonifica e sulle possibili ripercussioni sulla salute dei molfettesi. 

Nel frattempo, la platea si è allargata. Ci sono altre città italiane alle prese con lo stesso problema, l’oscuro sversamento dell’arsenale bellico al termine della seconda guerra mondiale. Da parte degli angloamericani, ma anche dei nazisti. In mare, ma anche nei laghi.

La guerra è finita da un pezzo. I figli degli Alleati e dell’Asse adesso si stringono la mano. Ma alcuni segnali fanno pensare che le colpe dei loro padri possano continuare a ricadere per chissà quanto. Certo, c’è stata l’alga tossica a complicare le cose. Alga misteriosa, inizialmente collegata alle acque di zavorra dei cargo provenienti dai mari tropicali. «E allora perché alte concentrazioni di Planktothrix rubescens si ritrovano nel lago di Vico?», si chiede d’Ingeo. 

Un’altra alga tossica, l’Ostreopis ovata, infesta le acque di Molfetta e dintorni. Anche qui il Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche, cui ha aderito anche il Liberatorio, non crede alla casualità. Così ha incrociato le mappe dei siti di sversamento di ordigni bellici (a caricamento ordinario e chimico) con quello dei picchi di concentrazione. Molfetta, IschiaColleferroPesaro, il lago di Vico, il lago Maggiore: tutti accomunati dalla stessa sorte. 

È partita la caccia ai documenti d’epoca. In uno di questi, pubblicato sul sito ufficiale delle operazioni di bonifica del basso Adriatico, c’è la lettera di un operaio di Bitonto datata 1960. Racconta di essere stato impiegato in una ditta che, al termine della guerra, si sbarazzò alle dipendenze del comando inglese del suo arsenale all’imboccatura del porto di Molfetta. La missiva mette in guardia l’allora sindaco Maggialetti dalla costruzione della diga Salvucci, divenuta più di quarant’anni dopo la testata d’angolo del nuovo porto commerciale. 

Proprio qui d’Ingeo concentra le sue critiche. Il Comune, che lo scorso anno ha pagato una penale dacirca 8 milioni di euro per il ritardo dei lavori, conosceva la presenza dei residuati: questa la sua tesi. E per dimostrarla, oltre alla lettera, ha estratto dagli archivi di Palazzo di Città una delibera del 2004 dell’allora sindaco Tommaso Minervini in cui si affida all’ing. Enzo Balducci la responsabilità del procedimento amministrativo «per l’aggiudicazione del servizio di ricognizione e bonifica dei fondali marini». Il bando di gara del nuovo scalo sarà approvato nel giugno 2006, sotto il commissario straordinario e l’appalto integrato indetto il 17 ottobre, quando sulla poltrona di sindaco siederà Antonio Azzollini. Ma già a gennaio dello stesso 2006, la Lucatelli, ditta incaricata della bonifica, aveva chiesto la sospensione del servizio e l’intervento del nucleo dei palombari della Marina Militare, lo Sdai. 

Dopo la maxi multa, i lavori sono proseguiti. Anche se circoscritti a una zona già bonificata e a una profondità limitata. La draga che si attendeva non è giunta; se n’è vista un’altra, grande lo stesso se non di più. Ha lavorato per circa un mese. Con i sedimenti aspirati si è colmato il grande bacino di fronte alla basilica della Madonna dei Martiri. “Per il futuro dei vostri figli” recita la campagna di affissioni del Comune con la foto area dei lavori. 

Tutto ok, allora? No, secondo il Liberatorio, convinto che «il porto così come progettato non si farà mai»: tante ancora le bombe da ripescare (si parla orientativamente del 2016 come fine della bonifica), cui si aggiunge la profondità dei fondali, inferiore a quella che permetterebbe l’arrivo delle grosse portacontainer e le tanto anelate navi da crociera con frotte di turisti al seguito. 

D’Ingeo una proposta ce l’ha: destinare i fondi alla bonifica completa del bacino del porto e di Torre Gavetone. La sede della fabbrica di sconfezionamento del dopoguerra è oggi una delle ultime spiagge libere di Molfetta. Ma sui bagnanti aleggiano cartelli di divieto. Sono stati posti all'inizio di agosto, in un’estate più calda del solito. Prima il divieto di balneazione lungo il tratto del Gavetone ricadente nel comune di Giovinazzo, poi la denuncia alla procura di Trani nei confronti di Azzollini, poi ancora la conferenza con l’annuncio del rinvenimento di quelli che potrebbero sembrare veri e propri depositi sottomarini di bombe, a pochi metri dalla spiaggia. 

Il Liberatorio è stato accusato di «terrorismo psicologico» da tutti quei bagnanti che non hanno più potuto o voluto frequentare la loro amata spiaggia libera. «Avrei voluto confrontarmi con loro stasera», rilancia d’Ingeo. Elenca date, cifre, proietta foto d’epoca, cita statistiche. Chiarisce una volta per tutte che le armi ripescate sono anche a caricamento speciale, chimico, dunque pericoloso: «Ci siamo limitati a prendere visione dei report degli autori della bonifica». 

Gli fa eco Giovanni Lafirenze, esperto in bonifica di terra e di mare. Le armi convenzionali dell’epoca, spiega, erano dotate di spolette al mercurio. Ci sarebbe poco da stare tranquilli. Anche a sentire l’esperienza dalla viva voce di Vitantonio Tedesco, presidente della Cooperativa di piccola pesca. Anzi, verrebbe da dire, dalla viva pelle. Quella ustionata, «che gocciolava come si stesse sciogliendo» a contatto con l’acqua di mare durante alcune battute di pesca. Vorrebbe capire con cosa sia venuto in contatto, ma attende da tre anni i referti delle analisi. Vorrebbe anche comprendere i motivi della moria di polpi dello scorso anno, e perché il pesce sta scomparendo dai nostri mari. Su tutto, vorrebbe continuare a fare il suo mestiere, ma senza pesce non c’è pesca.

NUOVO PORTO E TORRE GAVETONE. REPORT FINALE

 

25 LUGLIO 2008  
La salute prima del porto

 

25 AGOSTO 2008 
Presenza bombe all’iprite, richiesta monitoraggio

 

 

1 SETTEMBRE 2008 

Mancato monitoraggio dell’Ostreopsis Ovata

 


8 SETTEMBRE 2008
Le bombe brillano e le condizioni del nostro mare peggiorano

   


8 NOVEMBRE 2008

Il nostro mare? Una bomba ad orologeria

 


1 MARZO 2009
Molfetta. Via vai di curiosi al porto, stupore e preoccupazione in città

 


28 LUGLIO 2009
Tra bombe chimiche e alghe tossiche, quale futuro per il nostro mare

 


30 APRILE 2009
La NATO si accorge solo oggi delle bombe chimiche nel nostro mare?

20 MAGGIO 2009 – IMPORTANTE

Porti e riporti storici 
 


20 AGOSTO 2009
Esposto su alga tossica e bombe chimiche

 

26 APRILE 2010

L'iprite a Molfetta fa sempre più paura. Sabato scorso un nuovo caso di intossicazione.

17 MAGGIO 2010
Memorie di guerra e bonifica infinita 


7 GIUGNO 2010
Le maglie larghe delle reti? Un falso problema 

30 LUGLIO 2010
Un mare pronto ad esplodere  

 

25 AGOSTO 2010
Mentre il Sindaco e le altre autorità tacciono, ritorna l’alga tossica

 


30 AGOSTO 2010

L’Arpa dice che l’alga tossica non c’è, ma i molfettesi sono a letto con la febbre

 


7 GIUGNO 2010

Le maglie larghe delle reti? Un falso problema

 


15 SETTEMBRE 2010

Residui bellici chimici nell’Adriatico

8 NOVEMBRE 2010
Nuovo porto e bonifica. La verità sulle bugie del Sindaco Azzollini

21 FEBBRAIO 2011
Le omissioni e la propaganda del sindaco Azzollini

22 FEBBRAIO 2011
Le balle del sindaco Azzollini & C.

 

28 MARZO 2011

Basta con i veleni di Stato. Nasce il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche

11 APRILE 2011
Se il mare diventa un campo minato 

 

29 APRILE 2011

Interrogazione parlamentare sulla presenza di ordigni a caricamento chimico nel mare pugliese

 

14 MAGGIO 2011
C’era una volta…il Nuovo Porto Commerciale. Una storia di bombe, balle e veleni

30 MAGGIO 2011
Il silenzio del Senatore Azzollini

 

18 GIUGNO 2011
Continua la vergognosa campagna di propaganda del Sindaco Senatore Azzollini

 

19 GIUGNO 2011

RAI Radio3 e la rivista I.AM parlano delle armi chimiche a Molfetta

28 GIUGNO 2011

A Torre Gavetone sarà vietato fare il bagno

 

16 LUGLIO 2011

Si sospenda la bonifica nel porto fino a quando Azzollini non assumerà più responsabilità nei confronti dei cittadini
 

16 LUGLIO 2011
La procura indaga sul porto. Sequestri al Comune e a Ravenna

27 LUGLIO 2011

Tritolo, fosforo, iprite e cemento
 


29 LUGLIO 2011
Bombe, denuncia shock: «Abbiamo trovato i depositi sottomarini»


 

1 AGOSTO 2011

«Ordigni bellici inesplosi», Gavetone vietato alla balneazione

 

3 AGOSTO 2011

Comune e Capitaneria, due anni di ritardi. Perchè? 

 

2 SETTEMBRE 2011

Troppe alghe, l'inchiesta arriva al porto di Molfetta

 

6 SETTEMBRE 2011

Alga tossica, s’indaga sul porto di Molfetta

 

13 SETTEMBRE 2011
Emergenza da inquinamento bellico della Costa Meridionale del Mare Adriatico


 

22 SETTEMBRE 2011

Il Parlamento informi sullo stato reale dei lavori di bonifica

 

26 SETTEMBRE 2011

Dopo la città, le "MANI SUL PORTO"

 
 

29 SETTEMBRE 2011

Veleni nel porto. La stampa nazionale torna ad occuparsi di Molfetta
 
 
10 NOVEMBRE 2011
Dedicato ai nostri figli… Bolle, Balle e Bombe.

Questo è quello che stiamo costruendo per il futuro delle nuove generazioni

   
   

      

DEDICATO AI NOSTRI FIGLI…BOLLE, BALLE E BOMBE. Questo è quello che stiamo costruendo per il futuro delle nuove generazioni.

 

La motonave "Condock IV", battente bandiera tedesca, sta portando via i pontoni di 91 tonnellate cadauno e i 35 tubi galleggianti di 30 tonnellate cadauno giunti nel porto di Molfetta il 30 agosto u.s. e serviti alla draga “N. Machiavelli” nella seconda (ed ultima) fase di dragaggio di una parte del nostro porto.
Perchè di dragaggio, per ora, non se ne parlerà più fino a quando non sarà terminato lo sminamento e la bonifica, e cioè tra parecchi anni.
Partita la draga, partite le strutture tecniche di supporto, è partito e svanito, anche, il sogno del sindacosenatore presidente Azzollini di realizzare il mega porto commerciale. 
Nelle prossime settimane si potrà continuare solo a completare ciò che è stato realizzato fino ad oggi e che ha già compromesso seriamente la tenuta strutturale e dinamica dell'esistente.

Eppure, Azzollini, tappezzando la città di manifesti di diversi formati, sempre stampati dalla tipografia di famiglia, a nostre spese continua la sua propaganda. Dal sito istituzionale del Comune annuncia che : “I lavori del nuovo porto proseguono senza sosta verso un cambiamento epocale per Molfetta. Insieme con il porto stiamo costruendo il futuro e la speranza di tanti giovani donne e uomini di questa città. Stiamo costruendo un vero e proprio braccio protesto in direzione di quei Paesi e di quei mercati che oggi stanno cambiando il mondo e sono protagonisti dell’economia internazionale. Ed è un fatto tanto più straordinario, perchè lo stiamo portando a termine grazie alla più grande opera di sminamento e bonifica del mare mai condotta in Italia".

Questa grande bugia gli farà crescere il naso e noi il 10 novembre parleremo di questa ed altre sue bugie nel Convegno "Bolle, Balle e Bombe.
Il Movimento Liberatorio Politico farà una sorta di report finale sulla vicenda del porto e di Torre Gavetone, non solo per la bonifica in atto ma anche per le prospettive future della marineria locale e della più bella spiaggia libera molfettese.
Relazioneranno Vitantonio Tedesco, presidente della “coop. Piccola Pesca" e Matteo d'Ingeo, coordinatore del Mov. "Liberatorio Politico”.

 

 


 

Appalti, il trucco del porto "Servizi d'oro alla loro società"

di GIULIANO FOSCHINIbari.repubblica.it
Undici milioni di euro sottratti alle casse dell'autorità portuale. Un gruppo di imprenditori che hanno atto l'affare del secolo. E ora la Corte dei conti che presenta loro il conto chiedendo tutto il denaro indietro. La storia dell'affidamento dei servizi del porto alla Bari porto mediterraneo, avvenuta ormai dieci anni fa e poi ritirata dal nuovo presidente dell'Autorità Franco Mariani, ha conosciuto un nuovo colpo di scena. Il 19 ottobre scorso il procuratore della Corte, Francesco Lorusso, ha chiamato a processo l'ex presidente dell'Autorità, Tommaso Affinita, più una dozzina di persone, e cioè i componenti del consiglio di amministrazione dell'Autorità che nel 2004 decise di affidare quei servizi a una società creata ad hoc. E soprattutto nella quale erano presenti, con altre società, membri di quel cda. In sostanza c'è chi si affidò, senza gara, da solo, un servizio. Assicurandosi un utile molto importante.

L'indagine nasce da una denuncia presentata dal presidente Mariani poco dopo essere arrivato a dirigere il porto di Bari. Il presidente si accorse che tutti i servizi redditizi (dalla gestione del terminal crociere ai parcheggi) erano nelle mani della Bpm. Da qui la decisione di revocare l'appalto, bandire una nuova gara (con relativa controversia al Tar) e presentare un esposto in procura e alla Corte dei conti. La magistratura contabile ha chiuso ora l'inchiesta parlando di "un ingente danno erariale". E sottolineando, tra le altre cose, proprio la "strana composizione 
azionaria delle società che hanno partecipato alla sottoscrizione del capitale sociale della Bpm, con una situazione di palese conflitto di interessi". Si tratta di aziende inesistenti, create ad hoc per concludere l'affare. La Fin Mil, per esempio – scrive il procuratore della Corte – "non ha dipendenti e l'amministratore è Michele Carofiglio, presidente anche della Bpm. Fino al primo dicembre 2008 Carofiglio era titolare del 98 per cento, ceduto alla signora Lilia Fortunato (suocera) e il restante 2 per cento risulta di proprietà della moglie del dottor Carofiglio".

La "Iniziative portuali e partecipazioni srl – si legge sempre nel documento – si è iscritta alla Camera di commercio pochi giorni prima dell'affidamento della concessione. Appare significativo sottolineare che il presidente del cda è Antonio Prisco componente, anche attuale, del Comitato portuale che partecipò all'adozione della deliberazione sulla concessione nel 2004. In quello stesso cda siede anche Francesco Di Benedetto, ugualmente componente del comitato portuale che ha fatto anche parte del cda della Bpm. La società non risulta aver avuto dipendenti". La Mpm cambiò all'improvviso ragione sociale passando dalla vendita degli immobili alla gestione e locazione "di infrastrutture, impianti e attrezzature portuali". Membri dell'Autorità portuale erano Prisco e Pasquale Divella, consiglieri di amministrazione della "Impresa logistica portuale" mentre la "Servizi integrati di logistica" ha tra i soci il signor Lorenzo De Fronzo componente del Comitato portuale come rappresentante dei trasportatori "che all'epoca deliberò sulla concessione".

 

Maltempo, pontili del porto ko

di Lorenzo Pisani – www.molfettalive.it


Foto: © MolfettaLive.it

Due giorni di maltempo hanno sancito la fine dell’estate. E, come accade da qualche anno, precipitazioni e vento aggravano la situazione dei pontili sulla banchina San Domenico

Ormai c’è poco da salvare. 

Le immagini mostrano i tronconi in cui si è spezzata la struttura in balìa delle onde. Delle passerelle non c’è traccia. Sono state le prime a risentire dell’abbandono di ogni qualsivoglia forma di manutenzione.

Recentemente i galleggianti erano tenuti vicini alla banchina con delle corde legate ai paletti in ghisa. Risultato: il moto ondoso ha abbattuto anche questi. 

I pontili erano stati realizzati con fondi Sfop (Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca) dell’Unione Europea e ultimati nel 2004. Da allora non sono stati mai inaugurati. Nonostante questo, sono utilizzati da pescatori. Talvolta anche come approdo per la pesca di frodo

Dal gennaio dello scorso anno sono nella disponibilità della Molfetta Porto srl. Si era ipotizzato lo stanziamento di 49mila euro per il loro ripristino. Ma a ogni mareggiata la stima rischia di lievitare.

IMMAGINI

Veleni nel porto. La stampa nazionale torna ad occuparsi di Molfetta


 

La stampa nazionale torna ad occuparsi di Molfetta e delle armi chimiche. Questa volta è il giornale della Legambiente, LA NUOVA ECOLOGIA che si occupa delle conseguenze della guerra e dedica  l’inchiesta del mese  al problema delle tonnellate di armi a caricamento chimico affondate durante la seconda guerra mondiale e che minacciano l’ecosistema italiano, mentre le bonifiche procedono a rilento. Nell’inchiesta si analizza la situazione delle acque dell’Adriatico, del Tirreno e di alcuni laghi. Secondo gli esperti dell’Istituto nautico di Forio (Ischia), gli arsenali di armi chimiche andrebbero ricercati nel triangolo che ha per vertici Bagnoli, Ischia e Capri, dove Goletta Verde è approdata nelle scorse settimane per chiedere analisi accurate. Dalle acque dei mari a quelle dei laghi i veleni continuano a inquinare l’Italia. Un esempio è quello del lago di Vico dove dopo anni di omissioni e ritardi è giunta la notizia dell’inizio della bonifica della Chemical City; una notizia che premia l’impegno di Legambiente e di quelle associazioni che da alcuni mesi, riuniti insieme a noi nel Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, chiedono a gran voce che si trovi una soluzione definitiva a questo drammatico problema, che al di là delle singole vertenze territoriali ha ormai assunto la dimensione di una vera emergenza nazionale.
Nel luglio scorso Francesco Loiacono, giornalista de " LA NUOVA ECOLOGIA " è stato a Molfetta e ha realizzato l'inchiesta che questo mese si trova nel mensile della Legambiente. All'inchiesta è abbinato un video che lo stesso giornalista ha realizzato nel porto di Molfetta e a Torre Gavetone intervistando oltre a Matteo d'Ingeo, responsabile territoriale del Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche,  i due rappresentanti della Legambiente, Massimiliano Piscitelli e Paolo De Gennaro.

 


https://i0.wp.com/www.liberatorio.it/documenti/Inchiesta_armi_chimiche-LA_NUOVA_ECOLOGIA-Settembre_2011.jpg

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Dopo la città, le "MANI SUL PORTO"

La campagna di propaganda del SindacoSenatorePresidente Azzollini continua ed è alimentata dall’unica “velina” fotocopia, con errori annessi, che parte dall’ufficio stampa comunale e, attraverso varie testate giornalistiche regionali e locali ( qualcuna anticipa il testo del comunicato ufficiale del Comune) celebra eventi mediatici che servono solo ed esclusivamente a distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi della città e a camuffare l’incapacità amministrativa della giunta Azzollini.
Nel febbraio scorso Azzollini aveva utilizzato i progettisti del nuovo porto commerciale per creare gli effetti speciali sui lavori del porto. Allora si dichiarò che tutto andava bene e che i lavori di dragaggio e banchinamento procedevano secondo cronoprogramma previsto, ma noi lo smentimmo denunciando le sue bugie.
Si scoprì invece che, mentre la sceneggiata andava in onda sul cantiere e negli studi televisivi, negli uffici comunali il Responsabile Unico, Ing. Balducci,  approntava la variante al progetto del portodeliberata dalla Giunta Comunale in data 18.03.2011; quella variante che spegneva la speranza e il sogno del senatore; sì, lui che aveva sognato la più grande opera marittima del sud Italia. Chissà quante volte avrà maledetto quelle dannate bombe che ostruiscono il canale d’accesso al nuovo porto commerciale.
L’Area 2 di circa 88.000 mq, la “zona rossa” che è già costata circa 8 milioni di euro di penale pagati alla ditta vincitrice dell’appalto.
In questi giorni, invece, è in cartellone un nuovo spettacolo, quello delle “draghe” più lunghe e potenti al mondo. I protagonisti sono tre grandi mostri di ferro che mangiano, tritano e sputano roccia dai fondali marini.

 

 

Il primo mostro non lo abbiamo mai visto, se non in cartolina o in video, eppure ci hanno raccontato che era il più grande al mondo. La draga D’Artagnan, con disgregatore con potenza totale installata di 28.200 kW, profondita’ di dragaggio fino a –35 m. e lunga 134 metri, era l’asso nella manica dell’impresa che ha vinto la gara d’appalto.

 

Ci siamo accontentati, fino alla settimana scorsa, della VLAANDEREN XVI, di 47 metri di lunghezza, altezza di dragaggio -14 metri, potenza di 1.786 kw.

Mentre la VLAANDEREN XVI, con la nota della società “SIDRA” n. 4669-CON-MAR-008 in data 13.09.2011continua il dragaggio, abbiamo il colpo di scena della stessa società che annuncia, che a far data dal giorno 18.09.2011, inizierà i lavori di dragaggio di seconda fase nel bacino portuale di Molfetta, la draga aspirante a disgregatore autopropulsa denominata “NICCOLO’ MACHIAVELLI”, di bandiera lussemburghese.


La draga è lunga 138 metri ed ha una potenza installata pari a 21.600 kW sarà assistita da due rimorchiatori, uno spagnolo ed uno inglese. Non si conoscono al momento le capacità di dragaggio in profondità perché in rete non ci sono notizie su questa draga.
A parte i numeri e le grandezze non si riesce a capire dove sia l’evento straordinario e cosa ci sia da festeggiare. La draga di una certa potenza e capace di disgregare, dragare e aspirare era nel capitolato d’appalto doveva giungere a Molfetta già l’anno scorso, quindi non ci sarebbe nulla da festeggiare, anzi, bisognerebbe essere preoccupati per il rischio di pagare una nuove penale milionaria.
Ma, così come si è detto più avanti, il sindaco Azzollini e i suoi accoliti organizzano gli eventi mediatici per nascondere la vergogna del momento.

Infatti, dopo aver issato la bandiera del comune di Molfetta sull’albero maestro della “Niccolò Machiavelli, Azzollini e "i Vassalli del Granducato di Molfetta",  si recano in Comune e preparano la delibera n.178 che risulterà approvata il 20.09.2011 e affissa all’albo pretorio del comune di Molfetta in data 22.09.2011.
L’oggetto della delibera è il seguente: “Completamento opere foranee e costruzione nuovo porto commerciale. Studio di navigabilità per il canale di accesso del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta, mediante simulatore di manovra a pilotaggio manuale nell’ipotesi di mancato dragaggio del canale di accesso. Presa d’atto rapporto tecnico del Centro per gli Studi di Tecnica Navale CETENA Spa di Genova.
Loro festeggiano pur essendo consapevoli del fallimento della loro azione amministrativa e offrono al popolo la festa per negare la verità.
La parte positiva della delibera, per usare un eufemismo, ci dice che con D.D. Settore LL.PP. n. 79 del 28.03.2011 (mai pubblicata sul sito web e albo pretorio del comune) è stata affidata, all’Istituto CETENA S.p.A. di Genova, l’esecuzione del nuovo studio relativo alla navigabilità ed accessibilità nautica del Nuovo Porto di Molfetta, da eseguire mediante simulatore di manovra a pilotaggio manuale nel caso in cui il canale di accesso non venisse dragato subito e con nota con nota del 15.04.2011 prot.n. 22648 il Centro per gli Studi di Tecnica Navale CETENA, a completamento dello studio di simulazione di navigabilità nel canale di accesso, ha trasmesso il rapporto tecnico da cui si evince che : “nel corso delle simulazioni eseguite si è verificato quindi che la batimetria attuale del canale d’accesso al nuovo Porto Commerciale in costruzione a Molfetta, nella condizione transitoria di ritardo dei dragaggi sul lato terra,garantisce adeguate condizioni di sicurezza per le manovre delle navi mercantili (da 160 m. di lunghezza e 7,2 m. di immersione), anche senza l’intervento di rimorchiatori, ma dotando il suddetto lato terra del canale degli adeguati ausili alla navigazione (es. boe di segnalazione) che delimitino la zona dei bassi fondali”.
Quindi addio alle grandi navi commerciali porta-conteiner che l’amico del sindaco Totorizzo voleva portare a Molfetta  con un fondale di circa 12 metri di profondità e delle navi da crociera. 
Ma la delibera dice dell’altro nella premessa, ed è l’unica verità certa, pari ad una sentenza di morte momentanea del Nuovo Porto Commerciale:
I fondali, interessati dai dragaggi e dalle opere infrastrutturali, a seguito di prospezioni e ricognizioni subacquee accurate, sono risultati infestati di ordigni bellici di quantità di gran lunga superiore a qualsiasi previsione pessimistica, a tal punto da causare un pesante ritardo nella esecuzione dei lavori che ha indotto l’impresa appaltatrice a fare richiesta di maggiori oneri per i danni subiti; la controversia insorta è stata risolta addivenendo ad una transazione fissando al 31.12.2011 la bonifica di tutte le aree interessate dai lavori fossero rese disponibili;
L'entità degli ordigni è tale per cui non è possibile bonificare tutte le aree interessate dai dragaggi entro il 31.12.2011, per cui si è ritenuto di stralciare dall’appalto in corso il dragaggio di alcune zone tra cui il canale di accesso”.
Insomma l’amministrazione si gioca tutte le carte per non pagare altre multe milionarie perché il 31.12.2011 è già arrivato e non sappiamo quali altre “disattenzioni” ci riserverà il tempo.
 
Ma le “disattenzioni” del sindaco, della Giunta e degli uffici comunali vanno oltre.
Nella fretta elettorale, e non solo, di questi ultimi anni,  si ignora la presenza di bombe sui fondali interessati alla costruzione del nuovo porto ma, dopo aver approvato il progetto definitivo il 25.6.2006 e il bando di gara, il disciplinare di gara definitivo e indetto l’appalto integrato in data 17.10.06, l’amministrazione comunale dimentica di rispettare alcune importanti prescrizioni previste nella pronuncia di compatibilità ambientale imposte dal Ministero dell’Ambiente e tutela del territorioe Ministero per i beni e attività culturali. Tralasciamo la trattazione delle singole prescrizioni, che ancora oggi stanno concludendo a sanatoria, perché richiederebbe molto tempo e spazio per raccontarle anche agli organi preposti al controllo dell’appalto.
Una prescrizione avviata, invece, prima dell’inizio dei lavori riguardava lo “studio delle opere di difesa dal moto ondoso per l’accessibilità, l’attracco e verifica delle opere di banchinamento per effetto della agitazione ondosa del bacino portuale a realizzarsi”.
Il 12.08.2004 l’amministrazione comunale affidava alla IDROTEC srl di Milano lo studio; l’1.12.2004 la IDROTEC consegnava la relazione e il 13.12.2004 si liquidava lo studio tecnico con una parcella di 13.708,80 euro prendendo atto che “lo studio di agitazione ondosa e caratteristiche idrauliche delle opere interne del nuovo porto e ritenuto lo stesso completo e redatto correttamente secondo i canoni richiesti e soddisfacente per il prosieguo della attività di progettazione.
In effetti la progettazione proseguì e le prime opere furono eseguite ma il moto ondoso interno del porto forse non era stato studiato correttamente perché dopo la prima mareggiata, e anche le seguenti, si sono avuti ingenti danni alla banchina del Molo Pennello e alle piccole e grandi imbarcazioni.
E l’amministrazione che fa? Chiede al vero responsabile di questo procedimento, l’Ing. Enzo Balducci, di risolvere il problema dal momento che le opere della diga foranea erano già state realizzate. Il dirigente pensa bene di commissionare un nuovo studio del moto ondoso con “variante in corso d’opera” al progetto iniziale.
Questa volta la nostra amministrazione non si fida degli studi tecnici italiani e decide di affidare lo studio del moto ondoso all’Università della CatalognaLaboratorio di Ingegneria Marittima di Barcellona.
La “commissione interna
” (chi faceva parte della commissione?) dell’Ufficio tecnico comunale ritiene  che il Laboratorio di Barcellona sia il più affidabile sul mercato. E’ difficile per noi, ignari cittadini, sapere chi è più affidabile sul mercato tra la IDROTEC di Milano e il Laboratorio di Barcellona, la prima ci è costata circa 14.000,00 euro realizzando lo studio in 4 mesi, la seconda solo 72.500,00 euro dovendo realizzare lo studio più complesso in soli “50 giorni”.
Evidentemente l’affidabilità dello studio dipende dai tempi di consegna del lavoro e dalla professionalità dei tecnici che lo realizzano.

E sapete chi lavorava nei laboratori di Barcellona dell’Università della Catalogna? L’Ing. Corrado Altomare, figlio del Dirigente dell’ufficio tecnico comunale Rocco Altomare, entrambi arrestati nell’ambito dell’operazione ”Mani sulla città”.
Lo studio richiesto dal 20 aprile 2010, data in cui si è stipulato il contratto, è stato consegnato dal Laboratorio della Catalogna, a firma del prof. Xavier Gironella (collega dell’Ing. Corrado Altomare e responsabile dello stesso gruppo di lavoro), via e-mail in data 15.10.2010.
Ma i 50 giorni utili per la consegna dello studio era un elemento fondamentale per l’affidamento dell’appalto? La parcella è stata pagata ma il problema rimane e i danni aumentano.
Non vogliamo dilungarci oltre perché ci sarebbe da scrivere un romanzo sulla storia del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta e sull’inettitudine fino ad oggi dimostrata da alcuni attori della vicenda, speriamo solo che la Magistratura, i Ministeri interessati, il Prefetto e la Regione Puglia interrompano definitivamente questo scempio ambientale e sperpero di finanziamenti pubblici in un momento di crisi globale per destinare quei pochi fondi rimasti, sottraendoli a dubbi e discutibili consulenze tecniche, ad un solo obiettivo, la bonifica.
Molfetta ha bisogno della bonifica da residuati bellici nel porto e in località Torre Gavetone, così come l’accordo di programma prevedeva, per la salvaguardia della salute dei cittadini e dell'ambiente.

 
 

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