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Comprereste un voto usato da quest'uomo?

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Quando sbaglio lo faccio in buona fede, ma subito dopo mi incazzo con me stesso. Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri, uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog come indipendente che subito dopo si è iscritto per coerenza a un partito. Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. L'europarlamento è un passaggio per traguardi più importanti e di grande visibilità. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza.

De Magistris si è candidato a sindaco di Napoli, ma solo lo scorso anno diceva in un'intervista al Fatto Quotidiano: "Ringrazio chi, tra partiti e società civile, vede in me un’alternativa a un quadro politico moribondo, crollato sulla questione morale. Tocca a me? Certo, tocca a me ogni giorno, da quando ho deciso di impegnarmi in politica… da europarlamentare e presidente della commissione di controllo sui bilanci mi sto occupando in Europa di dimostrare che l’immagine dell’Italia non è solo quella di Berlusconi, e di impiegare al meglio i fondi europei, spezzando ogni legame tra le risorse Ue e la criminalità organizzata… dovrei dimettermi dal Parlamento europeo. E in politica c’è un valore che pochi ricordano, specie in questi giorni: la coerenza. Ho fatto campagna elettorale in tutta Italia raccogliendo consensi ovunque per dedicarmi ai temi dell’Europa. Lasciare il lavoro incompiuto non sarebbe un bel segnale."

Dal blog di Antonio Borghesi, suo compagno di partito: "ho appreso che saresti stato rinviato a giudizio dal Tribunale di Salerno perché, quale sostituto procuratore in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnatario del procedimento penale n.2552/05/Mod.21 a carico dei magistrati di Potenza, omettendo di procedere alle indagini ordinate … dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro…indebitamente rifiutava di compiere un atto del suo ufficio". "I fatti sarebbero i seguenti: un commerciante salentino, ridotto sul lastrico, nel vero senso della parola perché da una posizione florida ora è un senza tetto, denunciò alcuni magistrati per favoreggiamento con banche usuraie". De Magistris si sarebbe "rifiutato d'indagare, come ordinato dal GIP, su collusione fra magistrati di Lecce e magistrati di Potenza con ipotesi di reato gravissime che vanno dall'associazione per delinquere, all'estorsione, al favoreggiamento di banche che applicano tassi usurari".

De Magistris, intervistato in merito ha risposto: "…..bisogna guardare ai reati. Una cosa è la corruzione e l’associazione mafiosa, un’altra l’omissione o altre vicende minori. E che facciamo, lasciamo che ogni denuncia blocchi l’attività di un politico? E' un clamoroso errore giudiziario… I magistrati possono commettere errori…". Una risposta all'altezza di Berlusconi, ma anche di Mastella da Ceppaloni che vorrebbe candidarsi pure lui a Napoli. Mastellone ha presentato al Tribunale di Benevento un atto di citazione contro de Magistris per diffamazione. Per chiunque sarebbe una medaglia al valore una denuncia da parte del ceppalonico con la possibilità di inchiodarlo in tribunale, ma non per de Magistris che ha richiesto alla presidenza dell’assemblea UE di far valere la sua immunità parlamentare. Amen.

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L’IdV e la questione morale

 

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In molti, da più parti, ci chiedono di prendere posizione, di esprimerci su quanto accaduto negli ultimi mesi all’interno dell’Italia dei Valori. Ce lo chiede la base di questo partito, straordinariamente attiva e senza timori reverenziali. Ce lo chiedono i nostri elettori, anche quelli che di questo partito non sono. E ce lo chiede, prima di tutto, la nostra coscienza. E’ a loro e ad essa che oggi parliamo.

Non abbiamo voluto sfruttare l’onda delle ultime polemiche per dire la nostra, per non offrire il fianco a strumentalizzazioni che avrebbero danneggiato l’Italia dei Valori. Abbiamo fatto passare la piena facendo quadrato attorno all’Idv. Ora però alcune considerazioni per noi sono d’obbligo. E si rende necessario partire da una premessa:nell’Idv oggi c’è una spinosa e scottante “questione morale”, che va affrontata con urgenza, prima che la stessa travolga questo partito e tutti i suoi rappresentanti e rappresentati. Senza rese dei conti e senza pubbliche faide, crediamo che mai come adesso il presidente Antonio Di Pietro debba reagire duramente e con fermezza alla deriva verso cui questo partito sta andando per colpa di alcuni.

imagesLe ultime vergogne, come altrimenti chiamare il caso Razzi/Scilipoti, due individui che si sono venduti, quantomeno moralmente, in virtù di altri interessi rispetto alla politica e al bene pubblico, sono solo la punta di un iceberg che pian piano emerge nella realtà di questo partito. Come dimenticare lo scandaloso caso Porfidia, inquisito per fatti di camorra e ancora difeso da qualche deputato dell’Idv che parla di sacrificio a causa di “fatti privati”. E poi il fumoso Pino Arlacchi, che dopo essere stato eletto con l’Idv e solo grazie all’Idv, ha salutato tutti con un misero pretesto ed è tornato con le orecchie basse al Pd. Ma chi ha portato questi personaggi in questo partito?

Per questo oggi, con questo documento condiviso, rilanciamo la necessità di una brusca virata, e chiediamo al presidente Di Pietro di rimanere indifferente al mal di mare che questa provocherà in chi, un cambiamento, non lo vuole. In chi spera che l’Idv torni un partito del 4% per poterlo amministrare come meglio crede. Seggi garantiti, candidature al sicuro, contestazioni zero. Gente, questa, che non ha più alcun contatto con la base e rimane chiusa nelle stanze del potere, cosciente che senza questa legge elettorale mai sarebbe arrivata in Parlamento e che se questa cambiasse mai più ci tornerebbe.

Abbiamo un patrimonio da cui ripartire, ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”. Chiedono un deciso “no” alla deriva dei signori delle tessere, ai transfughi, agli impresentabili che oggi si fregiano di appartenere a questo partito e si rifanno, con precisione chirurgica, una verginità politica. Dopo i congressi regionali moltissime realtà si sono addirittura rivolte alle Procure per avere giustizia, presentando video e documentazione che proverebbero macroscopiche irregolarità nelle consultazioni tra gli iscritti.

Oggi una questione morale c’è ed è inutile e dannoso negarlo. Noi non possiamo tacere. La maggior parte della “dirigenza” dirà che con queste nostre parole danneggiamo il partito, altri che danneggiamo il presidente Di Pietro, altri ancora che siamo parte di un progetto eversivo che vuole appropriarsi dell’Idv. Noi crediamo che questo invece sia un estremo atto di amore per tutti gli iscritti, i militanti e i simpatizzanti dell’Italia dei Valori. Al presidente chiediamo solo una cosa: si faccia aiutare a fare pulizia. Ci lasci lavorare per rendere questo partito quello che lui ha pensato e realizzato e che ora qualcuno gli vuole togliere dalle mani.

Terminiamo questo documento con le parole di un grande politico italiano, che oggi purtroppo non è più con noi. Enrico Berlinguer.

La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati”.

Luigi de Magistris, Sonia Alfano, Giulio Cavalli

Di Pietro risponde:  Carta canta: IDV e Di Pietro sono trasparenti, lo dice il giudice

Caso De Magistris: giudizio per tre magistrati – La procura di Salerno: “Inchieste tolte illegittimamente”.

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di Antonio Massari   da il Fatto Quotidiano del 3 settembre 2010
 

Le inchieste “Why Not” e “Poseidone” furono sottratte illegalmente a Luigi De Magistris, nel 2007, quando era ancora un pm della procura di Catanzaro: è questa la tesi della procura di Salernoche, dopo aver chiuso le indagini, ha chiesto ilrinvio a giudiziodi tre magistrati calabresi, del parlamentare del Pdl Giancarlo Pittelli, dell’ex sottosegretario alle Attività produttive Pino Galati (Udc)e dell’uomo forte di Comunione e liberazione in Calabria, Antonio Saladino.

Le prime risposte giudiziarie sul “caso De Magistris” arriveranno il 3 novembre, quando il gip Vincenzo Pellegrino deciderà sulle richieste dei tre pm (Rocco Alfano, Maria Chiara Minerva e Antonio Cantarella) che hanno “ereditato” l’inchiesta dai pm Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, poi puniti, con il trasferimento, dal Csm.
Chiesta l’archiviazioneinvece – secondo il Mattino, che per primo ha pubblicato, ieri, la notizia – per altri quattro magistrati – Enzo Iannelli, Alfredo Garbati, Domenico de Lorenzo e Salvatore Curcio– indagati per favoreggiamento e omissione in atti d’ufficio: s’erano rifiutati di trasmettere gli atti di Poseidone e Why Not ai pm salernitani (Nuzzi e Verasani) che stavano indagando sulla sottrazione dei fascicoli a De Magistris.

Un rifiuto che sfociò, prima, nel sequestro degli atti, operato dai pm salernitani. E portò poi, proprio a causa del sequestro, alla punizione di Nuzzi, Verasani e del loro capo Luigi Apicella.
Oltre che sulla richiesta di archiviazione, però, il gip dovrà deciderà sul rinvio a giudizio degli altri magistrati: l’ex procuratore capo Mariano Lombardi(fu lui ad avocare Poseidone a De Magistris), il procuratore generale reggente Dolcino Favi(avocò l’inchiesta Why Not) e il procuratore aggiunto Salvatore Murone. Le indagini della procura di Salerno ipotizzano, tra vari reati, anche la corruzione in atti giudiziari.
A trarre vantaggio dalla revoca di Poseidone, secondo l’accusa, furono Pittellie Galatiche, negli atti della chiusura d’indagine, appaiono come “istigatori” delle “condotte illecite” di Lombardi e Murone.
L’inevitabile stagnazione delle attività istruttorie in corso”, aveva scritto l’accusa nella chiusura dell’inchiesta, “portò afavorire le persone implicate nelle indagini, in particolare Pittelli e Galati i quali, in un più ampio contesto corruttivo (…) s’erano adoperati per far ricevere sia a Lombardi, sia a suo figlio Pierpaolo Greco, denaro o altre utilità”.

Illegale anche l’avocazione di Why Not: de Magistris, aveva iscritto nel registro degli indagati l’ex ministro Clemente Mastella (poi archiviato dalla procura di Catanzaro). Favi avocò l’inchiesta ipotizzando, per de Magistris, un “conflitto d’interessi”, poiché Mastella aveva avviato un’indagine disciplinare sul pm.
“Conflitto d’interessi” che, secondo la procura salernitana, non s’è mai verificato, tanto da sostenere che “veniva attestata, in un atto pubblico, una situazione contraria al vero”. Per questo filone sono indagati Favi e Saladino che, all’epoca, era il principale accusato (poi condannato) nell’inchiesta Why Not.
La procura di Salerno– ha commentato De Magistris, oggi europarlamentare dell’Idv – conferma che Why Not e Poseidone mi furono sottratte illegalmente, in seguito ad un accordo corruttivo, tra i vertici degli uffici di Procura e alcuni indagati”.

Nonostante il Csm fosse informato da tempo– prosegue – sulle gravi commistioni e le illegalità che interessavano i vertici degli uffici giudiziari di Catanzaro, non ha mai ritenuto di dovere intervenire. Oggi Murone è il titolare dell’inchiesta sugli attentati al procuratore generale di Reggio Calabria. Quello stesso Csm ha invece dimostrato una solerzia straordinaria quando, al termine di processi disciplinari farsa, ha proceduto all’esecuzione professionale mia e dei colleghi di Salerno”.

Pittelli replica: “De Magistris dovrebbe sapere, ma sarebbe pretendere troppo dalla sua cultura giuridica, che la richiesta di rinvio a giudizio rappresenta soltanto un’ipotesi di accusa tutta da verificare. La parte più interessante di tutta la storia deve essere ancora scritta. E la verità, su gruppi e manipoli, non tarderà a ristabilire gli esatti contorni della più vergognosa impostura mai verificata in ambito giudiziario-politico”.

Nell’attesa che la “vergognosa impostura” evocata da Pittelli venga dimostrata, o quanto meno accennata, bisogna registrare questa storia annovera la punizione, da parte del Csm, di almeno quattro pm. Ai quali va aggiunta Clementina Forleo che, (anche) per aver difeso De Magistris durante Annozero, fu prima incolpata e poi trasferita (per incompatibilità ambientale) dalla Procura di Milano.

Oltre alle richieste di rinvio a giudizio (e di archiviazione), quindi, in questa vicenda pesa anche il ruolo del Csm dell’epoca, soprattutto se consideriamo che in questi giorni, altri tre pm, confermano (nelle sue parti essenziali) l’impianto accusatorio di Nuzzi e Verasani e, con esso, il “complotto” per sottrarre, in maniera illegale, le indagini all’ex pm napoletano.

Rose, spine e scatole cinesi. L’associazione per delinquere dell’energia pulita

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Mentre la stampa locale, distratta dalle veline dell’ufficio stampa dell’azienda Ciccolella, ci informava che Vincenzo Ciccolella era onorato e soddisfatto di aver ospitato nelle sue serre rappresentanti cinesi che hanno dichiarato di aver avuto conferma di una realtà imprenditoriale d’eccellenza e in grande crescita, abbiamo appreso da varie fonti giornalistiche, “il Crotonese, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta del Sud/On-Line, notizie molto allarmanti che riguardano alcune società collegate all’azienda “CICCOLELLA”.

Sembrerebbe che il sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni abbia esteso la sua complessa inchiesta che ruota intorno alla costruzione della centrale per la produzione di energia elettrica a turbogas di Scandale e, soprattutto, sui milioni di euro destinati dallo Stato alla ricostruzione dell’apparato produttivo crotonese che invece avrebbero preso tutt’altra strada.

Oltre a iscrivere sul registro degli indagati nuovi nomi ipotizzando il reato di bancarotta fraudolenta, la Procura della Repubblica ha chiesto anche il fallimento di alcune società attraverso le quali sarebbero stati distratti i fondi pubblici. Si tratta della “Eurosviluppo Industriale”, la Spa di cui è amministratore l’imprenditore Aldo Bonaldi che, grazie ai 72 milioni di euro stanziati con un apposito contratto di programma, avrebbe dovuto realizzare la reindustrializzazione dell’area crotonese, e la “Alibio”, società del gruppo imprenditoriale pugliese Ciccolella che faceva parte del Consorzio Eurosviluppo, appositamente costituito per creare nuove iniziative industriali collegate alla centrale di Scandale.
La “Alibio”, in particolare, avrebbe dovuto realizzare delle serre utilizzando il vapore della centrale, ma l’impianto venne stranamente delocalizzato a Simeri Crichi e successivamente in Puglia. Proprio per acquisire documentazione utile a corroborare la loro tesi investigativa, nei giorni scorsi i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Crotone sono giunti a Molfetta dove hanno perquisito gli uffici dell’imprenditore 54enne Corrado Ciccolella e quelli della società “G.C. Impianti” che fa capo allo stesso Ciccolella.

All’imprenditore di Molfetta il pm Bruni contesta l’accusa di bancarotta fraudolenta perché, dopo aver intascato la prima tranche del contratto di programma per oltre sette milioni di euro attraverso la “Alibio”, avrebbe provocato con una serie di operazioni quanto meno sospette uno stato di forte insolvenza della stessa società, senza peraltro realizzare le opere previste dal finanziamento pubblico; tanto è vero che lo stesso ministero dello Sviluppo industriale ha revocato il finanziamento e ne pretende la restituzione. Solo che quei soldi – secondo quanto accertato dagli inquirenti – nelle casse della “Alibio” non ci sono più; finiti, a quanto pare, nei conti della “G.C. Impianti” dello stesso Ciccolella e della “Eurosviluppo Industriale” di Bonaldi. La Procura della Repubblica, pertanto, il 15 luglio scorso ha chiesto il fallimento della società “Alibio”.

L’identico meccanismo – sostengono ancora gli inquirenti – sarebbe stato messo in atto da Aldo Bonaldi per ‘svuotare’ la società “Eurosviluppo Industriale”, che, al pari della Alibio, si è vista revocare il finanziamento ottenuto in precedenza dal ministero dello Sviluppo economico. Anche per “Eurosviluppo Industriale” la Procura, nel maggio scorso, ha chiesto il fallimento a causa della grave situazione debitoria in cui la società si è venuta a trovare. Uno stato di insolvenza provocato – secondo gli inquirenti – da Aldo Bonaldi 51 anni, di Cremona; dai suoi consulenti di fiducia Giuseppe Carchivi, 48 anni di Isola Capo Rizzuto e Roberto Baroni, 57 anni di Pavia; dal modenese Michelangelo Marinelli, 39 anni, esperto in fonti energetiche rinnovabili, ma anche alla guida di un fondo internazionale specializzato in investimenti nel settore delle energie rinnovabili; Roberto Mercuri 39 anni di Lamezia Terme; Annunziato Scordo 64 anni di Bovalino.A tutti, come a Corrado Ciccolella 56 anni, viene contestata la bancarotta fraudolenta. A Bonaldi, Mercuri, Marinelli e Scordo anche il falso e la truffa aggravata; a Bonaldi, Baroni, Mercuri, Marinelli e Scordo la malversazione a danno dello Stato.

Tutti e sette, infine, sono accusati di associazione per delinquere. Per gli inquirenti, infatti, si tratta “di un gruppo di soggetti, costituito da imprenditori di primo piano a livello nazionale ed internazionale, che hanno costituito e gestito società utilizzate in modo precipuo per accaparrarsi contributi pubblici e, in particolare, quelli del contratto di programma di Scandale, non realizzando le relative opere e polverizzando, anche attraverso il trasferimento all’estero, le provvidenze pubbliche indebitamente percepite o trattenute. Ciò ha determinato un’allarmante situazione in capo alle società e, in modo particolare, in capo ed a danno dei creditori, primi tra tutti il ministero dello Sviluppo economico e la Regione Calabria.

L’esistenza di un sodalizio che presenta i connotati di un’associazione per delinquere – sostengono ancora gli inquirenti si dimostra ulteriormente anche sulla scorta di operazioni di trasferimento fondi quali, ad esempio, 2,5 milioni di euro che la società “G.C. Impianti” trasferisce nel periodo maggio/giugno 2007 sui conti della “Sfc S.A.” per finire nella loro interezza ancora sui conti del Bonaldi”.
Dagli atti di indagine, inoltre, è emersa “l’esistenza di un notevole numero di assegni, anche di importo molto elevato, pare anche di centinaia di migliaia di euro, i cui beneficiari sono ad oggi sconosciuti.

DSC3763cp (Powerflor 4:11:07)In questo primo comunicato stampa riferiamo solo una parte delle notizie che ci giungono dalla Calabria e, rimandando i cittadini ai prossimi interventi per gli opportuni aggiornamenti, ribadiamo ancor più le nostre perplessità sulle procedure politico-amministrative con cui è stata autorizzata la costruzione della “Powerflor srl” di Molfetta.

Il bottino di Bettino: come e quanto rubava

di Marco Travaglio (da "Il Fatto Quotidiano" – 30/12/2009)

"Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti “per morte del reo”: quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.

Nella caccia al tesoro, anzi ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra HongKong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie).

Finanziamenti per il Psi?
No, Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz.

Craxi – si legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione – è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”.

Su Constellation Financiere e Northern Holding – conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati – riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul Northern Holding incassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint.

Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema “non poteva non sapere”. Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: “Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti”.

Tutto era cominciato “nei primi anni 80” quando – racconta Tradati a Di Pietro – “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto”. Su cui cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 ammontano già a 15 miliardi. Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transito Northern Holding, messo a disposizione dal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi. Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi?

“Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano”. Poi esplode Tangentopoli. “Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro… I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”. Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama.

Che uso faceva Craxi dei fondi esteri?

“Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo [l’Ivanohe] a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitú, l’autista e la segretaria”. Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: “Diversificare gli investimenti”. Tradati eseguiva: “Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”.
Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba).

E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto?
“Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri”. Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico.

E il resto?
Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre –scrivono i giudici– “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair AlKatheeb” e 80 milioni di lire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per “un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra”, a Saint-Tropez, “per sottrarlo – spiega Raggio – al clima poco favorevole creatosi a Milano”.
Anche Bobo, a suo modo, esule. Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite.

Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri”. Anzi, l’iter dibattimentale “seguí i canoni del giusto processo” e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”.

Beppe Grillo in Commissione al Senato per Parlamento Pulito

di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it)

Oggi alle ore 14.30 sono stato ricevuto dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato per discutere della proposta di legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito” che giace al Senato da 18 mesi.

Il testo del mio intervento:
“Quasi due anni dopo la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito ho l’onore di essere ricevuto e ascoltato come primo firmatario della proposta di legge. Due anni per parlare alla Commissione Affari Costituzionali. Una Commissione che valuterà le tre richieste: nessun condannato in Parlamento, limite di due legislature per ogni parlamentare, elezione nominale del candidato. Due anni di attesa per una legge firmata da 350.000 persone. E’ uno scandalo che 350.000 cittadini italiani non siano stati neppure considerati per due anni. E’ uno scandalo che in Parlamento siano presenti 20 condannati in via definitiva e prescritti come Berlusconi, D’Alema, Andreotti. E’ uno schifo che 70 tra i nostri rappresentanti siano condannati in primo e secondo grado o indagati. Cuffaro e Dell’Utri sono senatori per meriti giudiziari, condannati in primo grado per relazioni mafiose. Questa Commissione, questo Parlamento, non hanno nulla a che fare con la democrazia. sei persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato e senatore. Hanno scelto 993 amici, avvocati e scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti. Li hanno eletti loro, non i cittadini che non hanno potuto scegliere il loro rappresentante. Cari membri della Commissione, siete illegali, incostituzionali, anti democratici, Per rispetto a voi stessi e agli italiani dovreste dimettervi al più presto. Luigi De Magistris e Sonia Alfano sono due italiani per bene eletti da tanti cittadini per bene. Dovreste cominnciare a preoccuparvi di questi cittadini. De Magistris ha avuto 450.000 voti, il secondo in Italia, Alfano 165.000 voti, la prima donna in Italia. Chi si è recato alle urne ha potuto sceglierli. Perchè questo non deve essere possibile anche per il Parlamento italiano? I partiti hanno occupato la democrazia, è tempo che tolgano il disturbo. La politica non è un mestiere. Due legislature sono dieci anni. Un lungo periodo, più che sufficiente per servire il Paese, lo fu per De gasperi, poi si ritorna alla propria professione. Voi che mi ascoltate sapete molto bene che molti deputati e senatori hanno il doppio stipendio come Mavalà Ghedini che prende i soldi da deputato e da avvocato dello psiconano. I parlamentari percepiscono un lauto stipendio pagato con le nostre tasse per lavorare per noi in Parlamento, non per lavorare in nero.
Oggi, mentre sono qui per chiedere la semplice attuazione della democrazia e il rispetto della Costituzione, oggi viene approvata in Parlamento una legge che limita le inttercetttazioni e mette il bavaglio all’informazione. Io farò disubbidienza civile. Il primo pensiero dello psiconano non è il Paese, ma sempre e solo non farsi beccare. Avete approvato il Lodo Alfano per evitare che Berlusconi finisse in galera e adesso volete limitare il diritto del cittadino di essere informato.
La marea sta montando, lo psiconano può fare comizi ormai solo nelle piazze chiuse, in cui fa entrare, come a Firenze, come a Prato, solo la sua claque. Lo difendono la sua scorta e gli avvocati. Gli sono rimastti solo quelli insieme a uno stuolo di giornalisti definiti “servi” dalla stampa estera. Gli italiani non stanno più con lui e tanto meno con chi gli ha permesso come Violante e Fassino per quindici anni di superare ogni conflitto di interessi.
Lì fuori c’è qualche milione di persone che vuole restaurare la democrazia. Non vi chede di dargli ascolto. Ve lo ordina. Vi ordina, perchè voi siete loro dipendenti, di portare la proposta di legge Parlamento Pulito al più presto in Senato e di farla discutere pubblicamente. In modo che ogni italiano tragga le sue conclusioni e sappia chi è contro la democrazia e chi no. E’ una delle ultime occasioni che avete per salvarvi almeno la faccia. Io ho fiducia negli italiani. Sapranno cacciare, spero con metodi democratici, chi oggi occupa abusivamente le istituzioni e ci rende lo zimbello del mondo. Il tempo e gli eventi stanno precipitando. La disoccupazione è diventate un’epidemia. Mentre voi incassate il vostro stipendio per girarvi dall’altra parte operai e imprenditori si suicidano. Persino il Gran Consiglio seppe cacciare Mussolini per istinto di sopravvivenza. Ascoltate la voce del Paese finchè siete ancora in tempo.”

Con Luigi de Magistris e Sonia Alfano in Europa inizia il vero riscatto del Sud

De Magistris: «Spero solo di non trovare 
Clemente ad accogliermi»

di Elsa Muschella (www.corriere.it/…)
  
L’ultimo ex pm Luigi De Magistris saluta il primo ex pm Antonio Di Pietro dall’alto di un olimpo edificato su 415.646 voti personali. E, inaspettatamente, il volto casereccio di Mani Pulite resta 19.000 e 5 preferenze più in giù mettendo da parte un bottino di 396.641 attestati di fiducia. Insomma, la volata fino all’8% è stata — tutto d’un tratto e anche— merito suo. Che il magistrato napoletano sia l’incognita imprevista di queste elezioni sono i numeri a dirlo: dei 7 seggi conquistati in Europa dall’Italia dei valori, 4 sono opera di De Magistris (sull’intero Stivale ha battuto il boss praticamente in tutte le circoscrizioni tranne nelle Isole) e gli altri 3 di Di Pietro. Il neofita del Palazzo se la ride e però ci tiene a rivendicare una rispettosa sudditanza a colui che l’ha iniziato al nuovo mestiere: «Mamma mia, è un risultato straordinario. Dappertutto.

Ho preso quasi 136.000 voti al Sud. Qui si parla di una nuova questione meridionale. Abbiamo vinto perché siamo stati tra la gente, io mi sono girato tutt’Italia in macchina, treno, aereo e nave. E comunque il merito è di Tonino, che è stato determinatissimo ad aprire alla società civile e ha chiesto a uno con una storia come la mia di buttarmi». La prima vita di Luigi De Magistris germoglia a Napoli 42 anni fa, si nutre del culto di un bisnonno togato che perseguiva i briganti ai tempi dell’Unità d’Italia, sboccia con gli studi di Giurisprudenza e i primi dissensi in magistratura con la pubblicazione del periodico Il ghibellin fuggiasco, appassisce con uno scontro tra Procure finito su tutti i giornali e i tg. Al lavoro dal 1995, apre i fascicoli Toghe lucane («Un complesso intreccio di malaffare che colpiva anche magistrati e forze dell’ordine»), Poseidon (un presunto uso illecito di soldi pubblici legato a fondi comunitari) e, soprattutto, Why Not. È lui — da sostituto procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro — che ipotizza l’esistenza di una loggia massonica in grado di influenzare la gestione di appalti e finanziamenti pubblici.

Nel 2007, l’indagine coinvolge Romano Prodi, all’epoca premier, e il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il Guardasigilli invia gli ispettori ministeriali in Procura e partono scambi di accuse, querele e polemiche: De Magistris viene escluso dall’inchiesta, la Procura di Salerno considera illegittimo il provvedimento ed è controindagata dalla Procura di Catanzaro, al Csm parte l’iter di un procedimento disciplinare che si chiude con il suo trasferimento a Napoli e la revoca delle funzioni di pm. Stop. Da lì in poi arriva Di Pietro, che il 6 marzo scorso annuncia la candidatura del nuovo compagno di partito.

Ancora oggi — mentre annuncia che «grazie a questo successo l’Idv sarà linfa vitale per le forze democratiche e costruirà le fondamenta di un progetto alternativo al disegno piduista di Berlusconi» — De Magistris insiste nel precisare i contorni del suo passato: «Io non ho abbandonato la magistratura, sono stato costretto a rinunciare al lavoro dei miei sogni perché il mio impegno per la legalità ha fatto paura a molti. Ma adesso gli ideali che ho perseguito da sempre li trasferirò in politica».

Non lo spaventa l’impegno da pendolare Catanzaro-Napoli-Strasburgo: «Sono sempre operativo». La moglie e i due figli in Calabria, del resto, nonché l’adorata mamma in Campania, «sono abituati al mio nomadismo». Se il suo primo atto da europarlamentare riguarderà i fondi europei — «Basta sprechi e comitati d’affari che sudamericanizzano l’Italia coi soldi dell’Europa» — c’è ancora un augurio che l’ultimo ex pm fa a se stesso prima di mettere piede in Parlamento: «Io spero solo di non essere accolto da Mastella».

Sonia Alfano: «Porto la mafia in Europa, ma per combatterla»

Anche Sonia Alfano è stata eletta al Parlamento Europeo. La sua elezione è la prova provata che la rivoluzione della Rete è iniziata. Senza passaggi televisivi, senza che la stampa ne parlasse, Sonia ha raccolto oltre 150.000 preferenze. Ora dice di voler portare la mafia in Europa, esattamente come Mastella. Ma lei vuole eliminarla.

Passaparola – Cornuti, perdenti e contenti


Sommario della puntata
de Magistris e Catanzaro
Il bipartitismo fallito
L’antiberlusconismo paga
Vince la società civile
Le bugie hanno (ancora) le gambe corte

Testo:
Buongiorno a tutti, abbiamo fatto notte e forse si vede!
Per la Fininvest ieri non si è votato, ieri sera le reti Fininvest non hanno dato alcun tipo di informazione interessante sul tema, lasciando alla RAI e a Sky il compito di informare i cittadini italiani e questo poteva già essere un segnale di come era finito il risultato elettorale o di quello che si aspettavano i padroni, anzi il padrone della Fininvest, abbiamo assistito a sceneggiate, macchiette televisive di ogni genere, Gasparri che insulta una cronista dell’Unità che gli chiede un commento semplicemente al voto, nervosetto Gasparri, anche molto intelligente, come abbiamo visto, la Melandri che dopo aver visto ridursi di 7 punti in un anno i voti del suo partito va a spiegare all’Italia dei Valori che invece ha raddoppiato i suoi voti, che l’antiberlusconismo non paga, complimenti!
La Russa che chiosava le frasi di chiunque parlasse come se lui dovesse dare i voti e le pagelle, in realtà La Russa come abbiamo saputo era uno degli insegnanti della scuola per veline insieme a Brunetta e a Frattini, quindi probabilmente è bene che i voti li dia alle veline con i risultati che abbiamo visto, ma devo dire che la macchietta delle macchiette è il povero direttore de Il Giornale, Mario Giordano autore di questo titolo nella giornata di ieri l’ha colpito il fatto che il Partito Democratico ha perso punti, cosa che era superscontata, anzi fino all’altro giorno si pensava ne perdesse molti di più, non si è accorto che ha perso il governo, che ha perso il suo padrone e il primo titolo era addirittura più avvincente perché il primo titolo diceva che Berlusconi aveva mandato tutti a quel pais, in realtà molti hanno mandato a quel pais Berlusconi e poi sul pais c’è sul giornale spagnolo che ha rilanciato lo scandalo dei voli di Stato e della mignottocrazia per usare un termine caro a Paolo Guzzanti a Villa Certosa ci ritorniamo.

de Magistris e Catanzaro

Devo dire, commentando a caldo questi risultati dopo la notte dei dati, che un dato mi sembra subito importantissimo, un dato che qualcuno potrebbe definire locale, in realtà secondo me è un dato nazionale, forse uno dei più importanti dati nazionali che noi abbiamo da commentare, cos’è successo a Catanzaro? Qui sono successe delle cose che su questo blog e in questa rubrica, sul blog di Beppe, sul blog nostro voglio scendere, a Annozero, abbiamo trattato molto e siamo stati tra gli unici, tra i pochi a farlo, a Catanzaro l’Italia dei Valori che candidava l’ex sostituto Procuratore De Magistris di Catanzaro, cacciato proprio per aver scoperto il letamaio politico, affaristico – giudiziario di Catanzaro, della Calabria e in parte anche della Lucania, l’Italia dei Valori alle ultime elezioni aveva il 2,7/2,8%, oggi è al 18%.
La presenza di De Magistris ha fatto moltiplicare per 7 o per 8 i voti dell’Italia dei Valori, questo è un bellissimo segno che viene dal profondo sud, sud che viene identificato con l’astensionismo, menefreghismo, la sfiducia, qualunquismo, forse è la dimostrazione che quando si presentano personaggi nuovi, credibili, onesti e cristallini che hanno lavorato e pagato duramente per il loro lavoro, il sud risponde e il voto di Catanzaro è uno dei più bei segnali che vengono inviati alla classe politica o a quello che ne resta, dalle elezioni di ieri, per il resto sapete che c’è stato un astensionismo pari a 1/3 dei voti, un anno fa erano stati 1/3 tutti gli aventi diritto che per una ragione o per l’altra non avevano votato o non avevano votato in maniera valida.
Questa volta solo quelli che non hanno votato sono 1/3 degli aventi diritto, quindi la nostra classe politica rappresenta gli altri 2/3 e poi vedremo quanti di quelli che hanno votato, hanno votato in maniera valida, probabilmente sono gli annullamenti delle schede etc., molto più cospicui e quindi la rappresentanza della nostra classe politica, si avvicina paurosamente al 50%, ci avviciniamo a una metà del paese che non si sente rappresentata, oppure che si sente rappresentata da partiti che sono stati sempre considerati marginali, brutti anatroccoli, quelli da tenere ai margini perché non rispettano le regole della casta.
Questo è un altro dato molto interessante.

Il bibipartitismo fallito

Il terzo dato che mi sembra interessante è che il sogno o anzi l’incubo per come la vedo io e penso di molti di voi, del bipartitismo è fallito, l’idea che l’Italia possa essere ridotta a 2 partitoni, contenitori di tutto il contrario di tutto, senza più un programma, senza più un’idea comune che era poi il sogno di Berlusconi e Veltroni quando si stavano mettendo d’accordo nell’autunno – inverno 2007, per spartirsi l’Italia e cacciare fuori tutto quello che non rientrava nei due contenitori, tutti gli spuntoni della siepe dovevano essere potati per lasciare in piedi soltanto questa siepe unica, questo regime unico, il PD e il PDmenoelle come li ha chiamati Grillo è fallito, è naufragato, Veltroni è già a casa da tempo, Berlusconi ha iniziato la sua terza fase discendente, come sempre avviene quando comincia a governare, c’è un periodo di rincoglionimento collettivo dovuto all’imbonitore, alle televisioni al seguito, dopodiché quando si tocca con mano la truffa che lui sta mettendo in atto, immediatamente lui comincia a precipitare.
Il problema qual è? E’ che poi quando finisce di precipitare e perde le successive elezioni politiche, purtroppo le vince il centro-sinistra, il quale ha il compito o almeno ha finora avuto il compito di far dimenticare alla svelta le porcate di Berlusconi e di risuscitarlo dalle sue ceneri, questo è già avvenuto 2 volte dopo il 1994 quando fu Bossi a far cadere Berlusconi e Prodi vinse le elezioni del 1996 e i suoi alleati lo cacciarono nel giro di due anni, dopo che aveva portato l’Italia in Europa e la cosa si ripeté nel 2001 qua Berlusconi tra il 2001 e il 2006 governò 5 anni, ma dopo il primo anno cominciò a perdere tutte le elezioni intermedie comunali, provinciali, regionali e nazionali, referendum sulla Costituzione e europee e poi il centro-sinistra riuscì a farsi così del male e così in breve tempo che tra indulti, mastellate, risse varie etc., etc., riuscì a suicidarsi in un anno e mezzo.
Questa volta vedremo se succederà, è chiaro che Berlusconi che pensava di capitalizzare la propaganda con cui aveva ancora una volta rincoglionito la maggioranza degli italiani nel suo primo anno di governo, invece va a sbattere una bella nasata e la sua unica speranza è che il PD torni alle vecchie abitudini dell’inciucio, spaventato esso stesso di quel piccolo tasso di antiberlusconismo che aveva messo in campo nell’ultimo mese di campagna elettorale nel tentativo di mascherare la nullaggine della sua opposizione, staremo a vedere.
Sta di fatto che il sogno del bipartitismo è fallito, fallisce il progetto del Partito del Popolo della Libertà che si proponeva di essere maggioritario e addirittura autosufficiente, tant’è che Berlusconi ha sempre parlato di una tendenza verso il 50% del suo partito in modo da poter fare a meno della Lega, nell’ultimo periodo si era capito che non ci credeva neanche lui, tant’è che aveva fatto delle avance addirittura a Casini, in ogni caso la botta che ha preso ieri è molto più pesante di quella che lui stesso pensasse perché non solo non è arrivato al 50, non solo non è arrivato al 45, non solo non ha superato il 40, ma non ha neanche confermato il 38% e qualcosa che aveva preso soltanto un anno fa e si ritrova oggi al 35,3% dei voti.
Gli manca, cioè un 15% per avere la maggioranza nel paese e quel 15% non glielo può portare neanche la Lega che sta appena sopra il 10, dall’altro lato il Partito Democratico con la sua vocazione maggioritaria come la chiamava comicamente Veltroni, un anno fa aveva preso il 33 e rotti e adesso sta al 26,1, il che significa che sta esattamente alla metà dei voti che gli sarebbero necessari per avere una vocazione maggioritaria e quindi inevitabilmente dovrà tentare di allearsi con quelle forze che ha sdegnosamente respinto alle elezioni dell’anno scorso, sinistra radicale e che intendeva respingere dopo queste elezioni e cioè Di Pietro che invece gli ha portato via anche le mutande!
I due partiti non sono autosufficienti, i due partiti non possono neanche accontentarsi di qualche piccola alleanza che da soli non bastano a sé stessi per fare maggioranza e neanche con l’aggiunta di qualche alleato ci arriveranno. In compenso al di fuori del recinto PD, Pdl, detto anche Pd meno L c’è ben il 38% degli elettori italiani che non si riconoscono né nel PD e né nel Pdl e sono, ovviamente sono frazionati in una decina di sigle, ma sono comunque tutti gli italiani che non si rassegnano a morire o berlusconiani o Pidini, c’è il 10% della Lega, c’è l’8% dell’Italia dei Valori, c’è il 6,5% dell’Udc c’è il 3,4 e il 3,1 delle due liste di sinistra, più lo 0,5 del Partito Comunista dei lavoratori di Ferrando, c’è il 2,2% di quell’accozzaglia male assortita che va da Storace a Pionati a Raffaele Lombardo governatore della Sicilia ai consumatori e ai pensionati, c’è il 2,4 dei Radicali che probabilmente se avessero solo la Bonino senza Pannella avrebbero preso anche più voti, poi ci sono varie liste autonomiste nelle regioni autonome che fanno lo 0,7% e poi ci sono due liste di estremissima destra come Forza Nuova e come la Fiamma Tricolore che prendono l’1,3 %, quindi 38,2% di italiani che non vogliono stare né annessi al PD, né annessi al Pdl e ben il 15% degli italiani hanno votati per partiti che non hanno superato il quorum e che quindi non avranno rappresentanza al Parlamento europeo come non ce l’hanno perlopiù neanche al Parlamento italiano e questo è un altro problema che va segnalato.
Penso che uno sbarramento ci voglia che non si può continuare a mandare in Europa 40 partiti con magari un solo rappresentante, ma probabilmente lo sbarramento del 4% è eccessivo e forse il 3, garantirebbe l’ingresso di forze che comunque sono importanti, penso per esempio, mi dispiace molto al fatto che non ci sia più al Parlamento europeo una parlamentare come Monica Frassoni che lavorava molto bene sui temi dell’ambiente, a differenza del suo partito, quello dei Verdi che si è suicidato e penso anche alla Bonino che sicuramente in Europa avrebbe portato delle buone idee, a parte le idee sulla giustizia che per i Radicali sono esattamente identiche a quelle di Berlusconi.
Quindi teniamo presente che ci sono un blocco del 35 Pdl, un blocco del 26 PD e poi c’è ben il 38% degli elettori, la maggioranza degli elettori che non si riconoscono nel bipartitismo, quindi quest’ultimo non lo vogliamo, è inutile quindi che insistano lor signori, gli italiani non vogliono il bipartitismo e non siamo pronti per il bipartitismo, ci possiamo accontentare di un sistema che magari con uno sbarramento al 3%, lasci passare 5, 6, 7 partiti al massimo e quelli possono bastare perché sicuramente la sinistra estrema deve avere una rappresentanza, è molto pericoloso se non c’è una rappresentanza parlamentare della sinistra estrema e allo stesso modo la destra estrema non si riconosce in questa brodaglia del Popolo delle Libertà e infatti l’altro dato interessante è che molti di quelli che prima quando c’era Alleanza Nazionale votavano Alleanza Nazionale, adesso non hanno votato per il Popolo delle Libertà perché non vogliono essere accomunati a Berlusconi, alla peggio alleati ma non accomunati a Berlusconi e infatti alcuni di loro non sono andati a votare, anzi molti di loro non sono andati a votare, alcuni di loro hanno votato Di Pietro e alcuni altri come dimostrano i flussi, hanno votato per la Lega, soprattutto nel nord – est, ma anche nel centro Italia.

L’antiberlusconismo paga

Un’altra delle cose che mi sembra si possano dire è che il povero Franceschini con tutti i suoi limiti si è portato meglio del suo predecessore, è vero che Franceschini prima era il vice di Veltroni, ma sicuramente tra il cadavere politico di Veltroni e questo Franceschini che un po’ si muoveva, un po’ si agitava, magari scompostamente, magari con delle gaffe, magari con degli autogol, dei taffazzismi e dei fantosismi, però il fatto che nell’ultimo mese gliele abbia un po’ cantate a Berlusconi, ha fatto sì che frenasse la frana e non dimentichiamo che Franceschini quando ha preso in mano il Partito Democratico, i sondaggi del Partito Democratico erano più vicini al 20, che al 25%, quindi Franceschini qualche punticino lo ha racimolato anche se poi ha sbagliato completamente le candidature e infatti l’idea di mettere Cofferati, il vecchio Berlinguer in Veneto, vecchi arnesi come De Castro nel sud, sicuramente non hanno pagato.
Ma Franceschini ha fatto questo piccolo miracolo di salvare il salvabile di un partito che era dato ormai per avviato alla deriva, come li ha recuperati quei pochi punticini per evitare la debacle? Li ha recuperati con l’antiberlusconismo, con quello che viene chiamato curiosamente antiberlusconismo, in realtà in altri paesi si chiama semplicemente opposizione, da noi fa paura l’idea che l’opposizione si opponga, ha parlato un po’ di Costituzione, la anche mostrata proprio e poi ha parlato persino, pensate un po’, di questione morale, dopo avere tanto disprezzato chi parlava di regime, di Costituzione, di questione morale, di rischio di autoritarismo etc., etc., poi ha dovuto a sua volta fare propri quegli slogan e è riuscito a abbacinare qualche lettore, anche se è molto probabile che Franceschini verrà liquidato dalla vecchia nomenclatura che a ottobre tenterà di riprendersi il partito, tanto per non fare nomi, d’Alema o qualche suo prestanome tipo Anna Finocchiaro o tipo Bersani, in realtà sarà di nuovo l’inizio della fine perché riprenderanno con gli inciuci e quindi regaleranno a Di Pietro altri voti.
Credo che Franceschini dovrebbe ringraziare anche giornali tipo Repubblica, L’Unità che hanno cavalcato gli scandali e l’hanno quasi obbligato a occuparsi anche lui degli scandali di Berlusconi, anche se lui era tutto spaventato all’idea di doversi occupare degli scandali di Berlusconi e continuava a dire che questi scandali avrebbero fatto la fortuna di Berlusconi e l’avrebbero agevolato, come avete visto non era vero niente, il bello è che loro continuano a credere che l’antiberlusconismo favorisca Berlusconi e ogni volta che lo praticano, in realtà guadagnano voti, ma poi si spaventano e quindi smettono di fare l’opposizione.
La Lega, la Lega cresce di 2 punti rispetto alle elezioni dell’anno scorso, è molto meno eclatante il successo della Lega rispetto a quello di Di Pietro però comunque in un centro-destra che perde, la Lega intercetta qualche voto in libera uscita e è la dimostrazione che quando si parla chiaro, magari dicendo stronzate, ma si parla al proprio elettorato pur con soluzioni inimmaginabili, indecenti, a volte xenofobe, ma però si dà l’impressione di rispondere a quello che la gente chiede, poi la gente risponde.
E’ invece incoraggiante il fatto che nel centro-destra ci sia un 10% di elettori che si dichiarano proprio antropologicamente estranei al modello berlusconiano, infatti continuano a votare un partito come la Lega che ha molti leader anche molto improbabili, alcuni decisamente impresentabili, pur di non votare per quella coalizione che ha scritto Berlusconi Presidente, anche se Berlusconi non potrà fare né il Presidente, né niente altro in Europa, perché già purtroppo è Presidente del Consiglio in Italia.

Vince la società civile

Veniamo a Di Pietro, quest’ultimo è la migliore dimostrazione che l’opposizione deve opporsi, che quando l’opposizione si oppone soddisfa i suoi elettori e spesso soddisfa anche gli elettori degli altri partiti di opposizione che invece non si oppongono, vedi Casini che ha avuto un minuscolissimo aumento e vedi il PD che ha preso la batosta che sappiamo. La responsabilità che adesso spetta a Di Pietro è enorme perché quest’ultimo ha raddoppiato i suoi voti, quando si raddoppiano i voti, i rischi di imbarcare scorie di ogni genere sono altissimi, altissimi soprattutto in un partito che ancora non si è dato i necessari filtri per evitare certi ingressi e soprattutto per favorire certe uscite, quindi ci vorranno dei buttafuori e ci vorranno dei cerberi all’ingresso di quel partito, per evitare che tutti gli eserciti in rotta dei partiti sconfitti o dal quorum o dalle loro divisioni o decisamente dagli elettori, affluiscano lì dentro per riciclarsi in un partito che in questo momento sicuramente offre il maggior numero di prospettive, proprio perché è molto più piccolo rispetto agli elettori che ha.
Quindi penso che Di Pietro invece di pensare a togliere il suo nome dal simbolo, quello non credo che… magari lo deve mettere più piccolo, ma comunque è stato importante il nome perché il nome Di Pietro ricorda che quelli sono coloro che hanno votato contro l’indulto, unici a votare contro in tutto il centro-sinistra, ricorda che quelli sono coloro che si sono opposti etc., etc., quindi è chiaro che se uno ci mette la faccia deve metterci anche il nome, questo secondo me è abbastanza secondario.
L’importante è che poi il partito diventi un partito, faccia dei congressi, soprattutto a livello locale, perché è a livello locale che il rischio di imbarcare le scorie è più alto, è a livello locale che quando magari il capo non guarda qualcuno, fa entrare gente che poi scredita il buon nome di quel partito che a livello nazionale si presenta con volti come quelli di De Magistris e di tante altre persone per bene, che poi invece magari a livello locale si ritrova con i soliti traffichini di sempre, è una responsabilità grossa perché le classi dirigenti partono dal territorio e per partire dal territorio devono essere elette con congressi regolari, ufficiali, codificati e normati con regole molto precise, in modo che siano gli elettori a darsi la classe dirigente e non sia il capo a nominare la classe dirigente, oppure non siano i quadri intermedi a autonominarsi e a autoperpetuarsi facendo poi da tappo a quelle nuove energie positive che invece possono crescere, ho partecipato a alcuni incontri con i giovani che erano appena entrati nell’Italia dei Valori dopo la grande manifestazione di Piazza Navona dell’8 luglio dell’anno scorso e ho visto che lì ci sarebbero molte energie da sfruttare per fare una nuova classe dirigente.
Sicuramente il raddoppio dei voti di Di Pietro dimostra che era una leggenda metropolitana quella che girava secondo cui Di Pietro era stato salvato da Veltroni perché se Veltroni non faceva l’alleanza con Di Pietro, quest’ultimo non avrebbe passato il quorum del 4% o dell’8% al Senato e quindi non avrebbe piazzato nessuno, in realtà questo è un partito che come la Lega è in costante crescita e non ha bisogno di non Veltroni per accedere alle istituzioni, non come abbiamo visto in questa occasione, quando Di Pietro si presentava da solo, ha raddoppiato i suoi voti, rispetto a quando si presentava con Veltroni.
Diciamo che l’alleanza dell’anno scorso fu di reciproca convenienza, non fa certamente un regalo fatto dal Partito Democratico a Di Pietro.
Interessanti i rapporti interni alle due coalizioni, questo è un altro punto, la Lega l’anno scorso aveva 1/5 dei voti rispetto al Popolo delle Libertà, adesso quasi 1/3, Di Pietro aveva circa 1/8 dei voti rispetto al Partito Democratico, adesso quasi 1/3, 8% Di Pietro, 26% Partito Democratico, l’anno scorso era 33 e rotti contro i 4 e lo stesso avviene nel centro-destra, dove la Lega un anno fa era all’8 e il Pdl era al 38, mentre adesso la Lega è sopra il 10 e il Pdl è al 35 e questo naturalmente sposta gli equilibri all’interno delle due coalizioni, conterà di più la Lega e quindi sarà un elemento di destabilizzazione del governo, pensate soltanto ai pedaggi che ha pagato Berlusconi per seguire i leghisti sulla feroce politica di allontanamento addirittura dei barconi degli immigrati in alto mare, senza neanche distinguere quelli che avevano il diritto di asilo perché fuggivano da persecuzioni o da guerre, pensate il pedaggio che ha pagato Berlusconi per quella politica feroce e disumana con le proteste che il pur timido Vaticano ha avanzato e soprattutto il mondo cattolico e quindi con addirittura condanne dell’O.N.U., quindi se la Lega chiederà e pretenderà di più, ci sarà un allarme ancora più generalizzato nel mondo libero rispetto a questa orripilante destra che ci ritroviamo in Italia.
Un’altra cosa da dire è il cretinismo perdurante della sinistra radicale che sommata insieme fa il 6,5%, potrebbe portare in Parlamento europeo 4 o 5 suoi rappresentanti, invece ha pensato bene di dividersi con la geniale scissione di Vendola etc., etc., così di quel 6,5% non ce ne faremo niente e quel 6,5% degli elettori non avranno neanche un rappresentante. E’ il bertinottismo suicida che continua con i suoi successori, si potrebbe dire: peggio per loro, in realtà mi preoccupo molto per quegli elettori che non hanno rappresentanza.
Infine vediamo Berlusconi, Berlusconi non ha più neanche il 50% dei consensi con tutta la sua coalizione, se gli vogliamo aggiungere la Lega, arriva al 45%, se gli vogliamo aggiungere, ma è tutt’altro che scontato anche la Mpa di Lombardo e la destra di Storace che hanno fatto il 2% Berlusconi sta più o meno al 47% e non rappresenta più ma maggioranza degli elettori, naturalmente non la rappresenta neanche la somma Pdl più sinistra radicale, più radicali pannelliani etc., etc. che insieme a Di Pietro vanno a totalizzare un 43/44%, ma è interessante che questo governo dopo un solo anno di attività, non ha più il consenso della maggioranza degli italiani, già faceva ridere sentire Berlusconi millantare una popolarità del 75% quando proprio aveva fumato pesante, oppure millantare un Pdl verso il 50, bene adesso non hanno il 50 neanche con la Lega al loro interno e questo non significa che non abbiano il diritto di governare perché sono stati incaricati di farlo un anno fa, ma significa che dovranno tenere presente di non avere con sé neanche il 50% degli italiani, degli elettori aventi diritto che hanno dato un voto valido come abbiamo detto prima e che sono ormai meno del 60%, quindi in realtà se i voti validi sono meno del 60% degli aventi diritto, vuole dire che tutta la coalizione di Berlusconi, compresa addirittura la Mpa e la destra di Storace, non rappresentano più del 30% degli italiani, teniamo presente quindi questo dato.
Si è detto che è stata una brutta campagna elettorale, secondo me invece è stata una bellissima campagna elettorale perché chi ha voluto parlare di valori, Europa, programmi l’ha potuto fare nei comizi, ci sono candidati che in televisione non si sono mai visti come Sonia Alfano che pare abbiano preso una marea di voti, segno che la televisione da sola non basta più, si può anche farsi conoscere tramite Internet e questa è la vera novità, oppure tramite il solito contatto diretto del porta a porta e dell’incontro di piazza.

Le bugie hanno (ancora) le gambe corte

E’ stata una campagna bellissima perché finalmente sono venuti al pettine alcuni nodi, si sono sgonfiate alcune balle che aveva raccontato Berlusconi, lo scandalo Noemi ha sbugiardato le menzogne di Berlusconi e ha confermato quello che aveva detto la sua Signora e cioè che Berlusconi non sta bene di testa, è completamente squilibrato e è anche solito frequentare minorenni, la faccenda degli aerei di Stato ha impensierito molto gli elettori di una destra eventualmente superstite, legalitaria che si era indignata per il volo di Stato di Rutelli e Mastella al Gran Premio, ma a maggior ragione si indigna quando si vedono nani, ballerine, menestrelli e mignatte, aviotrasportati a decine nella residenza privata per i sollazzi del Presidente del Consiglio, le bugie sul terremoto stanno venendo al pettine e probabilmente esploderà un qualche tipo di contestazione o di rivolta al prossimo G8, le bugie sulla monnezza a Napoli si sono tradotte addirittura in una nuova inchiesta per truffa su quella vera e propria baggianata gravissima e pericolosissima per la salute che è il famoso inceneritore di Acerra, la monnezza che esplode a Palermo e che viene addebitata da Berlusconi alle giunte di centro-sinistra quando Orlando non governa più dal 2001 a Palermo, forse è monnezza fossile a questo punto, Milano dipinta da Berlusconi come la nuova Africa, quando Milano è governata dal centro-destra, praticamente dal 1992 quando arrivò Formentini seguito da Albertini, dalla Moratti, con Formigoni che dal 1995 è sempre governatore regionale, senza contare che il Milan sembra molto più Africa che non Milano visto che sono quasi tutti di colore, uno dei pochi che non lo era, cioè Kakà è stato appena venduto al Real Madrid, ma lo annunceranno oggi perché fino a ieri bisognava bidonare anche i tifosi del milan affinché votassero senza ancora sapere ciò che sapeva tutto il mondo e cioè che Kakà era già dal Real Madrid.
Le bugie addirittura per smentire il governatore Draghi che ne aveva detta una vera e cioè che c’è 1.600.000 italiani che rischiano, perso il posto di lavoro, di trovarsi con il culo completamente per terra perché non c’è neanche un sottilissimo ammortizzatore sociale che li attutisca il colpo, probabilmente sono anche di più di 1.600.000, ma il fatto che il governatore l’abbia detto era già interessante, Berlusconi che dormiva evidentemente durante il discorso come spesso gli accade, ha detto: ha fatto un bellissimo discorso berlusconiano, poi ha scoperto che aveva detto che c’era 1.600.000 di persone che stanno per perdere tutto e il governo non fa niente, allora Berlusconi dice: i dati non ci risultano.
In realtà sono dati reali e forse addirittura sottostimati e infine le bugie sulla sicurezza, a Roma 2 giorni prima delle elezioni sono state stuprate due donne, una è stata stuprata e l’altra è stata salvata dal provvidenziale intervento di un passante, la Questura ha nascosto la notizia per 40 ore e soltanto quando un giornalista l’ha saputa per vie traverse e l’ha diffusa su You Tube la Questura è stata costretta a confermarla, probabilmente aspettavano a annunciare gli stupri, aspettavano che passassero le elezioni anche perché se si fosse saputo prima, forse anche i romani avrebbero capito che non era vero che gli stupri erano colpa della Giunta Veltroni e che arrivata la Giunta Alemanno si sarebbe smesso di stuprare, probabilmente il problema dei delitti impuniti è un problema un po’ più complicato e riguarda un’impunità diffusa a macchia d’olio da questa classe politica infame e illegale, che naturalmente per salvare sé stessa dai processi ha completamente sfasciato la giustizia, autorizzando molti a cominciare a delinquere, avendo coscienza della quasi certezza dell’impunità, probabilmente ci sarebbero meno delitti se ci fosse una giustizia che invece di essere completamente distrutta dai politici, venisse di nuovo finanziata, curata e resa efficiente ma non se lo possono permettere.
La funzione dell’informazione dunque in questa campagna elettorale, è stata decisiva, l’informazione via Internet ma anche perfino su alcuni giornali, perché i giornali hanno parlato tanto degli scandali di Noemi, degli aerei di Stato, delle minorenni e del caso Mills soprattutto? Perché la stampa europea alla vigilia del G8 ha messo nel mirino l’Italia e quando la stampa europea si occupa dell’Italia facendo le domande giuste, anche i giornali italiani sono costretti, sia pur con l’uso di interpreti che traducono gli articoli della stampa estera, a dare conto di quello che gli altri dicono di noi, anche se potremmo dirlo noi stessi, visto che siamo noi i protagonisti di queste vicende e che queste vicende si svolgono sotto il nostro naso.
Menomale che ci sono il Pais, l’Economist, il Financial Times, i giornali tedeschi, persino il Wall Street Journal, giornale ultraliberista e di destra che ci raccontano quello che noi avevamo disimparato addirittura a vedere e a notare e quindi quando l’informazione funziona, la democrazia si riattiva nella sua circolazione e i risultati, come abbiamo visto, si vedono, l’abbiamo scampata bella!
Berlusconi si aspettava il plebiscito per poter dare la spallata definitiva alla già declinante democrazia italiana, è fermo al 35% che è ancora una cifra enorme, ma non è una cifra che gli consentirà probabilmente di fare i suoi porci comodi impunemente!
Vi aggiorno sul nuovo giornale il fatto quotidiano che abbiamo in programma per settembre, a oggi stiamo sfiorando le 20 mila prenotazioni per gli abbonamenti, aumentano al ritmo di 2 mila al giorno, per prenotarsi bisogna scrivere una mail con i propri dati a questo indirizzo mail: dettofatto@ilfatto.info, avrete tutte le informazioni per abbonarvi a prezzi scontati prima del 31 luglio, questione di qualche giorno vi daremo tutte le modalità e tutte le tariffe in modo che possiate scegliere, per chi non si può permettere un abbonamento tutto di colpo, ci sarà anche la possibilità di pagarlo a rate durante l’anno.
Abbonatevi, l’abbiamo scampata bella, passate parola!

Conferenza ad Altamura su "Informazione e legalità". Interventi di Forleo, De Magistris e Vulpio

http://www.ustream.tv/flash/video/1465876

http://www.ustream.tv/flash/video/1466086

dal blog del Meetup Beppe Grillo di Altamura

Conferenza di Lunedì 4 maggio ore 20,30 tenuta al Monastero del Soccorso di Altamura.
Hanno parlato nell’ordine: Zazzera, Vulpio, Massari, Forleo e De Magistris

Passaparola – Politica under 18

Sommario della puntata:
Veronica, un fatto non privato
Il “papi” non sta bene
Forleo, de Magistris e Genchi avevano ragione
Le inchieste del procuratore Woodcock

Testo:
"Buongiorno a tutti, anche questa settimana abbiamo avuto ottime occasioni per farci una idea di come funziona la stampa italiana e l’informazione in genere. Guardate non è questa una lamentazione per stracciarvi le vesti e basta, credo che invece sia una occasione per studiare quali sono le tecniche di manipolazione dell’informazione e quindi per conoscerle e riuscire a difendersi.
Stavo cercando un articolo che può aiutare a capire ma farò qualche esempio, il primo esempio mi deriva da una esperienza che risale a martedì scorso, mentre la Federazione dei giornalisti tedeschi mi premiava a Berlino con il premio per la libertà di stampa che viene dato ogni tre anni e che è un premio che oltre a inorgoglire me deve inorgoglire anche il nostro paese, che è entrato nel club dei paesi nei quali viene considerato strano un giornalista che fa il giornalista, era successo sei anni fa alla Russia e tre anni fa alla Serbia, adesso è successo all’Italia. Gli organizzatori di questo premio mi hanno dato detto “noi ti manderemo la rassegna stampa con gli articoli usciti in Germania sul conferimento al premio nei tuoi confronti e tu mandaci la rassegna stampa degli articoli che usciranno in Italia per questo premio”. E io ho detto loro “guardate per quanto riguarda la rassegna stampa in Italia vi posso anticipare che sarà una serie di pagine bianche”, loro mi hanno guardato mi hanno detto “ma come non si è saputo? Ma come? Non conoscono l’importanza del nostro premio” e ho risposto “no no lo conoscono, è per questo che non ci sarà nessuno che ne parla”. Infatti poi è successo! E pazienza d’altra parte che senso avrebbe quel premio per la libertà di informazione se nel nostro paese ci fosse l’informazione, se ne avessero parlato i giornali italiani non avrebbe avuto senso dare quel premio a un giornalista italiano.
E allora poi nel prosieguo nella premiazione ho fatto un intervento – che trovate sul blog Voglio Scendere – nel quale ho cercato di spiegare quali erano i meccanismi e ho scoperto che c’erano in sala molti ragazzi, stiamo parlando di ragazzi liceali due dei quali veramente fantastici, hanno fatto un discorso per raccontare come io i libri come La scomparsa dei fatti e altri avevo spiegato quei meccanismi. Ma devo dire che quei meccanismi trovano sempre manipolazione nell’informazione trovano sempre più raffinate tecniche per riuscire a intontire la gente e a spostare immediatamente il tiro rispetto al nucleo della notizia.

Veronica, un fatto non privato

Vorrei partire da un fatto che sembra privato e che verrà spacciato per un fatto privato e che so che molti di quelli che vedono questo appuntamento considerano privato e quindi immagino già i commenti “ecco questo parla del divorzio tra il Presidente del Consiglio e la moglie, invece di parlare di cose serie”.
Guardate è un affare estremamente serio se il Presidente del Consiglio ha rilasciato interviste praticamente a tutti i giornali e sta cominciando a dichiarare a tutto spiano, a proposito del comportamento a suo dire tenuto dalla moglie, segno che i suoi sensori che sono sempre molto attenti segnalano un allarme. Un allarme perché forse certi comportamenti quando vengono descritti esattamente per quello che sono sono considerati un po’ eccessivi persino in un paese corrivo come l’Italia e da un elettorato corrivo come il suo.
I fatti sono molto chiari e voi sapete c’è una festa per i 18 anni di una ragazza, in quel di Casoria tra l’altro non stiamo parlando di una località mondana, e a un certo punto a questa festa per i 18 anni di questa ragazza si presenta il Capo del Governo, Capo del Governo che naturalmente non può pensare che la notizia rimanga riservata in quanto è difficile partecipare in clandestinità a una festa con decine e decine di persone. Tanto più che la ragazza poi e la di lei madre sono molto chiacchierone e quindi rilasciano copiose interviste, dalle quali si apprende che entrambe chiamano il nostro Presidente del Consiglio o “papi” o “papino”. I casi sono due: o c’è un rapporto filiale tra la ragazza e “papino” oppure c’è un rapporto di altro tipo visto che pare che i due si frequentino da anni, lui a Napoli lei a Roma etc..
E fin qui fatti suoi. Fatti suoi fino a che non vengono fuori perché quando vengono fuori diventano fatti di tutti e si ritorcono come un boomerang, per chi vuole prestare attenzione a queste cose, contro colui che ha fatto un uso smodato della sua famiglia adorata, della sua Sacra Famiglia, della sua Famiglia Reale, facendosi immortalare in pose regali dai suoi giornali di gossip, facendosi immortalare mano nella mano, le foto di gruppo con i parenti, ancora l’estate scorsa dopo gli screzi pubblici con la moglie, i libretti autoencomiastici prodotti da Bondi per le campagne elettorali, tipo Una storia italiana o quelle delle elezioni del 2006 con queste scene di idillio familiari tra i fiori, i prati etc. etc..
Quindi chi poi addirittura partecipa e patrocina i Family Day e si proclama davanti al Santo Padre un crociato difensore della famiglia tradizionale, chiede addirittura a un vescovo di derogare alle norme canoniche per consentire di fargli la comunione, sebbene divorziato una volta. Beh tutte queste vicende inevitabilmente diventano pubbliche ma facciamo finta che anche queste debbano rimanere private, facciamo finta che in un altro paese la amicizia improvvisamente scoperta tra una ragazza che ha appena compiuto 18 anni e che fino al giorno prima ne aveva 17 e quindi era minorenne, ci siamo? E il Presidente del Consiglio possa rimanere confinata nel privato, immaginate in quale paese rimarrebbe confinato nel privato e immaginate per quale motivo mai in Italia dove i giornali di gossip, quasi tutti pubblicati e mandati in edicola da Berlusconi, si occupano dei fatti degli altri perché questi fatti suoi non dovrebbero essere paparazzati come si dice dai giornali e dai siti di gossip, per quale motivo in Italia l’unico che avrebbe diritto a farsi i fatti suoi dovrebbe essere l’uomo più pubblico. Mentre invece personaggi privati vengono continuamente sbattuti sui giornali con le loro love story anche se non vogliono, o con le loro presunte love story, qualcuno di voi ricorderà come Il giornale buttò addirittura in prima pagina un cosiddetto bacio galeotto tra Di Pietro e una tizia che poi si scoprì essere semplicemente la partecipante a una festa dove c’era anche lui, avevano isolato la scena rispetto a altre decine di persone. La stessa cosa che avevano fatto quando era processato a Brescia e lo fotografarono con una ex commessa credo della Standa, che però partecipava a una festa dove allargando l’inquadratura si sarebbero viste decine e decine di persone e invece naturalmente fu messa in copertina, credo fosse Giuliano Ferrara il direttore di Panorama all’epoca, quella inquadratura ristretta proprio per farlo risultare un poco di buono e un traditore.
Quindi ci si deve mettere d’accordo una volta per tutte, può l’editore dei giornali di gossip che si fanno gli affari degli altri invocare per se di potersi fare gli affari suoi al riparo? Facciamo finta che ci sia un lodo gossip per Berlusconi e che si debba quindi stendere un velo pietoso sull’intera vicenda.
C’è però un aspetto che non è il divorzio, che non sono i suoi rapporti con la moglie ammesso che ve ne fossero già prima perché lo sapevano tutti che da anni i due non vivevano più insieme e non passavano le vacanze insieme, si concedevano ogni tanto a qualche fotografo e a qualche paparazzo per fingere una unione che non c’era più, pare che l’unione si reggesse su un accordo per cui lei gli teneva la parte della moglie riservata, a patto che lui tenesse un comportamento dignitoso, questa è una parola che ricorre spesso nelle interviste o negli spifferi di Veronica. Comportamento dignitoso che è abbastanza incompatibile con le pubbliche sceneggiate e con le pubbliche esternazioni del latrin lover di Arcore. E allora ogni volta che ci sono queste sceneggiate lei ha reagito e ha adesso pare che abbia deciso di troncare.

Il “papi” non sta bene

Ma l’aspetto pubblico di tutta questa vicenda è ciò che dice la moglie del Presidente del Consiglio, la donna che dovrebbe conoscerlo meglio, dico dovrebbe, ma che sicuramente lo conosce bene, la quale dichiara: 1) non posso stare uno che va con le minorenni; 2) le chiedono di questa ragazza che lo chiama “papi” e che qualcuno aveva insinuato potesse essere la figlia naturale del Cavaliere e lei risponde “magari fosse sua figlia!”; 3) aggiunge e questa ve la devo citare testualmente “ho cercato di aiutarlo come si fa con una persona che non sta bene, ho pregato chi gli sta accanto di aiutarmi in questo ma è stato tutto inutile”. La domanda è: è privato il fatto che il nostro Presidente del Consiglio non sta bene o si comporta come uno che non sta bene, naturalmente non stiamo parlando di salute fisica, stiamo parlando di equilibrio nei comportamenti, sapete che tutto ciò è argomento di pubblico dibattito nelle democrazie, la salute fisica e mentale del capo del governo, addirittura l’età in certi paesi diventa un problema, negli Stati Uniti McCain dopo le chiacchiere sul fatto che era un po’ rincoglionito perché molto avanti negli anni ha dovuto depositare, a beneficio dei giornalisti che hanno potuto consultarle per un giorno intero, le sue cartelle cliniche. Quindi stiamo parlando l’equilibrio del Presidente del consiglio e l’eventuale, lo dice sua moglie, frequentazione con minorenni sono problemi di dibattito pubblico, infatti fateci caso – è questo il tema di come l’informazione depista – nessuno tranne un fugace accenno del Tg3 dei telegiornali della giornata di ieri ha mai riportato queste due dichiarazioni clamorose, gravissime se fossero vere, della moglie del Presidente del Consiglio. Alcuni liquidando semplicemente la cosa come un normale divorzio, tra l’altro notate Mediaset si anche divorzia il cane o il gatto della famiglia Reale dell’ultimo atollo del Pacifico ci fa su sei servizi, ieri si parlava del divorzio del nostro Presidente del Consiglio l’hanno liquidato con tre battute da studio imbarazzate. Ma anche alla RAI, ripeto a parte una citazione, nessuna frase che riguardasse queste dichiarazioni che sono il cuore del problema Veronica che dice “1) non posso stare con uno che frequenta minorenni; 2) il mio ex marito non sta bene, avevo pregato chi li stava intorno avevo cercato anche io di aiutarlo”. E questo è un problema del quale bisognerebbe sapere, alla prima conferenza stampa bisognerebbe chiedere notizie sulle eventuali minorenni e sull’eventuale non star bene, immaginate le conferenze stampa all’italiana.
Adesso vedrete che la stampa e la televisione seguiranno passo passo il Cavaliere che porterà gli italiani lontano dal cuore del problema e ha già cominciato a farlo, ci accompagnerà proprio a forza a reti unificate a abbandonare il cuore del problema, eventuali minorenni, eventuali problemi di squilibrio, per andare in altra direzione. Leggo Berlusconi stampa “Berlusconi, mi dispiace per i miei figli ma questa volta è finita”, dispiace a lui per i suoi figli ai quali sempre secondo la moglie non concede nemmeno la sua presenza alle feste per i loro 18 anni, mentre va a quelle di altre improbabili personcine che lo chiamano “papi”. “Ho tenuto una situazione difficile ma ora non si può più andare avanti, non voglio dire nulla di male su di lei – facendo intendere che potrebbe dire delle cose brutte su Veronica che lo sopporta dal 1980 – quello che accade tra noi fa parte di una storia privata” e abbiamo visto che purtroppo non tutta questa storia è privata. “Mia moglie è cascata in un tranello come una ingenua ma contro di lei non dico niente di male, la storia delle veline è una macchinazione” tenete a mente eh perché a ogni intervista c’è un passo ulteriore, “non dirò niente di male su di lei” alla stampa non dirò niente di male perché a Il corriere dice “è Veronica che deve scusarsi , so da chi è consigliata, meglio sobillata, la verità verrà fuori, il divorzio potrei chiederlo io”. Questa è ribaltamento totale della situazione, all’improvviso è la moglie che deve scusarsi con lui per averlo colpito in campagna elettorale come se in campagna elettorale si dovesse sopportare di tutto, oppure come Fantozzi quando si pesta il dito mettendo in piedi la tenda che per non urlare e svegliare gli altri attraversa l’intera foresta trattenendo le urla per poi andare a urlare un quarto d’ora dopo! Questo è quello che lui pretendeva dalla sua signora, che però dovrebbe scusarsi con lui.
Ma ancora Repubblica, altra intervista “mia moglie vuole mettermi i figli contro – come se non ci fosse riuscito abbastanza lui da solo – se vuole così ora saremo durissimi. Saremo durissimi è quello che si può prevedere e cioè quello che è successo in questi anni a tutti i personaggi che hanno osato mettersi di traverso sulla strada di Berlusconi.
Il pool di Mani Pulite, schedato, spiato, calunniato, diffamato, martellato, massacrato a reti unificate e sui giornali della Real Casa, Stefania Ariosto, una donna che è stata, hanno tentato – perché poi ha una tempra di ferro – di distruggere in ogni modo chiamandola con gli insulti più terrificanti, più maschilisti, insinuando delle cose inaudite e poi tutti i giornalisti che sono stati epurati, mentre venivano epurati dovevano essere anche squalificati moralmente, massacrati e quindi bisognava fare apparire che l’epurazione era giusta perché si trattava di bloschi figuri, Montanelli prima e dopo la sua cacciata da Il giornale, fino alla morte, ho al 92, fino a 92 anni e cioè fino al 2001. Biagi, Santoro, Luttazzi, Sabina Guzzanti le diedero addirittura della drogata, Grillo ne sa qualcosa quando ogni volta che usciva di casa incontrava qualche spione travestito da giornalista o viceversa che interrogava l’eventuale personale di servizio per vedere se magari si era messo le dita nel naso o aveva detto le parolacce o se magari non aveva ritirato uno scontrino, cose di questo genere. È una sorte che tocca a tutti coloro che vengono a trovarsi di traverso sulla strada del padrone d’Italia e quindi si può immaginare cosa succederà a questa donna e si può immaginare soprattutto per quale motivo ha tentennato così a lungo prima di arrivare a questo passo, perché arrivare a questo passo significa ritrovarsi soli contro l’uomo più potente d’Italia e forse non solo d’Italia, in grado veramente di fare male quando decide di essere durissimo, cioè quando capisce che qualcuno non può essere comprato.
L’informazione seguirà questa strada e avremo una specie di guerra dei Roses nella quale lui farà la vittima e comincerà a diffondere infamie che non troveranno smentite, perché lui possiede tutto e lei non possiede niente, anzi forse sarebbe il caso che la signora si liberasse del Foglio che gentilmente aveva accettato per conto del marito di svolgere il ruolo di editore prestanome, esattamente come lo sono il fratello per Il giornale e i figli per la Mondadori, la figlia di primo letto per la Mondadori. In realtà ha sempre continuato a comandare lui come comanda lui nelle televisioni e come comanda lui in RAI.
L’importante è che chi ci tiene a capire qualcosa di questa vicenda non perda mai di vista il punto di partenza che sono quelle due frasi “è una persona che va trattata come una persona che non sta bene” e l’altra frase non so se è vera ma lo dice sua moglie “non posso stare con uno che va con le minorenni”.

Forleo, de Magistris e Genchi avevano ragione

Ma esempi su questo modo di fare informazione o di non fare informazione o di fare disinformazione ne abbiamo avuti in settimana un sacco e una sporta, per esempio avevamo raccontato nelle scorse settimane come i magistrati di Salerno dopo la perquisizione a Catanzaro, i magistrati che osavano indagare e scoprire le ragioni di Luigi de Magistris perseguito dai suoi colleghi a Catanzaro e cacciato per ordine politico dal Consiglio Superiore della Magistratura, avevano ottenuto ragione dal Tribunale del riesame ma il Consiglio Superiore della Magistratura se ne era fregato e li aveva cacciati lo stesso. Poi abbiamo scoperto che anche Gioacchino Genchi, accurato dalla Procura di Roma di ogni nefandezza, perquisito dal Ros per contro della Procura di Roma non aveva fatto niente di male, così ha stabilito il Tribunale del riesame che ha fatto a pezzi le accuse a Genchi, distruggendo praticamente l’impianto accusatorio della Procura di Roma e disintegrando il decreto di perquisizione e sequestro e ordinando la restituzione degli atti a Genchi, anche se poi la Procura di Roma per misteriosi motivi gli ne ha restituito solo un pezzo.
Forse è sfuggito ai più, perché nessuno ne ha parlato, che anche gli altri due tasselli del caso Catanzaro sono andati a posto, il fatto che voi non l’abbiate saputo guardando i telegiornali o leggendo i giornali vuole dire che sono andati a posto ma non a posto come avrebbero sognato lor signori. Sapete che Clementina Forleo per essere andata a Anno Zero a difendere de Magistris e a denunciare quello che stava accadendo a lei fu a sua volta cacciata dal Consiglio Superiore della Magistratura, allontanata da Milano e spedita a Cremona. Bene, l’altro giorno il Tar del Lazio ha stabilito che Clementina Forleo non doveva essere trasferita a Cremona, doveva rimanere a Milano e ha stabilito dunque che è totalmente illegittimo il decreto del suo trasferimento, le citazioni precise del Tar le traggo dall’unico giornale che ha raccontato questa vicenda Il Corriere della sera, sul giornale una brevina, sulla stampa una brevina, guardate la notizia che non dovevano trasferire la Forleo vi ricordate quando l’hanno trasferita? Mesi e mesi di linciaggio mediatico, chilometri di piombo, una brevina. Repubblica questo è lo spazio dieci righe “Il Tar annulla il trasferimento” come se fosse una cosa amministrativa. Il Tar ha detto “a) che non doveva essere trasferita; b) che non si poteva per legge trasferirla per le sue esternazioni, perché? Perché la nuova legge sull’ordinamento giudiziario implica che il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale può essere disposto soltanto quando siamo in presenza di un comportamento incolpevole del magistrato, cioè quando il magistrato si ritrova per ragioni di amicizia o di parentele a essere incompatibile con il posto dove svolge le sue funzioni”. Ma dato che qua alla Forleo venivano contestate delle esternazioni deliranti che descrivevano situazioni abnormi allarmi eccessivi e coso, quelli erano comportamenti o colpevoli o colposi e quindi andavano trattati in sede disciplinare con tutte le garanzie del caso. Cosa che non le è stata garantita e in più scrivono i giudici il Consiglio Superiore della Magistratura non avrebbe dovuto respingere la istanza che la Forleo aveva fatto nei confronti della Cons. Letizia Vacca dei Comunisti Italiana, perché si astenesse. Sapete che la signora Vacca aveva anticipato prima ancora di iniziare il giudizio sulla Forleo e de Magistris, che Forleo e de Magistris erano due pessimi magistrati e che quindi avrebbero dovuto essere cacciati, detto da una che di lì a poco avrebbe dovuto giudicarli. Voi capite che se non si astiene un giudice così prevenuto che anticipa la sentenza prima di iniziare il processo non c’è un processo giusto e infatti il Tar dice che era giusto astenersi perché anticipare quel giudizio significava inficiare la legittimità di quel processo, qualunque fosse stata poi la decisione finale.
E quindi quando la Forleo tutti dicono che a torto, sappiamo bene perché per avere osato toccare i politici padrini dei furbetti del quartierino che scalavano le banche e Il Corriere della sera contro la legge, è stata distrutta mediaticamente e poi quando il Tar ha stabilito che non andava trasferita ecco lo spazio medio che ha avuto sui giornali .

Le inchieste del procuratore Woodcock

L’ultimo esempio che volevo farvi, quante volte avete letto titoli come questo? “Il procuratore Woodcock, ecco le inchieste con il trucco, Woodcock è il magistrato che vende fumo, è il magistrato che acchiappa fantasmi, Woodcock senza limiti, indaga sulla Orlandi. Non era vero naturalmente ma questo è il giornale, non gli capita mai di scrivere cose vere neanche per sbaglio.
Insomma le inchieste patacca, etc.. È la stessa accusa che è stata lanciata a de Magistris, c’è addirittura un ominide con le meches che sempre sul giornale sta facendo il ritratto di de Magistris per dipingerlo come uno che non riesce mai a concludere una inchiesta e infatti ha ragione perché gliele portano via tutte, invece lui dice che non le conclude perché non è capace. La domanda è questi magistrati che non sono capaci e che acchiappano fumo, perché gli levano sempre le inchieste o tentano di levargliele o levano loro? Gliele lasciassero concludere, l’abbiamo detto tante volte se non sono capaci faranno un buco nell’acqua. Invece no li descrivono come incapaci ma poi sono terrorizzati da questi magistrati, tant’è che gli scippano le inchieste.
de Magistris più sfortunato se ne è visto scippare tre, Woodcock che pure ne ha viste di tutti i colori in questi anni è riuscito a portare a termine il suo lavoro e l’altro giorno, onore a Repubblica che sia pure in piccolo ci ha dato entrambe le notizie, nello stesso giorno in cui dieci righe alla Forleo allargando lo spettro pag. 18 di venerdì Repubblica c’erano due titoli “200 telefonate alle segretarie, Vattani condannato per peculato, Why Not verso il maxi processo, chiesto il giudizio anche per Loiero, Governatore della Calabria”. Oibò direi voi, Why Not ma non era una inchiesta basata sul nulla? Ma non era una porcheria inventata da de Magistris per colpire Prodi, Mastella e chi più ne ha più ne metta? Non era la solita acchiappa fantasmi? Adesso la Procura generale di Catanzaro che ha ereditato l’inchiesta dopo che l’hanno tolta a lui chiede il rinvio a giudizio di 98 indagati, pensate un processo a 100 persone, un maxi processo compreso il capo della regione Loiero del centro-sinistra. Ah allora questo de Magistris non era mica quel coglione che volevano fare apparire?
Da questa parte 200 telefonate alle segretarie, Vattani condannato per peculato, chi è Vattani? È un ambasciatore, era il primo ambasciatore della Farnesina e ora è il Presidente dell’Istituto per il commercio estero, è sotto processo per peculato per avere fatto migliaia di Euro di bollette telefoniche con il telefonino dello Stato per parlare con le sue amichette e le sue segretarie. Sapete quanto gli hanno dato in primo grado? Gli hanno dato due anni e otto mesi per peculato, per essersi appropriato di beni pubblici, sapete chi l’ha fatta questa inchiesta? Adesso il processo è a Roma, questa inchiesta l’ha iniziata e i fatti li ha scoperti Woodcock, quell’altro che acchiappa i fantasmi, naturalmente i giornali si sono dimenticati quei pochi che hanno parlato della condanna di Vattani in primo grado, che questa scoperta si doveva all’acchiappa fantasmi e allo stesso modo si sono dimenticati di scrivere che per Why Not aveva ragione de Magistris.
I fatti separati dalle opinioni quante volte ne abbiamo parlato, l’opinione diffusa, diffusa a arte, è una bugia, Woodcock è un incapace, de Magistris è un incapace, la Forleo è pazza, Genchi è un delinquente, dopodiché le sentenze vengono a smentire queste bugie e allora cosa si fa? O non se ne parla proprio di queste sentenze oppure se se ne parla si dimentica di spiegare alla gente che significato hanno, qui ci sarebbe dovuto essere una postilla “aveva ragione Woodcock nell’altra aveva ragione de Magistris”. Nella breve aveva ragione la Forleo e avevano torto tutti quelli che dal Capo dello Stato al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Mancino e a tutti gli altri hanno sparato fuori de Magistris, la Forleo e i magistrati di Salerno che hanno avuto, sentenze alla mano, tutti ragione, de Magistris è l’ultimo caso archiviazione dell’indagine contro di lui a Salerno nata dalle denunce dei suoi colleghi di Salerno. Quelli che sono stati trattati con i guanti gialli.
In questo caso i fatti separati dalle opinioni significa che devono rimanere solo le opinioni, i fatti è meglio non raccontarli, quando naturalmente le opinioni sono bugie. Passate parola!"

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