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MERCATO E MANUTENZIONE IMPIANTI, L’UFFICIO COMUNALE RISPONDE MA NON CONVINCE

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Il 7 gennaio scorso ci siamo occupati del Mercato ortofrutticolo e della manutenzione degli impianti di riscaldamento negli uffici di proprietà comunali e dopo aver esposto i fatti:

1)  la ditta Sekurfire avrebbe già dovuto provvedere alla manutenzione e controlli nell’ottobre dell’anno 2010 (vedi determina LL.PP n. 271 del 05/10/2010 e non 2011, come erroneamente (?) richiamato nell’attuale Determina n° 1 del 4 gennaio 2012);
2)  la Determina n. 271 del 2010 recita: “… la ditta Alfatex ha già eseguito dei lavori di manutenzione sugli impianti antincendio degli immobili comunali, con puntualità, competenza ed in modo rispondente alla regola d’arte….”;
3)  la ditta Alfatex, attualmente in liquidazione (?), ha trasferito le competenze alla nuova società Sekurfire s.r.l. sita in Molfetta in via G. Almirante nn 44-46-48;
4)  l’U.O. Progettazione e Manutenzione impianti, dovendo adempiere tempestivamente a tali controlli e manutenzioni periodiche, ha contattato la ditta Sekurfire che ha confermato la propria disponibilità (nel 2010 e nel 2011?).

A fronte di tanta “disinvoltura amministrativa”  ci chiedevamo:
a)  Come mai si riattiva una nuova procedura “urgente” d’appalto  con la stessa ditta “camaleonte” già inadempiente?
b)  Gli organi amministrativi di controllo hanno vigilato su tale grave inadempimento, cui consegue un grave pregiudizio per la pubblica sicurezza ed incolumità?
c)   Chi garantisce, ad oggi, l’agibilità del Mercato Ortofrutticolo?
d)  A chi, il cittadino, può affidarsi per le sue legittime istanze di controllo sulla regolarità e legalità dell’operato degli uffici comunali ?
  
A scriverci sono il Dirigente del Settore LL.PP. Ing. Enzo Balducci e il Coord. della U.O. Progettazione e Manutenzione Impianti Ing. Onofrio De Bari; ci chiedono di pubblicare la loro lettera di precisazione.
Noi lo abbiamo fatto ma non ci riteniamo soddisfatti perchè le loro argomentazioni non hanno fatto altro che aumentare i nostri dubbi sulle procedure di conferimento degli appalti al Comune di Molfetta. A proposito della ditta Sekurfire volevamo precisare che le affermazioni riportate nel nostro comunicato sono il risultato delle argomentazioni non sempre logiche, conseguenziali e chiare con cui si acconpagnano le delibere e determine degli uffici comunali; nelle determine è scritto chiaramente che la Sekurfire si era già occupato di manutenzione sugli impianti antincendio degli immobili comunali e del Mercato.
Quello che non si riesce a capire è che gli stessi uffici e responsabili dei procedimenti sono al corrente del problema del Mercato Ortofrutticolo da quando era stato inaugurato;  l'Ing. De Bari era responsabile del procedimento nella D.D dei LL.PP  n.458 del 10.12.2004 quando si affidarono per due anni alla CLIMA SERVICE srl i lavori urgenti dei presidi antincendio al nuovo mercato ortofrutticolo per l’ottenimento del C.P.I. (Certificato Prevenzione Incendi).
Preferiamo fermarci qui perchè la storia del Mercato Ortofrutticolo, e dei suoi contenzionsi, è veramente infinita e ad oggi è difficile quantificare il danno economico per le casse comunali che ancora oggi paghiamo senza che nessun amministratore o politico abbia mai chiesto il conto ai responsabili. 

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Il costo dell'incapacità amministrativa

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/03/delibera20di20giunta20n-202520del200120feb202010.jpg

C I T T A’ DI M O L F E T T A
PROVINCIA DI BARI
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE


N. 25                               del 01.02.2010


O G G E T T O

Lavori di completamento opere foranee e costruzione nuovo porto commerciale.
Approvazione atto di transazione tra il Comune di Molfetta e l’ATI CMC-SIDRA – CIDONIO per i maggiori oneri connessi al protrarsi dei tempi di esecuzione dei lavori di costruzione del nuovo porto conseguente alla presenza degli ordigni residuati bellici.

Autorizzazione al Capo Settore LL.PP. alla stipula dell’atto transattivo ai sensi dell’art.53 del Regolamento
per la Disciplina dei Contratti.

L’anno duemiladieci, il giorno uno del mese di febbraio nella Casa Comunale, legalmente
convocata, si è riunita la Giunta comunale nelle persone dei Signori:

AZZOLLINI Antonio –                             SINDACO – Presente
UVA Pietro –                                            ASSESSORE – Presente
PETRUZZELLA Pantaleo –                  ASSESSORE – Presente
BRATTOLI Anna Maria –                      ASSESSORE – Presente
LA GRASTA Giulio –                             ASSESSORE – Presente
MAGARELLI Mauro Giuseppe –         ASSESSORE – Presente
SPADAVECCHIA Vincenzo –             ASSESSORE – Presente
SPADAVECCHIA Giacomo –              ASSESSORE – Presente
PALMIOTTI Michele –                           ASSESSORE – Presente
CAPUTO Mariano –                              ASSESSORE – Presente
ROSELLI Luigi –                                    ASSESSORE – Presente

Presiede: Azzollini Antonio – Sindaco

Vi è l’assistenza del Segretario Generale, dott. Michele Camero.

Il Presidente, riconosciuta legale l’adunanza, dichiara aperta la seduta.

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso che:

  • con determinazione dirigenziale – Settore Demografia, Appalti, Contratti, Acquisti n.11 del 05.03.2007 sono stati aggiudicati definitivamente i lavori di cui all’oggetto all’ATI CMC – (Capogruppo) – SIDRA – CIDONIO ad esito di gara pubblica dell’appalto integrato;
  • in data 02.04.2007 è stato stipulato contratto di appalto n. 7623 di rep., registrato a Bari al n.1462 del 18.04.2007;
  • il progetto esecutivo è stato eseguito per conto dell’ATI da Apollonia (Capogruppo) e Favero e Milano;
  • con propria deliberazione n.68 del 13.02.2008, è stato approvato il progetto esecutivo del nuovo porto commerciale validato dal RUP il 12.02.2008;
  • in data 26.03.2008 sono stati consegnati i lavori;
  • in data 24.07.2008 è stato stipulato contratto aggiuntivo n.7606 di rep., registrato a Bari l’08.08.2008 al n.1/633 Atti Pubblici, di importo pari ad €. 61.439.591,66, così distinto : Lavori €. 58.801.664,41; Oneri Sicurezza €. 1.923.672,59; Progettazione esecutiva €. 714.254,66 a cui vanno aggiunte le somme a disposizione dell’Amministrazione pari ad €. 10.560.408,34;
  • la durata dei lavori risulta contrattualmente fissata in 1.388 giorni naturali e consecutivi per cui l’ultimazione è prevista per il 13.01.2012;
  • a causa di circostanze impreviste ed imprevedibili l’attività di bonifica degli ordigni bellici dal fondale interessato dai lavori di costruzione e dragaggio del nuovo porto non risultano ad oggi ancora ultimati, nonostante fossero stati avviati dall’Amministrazione Comunale sin dal novembre 2005;
  • anche l’ISPRA, a cui l’accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, ecc.., aveva affidato il compito di provvedere alla nuova campagna di prospezioni  finalizzata alla bonifica degli ordigni bellici è incorsa in una grossolana sottostima della quantità di ordigni presenti sul fondale marino all’interno dell’area interessata dai lavori (vedi nota n.66129 del 20.11.2009, che si allega);
  • l’errore di valutazione della quantità di ordigni presenti da parte dell’ISPRA è emersa allorquando è stata richiesta all’Impresa incaricata ATI Zannini – Sub Technical Edil Service s.r.l. la certificazione di avvenuta bonifica dei fondali, documento essenziale per avviare l’attività di dragaggio;
  • la fermezza della Amministrazione comunale nel richiedere la certificazione suddetta alla Ditta incaricata dall’ISPRA ha fatto emergere nella sua totalità il problema legato alla presenza di ordigni bellici scaricati nel mare alla fine della 2^ guerra mondiale;
  • la quantità impressionante di ordigni sin qui rinvenuti (circa 4.000) e non tutti rimossi e quelli ancora da classificare (circa 3.000) e quindi da rimuovere, pone notevole incertezza sui tempi occorrenti per completare la bonifica totale, che potrà avvenire non prima del 30.06.2011;
  • solo grazie alla necessità del Comune di Molfetta di dover bonificare i fondali marini dagli ordigni bellici per poter costruire il nuovo porto consente che tale attività di rimozione degli ordigni venga effettuata con puntualità e dovizia, diversamente tali ordigni sarebbero rimasti ancora sul fondale per chissà quanti altri decenni, continuando ad arrecare danni alla flora e fauna marina nonché alla salute pubblica;
  • la presenza degli ordigni sul fondo marino è causa di impedimento al normale e previsto andamento dei lavori il cui cronoprogramma è stato dall’Impresa trasmesso unitamente al progetto esecutivo;
  • secondo il cronoprogramma contrattuale dei lavori, l’impresa in data 13.10.2008 avrebbe dovuto iniziare la costruzione del molo di sopraflutto e tutte le attività propedeutiche al dragaggio;
  • ad oggi i lavori eseguiti al 31.12.2009 ammontano ad €. 3.900.000,00 pari al 6,75% rispetto ad una previsione di €. 39.660.000,00 pari al 67,5% con un ritardo di produzione pari ad €. 35.760.000,00;
  • il ritardo accumulato nella esecuzione dei lavori, imputabile a circostanze estranee all’impresa, ha indotto la stessa ad iscrivere, sin dal 3° SAL, riserva sul registro di contabilità senza quantificazione della stessa consistente nella richiesta di “proroga e maggiori oneri connessi alla protrazione dei tempi di esecuzione dei lavori conseguenti al mancato completamento della bonifica da ordigni residuati bellici tuttora presenti sul fondo del porto Zone A e B”;
  • il Direttore dei lavori eccependo un vizio formale, rilevato ai sensi dell’art.165 del DPR 554/99, ha respinto la riserva, ripetuta nella stessa forma sino all’11° SAL;
  • l’Impresa, invero, ha quantificato la riserva al 12° SAL in €. 22.000.000,00 circa, ripetendola anche al 13° SAL, firmato nel mese di dicembre u.s.;
  • in merito a tale quantificazione, il Direttore dei lavori, con nota del 21.12.2009 pervenuta il 28.12.2009 e riportante il n.73256 di protocollo, ha inviato al RUP, ing. Enzo Balducci, relazione riservata ai sensi dell’art.240 del D.Lvo 163/06;
  • dalla relazione del direttore dei lavori, articolata e puntuale, si evince che, ad oggi, l’importo da riconoscere all’ATI CMC-SIDRA-CIDONIO risulta pari a circa €.2.100.000,00 quindi inferiore al 10% dell’importo contrattuale rispetto a quello stimato dall’Impresa pari ad €. 9.000.000,00 circa;
  • tuttavia l’importo stimato dal direttore dei lavori è suscettibile di aumento esponenziale rispetto al tempo ancora occorrente per la ultimazione dell’attività di bonifica dagli ordigni bellici, prevista dallo SDAI per giugno 2011 cioè fra diciotto mesi;
  • l’incertezza è supportata anche da una nota della Capitaneria di Porto del 25.01.2010 prot.n.1925 che prevede per quest’ultimo intervento di bonifica una durata di 310 giorni lavorativi a partire da ottobre 2009;

Ciò premesso

– Considerato che, ad oggi, l’importo maturato a favore dell’ATI, risulta inferiore al 10% e quindi non rientra nella fattispecie dell’art.240 del D.L.vo 163/06 per cui non è applicabile il procedimento volto al raggiungimento di un accordo bonario; bensì è possibile risolvere la controversia insorta addivenendo ad un accordo transattivo che taciti per ora e sino al 31.12.2011 l’Impresa da ogni e qualsivoglia pretesa dovuta ad un impedimento che possa causare un rallentamento al normale andamento dei lavori vuoi che derivi dall’attività di bonifica da ordigni bellici, vuoi che derivi da altri fattori;
– Ritenuto che la fattispecie di riferimento possa essere connotata nella “transazione” (art.239 D.L.vo 163/06), con il presente provvedimento, si approva lo schema di transazione allegato, che quantifica i maggiori oneri sostenuti e da sostenere da parte dell’Impresa sino al 31.12.2011, connessi alla protrazione dei tempi di esecuzione dei lavori conseguente al mancato completamento della bonifica da ordigni residuati bellici tuttora presenti sui fondali e a qualsivoglia altro impedimento che dovesse insorgere sino a tale data, in €. 7.800.000,00 ( settemilioniottocentomila/00);
– Ritenuto inoltre, ai sensi dell’art.53 del Regolamento per la Disciplina dei Contratti, di autorizzare il Dirigente del Settore LL.PP. e RUP a sottoscrivere la transazione, il cui importo deve essere liquidato dallo stesso Dirigente con D.D. entro il 26 febbraio 2010, dell’importo di €. 7.800.000,00, secondo lo schema allegato;
– Dare atto che la somma di €. 7.800.000,00 trova copertura nelle somme disponibili in bilancio per il completamento delle opere foranee e costruzione nuovo porto commerciale;
– Visto il Regolamento 554/99;
– Visto il Capitolato Generale d’Appalto 145 del 19.04.2000;
– Visto il Decreto Legislativo 163/06;
– Vista la relazione del Direttore dei lavori del 21.12.2009;
– Visto il parere espresso dal Dirigente competente per il contenzioso;
– Visto, esaminato e condiviso l’atto transattivo allegato;
– Visto il parere favorevole reso ai sensi dell’art.49 del D.L.vo 267/00 dal Dirigente Settore LL.PP. sotto l’aspetto tecnico e dal Dirigente Settore Economico Finanziario circa la regolarità contabile;
Ad unanimità di voti resa in forma palese;

D E L I B E R A

1. La narrativa in premessa è parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.

2. Approvare, per le motivazioni riportate in narrativa e premessa, l’atto di transazione esaminato e condiviso, allegato al presente atto, che riconosce, quali maggiori oneri, subiti e subendi dall’ATI CMC-SIDRA-CIDONIO sino al 31.12.2011 connessi al protrarsi dei tempi di esecuzione dei lavori di costruzione del Nuovo Porto conseguenti al mancato completamento della bonifica da ordigni residuati bellici, tuttora presenti sui fondali e a qualsivoglia altro impedimento che dovesse insorgere sino al 31.12.2011, in €. 7.800.000,00 (settemilioniottocentomila/00).

3. Autorizzare il Dirigente del Settore LL.PP., ing. Enzo Balducci, a sottoscrivere l’atto di transazione allegato ai sensi dell’art.53 del Regolamento di Disciplina dei Contratti, il cui importo stabilito di €.7.800.000,00 deve essere liquidato dallo stesso dirigente con propria determinazione dirigenziale entro il 26 febbraio 2010.

4. Dare atto che l’importo di €. 7.800.000,00 trova copertura nelle somme disponibili in bilancio per il completamento delle opere foranee e costruzione nuovo porto commerciale.

5. Confermare RUP l’ing. Enzo Balducci.

6. Incaricare l’U.O. Appalti e Contratti di perfezionare l’atto di transazione allegato.

7. Trasmettere il presente provvedimento al RUP, U.O. Appalti e Contratti, al Direttore dei lavori, ing. Franco Grimaldi, alla Commissione di Collaudo.

Terremoto a L'Aquila. Solidarietà al giornalista Angelo Venti

Comunicato di Libera e Libera Informazione a sostegno del direttore di Site.it duramente attaccato dalla prefettura.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/12/terremoto-6-aprile-2009-in-abruzzo-laquila_copy_1.jpg
Terremoto a L’Aquila

di Redazione (Liberainformazione)

L’articolo che Angelo Venti ha scritto denunciando l’opacità, la scarsa trasparenza e il centralismo del sistema di gestione degli appalti pubblici e dei subappalti per il terremoto in Abruzzo da parte della Protezione Civile è stato duramente attaccato dalla Prefettura dell’Aquila, in un comunicato dai toni intimidatori che è stato in modo sconcertante inviato a tutti i giornali, siti ed emittenti locali, ma non allo stesso Venti, né al suo Site.it.

Libera Informazione esprime la massima solidarietà ad Angelo Venti, la cui professionalità e correttezza è al di fuori di ogni dubbio, insieme con l’accuratezza e la precisione con le quali sta seguendo da mesi il dramma della popolazione colpita e i problemi della ricostruzione, rappresentando un prezioso punto di riferimento informativo per decine di colleghi, per gli amministratori e per la stessa magistratura.

In qualità di giornalista, ma anche di rappresentante del presidio di Libera a L’Aquila, Angelo Venti ha denunciato fin dai primi giorni i rischi di infiltrazioni mafiose negli appalti e nei subappalti, analizzando sulla base di precise testimonianze quanto stava avvenendo e i fenomeni di accentramento di poteri e di discrezionalità che hanno stravolto in molti casi competenze, funzioni e normative (http://www.facebook.com/index.php?lh=1c8ac6b5dc53ced8844ce3659d4192e9&). Anche l’ultimo articolo, che riassume ricorrendo a fonti certe e documentate i limiti e le anomalie che contraddistinguono l’intero sistema messo in atto dalla Protezione Civile, si basa esclusivamente su precedenti impegni assunti pubblicamente e dichiarazioni della stessa Prefettura e su un’oggettiva analisi dei ritardi e dell’assenza operativa degli istituti di controllo preposti. Lo stesso Angelo Venti ha peraltro già risposto alle argomentazioni e alle critiche del comunicato della Prefettura con concreti dati e argomenti che smentiscono un attacco evidentemente pregiudiziale e disinformato. Riaffermando piena fiducia nell’impegno e nella correttezza professionale di Angelo Venti, Libera è al suo fianco nel respingere qualsiasi intimidazione o tentativo di isolarlo nel proseguimento del suo impegno civile. 

Nuovo porto commerciale di Molfetta. Rifondazione chiede ritiro delega alla stazione appaltante Comune di Molfetta

http://www.molfettalive.it/imgnews/P1030380(9).JPG

          Al Presidente della Regione Puglia
          Nichi Vendola

e p.c. Agli Assessori regionali
          all’Ecologia e all’Ambiente
          alle Opere Pubbliche
          all’Assetto del territorio – Urbanistica
          ai Trasporti
          alla Trasparenza e cittadinanza attiva

e p.c. Al Ministero dell’ambiente e della tutela
          del territorio e del mare

          Direzione per la salvaguardia ambientale
         
          Al Ministero per i Beni e le attività culturali
          Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio,
          l’architettura e l’arte contemporanee
          Servizio II Tutela del paesaggio
         
          Alla Direzione regionale
          per i beni culturali e paesaggistici della Puglia

         
          Alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici
          per le province di Bari e Foggia

         
          Alla Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia,

OGGETTO: Nuovo porto commerciale di Molfetta. Richiesta ritiro delega alla stazione appaltante Comune di Molfetta

Il 30 luglio è pervenuta al Comune di Molfetta e al Circolo locale di Legambiente una nota da parte del Ministero dei Beni Culturali (n. prot. 9965/2009) che, avendo a sua volta ricevuto dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia notizie dettagliate e preoccupanti sulla vicenda relativa all’accesso alle informazioni sui lavori riguardanti il nuovo porto, chiede al Comune di Molfetta quanto sia stato fatto ad adempimento delle prescrizioni contenute nella V.I.A. e richiede che sia messo a disposizione delle Autorità competenti il “Piano esecutivo” del porto.
È incredibile come a distanza di più di un anno, dal 13 febbraio 2008 quando la Giunta Comunale ha approvato il “Progetto esecutivo del porto”, ci siano amministrazioni interessate che non risultano in possesso di tutti gli atti e delle informazioni relative al rispetto delle prescrizioni ambientali e paesaggistiche.
La Soprintendenza, infatti, fa notare che “per quanto consti a questa Soprintendenza, non hanno avuto seguito di fatto le prescrizioni rilasciate nella nostra del 22.03.05, prot. n. 5321 in sede di esame del Progetto preliminare della nuova sistemazione portuale di Molfetta, benché ritenute vincolanti nel parere prot. n. 07.08.408/4229.[leggasi 4129] del 22.04.05 del Dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici – Direzione generale per i Beni architettonici e il Paesaggio in merito alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale, ex art. 6 l. 349/1986, avanzata dal Comune di Molfetta.
Infatti , per quanto di competenza di chi scrive, ai sensi del D. 19s 22 gennaio 2004, n. 42, non è stato sottoposto a parere da parte dell’ATI incaricata (Cooperativa Muratori) il richiesto progetto esecutivo delle opere di realizzazione del parco a verde intorno all’area del complesso monunentale-archeologico della Madonna dei Martiri, in cui dovevano essere anche previsti gli oneri per l’assistenza alle opere di movimentazione terra, nonché per l’eventuale recupero di contesti archeologici emergenti. Il progetto esecutivo peraltro è stato approvato dal Comune di Molfetta con deliberazione di G.M n: 68 del 13.2.08.
Si fa inoltre presente che non risulta, per quanto a noi noto, sia stato dato corso alla richiesta di prospezioni archeologiche subacquee preventive nello specchio d’acqua antistante il complesso monumentale citato, né alle prospezioni geofisiche preliminari alla movimentazione terra, come espressamente richiesto dalla Direzione generale per i Beni archeologici con nota prot. n. 3931 del 15.04.05”.
Questa nota è l’ultimo tassello in ordine di tempo di un “mosaico” per nulla irreprensibile che vede il Comune di Molfetta operare come stazione appaltante nell’esecuzione dei lavori per il nuovo porto commerciale.
Infatti, dopo il Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che ha censurato il Comune sulla costruzione del nuovo porto inviando gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica e dopo l’invio alla Corte dei Conti da parte del Tar di Bari delle ordinanze (rigettate) di sospensione dei lavori di costruzione della nuova foresteria della Capitaneria di porto, ora è la volta dei rilievi mossi dal Ministero dei Beni Culturali.
Se queste sono le premesse, non possiamo che associarci alla richiesta del Circolo locale di Legambiente fatta in questi giorni a seguito della nota ricevuta ovvero sperare che la stampa dia il giusto risalto alla notizia in sé e che la magistratura valuti l’eventuale esistenza di condotte improprie. Dovere della politica però è anticipare laddove è possibile scenari compromessi e porre rimedi a condotte improvvide, ma prima di avanzare una proposta gioverà ricordare succintamente alcuni elementi di criticità emersi finora nella gestione della costruzione del nuovo porto da parte dell’Amministrazione comunale in carica.
Il Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, un ente terzo, con Delibera n. 3 del 15 gennaio 2009 ha censurato l’operato del Comune disponendo la trasmissione degli atti relativi alla costruzione del nuovo porto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, avendo ritenuto che “la condotta posta in essere dalla Stazione appaltante – il Comune – in ragione delle numerose irregolarità riscontrate (tutte strettamente lesive della corretta e tempestiva esecuzione dell’appalto) reca con ogni probabilità profili di potenziale danno erariale”. Si tratta della stessa autorità che riteneva non rispettosa la limitazione della concorrenza nell’appalto dei lavori a causa della presenza nel bando di gara di clausole che imponevano, a pena di esclusione, la dimostrazione della disponibilità di draghe di particolarissime caratteristiche esistenti in pochissime unità al mondo.
Soltanto qualche tempo dopo, nell’aprile di quest’anno, vi è stata una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Bari, che ha accolto il ricorso proposto dal Ministero per le Infrastrutture contro l’ordinanza con la quale il Sindaco aveva sospeso i lavori di realizzazione della nuova Capitaneria di Porto. In quella circostanza il TAR non solo non ravvisò alcuna “situazione di pericolo effettivo ed eccezionale e imprevedibile per la pubblica incolumità e/o per la sicurezza urbana” e bacchettò il Comune per la “colpevole reiterazione delle ordinanze di sospensione in palese spregio all’ordinanza cautelare dello stesso Tar del 3 dicembre 2008”, ma ritenne doveroso trasmettere tutta la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti, “ai fini dell’accertamento delle responsabilità amministrativo-contabili ai sensi di legge”. Ciò vuol dire, in parole povere, che la comunità molfettese potrebbe essere chiamata a pagare i danni a causa della condotta del sindaco. E pensare che lo stesso Azzollini e la sua maggioranza avevano approvato il Piano regolatore del Porto (PRP) con la previsione della nuova Capitaneria esattamente lì dove sta sorgendo.
A questi elementi aggiungiamo che il 2 marzo scorso, con Delibera di Giunta n. 51 avente ad oggetto il “Nuovo Porto Commerciale”, l’Amministrazione comunale dava autorizzazione al Responsabile del Procedimento per la predisposizione, di fatto, di variante al Piano Regolatore Portuale poiché “gli operatori portuali, futuri fruitori del nuovo porto commerciale, hanno fatto richiesta all’Amministrazione comunale, per il tramite del Sindaco, di prevedere una portanza della banchina di Nord Ovest tale da consentire la movimentazione di containers”. Il progetto appaltato del porto subirà quindi una nuova variante che non è dato sapere se comporterà un aumento degli importi dei lavori, e questo sulla base di semplici segnalazioni di operatori portuali e non anche di studi economici a supporto che giustifichino la trasformazione in porto per movimentazione e stoccaggio containers. Insomma, il progetto del porto a un anno dalla sua approvazione subisce una variante forse perché non va più bene; a dimostrazione del fatto, più volte da noi segnalato, che così come concepito inizialmente il porto rischia di essere inutile nello scenario regionale, e invece utile può diventarlo a condizione che diventi un porto per il trattamento dei containers, cioè una megastruttura che il contesto ambientale non può assolutamente reggere e che comunque abbisognerebbe di nuove e ulteriori procedure autorizzative con ulteriori ritardi e aggravi di spesa.
Naturalmente a pagare le distrazioni del sindaco, le sue necessità propagandistiche potrebbero essere i cittadini, giacché ogni mancanza, ogni errore, ogni eventuale variante potrebbe significare un aumento dei costi dei lavori.
Pensiamo che la misura sia ormai colma e, nell’attesa che i giudizi maturino nell’opinione pubblica e che altri organi dello Stato svolgano i loro compiti, nonché dopo ripetute denunce e critiche mosse all’Amministrazione comunale e al Sindaco in questi mesi per come vengono gestiti i lavori della costruzione del nuovo porto e relativi ritardi connessi alla bonifica dei fondali dagli ordigni bellici, riteniamo che vi siano sufficienti e abbondanti elementi perché la Regione, ente che ha delegato il Comune nella gestione dell’“affare Porto”, torni a interessarsi di questioni così delicate e avvii con decisione la procedura per ritirare la delega alla stazione appaltante ossia al Comune di Molfetta conferita con Delibera di Giunta Regionale n. 2051 del 23 dicembre 2002.
La presente richiesta si presenta come un atto dovuto a tutela della comunità cittadina, della corretta esecuzione dei lavori, del rispetto di tutte le prescrizioni previste e all’insegna della massima trasparenza amministrativa e del confronto pubblico istituzionale, cui ripetutamente in questi mesi il Sindaco e la sua amministrazione si sono sottratti anche nelle sedi deputate, disertando convocazioni di Consiglio Comunale.
 

Rifondazione Comunista Molfetta

C’erano una volta… gli alberi

Egregio Sindaco, in mancanza dell’assessore al “ramo” le rivolgiamo alcune domande sui lavori in corso nel piazzale antistante la Stazione Ferroviaria di Molfetta.
Avevamo sperato che il buon senso di chi amministra questa città prevalesse sulla mancanza di sensibilità e sull’indifferenza, ma dobbiamo ricrederci dopo l’ennesimo scempio ambientale perpretato ai danni del bene comune.
Il 20 maggio u.s. avevamo lanciato sul nostro sito una scommessa sulla sorte degli alberi della seconda aiuola in rifacimento nel piazzale antistante la stazione ferroviaria; ebbene, chi ha deciso di abbattere quegli alberi probabilmente ci ha smentito. C’è qualche valido motivo per cui sono stati abbattuti i numerosi alberi che in bella mostra sfoggiavano la loro chioma e i loro tronchi senza segni di malessere?
Eppure quegli alberi sono stati in vita un bene comune, sono stati piantumati parecchie decine di anni fa e sono costati alla comunità anche in termini di cure e mantenimento. Oltre l’ombra che offrivano nelle ore di arsura estiva, ospitavano centinaia di uccelli di ogni tipo.
Ora ci chiediamo a chi davano fastidio? Non vorremmo pensare che togliessero visibilità alle attività di qualche assessore, oppure che servissero ad alimentare qualche centrale a biomasse privata, oppure a fare business privati tra chi deve piantumare e chi deve commercializzare gli alberi abbattuti. Questa volta non possono esserci le scuse del malessere degli alberi perché abbiamo fotografato i tronchi tagliati e la loro anima non presentava alcun tipo di malattia apparente.
Le chiediamo di farci conoscere pubblicamente le motivazioni che hanno indotto, progettisti e uffici comunali, all’abbattimento degli alberi.

Affinché tutti i molfettesi se ne possano rendere conto, pubblichiamo le foto fatteci pervenire da Maria P.  prima e  dopo i lavori di ristrutturazione di Piazza Aldo Moro.

Clicca sulle foto per ingrandirle.

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