Archivi categoria: fashion district

Bnl-Unipol, Fazio e Consorte condannati . Per Caltagirone tre anni di carcere

di WALTER GALBIATIwww.repubblica.it
MILANO – Il tribunale di Milano (prima sezione) ha condannato l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, a 3 anni e 6 mesi nell'ambito del processo sulla mancata scalata a Bnl da parte di Unipol. Per l'ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, la condanna è di tre anni e dieci mesi, mentre Carlo Cimbri, attuale amministratore delegato della compagnia assicurativa, e l'ex numero due Ivano Sacchetti hanno rimediato tre anni e sette mesi. Accolta per Fazio la pena che avevano chiesto i pm Luigi Orsi e Gaetano Ruta, mentre per Consorte avevano chiesto 4 anni e sette mesi. Tra i big condannati figura anche l'immobiliarista ed editore, Francesco Gaetano Caltagirone, oggi al vertice del Monte dei Paschi di Siena , che ha riportato una condanna di tre anni e sei mesi, mentre Francesco Frasca, ex capo della vigilanza di Bankitalia è stato assolto. 

Condannati anche a tre anni e sei mesi di reclusione e a 900 mila euro di multa ciascuno gli immobiliaristi Danilo CoppolaStefano Ricucci e Giuseppe Statuto, il finanziere Emilio Gnutti (il pm aveva chiesto l'assoluzione), i fratelli Ettore e Tiberio Lonati, il banchiere Guido Leoni (presidente della Bper), Vito Bonsignore, l'europarlamentare dell'Udc e vicepresidente del gruppo Ppe. Tutti i condannati sono interdetti dai pubblici uffici per cinque anni, "nonché interdetti dalla professione, dagli uffici 
direttivi delle persone giuridiche e delle imprese e incapaci di contrattare con la pubblica amministrazione" per due anni. Per Unipol i giudici di Milano hanno disposto una multa di 720 mila euro, mentre a Consorte, Sacchetti, Cimbri, Bonsignore, Caltagirone, Coppola, Ricucci, Lonati, Statuto e Fazio hanno imposto una provvisionale di 15 milioni di euro. Assolti, invece, Giovanni Berneschi, Filippo De Nicolais, Rafael Gil Alberdi, Giulio Grazioli, Divo Gronchi, Pierluigi Stefanini, Alberto Zonin. 

I reati contestati vanno dall'aggiotaggio informativo all'insider trading, all'ostacolo alle funzioni di vigilanza. Il parterre degli altri imputati è formato dai membri del cosiddetto «contropatto», quello che all'epoca dei fatti deteneva il 27% delle azioni della Bnl. "Di vicende così gravi, in giro per il mondo ce ne sono poche, perché si è trattato di una manipolazione di tipo sistemico. A mettere in piedi una cordata italiana raccogliticcia fu il Governatore di Bankitalia. E la Banca d'Italia di Fazio non era un organismo di vigilanza ma uno dei giocatori in campo", hanno detto nella requisitoria i pubblici ministeri. Fazio avrebbe agito da "direttore d'orchestra", "il motore immobile" della tentata scalata alla Bnl, "il vigilatore che invece di vigilare promuove il reato". Nella ricostruzione dei pm, i banchieri degli istituti popolari coinvolti sono "la guardia pretoriana del governatore", mentre i contropattisti "si muovono nella più assoluta coesione, tutti alle spalle e sulla scia di Caltagirone", che è colui "che decide". 

Sentenza

Annunci

Blitz della Finanza contro le false griffe in outlet e "grandi firme", 4 arresti tra Bisceglie e Molfetta

1_mfwww.molfettalive.it

Su ordini di custodia cautelare, emessi dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura del capoluogo pugliese, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, hanno arrestato quattro imprenditori del settore abbigliamento di Bisceglie e di Molfetta per associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione e al riciclaggio. Lo si apprende dall'Ansa. 

Secondo l'agenzia di informazione migliaia di capi con false e note griffe contraffatte della moda italiana e internazionale venivano regolarmente venduti nei circuiti degli 'outlet' e negozi 'Grandi firme' di numerose regioni italiane. 

La merce contraffatta arrivava dalla Turchia. Le indagini hanno impegnato i militari di Ancona, coordinati dalle Procure di Bari e Trani, perche' uno degli sbarchi di merce che ha insospettito gli inquirenti e' avvenuto proprio nel porto del capoluogo marchigiano; molti altri anche in quello di Bari. E' proprio attraverso questi due scali dell'Adriatico i quattro, accusati di associazione per delinquere, facevano entrare in Italia ingenti quantitativi di capi di abbigliamento contraffatti. 

La notizia, in ogni caso, ha fatto immediatamente il giro delle città di Bisceglie e Molfetta, vista la presenza nelle due città di importantissime aziende del settore. 

Le persone arrestate sono Leonardo Di Pinto, di 33 anni, di Bisceglie, e Lanfranco Sator, di 47 anni, residente a Molfetta, entrambi amministratori di fatto delle imprese Le. Sa. Co sas e Dpn Group; arresti domiciliari per Felice L'Erario e Nicola Di Pinto, di 60 anni, entrambi di Bisceglie e amministratori legali delle stesse aziende. 

Secondo quanto accertato dagli investigatori, migliaia di capi con false e note griffe contraffatte della moda italiana e internazionale venivano venduti nei circuiti degli outlet attraverso l' utilizzazione di fatture, emesse per operazioni inesistenti, da società a loro volta inesistenti con sede a Roma e La Spezia. 

La merce contraffatta arrivava dalla Turchia. Lo hanno appurato le indagini, avviate poco più di un anno fa dai militari di Ancona, hanno impegnato i militari di Ancona, coordinati dalle Procura di Bari e Trani. Uno degli sbarchi di merce che ha insospettito gli inquirenti è avvenuto proprio nel porto del capoluogo marchigiano; altri invece a Bari. Attraverso questi due porti dell'Adriatico venivano fatti entrare in Italia ingenti quantitativi di capi di abbigliamento contraffatti, prodotti in Turchia, sui quali erano, però, applicati marchi come Burberry, La Martina, Moncler, Ralph Lauren, Armani, Blauer, Fred Perry, Fred Mello, Jeckerson». 

La merce contraffatta, con la complicità di spedizionieri e vettori, veniva frazionata e spedita in piccoli quantitativi dalla Turchia in Italia, in modo da eludere i controlli doganali. All'atto dell'importazione la merce veniva accompagnata da documenti regolari che non facevano riferimento a marchi noti e, quindi, veniva introdotta temporaneamente nei depositi doganali in sospensione d'imposta per poi essere successivamente immessa nel territorio italiano mediante l' autofatturazione. I militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 16 mila articoli e accessori di abbigliamento riconducibili a note 'griffe' internazionali. La merce – secondo gli investigatori – é risultata di ottima qualità e in grado di ingannare anche un acquirente attento ed esperto. 

I signori della FASHION DISTRICT HOLDING

Dopo la Fashion District di Gnutti, Giuseppe Garofano vuole investire a Molfetta con l'eolico

  Da noi la mafia arriva con il carrello

Da noi la mafia arriva con il carrello

Rischio infiltrazioni mafiose nei nascenti centri commerciali, super e iper mercati. Il nuovo business della mafia si concentra attorno ai centri commerciali e alla grande distribuzione.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/10/spesa.jpg

di Giorgio Ruta e Francesco Ruta (www.liberainformazione.org/…)

Il nuovo business della mafia si concentra attorno ai centri commerciali e alla grande distribuzione. E la mafia, forse, arriva sui carrelli anche in provincia di Ragusa. Come funghi spuntato anche nell’area iblea centri commerciali e ipermercati: enormi, forse sproporzionati. Ma c’è un giro d’affari così ampio da giustificare questi investimenti? Forse si, vista la ricchezza della nostra provincia, ma qualche dubbio sorge. A Modica nel raggio di poche centinaia di metri sono situati tre centri commerciali: la Galleria Solaria, Al Plaza Shopping, e la neonata costruzione dall'altra parte della strada. Gli ultimi due sono stati costruiti da Cappello Raffaele, imprenditore vicino al gruppo Minardo, lo stesso che costruisce il futuro albergo nella zona di Treppiedi, nel polo commerciale, proprio dietro la pompa di benzina Giap. L’ultima novità per la città della contea è la costruzione del centro commerciale La Fortezza, sulla Modica – Ispica, vicino la zona artigianale di C.da Michelica.

La struttura presentata in pompa magna al teatro Garibaldi, con tanto di saluto del sindaco Buscema, dovrebbe ospitare settantacinque negozi su due piani, sparsi in sessantottomila metri quadrati di superficie, con millesettecento posti auto. Manco a dirlo, l'ennesimo schiaffo alla campagna modicana, sempre più violentata. Il mega impianto è realizzato dalla Sercom spa del gruppo calabrese Russo, proprietario anche della Rivazzurra srl, titolare di supermercati DiMeglio, e della Cibus srl, società di ristorazione. Fin qua nessuna anomalia. Ma la storia della società calabrese presenta qualche neo. Infatti, la Sercom si occupò dei lavori del centro commerciale La Vigna, a Castrofilippo nell’agrigentino. La società del gruppo Russo acquistò per 4 milioni di euro le autorizzazioni e i terreni da una società di Canicattì riconducibile a persone “vicine” a Cosa Nostra. Quest’ultima società aveva precedentemente acquistato i terreni situati in contrada Cometi e aveva avviato le pratiche per la concessione edilizia.

Ma c’è di più. Ai lavori, realizzando ingenti guadagni, avrebbero partecipato alcune imprese di soggetti vicini al boss mafioso di Campobello di Licata, ritenuto il numero uno di Cosa Nostra nell’agrigentino e – prima del recente arresto – fra i 30 ricercati più pericolosi d’Italia, Giuseppe Falsone. Da quanto riportato dal giornalista Antonio Mazzeo, da indagini e soprattutto grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Beniamo Di Gati si è scoperto che uomini appartenenti alle cosche locali avrebbero realizzato ingenti investimenti nei lavori edili, partecipando alla progettazione e alla realizzazione del centro commerciale.

Per questo fu disposto il sequestro dell’impianto, poi revocato a fine 2008 per “l’estraneità della Sercom alle indagini dell’inchiesta Agorà e del legale rappresentate Rosario Russo , ascoltato solo come “persona informata sui fatti””.  Addirittura per la costruzione de “La Fortezza” il gruppo calabrese ha proposto un protocollo di legalità per non ricevere infiltrazioni mafiose. Ma pare che l’orientamento della Prefettura, a cui spetta il compito di accordare il protocollo, sia negativo. Per quale motivo? Forse l’impresa non possiede tutti gli elementi della limpidezza? Chissà, intanto gli occhi sono puntati sulla Sercom e sull’inchiesta di Agrigento. Intanto, possiamo rivelare che è in corso un’inchiesta sui centri commerciali nell’area iblea, nata da una precedente inchiesta sul centro commerciale ragusano “l’Ibleo”. Grandi interessi, a volte poco limpidi, si annidano sui mega store. Si fa avanti la mafia legalizzata. Altra infiltrazione mafiosa in provincia pare ci sia stata  in alcuni super e iper mercati.

In particolar modo quelli con il logo Despar o Eurospar. In provincia sono presenti a Modica, Comiso e Ragusa e sono di proprietà dell’Aligrup Spa riconducibile a Sebastiano Scuto. Dal 2001 la società è sotto il controllo dell’amministrazione giudiziaria. Ma chi è Sebastiano Scuto? Nella relazione annuale, del 2008, sulla ‘ndrangheta della Commissione parlamentare di inchiesta, realizzata da Francesco Forgione, si parla della società G.D.S. srl, con sede a Salerno, di cui “è socio anche Salvatore Michele Scuto, figlio di Sebastiano Scuto che ha precedenti per associazione per delinquere di tipo mafioso e secondo la Direzione nazionale antimafia verosimilmente affiliato alla potente famiglia mafiosa dei Laudani di Catania”. Intanto la Despar nella Sicilia Occidentale è stata controllata da Gricoli indagato per essere il prestanome di Matteo Messina Denaro. Da recenti indagini si scopre che il commercialista di Gricoli è tale Vito Stallone, presidente del collegio sindacale della Feudo Arancio. Matteo Messina Denaro – Gricoli – Stallone: destinazione Ragusa.

da Il Clandestino

Dopo la Fashion District di Gnutti, Giuseppe Garofano vuole investire a Molfetta con l'eolico

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/08/struttura_semplificata_del_gruppo_alerion.jpg

Dopo i progetti dei parchi eolici offshore arrivano quelli a terra. Questa volta sembra che gli interessi della Società Alerion Energie Rinnovabili s.r.l. siano orientati in una zona tipizzata nel PRG vigente del Comune di Molfetta, come “zona ad uso agricolo”. Il progetto prevede la costruzione di ben 9 torri eoliche a breve distanza dalle nostre torri, più conosciute sotto il nome di Torre Casale e Torre Villotta.
A differenza di quanto è avvenuto per le procedure amministrative che riguardavano la costruzione della centrale Powerflor, anch’essa ricadente in “zona agricola”, questa volta la regione Puglia in prima battuta determina di assoggettare alla procedura di valutazione di impatto ambientale, (V.I.A.) per tutte le motivazioni espresse nella Determinazione Dirigenziale n. 178 del 20.5.2010.
Nella speranza che le numerose incongruità e carenze documentali riscontrate dagli uffici regionali blocchino questa ennesima operazione di assalto selvaggio al nostro territorio ci preme fornire ai cittadini alcune notizie riguardanti la società che ha richiesto l’autorizzazione per l’impianto eolico.
Intanto come riportato nella determinazione regionale la prima società che ha richiesto l’autorizzazione il 30/03/2007, acquisita al prot. n. 5632 del 10/02/2007, è  la Società Zefiro s.r.l.; la stessa società è stata assorbita e incorporata dalla Società Alerion Energie Rinnovabili s.r.l. e quest’ultima comunica l’atto di fusione alla Regione il 14.1.2010 senza allegare alcun atto attestante detta fusione.
Questo dato è già rilevante e dovrebbe farci riflettere sulla natura e l’affidabilità di queste società, ma la nostra ricerca è stata poi orientata verso le figure che amministrano questa società e le sorprese non sono mancate.
Abbiamo scoperto sfogliando la relazione semestrale del Gruppo  ALERION del 30 giugno 2010, che il vice presidente e membro del comitato esecutivo è un certo Giuseppe Garofano. E chi è Giuseppe Garofano? E’ un supermanager, ultimo protagonista rimasto sulla scena del ciclone Mani Pulite e processo ENIMONT, ma soprattutto, socio eccellente dell’Opus Dei.
Per processo ENIMONT s'intende il principale processo giudiziario della stagione di "Mani pulite", svoltosi a Milano tra il 1993 e il 2000, che vide coinvolti i maggiori esponenti politici della Prima Repubblica accusati, insieme ad alcuni imprenditori, di aver intascato una maxi-tangente di 150 miliardi di lire: soldi utilizzati per finanziare i partiti in maniera illegale (il cosiddetto finanziamento illecito).
Le tangenti vennero pagate dal finanziere Raul Gardini per uscire da un affare che non funzionava, l'affare Enimont (fusione dei due poli della chimica, l'Eni – statale – e la Montedison – privata) con l'intermediario Sergio Cusani, dirigente del gruppo Ferruzzi (azionista di maggioranza della Montedison).
Le chiamate in correità che alimentarono le indagini vennero dai dirigenti di Montedison Carlo Sama e Giuseppe Garofano.
Il primo verdetto della Cassazione arrivò il 21 gennaio 1998, condannando in via definitiva Sergio Cusani a 5 anni e 10 mesi.
Il 13 giugno arrivarono le altre condanne definitive;
Arnaldo Forlani: 2 anni e 4 mesi.
Giuseppe Garofano: 2 anni e 3 mesi.
Carlo Sama: 2 anni e 3 mesi.
Renato Altissimo: 8 mesi.
Umberto Bossi: 8 mesi.
Alessandro Patelli: 8 mesi.
Giorgio La Malfa: 6 mesi.
Egidio Sterpa: 6 mesi.
Il 10 luglio venne confermata la condanna di 1 anno e 8 mesi per Paolo Cirino Pomicino, mentre per Bettino Craxi e Claudio Martelli venne deciso che si doveva rifare il processo d'appello; Craxi venne condannato a 3 anni in 2° grado il 1º ottobre 1999 ma la Cassazione non si pronunciò perché pochi mesi dopo, il 19 gennaio 2000 morì in Tunisia. Per quanto riguarda la posizione di Martelli, il 21 marzo 2000 la Cassazione lo condannò definitivamente ad 8 mesi, confermando la sentenza d'appello.
Quindi l’ultima delle numerose vite di Giuseppe «Pippo» Garofano è ecoenergetica. A 65 anni l’ex numero uno della Montedison, detto «il Cardinale» per la sua vicinanza all’Opus Dei, è oggi la mente e il motore del terzo produttore puro di energia verde in Italia: la Alerion Clean Power, che ha piani di crescita ingenti e soci importanti come il fondo per le infrastrutture F2i di Vito Gamberale, il Monte dei Paschi di Siena, la Premafin di Salvatore Ligresti.

Ci chiediamo per Giuseppe Garofano, come abbiamo fatto per Gnutti e “i furbetti del quartierino”, quando hanno messo le mani su Molfetta con i centri commerciali della Fashion District, perché Molfetta, cosa c’è che attrae la finanza sporca verso il nostro territorio?

Link collegato
:

I signori della FASHION DISTRICT HOLDING

L. R. n. 11/01 e ss.mm.ii. e R.R. n. 16/06 e ss.mm.ii. – Procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale – Impianto di produzione di energia da fonte eolica da realizzare nel Comune di Molfetta (BA) – Proponente: Zefiro s.r.l..

L’anno 2010 addì 20 del mese di maggio in Modugno (Bari), presso la sede dell’Assessorato all’Ecologia, il Dirigente dell’Ufficio Programmazione, Politiche Energetiche, VIA e VAS, Ing. Gennaro Russo, sulla scorta dell’istruttoria tecnico-amministrativa dell’Ufficio, ha adottato il seguente provvedimento.

Premesso che:
Con istanza del 30/03/2007, acquisita al prot. n. 5632 del 10/02/2007, la Società Zefiro s.r.l. richiedeva al Settore Ecologia dell’Assessorato all’Ecologia di procedere alla Verifica di assoggettabilità a VIA relativamente alla proposta di parco eolico e delle relative opere ed infrastrutture connesse nel territorio del Comune di Molfetta (Ba).
La Zefiro s.r.l., con nota del 24/04/2007 ed acquisita al prot. n. 7097 del 04/05/2007 di questo Settore, comunicava l’errata corrige dei fogli mappali relativi alle torri T1 e T4, così come riportati nella documentazione presentata con l’originaria istanza acquisita al prot. n. 5632 del 10/02/2007.
La Zefiro s.r.l., con nota del 24/04/2007 ed acquisita al prot. 7063 del 03/05/2007 di questo Settore, trasmetteva copia della richiesta del deposito del progetto in oggetto presso il comune di Molfetta.
Il Comune di Molfetta, con nota prot. n, 31543 del 14/06/2007, acquisita al prot. n. 10279 del 24/04/2007 di questo Servizio, comunicava l’attestazione di avvenuta pubblicazione nei tempi di legge a decorrere dal 03/05/07 e l’assenza di osservazioni.
La Società proponente, con nota del 18/06/2007, acquisita al prot. n. 10990 del 03/07/2007 di questo Settore, trasmetteva copia dell’attestazione del deposito presso il comune di Molfetta.
Questo Ufficio, con nota prot. n. 12592 del 31/07/2007, scrivendo alla società proponente e per conoscenza al Comune di Molfetta e all’Assessorato regionale allo Sviluppo Economico, richiedeva integrazioni documentali e, contestualmente, nonostante fossero già stata inoltrata l’attestazione delle pubblicazioni all’Albo pretorio comunale, chiedeva al Comune di provvedere ad effettuare tale adempimento, nonché ad esprimere il parere di competenza ai sensi dell’art. 16 comma 5 della L.R. n.11/2001.
La Zefiro s.r.l., con nota del giorno 11/09/2007, acquisita al prot. n. 14765 del 25/09/2007, trasmetteva a questo Ufficio le integrazioni documentali richieste.
Questo Servizio, con nota prot. n. 11348 del 06/10/2009, scrivendo alla società proponente e per conoscenza al Comune di Molfetta e all’Assessorato regionale allo Sviluppo Economico, richiedeva alla società proponente, documentazione integrativa.
La Società Alerion Energie Rinnovabili s.r.l., con nota del 14/01/2010, acquisita al prot. n. 1948 del 15/02/2007 di questo Servizio, comunicava l’incorporazione con atto di fusione, della società Zefiro s.r.l., senza allegare alcun atto attestante detta fusione.
Di seguito si riportano in modo sintetico le risultanze della valutazione compiuta sulla base della documentazione fornita a corredo dell’istanza.

a – Inquadramento nel PRIE di riferimento
La proposta progettuale, inoltrata all’autorità competente per la verifica di assoggettabilità a VIA in regime transitorio, ex art. 14 del Regolamento regionale n.16/2006, non richiede l’applicazione delle disposizioni del PRIE.

b – Impatto visivo e paesaggistico
Le torri di forma tubolare sono disposte, secondo quanto dichiarato in “Relazione di Impatto Ambientale”, a cluster su file parallele (pag. 5), lungo linee perpendicolari alla direzione del vento predominante ad una distanza di circa 300 m sulla fila e 500 m fra le file parallele (pag. 76). Tuttavia tale disposizione non risulta del tutto evidente.
Il paesaggio è dominato da campi di oliveti, interrotti da altri fruttiferi e piccoli orti. Risultano presenti abitazioni sparse, muretti a secco (pag. 77 “Relazione di Impatto Ambientale”) e una testimonianza storica segnalata dal PUTT/p “Casale e Torre Villotta” a breve distanza dall’impianto.
Per quel che riguarda il dato urbanistico nella “Relazione di Impatto Ambientale” (pag. 6) si afferma che l’area interessata dall’impianto eolico è tipizzata nel PRG vigente del Comune di Molfetta, come “Zona uso agricolo”.
L’impatto visivo dell’opera è stato analizzato, considerando l’intervisibilità su tre bacini diversi a seconda del raggio di visione (inferiore, intermedio, superiore). Inoltre è stata elaborata una carta delle interferenze visive. Ne risulta che, sebbene l’impianto non determini una potenziale barriera visiva (Tavola DISWIND0712-02 Inserimento dell’opera nel paesaggio), il parco eolico sarà visibile dal centro urbano di Molfetta e dai centri vicini solo da posizioni sopraelevate quali tetti di fabbricati, ponti stradali, strade delle periferie affacciate non attigue ad uliveti o da zone periferiche dell’abitato non a contatto con uliveti (pag. 86 “Relazione di Impatto Ambientale”). Per mitigare tale impatto la società proponente prevede torri tubolari con colorazione neutra realizzate con vernici non riflettenti, un layout tale da evitare “l’effetto selva” e la realizzazione di cavidotti interrati.
c – Impatto su flora, fauna ed ecosistemi
Secondo quanto indicato nella”Relazione di Impatto Ambientale” nel sito di intervento è segnalata la presenza quasi esclusiva di colture agricole (prevalentemente oliveti), cui si associa su limitatissime superfici in condizioni di marginalità, una vegetazione spontanea residua rappresentata da una vegetazione arbustiva a macchia a sclerofille. Si afferma infatti che l’area è priva di comunità vegetazionali di rilievo o elementi naturalistici di interesse ai fini della conservazione della biodiversità.
Per quel che attiene la tipologia di oliveti presenti nell’area, non vengono fornite indicazioni tecniche in grado di stabilirne la monumentalità. Nella “Relazione di Impatto Ambientale” si riferisce solo che i pochi ulivi che necessiteranno della rimozione e che rivestono un interesse naturalistico saranno trasferiti all’interno dell’area di proprietà o presso i terreni della sottostazione, quali opere di mitigazione, o messi a disposizione del comune per essere trapiantati presso giardini pubblici o scuole. Sebbene questo Ufficio abbia richiesto opportune integrazioni al riguardo (con nota prot. n. 11348 del 06/10/2009), in quanto le aree interessate dalle piazzole di pertinenza delle torri siano attualmente occupate da ulivi che necessiterebbero la loro rimozione per la realizzazione delle stesse (Tavola DISWIND0712-02 Carta della vegetazione), ad oggi nulla è pervenuto al riguardo.
L’area risulta quindi interessata da terreni a carattere prevalentemente agricolo che, tuttavia rappresentano comunque un ambiente frequentato da numerosi animali (pag. 74 “Relazione di Impatto Ambientale”). Fra le specie di maggior importanza, elencate nella “Relazione di Impatto Ambientale” che frequentano le aree agricole vi sono: tra i mammiferi la volpe (Vulpes volpe) e il riccio (Erinaceus europeus); e per quel che attiene l’avifauna vengono segnalate il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), il gheppio (Falco tinnunculis), la civetta (Athena noctua) e il gufo comune (Asio otus).
Per mitigare tale impatto la società proponente prevede torri tubolari con color
azione neutra realizzate con vernici non riflettenti, caratterizzati da una lenta rotazione del rotore, un layout tale da evitare “l’effetto selva” e la realizzazione di cavidotti interrati.
d – Rumori e vibrazioni
L’argomento è trattato nella “Relazione di Impatto Ambientale” (pag. 88) e nella “Relazione specialistica: valutazione preventiva del rumore”. E’ verificata l’alterazione del campo sonoro introdotto dall’opera nei confronti di 9 possibili recettori dell’area d’impianto. Tuttavia tale scelta non appare coerente con l’evidente antropizzazione dell’area: in prossimità degli aerogeneratori si rinvengono abitazioni che avrebbero dovuto essere prese in considerazione nell’analisi acustica.
Lo studio prodotto pone inoltre delle condizioni non cautelative, considerando il rumore di fondo assente (pag. 7 “Relazione specialistica: valutazione preventiva del rumore”), e non fornisce il valore dei differenziali di Leq fra il rumore generato dagli aerogeneratori e lo stesso rumore di fondo in corrispondenza dei recettori considerati come richiesto dal R. R. 16/06.
Stante questi limiti di partenza, che inficiano l’efficacia dello studio, si arriva alla conclusione che in nessun caso il livello acustico in corrispondenza dei recettori individuati non supera mai i 45 dB(A), mentre la rumorosità dell’intero parco a pieno regime alla periferia dell’abitato di Molfetta e della zona di futura espansione urbana è minore di 35 dB.
È stata quindi realizzata la Tavola DISWIND0712-02 Carta delle curve del livello sonoro prodotto dall’impianto eolico, secondo la quale in prossimità del parco eolico si rinvengono quattro fasce caratterizzate da 35-40 dB (A), da 40-45 dB (A), da 45-50 dB (A) e da 50-55 dB (A), in corrispondenza delle torri. Si evidenzia che tale valore (50-55 dB(A)) non è coerente con il rumore generato dalle stesse torri che è stabilito mediamente pari a 106,1 dB (A) (pag. 5”Relazione specialistica: valutazione preventiva del rumore”).
Lo studio nel suo complesso si rivela pertanto insufficiente e tale da non assicurare il rispetto delle verifiche di impatto acustico. Tale criticità interessa tutti gli aerogeneratori.

e – Campi elettromagnetici ed interferenze
Lo studio prodotto nella”Relazione specialistica: valutazione preventiva dei campi elettromagnetici”, verifica il rispetto della normativa per quanto riguarda i campi magnetici generabili dal parco eolico.
Per quanto riguarda il campo generato dalla torre, si prevede che i trasformatori possano essere posizionati all’interno delle stesse nella navicella o alla base. In entrambi i casi il campo generato dal trasformatore a 50 cm dalle pareti della cabina è inferiore al valore di 3 mT per scendere al di sotto del limite di 0,2 mT a 5 m.
Per quel che attiene l’andamento del campo magnetico in prossimità dell’elettrodotto, costituito da cavi unipolari a trifoglio interrati in uno scavo posti su di un letto di sabbia o di terreno vagliato a una profondità minima di 1.20-1.50 m dal p.c., il progetto segnala che questo risulta trascurabile (a 20 cm dal p.c. si prevede un campo pari a 1,21 mT).
Per quanto riguarda la sottostazione il valore più elevato di induzione magnetica è pari a 6-15 mT che scendono al di sotto dei limiti di 1 mT in corrispondenza della recinzione della stazione. Lo stesso dicasi per i collegamenti alla cabina primaria interna presenti all’interno dell’area elettrica chiusa.

f – Norme di progettazione
Le opere civili ed infrastrutturali previste saranno costituite da: strutture di fondazione delle torri degli aerogeneratori, piazzole di pertinenza, adeguamento e manutenzione della viabilità esistente e realizzazione della viabilità interna, scavi per il posizionamento dei cavidotti (Disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici).
Per la opere di elettrificazione si prevedono invece: sistemazione di recinzione dell’area della stazione su fondazioni in calcestruzzo, realizzazione di strutture di fondazione degli apparati elettromeccanici, di reti di cavidotti interrati, pavimentazioni dei piazzali, di fabbricati per gli apparati di protezione, sezionamento, controllo e per i sistemi di telecontrollo.

g – Dati di progetto e sicurezza
Nella Relazione specialistica: calcolo della gittata degli elementi rotanti viene citato lo studio scientifico Failure of rotorblades – Analysis of dangers for the environs of wind turbine di T. Hahn e J. Kroning, dal quale si evince che impiegando un aerogeneratore di 100 m di diametro si ottiene un valore di gittata massima pari a 238.08 m. Tuttavia il proponente, fornisce un valore di gittata massima, e quindi di massima distanza in cui il frammento tocca il suolo, pari a circa 300 m (pag. 6).
L’osservazione dell’ortofoto CGR 2005 mostra la presenza di fabbricati, posti all’interno di tale buffer dalle torri, la cui esistenza, destinazione e natura avrebbe dovuto essere opportunamente segnalata, valutata ed approfondita nella documentazione tecnica posta a corredo dell’istanza. Tale criticità, per quanto rilevabile dalle ortofoto 2005, interessa tutti gli aerogeneratori.

h – Norme tecniche relative alle strade
L’accesso agli aerogeneratori avverrà attraverso la viabilità esistente, che sarà adeguata ed ampliata per consentire il transito dei mezzi di trasporto eccezionali (0,95 km) integrata da brevi tratti di viabilità di servizio su proprietà privata per assicurare l’accesso alle piazzole (1,95 km) (pag. 80 Relazione di Impatto Ambientale). L’indicazione planimetrica circa la viabilità da adeguare e da realizzare è contenuta nella Tavola DISWIND0712-03 Viabilità parco eolico su mappa catastale. Lungo la viabilità esistente e di nuova realizzazione sarà posta particolare cura alle scarpate, con interventi di sostegno e di realizzazione di opere d’arti minori ai fini della regimazione delle acque per il miglior inserimento delle opere stesse (pag. 80 Relazione di Impatto Ambientale).

i – Norme sulle linee elettriche
Secondo quanto indicato nella “Relazione di Impatto Ambientale”, da ogni aerogeneratore dipartirà un cavo, che si immetterà nella rete MT, costituita da cavidotti interrati (profondità minima di 1.20-1.50 m) i quali, percorrendo la viabilità esistente o da realizzare, trasporteranno l’energia prodotta dall’impianto sino a due cabine di smistamento nei pressi delle torri T2 e T6 (stazioni di trasformazione MT/AT) (Tavola DISWIND0712-03 Rete elettrica parco eolico su mappa catastale). La Tavola DISWIND0712-03 Particolari tipologici degli elementi tecnici:strade e cavidotti contiene le possibili tipologie di elettrodotti e i possibili posizionamenti degli elettrodotti all’interno delle sezioni stradali.
La sottostazione di trasformazione e di allacciamento verrà realizzata in adiacenza alla cabina primaria di Enel Distribuzione “Molfetta” a 150 kV a sud ovest dell’abitato di Molfetta, descritta planimetricamente nella Tavola DISWIND0712-03 Elettrodotto Cabina di smistamento-Sottostazione su scala media. La lunghezza dei cavidotti è di 2,2 Km e 3,6 Km dalle cabine di smistamento dei due gruppi alla sottostazione

j – Pertinenze
Gli aerogeneratori avranno una struttura di fondazione con plinti in calcestruzzo armato. Le piazzole (20 m x 20 m), in corrispondenza di ciascun aerogeneratore, saranno realizzate, con fondazione in misto cava per lo spessore di 40/60 cm e in misto granulometrico stabilizzato con l’uso di geotessile per lo spessore di 10 cm, per accogliere i mezzi di servizio durante la vita dell’impianto. Sar&ag
rave; realizzata una piazzola provvisoria (30 m x 70 m o 40 m x 50 m) per ospitare i mezzi di sollevamento e la componentistica della torre (pag. 79 “Relazione di Impatto Ambientale”).

k – Fasi di cantiere
Sebbene l’argomento non sia trattato in maniera esaustiva, nella “Relazione di Impatto Ambientale” si evidenzia che la realizzazione dell’opere avverrà nell’arco di 10-18 mesi con fasi consequenziali che consentiranno di contenere le operazioni in punti limitati del sito.

l – Dismissione e ripristino dei luoghi
Secondo quanto indicato nella “Relazione di Impatto Ambientale, l’impianto a fine esercizio verrà dismesso e verranno ripristinati da un punto di vista geomorfologico e vegetazionale i luoghi allo stato originario, senza eliminare tutte le opere realizzate ex-novo (fondazioni profonde, strade, piazzole, ecc).
Le opere programmate sono:
1. Rimozione degli aerogeneratori e delle cabine di trasformazione
2. Demolizione di porzione di platee di fondazione degli aerogeneratori
3. Sistemazione delle aree interessate
4. Rimozione delle cabine di smistamento e sezionamento
5. Rimozione delle linee elettriche
6. Ripristini vegetazionali

m – Misure di compensazione
L’argomento, di rilevante importanza ai fini della valutazione ambientale, non risulta assolutamente approfondito.

Conclusioni
L’istanza in oggetto prevede la realizzazione di n. 9 torri eoliche nel territorio di Molfetta.
In tutta la zona è rilevante la presenza di oliveti, che interesserebbero in particolare le torri e le piazzole di pertinenza. Dagli elaborati forniti non è possibile escluderne la monumentalità, sebbene tale aspetto sia stato oggetto di richiesta specifica, mai evasa, alla società proponente.
Nell’area si rinviene una diffusa presenza antropica, come evidenziato dall’Ortofoto 2005. Tale aspetto è stato sminuito nella documentazione posta a corredo dell’istanza. Tuttavia esso si ripercuote sia sulle problematiche connesse alla sicurezza sia su quelle relative al rumore ed alle vibrazioni, che, vista la loro rilevanza, meritano di essere trattate in maniera più organica ed approfondita. In effetti l’analisi acustica, che da un lato pone delle condizioni che lo stesso regolamento non prevede e dall’altro ha valutato solo alcuni ricettori, risulta pertanto del tutto inadeguata e inficia l’efficacia e la rappresentatività dello studio.
A ciò si aggiunge anche che la documentazione fornita (Tavola DISWIND0712-01 Centrale eolica: Piano regolatore generale e buffer dal limite dell’area edificabile urbana) omette la delineazione dell’area edificabile urbana (zone A, B, C, F, ecc.) dello strumento urbanistico vigente, che non permette la verifica del buffer di 1000.
Infine è da segnalare l’assenza del parere del comune di Molfetta, obbligatorio ai sensi dell’art. 16 co. 5 – L..R. 11/01 e ss.mm.ii..

Considerato che:
A)
– il progetto risulta conforme a quanto prescritto dall’art. 14, co.2, lett. a) del RR n. 16/06, in quanto gli aerogeneratori non ricadono nelle aree in esse indicate; per questo motivo il progetto risulta conforme all’art. 5, lett. l), del Decreto del Ministero dell’Ambiente del 17 ottobre 2007 e dall’art. 5, lett. n), del R.R. 22 dicembre 2008 n. 28;
– il progetto non risulta conforme a quanto prescritto dall’art. 14 del RR n. 16/06, co.2, lettere:
3 h) poiché la documentazione fornita (Tavola DISWIND0712-01 Centrale eolica: Piano regolatore generale e buffer dal limite dell’area edificabile urbana) omette la delineazione dell’area edificabile urbana (zone A, B, C, F, ecc.) dello strumento urbanistico vigente per la verifica del buffer di 1000;

B)
– il progetto risulta soddisfare i criteri di cui all’art. 14, co. 3, del R.R. n. 16/06;

C)
– il progetto non risulta conforme a quanto prescritto dall’art. 14, co.4 con riferimento ai contenuti indicati nell’art. 10, c.1 lettere:
3 c) per tutti gli aerogeneratori;
3 d) per tutti gli aerogeneratori;
3 g) per tutti gli aerogeneratori.

Il presente parere si riferisce unicamente all’assoggettamento del progetto proposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale e, pertanto, non sostituisce tutti gli altri pareri ed autorizzazioni richieste dalla normativa vigente in materia ai fini della legittima realizzazione del progetto medesimo.

Il proponente, laddove interessato, ha facoltà di presentare la relativa istanza di V.I.A., corredata di tutti gli atti e i documenti prescritti dalla L.R. 11/2001 e s.m.i. nonché dal R.R. 16/2006, entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di notifica del presente provvedimento. In tale ipotesi, così come disposto dalla D.G.R. n. 2467/2008, ai fini della decorrenza dei termini della procedura di V.I.A., eventualmente predisposta dalla società istante, farà fede la data di presentazione dell’originaria istanza di verifica di assoggettabilità a V.I.A. Laddove, invece, l’eventuale presentazione dell’istanza di V.I.A. avvenga dopo che sia già decorso il predetto temine di 30 giorni, si considera valida la relativa istanza come avvio di nuovo procedimento, al quale si applicheranno le leggi e le norme vigenti al momento di presentazione dell’istanza in base al principio del “tempus regit actum”.
Rimane inteso che, affinché si consideri valida la data dell’stanza di screening per la decorrenza dei termini della procedura di V.I.A., la posizione degli aerogeneratori (identificata dalle coordinate Gauss-Boaga), deve rimanere invariata rispetto a quella dell’originaria istanza di screening. In caso contrario, l’istanza si intenderà riferita ad un nuovo procedimento che sarà soggetto alle norme di legge e di regolamento vigenti.

IL DIRIGENTE DELL’UFFICIO PROGRAMMAZIONE,
POLITICHE ENERGETICHE, V.I.A. E V.A.S.

VISTA la Legge Regionale 4 febbraio 1997 n. 7 e s.m.;

VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

VISTE le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/07/98;

VISTA la L.R. n. 11/2001 e s.m. ed i.;

VISTO il R.R. n. 16/2006;

VISTA e CONSIDERATA la sopra riportata istruttoria effettuata dal competente Ufficio del Servizio Ecologia;

RICHIAMATI gli artt. 16 e 21 della L.R. n. 11/2001 e s.m. ed i.

VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n. 1462 del 01/08/2008 e la successiva DGR n. 2467/2008 con la quale sono state approvate “Linee guida per la armonizzazione delle procedure regionali ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio degli impianti eolici”;

VISTA altresì la D.G.R. n. 595 del 03.03.2010 recante chiarimenti ai limiti di applicabilità delle disposizioni di cui alla D.G.R. n. 2467/2008;

PRESO ATTO delle risultanze dell’istruttoria resa dall’Ufficio competente.
COPERTURA FINANZIARIA AI SENSI DELLA L.R. N. 28/2001 e s.m.i.
La presente determinazione non comporta implicazioni di natura finanziaria sia di entrata che di spesa e dalla stessa non deriva alcun onere a carico del Bilancio Regionale

DETERMINA

• di assoggettare alla procedura di valutazione di impatto ambientale, per tutte le motivazioni espresse in narrativa che qui si intendono integralmente riportate, il progetto relativo all’impianto eolico nel Comune di Molfetta (Ba) proposto con istanza del 30
/03/2007 dalla Società Zefiro s.r.l. con sede legale in Milano alla Via Durini, 16/18 – cap. 20122;

• di notificare il presente provvedimento agli interessati a cura del Servizio Ecologia;

• di far pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.P.;

• di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;

• di trasmettere copia conforme del presente provvedimento al Servizio Segreteria della Giunta Regionale.

Avverso la presente determinazione l’interessato, ai sensi dell’art. 3 comma 4° della L. 241/90 e ss.mm.ii., può proporre nei termini di legge dalla notifica dell’atto ricorso giurisdizionale amministrativo o, in alternativa, ricorso straordinario (ex D.P.R. 1199/1971).

I sottoscritti attestano che il procedimento istruttorio è stato espletato nel rispetto della vigente normativa nazionale, regionale e comunitaria e che il presente provvedimento è conforme alle risultanze dello stesso.

Il funzionario istruttore Il funzionario amministrativo
Dott.ssa Antonia Sasso Avv. Giorgia Baarbieri

Il Dirigente dell’Ufficio V.I.A./V.A.S.
Ing. Gennaro Russo

Furto con "spaccata" al Fashion

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/07/carabinierifashionspaccata_002.jpg

Scritto da Readazione (www.ilfatto.net/…)

Molfetta- La zona artigianale della città sembra porprio essersi trasformata in un vero e proprio "bancomat" al servizio della criminalità organizzata che non esita a pianificare azioni in grande stile per impadronirsi di grosse somme di denaro. Questa volta ad essere presa di mira è stata la cassa continua dello sportello bancario situato all’interno del Fashion District Molfetta Outlet.

Come era già successo nel centro distribuzione Alta Sfera, oltre che nel parco divertimenti Miragica e nel centro commerciale Mongolfiera, la banda ha utilizzato un escavatore per aprirsi un varco e poi asportare la cassa il cui contenuto non è stato ancora quantificato ma dovrebbe trattarsi di una grossa cifra considerando gli incassi dei primi due giorni di saldi.

I malviventi, almeno sei persone a volto coperto, sono entrati in azione attorno all’una e mezza di questa notte. A bordo di una Wolksvagen Polo, di un’Audi di grossa cilindarata, di un camion e dell’escavatore, hanno raggiunto il centro commerciale e hanno sfondato il cancello d’ingresso principale puntando subito alla cassa continua posta ad una decina di metri dal punto dal quale erano entrati.

Di quanto stava avvenendo si è accorta la guardia giurata che si trovava all’interno del Fashion District per il consueto turno di controllo: il vigilante ha tentato di raggiungere i banditi ma gli è stato impossibile poichè questi, avendo pianificato ogni mossa, avevano parcheggiato la Polo in maniera tale da impedire l’apertura della porta degli uffici. Questa mossa non ha però scoraggiato la guardia giurata che, dopo aver dato l’allarme, è salita sul tetto del Fashion e ha cominciato a sparare verso i rapinatori che a loro volta hanno risposto al fuoco: sul terreno sono stati ritrovati i bossoli di ben 26 colpi sparati dal vigilante e sei di fucile e quattro di pistola esplosi dai malviventi. Nel conflitto a fuoco nessuno è rimasto ferito.

I banditi dopo aver asportato la cassa si sono dati alla fuga utilizzando l’Audi e il camion. Ai carabinieri, giunti sul posto pochi minuti dopo il termine dell’azione malavitosa, non è restato altro da fare che avviare le indagini partendo dal racconto della guardia giurata e dall’analisi dei filmati del sistema di videosorveglianza. Sequestrata anche la Polo, abbandonata sul posto e risultata rubata a giugno del 2009 a Noci e l’escavatore rubato pochi mesi fa ad Acquaviva.

Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

Primavera molfettese del '94. Perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Terramia, gruppo di discussione sulla politica molfettese, propone un incontro pubblico per riflettere sul ’94 molfettese.

 

 

Nel rumore di fondo della quotidianità molfettese annaspano le voci delle coscienze critiche. Manca la voglia di trasformare l’esistente e nel rumore di fondo permangono, addormentate e paghe del lauto pasto, le anime ribelli. All’orizzonte c’è solo il nostro ombelico. 

L’indifferenza per le bombe all’iprite che incombono, per i giovani disoccupati che si disperano, per i lavoratori prigionieri del mercato, per le consorterie arroganti dei delinquenti e dei ladri di galline che pervadono le strade è il segnale che la comunità e le cose comuni non son più degne di essere amate e curate perché rese agonizzanti da una politica malata o di protagonismo o di clientelismo e vuota di aneliti e di aspirazioni.

La medicina migliore è prendersela con gli altri, con chi è più vicino, con chi è più attivo. Ma la rabbia per il colpevole vicino cura la febbre e non la malattia. I ricordi sono in agguato per i vecchi e ai giovani rode la storia di questa città che ha visto ben altre stagioni, ben altre emozioni, ben altre speranze.

Sembra che a nessuno interessi ripensare al ’94, l´anno in cui a Molfetta si diede avvio a una frizzante stagione politica, si ribaltarono le previsioni elettorali e il governo della città cadde nella mani di una forza nuova che emerse inaspettatamente dalla città. Sembra che quel frangente di eccezionale mobilitazione civile e politica non abbia lasciato alcuna traccia. Ma di questo nessuno parla più. È davvero così? Può essere così? Davvero non ci sono più molfettesi che pensano e agiscono in forza della loro appartenenza ad una comunità di cittadini?

Abbiamo deciso di rompere gli indugi. La riflessione sul ’94 molfettese non può essere ulteriormente rimandata in attesa di tempi migliori.

Il 3 ottobre alle 18 presso la sala stampa del comune
di Molfetta è indetto un incontro pubblico per discutere di quella stagione, con unanime spirito di correità, senza reti e senza format.

Tutte e tutti sono invitati a portare il proprio contributo e a rispondere alla domanda: perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Panem et circenses

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/07/1216629405508_00cd605c.jpg

Mentre le serate culturali di regime da “panem et circenses”, con personaggi popolari reduci da “Amici” degli amici, esaltano le masse e fanno il pienone nella cornice di Miragica e del Fashion District, la città reale muore.
Mentre il Fashion District esulta per i suoi 110 mila visitatori per i saldi della prima settimana di luglio, nella città reale chiudono molti negozi e perdono il lavoro decine e decine di uomini e donne.
Mentre il Gran Shopping Mongolfiera e il Fashion District donano al Comune di Molfetta dei contributi economici per sponsorizzare le manifestazioni culturali, giusto come obolo di risarcimento per la crisi economica che hanno creato, la Fondazione Maria Valente con tutte le sue ramificazioni fa man bassa della esigua posta di bilancio comunale per la cultura. Ancora non si è capito bene se i concerti organizzati dalla Fondazione Valente siano di promozione culturale o turistica, certo è che cambiando notevolmente il budget per ogni manifestazione non cambia mai il numero dei fortunati cittadini che possono accedere all’Anfiteatro di Ponente.
Forse non tutti sanno che l’ultimo concerto di Massimo Ranieri è costato alle casse comunali 42.000,00 €.
Moltiplicando forfetariamente i posti a sedere dell’anfiteatro per il costo del biglietto medio verrebbe fuori una cifra pari a circa 30.000,00 €; e spontaneamente ci viene da chiedere quanto costa un concerto di Massimo Ranieri.
Ma il punto contestato al dott. Pietro Centrone, nonché presidente della Fondazione Valente, è sempre lo stesso; perché solo 800 cittadini fortunati possono usufruire di uno spettacolo culturale di fronte ad una spesa così alta? Si aggiunga anche la vergognosa prelazione riservata, da mano ignota, a numerosi posti delle prime file.
Denunciamo l’ennesimo atto di pessima gestione del pubblico denaro e della promozione turistica, vista la scarsissima capacità ricettività di questi spettacoli.
Domani Molfetta ospiterà l’attesissimo concerto del musicista di fama mondiale Goran Bregovic, ma ancora una volta La Fondazione Maria Valente e il Comune di Molfetta fanno una scelta di parte, offrendo l’evento musicale ai soliti fortunati 800 spettatori.
Abbiamo chiesto a più riprese uno schermo gigante per poter accontentare gli sfortunati rimasti senza biglietti ma sembra che la proposta non sia remunerativa.
Rimane una sola ed unica soluzione. Premesso che pregiudizialmente siamo d’accordo che le manifestazioni musicali o culturali siano a pagamento, suggeriamo al sindaco senatore e a suo cognato di utilizzare piazze e/o spazi come la Banchina san Domenico, la Secca dei pali o lo stadio comunale per poter ospitare il pubblico pagante e il pubblico non pagante che si accontenta di seguire il concerto in piedi oltre le transenne. Rimane il rammarico che il concerto di Goran Bregovic, che costerà alla comunità 27.600,00 €, non tutti potranno seguirlo.
Non possiamo che sperare in un miracolo o in qualche sponsor che offra un grande schermo da montare nei campi da tennis adiacenti al teatro.

Acqua da un pozzo abusivo. Multate l’Outlet e Miragica

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/06/17062009_frigo_al_gavetone.jpg

di Lucrezia d’Ambrosio (www.lagazzettadelmezzogiorno.it/…)

«Fashion District» e «Miragica» a secco almeno fino a quando non si provvederà ad acquistare acqua con le autobotti.
La Guardia di Finanza ha diffidato la proprietà dall’utilizzo di un pozzo artesiano, del tutto abusivo, per il prelievo delle acque che la proprietà utilizzava per usi irrigui. Contestualmente ha elevato sanzioni amministrative per alcune decine di migliaia di euro (circa trentamila euro per ciascuna sanzione). Il pozzo è stato individuato dai finanzieri in seguito ad una denuncia presentata dal Wwf.
Tra i destinatari delle sanzioni ci sono i vertici di «Molfetta Outlet» e di «Miragica»: il parco tematico, secondo indiscrezioni, avrebbe cominciato a utilizzare l’acqua proveniente dal pozzo solo da qualche giorno, d’intesa con Fashion. Colpito da sanzioni anche il proprietario del fondo in cui si trova il pozzo (secondo fonti non ufficiali il terreno sarebbe stato di recente acquisito dal Consorzio Asi e si trova comunque al di là delle proprietà di Fashion e Miragica). Sanzionato pure il titolare dell’impresa che ha realizzato l’impianto di canalizzazione che trasportava l’acqua dal pozzo alle cisterne del parco commerciale e del parco tematico, attraverso un sistema di tubazioni e diramazioni, anche quello abusivo.
Ora è attesa una mossa da parte del sindaco, Antonio Azzollini: in qualità di responsabile comunale dell’igiene e della salute pubblica a livello comunale deve emanare un’ordinanza per la chiusura del pozzo. La Asl, nel corso della mattinata di ieri, ha comunque già provveduto ad effettuare campionature di acqua per accertarne la qualità. Entro oggi la Guardia di Finanza depositerà in Procura l’intera documentazione raccolta, comprese le fotografie del pozzo e dell’impianto. Resta da capire se il proprietario del fondo, che ospita il pozzo abusivo, fosse a conoscenza dei fatti e se fosse consapevole del fatto che qualcuno, dopo aver realizzato gli impianti necessari, estraesse dal sottosuolo acqua proprio utilizzando il pozzo nella sua proprietà. Quando i finanzieri sono arrivati sul posto era in corso un prelievo di acqua. L’intera operazione è stata filmata.

I signori della FASHION DISTRICT HOLDING e di â€œMIRAGICA”

L'immagine “https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/06/17062009_frigo_al_gavetone.jpg?keepThis=true&TB_iframe=true&height=648&width=968” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

In occasione dell’apertura del parco dei divertimenti “Miragica” crediamo sia opportuno riproporre un nostro post del 2 novembre 2006 e pubblicato a suo tempo dal mensile L’AltraMolfetta, per ricordare a tutti chi sono i nuovi colonizzatori della nostra città.

Aveva ben da predicare Luigi Martella, Vescovo di Molfetta, invitando i fedeli a non dimenticare la preghiera domenicale, prima di tuffarsi nell’Outlet che Emilio Gnutti e soci hanno deciso di “donare” alla nostra città.

Forse era preoccupato anche lui di questi 3 milioni di visitatori l’anno che avrebbero invaso la nostra “periferia” disertando chiese, negozi tradizionali e strade cittadine. Dopo sei anni i nostri politici di destra e di sinistra, di mezzo e di fuori, alti e bassi, si sono accorti che a Molfetta si è sviluppato un “mostro” commerciale. Più che mostro si tratta di un “nostro” prodotto di cui, solo oggi, nessuno vuole assumersi le responsabilità di aver adottato, nutrito e coccolato, fino al punto di doverlo ufficialmente iscrivere all’anagrafe delle “cattedrali nel deserto”.

Ma quando nasce l’idea di portare a Molfetta la cultura della Fashion? Chi decide di investire centinaia di miliardi di vecchie lire  tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 proprio nella nostra zona A.S.I.? Conosciamo insieme i “Signori della Fashion” e le tante società che gestiscono. Nei giorni precedenti l’inaugurazione della sala Cinematografica Multiplex di Molfetta gli organi di stampa locali riportavano alcuni stralci di un comunicato che la stessa Fashion ha diramato direttamente da Brescia, città in cui ha sede la Cinestar Italia S.p.a. in via Aldo Moro, 5. Detta società attraverso altre società controllate svolge attività di sviluppo, realizzazione e gestione di complessi immobiliari costituiti da multiplex e, laddove previsto, Family Entertainment Centre.

Clic QUI per leggere tutto l’articolo.

Annunci