Archivio mensile:febbraio 2006

Essere “di parte”

Essere "di parte"

Ringraziamo il sig. Enzo Binetti da Molfetta per aver espresso questa sua opinione sull'articolo apparso su "Quindici on line", in merito alla nostra "chiamata pubblica" di domenica scorsa. Sentiamo di condividere in toto la sua opinione. Ancora grazie. 

<< Sarò di parte, ma mi sembra tale anche la cronaca della serata, fatta in questo articolo.
E' vero che alcuni interventi hanno evidenziato la necessità di "rispettare" l'esito delle primarie. E' altrettanto vero che non si è fatto cenno all'intervento di Onofrio Romano, molto efficace e di tenore opposto.
Per quel che vale, continuo ad esprimere il mio, di pensiero, su quelle primarie.
Due errori sono stati commessi dalle segreterie dei partiti.
Il primo: aver "acquistato" Lillino Di Gioia; a quale prezzo l'abbiamo già scoperto, con le divisioni che questo nome ha provocato!
Il secondo: non esser stati in grado di contrapporgli un unico candidato alternativo!
Col mio voto alle primarie ho tentato di rimediare a questi errori; non ho sottoscritto nulla, nè con chi ha calato queste candidature "dall'alto", nè con la mia coscienza! Alle elezioni valuterò, come chiunque, come spendere il mio voto, in base all' "offerta" (pessimo termine, lo riconosco, ma visto il clima non riesco a pensarne un altro), che verrà presentata.

Inoltre non è stato dato sufficiente rilievo (a parer mio, s'intende) al fatto che la costituzione della lista civica è sì auspicabile, ma niente affatto scontata. E che lo scopo della serata era quello di "ripartire dai cittadini", dalle loro idee, dal loro impegno, dalle loro competenze. Ciò che il "Liberatorio" vuol fare è riprendersi la città. Ridarla ai cittadini.
Il primo passo è stato compiuto: se sia possibile farne altri, dipende da tutti noi.>>

la risposta dell'autore dell'articolo Giulio Calvani – clicca-

il commento di Beppe Filannino – Molfetta -clicca-

contro-replica di Enzo Binetti a Giulio Calvani – clicca- 

 

Ci scusiamo con tutti: a causa di un nostro (mio) errore tecnico questo articolo era stato rimosso e di conseguenza anche il commento inserito da un utente anonimo. Speriamo che chi lo aveva scritto possa recuperarlo o ri-scrivere la sostanza di quanto espresso in quel momento (a scanso di equivoci si trattava di un commento in nostro sostegno). Sempre nella sezione "commenti", troverà comunque la risposta alle sue domande.

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Verso un modello di sviluppo condiviso per Molfetta: 10 progetti

Verso un modello di sviluppo condiviso per Molfetta:

10 progetti  

 

scarica qui la descrizione dei progetti in versione pdf

Premessa  

 

E’ naturale per i cittadini di una città come Molfetta sognare un luogo migliore in cui vivere. Elaborare e condividere quei tratti caratteristici che vogliamo abbia la nostra città nel prossimo futuro. Non parlare del modello di sviluppo per la nostra città significa solo che saranno altri a determinare gli eventi o ad arrogarsi il diritto di pensare per tutti noi. Il dibattito sul modello di sviluppo per essere concreto, accessibile a tutti e controllabile nel tempo dalla comunità, può essere fatto semplicemente elaborando dieci progetti “guida” da portare a compimento nei prossimi 5 anni. Considerando i parametri di fattibilità, compatibilità economica, sociale e ambientale della nostra città, possiamo definire i seguenti 10 progetti una traccia solida, e in ogni caso suscettibile di variazioni, per iniziare il percorso di elaborazione e condivisione del modello di sviluppo per Molfetta.   

 

1) Valorizzazione delle risorse locali [agricoltura]: 

La finalità del progetto consiste nella valorizzare delle ricchezze storiche della nostra città: l'olio extravergine d'oliva. E’ necessario contrastare l’indecoroso sottocosto con cui viene pagato l'olio qui prodotto da parte di aziende del centro-nord Italia le quali, occupandosi essenzialmente di imbottigliamento e strategie di marketing, si assicurano lauti guadagni a fronte della produzione locale che a stento riesce a far fronte ai costi di produzione. L’azione comune degli agricoltori e degli amministratori dovrebbe favorire la nascita di un marchio di qualità e incentivare opportune strategie pubblicitarie che permettano l’allargamento dell’impiego dell’olio d’oliva in tutti i settori possibili per evitare che le sue qualità vengano sfruttate altrove. 

 

 

2) Valorizzazione delle risorse locali [incentivazione dell’attività peschereccia]

Lo scopo è di contrastare la riduzione dell’attività peschereccia dovuta alla diminuzione della pescosità del mare Adriatico, che determina una progressiva ed inesorabile riduzione della nostra flotta di imbarcazioni che lavorano nel settore. Oggi il porto di Molfetta si accinge ad essere allargato e enormemente potenziato, essendo disponibili stanziamenti finanziari destinati essenzialmente a far sviluppare una improbabile futura attività commerciale. L’obiettivo dovrebbe essere quello di favorire progetti di ripopolamento dell’Adriatico, che darebbero lavoro a centinaia di giovani e, al tempo stesso, promuovere progetti di ristrutturazione e di messa in sicurezza dei cantieri navali oltre che delle barche da pesca. L’azione comune delle organizzazioni sindacali dei lavoratori del mare e degli amministratori dovrebbe poi migliorare la qualità del lavoro di marinaio e favorire la commercializzazione e riqualificazione qualitativa del pescato del porto di Molfetta. 

 

 

 

 

 

3) Valorizzazione delle risorse locali [i laureati]: 

Un’altra nostra grande ricchezza sono i nostri laureati, il cui tasso è fra i più alti di tutta la Puglia. I nostri concittadini fanno la loro parte nel promuovere lo sviluppo della nostra Nazione, ma lo fanno altrove, dove c’è il lavoro. Oggi le tecniche di telecomunicazione permettono di delocalizzare il lavoro intellettuale e devono quindi essere utilizzate per favorire nuove opportunità per Molfetta. Il salario di cittadinanza dovrebbe contemporaneamente limitare l’esodo delle risorse umane e favorire insieme alle industrie, alle amministrazioni e all’intera comunità imprenditoriale, lo sviluppo dell’imprenditoria locale anche attraverso politiche di basso costo del lavoro. 

 

4) Comunità [lotta alla dispersione scolastica]: 

L’obbiettivo è recuperare, formare e reinserire nel tessuto sociale tutti quei ragazzi, tra i 12 ed i 18 anni, destinati all'abbandono scolastico. È in questo bacino che spesso la malavita organizzata riesce a reclutare manovalanza per gestire i propri traffici illeciti e mettere in atto tutta una serie di azioni criminali. Una delle tante possibili risposte a questo fenomeno potrebbe venire dalla formazione di una serie di laboratori creativi (teatro, musica, danza, cinema, laboratori artigianali) che riescano a rendere socialmente utili le tante iniziative culturali, arricchendo in questo modo la nostra città. Tutto questo costituirebbe un investimento a lungo termine, ponendosi come prospettiva una convivenza civile meno martoriata dalla criminalità e con maggiori margini di sicurezza senza dover necessariamente ricorrere alla militarizzazione delle nostre strade. Bisogna poi trovare delle alleanze strategiche con tutte le organizzazioni di volontariato che si prendono cura delle persone disagiate della città. 

  

5) Comunità [favorire l’inclusione sociale]: 

Se l’obiettivo delle forze dell’ordine è reprimere i reati, se il dovere della classe politica è quello di emarginare le collusioni e le corruzioni delle istituzioni, anche ai cittadini tocca costruire una comunità in cui la delinquenza non sia l’unico sbocco per coloro che non hanno avuto la fortuna di studiare e di avere una famiglia che li sorreggesse nei momenti di difficoltà. Tra le ricchezze della nostra città esistono già progetti elaborati di inclusione sociale. E’ necessario recuperarli, rielaborarli insieme e promuoverne la messa in cantiere dando la dovuta priorità a questi processi fondamentali per la qualità della vita.

  

6) Comunità [anziani]: 

La scomparsa del controllo sociale sul territorio, dovuta ad una società riluttante alla socializzazione, ha comportato anche la scomparsa della famiglia allargata in cui gli anziani trovavano spazio con le loro memorie, i loro insegnamenti e anche con le loro difficoltà a vivere i mali della vecchiaia. Oggi i ricoveri per gli anziani, seppur lindi e organizzati, non hanno nulla di comunitario e sono strutture di emarginazione in cui vengono recluse persone indebolite dalle malattie e dall’età. Costruire progetti in favore del recupero della memoria, della dignità a vivere in mezzo ai propri familiari le proprie malattie è un impegno inderogabile per la nostra comunità. Progettare assistenza domiciliare agli anziani, supporto logistico alle loro esigenze mediche quotidiane, non significa sprecare danaro ma riguadagnare la nostra dignità di figli e nipoti, risparmiando in ricoveri ospedalieri o in strutture protette. 

 

7) Qualità della vita e dell’ambiente [la riduzione del traffico e delle emissioni inquinanti]: 

Lo scopo questa volta è la riduzione dell'inquinamento causato dal traffico cittadino. La particolare conformazione urbanistica della città, ancora oggi perseguita dalle amministrazioni che si susseguono, con zone di espansione concepite come "quartieri dormitorio" privi di servizi essenziali, ha accentuato l'uso dell'auto fino a livelli intollerabili. Gli ingorghi e la mancanza di parcheggi restano un binomio irrisolto, destinato a paralizzare gli spostamenti soprattutto verso il centro. Così come la concentrazione delle polveri sottili ha recentemente toccato soglie preoccupanti per la salute pubblica. Le risposte a questo problema sono di natura sia culturale, che urbanistica e richiedono iniziative politiche di trasporto pubblico. Bisogna creare un sistema integrato di trasporto pubblico e fare di questa progettualità un contesto culturale sostenuto sia dall'amministrazione comunale, che dalle associazioni ambientaliste. 

 

 

 

 

8) Qualità della vita e dell’ambiente [il parco di Torre Calderina e le spiagge]: 

Il progetto ambizioso è quello di inserire in un contesto territoriale dissestato dal cemento, dall’asfalto e dalle privatizzazioni della cosa pubblica, un parco naturale tra Molfetta e Bisceglie. Il progetto di questo parco è stato elaborato dalla Legambiente di Molfetta e riconosciuto da numerose istituzioni pubbliche, eppure fatica ad essere attuato a causa delle difficoltà frapposte dalla speculazione edilizia e dalla passività colpevole delle strutture amministrative locali. Il progetto dovrebbe avere lo scopo di rimuovere per via legale e con stimoli della collettività, gli ostacoli che si frappongono al completamento del parco. Dovrà poi essere collegato al Pulo, al parco della Alta Murgia, alle bellissime praterie di Diatomee di grande interesse sia per l’ambiente, che per la formazione di nuovi posti di lavoro.  

 

 

 

 

 

9) Qualità della vita e dell’ambiente [risparmio energetico]: 

Il progressivo aumento del prezzo e dell’impatto ambientale del petrolio e dei suoi derivati impone di considerare l’energia rinnovabile (solare, eolica, marina) una fonte di ricchezza e di lavoro per la comunità molfettese. E’ necessario sviluppare progetti che favoriscano l’utilizzo delle energie alternative per utenze pubbliche e private. Un altro progetto di fattibilità dovrebbe essere avviato per valutare la possibilità di coltivare colza e girasoli nelle nostre campagne a basso tasso di produttività agricola, per utilizzare la lavorazione di questi prodotti come carburante per autobus, barche e auto. 

 

 

 

 

 

10) Partecipazione e cittadinanza attiva [i cittadini come risorsa]: 

La politica delle deleghe elettorali a scatola chiusa, basate sulle promesse elettorali, ha fatto il suo tempo. La rinascita di una collettività che pensa, collabora e si propone per partecipare ai processi di cambiamento è un obiettivo da perseguire. Essa deve essere il punto di partenza per nuovi progetti di partecipazione democratica ai processi decisionali della collettività locale. Il bilancio partecipato è una esperienza diffusa in Italia e non può non esserlo a Molfetta.  

 

 

Concludendo

 A tutti i cittadini, senza distinzione di appartenenza politica o religiosa che intendono disegnare il futuro della nostra città, rielaborando e rendendo fattibili i progetti enunciati, noi proponiamo la formazione di gruppi di lavoro e di discussione su ciascuno di questi progetti. Favoriremo tale processo fornendo un luogo fisico e la collaborazione di tecnici ed esperti nelle specifiche questioni. Ogni progetto dovrà avere un suo piano di sviluppo, definendo 1) chi, 2) deve fare cosa, 3) con quali risorse e 4) quando. Tali progetti saranno proprietà intellettuale di tutti coloro che li hanno elaborati e saranno resi disponibili all’intera comunità affinché ne venga promossa l’attuazione in tutti i modi possibili. 

 Molfetta, 26 Febbraio 2006

 

 

 

 

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Ci è piaciuto molto

Ci è piaciuto molto

Nell'articolo su "Quindici giorni on-line", in  riferimento al nostro comunicato stampa, è apparso un commento che ci fa piacere inserire qui per averlo sott'occhio quando dovremo affrontare gli inevitabili momenti difficili. Siamo sicuri che torneremo a rileggerlo spesso. Ringraziamo di cuore il signor Santè Introna di Bisceglie per aver espresso un tale incoraggiamento in merito alla nostra iniziativa e speriamo che possa darci il suo sostegno anche all'incontro di domenica (26/02/2006). Vogliamo rassicurarlo sul fatto che siamo consapevoli della quantità di letame che in molti sono pronti a gettarci addosso, come delle tante difficoltà che siamo tenuti ad affrontare. Nonostante questo abbiamo scelto di andare avanti con tutto il nostro impegno. Ancora GRAZIE.

"Evviva
Bene! Benissimo! E’ ancora poco, ma è meglio di niente. Accuseranno di far vincere, in questo modo, la destra. Non inquietatevi: andate/andiamo per la vostra/nostra strada. D’altra parte con l’Italia dei Valori l’Unione (?) sì è cacciata in un vicolo cieco: quanti elettori ne apprezzeranno la bontà politica? Chi si immedesimerà mai negli ameni pellegrini della politica? C’è materia per rompere il patto! Ma a voi/noi non interessa più tutto questo; ormai i percorsi sono inconciliabili: far maturare una composita risposta dell’indignazione, dell’affermazione della coerenza, della ripugnanza per il politicantismo opportunistico. Dire chiaro e tondo che ciò che si va costruendo dall’altra parte –l’Unione(?)- è contro lo spirito e la cultura dell’"Unione". Si stanno assemblando pezzi, convenienze, “promesse” per il futuro nell’ Unione(?): tutto frutto di un terribile errore di prospettiva. Una parte dell’"Unione", diversificata, un po’ litigiosa, forse confusa, ma generosa, leale, passionale e soprattutto diffusa, anche nei partiti dell’Unione(?), si va invece chiedendo: Perché? Perché si deve votare Lillino –politicamente parlando- “turandosi il naso? Perché si deve dare il viatico a un percorso pasticciato e foriero di brutte sorprese? Perché dopo trent’anni, dopo i Progressisti, dopo il Percorso, dopo il Centro-Sinistra, dopo il Centrosinistra si deve ripartire dai Moderati? Perché chi ha creduto nel Guglielmo Minervini del 1994 si deve riconoscere in chi, allora, osteggiava e derideva quella esperienza politica? Non rispondetemi/ci che è cambiato tutto. No! Si sta soltanto aggiustando un terribile errore politico commesso con le primarie. Un rimedio peggiore del male: dignità voleva che si riconoscesse l’errore e si imboccasse un’altra strada. Ma a voi/noi tutto questo non interessa più! Nella città e anche fuori si stanno aggregando malumori, anche rabbia, incredulità: ci sono interi partiti che non hanno ancora deciso! E mugugni, ovunque; quindi, non solo Programmi, Riti, Promesse, Presentazioni, ma la trascinante passione di chi non deve spartire nulla, non deve sistemare nessuno, non deve piazzare bandierine. Insomma, la Sinistra, quella diffusa, impalpabile, creativa e scontrosa, dell’Intransigenza morale, che rifiuta di consegnarsi a chi mai e poi mai l’ha potuta rappresentare. Siamo realisti, chiediamo l’indispensabile: un candidato sindaco che rappresenti questa Sinistra lunga, policroma, unita. Ecco: unita nel nome del rifiuto del Passato."

Dicono di noi

    

Dicono di noi

Dopo tre mesi di riunioni, dibattiti, disamine sulla situazione politica molfettese e sulle risposte da dare a quanto si è venuto a creare dopo l'esperienza comunale delle "primarie", è arrivato il momento di divulgare il nostro primo "comunicato" per invitare la cittadinanza ad una nuova assemblea pubblica.

Si sono scelti canali diversi (manifesti/comunicati stampa/locandine) in modo tale da arrivare a quante più persone possibile, pur consapevoli del fatto che, dati i tempi ristretti, i mezzi più efficaci possano risultare i contatti personali ed il passaparola. Partita l'iniziativa non abbiamo potuto fare a meno di registrare una certa disparità di trattamento da parte degli organi di stampa locali. In particolare i tre principali giornali on-line (L'altra Molfetta, Quindici giorni, Tazebao) che si occupano molto da vicino dell'ambito molfettese, hanno avuto come comune denominatore il sospetto che dietro la nostra iniziativa vi sia un subdolo tentativo di proporre alla città Matteo d'Ingeo quale candidato sindaco alternativo. Un sospetto legittimo se vogliamo, se si fa riferimento alle dichiarazioni "a caldo" rilasciate dallo stesso Matteo dopo aver acquisito la vittoria di Lillino di Gioia nella "consultazione primaria" del centro-sinistra. In quella circostanza fu provocatoriamente offerta alla coalizione la disponibilità per una conseguente candidatura alternativa, rispetto ad una figura così poco familiare alle varie sensibilità proprie di quest'area politica. Tali esternazioni hanno innescato questo cammino in cui ci sentiamo coinvolti, ma che tutt'oggi non si arroga il diritto di veicolare ai cittadini qualcosa di precostituito o preconfezionato (semmai prerogativa di altri).

Lella Salvemini su "Quindici giorni" ricalca fedelmente la linea editoriale assunta dal suo direttore (Felice de Sanctis), tutta tesa a sostenere il progetto dell'Unione nel difficoltoso percorso di riconoscimento ufficiale del suo "leader". E' evidente l'intento "sottile" di sminuire o avversare qualsiasi iniziativa che possa minacciare questo difficile tentativo di ri-assemblamento con le varie forze del centro-sinistra. Lo si evince chiaramente da come la prof.ssa Salvemini descrive i componenti che si riconoscono nel nostro percorso: "cani sciolti", "qualche iscritto a partiti […]". Nell'articolo si sottolinea anche l'eterogeneità delle appartenenze, come se ciò non fosse una prerogativa anche all'interno degli stessi schieramenti ufficiali.  Si pone l'accento sulla partecipazione di alcuni elementi del nostro gruppo all'iniziativa "l'Unione chiama la città", per dare l'idea che costoro sono co-responsabili del processo che ha portato l'ing. di Gioia alla vittoria. Viene scentemente sottaciuto come tale collaborazione si è interrotta, proprio nel momento in cui le segreterie dei partiti stavano vagliando la possibilità di aprire le porte anche al neo-eletto candidato sindaco. Come ciliegina sulla torta si lancia il messaggio subliminale che suggerisce al lettore come dietro lo slogan "allargare il bacino della partecipazione", bollato come "generico", si nasconda in realtà l'intento di presentare al pubblico un nuovo candidato sindaco.
 
Anche su Tazebao, nelle sue "notizie in pillole", si scommette su una prossima candidatura ufficiale alla carica di sindaco da parte di Matteo d'Ingeo. Fa parte del loro consueto stile portarsi avanti nelle ipotesi di scenari futuri, nel tentativo di bruciare sempre sul tempo gli altri giornali concorrenti.
 
L'altra Molfetta si limita a registrare un certo malcontento nell'elettorato molfettese di centro-sinistra, cotrario alla candidatura a sindaco di "di Gioia". Per il resto riporta piuttosto fedelmente il comunicato.
 
Nessuna nota di rilievo nei confronti di Antonio Campo e Genni Gadaleta Caldarola, menzionati alla pari di Matteo d'Ingeo tra coloro che interverranno all'incontro di domenica (lo ricordiamo, previsto per il giorno 26/02/2006 presso la sala convegni della Fabbrica di S.Domenico ore 17:30).

FERMI TUTTI

FERMI TUTTI 

Molfetta non starà a guardare

Siamo cittadini provenienti da luoghi e percorsi politici diversi.

Molti non sono mai stati iscritti ad alcun partito, altri vengono dalla sinistra istituzionale o radicale, molti altri ancora da esperienze associative e di movimento.

Siamo indignati per il declino morale inarrestabile della nostra città. I giovani emigrano per cercare lavoro e casa, trasferendo altrove le loro risorse umane, culturali e professionali. L'economia tradizionale è al collasso, la zona ASI e i centri commerciali non hanno creato nuovi posti di lavoro, invece hanno saccheggiato il territorio, prodotto precarietà e portato nel nostro tessuto socio-economico allarmanti incertezze.

Il governo delle destre ha saputo coltivare solo le proprie clientele dando prova di totale inettitudine. Ma è anche evidente l'imbarazzo e il disorientamento di una gran parte dell'elettorato di centro-sinistra, che non si riconosce nella politica delle alleanze sostenuta fino ad oggi dalla sua classe dirigente.

In questi anni non abbiamo mai rinunciato a "restituire la città ai cittadini" e facciamo appello affinché tutti si uniscano a noi nel costruire un'alternativa forte e credibile contro le clientele e i trasformismi. E' giunta l'ora di riprendere il cammino, convincere gli indecisi, far venire dubbi ai convinti e allargare il bacino della partecipazione.

Tutti coloro i quali non vogliono restare a guardare sono invitati il

26 Febbraio 2006, alle ore 17:30

Fabbrica di S. Domenico

Interverranno:

Antonio Campo

Genni Gadaleta Caldarola

Matteo d'Ingeo

 

Liberatorio Politico

via F.Campanella, 50 – Molfetta

 

Per contatti, informazioni o adesioni scrivete all'indirizzo

 e_mail: liberatorio.molfetta@yahoo.it

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