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L’incubo del Liberatorio: «Da piazza Paradiso a piazza d’Armi»

Il movimento civico ipotizza uno scenario da brividi: l'uso spropositato dei botti e gli atti vandalici mirano a far ritornare in piazza il mercato smantellato dopo l'omicidio Carnicella

 


Foto: © MolfettaLive.it 

www.molfettalive.it

Ciò che accade ogni notte di San Silvestro in piazza Paradiso
 va oltre la semplice sequela di atti vandalici, ma sarebbe da ascrivere all'avanzata della criminalità nella nostra città.


Il Liberatorio Politico grida fuori dal coro e in un comunicato argomenta la sua tesi.

Innanzitutto, piazza Paradiso per Matteo d'Ingeo deve ribattezzarsi "piazza d'Armi". Quelli che esplodono non sono semplici botti: per l'effetto devastante si tira in ballo il tritolo. L'arredo urbano festa dopo festa si impoverisce e questo – secondo il coordinatore del movimento civico – va in un'unica direzione: far ritornare in piazza le bancarelle per la frutta. Un ritorno a un funesto passato. Il mercato fu infatti smantellato dopo l'omicidio del sindaco Gianni Carnicella, avvenuto il 7 luglio 1992.

Lo scenario è da brividi. Tutti i fatti criminosi, secondo il Liberatorio, seguirebbero questa chiave di lettura: «Dopo un anno di incendi d'auto, estorsioni, rapine, scippi, infiltrazioni e bombe, il territorio molfettese è marcato a dovere. I politici sono avvisati e i cittadini sono spaventati sufficientemente». 

Fiumi di denaro e malaffare ammorberebbero il tessuto cittadino, e le bombe sarebbero solo la punta dell'iceberg: «Le esercitazioni di fine anno nella Piazza d'Armi servono a migliorare la qualità e la tipologia di ordigni che le famiglie devono avere in dotazione per dimostrare alla città di essere i padroni. Il territorio è cosa loro da sempre.
La Piazza, che è il loro simbolo distintivo, quasi lo stemma di famiglia, gli è stata tolta e loro la riconquisteranno ad ogni costo».

Lo scenario ipotizzato parla di presunte pressioni esercitate sul sindaco Antonio Azzollini ribattezzato "SindacoincompatibileSenatore". Il Liberatorio invita a guardare oltre l'apparenza ogni atto vandalico e a tenere alta la guardia. Come in film a tinte fosche, il futuro è quello di un comizio in cui si potrebbero ascoltare queste dichiarazioni: «Dopo anni di verifiche tecniche, incontri con gli operatori commerciali e le associazioni di categoria, tenuto conto che ogni anno nelle notti del 25 e 31 dicembre si registrano episodi di vandalismo per mano di ignoti; considerato che quella piazza ha sempre avuto una vocazione commerciale, l’amministrazione comunale sentiti i bisogni delle “famiglie” abitanti nel quartiere ritiene che, per evitare i ripetuti episodi di vandalismo e per offrire una garanzia di protezione e sicurezza a tutto il quartiere, dai prossimi mesi l’attuale Piazza d’Armi, già nota come Piazza Paradiso, tornerà ad essere la piazza del commercio di un tempo».

E i box non sarebbero altri che quelli già visti nel mercato diffuso, già contestati, nella forma, nella sostanza e nelle modalità di assegnazione.

Un sogno, anzi un incubo, a sentire d'Ingeo: «Ma un botto fragoroso ci ha svegliato e ci siamo resi conto che era solo un sogno che potrebbe diventare realtà e solo una persona può evitare che questo accada, il SindacoincompatibileSenatore».
 

La realtà è fatta di proposte concrete: «Chiediamo al primo cittadino Azzollini di presentare alla Procura una formale denuncia contro ignoti per i danni subiti dalla comunità in seguito alle distruzioni vandaliche messe in atto in Piazza Paradiso e in tutto il territorio cittadino; chiediamo agli inquirenti di sequestrare le registrazioni fatte dalle telecamere e diffonderle in rete in modo che tutti cittadini possano collaborare per l’individuazione dei responsabili; confrontare le registrazioni con il materiale fotografico che abbiamo consegnato in questi anni al comando della Stazione dei Carabinieri di Molfetta insieme ai nomi di chi confezionava i fuochi d’artificio abusivo; che sia aperto un fascicolo d’indagine a cominciare dalle bombe del 2004 in Piazza Paradiso e che comprenda oltre ai fatti di questi giorni anche gli incendi di auto ed esercizi commerciali degli ultimi 5 anni.
 

Infine si chiede la convocazione urgente del Consiglio Comunale per deliberare l'istituzione del “Comitato Comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali" ai sensi della delibera del C.C. n. 48/’97” e la convocazione del "Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza».

In mancanza della denuncia del primo cittadino, il Liberatorio Politico presenterà la denuncia e denuncerà, oltre il sindaco, chiunque sarà stato omissivo «nell’ambito delle proprie competenze d’ufficio».

«Questa guerra – conclude il Liberatorio – la potremo vincere solo se si creerà sinergia e collaborazione tra amministratori, forze dell’ordine e cittadini».

Stato sconfitto da un pugno di teppisti

di EUGENIO SCALFARI – www.repubblica.it
La notizia principale di oggi è la mobilitazione degli "indignati" in tutte le piazze dell'Occidente, da Manhattan a Londra a Bruxelles, a Berlino, a Parigi, a Madrid. Ma a noi preoccupa soprattutto ciò che è avvenuto a Roma. Mentre centinaia di migliaia di giovani tentavano di sfilare pacificamente nelle via della capitale poche centinaia di "black bloc" in tenuta da guerriglia hanno compiuto violenze e provocato la polizia tentando di forzarne i cordoni. Gli scontri hanno coinvolto la massa dei pacifici dimostranti, come è avvenuto in molte altre occasioni. Mentre scriviamo gli incidenti  sono ancora in corso, molti manifestanti hanno tentato di isolare i facinorosi che hanno reagito picchiandoli a colpi di spranghe. È deplorevole che ancora una volta la polizia e i servizi di sicurezza non siano stati in grado di neutralizzare preventivamente i teppisti e i provocatori che dovrebbero esser noti e rintracciabili. Speriamo che le violenze non continuino in serata. Le nostre cronache ne daranno ampia informazione.
Quali che ne siano gli esiti il fatto certo è comunque l'esistenza ormai evidente di un movimento internazionale. La sua antivigilia è stata la "primavera araba" come furono definiti i moti di piazza qualche mese fa al Cairo e poi a Tunisi e a Bengasi, senza scordare le sommosse del 2008 e del 2010 nelle "banlieue" parigine. 

La vigilia è avvenuta alcuni mesi fa a Madrid, poi la fiaccola è sbarcata a New York al grido di "Occupy Wall Street". Adesso le dimensioni del movimento sono globali. D'altronde, è contro i danni provocati dalla globalizzazione che il movimento è nato, si è diffuso e si rafforza col passare del tempo.


Effimero? Non credo. Esprime la rabbia d'una generazione senza futuro e senza più fiducia nelle istituzioni tradizionali, quelle politiche ma soprattutto quelle finanziarie, ritenute responsabili della crisi e anche profittatrici dei danni arrecati al bene comune.

Gli "indignati" non sono né di sinistra né di destra, almeno nel significato tradizionale di queste parole. Ma certo non sono conservatori. Hanno obiettivi concreti anche se talmente generali da diventare generici: vogliono che i beni comuni siano di tutti; non dei privati, ma neppure dello Stato o di altre pubbliche autorità poiché non hanno alcuna fiducia nella proprietà privata e neppure in quella pubblica amministrata da caste politiche e burocratiche. 
I beni pubblici debbono esser messi a disposizione dei loro naturali fruitori, cioè delle persone che vivono e abitano in quei luoghi e che decideranno sul posto le regole del valore d'uso nelle "agorà", nelle piazze di quel luogo. L'acqua è un bene d'uso comune, l'aria, le foreste, le reti di comunicazione, le case, le fabbriche, i trasporti, gli ospedali. Le banche? Non servono le banche, tutt'al più servono a render facili i pagamenti che avvengono sulla base del valore d'uso e non del valore di scambio.

C'è una dose massiccia di utopia in questo modo di pensare; c'è un'evidente reminiscenza di comunismo utopico; c'è anche una tonalità "francescana". E c'è – l'ho già scritto domenica scorsa e qui lo ripeto – un rischio estremamente grave: un contagio di populismo.

Esiste storicamente il populismo dei demagoghi, costruito per accalappiare i gonzi, e il populismo degli utopisti che predicono la Città del Sole. Ma non esistono Città del Sole, almeno in questa terra. Chi crede che ce ne sia una ultraterrena fa bene a vagheggiarla ma qui, tra questi solchi, neppure il Redentore la portò perché – fu lui il primo a dirlo – il suo regno non era di questo mondo.

Certo le foreste non vanno abbattute. Certo l'aria non va inquinata. Certo le banche non debbono truffare i clienti e ingrassare sulla truffa. Certo i cittadini debbono partecipare alla gestione della cosa pubblica e non limitarsi a votare con pessime leggi elettorali una volta ogni cinque anni. E così via. Bisogna dunque fare buone leggi e farle amministrare da buona e brava gente e bisogna infine che vi siano efficaci e imparziali controlli su quelle gestioni.
Gli "indignati" sono indignati perché tutto ciò manca e il futuro gli è stato rubato. Sono d'accordo con loro anche perché a me e a quelli della mia generazione è stato rubato il presente e la memoria del passato e vi assicuro che non si tratta d'un furto da poco. Ma so che non è con l'utopia che si risolve il problema.
L'utopia è una fuga in avanti alla quale subentra ben presto l'indifferenza. 

Il vostro entusiasmo è sacrosanto come la vostra pacifica ribellione, ma dovete utilizzarlo per la progettazione concreta del futuro, altrimenti da indignati finirete in rottamatori e quando tutto sarà stato rottamato – il malfatto insieme al benfatto – sarete diventati "vecchi e tardi" come i compagni di Ulisse quando varcarono le Colonne d'Ercole e subito dopo naufragarono.

* * *
Domani comincia a Todi un incontro promosso da una serie numerosa di associazioni, comunità, sindacati, di ispirazione cattolica sulla scia dell'allocuzione pronunciata un paio di settimane fa dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. L'allocuzione era quella che propugnava un rilancio dell'etica pubblica capace di rinnovare "l'aria putrida" che aveva devastato le istituzioni e esortava i cattolici all'impegno civile e politico.
A Todi, secondo gli intendimenti dei promotori, dovrebbe prender vita un "soggetto pre-politico" che interloquisca con la politica, sia punto di riferimento dei cattolici impegnati ed anche centro di preparazione civile e sociale di una nuova classe dirigente d'ispirazione cristiana.

"Non è un partito" hanno ripetuto all'unisono i promotori dell'iniziativa "perché non è compito della Chiesa fondare e dirigere partiti".

I laici non cattolici (tra i quali mi ascrivo) prendono nota con interesse di questa iniziativa anche se alcune domande sorgono spontanee. 

Prima domanda: la Chiesa non ha mai fondato un partito. Il partito è, per definizione, una parte e non un tutto, mentre la Chiesa cattolica è ecumenica per definizione. Quindi l'affermazione che non fonderà nessun partito è talmente ovvia da apparire alquanto sospetta. Del resto, un sacerdote con tanto di veste talare un partito lo fondò. Era il 1919, il partito si chiamò "Popolare", in Italia ha cessato di esistere una decina d'anni fa, nel Parlamento europeo esiste ancora, il fondatore si chiamava don Luigi Sturzo.

Seconda domanda: la Chiesa dispone dello spazio pubblico come ogni altra associazione, religiosa o no, sulla base della nostra Costituzione. Nessuno si è mai opposto all'uso di quello spazio del quale infatti la Chiesa, il Vaticano, le comunità cattoliche, i sacerdoti d'ogni genere e grado, si sono largamente serviti. Se il "soggetto" immaginato a Todi nascesse per usare lo spazio pubblico, sarà un'ennesima voce cattolica a farsi sentire e ben venga. Il rischio semmai è che sia un doppione della Cei. Niente di male, ma inutile. Oppure non sarà un doppione? Dirà cose diverse dalla Cei, dal Vaticano, dalla Gerarchia? Sarebbe molto interessante, potrebbe essere una forza di rinnovamento. In senso modernista oppure un richiamo all'ordine e alla tradizione? Comunque, in ciascuna di queste ipotesi, sarebbe rivolta alla comunità dei fedeli e non certo ai laici.

Terza domanda: se vuole essere invece un centro di preparazione della nuova classe dirigente cattolica, questa sì sarebbe un'ottima cosa. I cattolici impegnati in politica finora, salvo rare e importanti eccezioni, hanno avuto Cristo sulle labbra e Mammona nel cuore. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se è questo l'obiettivo di Todi, sarà benvenuto.

Quarta ed ultima domanda: oppure il nuovo soggetto sarà il Quartier generale di tutte le forze cattoliche variamente impegnate nei partiti, in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni, nelle istituzioni? Questo sarebbe alquanto preoccupante. In realtà questo Quartier generale c'è già ed è la Segreteria di Stato vaticana. Questo sarebbe un Quartier generale in sembianze laiche. Non mi sembra una grande idea e non credo che i veri cattolici socialmente impegnati la gradiranno. Per quanto so, la regola è questa: la Chiesa diffonde la sua etica, le sue richieste, i suoi valori; i cattolici politicamente impegnati cercano di sostenere quella dottrina tenendo tuttavia presente che le leggi riguardano tutti, cattolici e non cattolici, e che tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge in uno Stato laico e non teocratico.
Non c'è bisogno di molti Quartier generali dunque, uno basta e avanza.

* * *
Concludo queste mie note con quanto è accaduto durante e dopo le votazioni di venerdì scorso alla Camera dei deputati sulla fiducia al governo. Le cronache ne hanno parlato diffusamente sicché mi soffermerò soltanto su alcune questioni non risolte.

1. Dopo la bocciatura di martedì scorso del Rendiconto generale dello Stato, tre questioni dovevano aver soluzione. Una era quella di risolvere quel problema estremamente complesso. Un'altra era verificare che il governo godesse ancora della fiducia del Parlamento. Un'altra ancora di constatare se la maggioranza avesse la credibilità e la compattezza necessaria ad affrontare i prossimi difficili appuntamenti politici ed economici. Tutti e tre questi obiettivi furono esplicitamente indicati dal capo dello Stato con pubbliche e chiarissime esternazioni.

2. La fiducia alla Camera è stata ottenuta e questa questione è quindi risolta.

3. La credibilità e la compattezza della maggioranza restano aperte e se ne avranno prove nei prossimi giorni e settimane soprattutto (ma non soltanto) su questioni economiche. Se i risultati richiesti dal Quirinale ci saranno il governo potrà andare avanti fino alla scadenza naturale della legislatura. Se non ci saranno il governo resterà egualmente in carica perché il Quirinale non ha gli strumenti necessari per farlo sloggiare senza un esplicito voto di sfiducia che finora non c'è stato anche a causa della compravendita di deputati e senatori che è avvenuta ed avviene sotto gli occhi schifati di tutto il Paese.

4. L'incidente (che non è affatto un incidente ma una questione di prima grandezza) del voto contrario dato dalla Camera sul Rendiconto generale non è stato ancora risolto. Il presidente della Repubblica, rispondendo l'altro ieri ad una lettera dei capigruppo di maggioranza, ha suggerito di ripresentare il Rendiconto al Senato dopo un ulteriore controllo della corte dei Conti. Così probabilmente avverrà sebbene esista una prassi secondo la quale quando una legge viene bocciata da una delle Assemblee, non viene ripresentata all'altra. Ma la prassi – quando è necessario – si può superare se non è esplicitamente vietata e questa non lo è.

5. Il Senato approverà certamente il Rendiconto e poi lo trasmetterà alla Camera affinché faccia altrettanto ma qui sorgerà un problema. Il regolamento della Camera prevede che una legge bocciata non possa essere ripresentata se non dopo sei mesi. Quindi, a rigor di logica, la Camera non dovrebbe mettere all'ordine del giorno il Rendiconto se non nel prossimo aprile con la conseguenza che il ministro del Tesoro sarebbe fino ad aprile sfiduciato su come ha gestito la pubblica finanza nell'esercizio 2010 e con lui l'intero governo di cui fa parte.

Debbo immaginare che gli uffici competenti del Quirinale conoscano questo problema e penso quindi di essere io in errore. Me lo auguro e mi farebbe piacere saperlo. Secondo me il solo modo per risolvere il problema erano le dimissioni del governo come insegnano i precedenti, anche perché la bocciatura del Rendiconto, cioè del consuntivo nell'esercizio 2010, è un voto estremamente politico. Significa che la Camera disapprova il modo con cui è stata amministrata l'economia in quell'esercizio. Più politico di così non ce n'è un altro.

Si obietterà che si tratta di questione procedurale. Obietto a mia volta che la procedura non è una formalità ma è la sostanza della politica, contiene le regole alle quali la politica deve conformarsi e affida alle autorità "terze" il compito di rispettarle e farle rispettare.

Vedremo come tutto questo finirà. Intanto abbiamo due viceministri e un sottosegretario in più ma non ho sentito che, a parte l'opposizione, questo vergognoso mercato sia stato censurato come si sarebbe meritato
.

Nuovo incendio e tre auto in fiamme. E domani a chi toccherà?

 

Immagine 1

Si convochi il “Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza”

6 FEBBRAIO 2008
Ore 1.30 del Mercoledì delle Ceneri, mentre si svolgeva la tradizionale Processione della Croce, una mano ignota appiccava il fuoco alla bottega di restauro di Via Piazza. Immediati i soccorsi che permettevano di limitare i danni: il portone esterno era andato, ma la porta di ferro aveva tenuto lontane se non la fuliggine, almeno le fiamme. 

10 FEBBRAIO 2008
Alle 2.00 circa brucia un'auto e rimangono danneggiate altre due, nei pressi del porto (Banchina Seminario) nel parcheggio antistante il Palazzo Dogana.

27 FEBBRAIO 2008
L’esplosione avviene prima che si faccia giorno. Qualcuno, nel silenzio e lontano da sguardi curiosi, sistema una bomba-carta davanti all’ingresso di un capannone industriale in costruzione in piena zona Asi, alla periferia della città. La deflagrazione manda in frantumi tutto ciò che è nelle immediate vicinanze dell’ordigno. I danni sono comunque contenuti. In seguito alle verifiche compiute sul posto gli specialisti dei carabinieri ritengono, con ragionevole certezza, che non sia stato impiegato tritolo.
 
3 MARZO 2008
La deflagrazione viene avvertita da ponente a levante della città. Una bomba carta esplode, in piena notte, intorno alle ore 2.00, davanti all’ingresso di una salumeria in Vico V Crocifisso. L’esplosione, sulla base di quanto conferma il marito della proprietaria dell’esercizio commerciale, rientra nella lotta in corso tra le famiglie Cucumazzo e Campanale di Ruvo di Puglia. La salumeria è intestata proprio alla moglie di uno dei Cucumazzo.
 
30 MARZO 2008
L’esplosione avviene intorno alle 3.30. Qualcuno, nel silenzio della notte solleva la saracinesca e sistema una bomba-carta davanti all’ingresso del bar Venere, nella zona 167 in Via Martiri Di Via Fani 6. La deflagrazione manda in frantumi tutto ciò che è nelle immediate vicinanze dell’ordigno sia all’interno del bar che all’esterno.
 
17 OTTOBRE 2008
Incendio di cinque auto, una Scenic, una Panda, una Saxo e una Megane, una Matiz, e di un cassonetto dei rifiuti.
 
17 NOVEMBRE 2008
Le fiamme distruggono il pub Beatles, sul Lungomare Colonna.
 
23 NOVEMBRE 2008 
Una bomba carta di modesto potenziale viene fatta esplodere in Via Annunziata. Salta una Fiat Punto parcheggiata lungo la via.
 
28 – 29 DICEMBRE 2008 
Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre esplodono quattro autovetture, una Kya Picanto in via Purgatorio, traversa di via Annunziata, una BMW 530, in via Cavallotti, traversa di corso Umberto, una Renault Scenic ed una Ford Sierra in via Minervini, nei pressi di via Terlizzi.
 
31 DICEMBRE 2008 
Esplodono una Fiat Punto in via Sergio Pansini e un’Alfa 33 in via Cappellini.
Un ordigno danneggia la saracinesca di un bar all’angolo tra via G. Salvemini e piazza Alcide De Gasperi.
 
3 GENNAIO 2009 
In via Pietro Colletta viene sistemato un ordigno che, intorno alle 22.30, distrugge una Ford Fiesta, parcheggiata all’angolo della strada.

Circa un’ora dopo in via Federico Campanella esplode una Smart. Il proprietario dell’autovettura è il titolare di un bar.

10 FEBBRAIO 2009 
Bomba piazzata sul gradino di ingresso di una salumeria in via Immacolata. Restano danneggiate una Renault Scenic, una Yaris, e una Opel corsa, che al momento dell’esplosione stava attraversando proprio via Immacolata, con a bordo due donne, finite poi in ospedale in stato di choc. …

15 MAGGIO 2009 
Incendiate nella notte tre auto in via capitano Azzarita. Ad essere avvolte dalle fiamme una Alfa Romeo 156 (auto da cui sarebbe partito l'incendio), una Ford Fiesta e una Renault 5. In nessun caso è possibile mettere in relazione l'incendio delle vetture con la vita privata dei loro proprietari.

19 GIUGNO 2009
Quasi certamente si è trattato di un avvertimento anche se gli inquirenti non confermano questa tesi. Ignoti attorno alle 2.30 hanno appiccato un incendio all'ingresso della Caffetteria Giotto, all'angolo tra via Margherita di Savoia e via De Luca.
 
8 LUGLIO 2009
4 auto bruciano in via cap. De Candia (tra cui il camion del venditore ambulante e una centralina telefonica).

25 LUGLIO 2009
A causa di un incendio è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco di Molfetta in una nota sala ricevimenti in cui erano in corso i festeggiamenti per un matrimonio. Attorno alle 20, a causa di un improvviso black out, è entrato in funzione il generatore di emergenza che avrebbe dovuto garantire la fornitura di energia elettrica, ma per cause ancora da accertare il generatore ha improvvisamente preso fuoco. 

29 LUGLIO 2009
Un violento incendio quasi sicuramente di origine dolosa è divampato attorno alle  ore 20.00 di mercoledì all'interno della costruzione che fino ad alcuni anni fa ospitava il lido balneare Park Club.

Secondo quanto è stato verificato dagli inquirenti l'incendio si è sviluppato all'interno di alcuni locali presenti nell'edificio principale e ha interessato alcune suppellettili abbandonate da diverso tempo.

6-7 AGOSTO 2009 
Ore 2.30 – In pieno centro invece il secondo episodio. All'angolo tra via XX Settembre e corso Umberto mani ignote hanno appiccato le fiamme ad una Opel Zafira che è stata completamente distrutta. Anche in questo caso necessario l'intervento dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco. Le fiamme hanno anche  provocato il danneggiamento di una Ford Fiesta e delle vetrine anti sfondamento di un negozio di abbigliamento.

Secondo indiscrezioni l'auto incendiata apparterrebbe ad un dipendente di una azienda municipalizzata (Montebello) impegnato  anche in attività politica.

24 NOVEMBRE 2009
Altri due veicoli sono stati avvolti e distrutti dalle fiamme poco dopo la mezzanotte di ieri. L'incendio ha coinvolto un Fiat Doblò e un Piaggio Ape parcheggiati in via Manzoni, nei pressi dell'istituto scolastico.

27 NOVEMBRE 2009
Poco dopo le ore 14.00, un incendio provocato da un corto circuito ha gravemente danneggiato una autovettura Ford Fiesta parcheggiata in vico Effrem, nelle immediate vicinanze di corso Umberto.

13 GENNAIO 2010
In mattinata un altro cassonetto di proprietà dell'A.S.M. destinato alla raccolta della carta usata è andato danneggiato da un incendio. Il rogo si è sviluppato in mattinata in piazza Margherita di Savoia. Le fiamme hanno avvolto il cassonetto improvvisamente rischiando di propagarsi ad alcune autovetture parcheggiate nei pressi.

21 GENNAIO 2010
Alle ore 2.00 brucia un'auto in via San Domenico

8 FEBBRAIO 2010
In via Roma alle ore 23.30 brucia un'auto

20 FEBBRAIO 2010
In contrada Samarelli brucia alle 5.00 una Moto Ape.

6 MARZO 2010
Un cortocircuito provoca attorno a mezzogiorno un principio di incendio all'interno del supermercato Alvi di via Madonna dei Martiri, alla periferia della città. L'attività commerciale era chiusa da tempo per lavori di riammodernamento.

28 MARZO 2010
Un incendio si è sviluppato nel pomeriggio all'interno di un locale interrato di via Annunziata, nei pressi di piazza Paradiso. Nel locale, presumibilmente utilizzato come deposito, fortunatamente non c'era nessuno e quindi i danni sono rimasti limitati alle suppellettili che le fiamme hanno completamente distrutto.

3 APRILE 2010
Alle ore 1.45 brucia un'auto in via Bufi.

10 APRILE 2010
In Piazza Immacolata alle ore 5.00 brucia un'autovettura.

25 GIUGNO 2010 
In via Monteverdi ore 1.00 brucia un'auto

26 GIUGNO 2010
Due i roghi che hanno richiesto l'intervento di soccorritori per domare le fiamme. Il primo lungo via Terlizzi, a pochi metri dall'ospedale civile dove un'ampia area di terreno incolto e invaso dalle sterpaglie è stata interessato da un incendio nel quale oltre alla vegetazione hanno preso fuoco anche rifiuti di ogni genere. Il secondo incendio, nei pressi del Preventorio.

1 LUGLIO 2010
Un vasto incendio di sterpaglie si è sviluppato nei pressi del ponte sulla Statale 16bis della provinciale per Ruvo. Il rogo è partito intorno alle 17.30 dalla parte terminale laterale del sovrappasso.

14 LUGLIO 2010
Contrada Pulo  ore 17.00 in fiamme alcuni alberi

17 LUGLIO 2010
Nella notte bruciano due auto in via Donizzetti.

18 LUGLIO 2010
Contrada Lama Cupa bruciano degli alberi ma non si conosce l'ora in cui è stato appiccato il fuoco.
 
23 LUGLIO 2010 
Alle due di notte un incendio ha coinvolto tre autovetture parcheggiate lungo la strada in via Ungaretti. Ad andare completamente distrutte sono state una Renault Modus e un furgone Renault Kangoo oltre ad una Lancia Y. Le due Renault andate distrutte sarebbero di proprietà del titolare di un noto ristorante cittadino (Adriatico), elemento questo che potrebbe far pensare ad un episodio non accidentale. Ipotesi quest'ultima non confermata nè smentita dagli inquirenti.

27 LUGLIO 2010
In via Zuppetta alle ore 3.00 brucia un'autovettura

4 AGOSTO 2010 
Brucia la pizzeria ristorante il Melograno situata sulla strada vicinale Piscina Serra Nicola.

4 AGOSTO 2010
In Contrada Mino brucia una casa di campagna

31 AGOSTO 2010
In via Fermi alle ore 1.30 brucia un'auto.

6 SETTEMBRE 2010
In via Dante 4 auto bruciate, piante del Cin Cin Bar e alcuni pezzi di luminarie.

8 SETTEMBRE 2010
In via caduti sul mare  alle ore 22.30 brucia un'auto

16 SETTEMBRE 2010
Sono state rinvenute due pistole e 190 cartucce. Le armi e le munizioni sono state scovate dopo attente perquisizioni effettuate in un'abitazione privata e in un'attività commerciale.
 
18 SETTEMBRE 2010
I carabinieri sequestrano in contrada San Leonardo 3,5 chili di esplosivo, 12 detonatori e 52 metri di miccia a lenta combustione rinvenuti in un casolare abbandonato.
 
22 SETTEMBRE 2010
Ore 2.00, due auto incendiate in via Giaquinto; una appartenente al gestore del ristorante "Palazzo de Luca" e l'altra al Dirigente del Comune di molfetta dott. Tangari; gravemente lesionato il balcone e gli infissi della casa di un Geometra comunale.
 
25 SETTEMBRE 2010
Bruciano nella notte tre auto in via Zuppetta.

30 SETTEMBRE 2010
Una Ford Fiesta bruciata intorno all'una di notte nel rione Paradiso in via Canonico de Beatis.

1 OTTOBRE 2010
Intorno all’1.30 in Corso Vito Fornari, più precisamente nei pressi del distributore di benzina Erg, una Renault Scenic è stata completamente distrutta dalle fiamme.  Nelle immediate vicinanze una Brava, una Punto, una Polo, una Focus e una Kangoo che hanno riportato lievi danni.

1 NOVEMBRE 2010
In Contrada Grotte brucia un deposito agricolo alle ore 20.30.

14 NOVEMBRE 2010
Alle 2.40, di domenica, il rogo di un'auto ha illuminato via La Malfa, nella periferia di Molfetta.

15 GENNAIO 2011
Bruciano tre contenitori per i rifiuti, le fiamme coinvolgono anche due puntelli di sostegno in legno in corrispondenza del civico n.12 in via D'Azeglio

12 FEBBRAIO 2011
Alle ore 1.30 un incendio distrugge buona parte delle suppellettili esterne del Ristorante-Pizzeria Rosa Marina situato in vico Campanile nella zona retrostante il Duomo.

19 FEBBRAIO 2011
Alle ore 2.15 bruciano due auto (una Fiat Punto e un’Opel Vectra) in via Trieste angolo via T. Bufi.

26 FEBBRAIO 2011
Intorno alle 23, a prendere fuoco è stata una Ford Ka in via Solferino.

3 MARZO 2011
Nella notte brucia una serra nell'agro molfettese.

7 MARZO 2011
Atto incendiario nella notte all'ingresso della sede della Banda "S. Cecilia" in via Santa Caterina.

15 MARZO 2011
Alle 2.00 circa sul prolungamento di via Aldo Fontana brucia una Renault Clio.

9 APRILE 2011
Alle 22.30 in via Sant’Alfonso, non molto lontano da piazza Paradiso, prende fuoco una Renault Scénic, alimentata a gas. 

13 APRILE 2011
Un altro rogo, avvenuto intorno alle 2.00 di mercoledì 13 aprile: distrutta un’autovettura in via Pietro Coletta

24 APRILE 2011 
4 auto bruciate nella notte alle 3.00 in via Corrado Salvemini

5 MAGGIO 2011
Puntuali alle 3.00, ignoti piromani bruciano altre 4 auto in via Einaudi, tra cui una Ford Focus e una Fiat 500.

22 MAGGIO 2011
Alle 22.30 in via Michele Viterbo, una traversa di via Matteotti, nei pressi del parco di Levante, un boato sentito dall’intero quartiere: una bomba è esplosa distruggendo una Renault Mégane e danneggiando una Fiat Tipo.

1 GIUGNO 2011
Alle 2.30 in un atrio di via Canonico de Beatis, nel quartiere Paradiso bruciano tre autovetture. Probabilmente il rogo è stato originato da una Renault Clio.

14 GIUGNO 2011
Ancora nella notte, esattamente all'1.40, in via Leonardo Azzarita (zona 167) una bomba carta danneggia una seracinesca della sede di un'impresa edile.

26 GIUGNO 2011 
Incendio nella notte alle ore 2.30 circa. A bruciare, questa volta, una Ford Fiesta in via Ruvo.

17 LUGLIO 2011
Tre auto bruciano in via  Maggiore Mazzara alle ore 6.00 circa, una Nuova Fiat Punto potrebbe essere stata la prima a prender fuoco.

18 LUGLIO 2011
Intorno alle ore 22.00 in via  Samarelli dei giovani vengono visti incendiare l'area giochi del parco urbano di rione Paradiso da poco risistemato dal comune ed ancora non aperto ufficialmente al pubblico.

22 LUGLIO 2011
Nella notte, poco prima delle ore 3.30, ennesimo incendio, l'undicesimo dall'inizio dell'anno, ai danni di due veicoli in via Pietro Colletta, una traversa di via Roma.

11 AGOSTO 2011

Alle 5.00 brucia la ventiquattresima auto del 2011, era parcheggiata sul lungomare Colonna tra il civico 66 e 68.

 


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BOTTA E RISPOSTA – IL "LIBERATORIO" INTERROGA I CANDIDATI MOLFETTESI

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Il Movimento “Liberatorio Politico” di Molfetta ha organizzato un confronto pubblico tra tutti i candidati molfettesi al Consiglio Regionale della Puglia.

Andreula Saverio – Io Sud – MPA, 
Armenio Francesco – I Pugliesi, 
Camporeale Antonio – Popolo della Libertà, 
Cives Domenico – Italia dei Valori, 
Minervini Guglielmo – Partito Democratico, 
Minervini Tommaso – Sinistra Ecologia Libertà, 
Mongelli Mauro – Alternativa Comunista, 
Pascarella Michele – Lista Pannella Bonino, 
Porta Gianni – Federazione Sinistra e Verdi.

L’iniziativa si terrà domenica 21 marzo 2010 presso la Sala “B.Finocchiaro” (Fabbrica San Domenico) alle ore 18.00. 

L’evento, strutturato con il sistema “domanda-risposta”, prevederà interrogazioni poste da un moderatore, uguali per tutti i candidati, e risposte dei candidati la cui durata non deve superare un massimo di tre minuti. 

L’ordine di risposta dei candidati sarà sorteggiato la sera stessa per garantire la più ampia trasparenza e “par condicio” per tutti gli intervenuti.

Gli ambiti tematici sui quali saranno poste le domande sono i seguenti:

1) Politiche energetiche e centrali elettriche a biomasse.

2) Salvaguardia del nostro mare, bonifica bellica e ricerche petrolifere.

3) Sviluppo della grande distribuzione e crisi del commercio locale.

Processo farmatruffa, prescrizione vicina

Due giudici da cambiare. Medico arrestato per pressioni sui testimoni. Scatta la rotazione per due magistrati del collegio. Manette al professionista dopo che suoi pazienti hanno cambiato versione

di Gabriella De Matteis
 
Il rischio, ora, diventa sempre più concreto. La prescrizione per quasi tutti i reati, contestati nell´inchiesta farmatruffa, è diventata una possibilità reale. Il processo di primo grado, cominciato nel novembre di un anno fa, quasi sicuramente ripartirà da zero per la rotazione di due giudici a latere. Un procedimento quello che vede sul banco degli imputati 101, tra informatori scientifici, medici e farmacisti (rinviati a giudizio dal gup Antonio Lovecchio), caratterizzato da un colpo di scena. Al termine della scorsa udienza un dottore, coinvolto nell´indagine, è stato arrestato, accusato di aver cercato di condizionare alcuni suoi pazienti, chiamati a testimoniare. 

Michele Facilone, 55 anni, di Molfetta, è tra gli imputati del processo, istruito contro un´associazione che, è l´accusa del pubblico ministero Ciro Angelillis, avrebbe organizzato una colossale truffa al sistema sanitario nazionale. I medici, dietro l´insistenza degli informatori scientifici che ricambiavano con regali e somme di denaro, prescrivevano costosi medicinali. I farmacisti ritiravano le fustelle, chiedendo il risarcimento. Nel processo, con il rito ordinario, ora, è la volta di alcuni testimoni: sono i pazienti ai quali i dottori, coinvolti nello scandalo, a loro insaputa hanno intestato le ricette. Quattro quelli che erano in cura da Michele Facilone e che sono stati chiamati a deporre. 

E se nel 2004 quando ad ascoltarli erano stati i carabinieri del Nas avevano dichiarato di non aver mai assunto alcuni dei farmaci prescritti dal medico, nell´aula di giustizia, hanno detto il contrario, «a volte – scrivono i giudici nell´ordinanza che ha portato ai domiciliari Michele Facilone – giustificando tale difformità sulla base della circostanza che all´epoca il teste ricordava peggio rispetto all´attualità». E quando il pm Angelillis, in udienza, ha chiesto loro se avessero incontrato «pochi giorni prima dell´udienza» il medico, hanno risposto di sì. Due pazienti hanno aggiunto anche che Facilone, parlando del processo, ha detto che « "non c´entrava nulla"». Secondo l´accusa, quindi, il dottore avrebbe cercato di condizionare i testimoni, quasi tutti «persone anziane e affette da patologie croniche, per le quali la figura del medico curante riveste una particolare importanza». 

E´ stato il pm a chiedere alla corte e ad ottenere, sulla base di «un concreto pericolo di inquinamento probatorio» e «al fine di tutelare la genuinità della prova», l´arresto di Facilone che resterà ai domiciliari sino all´udienza del 12 ottobre. Un´udienza che sarà caratterizzata anche da una inaspettata novità. I due giudici a latere, in servizio nella stessa sezione da dieci anni, così come prevede la riforma dell´ordinamento giudiziario, dovranno ruotare, essere trasferiti, cioè, in un´altra sezione. E questo, con ogni probabilità, avrà una conseguenza: l´azzeramento del processo. 


La composizione della corte cambierà e come è consuetudine in questi casi, con ogni probabilità, la difesa degli imputati chiederà la rinnovazione degli atti del procedimento. Si dovrà, cioè, ripartire da zero, riascoltare, ad esempio, tutti i testimoni. Una procedura che richiederà altro tempo, almeno un anno, tanto quanto è durato sino a questo momento il processo. La prescrizione, quindi, si avvicina. Molti dei reati contestati, dall´associazione a delinquere alla corruzione, non saranno più perseguibili nel 2010. Difficile quindi, quasi impossibile pensare di giungere ad una sentenza definitiva o anche soltanto di primo grado prima della prescrizione dei reati. L´inchiesta, però, sino a questo momento, è riuscita a portare nelle casse dello Stato più di sette milioni di euro, frutto del patteggiamento delle nove case farmaceutiche (Pfizer, Astrazeneca, Lusofarmaco, Novartis, Recordati, Bracco, Bristol Myers Squibb, Biofutura, Glaxosmitkline) coinvolte nell´indagine.