Archivio mensile:maggio 2008

Segreto di Stato

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di Dott.ssa Patrizia Gentilini

E’ passato senza ricevere, a mio avviso, l’attenzione che merita, l’ultimissimo atto del governo Prodi, grazie al quale dal 1° Maggio 2008, in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d’applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastutture critiche tra le quali “gli impianti civili per produzione di energia”. Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera.
Credo che ormai in Italia non solo sia a rischio la nostra salute, ma i valori più profondi nei quali crediamo: dalla libertà d’informazione, alla partecipazione, alla stessa democrazia e temo che con questo atto vengano infrante le normative europee che disciplinano l’accesso del pubblico all’informazione ambientale.
Vorrei ricordare le parole di un grande Scienziato, nostro indimenticabile maestro: Lorenzo Tomatis: ”adottare il Principio di Precauzione e quello di Responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l’ occultamento di informazioni su possibili rischi… Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il Principio della crescita economica ad ogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di Precauzione e Responsabilità, dando priorità alla qualità della vita e all’ equità sociale e ponendo il mantenimento della Salute al di sopra dell’ interesse economico”.
La direzione in cui la nostra società si sta muovendo è esattamente antitetica a quella tracciata da Tomatis! Come non essere sgomenti davanti a tutto questo?
Forse non tutti sanno che l’ art. 5 del codice deontologico dei medici letteralmente recita: “Il Medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini… il Medico è tenuto a promuovere una cultura civile tesa all’utilizzo appropriato delle risorse naturali, anche allo scopo di garantire alle future generazioni la fruizione di un ambiente vivibile…”
Mi chiedo: informando un domani i nostri pazienti della pericolosità di risiedere vicino a inceneritori, rigassificatori, centrali e depositi di materiale radioattivo potremmo essere accusati di infrangere un segreto militare e pertanto penalmente perseguiti?
Spero che altre voci altre voci libere ed indipendenti si levino per riaffermare i sacrosanti diritti di tutti noi cittadini.

Dott. Patrizia Gentilini
Specialista in Oncologia ed Ematologia
Associazione Medici per l’ Ambiente ISDE

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9 assessori in cerca di deleghe

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Il primo atto amministrativo dalla neo Giunta Comunale è la delibera n. 69 del 26.05 2008.
Infatti il Sindaco Azzollini con proprio decreto n. 29392, in data 24 maggio 2008 ha determinato il numero degli Assessori che compongono la Giunta Comunale e ha nominato UVA Pietro, PETRUZZELLA Pantaleo CORRIERI Domenico, LA GRASTA Giulio, SPADAVECCHIA Vincenzo,  SPADAVECCHIA Giacomo,  TAMMACCO Saverio,  CAPUTO Mariano,  ROSELLI Luigi, senza assegnargli le deleghe assessorili.
Girando per i corridoi del Palazzo di Città incontrerete sicuramente il buon assessore Uva Pietro o il neo assessore Giacomo Spadavecchia, li saluterete ma non saprete ancora che cosa chiedergli perché sulle targhette poste fuori dei loro uffici non è ancora scritto qual è la loro competenza. Giustamente hanno provveduto prima alle poltrone e alle scrivanie.
Non sarà per caso una nuova deroga che il Sindaco-Senatore ha ottenuto da Berlusconi, per controllare tutte le deleghe amministrative, visto che gli sarà ancora più difficile gestire il potere stando molto tempo a Roma?
Noi speriamo proprio di no, perché ci teniamo alla dignità dei neo eletti assessori e attendiamo con pazienza (ma non tanta) le deleghe assessorili, giusto per sapere, in assenza del Sindaco romano, a che porta bussare per denunciare o chiedere la soluzione ai numerosi problemi della città.

Travaglio fa il bis (aggiornato)

L'immagine “https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2008/05/travaglio1.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Doppio appuntamento domani 29 Maggio con Marco Travaglio che presenterà il libro scritto a quattro mani con Peter Gomez  "Se li conosci li eviti". Alle ore 18,00 sarà a Bitonto presso il Teatro Comunale e successivamente, alle ore 21,00, sarà a Modugno presso lo SHALTER Club di via Roma 140 nell’ambito di una manifestazione dedicata al tema dell’ambiente.
In precedenza la data fissata per ascoltare nuovamente la voce critica dal 2006 del chiacchierato programma Anno Zero di Santoro era Venerdì 30 Maggio, ma un cambio di palinsesto della trasmissione RAI, che questa settimana andrà in onda eccezionalmente proprio di Venerdì, ha costretto ad anticipare l’incontro con i suoi lettori di un giorno.

AGGIORNAMENTO: L’incontro previsto a Bitonto non si svolgerà più presso il Teatro Comunale bensì in Piazza Aldo Moro sempre alle ore 18,00.

L'immagine “https://i1.wp.com/www.chiarelettere.it/mediamanager/sys.user/48512/seliconoscilieviti_big.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Dalla quarta di copertina del libro:
"Mi sono battuto fino all’ultimo perché Enzo Biagi restasse alla Rai." Silvio Berlusconi, febbraio 2008;
"Non penso affatto di presentarmi come leader del centrosinistra" Walter Veltroni, gennaio 2006;
"Voglio che sia a tutti chiaro che non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi" Gianfranco Fini, novembre 2007;
"Italia, Italia, vaffanculo!" Mario Borghezio, luglio 2005;
"Veltroni leader del Pd? Non finché io vivo" Massimo D’Alema, giugno 2006;
"Un uomo, con il mio curriculum, l’avrebbero già fatto presidente della Repubblica" Anna Finocchiaro, maggio 2005.
La carta d’identità dei nostri ”rappresentanti” e la storia di quello che hanno detto e hanno fatto. Per capire quello che potranno fare. Luogo e data di nascita, curriculum, segni particolari, fedina penale, assenze in Parlamento e frasi celebri. Il momento peggiore della nostra vita repubblicana. Basta leggere questo libro. Che è utile avere come guida non solo al Parlamento, ma anche all’Italia sfibrata e stravolta di questi anni. Sono più di 150 politici. Vecchi e nuovi. Con una piccola schiera di virtuosi (o quasi) che hanno diritto alla citazione. Sono pochi e si notano di più. Non perdiamoli di vista."

Per i rinviati a giudizio, il giudizio è rinviato a settembre

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Sempre più spesso le udienze processuali non si celebrano per “vizi di notifica” e gli avvocati degli imputati incassano una possibilità in più per i loro assistiti di rientrare nei termini della prescrizione del reato.
E’ accaduto oggi a Trani per l’ormai noto processo dell’AMATO + 8, a carico del più amato dei molfettesi ed altri.
Con i tempi lunghi della giustizia gli imputati, strada facendo, ammettono di aver commesso i misfatti, patteggiano la pena ed in aula rimangono in pochi.
La prossima udienza per l’Amato + 5 (Girolamo Antonio Scardigno di Forza Italia, l’ufficiale di Polizia Municipale Pasquale Mezzina, l’ex Dirigente Settore attività Produttive e Commercio del Comune di Molfetta Vincenzo De Michele, il broker assicurativo Gaetano Brattoli e il militante del movimento politico Popolari per Molfetta Vito Pazienza) è stata fissata per il  prossimo 23 settembre. La posizione di Giovanna Anna Guido, rappresentante legale istituto di Vigilanza La Securpol s.r.l., sarà valutata in un procedimento distinto; gli altri due imputati sono stati condannati il 21 febbraio scorso avendo chiesto il patteggiamento ma non sconteranno la pena beneficiando dell’indulto. Si tratta dell’ex Tenente di Polizia Municipale Vincenzo Zaza e dell’Ufficiale di Polizia Municipale Gianfranco Michele Piccolantonio condannati rispettivamente ad anni tre ed uno di reclusione. L’unica novità risulta essere l’annuncio della costituzione di parte civile del Comune di Molfetta e speriamo se ne aggiungano altre a far compagnia a Matteo d’Ingeo, unico cittadino costituitosi parte civile nel processo.
Comunque per informare meglio i cittadini sulla vicenda giudiziaria in atto pubblichiamo l’atto integrale della richiesta di rinvio a giudizio e della fissazione di udienza preliminare del 10.01.2008.

PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale
T r a n i

RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO
(art. 416 c.p.p.)


Il Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani; letti gli atti del procedimento n. sopra indicato nei confronti di:

  1. AMATO Giuseppe, nato a Molfetta il 3.1.1961 ed ivi residente alla via Ungaretti n. 3; difeso di fiducia dall’Avv. Domenico DI TERLIZZI di Trani;
  2. BRATTOLI Gaetano, nato a Bitonto il 31.3.1960 e residente in Giovinazzo alla piazza Vittorio Emanuele n. 40; difeso di fiducia dall’Avv. Antonio Maria LA SCALA di Bari, presso lo studio del quale egli è elettivamente domiciliato:
  3. GUIDO Giovanna Anna, nata a Racale il 18.2.1954 e residente in Castrano alla via Matino n. 88; difeso di ufficio dall’Avv. Andrea CALO’ di Molfetta;
  4. DE MICHELE Vincenzo, nato a Bari Santo Spirito il 25.9.1945 e residente in Bitonto al viale Giovanni XXIII n. 34/A; elettivamente domiciliato nel palazzo comunale di Molfetta presso il suo ufficio (via Carnicella n. 1); difeso di fiducia dall’Avv. Vincenzo DE MICHELE del Foro di Bari;
  5. MEZZINA Pasquale, nato a Molfetta il 27.2.1961 ed ivi residente in via Galileo Galilei n. 8; difeso di fiducia dall’Avv. Mauro LA FORGIA di Molfetta;
  6. PAZIENZA Vito, nato a Giovinazzo il 12.9.1958 ed ivi residente alla via de Turcolis n. 42/C; difeso di fiducia dall’Avv. Daniela CASTELLUZZO del Foro di Bari;
  7. PICCOLANTONIO Gianfranco Michele, nato a San Severo il 14.5.1958 e residente in Molfetta alla via Matteotti, 24; elettiv. dom. in Molfetta e/o difensore di fiducia Avv. Nicola DELEONIBUS;
  8. SCARDIGNO Girolamo Antonio, nato a Molfetta il 04/04/1951, ivi residente, C.so Umberto n. 162; difeso di ufficio dall’Avv. Andrea CALO’ di Molfetta;
  9. ZAZA Vincenzo, nato a Molfetta il 25.4.1947 ed ivi residente alla via Azzarita n. 112; difeso di fiducia dall’Avv. Vito D’ETTOLE del Foro di Trani;

(clicca e continua a leggere la richiesta di rinvio a giudizio)

Il fatto non costituisce reato. Giustizia è fatta!

Cara, che partito mi metto oggi?

Ricordate l’articolo apparso sul mensile l’Altra Molfetta nel mese di marzo 2007 dal titolo  “Ma a Molfetta esiste la mafia?” (clicca e leggi l'articolo).
Il suo contenuto è stato apprezzato da molti cittadini molfettesi, ma qualcuno non lo ha gradito e armatosi di penna e carta bollata ha querelato (clicca e leggi la querela) per diffamazione l’estensore dell’articolo  e il direttore de l’Altra Molfetta.
I passaggi particolarmente controversi dell’articolo che hanno suscitato le ire del consigliere comunale ex Verdi, ex CCD, ex Popolari per Molfetta, ex FI, ex AN ora UDC e domani chissà cos'altro, sono i seguenti:

[…] Naturalmente non merita commenti lo striscione appeso sul ponte ferroviario all’entrata di Molfetta su cui era scritto “Amato: la città è con te; ti vogliamo bene”. Direi invece che la città è molto indignata per lui e per quello che sta accadendo, e quella manifestazione di affetto dei suoi “999 elettori” non è molto diversa dalle manifestazioni di oltraggio nei confronti delle forze dell’ordine da parte di interi quartieri di Napoli o Bari quando arrestano un camorrista o un mafioso. […]

[…] Invece bisogna convincersi che in questa città ”la mafia” esiste e da molto tempo. Già nel 1995 fu revocata dalla Camera di Commercio di Bari, la licenza ad un noto commerciante molfettese, per associazione a delinquere di stampo mafioso. Quello stesso personaggio aveva a che fare con l’assassino di Gianni Carnicella e con la holding nostrana della droga. La mafia non è più solo quella dei morti ammazzati per stragi o agguati, ma è fatta anche dei capi d’accusa mossi a P. Amato. […]

Il Giudice, dott. Roberto Oliveri del Castillo, sciogliendo la riserva formulata all’udienza del 14.3.08 nei confronti di d’lngeo Matteo e Germinarlo Corrado indagati in ordine all’art. 595 c.p.,  ha RIGETTATO l’opposizione avanzata da Amato Giuseppe, ha ACCOLTO la richiesta del P.M. e ha DISPOSTO l’archiviazione nei confronti degli indagati d’Ingeo e Germinario perché il fatto non costituisce reato (clicca e leggi l‘ordinanza di archiviazione).

Storie di ordinario manganello

Nel primo Consiglio dei Ministri riunito a Napoli per varare le norme relative al pacchetto sicurezza e  per affrontare l’emergenza rifiuti della Campania, Berlusconi dichiarò una vera e propria guerra a chi sarà contro lo Stato:
 “I siti in cui sono previste le discariche saranno considerati come le zone militari, sono aree di interesse strategico nazionale: e chi infrange la legge – ha ammonito il Cavaliere – commetterà reato penale, rischiando, ha spiegato il premier, fino a 5 anni di carcere”.
E a Chiaiano, dove nei giorni scorsi ci sono stati violenti scontri tra manifestanti anti-discarica e le forze dell’ordine, lo stato si è fatto sentire.
I giornalisti non sempre hanno riportato i fatti come sono realmente avvenuti e qualcuno ha deciso di inviare in rete una testimonianza diretta. Riproponiamo una lettera da Chiaiano inviata a Beppe Grillo.

Una lettera da Chiaiano.



"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra.
Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio.
Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati.
Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica.
Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi.
La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate.
Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare.

Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa.  Datemi voce e spazio.
Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia". 


Elisa Di Guida, docente di Storia e Filosofia – Napoli

«In Puglia non ci sarà il nucleare»

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"La Puglia è in credito verso l’Italia per una produzione energetica così elevata che le consente di trasferirne l’82% al resto del Paese; e quindi qui centrali nucleari non se ne fanno”.
Queste sono le dichiarazioni dell’Assessore regionale all’Ecologia Michele Losappio in risposta a quanto detto dal Ministro Scajola circa la volontà del governo Berlusconi di aprire cantieri per centrali nucleari in Puglia. Nella situazione attuale, ribadisce Losappio, è improponibile un ulteriore sacrificio per i pugliesi.
“Con il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale)”, continua, “la Regione ha fatto un’altra scelta, quella di investire sulla frontiera delle energie rinnovabili e la sta praticando in modo del tutto convincente. Sarebbe, perciò, opportuno che tutte le forze politiche, comprese quelle che esprimono la maggioranza nazionale e in essa autorevoli figure istituzionali, per i motivi indicati dichiarino la propria indisponibilità a gravare il nostro territorio di un simile tributo”.
Noi condividiamo le dichiarazioni e le posizioni di Losappio sul rifiuto del nucleare ma abbiamo ancora molti dubbi sulle scelte della Regione Puglia nel rilasciare autorizzazioni per la costruzioni di centrali elettriche a biomassa di elevata potenza come quella della Powerflor srl di Molfetta in zone agricole e abitate.
Non è quello che prevede il PEAR.
Non conosciamo ancora la posizione ufficiale del Senatore Azzollini che è Sindaco di un Comune, quello di Molfetta, che tanti anni fa, con una delibera di Consiglio Comunale è stato dichiarato territorio denuclearizzato.

I segreti del Segreto di Stato

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Questa volta Berlusconi non c’entra, ma le lobby trasversali dell’inciucio PDL-PD sicuramente sì. Uno degli ultimi regali del Governo Prodi è stato utilizzato da Berlusconi per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania.
E’ entrato in vigore pochi giorni fa un decreto del Presidente Prodi che inserisce “gli impianti per la produzione di energia” nell’elenco dei luoghi da coprire con il Segreto di Stato.
La trasparenza amministrativa rimane uno slogan e le informazioni di ciò che viene deciso sulla testa dei cittadini e va a toccare direttamente la salute delle persone, sono tutte cose che per il Potente di turno vanno sempre più limitate.
Un tempo, in Italia, il Segreto di Stato si imponeva su stragi, trame nere, fondi neri. Adesso a diventare top secret sono le centrali elettriche.
A discrezione del Presidente del Consiglio, le suddette centrali possono passare dal controllo delle ASL e dei Vigili del Fuoco a quello di «autonomi uffici di controllo”; praticamente le centrali elettriche andrebbero dal controllo cittadino a quello dei servizi segreti.
I motivi? Molto vaghi. Carissimi cittadini, preparatevi ad accogliere sotto casa altre centrali a biomassa come la POWERFLOR e centrali nucleari; ma non illudetevi, non potrete fare domande, protestare od opporvi perché rischierete di essere arrestati e processati per direttissima come veri e propri terroristi.
La democrazia partecipativa è in serio pericolo.

Il ricordo di Giovanni Falcone e delle sue parole

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"Credo sia giusto far sapere come si sono svolti certi fatti. La gente è abituata all’idea del super giudice, onnipotente, forse un po’ arrogante.

Che ne sa, la gente, delle piccole frustrazioni quotidiane, delle delusioni degli smarrimenti di un uomo che inspiegabilmente è stato osteggiato proprio da chi avrebbe dovuto amarlo di più? Che ne sa, la gente, della vita triste di Giovanni?"


| Parole di Maria Falcone, dal libro "Storia di Giovanni Falcone" |

"La testa del serpente mafioso è qui in Sicilia, soprattutto a Palermo". "Rimarranno solo i mafiosi qui in Sicilia". "Siamo noi siciliani i peggiori nemici della Sicilia"

| Parole di Giovanni Falcone |

"Tutti hanno fatto credere di essermi amici, poi me li sono trovati dall’altra parte: democristiani, socialisti, comunisti….tutti. Non ti sembra la prova più evidente che io cerco di rimanere sempre lo stesso, mentre gli altri cambiano a seconda dei loro interessi? Eppure i mie colleghi mi negano questo credito"

| Parole di Giovanni Falcone, dal libro "Storia di Giovanni Falcone" |

"Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili"

| Parole di Giovanni Falcone |

"Nessuno troverà mai un elenco degli appartenenti a Cosa Nostra né alcuna ricevuta dei versamenti delle quote. Il che non impedisce che le regole dell’organizzazione siano ferree e universalmente riconosciute"

| Parole di Giovanni Falcone, dal libro "Cose di Cosa Nostra" |

"E stato per noi come un professore di lingua che ti permette di andare dai Turchi senza parlare con i gesti". "La sua confessione è stata una chiave per decifrare il codice di Cosa Nostra"

| Parole di Giovanni Falcone, a proposito di Tommaso Buscetta, dal libro "Cose si Cosa Nostra" |

"La mia cultura progressista mi faceva inorridire di fronte alla brutalità, agli attentati ed alle aggressioni; guardavo a Cosa Nostra come all’idra dalle sette teste: qualcosa di magmatico, di onnipresente e invincibile, responsabile di tutti i mali del mondo"

| Parole di Giovanni Falcone, dal libro "Cose di Cosa Nostra" |

"Partecipare a un’azione violenta risponde generalmente a una logica rigorosa, quella che fa di Cosa Nostra l’organizzazione temibile che è. Sottolineo spesso questo concetto perché affrontando la mafia per quello che è un’associazione criminale seria e perfettamente organizzata saremo in grado di combatterla"

| Parole di Giovanni Falcone, dal libro "Cose di Cosa Nostra" |

"Quando saltano le regole ancestrali, quando lo stato decide di combattere sul serio la mafia, quando forze dell’ordine e magistrati fanno realmente e fino in fondo il proprio dovere, i comportamenti degli imputati cambiano"

| Parole di Giovanni Falcone, dal libro "Cose di Cosa Nostra" |

"La lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo.All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere.

Se pulisci una stanza non puoi ignorare che altre stanze possono essere sporche, che magari l’ascensore non funziona, che non ci sono le scale….. Io vado a Roma per contribuire a costruire il palazzo"

| Parole di Giovanni Falcone, da La Repubblica, 1 marzo 1991 |

"Ho deciso di collaborare solo con lei, perché fa parte di quelle pochissime persone temute da Cosa Nostra e ritenuto inavvicinabile e incorruttibile"

| Parole del pentito Marino Mannoia, su Historia, Novembre 1992 |

"A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini"

| Parole di Giovanni Falcone |

A Palermo si dice: "per dimostrare di essere onesti bisogna morire"

| Parole di Giovanni Falcone, dal libro "Cose di Cosa Nostra" |

"La furbizia di Cosa Nostra è sempre stata quella di essere l’associazione degli uomini d’onore, una cosa segreta e per pochi, ma di restare contemporaneamente collegata con la vita normale. Con le professioni e i misteri della gente. Dentro la mafia c’è di tutto."

La Powerflor come l'Italgest?

Botta e risposta tra Rocco Palese (FI-PDL) e Michele Losappio (PRC) e i dubbi sulle centrali a biomasse in Puglia aumentano.


L'immagine “https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2008/05/3cfa5263b938755b4e0205f6643cad7b.jpeg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Riportiamo di seguito il testo di una interrogazione urgente al Presidente della Giunta e agli assessori all’urbanistica e allo sviluppo economico della Regione Puglia, a firma del Consigliere del PDL Rocco Palese, e la risposta dell’Ass. Regionale Losappio.
La vicenda della centrale Italgest di Lecce ha molte cose in Comune con quella della Powerflor di Molfetta. Viene spontaneo chiedersi come mai i consiglieri comunali molfettesi e provinciali, gli assessori provinciali e regionali non pongono la questione negli stessi termini. Chi impedisce ai politici molfettesi di far valere nelle sedi istituzionali le ragioni del bene comune e della salute pubblica molfettese?


http://www.openpolis.it/politician/picture?content_id=5097Interrogazione urgente di Rocco Palese:
“La Regione approva solo ora un regolamento che ammette vizi e crepe dell’autorizzazione concessa nel 2007 a Italgest. La nostra prima interrogazione del 6 marzo scorso – dice Palese – nella quale ponevamo dubbi e perplessità sulla velocità con cui sono state concesse le autorizzazioni e sulla esigenza che la Regione Puglia chiarisse se questa centrale a biomasse può sorgere su terreno agricolo pur in assenza di varianti urbanistiche, resta ad oggi senza risposta. In quella interrogazione, ponevamo un problema: il decreto legislativo 387/03, prevede che le centrali alimentate a biomasse possono sorgere anche su terreni agricoli. Lo stesso Decreto definisce le biomasse come fonti rinnovabili (quindi esistenti in natura e inesauribili), provenienti anche dallo scarto di lavorazioni agricole e chiarisce che queste sostanze devono essere biodegradabili. La centrale in oggetto, come risulta dal progetto, sarà alimentata da due motogeneratori diesel alimentati a loro volta con olio di girasole. Il decreto legislativo 387/03 inserisce l’olio non tra le biomasse ma tra i combustibili, né può considerarsi l’olio di girasole “biodegradabile”. Quindi, sembra proprio che la centrale in oggetto non sia da considerarsi a biomasse e non possa quindi sorgere su terreno agricolo. Circostanza peraltro confermata ora dai contenuti del Regolamento approvato dalla Giunta regionale con delibera N. 767 del 14 maggio 2008. Infatti, in questo Regolamento la Regione va ad inserire la definizione di “biomasse combustibili”, inesistente nel decreto legislativo 387/03.
Ora, ammesso e non concesso che nella sola Puglia per volontà della Regione, possano esistere dal 14 maggio 2008 in poi le “biomasse combustibili”, è chiaro che non esistevano l’11 maggio 2007, all’atto della Conferenza dei servizi che nella stessa giornata si è insediata e si è conclusa presso la Regione Puglia dando parere favorevole all’insediamento della centrale di Lecce. E’ quindi lo stesso Regolamento ad ammettere che alla data dell’11 maggio 2007 non esistevano le “biomasse combustibili”, il che vuol dire che quella centrale non poteva sorgere su terreno agricolo”. Palese aggiunge: “Nel frattempo, l’intervento autorevole del ministro Fitto, ha fatto sorgere perplessità anche di natura politica all’interno del Consiglio comunale di Lecce: sia il capogruppo del centrosinistra, sia il difensore civico, dichiarano che l’iter autorizzativo della centrale appare illegittimo anche perché in palese violazione dell’art. 26 dello Statuto del Comune di Lecce in base al quale andava fatta una “istruttoria pubblica” per informare correttamente la cittadinanza leccese, che non è mai avvenuta. In sostanza chiediamo quindi alla Giunta regionale se non ritenga che il Regolamento approvato il 14 maggio 2008 costituisca una sorta di ammissione del fatto che la procedura aperta e conclusa l’11 maggio 2007, non fosse conforme alla normativa vigente; se non ritenga di dover prendere in considerazione quanto denunciato anche dal Difensore Civico del Comune di Lecce; se alla luce di quanto descritto in premessa, e del fatto che nel frattempo come appreso dalla stampa è stata aperta anche una inchiesta giudiziaria sulla vicenda, non ritengano di dover riconsiderare con la dovuta urgenza l’intero iter autorizzativo dell’impianto.

https://i0.wp.com/www.ecologia.puglia.it/images/losappio.gifL’assessore all’ecologia, Michele Losappio replica al Presidente consiliare del gruppo di F.I., Rocco Palese, ma la sua risposta non soddisfa:
“Speravo che il Consigliere Palese studiasse di più una materia che evidentemente gli è ostica, magari rinunciando a qualche comunicato.
Poiché non l’ha fatto mi tocca spiegare che grazie al D.Lgs.vo 387/2003 (Governo Berlusconi) tutti gli impianti energetici fino a 50 MW elettrici, alimentati da fonte fossile o rinnovabile (biomasse comprese), sono esentati dalla assoggettabilità a VIA.
Obiettivo dei berluscones era quello di incrementare la produzione energetica, specie quella fossile e se questo ha determinato o determina problemi al territorio ebbene ora il Consigliere Palese sa con chi prendersela.
Il progetto di impianto Italgest è stato presentato al procedimento di autorizzazione unica quando era in vigore tale norma ed ha seguito le conseguenti procedure. Ma in Puglia governa il centrosinistra e così con legge n. 25/07 è stato introdotto l’art. 10 che individua il limite di 15 MW elettrici per evitare l’assoggettabilità a VIA. Dunque gli impianti che superano i 15 MW vanno a procedura di assoggettabilità in modo da poter esercitare un controllo su “centrale selvaggia” e difendere meglio la salute dei pugliesi ed il territorio.
La centrale CEM di Casamassima sembra rientrare in tale tipologia e quindi ne seguirà la procedura e poiché la Regione ha finalmente effettuato il passaggio alle Province di quelle deleghe ambientali che Palese ed il suo governo si tenevano inutilmente strette nelle mani, se il progetto è stato presentato dopo luglio 2007 spetterà alla Provincia di Bari esercitare la funzione di esame nel solco degli indirizzi del PEAR.”

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