Archivio mensile:agosto 2007

Ad agosto bollette AQP più care: tutto regolare?

L’Acquedotto Pugliese batte cassa, i cittadini pagano e gli amministratori condominiali risultano morosi; ma i nostri soldi che fine hanno fatto?

Abbiamo affermato più volte che l’illegalità diffusa è ormai dilagante, ma questa volta credo si sia raschiato il fondo.
Mentre i cittadini pugliesi partivano in vacanza, l’Acquedotto Pugliese pensava bene di far pervenire agli amministratori condominiali le fatture del 2° trimestre 2007 con scadenza di pagamento al 31 agosto.

I pochi fortunati condomini che, per caso, sono riusciti a leggere la fattura hanno notato subito una sorpresa nel secondo foglio dei “dettagli degli importi”; una nuova voce, “spese di recupero crediti”; nel terzo foglio della fattura si disvela l’arcano e si legge che l’AQP addebita sulle fatture gli “oneri per recupero crediti stragiudiziali” in riferimento a fatture del 2001 e anni seguenti.
L’Acquedotto assicura che è tutto regolare e che l’addebito delle spese sostenute dall’ente per le azioni di recupero del credito, eseguite in relazione alle morosità, è previsto dal Regolamento del Servizio Idrico Integrato agli articoli 16 e 17.
Ma gli articoli 16 e 17 si riferiscono espressamente ad utenti il cui contratto è stato risolto e si è passati alla chiusura della presa stradale. Si parla, quindi, di morosi recidivi, ma probabilmente ignari della loro posizione, perché hanno regolarizzato i pagamenti dei propri consumi dietro presentazione di relativa ricevuta emessa dall’amministratore.
Accade spesso che l’amministratore di turno pur avendo incassato le quote acqua, non ha provveduto a regolarizzare entro la scadenza le fatture AQP.
Dalla verifica fatta su alcune fatture non si comprendono le motivazioni per cui siano state avanzate tali richieste dall’AQP, né vengono specificate le modalità con cui sono stati ottenuti gli importi addebitati.
Se, ipoteticamente, ci fossero oneri a carico di qualche utente moroso per qualche raccomandata relativa ai solleciti di pagamento, i costi sicuramente dovrebbero essere nettamente inferiori a quelli richiesti dall’AQP sotto forma di “oneri per recupero crediti stragiudiziali”.
Siamo ancora all’inizio ma tra qualche giorno nei nostri condominii si sentiranno schiamazzi di ogni tipo, specialmente se dal 2001 ad oggi sono cambiati gli amministratori e ci sono stati nuovi inquilini in entrata ed in uscita, che giustamente non vorranno pagare le mancanze di altri.
Abbiamo seri dubbi anche sulla forma “retroattiva” del recupero crediti.
Stiamo valutando l’opportunità di interpellare anche l’autorità giudiziaria per l’accertamento di eventuali comportamenti “contra legem” da parte dell’Acquedotto Pugliese nei confronti dell’utenza.
Nel frattempo suggeriamo a tutti i cittadini interessati di invitare i loro amministratori condominiali a presentare entro il 31 agosto i reclami presso gli uffici dell’AQP per poter pagare le fatture del 2° trimestre 2007 senza gli “oneri per recupero crediti stragiudiziali”.
Qualora fosse stata già pagata, chiedete la copia della fattura e se sono riportati i recuperi di cui stiamo parlando, pretendete di scorporarli dai bollettini di pagamento delle spese condominiali e chiedete spiegazioni per le morosità che l’ente AQP vi ha addebitato. Se i vostri amministratori, rei di non aver pagato, non soddisfano le vostre richieste non vi rimane che risolvere il rapporto professionale con gli stessi, perché responsabili delle morosità.
Ma…, attenzione! Prima di procedere, verificate che le bollette dell’ENEL e del GAS siano state pagate. Purtroppo accade anche questo; e speriamo che anche altri Enti non s’inventino lo stesso recupero crediti.

Solidarietà ai lavoratori dipendenti della Ciccolella Holding

COMUNICATO STAMPA
Il Movimento Liberatorio esprime solidarietà ai lavoratori dipendenti della Holding – Floricola Ciccolella che scioperano contro l’Azienda. Seguiamo da marzo la protesta dei lavoratori impiegati negli impianti floricoli di Terlizzi e Molfetta; l’avevamo già affermato allora e lo ribadiamo, che non è tutto oro quello che luccica in casa Ciccolella. La Borsa affari della Ciccolella S.p.a. è stata offuscata in quei giorni da un significativo sciopero dei dipendenti dell’azienda impegnati in una dura lotta contro pratiche e rapporti di lavoro ”feudali”, così si esprimevano in una conferenza stampa i vertici regionali della Flai-CGIL.; dichiaravano di aver aperto la vertenza aziendale per ottenere «la stabilità occupazionale e la trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il rispetto dei contratti di lavoro, il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, il rispetto delle libertà sindacali, contro il lavoro nero e grigio, le evasioni contrattuali e contributive, il sottosalario, praticati dall’azienda”.
A quanto pare la Ciccolella S.p.a. tratta nello stesso modo anche i lavoratori degli impianti che sorgono nella provincia di Foggia, perché nel luglio scorso un quotidiano locale “Il Grecale” riportava una denuncia della Cgil sul “lavoro nero e diritti negati” dei lavoratori dell’Azienda Ciccolella. Si parlava di stipendi da 25-30 euro per 8-12 ore di lavoro e licenziamenti immotivati.
Il sindacato ha invitato la Regione Puglia al blocco di tutti gli eventuali finanziamenti pubblici in corso e la CONSOB a verificare i bilanci della società dal momento che si è in presenza di una società quotata in Borsa.
Noi non possiamo che essere d’accordo con queste considerazioni dal momento che abbiamo sottoscritto un significativo esposto insieme ad altri cittadini molfettesi sulla nascita di una centrale elettrica a nome di una delle tante “scatole cinesi” della HOLDING Ciccolella, la PowerFlor s.r.l.. Questa società anche se ha un suono che richiama la principale attività dei Ciccolella, in pratica è registrata due volte sul sito della Confindustria ed ha come “mission” la produzione, trasferimento, distribuzione e vendita di energia elettrica. E’ trascorso già un mese dalla presentazione dell’esposto e nei prossimi giorni chiederemo ufficialmente al Sindaco e agli altri nostri interlocutori notizie sulle verifiche da noi chieste.
Crediamo che il rispetto della legalità, dell’ambiente e dei lavoratori debba diventare una battaglia comune a tutti i cittadini, movimenti, sindacati e partiti, ma in questo momento il silenzio assordante di questi ultimi ci preoccupa e ci indigna. Ma ci indigna ancor più il silenzio degli altri sindacati.


   LIBERA  PUGLIA   


La Provincia di Brindisi, i Comuni di Mesagne, Torchiarolo e San Pietro Vernotico, Italia Lavoro Spa, "Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", RICERCANO i seguenti PROFILI PROFESSIONALI da inserire in una cooperativa sociale che gestirà i terreni agricoli confiscati secondo la legge n.109/’96:
– n.1 AGRONOMO VITIVINICULTORE
– N.1 OPERAIO TRATTORISTA
– N.3 OPERAI AGRICOLI POTATORI
– N.2 OPERAI AGRICOLI GENERICI
– N.1 TECNICO AMMINISTRATIVO/COMMERCIALE

Per i disoccupati è prevista una dote iniziale di 5.500 euro.
Due posti sono riservati a lavoratori svantaggiati secondo la legge 381/91 per la costituzione di cooperative sociali.
Il progetto è sostenuto da enti pubblici ed importanti soggetti privati (Coop Italia, Legacoop, Conad, Unipol, Conapi, Alce Nero, Mielizia, Slow Food, Assofruit, etc.).
Il bando completo, il modulo di domanda e la scheda descrittiva del progetto (in allegato) sono reperibili presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Brindisi o scaricabili dai seguenti siti web:
[1] www.provincia.brindisi.it
[2] www.libera.it
[3] www.liberapuglia.it
Il bando scade il 7 settembre 2007 (con probabile proroga per ulteriori due settimane).
Le domande dovranno pervenire al Centro per l’Impiego di Mesagne per mezzo di raccomandata A/R.

Per informazioni: Alessandro Leo 349.7417950
[4] info@liberapuglia.it

Intervista di Molfettalive a Matteo d’Ingeo (seconda parte)

D'Ingeo: «il Liberatorio è un luogo d’ascolto permanente»

L'ex candidato sindaco commenta anche il passaggio di Pino Amato in AN.

di Maurizio Altomare

 

Alle scorse elezioni politiche partecipava una coalizione rappresentata da Matteo D'Ingeo dal nome Liberatorio Politico. Nonostante la sconfitta elettorale, il gruppo ha continuato a portare avanti i suoi progetti ed a discutere dei problemi della nostra città.

Prima delle vacanze, abbiamo chiacchierato con il leader del gruppo a riguardo del futuro del movimento Liberatorio e dei recenti fatti di politica locale.

L’attività del Liberatorio fa registrare nuove adesioni? Il gruppo si sta allargando?
«Come in tutte le realtà associative c’è sempre un gruppo base trainante che io amo chiamare lo “zoccolo duro” e che di volta in volta, a seconda delle tematiche trattate, si allarga a cittadini che si lasciano coinvolgere o per interesse o per professionalità. 

Ormai il Liberatorio è diventato un punto di riferimento, come lo era in passato l’Osservatorio “7 luglio” sull’illegalità, e sono i cittadini stessi che molto spesso ci segnalano le varie problematiche. La protesta sulla centrale elettrica, che è nata da qualche mese e sfociata con la presentazione dell’esposto alla magistratura, è un esempio di come si possa fare politica partendo dal basso. Se non ci fossero stati i cittadini a segnalarci questa storia, noi e la città intera, non avremmo mai saputo dell’esistenza di questo progetto tenuto, ad arte, nascosto.»

Quali i progetti prossimi del vostro gruppo?
«Non ci sono progetti a lungo termine, il Liberatorio è un luogo d’ascolto permanente e decidiamo di volta in volta la priorità delle tematiche da affrontare. Stiamo concludendo il lavoro sull’abusivismo, cominciamo ad entrare nel vivo della richiesta del riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia; ci sono giunte sollecitazioni ad occuparci della gestione della piscina comunale e delle problematiche che stanno emergendo; abbiamo notizia di alcuni imprenditori che stanno chiedendo illegalmente centinaia di migliaia di euro per il rilascio delle chiavi di case in cooperativa; vorremmo radiografare i Servizi Sociali per affrontare i criteri che l’assessorato utilizza per affidare molti servizi di carattere sociale al cosiddetto “volontariato”; torneremo ad occuparci della Fashion District e del possibile coinvolgimento di alcuni imprenditori bresciani nella maxi inchiesta milanese del P.M. Forleo; l’elenco potrebbe essere lungo ma di volta in volta avremo modo di farlo sapere alla città.

Ma il primo impegno è quello che stiamo già trattando, la centrale elettrica della Powerflor. I 54 firmatari dell’esposto sono cittadini che non dicono falsità, come qualche giornalista si è sforzato di argomentare in difesa della famiglia Ciccolella s.p.a.; anzi in molti dimostrano di essere scarsamente informati sui fatti perché si fidano delle “veline” che gli passano. Abbiamo lavorato in gruppo per circa tre mesi e alla fine ci siamo resi conto che il progetto, le relazioni tecniche e le autorizzazioni rilasciate dagli enti competenti non erano convincenti. Insieme al Liberatorio e ai cittadini firmatari dell’esposto, abbiamo notizia che anche il Presidente del Consorzio Autonomo delle Guardie Campestri si è mobilitato con una lettera al Sindaco per chiedere di verificare la correttezza delle procedure per il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione della centrale.

Registriamo anche l’inaccettabile e vergognoso silenzio su questa vicenda di tutti i partiti di maggioranza e opposizione presenti in consiglio comunale, senza poi parlare di un fantomatico partito dei VERDI presente a Molfetta che evidentemente non ha ancora capito di cosa deve occuparsi oltre a firmare manifesti di nuove alleanze partitiche. Fra qualche settimana ne riparleremo pubblicamente e allora vedremo se le parti interessate e politiche saranno disponibili a confrontarsi sul tema energetico a Molfetta.

Noi non siamo pregiudizialmente contro l’utilizzo delle biomasse per produrre energia pulita, ma chiediamo a chi la promuove e la autorizza il massimo rispetto dell’ambiente e dei cittadini che abitano e lavorano nella zona in cui dovrebbe sorgere questa benedetta centrale. Al momento, queste certezze, le carte non le danno e non solo per la zona direttamente interessata, ma anche in un raggio più ampio di territorio. Ci sono tante altre cose di cui per ora è prematuro parlarne, certo è che ci sarà da lavorare e non avremo il tempo di annoiarci.»

Cosa ne pensi del possibile passaggio di Pino Amato in Alleanza Nazionale?
«Non mi stupisce la scelta del cittadino più amato dai molfettesi perché lo conosciamo bene e se ci fosse a Molfetta la Lega Nord non esiterebbe a chiedere la tessera anche a quel partito. In questo modo entrerebbe nel guinness dei primati di chi ha collezionato le tessere di quasi tutti i partiti e la sua unicità sta proprio nell’aver attraversato quasi tutto l’arco costituzionale dai Verdi ad A.N. A parte gli scherzi, se questa notizia dovesse concretizzarsi io credo che la nostra democrazia sarebbe veramente in serio pericolo; non tanto per il fatto che un partito come Alleanza Nazionale, che ha delle regole abbastanza rigide, decida di accettare tra le sue fila uno dei tanti trasformisti della partitocrazia, ma la cosa più scandalosa è che si accetta il “pacchetto di voti” che costui rappresenterebbe. Capisci dov’è la cancrena del sistema?

La politica dei partiti, ormai, non si fonda più sulle strategie politiche, sulla risoluzione dei problemi della gente o sull’affidabilità dei soggetti, sulla loro dignità e moralità, bensì sui loro pacchetti di voti che portano in dote in un qualsiasi recinto partitico in cui pascolano i propri interessi o quelli che rappresentano. Questa è la vergogna a cui assistiamo da tempo e in particolare in questa nobile città che qualcuno sta offendendo e infangando. Se c’è mercimonio di voti dove qualcuno compra e l’altro vende, vuol dire anche che all’interno del sistema chi offre e vende i propri voti è certo di poterli controllare. Ben vengano allora le inchieste sul voto di scambio perché se questo è il sistema bisogna andare fino in fondo e scoperchiare la pentola che ormai bolle da tempo.

La questione morale, lo ripeto, è il primo punto di un qualsiasi nuovo progetto politico, lo vorrei urlare a tutti quotidianamente.

A proposito di questione morale, a riguardo del “Manifesto per la Puglia” promosso da Guglielmo Minervini, anche se siamo dall’altra sponda degli schieramenti politici, la sostanza non cambia. Il nostro caro ex Sindaco non ha perso il vizio di fare le fughe in avanti commettendo gravi errori strategici. Il suo manifesto si conclude affermando che il Partito Democratico è un luogo di “persone convinte”, invece abbiamo scoperto che qualche nome, compreso tra le circa 90 firme di adesione non sapeva neanche di aver firmato un manifesto politico. Credo che sia molto imbarazzante per il paladino della trasparenza e cittadinanza attiva, giustificare questo spiacevole incidente. Speriamo solo che le altre adesioni non siano come le decine di tessere false che risultavano accreditate alla Margherita di Molfetta non più di un anno fa, prima del congresso.

Ma anche in questo caso, l’attenzione deve essere posta sul fatto che si vuole far passare il P.D. come un partito nuovo ma nei fatti è un altro nuovo partito che si fonda su metodi e logiche vecchissime. Se riflettete un attimo su questo manifesto, arriverete alla conclusione che Guglielmo Minervini o chi per lui, ha già formalizzato l’esistenza di una corrente di un partito che deve ancora nascere ufficialmente e se considerate che in questo “pasticcio” ci sono le anime più variegate del partito delle correnti per eccellenza, la vecchia Democrazia Cristiana, altro che “partito nuovo”.»

E' da sempre attento alla legalità cittadina. E' ancora convinto che Molfetta soffra di illegalità? Quali le cause?
«Sono quindici anni che mi occupo in questa città di illegalità e devo ammettere che ormai la situazione è preoccupante e si rischia di non poterla più controllare. Ma la profonda crisi della legalità non prescinde da una crisi molto più ampia che riguarda la credibilità delle istituzioni e della giustizia e la profonda sfiducia dei cittadini in chi dovrebbe rappresentare lo stato. La legalità, un valore in crisi come tanti altri valori, insieme al rispetto delle regole, dovrebbe diventare una motivazione morale profonda e convinta, applicata e vissuta da tutti nella loro quotidianità. La comunicazione del valore della legalità deve necessariamente diventare compito primario per chi, per mandato elettivo o per ruolo istituzionale, svolge una funzione pubblica, ma anche per i singoli cittadini, laddove più incisiva può essere l'efficacia del buon esempio; e non può essere vincolata da logiche di schieramento politico.

Purtroppo nella nostra Molfetta i buoni esempi e i modelli positivi scarseggiano e il problema del mancato rispetto delle regole e l’illegalità diffusa riguarda tutti, istituzioni e cittadini. Non se ne viene fuori se non c’è, da una parte, chi fa rispettare le regole e assicuri la certezza della pena e dall’altra chi deve essere educato a considerare le regole come un patrimonio di convivenza civile. Se il livello è quello di lasciar infrangere impunemente le leggi dello stato, le ordinanze comunali e i regolamenti edilizi e poi, non far accedere agli uffici comunali i cittadini maschi in bermuda (le donne in minigonna si) mi sembra che l’ipocrisia dei nostri amministratori offenda i cittadini molfettesi, e il loro valore della legalità e del rispetto delle regole sia molto infimo e faccia ridere.

Vorrei chiudere ringraziandovi per la possibilità che Molfettalive offre anche a noi di esprimere liberamente il proprio pensiero, perché in questa città si stanno paurosamente chiudendo le possibilità di un’informazione obiettiva e libera da condizionamenti politici e padronali. Spero che il vostro spazio non sia mai contaminato da controllori, censure esterne e soprattutto pregiudizi. Grazie ancora e buone vacanze.»

Intervista di Molfettalive a Matteo d’Ingeo (prima parte)

Presente e futuro della Politica "secondo Matteo"

D'Ingeo giudica quella di Azzollini come una delle peggiori amministrazioni che questa città abbia mai avuto

di Maurizio Altomare

 

Negli ultimi mesi è rimasto un po' nell'ombra il leader del Liberatorio Politico, Matteo D'Ingeo. Impegni di lavoro e alcune questioni personali ne hanno condizionato le giornate, ci assicura personalmente.

Ma l'ex candidato sindaco non ha mai perso lo spirito combattivo e l'amore per la città. Lo abbiamo ascoltato per un'analisi a trecentosessanta gradi su presente e futuro della politica molfettese.

Iniziamo da un giudizio a riguardo dell'attività dell'amministrazione fino ad oggi. Che ne pensa dell'operato del Sindaco e della Giunta?
«Non credo che il giudizio sull’attività amministrativa possa essere diverso da quello espresso circa un anno fa, quando mi facevi la stessa domanda a pochi mesi dall’insediamento del Sindaco Azzollini. In questi mesi la situazione è solo peggiorata. L’incidente di percorso delle “spiagge sporche”, per cui abbiamo chiesto qualche settimana fa le dimissioni dell’ass.re Magarelli e del presidente dell’ASM Francesco Nappi, ha confermato ancora una volta che questa amministrazione non ha alcuna capacità programmatica, ma vive alla giornata, nella routine di occupazione esasperata di posti di potere e di territorio senza alcun obiettivo di crescita e tutela del bene comune.

Il dott. Magarelli l’ho ritenuto sempre una persona perbene e rispettabile, ma evidentemente all’interno del “carrozzone” amministrativo non può fare più di tanto. Le nostre spiagge sono un bene comune ed una risorsa che ha bisogno di essere tutelata 365 giorni l’anno, evitando di trasformarla in cimitero di carcasse animali di ogni genere e discarica abusiva, o peggio ancora territorio di conquista di spregiudicati imprenditori che rosicchiano anno dopo anno la battigia e la zona demaniale. Questo avviene nel nostro territorio sotto l’indifferenza anche di chi è preposto alla salvaguardia del territorio.

Per esempio oggi abbiamo delle situazioni che provengono dall’amministrazione precedente ( cioè quasi le stesse persone) e che hanno favorito certe operazioni illegali sul demanio marittimo da parte di qualche ristoratore, invece che far rispettare le leggi che vietano di cambiare la morfologia delle zone demaniali; consultate la delibera di G.C. n. 287 del 21.6.2004 e comincerete ad avere le idee più chiare. (Sono infatti 6 i lidi molfettesi irregolari, come ha recentementre affermato la capitaneria di porto, ndr).

Su quali altri assessorati puntate il dito?
«Avevamo chiesto all’ass.ra al commercio, avv. Carabellese, di eliminare l’ambulantato dell’orto-frutta dal centro cittadino e di contrastare l’occupazione abusiva di strade e marciapiedi nel rispetto delle leggi vigenti; la risposta è stata quella di peggiorare la situazione facendo diventare gli ambulanti, operatori del commercio a posto fisso, aumentando il caos in alcune zone della nostra città. L’amministrazione ha emesso a gennaio la famosa ordinanza, fotocopia di quella precedente, che doveva servire a liberare i marciapiedi e strade dagli abusivi, ma il risultato è stato sorprendente; tranne che per pochissime unità di commercianti, tutti gli altri hanno continuato ad occupare abusivamente lo stesso spazio e in taluni casi abbiamo avuto un peggioramento.

A questo punto, come sempre, entrano in ballo i vigili urbani. Il capitano Gadaleta si lamenta che le unità sono poche e che non riesce più a controllare il territorio; allora io proporrei qualcosa che ha già scandalizzato in passato, liberiamo dall’imboscamento i tanti vigili che hanno vinto un concorso per vigili urbani e poi si sono “rifugiati” in altri uffici comunali negli anni in cui era pericoloso stare in strada. Ma questo non è l’unico problema. Quando ero consigliere comunale chiedevo le copie degli ordini di servizio giornaliero dei vigili e, quando riuscivo ad ottenerle, scoprivo che i vigili, in tante zone della città, non erano mai presenti.

Allora ricominciamo a far circolare a turno, giorno per giorno, i vigili in tutta la città, anche nelle “zone a rischio”, facendo sentire la presenza dello stato; e se qualche commerciante si rifiuta di rispettare le leggi, chiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine, prime di essere offesi e maltrattati dall’arroganza di qualche commerciante a cui da sempre gli è stato concesso tutto. Peccato che questo non avverrà mai perché non ci sarà mai un ordine di servizio che preveda per tutta una mattinata un presidio di legalità in via Immacolata, via Crocifisso, via Annunziata, via Bari e via… di seguito.»

Nei giorni scorsi è venuta fuori una polemica a riguardo dell'Assessorato ai Servizi Sociali guidato da Anna Maria Brattoli. Qualcuno ha criticato pesantemente una scelta assessorile per l'affidamento del trasporto scolastico.
«Per l’ass.ato ai Servizi sociali bisognerebbe scrivere un libro a parte e se è vero che non esiste un “caso-Brattoli”, così come dice il suo partito, devo purtroppo dichiarare che in questa città esiste il caso SERVIZI SOCIALI, e non solo da oggi. Basti solo pensare al mancato controllo che c’è stato nell’affidamento del servizio di asilo nido ad organizzazioni che non avevano i requisiti previsti dalla legge. E sappiamo tutti che le funzioni di controllo non sono solo amministrative, ma anche politiche e quando il politico è parte interessata, anche se di “opposizione”, il controllo non c’è. Chissà che il prezzo da pagare per il silenzio assenso non sia quello di migrare verso altre amministrazioni. Avete mai sentito parlare degli “Amici di Winnie”?

Il giudizio negativo può continuare anche per altri assessorati ma non perché non ci sia obbiettività di giudizio, ma sono gli atti amministrativi e i fatti che parlano da se. L’ho detto in altre occasioni e lo riconfermo, questa è una delle peggiori amministrazioni che questa città abbia mai avuto. Naturalmente il giudizio vale anche per chi in consiglio comunale alza la mano per questa maggioranza, per chi è in attesa di giudizio, chi attende il giudizio d’appello, chi batte i piedi per un posto al sole, chi fa finta di essere indipendente, chi cambia casacca ogni stagione e chi si sente perseguitato dalla giustizia.

Forse ha dimenticato il Sindaco?
«E’ meglio farlo riposare augurandogli una pronta guarigione, e poi negli ultimi mesi ho già detto tanto su di lui, anzi devo rimproverarvi di non aver pubblicato un mio intervento sulla sua idea di “estensione della zona franca”, volendo fare un buon servizio d’informazione per i vostri lettori lo potete far leggere su http://liberatorio.splinder.com/archive/2007-06

Poi analizziamo singolarmente le coalizioni. Iniziamo dal centrodestra. Si parla di pretese di assessorato da parte di alcuni, di nuovi gruppi politici e di piccole crepe interne. Che ci dice a riguardo?
«Io non faccio parte della coalizione di centro destra e quindi non potrei essere a conoscenza delle dinamiche interne a questo “centro d’interessi”, tanto meno di richieste di assessorati o posti di potere. Certo spesso ci arrivano gli schizzi delle acque agitate alla corte di Azzollini per i continui piagnistei di qualche suddito che ancora non è stato onorato della ricompensa elettorale e che preannuncia quotidianamente l’ammaina bandiera del proprio gruppo o minaccia di farne altri o di allearsi con qualche altro astro nascente.

Questa non è una coalizione di programma, è semplicemente un gruppo di avventurieri che con il potere compra e vende altro potere, senza avere alcun rispetto per la comunità. Quelle poche volte che ho frequentato il consiglio comunale, guardando molti consiglieri della maggioranza, mi sono sempre chiesto chi fossero quegli sconosciuti. Cittadini mai visti che hanno accumulato centinaia e centinaia di preferenze; allora mi chiedo, come oggi si faccia ad essere eletti in consiglio comunale senza mai aver fatto attività politica, sociale, di volontariato o culturale. Purtroppo non è facile allontanare ogni possibile sospetto sul come a Molfetta si potrebbe diventare consigliere comunale. Ma è meglio non cadere in questa tentazione e attendiamo che la Procura si pronunci sulle richieste di rinvio a giudizio per voto di scambio.»

Il centrosinistra, invece, viaggia verso il partito democratico. A Molfetta è guidato dalle mani giuste?
«Non credo che il centrosinistra stia viaggiando verso il Partito Democratico, direi che una piccola parte dell’attuale centro sinistra, fatta di funzionari di partito, onorevoli, senatori, segretari di partito della Margherita e dei Democratici di Sinistra, stia viaggiando verso un’altra catastrofe storica della sinistra. Purtroppo si accorgeranno ben presto di aver raggiunto la meta, ma di essere diventati la metà del potenziale corpo elettorale che entrambi i partiti contavano di avere alla partenza, e allora sarà una vera catastrofe. Purtroppo i responsabili di partito non hanno capito che non sono le formule e le alchimie politiche, di aggregazione e disaggregazione dei partiti, che cambieranno le sorti del nostro paese.

Non è con il maquillage di facciata che si conquista l’elettorato, proprio quando quest’ultimo, ha perso fiducia nella politica e nei suoi rappresentanti istituzionali. Ci vuole ben altro che il cambio d’abito stagionale, ci vuole semplicemente una nuova e coerente rivoluzione culturale che gli attuali partiti e uomini di governo non hanno il coraggio di mettere in campo, per paura di perdere la loro poltrona con tutti i vergognosi privilegi che si sono, nel tempo, autoassegnati.

Per Molfetta il discorso non cambia e vale sia per i coraggiosi ricercatori del Partito Democratico, sia per i rassegnati e delusi del centro sinistra che aspirano a raccogliere i consensi degli elettori che non hanno scelto l’avventura verso il P.D. Mi chiedi se il progetto è guidato dalle mani giuste? Sinceramente non ho capito chi sia l’audace condottiero, ma chiunque esso sia non potrà mai rappresentare il nuovo fino a quando avrà come scudieri tutti i responsabili delle varie scellerate primavere che questa città ha avuto dalla fine degli anni ’80 ad oggi, e che continuano a riciclarsi senza vergogna. »

Si sta parlando molto dell'esigenza di un riciclo giovanile nel centrosinistra. E' d'accordo? Perchè?
«Questa era un’esigenza che a Molfetta si avvertiva già nel ’92 e si riuscì a realizzare con la straordinaria primavera del 1994 quando riuscimmo a spazzare via la vecchia classe dirigente. Ma il sogno durò poco perché chi doveva, in quel momento storico favorevole, promuovere la crescita di nuovi quadri dirigenti e una nuova cultura politica fatta di sani e coerenti principi morali, pensò bene di svendere la più grande svolta politica di questa città, ai vari mestieranti della politica, dando nuova voce a chi era stato defenestrato dal palazzo; semplicemente per non rinunciare alla poltrona.

Oggi, come allora, c’è bisogno di una nuova classe dirigente, moralmente limpida, che non abbia mai avuto responsabilità amministrative di governo, che pensi alla politica non come vantaggio personale, ma servizio per gli altri. La nuova classe dirigente non credo possa avere un’età particolare, così come ci sono tanti giovani che hanno già le idee chiare, ci sono anche ultrasessantenni che hanno le idee ancora molto chiare, oltre a molta esperienza. Si tratta solo di saldare bene le diverse generazioni avendo come unico obiettivo, insieme ad una rinnovata battaglia sulla questione morale, una rivoluzione di metodo che rinnovi la fiducia dei cittadini verso una politica che si occupi in primo luogo dei loro bisogni quotidiani e del futuro.» 

Chi vede bene come sindaco della nostra città del futuro?
«E’ da qualche anno che ho pubblicamente dichiarato le caratteristiche del candidato sindaco ideale e non ho mai cambiato idea. A me piace pensare ad un candidato che sia molfettese, nel senso che la sua storia personale deve intrecciarsi con la storia quotidiana della città, attraverso il suo costante e coerente impegno civile e politico, conosciuto e apprezzato dalla cittadinanza; espressione, fuori da logiche di puro protagonismo, compromessi e di potere, al di fuori di vecchie logiche consociative e spartitorie; testimone e garante del programma politico della coalizione, della trasparenza amministrativa e della legalità; guida in consiglio comunale per tutta la durata del mandato amministrativo, fedele al Patto sottoscritto con i cittadini elettori, anche nel caso che non si riesca a vincere le elezioni.

Libero da qualsiasi tipo di conflitto di interessi anche solo di carattere istituzionale; alternativo nelle sue caratteristiche politico – culturali, al candidato del centro destra, ma gradito all'elettorato moderato e di centro destra; accettato da tutte le componenti della coalizione, partiti, movimenti e associazioni che s'impegnano a sostenere il candidato sindaco, creando liste di cittadine e cittadini, capaci di risposte coerenti al programma amministrativo condiviso e partecipato. Speriamo che la ricerca non duri molto e si riesca al più presto a trovare oltre il candidato ideale anche la coalizione giusta che dovrà sostenerlo. Ma con l’aria che tira ho timore che i tempi saranno lunghi.»