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Carissimo Sindaco Senatore, comprendiamo che in ogni campagna elettorale la sua propaganda necessita di più visibilità e s’inventa i consiglieri ambasciatori  di “pric-o-prac” e “cialletta” in Kenia, i consiglieri–assessori delle panchine al corso Umberto, i segretari candidati di partito che chiedono di non “svendere il voto” e la propria dignità, in cambio di una cena, un pranzo, un posto come rappresentante di lista, un buono benzina, un buono spesa in qualche salumeria, un buono per biancheria intima, ecc, ecc, ma a tutto c’è un limite.
Ben venga la sua campagna per il rispetto dell’ambiente con l’invito a lavarci di più, e spesso, consumando meno.
Il suo assessore “Doccia Light” ha fatto installare 130 erogatori per doccia a basso flusso su altrettanti punti doccia presenti negli impianti di proprietà comunale assicurando che si risparmierà fino al 50% dell’acqua e dell’energia utilizzata per riscaldarla.
Peccato però che molto spesso ci viene sottratta l’acqua per deviarla ai giochi acquatici di Miragica.
Ma la campagna ecologica del governo “del fare” continua sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti con le “isole interrate a scomparsa”, che saranno rigorosamente inaugurate, sabato 30 maggio, in piena campagna elettorale alla presenza del Sindaco Azzollini che si esibirà in una dimostrazione pratica di conferimento a scomparsa di rifiuti con il Presidente Nappi.
Ci chiediamo da anni, a chi giova tutta questa innovazione tecnologica se la bolletta della tassa rifiuti non diminuisce mai?
Ma il pezzo forte della politica del risparmio energetico, il sindaco e il suo assessore al ramo, lo hanno realizzato nel momento in cui hanno installato in quasi tutto il centro cittadino, le lampade a basso consumo energetico. Immaginate che è talmente basso il consumo che le accendono dalle 16.30, quasi cinque ore prima che faccia notte.
Caro Sindaco non le sembra che la sua propaganda sia un po’ esagerata?
Siamo un po’ scettici su alcune scelte anche perché questa città, ma soprattutto i cittadini, avrebbero bisogno, più che annunci propagandistici, di una vera e propria rivoluzione culturale e educazione civica.
Per l’occasione  consigliamo a lei e al presidente Nappi, di fare propria la campagna pubblicitaria lanciata in questi giorni dall’associazione culturale "Opera" invece che spendere, inutilmente, danaro pubblico per suppellettili che saranno puntualmente distrutte.
Il presidente di “Opera”, Gaetano Armenio, presenta la loro campagna partendo dalla consapevolezza che molti nostri concittadini assumono comportamenti tali da rendere difficile la vita in città per mancanza assoluta di senso civico e rispetto del bene comune, e quindi, ben venga il loro primo manifesto "Per strada non fare il pezzo di merda".
Noi ci uniamo al loro messaggio di pubblicità progresso estendendo il concetto a tutti gli ambiti sociali della nostra città e … signor Sindaco, non dimentichi di far spegnere le lampade a basso consumo, altrimenti che risparmio sarebbe.

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Se l’acqua non arriva ai nostri rubinetti, cosa ne faremo dei riduttori di flusso?

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Il grave disagio dovuto alla mancanza d’acqua che colpisce la nostra città in questi ultimi giorni e che si ripete periodicamente in forme più o meno consistenti, è ormai un fatto che dura da molti anni e al quale sembra non esserci soluzione.
Spesso ci viene detto che gli invasi sono vuoti, oggi ci dicono che l’interruzione dell’erogazione serve alla manutenzione e alla efficienza dell’acquedotto del Sele, ma il cittadino attento si pone altre domande.
In particolare vi sono alcune zone cittadine dove la mancanza d’acqua costituisce un vero e proprio dramma e non si riesce a capire se il problema nasce da tempi brevi di erogazione giornaliera, da scarsi quantitativi di acqua messi a disposizione della nostra città, da reti fatiscenti dalle quali vengono dispersi grossi quantitativi d’acqua, oppure…?
Sarebbe auspicabile una risposta seria e convincente dagli organi competenti, ma intanto non si può ignorare che Molfetta nell’ultimo decennio continua ad espandersi sia come zona artigianale e ASI, sia come zona residenziale, per cui ci si chiede se il quantitativo di metri cubi destinati all’abitato ha subito anch’esso delle variazioni, o è rimasto quello di 20 anni fa?
Qualcuno si è preoccupato di garantire la necessaria dotazione idrica in proporzione alla crescente richiesta? I nostri politici sono troppo intenti ad altro e non possono pensare ad una seria programmazione del fabbisogno di acqua.
In secondo luogo appare evidente che andrebbe rivista la funzionalità delle condotte cittadine sia idriche che fognarie, le quali sicuramente necessitano di opere di manutenzione e ammodernamento. Qualcuno ci ha pensato?
Accade che una pioggia più insistente del solito, riesce a mandare in tilt le fogne con conseguente fuoriuscita di liquami in più punti della città e spesso anche con gravi danni alle proprietà private.
Pensate a tutte le famiglie che hanno acquistato case nelle palazzine sorte nella nuova zona di espansione e stanno abitando in stabili privi si servizi idrici e fognari poiché non potevano continuare ad attendere, pagando affitto di casa e contemporaneamente il mutuo per la nuova abitazione.
Perché per avere un intervento tecnico oggi dobbiamo sottoporci a lunghissime attese al numero verde, magari senza riuscire a comunicare o ad ottenere il servizio richiesto? Senza parlare dei numerosi cittadini che non riescono ad avere in tempi ragionevoli un nuovo impianto idrico e fognante.

In questi ultimi tempi abbiamo notato anche molte disfunzioni nell’ufficio di zona della nostra città; gli stessi operatori AQP, che prima riuscivano a soddisfare con professionalità tutte le richieste dell’utenza, oggi sembrano inermi e incapaci di operare concretamente.
Non vorremmo pensare che l’Ente AQP invece che razionalizzare e rendere più efficiente il servizio per l’utenza, chiudendo molti uffici di alcune città limitrofe, abbia creato solo disservizio facendo gravare tutto il lavoro sull’ufficio di Molfetta senza potenziare adeguatamente il numero del personale.

A coronamento di questo quadretto, che fa acqua da tutte le parti, apprendiamo dalla stampa che l’Acquedotto Pugliese regalerà, a breve, a tutti i residenti nel territorio servito, un kit per il risparmio idrico ed energetico, composto da tre riduttori di flusso per rubinetto ed uno per doccia.
Ma… non sarebbe stato meglio utilizzare i fondi destinati a questa campagna per migliorare l’erogazione dell’acqua nelle nostre città?

E poi, che flusso c’è da ridurre se l’acqua non arriva ai nostri rubinetti?

Ad agosto bollette AQP più care: tutto regolare?

L’Acquedotto Pugliese batte cassa, i cittadini pagano e gli amministratori condominiali risultano morosi; ma i nostri soldi che fine hanno fatto?

Abbiamo affermato più volte che l’illegalità diffusa è ormai dilagante, ma questa volta credo si sia raschiato il fondo.
Mentre i cittadini pugliesi partivano in vacanza, l’Acquedotto Pugliese pensava bene di far pervenire agli amministratori condominiali le fatture del 2° trimestre 2007 con scadenza di pagamento al 31 agosto.

I pochi fortunati condomini che, per caso, sono riusciti a leggere la fattura hanno notato subito una sorpresa nel secondo foglio dei “dettagli degli importi”; una nuova voce, “spese di recupero crediti”; nel terzo foglio della fattura si disvela l’arcano e si legge che l’AQP addebita sulle fatture gli “oneri per recupero crediti stragiudiziali” in riferimento a fatture del 2001 e anni seguenti.
L’Acquedotto assicura che è tutto regolare e che l’addebito delle spese sostenute dall’ente per le azioni di recupero del credito, eseguite in relazione alle morosità, è previsto dal Regolamento del Servizio Idrico Integrato agli articoli 16 e 17.
Ma gli articoli 16 e 17 si riferiscono espressamente ad utenti il cui contratto è stato risolto e si è passati alla chiusura della presa stradale. Si parla, quindi, di morosi recidivi, ma probabilmente ignari della loro posizione, perché hanno regolarizzato i pagamenti dei propri consumi dietro presentazione di relativa ricevuta emessa dall’amministratore.
Accade spesso che l’amministratore di turno pur avendo incassato le quote acqua, non ha provveduto a regolarizzare entro la scadenza le fatture AQP.
Dalla verifica fatta su alcune fatture non si comprendono le motivazioni per cui siano state avanzate tali richieste dall’AQP, né vengono specificate le modalità con cui sono stati ottenuti gli importi addebitati.
Se, ipoteticamente, ci fossero oneri a carico di qualche utente moroso per qualche raccomandata relativa ai solleciti di pagamento, i costi sicuramente dovrebbero essere nettamente inferiori a quelli richiesti dall’AQP sotto forma di “oneri per recupero crediti stragiudiziali”.
Siamo ancora all’inizio ma tra qualche giorno nei nostri condominii si sentiranno schiamazzi di ogni tipo, specialmente se dal 2001 ad oggi sono cambiati gli amministratori e ci sono stati nuovi inquilini in entrata ed in uscita, che giustamente non vorranno pagare le mancanze di altri.
Abbiamo seri dubbi anche sulla forma “retroattiva” del recupero crediti.
Stiamo valutando l’opportunità di interpellare anche l’autorità giudiziaria per l’accertamento di eventuali comportamenti “contra legem” da parte dell’Acquedotto Pugliese nei confronti dell’utenza.
Nel frattempo suggeriamo a tutti i cittadini interessati di invitare i loro amministratori condominiali a presentare entro il 31 agosto i reclami presso gli uffici dell’AQP per poter pagare le fatture del 2° trimestre 2007 senza gli “oneri per recupero crediti stragiudiziali”.
Qualora fosse stata già pagata, chiedete la copia della fattura e se sono riportati i recuperi di cui stiamo parlando, pretendete di scorporarli dai bollettini di pagamento delle spese condominiali e chiedete spiegazioni per le morosità che l’ente AQP vi ha addebitato. Se i vostri amministratori, rei di non aver pagato, non soddisfano le vostre richieste non vi rimane che risolvere il rapporto professionale con gli stessi, perché responsabili delle morosità.
Ma…, attenzione! Prima di procedere, verificate che le bollette dell’ENEL e del GAS siano state pagate. Purtroppo accade anche questo; e speriamo che anche altri Enti non s’inventino lo stesso recupero crediti.

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