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VECCHI E NUOVI PADRONI DEL NOSTRO TERRITORIO

 

      


Alla vigilia della Befana, la Polizia Municipale e gli operai della Multiservizi hanno portato in dono alla famiglia Fiore uno spazio alternativo, e provvisorio, per la loro postazione di vendita di frutta e verdura, in attesa che comincino i lavori per la costruzione del terzo chiosco del "Mercato diffuso".


I signori "ceras" sistemano i cassonetti ed altro in modo che nessuno possa occupare il loro "parcheggio privato"…

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Furto con scasso in pieno centro

Ignoti hanno aperto la saracinesca di un esercizio commerciale con la fiamma ossidrica

Foto: © n.c.

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Furto con scasso al negozio Interno 45 in via Muscati, a pochi metri da corso Umberto.

Ignoti, forse due o tre persone, verso le 4,30 di lunedì con una fiamma ossidrica hanno forzato la saracinesca del negozio, portando via capi di abbigliamento.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, allertati dagli uomini della vigilanza privata.

Ancora una volta sono i negozi del centro cittadino ad essere presi di mira.

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

logo LIBERATORIO 180x180

Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

Ortofrutta, inaugurato il box numero due

In via Molfettesi d’Argentina avvistato lunedì anche il sindaco Azzollini. A fine agosto Rifondazione e Liberatorio hanno tuonato contro i costi dei tre gazebo in legno

http://livenetwork.blob.core.windows.net/news/molfetta/1(39).JPG

di Lorenzo Pisani (www.molfettalive.it)

Il "mercato diffuso" voluto dall’amministrazione comunale per disciplinare il fenomeno del commercio ambulante, più volte sanzionato dalla magistratura, da lunedì può contare anche su un secondo box, allestito sul modello del prototipo operativo da marzo in via Papa Montini.

La struttura in legno lamellare color bianco è stata inaugurata la sera del 12 settembre. Spumante, frutta e applausi e anche un vessillo della Madonna dei Martiri, protettrice di Molfetta.

Folto il capannello in via Molfettesi d’Argentina. Avvistato anche il sindaco, Antonio Azzollini.

Meno di due settimane fa sulla scelta dei gazebo erano piovute le polemiche della sinistra all’opposizione. In una nota, Rifondazione comunista faceva un po’ di conti del costo dei tre chioschi in legno lamellare (due già realizzati, compreso il box “numero zero” di via papa Montini): 210mila euro erano sembrati troppi agli occhi del partito di opposizione, che aveva posto alcuni interrogativi in un’interrogazione consigliare cui potrebbe seguire – se non dovesse essere discussa entro un mese – un esposto alla Corte dei Conti.

Era andato oltre il Liberatorio politico. A distanza di poche ore da Rifondazione il movimento civico aveva annunciato di aver presentato una denuncia alla procura di Trani. Tutto sarebbe incentrato sui tempi della costruzione del gazebo. Iniziata, aveva fatto notare Matteo d’Ingeo, «dopo la prima decade di maggio» e proseguita per tutta l’estate.

Ad agosto una delibera di giunta aveva stabilito di abbandonare la via della gara pubblica e di affidare la costruzione di due chioschi alla stessa azienda che aveva portato a termine il prototipo sperimentale.

Comitati Feste Patronali o "comitati d'affari"?

Ogni anno ci tocca archiviare la festa patronale con qualche notizia di cronaca nera, la festa 2010 la ricorderemo per l'incendio di 4 auto sotto le luminarie e il sequestro di oltre 1300 articoli tra borse, cinture, portafogli, scarpe, pantaloni, occhiali e prodotti per la telefonia. Quest'anno invece la ricorderemo per il giallo della gestione dei  posteggi abusivi su cui si spera che qualcuno indaghi e lo scontro armato tra bande rivali, con ferito al seguito, nel Luna Park della festa.
Naturalmente le notizie ANSA rassicuravano tutti, si è trattato solo di un ferimento non preoccupante perchè maturato dopo una lite tra contendenti per “futili motivi”. E già!! Dimenticavamo che a  Molfetta, per qualcuno è normale che due gruppi o bande di giovinastri vadano in giro in una festa patronale, armati, e per futili motivi si affrontano a pistolettate rischiando di ammazzare cittadini innocenti; come è normale che da tre anni auto ed esercizi commerciali brucino per "corto circuiti". Questa è diventata la città che per futili motivi e per casualità accidentale si giustifica tutto, dall'illegalità diffusa quotidiana alla microcriminalità, dalle malefatte del Palazzo agli atti criminali. 

Anche il Sindaco Gianni Carnicella fu ammazzato per "futili motivi", cosa volete che sia essere ammazzati per un concerto musicale negato. Ma la Festa Patronale non si tocca, più giorni dura e più è intoccabile, può accadere di tutto al suo interno ma guai a metterci il naso dentro. L'anno scorso avevamo suggerito agli inquirenti di non escludere a priori l’ipotesi che il bersaglio del fatto doloso fossero le luminarie e non le automobile che servivano solo a depistare le indagini.
Avevamo suggerito di interrogare ogni singolo componente del Comitato Feste Patronali per chiedere loro se fossero a conoscenza di richieste estorsive giunte direttamente o in direttamente al Comitato, ma non sappiamo se è stato fatto.
E quest'anno come se non bastasse c'è stato l'intervento di un organismo sindacale esterno alla città per denunciare anomalie e irregolarità nell'assegnazione e nella gestione dei posteggi nella Festa Patronale di Molfetta, ipotizzando “assegnazioni arbitrarie dei posteggi con versamenti di oboli o comunque passaggi di denaro a favore di Associazioni di qualsivoglia natura che, nella fattispecie sarebbero espressamente vietati per legge”.

Ma in una nota ufficiale inviata alla stessa associazione sindacale che aveva denunciato le presunte irregolarità , riportata sulla gazzetta del mezzogiorno del 10 settembre 2010, il Dirigente Comunale agli Affari Generali  Domenico Corrieri dichiarava che per quanto riguardava le 161 assegnazioni di competenza comunale era tutto regolare. Nella nota si parlava anche, quasi a prenderne le distanze, di una “sub-concessione” rilasciata dal settore territorio con nota del 9 agosto 2011 n. 46009 al Comitato Feste Patronali per gestire in proprio le eventuali altre richieste di occupazione di suolo pubblico. 

Crediamo che questa sia più di un’ammissione di colpa. Mentre il sindaco senatore Azzollini sta a Roma a preparare la manovra finanziaria contro gli evasori fiscali, gli sprechi della pubblica amministrazione e della politica, i suoi assessori e dirigenti comunali permettono ad un fantomatico Comitato di gestire le entrate e gli “oboli” per occupare suolo pubblico e per di più lo ha fatto in maniera illegittima assegnando spazi che non erano previsti nel piano del commercio. La misura è colma, e se non interviene la Magistratura o il Prefetto si auspica una mobilitazione straordinaria per mandare a casa questa gente che non merita alcun rispetto civico.

Ma la storia dei posteggi da parte dei Comitati Feste Patronali viene da molto lontano. Pensate che nel 1995 il Commissario Prefettizio del Comune di Adelfia, dove ci celebra una delle feste più conosciute della Provincia di Bari, San Trifone, diffidò il locale Comitato che stava gestendo i posteggi e incassava la relativa “tassa”. Spesso però sono stati gli stessi amministratori a chiudere un occhio su questo tipo di gestione, arrivando al punto di assegnare un vigile urbano al Comitato per dare un mano nella raccolta di “oblazioni volontarie”.

Ma queste oblazioni volontarie non sono mai state quantificate, e l’unica traccia della loro quantificazione rimaneva nelle dichiarazioni a consuntivo dei presidenti dei Comitati per ottenere i contributi dalle amministrazini comunali.

Un esempio, 20 anni fa il bilancio consuntivo del Comitato molfettese era di £.130.000.000 di entrate, naturalmente in pareggio con le uscite. Tra le entrate c’era un contributo comunale di 28 milioni, il contributo del Mercato ittico e ortofrutticolo di 11 milioni; Banca Cattolica con 4 milioni; Associazioni Armatori 20 milioni e le famose Oblazioni di 67 milioni di lire. Le uscite di 130 milioni comprendevano 30milioni per le luminarie; 30milioni per I concerti Bandistici; 60milioni per i fuochi pirotecnici e 10 milioni per la voce “varie”.

Non osiamo immaginare i bilanci del 2011 di cui conosciamo solo il contributo che la Giunta Comunale ha stanziato per quest’anno pari a €.30.600,00 con delibera n. 152 del 2.9.2011

La Giunta Comunale nella seduta del 2 agosto 2011 con la delibera n.153 in beffa al Senatore Azzollini, assente perchè impegnato a Roma per la manovra antisprechi, assegna all’Associazioni Armatori da pesca una contribuzione finanziaria di € 3.000,00 a parziale ristoro dell’impegno economico della marineria molfettese in occasione della sagra a mare in onore di Maria SS. dei Martiri. Questo contributo però è in contrasto con quanto si è sentito e visto in giro a proposito della partecipazione dei pescherecci alla festa.
Ma lo spreco, in tempi di crisi, è quello rappresentato da un contributo elargito dal Dirigente del Settore Economico Finanziario, Dott. De Bari, ad un fantomatico comitato di  “bagnanti e devoti della Madonna dei Martiri”. La Determina n. 76 del 26.08.2011 recita testualmente : 

Vista la nota del 23 agosto 2011 registrata al protocollo generale al n. 47638 con la quale i bagnanti e devoti della Madonna dei Martiri, rappresentata dal Sig. Buggi Antonio chiedono che per questa antica tradizione si realizzino n. 250 magliette con il volto della Vergine e con il logo della Città di Molfetta e siano consegnate ai devoti in occasione delle celebrazioniDETERMINA di accogliere l’istanza del Sig. Buggi Antonio e fornire per questa antica tradizione n. 250 magliette con il volto della Vergine e con il logo della Città di Molfetta, affidando la fornitura di che trattasi alla Ditta Disegni di Luce di Grillo Giovanni, Via Tenente Fiorino n. 11/13 – Molfetta -, per l’importo complessivo di € 2.550,00= IVA inclusa”.

E’ inutile sottolineare, come abbiamo fatto in altre simili circostanze, che il sig. Buggi deve essere stato molto “fortunato” per aver visto accogliere la sua istanza in soli tre giorni, cosa che ai comuni mortali cittadini molfettesi non accade spesso, specialmente se chiedono dei contributi per manifestazioni culturali. Tralasciamo anche una circostanza non di poco conto che avrebbe dovuto far vigilare le autorità competenti a proposito della balneabilità delle acque portuali. Qualcuno dimentica ogni anno che è vietato fare il bagno nel porto e quest’anno lo sarebbe stato ancora di più con il pericolo di avere contatti con sostanze chimiche tossiche. Speriamo solo che i “bagnanti devoti” siano stati assistiti almeno dalla loro Madonna.

Ci sarebbe tanto per indignarsi in questa antica storia di devozione, tradizioni religiose e culturali, ma la Diocesi si indigna per la “Madonna con bambino e con trolley” perchè strumentalizza e desacralizza il simulacro della Madonna, la fede e la devozione mariana.

Allora signori benpensanti e devoti ci piacerebbe leggere una vostra nota in cui mostrate indignazione per l’uso e consumo commerciale che si fa della festa della Madonna dei Martiri, luogo in cui cresce ogni anno, l’illegalità diffusa, lo spreco, il mercimonio di ogni tipo, il mancato rispetto di ogni regola d’igiene pubblica e quest’anno anche la criminalità. A loro chiediamo d’indignarsi per tutto questo e al Sindaco e all’amministrazione comunale di vergognarsi per lo spreco di risorse economiche pubbliche e inoltre chiediamo la rendicontazione dettagliata, come i regolamenti comunali prevedono, con le pezze d’appoggio per ogni spesa in entrata ed in uscita che il Comitato Feste Patronali  speriamo renda pubblico.

Festa patronale, via le bancarelle da corso Umberto

 


Foto: © MolfettaLive.it

www.molfettalive.it

Non erano passate inosservate le bancarelle lungo corso Umberto, principale strada cittadina, salotto del centro con i suoi oleandri e gli esercenti commerciali.

Una presenza, quella in occasione della festa patronale, non prevista dal piano del commercio e perciò sanzionata dagli agenti della Polizia municipale ai comandi del capitano Giuseppe Gadaleta

Fino all'una di notte di giovedì, i vigili sono stati impegnati nel far chiudere gli improvvisati punti vendita. E misure di controllo straordinarie sono state disposte nei prossimi giorni, in quella che è una "fiera" che complice il fine settimana, si protrarrà fino all'11 settembre. Giorni che vedono gli agenti, in cronica carenza di organico, dividersi fino a tarda notte nei numerosi impegni che abbracciano l'intera città, dalla gestione del notevole afflusso di vetture all'ordine pubblico, al controllo delle postazioni.

La presenza di venditori lungo il "Corso" non era sfuggita neanche al Liberatorio politico, che ha pubblicato su YouTube due filmati in cui si denunciava l'occupazione del suolo pubblico. 

Quella dei posteggi, però, sembra una polemica che difficilmente terminerà con la festa patronale. Il movimento civico infatti rilancia la denuncia di mercoledì dell'Associazione commercianti ambulanti Bat per alcuni presunti episodi irregolari. «Stiamo registrando numerose e preoccupanti anomalie nella “gestione” dei posteggi agli operatori su aree pubbliche» riportava la nota dei commercianti della sesta provincia. Che hanno posto alcuni interrogativi su eventuali tariffe, controlli e identità dei titolari dei posteggi autorizzati.

«Noi riteniamo che la denuncia dell'associazione di categoria sia fondata» dichiara Matteo d'Ingeo del Liberatorio. «A questo aggiungiamo – denuncia il movimento civico – anche l'elevato numero di ambulanti e bancarelle presenti oltre le aree destinate dal piano che quest'anno ha visto 161 commercianti nella graduatoria siglata dal dirigente Domenico Corrieri».
 

E oggi giunge un'altra richiesta formale dei commercianti ambulanti della Bat. Quella di un «urgente incontro per ottenere i chiarimenti necessari su quanto accaduto e per programmare, come per legge, l’organizzazione della Festa, relativamente alle postazioni di vendita, in modo che non si ripeta più quanto accaduto quest’anno».

L'associazione di categoria non risparmia critiche sul presunto mancato rispetto della normativa vigente, parla di «una fortissima perdita economica e di immagine» dei venditori.  Determinanti sembrerebbero essere le relazioni richieste alle autorità competenti seguite alla denuncia, che nella sede di Andria si attendono con ansia

Occupazione abusiva e "mazzette" alla Festa Patronale?

 


Perchè l'Associazione Commercianti Ambulanti BAT denuncia e chiede l'intervento urgente circa le anomalie e le irregolarità nell'assegnazione e nella gestione dei posteggi nella Festa Patronale di Molfetta in corso in questi giorni? C'è veramente, come loro sostengono, l’assegnazione “arbitraria” dei posteggi senza il rispetto dei criteri e delle procedure previste dalle vigenti normative in materia?
Chiedono un urgente ed immediato intervento delle Autorità anche al fine di verificare che dietro le assegnazioni arbitrarie dei posteggi non vi siano versamenti di oboli o comunque passaggi di denaro a favore di Associazioni di qualsivoglia natura che, nella fattispecie sarebbero espressamente vietati per legge.

Nella fattispecie, secondo l'Associazione Commercianti Ambulanti BAT, non sarebbe attuata la vigente normativa regionale e comunale in materia e riferiscono che alcuni aspetti “gestionali”, di specifica competenza degli Uffici Comunali, vengano fatti propri dai rappresentanti del Comitato feste patronali e questo ha causato notevoli difficoltà nelle assegnazioni e nella disposizione delle postazioni di vendita.
Si chiede, inoltre, di verificare che coloro i quali occupano i posteggi siano i titolari delle autorizzazioni che hanno fatto chiesta di assegnazione e non già altri soggetti che non avrebbero titolo ad esercitare l’attività in sostituzione dei legittimi assegnatari. Anche in questa circostanza la verifica è finalizzata ad evitare che dietro questi “passaggi anomali” possa esserci scambio di denaro assolutamente vietato per legge e comunque per evitare abusi e violazioni delle vigenti disposizioni normative.
Noi riteniamo che la denuncia dell'Associazione di categoria sia fondata, perchè oltre al mercimonio della cessione illegale del suolo pubblico da parte di privati, c'è la mancanza di rispetto del Piano di Commercio che prevede per la FESTIVITA’ PATRONALE – MADONNA DEI MARTIRI e Fiere l'utilizzo del suolo pubblico solo nell'Area Mercato ItticoPiazzale antistante il Centro Storico (Arco Della Terra); Corso DantePiazza Garibaldi (due lati antistanti Seminario Vescovile) e 
Viale dei Crociati.

A questo aggiungiamo anche l'elevato numero di ambulanti e bancarelle presenti oltre le aree destinate dal piano che quest'anno ha visto 161 commercianti nella graduatoria siglata dal Dirigente Domenico Corrieri.
A tal proposito abbiamo documentato con questi due video solo una parte di bancarelle presenti a Corso Umberto fino all'altezza dell' esercizio commerciale Expert-Gadaleta.
A questo punto ci chiediamo chi ha gestito l'assegnazione dei posteggi fuorilegge e chi ha incassato le  possibili "mazzette" ? (anche perchè per terra c'erano anche degli strani segni e numeri che probabilmente numeravano le postazioni abusive) 
Sicuramente il sindacosenatorepresidente Azzollini era impegnato in altre "manovre", ma qualcuno al suo posto ha realizzato ancora una volta il suo sogno, quello di Molfetta "zona franca". Sarà pur vero che il senatore risulta decimo nella classifica dei senatori più efficienti e presenti in Parlamento (anche perchè essendo presidente della commissione Bilancio è costretto ad essere presente) ma noi molfettesi lo collochiamo all'ultimo posto tra i sindaci più inefficienti e assenti nel governo delle proprie città.

 

Dalle ceneri di “ Piazza Paradiso” nasce il “Mercato diffuso”

mercato-diffuso-3Basta con le vecchie bancarelle e ombrelloni variopinti, il “mercato dell’abuso diffuso” cambia pelle e si presenta, alla città, vestito di bianco con parquet e carrelli mobili (questi ultimi per giustificare il cambio di casacca agli ambulanti itineranti che sono diventati tutti a “posto fisso”). C’è perfino il registratore di cassa per smentire tutti coloro i quali additano gli ambulanti che non rilasciano scontrini fiscali.

E’ una vera rivoluzione quella voluta dal sindacosenatorepresidente Azzollini che in punta di piedi ha aperto le saracinesche del primo prototipo del punto vendita comunale di ortofrutta in via Papa Montini.

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Questa volta, diversamente da altre inaugurazioni e battesimi di opere pubbliche, non c’era il Vescovo Martella a benedire la “prima pesata”. Forse non c’è stata inaugurazione ufficiale perché ancora non si è capito cos’è realmente questo primo box del mercato diffuso. Sembra una delle tante opere pubbliche che la Protezione Civile allestisce nelle situazioni d’emergenza aggirando leggi, regolamenti annonari, edilizi e lungaggini burocratiche riservate solo ai comuni mortali.
Anche questa volta in beffa alla trasparenza amministrativa le carte sono apparse in rete (o albo pretorio on line) ad assegnazione già avvenuta; ma le sanatorie, si sa, non convincono mai.
La “boutique della frutta” confezionata ad arte per commercianti raccomandati deve farci un po’ riflettere.
Quando una pubblica amministrazione approva un piano di commercio si pone almeno due obiettivi, il primo è quello di offrire un buon servizio pubblico e il secondo di creare nuove opportunità di lavoro.
Nel primo caso la filosofia del servizio pubblico sotteso dal cosiddetto mercato diffusoè ancora inesistente perché le postazioni previste dal piano comunale per il commercio non coprono il territorio comunale in cui non c’è offerta di servizi commerciali di ortofrutta; anzi in molti casi i posteggi assegnati (o indicati dalle “famiglie”) sono in aperta concorrenza con altri operatori già esistenti sul territorio.
Per quanto riguarda l’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro non abbiamo ancora capito come funziona strategicamente l’offerta dell’amministrazione comunale.
Il sindaco Azzollini si è sempre giustificato di fronte all’opinione pubblica dicendo che quelle discutibili autorizzazioni concesse, avevano come obiettivo il reinserimento sociale di cittadini che avevano avuto problemi giudiziari in passato.
Ma i conti non tornano quando si scopre che gli stessi cittadini, sono stati o sono intestatari di più concessioni, o che gli intestatari non compaiono mai, o molto raramente, nelle postazioni di vendita e quindi, sono intestazioni fittizie, o siamo di fronte a veri e propri prestanome? 
Sarebbe il colmo se qualche intestataria di licenza del “mercato diffuso” si trovasse, contemporaneamente, dietro il bancone di altre attività commerciale; oppure sarebbe ancor più preoccupante se qualche componente delle famiglie prescelte andasse in giro con qualche autovettura non proprio consona al reddito dichiarato.
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Ce ne sarebbero tante di domande da fare sul mercato dell’abuso diffuso e in attesa che il tempo sciolga i nodi di questa intricata matassa, permetteteci un’ultima considerazione.
Sorvolando sulle discutibili modalità che il Dirigente Territorio Ing. Altomare Rocco ha utilizzato per individuare la ditta che ha realizzato il prototipo del box in via Papa Montini, vogliamo invece interrogare e far riflettere l’opinione pubblica, i disoccupati e i titolari di esercizi commerciali che vorrebbero trasferirsi o ristrutturare il proprio punto vendita. Riferendoci sempre ai due principi iniziali, quello dell’offerta di servizi e la creazione di posti di lavoro, che una buona amministrazione pubblica dovrebbe promuovere, chiediamo al Sindaco: se invece del box della “boutique della frutta” l’amministrazione dovesse assegnare una casa popolare, in  che modo avverrebbe l’assegnazione?
 
Seguendo le graduatorie comunali in cui rientrano cittadini senza casa, con famiglie al seguito e redditi popolari, oppure il sindaco l’avrebbe assegnata a chi, nell’attesa, ha urlato più forte, ha minacciato pubblici ufficiali o a chi è stato denunciato per occupazione abusiva di suolo pubblico? Non c’è molta differenza tra la procedura da adottare per l’ipotetica assegnazione di una casa popolare con l’assegnazione del box comunale per la vendita di frutta e verdura.
 
Perché i box dovrebbero essere assegnati a quelle “famiglie”, o loro referenti, che da oltre vent’anni fanno i padroni delle nostre strade e contro le quali neanche Forze dell’Ordine e Procura riescono a far valere le leggi dello Stato? Ci dica il sindaco se è sotto minaccia oppure la pubblica amministrazione deve ancora pagare il prezzo dell’oltraggio reso nel 1992 agli esponenti di quel mondo variegato che in Molfetta andava comunemente sotto il nome di " Piazza Paradiso"? Come dire, “stiamo in campana” e speriamo di non svegliarci un giorno leggendo sui giornali dello scioglimento del consiglio comunale di Molfetta per infiltrazioni mafiose o per forti condizionamenti criminali.
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E' pronto il box numero zero voluto dalle "famiglie"

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Il “Mercato diffuso” suggerito dalle “famiglie” molfettesi prende forma in via Papa Montini dove si sta allestendo il primo box in legno lamellare di quelli voluti fortemente dal sindacosenatore Azzollini all’insegna del “Made in Molfetta”.
I suoi organi di stampa lo chiamano box “numero zero” perché si tratta di un esperimento per misurare e verificare l’impatto sull’opinione pubblica e soprattutto la funzionalità ambientale.

04062009146Non si conosce ad oggi il criterio che l’amministrazione ha adottato per scegliere il sito del primo box,  forse ha ritenuto di privilegiare e di accontentare la famiglia più emergente? Quella che ha insistito di più? Quella che ha il giro di affari più rilevante? O quella che è in grado di gestire e proteggere di più il box, dal momento che già in fase di costruzione è guardata a vista da angeli custodi.
Ci chiediamo chi ha pagato o pagherà questa struttura che favorisce dei cittadini commercianti rispetto ad altri.
Dopo il numero zero dove sorgerà il prossimo box?
E in attesa che Azzollini risponda, l’abusivismo in città continua a dilagare non curante di regole e leggi dello stato e l’arroganza dei soliti noti è percepita dai cittadini come una sconfitta dello stato rappresentato in città da un Senatore della Repubblica che invece di far rispettare le leggi aiuta certi cittadini ad eluderla promuovendo di proroga in proroga ordinanze di occupazione di suolo pubblico per legalizzare il loro abusivismo.
Attenderemo ancora una volta l’ennesimo blitz della Procura e dei Carabinieri, ma tanto non cambierà nulla finchè  certi commercianti avranno la copertura del Senatore.

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Che figata!! Il Comune di Molfetta contribuisce all’acquisto di 12 abeti e poi se li fa donare dalla Molfetta Shopping

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La notizia è giunta dopo 30anni, meglio tardi che mai. Vuol dire che i nostri amministratori lavorano bene e combattono contro il tempo per assicurare sempre il meglio dei servizi ai loro cittadini.

Dal 7 febbraio gli uffici comunali avranno una nuova casa, in una struttura  già vecchia. Nel senso che qualcuno l’aveva costruita per farne una scuola ma non è mai diventata tale; così l’edificio “Lama Scotella” (si chiama così perché costruito in un lama?)in via Martiri di via Fani diventerà la nuova sede degli uffici comunali.
Ma la vera notizia è un’altra; abbiamo saputo che il Comune naviga in cattive acque e non ha soldi per metterci qualche albero per creare un po’ d’ombra intorno al nuovo palazzo. Infatti, da molti mesi invece che piantare nuovi alberi taglia i vecchi, forse, per farne legna da vendere utilizzando gli utili per l’amministrazione ordinaria, cancelleria e qualche caffé.
Appena si è sparsa la notizia si sono mobilitate le associazioni dei commercianti e la Molfetta Shopping, con grande slancio caritatevole, ha donato al comune 16 abeti prontamente piantumati dall’assessore al marketing territoriale, Giacomo Spadavecchia, nel giardino esterno di Lama Scotella (meno male che non gli ha portati a casa sua).
Il portavoce della Molfetta Shopping, Michele Farinola, ha dichiarato alla stampa la sua soddisfazione:“Ai commercianti che hanno aderito all’iniziativa va il plauso della nostra associazione per aver realizzato, insieme all’amministrazione comunale, un piccolo polmone verde fruibile dalla collettività nella nuova sede del comune.
Farinola ha anche espresso un giudizio positivo per il Natale Molfettese 2010. Chiunque, aggiungiamo noi, sarebbe stato soddisfatto per aver realizzato un programma a spese dei contribuenti. I cittadini devono sapere che, anche quest’anno, tutto ciò che hanno visto in giro a Corso Umberto, e in qualche altra strada del centro urbano, tra luminarie, alberi di Natale, box per il confezionamento dei regali e spettacoli, sono costati alle casse comunali ben 43.000,00 euro, altro che commercianti del libro “Cuore”.
Una volta i pacchi regali li preparavano nei loro negozi, a loro spese, ora li paghiamo noi contribuenti.
Ma lo scandalo più evidente è rappresentato proprio dai 16 abeti (alti 6 metri) che oggi la Molfetta Shopping ha “regalato” al Comune e vi raccontiamo come stanno realmente i fatti.
Come ogni anno le associazioni dei Commercianti, invece di autotassarsi e offrire alla città iniziative autonome di promozione commerciale all’insegna della convenienza e del risparmio in concorrenza con i centri commerciali, aspettano la manna dal Comune; l’anno scorso hanno ricevuto per le luminarie ben 41.000,00 euro e già ci sembrava uno spreco, con la crisi economica in atto, per questo Natale duemila euro in più. La delibera n. 328 di Giunta Comunale è stata licenziata come nella migliore tradizione, il 31.12.2010, quasi a festività trascorse; Leggendola l’abbiamo trovata interessante, ve ne riportiamo alcuni stralci:
Premesso che i commercianti molfettesi per il rilancio dello shopping nel periodo natalizio hanno chiesto il sostegno dell’Amministrazione per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che con nota del 22 novembre 2010 registrata al protocollo generale al n. 67446 hanno presentato istanza di richiesta di contribuzione finanziaria le seguenti Associazioni di categoria:
UNIMPRESA, Molfetta Shopping, Associazione Confesercenti, Associazione Confcommercio, per far fronte alle spese di installazione di luminarie, spese ENEL, Christmas Box ed Animazione, nolo di 12 alberi; si delibera di assegnare un contributo di € 43.000,00.”

LAMA-SCOTELLA-2006-4Ma allora? Tutta questa squallida propaganda degli abeti donati al comune è una sceneggiata? E chi il regista?
I 12 abeti previsti in delibera, per cui si chiede un contributo per “affittarli”, sono diventati nel tempo 16 e i commercianti improvvisamente sono diventati proprietari degli alberi e ne fanno “dono” al Comune.
Sia in questo, che in un altro qualsiasi caso è vergognoso che qualcuno voglia apparire benefattore (ne abbiamo già uno, e basta!) con i soldi della comunità.
Peggio ancora, sarebbe, se qualcuno s’è fatto pagare gli alberi in prima battuta, poi gli ha noleggiati ai commercianti per un mese e poi s’è inventato il passaggio del “dono” finale.
Ma di chi sono i 12 o 16 abeti? Ci piacerebbe conoscere come vengono spesi i soldi dei contribuenti.

 

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