Archivio mensile:novembre 2006

non basta ala solidarietà

Non basta la solidarietà

 

La solidarietà al Comandante dei Vigili Urbani l’abbiamo espressa privatamente, ma non basta.

 

In un momento difficile per Molfetta il “Manifesto finale degli stati generali dell’antimafia” potrebbe essere l’unica risposta possibile per le forze politiche e sociali sane, per un rinnovato impegno civico.

In una città dove "le regole del gioco" spesso e volentieri non sono rispettate e  la credibilità di tanti amministratori e uomini politici è in dubbio; dove per "futili motivi" si spara o si inviano in busta proiettili intimidatori; dove ancora oggi si assiste a trasformismi e cambi di casacche di presunti uomini politici; dove fantomatici pentiti del crimine si organizzano in comitati di speranza in barba alle centinaia di donne e uomini da sempre disoccupati e che non hanno mai commesso alcun tipo di reato; in una città che subisce i ritardi della giustizia e a volte l’opaca attività investigativa della Procura di Trani; dove la trasversalità delle responsabilità del degrado morale e politico di ieri e di oggi ha creato l’immobilismo dei partiti di destra e di sinistra; dove l’illegalità diffusa sta dilagando nel pubblico e nel privato;

a che servono i messaggi di solidarietà alle vittime dell’intimidazione quotidiana occulta o palese messa in atto da tanti in questa città da tutte le amministrazioni rosse, bianco-nere o rosa, ha sempre ottenuto il “pass” dell’impunità.

Se c’è qualcuno che riesce ancora ad indignarsi per qualcosa, si mobiliti nel proprio quotidiano, senza delegare a terzi, per realizzare quella piccola rivoluzione morale che solo le singole coscienze potranno guidare.

E se poi qualcuno ne avrà voglia, torniamo intorno ai tavoli con le idee più chiare e rigenerate, ma senza corrotti e corruttori, trasformisti e falsi pentiti.

Matteo d’Ingeo

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gli stati generali dell’antimafia

“ CONTROMAFIE” : gli stati generali dell’antimafia

Roma 17-18-19 novembre

Il puzzo della mafia e dell’indifferenza o il profumo della rinascita delle coscienze? Rita Borsellino non ha avuto dubbi, l’aria che si respirava nelle tre giornate degli stati generali dell’antimafia era solo quella di una nuova e profumata primavera che sta gonfiando le proprie gemme con la linfa dell’instancabile impegno civile di tanti.

Non c’è più tempo per sognare ed essere solo indignati, bisogna “ imparare a fare le cose difficili”. Non c’è possibilità di equivoco sulla parola d’ordine che serpeggiava, sin dalle prime battute, tra i convenuti di “ CONTROMAFIE” gli stati generali dell’antimafia organizzati a Roma da  “LIBERA”. E’ stato il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, a lanciare un appello deciso alle istituzioni e al governo: “Il tempo è ormai scaduto e non ci saranno più sconti per nessuno”; la platea ha risposto subito e non ha fatto sconti neanche al Presidente del Consiglio Romano Prodi. Il suo intervento è stato interrotto più volte fino a quando a più voci e con un lungo  applauso è stato chiesto al governo di mandare a casa gli oltre venti parlamentari che siedono ancora a Montecitorio pur essendo stati condannati per reati vari in via definitiva. Dovrebbero vergognarsi anche i partiti che hanno nominato nella Commissione Antimafia due parlamentari come Alfredo Vito (F.I.) e Paolo Cirino Pomicino (UDEUR). Paolo Cirino Pomicino, già democristiano, più volte ministro, ha due condanne definitive: un anno e otto mesi per una tangente Enimont, e due mesi, patteggiati, per corruzione nel processo per i fondi neri dell’Eni. Alfredo Vito, conosciuto anche con il soprannome di «Mister Centomila preferenze» per la sua straordinaria capacità di attirare voti, è stato condannato a due anni di reclusione per 22 episodi di corruzione: restituì anche 5 miliardi di lire.

Lo stesso Giancarlo Caselli si mostra indignato e chiede al governo un forte segnale di discontinuità rispetto al governo Berlusconi.

Niente sconti alla mafia, a quella delle stragi ma soprattutto a quella in giacca e cravatta della corruzione. Nella convinzione che “la mafia è umana e, come tale, ha un inizio e una fine”, si punta ad obiettivi più alti.

Lo Stato dimostri la concretezza del suo impegno a partire dall’istituzione di una agenzia per la gestione dei beni confiscati alla mafia, all’istituzione di una giornata nazionale dedicata alla lotta alle mafie il 21 marzo; dare risposte alla domanda di legalita’ che viene dai familiari delle vittime di mafia, garantire sostegno ai testimoni di giustizia, approvare in tempi rapidi il testo unico sulla legislazione antimafia, colpire i legami tra mafia e politica, rilanciare una stagione di lotta al racket, una nuova legislazione antidroga e creare un osservatorio nazionale sull’informazione in tema di mafie. Francesco Forgione, nuovo presidente della Commissione Antimafia, ha rilanciato l’idea di completare il testo unico della legislazione antimafia ‘entro il prossimo 30 aprile, anniversario dell’uccisione di Pio La Torre, giorno in cui si potrà tutti insieme festeggiare la nuova legge a Portella della Ginestra, in Sicilia.

Infine l’appello di don Ciotti ai rappresentanti delle istituzioni, quello di ‘non scendere a compromessi, e se costretti, piuttosto dimettersi: il vostro impegno, insieme al nostro, è fondamentale affinchè il nostro Paese diventi sempre meno ‘cosa loro’ e diventi finalmente ‘cosa nostra’…

Molfetta, 20.11.2006      Matteo d’Ingeo

il liberatorio a CONTROMAFIE

Anche il LIBERATORIO POLITICO, presente a Roma il 17-18-19 novembre per "CONTROMAFIE"  ha sottoscritto il:

 

MANIFESTO DEGLI STATI GENERALI DELL’ANTIMAFIA

 

 

 

PER  UN’ITALIA  LIBERATA  DALLE  MAFIE

 

 

NOI SOTTOSCRITTI  CITTADINI E CITTADINE, UOMINI E DONNE DI OGNI ETA’, CI 

IMPEGNIAMO INSIEME: 

 

– AD AFFERMARE NELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA I VALORI DELLA PACE, DELLA SOLIDARIETA’, DELLA LEGALITA’ DEMOCRATICA E DELLA CONVIVENZA CIVILE, CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA, D’ILLEGALITA’, DI VIOLAZIONE DELLA DIGNITA’ UMANA; 

 

– A PROMUOVERE E PARTECIPARE A TUTTE LE INIZIATIVE, I PROGETTI, LE ATTIVITA’ 

NECESSARIE PER LIBERARE L’ITALIA DALLE MAFIE; 

 

– A FAR VIVERE LA MEMORIA DELLE VITTIME DI MAFIA COME TESTIMONIANZA DI UN’ITALIA GIUSTA, CONSAPEVOLE, CORAGGIOSA E RESPONSABILE. 

 

CHIEDIAMO AL PARLAMENTO E AL GOVERNO DI ASSUMERE, CONCRETAMENTE, LA LOTTA ALLE MAFIE COME UN’AUTENTICA PRIORITA’ NAZIONALE, AVVIANDO COSI’ UNA  STAGIONE DI FORTE DISCONTINUITA’ PER SUPERARE I RITARDI DEL PASSATO, COSTRUIRE NEL NOSTRO PAESE UN PRESENTE VIVIBILE E DISEGNARE UN FUTURO DI SPERANZA. 

 

AFFINCHE’ SIA DIFESA CON EFFICACIA LA NOSTRA DEMOCRAZIA E SIA GARANTITO IL RISPETTO DEI DIRITTI SANCITI DALLA COSTITUZIONE 

 

 

PROPONIAMO DI: 

 

 

DARE RISPOSTA ALLA DOMANDA DI GIUSTIZIA CHE VIENE DAI FAMILIARI DELLE VITTIME, SOSTENENDONE LE LEGITTIME ISTANZE E POTENZIANDO LE RISORSE E I MEZZI A DISPOSIZIONE DELLA MAGISTRATURA PER INDIVIDUARE OGNI RESPONSABILITA’ PER I  DELITTI  E LE STRAGI DI MAFIA;  

 

GARANTIRE IL PIENO ED EFFETTIVO SOSTEGNO DELLO STATO AI TESTIMONI DI GIUSTIZIA, AFFINCHE’ LA SCELTA DI CONTRIBUIRE ALL’AFFERMAZIONE DELLA VERITA’ NON SIA PENALIZZANTE PER LA LORO VITA E LE LORO FAMIGLIE; 

 

DEFINIRE E APPROVARE IN TEMPI RAPIDI UNA TESTO UNICO DELLA LEGISLAZIONE 

ANTIMAFIA, CAPACE DI SUPERARE LE ATTUALI DISFUNZIONI E GARANTIRE UNA PIU’ 

EFFICACE AZIONE DI CONTRASTO DA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE E DELLA 

MAGISTRATURA; 

 

ISTITUIRE UN’AGENZIA NAZIONALE PER LA GESTIONE DEI BENI SOTTRATTI ALLE MAFIE, IN MODO DA ASSICURARE RAPIDITA’ E TRASPARENZA NELL’ASSEGNAZIONE DELLE RICCHEZZE RESTITUITE ALLA COLLETTIVITA’; 

 

SOSTENERE LE COOPERATIVE E LE ASSOCIAZIONI IMPEGNATE NEL RIUTILIZZO  SOCIALE DEI BENI CONFISCATI AFFINCHE’ LE LORO ESPERIENZE, A PARTIRE DAL MEZZOGIORNO D’ITALIA, DIVENTINO IL MOTORE DI UNA NUOVA ECONOMIA DELLA SOLIDARIETA’; 

 

COLPIRE I LEGAMI TRA MAFIA E POLITICA ATTRAVERSO LA REVISIONE  DEL REATO DI VOTO DI SCAMBIO E DELLA NORMATIVA SUI COMUNI SCIOLTI PER MAFIA, L’ESTENSIONE AI REATI DI CORRUZIONE DELLA LEGGE SUL RIUTILIZZO SOCIALE DEI BENI CONFISCATI; 

 

RILANCIARE UNA STAGIONE DI CONTRASTO AL RACKET E ALL’USURA ATTRAVERSO 

L’ISTITUZIONE DI UN’AUTHORITY INDIPENDENTE, CHE TUTELI LE VITTIME GARANTENDO CERTEZZA E TEMPI RAPIDI NELL’EROGAZIONE DEL SOSTEGNO ECONOMICO; 

 

INTRODURRE NEL CODICE PENALE I DELITTI CONTRO L’AMBIENTE, AL FINE DI PREVENIRE E CONTRASTARE L’ECOMAFIA E LA CRIMINALITA’ AMBIENTALE, CHE  RAPPRESENTANO UNA MINACCIA ALLA SICUREZZA DEL NOSTRO PAESE; 

 

ASSUMERE LA BATTAGLIA CONTRO L’ABUSIVISMO EDILIZIO COME UN IMPEGNO, CONCRETO E QUOTIDIANO, PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’, ELIMINANDO IL RICORSO AI CONDONI EDILIZI E SOSTENENDO LE ATTIVITA’ DI DEMOLIZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE LIBERATE DAL CEMENTO ILLEGALE; 

 

RIFORMARE LA NORMATIVA IN MATERIA DI APPALTI, SUB-APPALTI ED OPERE PUBBLICHE, ABOLENDO LA LEGGE OBIETTIVO E RAFFORZANDO LE ATTIVITA’ DI CONTROLLO, DALL’AGGIUDICAZIONE DEI LAVORI AI CANTIERI; 

 

RICONOSCERE ALLE PERSONE OGGETTO DELLA TRATTA DI ESSERI UMANI LA CONDIZIONE DI VITTIME, RAFFORZARE LA RETE DI SOSTEGNO SOCIALE E ISTITUZIONALE AGLI UOMINI E ALLE DONNE CHE DENUNCIANO I LORO SFRUTTATORI; 

 

COMBATTERE IL LAVORO NERO E IL CAPORALATO, CHE VEDONO SPESSO LA RIDUZIONE IN SCHIAVITU’ DI UN NUMERO CRESCENTE DI IMMIGRATI, ATTRAVERSO L’AFFERMAZIONE DEI LORO DIRITTI DI CITTADINANZA; 

 

PROMUOVERE UNA NUOVA LEGGE ANTIDROGA CHE ABBIA COME CENTRALITA’ LA TUTELA DELLA SALUTE DELLE PERSONE E LA RIDUZIONE DELLA DOMANDA, ADEGUANDO L’ANALISI E LE MISURE DI CONTRASTO ALLA DIFFUSIONE, SEMPRE PIU’  CRESCENTE, DELLE DROGHE SINTETICHE; 

 

RISCRIVERE LA LEGGE ANTI-DOPING, RAFFORZANDO GLI STRUMENTI DI LOTTA AL 

TRAFFICO DI SOSTANZE DOPANTI, ESTENDENDO LA TUTELA A TUTTI I CITTADINI E 

PROMUOVENDO, A PARTIRE DAI GIOVANI, I VALORI DI UNO SPORT ISPIRATO AI PRINCIPI DI LEALTA’ E RISPETTO DELLE REGOLE; 

 

ISTITUIRE UN’AUTHORITY INDIPENDENTE  PER CONTRASTARE IL FENOMENO DEL 

RICICLAGGIO DI CAPITALI DI PROVENIENZA ILLECITA E ANALIZZARE LE CONNESSIONI, NAZIONALI E INTERNAZIONALI, SEMPRE PIU’ COMPLESSE, TRA ECONOMIA LEGALE E ILLEGALE;

 

PROMUOVERE L’INTRODUZIONE DI UNA NORMATIVA EUROPEA OMOGENEA IN TEMA DI LOTTA ALLE MAFIE, CHE CONSENTA UNA PIU’ EFFICACE AZIONE DI CONTRASTO DELLE ORGANIZZAZIONI TRANSANAZIONALI, LA CONFISCA E IL RIUTLIZZO SOCIALE DEI LORO BENI; 

 

COLPIRE I TRAFFICI INTERNAZIONALI DI ARMI, LE “ZONE GRIGIE” E I PARADISI FISCALI IN CUI AVVENGONO LE TRIANGOLAZIONI, INTRODUCENDO IN PARTICOLARE IL REATO DI INTERMEDIAZIONE; 

 

DIFFONDERE UN SAPERE DI CITTADINANZA CHE DALLA SCUOLA, ALL’UNIVERSITA’, AL  TERRITORIO VALORIZZI I GIOVANI COME PROTAGONISTI DI UN PROCESSO DI EDUCAZIONE PERMANENTE ALLA LEGALITA’, ALLA CITTADINANZA E ALLA RESPONSABILITA’; 

 

COSTITUIRE UN OSSERVATORIO NAZIONALE PERMANENTE SULL’INFORMAZIONE IN TEMA DI MAFIE, TUTELARE IL DIRITTO DI CRONACA, RIDIMENSIONARE IL SEGRETO DI STATO, FAVORIRE REALMENTE L’EROGAZIONE DI FONDI PUBBLICI AD INIZIATIVE  EDITORIALI INDIPENDENTI; 

 

DEDICARE, CON UN PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO, LA GIORNATA DEL 21 MARZO DI OGNI ANNO ALLA MEMORIA DI TUTTE LE VITTIME DI MAFIA. 

 

I signori della FASHION DISTRICT HOLDING

Aveva ben da predicare Luigi Martella, Vescovo di Molfetta, invitando i fedeli a non dimenticare la preghiera domenicale, prima di tuffarsi nell’Outlet che Emilio Gnutti e soci hanno deciso di “donare” alla nostra città.

Forse era preoccupato anche lui di questi 3 milioni di visitatori l’anno che avrebbero invaso la nostra “periferia” disertando chiese, negozi tradizionali e strade cittadine. Dopo sei anni i nostri politici di destra e di sinistra, di mezzo e di fuori, alti e bassi, si sono accorti che a Molfetta si è sviluppato un “mostro” commerciale. Più che mostro si tratta di un “nostro” prodotto di cui, solo oggi, nessuno vuole assumersi le responsabilità di aver adottato, nutrito e coccolato, fino al punto di doverlo ufficialmente iscrivere all’anagrafe delle “cattedrali nel deserto”.

Ma quando nasce l’idea di portare a Molfetta la cultura della Fashion? Chi decide di investire centinaia di miliardi di vecchie lire  tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 proprio nella nostra zona A.S.I.? Conosciamo insieme i “Signori della Fashion” e le tante società che gestiscono. Nei giorni precedenti l’inaugurazione della sala Cinematografica Multiplex di Molfetta gli organi di stampa locali riportavano alcuni stralci di un comunicato che la stessa Fashion ha diramato direttamente da Brescia, città in cui ha sede la Cinestar Italia S.p.a. in via Aldo Moro, 5. Detta società attraverso altre società controllate svolge attività di sviluppo, realizzazione e gestione di complessi immobiliari costituiti da multiplex e, laddove previsto, Family Entertainment Centre.

 

Nel comunicato si diceva che la compagine azionaria di Cinestar è capeggiata dalla DRACO S.p.a. con il seguente consiglio di amministrazione: 


Presidente: Mario Dora

Vice presidente: Luciano Marinelli

Amministratore delegato: Giuseppe Taini

Consiglieri: Tiberio Francesco Assisi, Marco Di Molfetta, Emanuele Dora, Angelo Facchinetti,  Alessandro Faustini,  Gabriele Sancristofaro.

 

Per ora sono semplici nomi, ma tra poco diventeranno piccole tessere di un complicato puzzle del mondo finanziario italiano. Chi è Mario Dora? Chi lo conosce bene, sin da quando scorrazzava per Brescia su una Rolls Royce bianca e mangiava ogni giorno al “La Sosta” (lussuoso ristorante al centro di Brescia) dice che ancora oggi mangia allo stesso ristorante, al medesimo tavolo, ancora più ricco di trent’anni fa e omaggiato da tutti quelli che entrano ed escono dal ristorante. Mario Dora è lo stesso ricco finanziere e costruttore che negli anni ’70 ha edificato (si spera non selvaggiamente) la Costa Smeralda. Sì, proprio lui, il più furbo dei furbetti passato indenne attraverso “Mani Pulite” e ora anche dall’ultimo scandalo finanziario che ha visto coinvolti quelli che il giornalista di “Brescia Espresso” Alessandro Chela chiama “concertisti”, Ricucci, Bellavista Caltagirone, Fiorani, Gnutti ed altri che il giorno prima di essere accusati dalla Consob di avere ‘concertato’ l’acquisto di azioni Antonveneta per aggirare l’obbligo dell’OPA”, erano riuniti intorno allo stesso tavolo del ristorante “La Sosta” . Ma la vicinanza  di Mario Dora a Gnutti & C. non è solo mangereccia e casuale. Emilio Gnutti fino al dicembre 2005 (data in cui si è dimesso evidentemente per motivi di giustizia) è stato consigliere della Draco S.p.a insieme a Taini Giuseppe ed altri di cui sopra.

 

Emilio Gnutti è finanziere bresciano; condannato in primo grado nel 2002 per truffa in Borsa (insider trading), con a carico un procedimento pendente per lo stesso reato; interdetto per due mesi dall’esercizio di attività imprenditoriali per l’affare della scalata BPI ad Antonveneta (2005).

Presidente. C.d.a. Finanziaria Spa, Earchimede Consulting Spa, Holinvest Spa;

amministratore delegato, Fingruppo Holding Spa;

vicepresidente, Sorin Spa, Banca MPS;

membro com. esec. Hopa Spa;

consigliere tra l’altro in Unipol Spa, Finsoe Spa, ASM Brescia Spa, Sangemini Spa, Olimpia Spa.

Dimessosi a fine dicembre 2005 da tutte le cariche.

 

Quindi la Draco S.p.a. con sede in via Aldo Moro 5 ( Brescia) che si occupa di progetti di edilizia commerciale: Outlet (fashion district MN, RM-Valmontone), parchi tematici (Gardaland, Mirabilandia), multiplex center, complessi alberghieri, aree industriali e artigianali, è nelle mani di Mario Dora (Presidente) che a sua volta è presidente del cda Alfa Park srl, Motorcity Park srl, e varie società immobiliari; consigliere Fashion District Holding Spa, ex presidente Parco Napoli Spa; mentre Luciano Marinelli ( Vicepresidente) è Presidente del c.d.a. Fingruppo Holding Spa, industriale (Vemer-Siber Group), Fin-Metal-Spa, Società italiana lastre Spa, Montini Spa;

consigliere tra l’altro di Hopa Spa ( di E.Gnutti), Holinvest Spa, Alfa Park Srl, Cinestar Italia Spa, Efibanca Spa, C.I.S. Spa.

Naturalmente, parlando di HOPA (Holding di Partecipazioni Aziendali S.p.A) parliamo della grande finanza italiana, a volte opaca, di cui scrivono quotidianamente i nostri media;

il nome di Luciano Marinelli è stato fino alla primavera del 2006 accanto all’ex presidente Emilio Gnutti;

all’ex vicepresidente Consorte Giovanni (già ex Presidente e a.d. di Unipol Assicurazioni e Finsoe ("finanziaria di controllo" del Gruppo Unipol); vicepresidente e amministratore delegato di Unipol Banca e Unipol Merchant;

vicepresidente di Aurora Assicurazioni e Winterthur Vita; consigliere di Hopa, Sorin Group, Telecom Italia.

Indagato a fine 2005 per la scalata di BPI ad Antonveneta e di Unipol a BNL. Dimessosi il 29-12-2005 dalla presidenza di Unipol, insieme al vice I. Sacchetti, a seguito delle indagini);

agli ex consiglieri Fiorani Gianpiero (ex Amministratore delegato della Popolare di Lodi.

Indagato per aggiotaggio, insider trading e ostacolo all’esercizio delle funzioni degli organi di vigilanza, interdetto per due mesi dall’esercizio di attività imprenditoriali per l’affare della scalata BPI ad Antonveneta (luglio-agosto 2005), per questo dimessosi da ogni carica sociale in BPI il 16 settembre 2005 e a seguito delle indagini arrestato con l’accusa di associazione a delinquere il 13 dicembre 2005);

e Ricucci Stefano (immobiliarista e finanziere di Roma, Garlsson Real Estate SA (società off-shore), Stefano Ricucci Trust, Magiste Holding; tra i maggiori soci della Popolare di Lodi e ora anche in Capitalia e Rizzoli RCS. Interdetto per due mesi dall’esercizio di attività imprenditoriali per l’affare della scalata BPI ad Antonveneta (2005). Arrestato il 18/04/2006 per aggiotaggio nell’ambito dell’inchiesta sulla scalata Rcs.

Ora rimane solo il signor Taini Giuseppe che ormai è di casa a Molfetta, presente ad ogni manifestazione ufficiale della Fashion in qualità di Amministratore Delegato e consigliere, in molti casi insieme a Doria Mario, in una serie di società organizzate in scatole cinesi come Alfa 1 S.r.l, Gamma 1 S.r.l., Alfa 6 S.r.l., Orion S.r.l., Fashion District Italia S.p.a e la Fashion District Holding quasi tutte con sede amministrativa a Brescia, in via Aldo Moro ,5.

Queste ultime società dal 2000 ad oggi insieme alla Fashion District  Molfetta del gruppo F.D.Holding hanno richiesto ed ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni per realizzare la nostra cara “ Città della moda” o “Outlet” e la  sala Multiplex.

 

Protagonista assoluto dell’operazione, dopo Mario Dora, è Taini Giuseppe che come amministratore delegato apre e chiude società per sfuggire all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (antitrust), giungendo fino all’odierna apertura della Multisala Cinestar. Come tutti sanno l’inaugurazione della Multisala ha creato il pretesto per il “dimissionamento” della signora Carmela Minuto, con la relativa scoperta che la struttura inaugurata non aveva tutti i permessi in regola per l’apertura. Ma sappiamo anche che Molfetta è una città in deroga e probabilmente il Dirigente del Settore att. Produttive avrà chiuso entrambi gli occhi e in deroga alle leggi ha firmato le autorizzazioni per l’apertura dell’Outlet e del blocco Multisala senza rispettare le condizioni e prescrizioni previste.

Una delle cinque prescrizioni (fondamentale) prevedeva che, la realizzazione del Centro commerciale Outlet, fosse coevo alla realizzazione del Parco Attrezzato nel cui ambito doveva in ogni caso insistere.

In caso contrario l’autorizzazione doveva ritenersi revocata. Questo è avvenuto dal 2002 ad oggi, ma evidentemente al Dott. De Michele (Dirigente del Settore att. Produttive) interessa di più lo sviluppo del commercio ed il rispetto delle autorizzazioni va in deroga.

Comunque anche il sig. Taini  gestisce molto bene queste situazioni e si lancia in una operazione ancor più ardita che nessuno, al palazzo di città, ha seguito attentamente.

Spulciando tutte le autorizzazioni del Ministero per i beni e le Attività Culturali ci sono una serie di strani documenti che riguardano Taini e la Cinestar Molfetta. Il 31 ottobre 2005 Taini Giuseppe in qualità di legale rappresentante della Alfa 1 S.r.l. (dopo aver chiesto una proroga di 18 mesi per l’apertura della multisala nel novembre 2004) comunica al Ministero di  rinunciare all’autorizzazione in corso per la costruzione di 9 ( dico nove) sale cinematografiche; il Ministero accoglie la richiesta e con decreto del 24 novembre 2005 revoca le autorizzazioni. Fino a questo punto dovrebbe essere tutto in regola e nella prassi comune in presenza di revoca definitiva di autorizzazione le procedure si bloccano e addio Cinestar. Invece no, a Molfetta succedono i miracoli e nei nostri uffici comunali ne avvengono spesso, sarà la vicinanza della chiesa oppure di qualche santo a Roma.

Cosa è accaduto? Udite, udite. Mentre Taini rinuncia alle autorizzazioni per la costruzione della Multisala con 9 schermi, in veste di rappresentante legale della Alfa 1 S.r.l. in data 31 ottobre 2005, dopo poche settimane cambia abito; il 1 dicembre 2005 nella nuova veste di rappresentante legale della Orion S.r.l. chiede al Ministero l’autorizzazione a costruire non più 9, bensì 12 sale  all’interno della Multiplex Cinestar. Il ministero nella persona del Dott. Blandini G. rilascia con decreto in data 15 Dicembre 2005 tutte le autorizzazioni previste. Che bel regalo di Natale! Immaginate noi poveri mortali alle prese con gli uffici comunali e ministeriali, in una procedura simile, saremmo ancora qui, dopo due anni, in attesa dell’autorizzazione. Ma noi non siamo i signori della Fahion District Holding.                         

 

 

  Matteo d’Ingeo

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