Archivi categoria: politica locale

Nel paese di Bengodi la Tombolata si fa nell’aula del Consiglio Comunale


Nel paese di Bengodi dove le chiese diventano teatri ma non pagano l'ICI e gli immobili comunali vengono concessi in locazione agli amici solo dopo 24 ore dalla richiesta, accade anche che la sala del Consiglio Comunale "G.Carnicella" venga concessa alla locale Pro Loco per fare la Gran TOMBOLATA Sociale.
In molte occasioni abbiamo chiesto l'utilizzo della sala Carnicella e il Presidente del Consiglio Comunale ha ribadito che la stessa poteva essere concessa solo se ci fosse l'intervento di personalità di elevatura nazionale e regionale.
Non riusciamo a capire come possa essere stata concessa alla Pro Loco per fare una Tombolata; forse partecipava al gioco il presidente nazionale delle Pro Loco? Ci chiediamo anche se le cartelle "offerte" ai cittadini erano gratuite o a pagamento. Siamo caduti proprio in basso.

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Think'd, Caparezza, Porta e d'Ingeo cantano la città che dorme. L'insolito quartetto per "Fitta", pezzo di denuncia quotidiana

di Vincenzo Drago
www.molfettalive.it

Cinque minuti per una denuncia grossa quanto un macigno. Tanto dura "Fitta", il nuovo pezzo di Think'd, gruppo hip hop molfettese che lancia così un altro disperato appello contro l'indifferenza ai problemi della città. Per farlo la band ha collaborato niente meno che con Caparezza e due volti noti della politica locale, Gianni Porta e Matteo d'Ingeo

La concretezza è la costante dell'insolito quartetto che non le manda certo a dire, fotografando a 360 gradi una Molfetta allo sfascio. "Costruiscono parchi e non li aprono, completano il lavoro lasciando pure che li distruggano", tuona ad esempio la voce di Think'd, nella prima strofa, prendendosela anche contro "l'informazione effimera". Insomma "si cerca di scuotere, ma niente, è sconcertante". 

Si fa poi largo la voce di Gianni Porta. "Gioelli comuni regalati ai privati nel paese sofferente di liberi spazi e un futuro per le giovani famiglie", questa l'immagine suggerita del consigliere comunale. "Esistere vuol dire scelgliersi sempre la propria parte", spiega l'esponente di Rifondazione, anche contro "egoismi e mode passeggere". 

Il secondo intermezzo è dei roventi giochi di parole di Matteo d'Ingeo. "Nella città del mercato diffuso l'abuso è diffuso – dice il coordinatore del Liberatorio politico – e il voto di scambio è sempre il più amato". E ancora, per l'attivista "le bombe illuminano la notte e uccidono il mare", in una città dove "la macchina del fango travolge il riscatto". 

Gran chiusura con Caparezza, che ha una fitta allo stomaco. "Io mi sento in guerra quando non trovo pace, perché amo Melphicta, perché odio Melphicta, perché ho Melphicta allo… stomaco", conclude amaro il celebre rapper.

Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. SOLO PROPAGANDA


LA PROPAGANDA

Ufficio Stampa Comune di Molfetta – pubblicato sul sito del Comune  il 27-12-2011 ore 09:00

Il Pirp, finalmente!

 

Firmato ieri l’accordo di programma per il Piano integrato di riqualificazione delle periferie: in arrivo 4 milioni di euro per il recupero del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo diversi ricorsi al Tar, la Regione Puglia costretta a riconoscere la bontà del progetto molfettese.

È stato sottoscritto nella giornata di ieri l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo i ricorsi giudiziari promossi dal Comune di Molfetta davanti al Tar Pugliala Regione Puglia ha finalmente riconosciuto le ragioni della città di Molfetta e quindi la validità del piano proposto dall’amministrazione comunale. Il sindaco Antonio Azzollini ottiene così, per la sua città, ben 4 milioni di euro destinati al recupero completo e definitivo di uno dei quartieri da sempre dimenticati di Molfetta… continua a leggere 

LA CONTROPROPAGANDA DI PARTE

Pirp, firmato accordo di programma Regione-Comune.
Una nota del PD.

www.molfetta.ilfatto.net


È stato firmato nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 dicembre, l’Accordo di Programma tra la Regione Puglia e il Comune di Molfetta che consente, di fatto, la realizzazione del PIRP, il piano di riqualificazione del rione Madonna dei Martiri.

 

“Questa notizia – ha commentato Giovanni Abbattista, coordinatore locale del Partito Democratico – è il miglior regalo che gli abitanti di quel quartiere, assieme a tutta la città, potevano trovare  sotto l’albero di Natale. Ora, grazie ai 4 milioni di euro che la Regione Puglia investirà per la realizzazione di questo importantissimo progetto, approvato nel 2009 all’unanimità dal Consiglio Comunale, sarà davvero possibile dare un nuovo volto ad un’area troppo spesso dimenticata di Molfetta e assicurare ai cittadini che vi abitano una migliore qualità della vita”… continua a leggere


IL MEGAFONO DELLA PROPAGANDA

AZZOLLINI    PORTA    A   MOLFETTA    ALTRI    4 MILIONI     DI     EURO    PER     IL RECUPERO     DEL     QUARTIERE     MADONNA      DEI     MARTIRI

www.lacittaliberal.it

 

 

“Almeno a Natale non si dovrebbero dire le bugie ai cittadini!” Pasquale Mancini, coordinatore del Pdl, replica così a chi nonostante abbia sempre ostacolato il finanziamento del Pirp presentato dal Comune di Molfetta, oggi tenta goffamente di rivendicare meriti che non gli spettano. Ecco, invece, come stanno le cose: venerdì 23 dicembre il sindaco Antonio Azzollini ha sottoscritto l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri… continua a leggere

 

SOLO PROPAGANDA…
E POI VI DIREMO PERCHE'

AZZOLLINI E LEGA NORD IN AFFARI

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TG 08.01.11 Radio Padania"ci scippa le frequenze", l'appello di Pagliaro di antennasud

La radio della Lega nella città di SalveminiIl Comune autorizza il ripetitore "padano"
 

A. A. Centrone – corrieredelmezzogiorno.corriere.it  – agosto 2011

MOLFETTA – Le frequenze di Radio Padania nella città del meridionalista Gaetano Salvemini. L'ufficio tecnico del Comune di Molfetta, infatti, ha autorizzato l'emittente radiofonica diretta da Matteo Salvini a installare sulla strada provinciale per Terlizzi un ripetitore per ampliare il proprio raggio d’azione.

IL PRECEDENTE IN PUGLIA – Radio Padania già trasmette nel Salento. Dal 17 dicembre 2010  i salentini possono ascoltare le trasmissioni dell'emittente leghista grazie all'installazione di un ripetitore ad Alessano. In quel caso però le trasmissioni nordiste andavano a coprire abusivamente le frequenze di una radio locale. Quindi dopo un esposto presentato da Paolo Pagliaro, editore dell’emittente salentina Radio Nice del gruppo leccese Mixer Media, il ministero dello Sviluppo economico zittì il 24 gennaio scorso Radio Padania, che ha poi iniziato a trasmettere nel Salento grazie ad altre frequenze.

I COMPLIMENTI DI SALVINI – Adesso, Radio Padania punta al Nordbarese. «Pensiamo – afferma Salvini – che la radio sia uno strumento importante per far conoscere le nostre idee alla tanta brava gente del Mezzogiorno. Inoltre, ritengo che i pugliesi sono la popolazione più simile a quella lombarda e del Nord Italia. A Milano c’è poi una foltissima comunità di baresi che lavorano e vanno d’accordissimo con noi. La Puglia è davvero una delle zone più avanzate del Meridione».

A MEZZANOTTE STAPPATE I VOLUMI… THINK'D // FITTA [TENTATIVO II] con CAPAREZZA | MATTEO D'INGEO | GIANNI PORTA

Guarda su YouTube

Allo scoccare della mezzanotte, niente auguri e né regali. Sarà ascoltabile on line un brano su Molfetta, contro Molfetta… ma soprattutto per Molfetta.


«Parliamo di bene comune»

 

di Rosanna Buzzerio  – www.molfettalive.it

Rifondazione comunistaItalia dei valori e Liberatorio politico per la prima volta insieme per fare il punto della situazione sui referendum dello scorso giugno, con l’incontro “Molfetta bene comune”, che si è svolto lunedì presso la Fabbrica di San Domenico. 

A molti è sembrato una possibile futura coalizione, ma gli interessati in qualche modo smentiscono, tanto che sarà lo stesso consigliere comunale di Rifondazione, Gianni Porta, confermando le parole di Raffaele Tecce, responsabile nazionale Enti locali per Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, a ribadire che «occorre allargare il fronte». 

Fermo restando quanto dichiarato venerdì scorso, nel corso di una conferenza stampa, ossia l'intenzione di operare e proporsi alla città «come alternativa culturale e non sommatoria di voti in maniera indiscriminata». Posizione confermata anche da Matteo d’Ingeo. 

Dall’incontro è emerso chiaro dalle parole di Federico Cuscito, del Forum regionale per l’Acqua Pubblica, che «a sei mesi di distanza dai referendum nulla è cambiato, nonostante quella della 12 e 13 giugno sia stata una vittoria politica e culturale». Ed ha aggiunto: «La Regione Puglia non ha voluto rispettare quello che è stato l’esito referendario, ma del resto la situazione è identica in tutta Italia. Diverso è l’esempio che ci arriva da Napoli che sta trasformando una società per azioni in un ente di diritto pubblico. E' chiaro che tutti i soggetti privatizzatori faranno guerra al responso referendario». 

La ricetta che propone Raffaele Tecce in tema di bene comune è «la creazione di una azienda speciale a gestione pubblica». E ritiene che al livello locale si possono dare nuovi scossoni al livello nazionale,«occorre consolidare l’autonomia degli Enti locali attraverso una maggiore partecipazione». 

Rimanendo in tema di politica locale, Porta pone l’accento in tema di privatizzazioni sulle esperienze molfettesi dell’Asm, dell’Mtm e della Multiservizi. Favorevole il consigliere comunale di Rifondazione alla creazione di un Ato con le città di Terlizzi, Ruvo di Puglia e Corato per la gestione dei rifiuti solidi urbani ma con capitale pubblico. Sollecita l’azienda municipalizzata a incrementare la raccolta differenziata con il porta a porta. 

E alla luce della grande espansione della città anche «il piano del traffico, vecchio di 20 anni, deve essere rivisto, così come una revisione ci deve essere del parco mezzi urbani oramai obsoleti a favore di quelli ecologici». 
Rifondazione non è d’accordo all’ingresso del socio privato nella Multiservizi, come più volte detto in consiglio comunale. 

Matteo d’Ingeo precisa che il bene comune «nasce dal rispetto delle regole». E denuncia come un bene comune come l’acqua venga utilizzato in modo improprio da alcune aziende. E «come i beni confiscati alla mafia nella nostra città devono diventare un bene sociale per finalità alte». 

L'assemblea è coincisa con l'avvio della petizione promossa dall’Italia dei valori da presentare al Prefetto di Bari per richiedere l’immediata della decadenza del sindaco a seguito della sentenza della Corte costituzione 277/2011, che ha dichiarato l’incompatibilità fra la carica di parlamentare della Repubblica e quella di sindaco di un comune con popolazione superiore a 20.000 abitanti.

"Difendiamo il nostro mare". La mobilitazione a dicembre

Dopo quella della Tremiti, il presidente della Regione annuncia una manifestazione a Monopoli contro lo spettro delle trivelle che minaccia le coste della Puglia. "L'intero territorio deve dare una risposta forte alle multinazionali e mandare un segnale al nuovo governo"


bari.repubblica.it

Tutti i pugliesi si incontreranno a Monopoli, a dicembre, dietro al Gonfalone della Regione Puglia, per ripetere "un no festoso e colorato, ma netto, al petrolio in Adriatico". La mobilitazione coinvolgerà istituzioni, enti locali, parlamentari, sindacati, organizzazioni professionali, associazioni, cittadini e tanti giovani. Lo ha reso noto oggi il presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna, dopo aver incontrato a Bari, insieme con l'assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, a consiglieri e assessori regionali, i rappresentanti di numerose associazioni ambientaliste impegnate nella battaglia ecologica.

IL CASO Petrolio, i comitati a terra ma c'è chi raggiunge la Princess

"Come il 7 maggio a Termoli – ha detto Introna – il Gonfalone sarà il simbolo dell'unità dell'intera Assemblea consiliare sulla tutela dell'ambiente marino, una posizione univoca sancita nell'articolo unico sottoposto dalla Puglia al Parlamento: la proposta d'iniziativa regionale alle Camere che prevede la totale esclusione di ogni attività nelle acque al largo della costa, per il prelievo di idrocarburi". Iniziativa, questa, che ha suscitato l'attenzione del Commissario europeo all'ambiente, disponibile a raccogliere i pareri delle autonomie in protocollo che metta al bando qualsiasi attività off shore nelle acque mediterranee.

FOTO La mappa dei permessi per le ispezioni in Adriatico

Il Consiglio regionale pugliese "è sempre stato presente e operativo nelle campagne ecologiste", ha ribadito Introna, rispondendo positivamente all'appello del movimento per una stretta sinergia tra la società reale e le istituzioni: "E' l'intero territorio – hanno insistito gli ambientalisti – che deve dare una risposta forte alle multinazionali e mandare un segnale al nuovo governo nazionale".

Introna ha confermato che a proporrà l'adozione di un documento a sostegno della moratoria in Adriatico in occasione della riunione plenaria della 'Calre', la Conferenza che all'Aquila, dal 24 al 27 novembre, riunirà 74 presidenti delle Assemblee legislative europee. Nella stessa occasione, Introna rinnoverà ai colleghi delle Regioni adriatiche l'invito a fare approvare dai rispettivi Consigli una proposta di legge alle Camere, sul modello di quella pugliese. Altra ipotesi: organizzare – ha ribadito introna – una Conferenza adriatica, allargata ai Balcani e alla Grecia.

AZZOLLINI-KALI non si è ancora dimesso

GIUNTA DELLE ELEZIONI E DELLE IMMUNITA' PARLAMENTARI

 

MARTEDÌ 8 NOVEMBRE 2011

100ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

FOLLINI

  

 

            La seduta inizia alle ore 15,10.

 

SULLA COMPOSIZIONE DELLA GIUNTA  

 

     Il PRESIDENTE avverte che il Presidente del Senato in data odierna ha chiamato a far parte della Giunta il senatore Roberto Mura in sostituzione del senatore Giovanni Torri.

 

VERIFICA DEI POTERI

 

Comunicazioni del Vice presidente Balboni in ordine a cariche rivestite da senatori   

 

     Il  PRESIDENTE  ricorda che il 25 ottobre scorso la Giunta, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 277 del 2011 – che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge n. 60 del 1953 nella parte in cui non prevedono l’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti – all’unanimità ha invitato il Comitato per le cariche a riesaminare le posizioni dei senatori che ricoprono mandati amministrativi.

 

Il vice presidente  BALBONI (PdL) riferisce che il Comitato – incaricato, ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento per la verifica dei poteri, di svolgere l'istruttoria sulle cariche segnalate dai senatori – nella riunione del 3 novembre scorso ha ritenuto di non formulare alcuna proposta alla Giunta in ordine alla valutazione degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 277. Intervenendo quindi a titolo personale, ritiene che la Giunta non debba invitare i parlamentari interessati – il senatore Azzollini e il senatore Nespoli – a optare fra la carica di parlamentare e quella di sindaco. I senatori in carica candidatisi a sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20 mila abitanti hanno agito tenendo conto sia dell’assenza di una norma legislativa che sancisse l’incompatibi­lità fra le due cariche sia di una giurisprudenza parlamentare risalente al 2002. La Giunta, affrontando a suo tempo la questione, si è espressa sulla base della normativa allora vigente e con una pronuncia di carattere definitivo, generando delle aspettative tanto nei candidati quanto negli elettori. Una sentenza additiva della Corte non può intervenire sui rapporti in essere, ma soltanto su vicende intervenute successivamente. Il senatore Stancanelli, del resto, si è dimesso per evitare di essere dichiarato decaduto come sindaco a seguito dell’azione popolare intentata nei suoi confronti.

Perplessità ancora maggiori suscita l’ipotesi di applicare analogicamente la sentenza alle cariche di presidente di Provincia.

 

Il senatore  LI GOTTI (IdV) ritiene che la Giunta debba prendere atto dell’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, ma non di quella fra la carica di parlamentare e la carica di presidente di Provincia. Nel primo caso la pronuncia della Corte ha introdotto nell'ordinamento una specifica norma e non può valere la considerazione che si è in presenza di diritti acquisiti  o di aspettative legittime, perché la Giunta decide sempre allo stato degli atti. Queste considerazioni non possono valere, invece, per la carica di presidente di Provincia, cui la sentenza n. 277 non fa alcun cenno.

 

Secondo il senatore  SANNA (PD) la pronuncia della Corte fa venire meno l'argomento posto a fondamento della giurisprudenza parlamentare inaugurata nel 2002 – quando fu capovolto il principio della trasformazione delle cause di ineleggibilità sopravvenute in cause di incompatibilità – e ribadita anche nella corrente legislatura con decisioni assunte a maggioranza, che consideravano compatibili le cariche in questione a causa dell'assenza nell'ordinamento di una specifica previsione normativa. La giurisprudenza parlamentare, già modificata radicalmente in quell’occasione, può mutare nuovamente, tanto più con una decisione costituzionalmente orientata. D’altra parte, le decisioni più recenti sono state comunque assunte "impregiudicata ogni diversa valutazione a seguito dell'auspicata approvazione del disegno di legge A.S. n. 1630, ed in particolare dei suoi articoli 1, comma 1, lettera c) e 3, e comma 2, lettera a)"; erano, cioè, condizionate dal fatto che lo ius superveniens avrebbe colmato il vuoto normativo, superando la giurisprudenza parlamentare. Nella lettera inviata al Presidente del Senato lo scorso 2 novembre, in cui egli auspicava che le dimissioni del senatore Stancanelli fossero considerate come opzione imposta dalla legge e quindi da non sottoporre a votazione in Assemblea, ha ricordato come la sua parte politica già nel 2009 avesse sottolineato l’esistenza di una lacuna juris cui porre rimedio con il tempestivo esercizio del potere di iniziativa parlamentare. Lo ius superveniens rappresentato dalla sentenza n. 277 della Corte equivale, a suo avviso, all'approvazione del disegno di legge anzidetto, che peraltro costituisce un lungimirante tentativo di prevenire il discredito che la vicenda ha ingenerato sull’istituzione parlamentare.

 

Il senatore  MAZZATORTA (LNP)  giudica imbarazzante, in alcuni passaggi, la sentenza n. 277 della Corte Costituzionale, che interviene in una materia coperta dalla riserva di legge e dunque richiedente un atteggiamento di prudenza rispettoso dell’autonomia del Parlamento e della discrezionalità del legislatore. La Consulta ha fatto ricorso a una sentenza di accoglimento additiva, presupponendo l’impossibilità di superare la "norma negativa" affetta da incostituzionalità per via interpretativa nonché l’esistenza di un’unica soluzione costituzionalmente obbligata. Ma la Corte stessa, con le sentenze n. 440 del 1995 e n. 508 del 2000, ha escluso la possibilità di sentenze d’incostituzionalità con valenza additiva nelle materie coperte appunto da riserva di legge. Inoltre, prendendo atto dell’assenza di una norma che, oltre all’ineleggibilità alla carica di parlamentare per i sindaci e i presidenti di Provincia, preveda espressamente anche l’ineleggibilità dei parlamentari alle cariche anzidette, ha avallato la giurisprudenza parlamentare recente che riconosce la legittimità del cumulo delle cariche.

 

        Il senatore  SARRO (PdL)  fa presente che la Corte di Cassazione, sezioni unite civili, con la sentenza n. 9151 del 2008 ha precisato che gli atti adottati dalla Giunta hanno natura giurisdizionale. Nella fattispecie in esame la Giunta, affrontando più volte la questione, si è espressa sulla base della normativa allora vigente e con pronunce di carattere definitivo; aderendo alla tesi contraria si attribuirebbe alla sentenza della Corte un anomalo effetto retroattivo, applicato a situazioni giuridicamente definite. Non  convince, dunque, la tesi del senatore Sanna sulle decisioni condizionate dall’attesa  di uno ius superveniens. Con la manovra finanziaria di agosto – decreto legge n. 138 del 2011 convertito in legge n. 148 del 2011 – è stata introdotta sì l'incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 5.000 abitanti ma a valere dalla prossima legislatura. È dunque opportuno un adeguato approfondimento prima di adottare una decisione impegnativa.

 

Ad avviso del senatore  CASSON (PD)  la pronuncia della Corte introduce nell'ordinamento una specifica norma, che stabilisce l'incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti, e contestualmente apre la strada a un’analoga statuizione per i presidenti di Provincia. Non possono esservi aspettative di alcun genere nell’assunzione di una doppia carica, considerato che uno ius superveniens può sempre modificare la situazione di partenza. La sentenza della Corte di Cassazione citata dal senatore Sarro non si applica alla fattispecie in esame, perché non si è in presenza di una sentenza passata in giudicato ma di una decisione assunta dalla Giunta allo stato degli atti. Né può esservi conflitto fra il Parlamento e la Corte Costituzionale, che è sempre giudice di ultima istanza.

 

Il  PRESIDENTE  propone, quindi, che il Comitato elabori entro la prossima settimana una proposta da sottoporre alla Giunta.

 

La Giunta conviene all’unanimità.

 

            La seduta termina alle ore 16,35.
 

Purtroppo sono trascorse due settimane e il Comitato non ha ancora presentato una proposta.

L'illegalità e il senso delle "famiglie", due punti per far ripartire Molfetta

 

 


Ricordate l’articolo apparso sul mensile l’Altra Molfetta nel mese di marzo 2007 dal titolo “Ma a Molfetta esiste la mafia?” (clicca e leggi l'articolo).
Il suo contenuto è stato apprezzato da molti cittadini molfettesi, ma qualcuno non lo ha gradito e armatosi di penna e carta bollata ha querelato (clicca e leggi la querela) per diffamazione l’estensore dell’articolo  e il direttore de l’Altra Molfetta.
I passaggi particolarmente controversi dell’articolo che hanno suscitato le ire del consigliere comunale ex Verdi, ex CCD, ex Popolari per Molfetta, ex FI, ex AN ora UDC e domani chissà cos'altro, sono i seguenti:

[…] Naturalmente non merita commenti lo striscione appeso sul ponte ferroviario all’entrata di Molfetta su cui era scritto “Amato: la città è con te; ti vogliamo bene”. Direi invece che la città è molto indignata per lui e per quello che sta accadendo, e quella manifestazione di affetto dei suoi “999 elettori” non è molto diversa dalle manifestazioni di oltraggio nei confronti delle forze dell’ordine da parte di interi quartieri di Napoli o Bari quando arrestano un camorrista o un mafioso. […]

[…] Invece bisogna convincersi che in questa città ”la mafia” esiste e da molto tempo. Già nel 1995 fu revocata dalla Camera di Commercio di Bari, la licenza ad un noto commerciante molfettese, per associazione a delinquere di stampo mafioso. Quello stesso personaggio aveva a che fare con l’assassino di Gianni Carnicella e con la holding nostrana della droga. La mafia non è più solo quella dei morti ammazzati per stragi o agguati, ma è fatta anche dei capi d’accusa mossi a P. Amato. […]

Il Giudice, dott. Roberto Oliveri del Castillo, sciogliendo la riserva formulata all’udienza del 14.3.08 nei confronti di d’lngeo Matteo e Germinarlo Corrado indagati in ordine all’art. 595 c.p.,  ha RIGETTATO l’opposizione avanzata da Amato Giuseppe, ha ACCOLTO la richiesta del P.M. e ha DISPOSTO l’archiviazione nei confronti degli indagati d’Ingeo e Germinario perché il fatto non costituisce reato (clicca e leggi l‘ordinanza di archiviazione).

Vi consigliamo la lettura dell'ordinanza di archiviazione, in particolare l'ultima parte che di seguito riportiamo:

… omissis…
"… Come si è sopra accennato, e per completezza, per tutti questi fatti Amato è stato 
nelle more tratto a giudizio dal g.u.p. del Tribunale di Trani in data 21 febbraio 2008, con udienza dibattimentale fissata per il 27 maggio 2008.

E’ evidente che la gravità dei fatti attribuiti all’Amato, basati su un compendio investigativo fatto di intercettazioni telefoniche, dichiarazioni di persone informate sui fatti, acquisizioni documentari, sancita dal G.i.p. con l’ordinanza cautelare richiamata, e pertanto effettuando un giudizio prognostico altamente probabilistico in ordine alla responsabilità penale dell’Amato, consente di inquadrare le imputazioni a lui elevate come facenti parte di un contesto “mafioso” nell’accezione secondaria e lata che ormai il termine identifica, poiché è indubbio che l’ambito in cui sono maturati i fatti narrati dall’Accusa è significativo di spregiudicato malaffare politico-amministrativo e di strumentalizzazione della cosa pubblica a fini privati e per l’incremento del consenso politico-elettorale, fatti contestati all’Amato in concorso con altri soggetti pubblici (ad esempio i vigili urbani che l’Amato, secondo quanto risulta dagli atti processuali, utilizzava quale sua personale promanazione nel contatto dei privati da favorire: capi A6 e A7) e privati.
 

Ed in ordine alla correttezza di una tale analisi sovviene anche l’uso della terminologia adottata dal D’Ingeo nel suo articolo, ancorché adagiato su un plafond di polemica politica. Il D’Ingeo non ha affatto detto che l’Amato è tout court “mafioso”, il chè varrebbe ad attribuire una qualità personale in assenza di una sentenza passata in giudicato per fatti afferenti l’art. 416 bis c.p.. L’articolista ha viceversa detto che mafia è fatta anche dei capi d’accusa , con ciò creando uno iato tra il profilo soggettivo della persona a cui sono mossi gli addebiti, e il piano oggettivo delle accuse mosse e da vagliare nei vari gradi di giudizio, e che in astratto possono indubbiamente connotare quei reticoli affaristico-criminali che il dizionario Zingarelli, ed. 2001, contempla come gruppi o persone tese a conseguire o conservare con ogni mezzo, lecito o illecito, specialmente con maneggi e intrighi, i propri interessi particolari, anche a danno di quelli pubblici”.

Sotto questo punto di vista più obiettivo e spersonalizzato non pare seriamente revocarsi in dubbio che l’accusa di strumentalizzare le funzioni pubbliche per fini politico-elettorali e per incrementare il proprio peso politico mediante la ricerca del voto per sé e per terzi (tale Cassano Massimo, ad esempio, come emerge dagli atti), costituisce manifestazione di un contesto caratterizzato da spregiudicate forme di acquisizione illecita di consenso a danno degli interessi pubblici, con prepotenza e arroganza, e mediante l’utilizzo personalistico di dipendenti pubblici, e quindi mafioso nel senso ampio sopra descritto.

Allo stesso esito porta l’analisi dell’altro inciso oggetto di doglianze da parte del querelante, ovvero quello dello striscio ne di sostegno all’Amato esposto all’indomani della sua cattura.

In questo caso, poi, nessuna censura viene mossa all’Amato, in quanto viene solo stigmatizzato il comportamento di coloro i quali, di fronte ad accuse gravi e serie (tanto da meritare la custodia cautelare agli arresti domiciliari) come quelle esposte, hanno manifestato solidarietà all’Amato, tanto da indurre il D’Ingeo ad esprimere una certa indignazione.

Tutto ciò posto, deve ritenersi priva di pregio l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dall’Amato e viceversa accoglibile la richiesta del P.M. di archiviare l’accusa nei confronti degli indagati.

P.Q.M.

Letto l’art. 410 c.p.p.,
 

RIGETTA l’opposizione avanzata da Amato Giuseppe.

ACCOGLIE la richiesta del P.M ..

DISPONE l’archiviazione nei confronti degli indagati D’Ingeo e Germinario perché il fatto non costituisce reato.
 

Restituzione degli atti al p.m. per quanto di competenza.

UN SINDACOSENATOREPRESIDENTE "ABUSIVO" e un centrosinistra indeciso.

Il Presidente Follini nella seduta della Giunta delle elezioni del Senato del 25 ottobre 2011 propone di affidare all'apposito Comitato l'incarico di formulare con tempestività alla Giunta le proposte volte a risolvere l'incompatibilità fra la carica di senatore e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, alla luce della sentenza n. 277/2011 della Corte Costituzionale. Nella seduta del 2 novembre  lo stesso Follini comunica che il Presidente del Senato ha trasmesso alla Giunta una missiva del senatore Stancanelli con la quale egli esercita, a seguito della recente sentenza della Corte costituzionale, l'opzione per la carica di sindaco di Catania. Automaticamente si passa all'attribuzione del seggio resosi vacante nella regione Sicilia a seguito delle dimissioni del senatore Raffaele Stancanelli e l'ultimo degli eletti nell'ordine progressivo della lista alla quale apparteneva il senatore dimissionario è Antonino Strano


 

Martedì 8 novembre 2011 alle ore 15 la giunta si riunirà per le comunicazioni del Vice presidente Balboni in ordine alle cariche rivestite da senatori. 
Quindi, in settimana potrebbe sciogliersi il nodo dell'incompatibilità cronica del nostro sindaco e in attesa noi urliamo più forte possibile che deve dimettersi da sindaco non solo perchè è incompatibile ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale ma deve dimettersi per la sua incapacità di governare questa città.
Il senatore Stancanelli ha deciso in una settimana e ha optato per rimanere sindaco di Catania, invece Azzollini sta valutando ancora quale sia la scelta migliore per se stesso e non per la città di Molfetta; tergiversa ancora nella scelta dell'opzione perchè vuole giorcarsi la partita fino in fondo.
Se in settimana il governo cade perchè dimettersi da sindaco, è più conveniente farsi la campagna elettorale da sindaco-fantasma per poi giocarsi la carta governativa.
Sembra che la sua stessa tattica sia utilizzata da qualche personaggio politico del centrosinistra di Molfetta per poter giocare la carta migliore possibile sul tavolo delle trattattive aspirando e pretendendo la candidatura migliore. Al momento potenzialmente si potrebbe andare a votare contemporaneamente al Comune, Provincia, Regione, Camera e Senato, e quindi le trattative ai tavoli della politica algebrica e dei pacchetti dei presunti voti è in discesa libera.
In questa logica, imbavagliato e impotente, il centrosinistra cittadino, da un anno, sogna "la città che vorrei". E' trascorso un anno dal novembre 2010 da quando Pd, Sel e Rifondazione Comunista lanciano il "Cantiere di Centro-Sinistra" che riesce a produrre solo slogan.

In attesa che i propositi programmatici dei tre partiti del centrosinistra diventino dinamici, condivisi e partecipati il Liberatorio Politico rilancia i propri 10 punti etici non contrattabili per un governo responsabile della città, a salvaguardia del bene comune:

 


Vorremmo un centrosinistra…


deciso a sconfiggere la nostra destra “sinistra” e arrogante che abbiamo, purtroppo, già battuto nel ‘94, senza ricorrere all’ormai tipico “vogliamoci tutti bene ora” per battere il nemico comune; proiettato interamente in un’operazione di rinascimento etico per questa città, in cui ognuno deve fare la propria parte, senza perdere di vista gli oltre sedicimila elettori astensionisti che potrebbero fare la differenza;

                                    
 

– deciso a giocarsi la partita finale mettendo in campo il meglio di sé; il meglio delle intelligenze, delle professionalità e delle energie che questa nostra città, offesa e martoriata da gente senza scrupoli, arrogante e affarista, ha ancora da offrire; fuori gli indagati, i condannati anche in primo grado, gli affaristi, i collusi e i professionisti della politica; fuori i professionisti del voto di scambio, fuori anche chi indirettamente ha conflitti d’interesse familiari e non può sentirsi libero nella propria azione politica quotidiana;

– in cui chi ha avuto, in passato, responsabilità dirette di governo della città, si metta da parte mettendo a disposizione, solo, le proprie competenze;
 

– che dica qualcosa sulle mafie e sulle infiltrazioni criminali che stanno condizionando la parte sana di questa città; che avvii una riflessione seria sull’omicidio Carnicella e su quel “mondo variegato che in Molfetta andava comunemente sotto il nome di " Piazza Paradiso, che ancora oggi governa la città; che restituisca alla città i beni confiscati ai mafiosi molfettesi; che si pronunci sulla condanna in primo grado di Pino Amato, personaggio creato dal centrosinistra molfettese, e del fenomeno dell’usura;
 

– che si esprima pubblicamente sulla vicenda Powerflor; convinto, non solo, nel dire no alle centrali nucleari, ma anche no alle centrali elettriche simili alla Powerflor e no all’erosione del territorio agricolo per far spazio a “coltivazioni” di pannelli fotovoltaici;

– che dica sì alle fonti di energia rinnovabili ma compatibili e rispettose del territorio; che dica un no convinto alla privatizzazione dell’acqua;

– distante dalle lobby imprenditoriali che stanno macchiando ancor più di quanto lo faccia la cattiva amministrazione Azzollini, e ci riferiamo alla Ciccolella spa con il suo amministratore delegato Corrado Ciccolella indagato per bancarotta fraudolenta e alla Migro Ingross Levante con il suo amministratore Renzo Amato;

– che denunci la colonizzazione del nostro territorio da parte della finanza del nord e bresciana che ha distrutto la nostra economia; che denunci l’occupazione del nostro territorio da parte del commercio cinese, dei “Compro oro”, delle decine e decine di spacci di negozi ex “Millelire”;

– che sostenga il "Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche" in tutte le sedi istituzionali ed amministrative al fine di predisporre, realizzare e completare la bonifica, anche attraverso lo stanziamento di uomini, mezzi e fondi adeguati, di tutti i siti inquinati affinché si possa dare seguito ad un'efficace azione di sminamento dell'aree contaminate colpite drammaticamente nel loro equilibrio ambientale al fine di preservare inoltre la salute pubblica delle popolazioni residenti;

– che realizzi tutto questo abbandonando l’autoreferenzialità e aprendo il recinto delle sigle dei partiti per farci entrare i movimenti, le associazioni, i comitati e quant’altro di buono sia presente sul territorio, abbandoni i tavoli che creano la maggioranza politica numerica fine a se stessa, esca fuori dagli studi professionali e si apra a questa bella città che nonostante tutto noi amiamo ancora…

… Inoltre vorremmo un centrosinistra che avesse uno strumento di informazione libero e indipendente, senza padroni e finanziatori occulti, e che arrivasse nelle case dei cittadini, informandoli senza bavagli e censure.

 

          


 

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