Archivio mensile:luglio 2010

Molfetta "zona franca del mar" n. 1 – E' tornata la postazione refrigerante a Torre Gavetone

03082010Abusivo Gavetone jpgA lui è consentito l'accesso anche con un mezzo senza targa.

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Sono tornati più colorati e modernizzati dell'anno scorso, forse per adeguarsi al nuovo look del Gavetone. In attesa della loro evoluzione per noi rimangono sempre abusivi.

Gavetone 2  02.08.2010

 

Nella foto qui sotto come si presentava la postazione dell'anno scorso.

13062009_Postazione_refrigerante_utilizzatori_finali

Questo è il link della loro storia:

Ecco gli "utilizzatori finali" della "postazione refrigerante"

(http://liberatorio.splinder.com/archive/2009-06?from=8)

Un mare pronto ad esplodere

La Fabbrica di Nichi ha incontrato Matteo d'Ingeo del movimento Liberatorio Politico di Molfetta per parlare della presenza di ordigni bellici nell'Adriatico.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/07/13217e5b4f3e33fd9c27432f64593453_medium.jpg

di Silvia La Franceschina (www.bisceglielive.it/…)

Era il 2 dicembre del 1943 quando alcune navi americane furono bombardate dai tedeschi nel porto di Bari. Alcune di queste custodivano segretamente bombe all’iprite – strumenti di guerra a componente chimica da anni posti al bando dal consesso delle Nazioni- un gas tossico e vescicante, responsabile di danni irreversibili sulla salute delle acque e dell’uomo. In virtù di un accordo tra il Ministero della marina mercantile e gli alleati, i residui bellici sarebbero stati affondati ad oltre 20 miglia dalla costa, a circa 460 metri di profondità.

Oggi, dopo 67 anni, quegli strumenti di morte giacciono ancora, silenti e invecchiati, sul terreno marino, rappresentando un’onnipresente e imprevedibile insidia. 
Le mine sono state rinvenute principalmente nelle zone di Torre Gavetone e della Prima Cala -ex Colonia- (città di Molfetta), ma si spinsero tentacolarmente e arditamente anche al di fuori di questo confine, colonizzando le acque.

Come guerrieri senza favella hanno continuato a mantenere una consegna attempata quanto loro, riconfermata ogni giorno dalle ovattate leggi del regno marino, dove passato e futuro convivono in un eterno presente. Col tempo, adattatisi all’ambiente del mare, come ibridi crostacei o improbabili molluschi, non hanno smesso di rilasciare il loro inchiostro velenoso. Imprigionati nella logica dell’antica missione, esplodono o sprizzano sbuffi venefici, se minacciati da un qualsiasi contatto creduto nemico. Senza sapere che la malcapitata ombra è quella di un ignaro pescatore imbracciante la rete o il piedino di un bambino a caccia di granchi e lumache. Senza sapere che la guerra, quella guerra, è finita.

Da anni Matteo d’Ingeo, coordinatore del movimento Liberatorio Politico a Molfetta, ospite come relatore del tema iprite nel nostro mare, nell’ultimo incontro tenuto dalla Fabbrica di Nichi di Bisceglie, raccoglie informazioni e testimonianze, denunciando questa allarmante situazione.

Gli ordigni fluttuano indisturbati nelle acque dove ci bagniamo e dove viene pescato il pesce che mangiamo. Autorità, Prefetto, Procura di Trani, Carabinieri, Capitaneria di Porto, Arpa sono sordi ai numerosi e costanti appelli a seguito dei continui casi riscontrati di patologie da contatto con l’iprite. 
Anche la famosa alga tossica sembra essere collegata a questo terribile gas, un mutante nato dall’assorbimento di iprite dalle alghe.

Bonificare i fondali richiede un investimento di forze e denaro non indifferenti, oltre al fatto che divulgare questo genere di informazioni costituirebbe una mazzata all’economia nostrana. 
Meglio, dunque, continuare a far finta di nulla? 
La prossima vittima può essere uno di noi; perché anche le bombe hanno imparato a nuotare e a spingersi persino a riva.

Per chi volesse maggiori informazioni, consultasse il sito: http://liberatorio.splinder.com/tag/iprite

Molfetta "zona franca" n. 7. “BEER MUSIC FESTIVAL”

Sito Beer music F.
Carissimo sindacosenatorepresidente Azzollini 
ormai è chiaro che in questa città ogni quartiere è buono per creare una “zona franca”, ma ci sembra troppo che si permetta ora di crearne altre nella zona industriale; e non parliamo dei 20mq dei suoi amici ambulanti del commercio ma di ben 10.000mq.
In data 28.6.2010 la  Giunta Comunale ha patrocinato il “Beer Music Festival” con delibera n. 171 e concesso lo spazio antistante il Mercato Ortofrutticolo dal 15 luglio al 25 luglio.

Villaggio BMF 18072010Sul sito ufficiale della manifestazione (http://www.beermusicfestival.com/) e sul sito di Radio Idea (http://www.radioidea.it/) da parecchi giorni c’è la promozione del festival “a grande richiesta fino al 1 agosto”.
Fino alle ore 12.00 di ieri 28.7.2010 presso l’albo pretorio del Comune di Molfetta non era consultabile alcun atto amministrativo che confermasse e/o concedesse la proroga del festival fino al 1 agosto.
Le chiediamo:
– se la presenza di strutture ricettive, gruppi elettrogeni e quant’altro presente fino a qualche ora fa nel piazzale pubblico antistante il mercato ortofrutticolo e la sede della Multiservizi sono legittimamente autorizzate;

Gruppo elet BMF 18072010

Igiene BMF

– se tutte le strutture sono a norma dal punto di vista della sicurezza e igiene;
– se è vero che durante le serate di spettacolo gli organizzatori hanno richiesto quote in denaro ai cittadini nonostante i manifesti e la promozione dell’evento parlava di divertimento gratis, escludendo le consumazioni;

Prezzi 2 10
– se l’Associazione “B.Haley” riportata nei manifesti esiste, è iscritta all’albo del Comune, se ha avuto delle responsabilità organizzative nel Festival, e perché non è riportata nella delibera n. 171;
– se l’A.D.R. srl di Vito Carbonara del Ristorante Al Desco di Torre a Mare è la stessa organizzazione riportata in delibera a nome del sig. Orazio Giuseppe Guerra che ha fatto richiesta di poter svolgere la manifestazione;
– se la stessa organizzazione era nota al Comune di Molfetta e se aveva titolo giuridico ad ottenere e organizzare tale manifestazione;
– se è vero ciò che è riportato in delibera, dal momento che il Piano del Commercio è scaduto, quando si dichiara: “Atteso che il comma 4 dell’art. 4 del Piano del Commercio vigente non indica una specifica localizzazione per tali eventi, pertanto, la individuazione specificata dagli organizzatori si ritiene accoglibile”;
– se con la delibera n.171 la Giunta Comunale abbia voluto favorire terzi per trarne un vantaggio economico.
In attesa di una sua risposta continueremo il nostro tour per le zone franche della città.

Di Lernia La Forgia

L'informazione locale e l'autoimbavagliamento.


Bianc rosso Sono ormai tre giorni che la stampa locale non riporta i nostri comunicati stampa sulle ordinanze compiacenti del sindacosenatorepresidente Azzollini in materia di commercio e ambulantato a posto fisso. L'unica risposta indiretta apparsa sul sito del "Biancorossonews" (http://www.ilbiancorossonews.it/dettaglioarticolo.asp?idarticolo=4871) è quella che leggete. Ma che c'entra con l'autoimbavagliamento in atto. 
 

Molfetta "zona franca", varianti in corso d'opera "esplosive".

 
 Andriani centrale  18072010 copia 

Il sindacosenatorepresidente Azzollini pur nei ritagli di tempo sottratti agli impegni romani non finisce mai di sorprenderci e stupirci perché riesce a regalarci nuove emozioni ogni volta che torna a casa.
Ieri avevamo informato i cittadini, attraverso il nostro Blog e un comunicato  mai diffuso dagli organi di stampa, di una nuova sua iniziativa a vantaggio di un ambulante a posto fisso che aveva, in un certo modo, ottenuto la postazione che più era confacente alle sue esigenze rispetto a quella iniziale individuata dall’ordinanza del 21 giugno u.s. firmata dal nostro primo cittadino.
Esattamente a distanza di un mese abbiamo una nuova ordinanza, del 21 luglio  n. 42391, sempre con lo stesso oggetto: “Ordinanza contingibile ed urgente in materia di commercio ambulante a posto fisso”.
Ad integrazione dell’ordinanza sindacale n. 35905 del 21.6.2010 con cui si individuavano le seguenti 9 aree su suolo pubblico:

1. Piazzetta 167;
2. Via Caduti sul Mare ang. Via E. Fermi;
3. Via Caduti sul Mare a m. 10 dall'incrocio con Via Tridente direzione Via San F.sc d'Assisi;
4. Via Papa Montini a m. 10 dall'incrocio con Via Martiri di Via Fani direzione Via A. Salvucci;
5. Via S. Allende ang. Via Molfettesi d'Argentina (area parcheggio);
6. Via Leoncavallo (plateatico);
7. Via Cap. de Candia ang. Via Cozzoli;
8. Parallela Via Salvucci, area di parcheggio;
9. Via G. Salvemini ang. Via Ten. Marzocca; – il Sindaco ordina di istituire temporaneamente una sede destinata al commercio ambulante in sede fissa in via G. Di Vittorio, all’interno dell’isola di parcheggio e di modificare il posizionamento dell’area relativa al punto 7) dell’ordinanza  nel seguente modo,  da “Via cap. De Candia ang. Via G.Cozzoli” a “ Via cap. De Candia ang.Via L.do Mezzina”.

ultima Cozzoli 1 26072010Le aree individuate, oggetto di concessione temporanea, potranno essere occupate per una superficie totale pari a mq. 20(venti) a mezzo panche mobili.
La Polizia Locale-Municipale, i Carabinieri, la Guardia di Finanza sono incaricati della sorveglianza e del rispetto del presente provvedimento, dell'accertamento delle violazioni e dei conseguenti adempimenti.
La nuova ordinanza con le “varianti in corso d’opera” è stata preceduta da un ordine di servizio con cui Azzollini “invitava” il Dirigente del Settore Affari Generali e il Dirigente Tributi e Concessioni Comunali a mettere in esecuzione il versamento per la concessione temporanea di suolo pubblico alla sig.ra Andriani Maria– area individuata in Via Di Vittorio – per una superficie totale di 20mq ed a rilasciare la relativa autorizzazione.

Andriani ore 10.36 20072010Pertanto le aree sono passate da nove a dieci; evidentemente il sindaco ha ceduto a chi ha avuto la voce più alta. E ancora una volta sono stati gli “ambulanti a posto fisso” a decidere la loro postazione.
Noi non aggiungiamo altro perchè abbiamo detto anche tanto e siamo sicuri che ogni cittadino si farà una propria idea della situazione; ribadiamo solo che entrambe le postazioni non rispettano l’ordinanza e per quella di via G. Di Vittorio permane la pericolosità della vicina cabina di distribuzione del gas con il cartello di pericolo “ AREA IN CUI PUO’ FORMARSI ATMOSFERA ESPLOSIVA”.

Molfetta "zona franca" n. 6 – La postazione ottenuta con le minacce

L’amministrazione comunale è sotto il ricatto del “mercato diffuso”.
 

 Via cozzoli 19072010 
La promozione e l’incentivazione dell’abusivismo diffuso è diventata una pratica istituzionalizzata e a Molfetta prende il nome di “mercato diffuso”.
Siamo stati abituati da sempre, per esempio nell’ambito degli appalti delle grandi opere pubbliche, alle così dette varianti in corso d’opera, architettate in modo da favorire la ditta vincitrice, ma a Molfetta il sindaco Azzollini e qualche suo dirigente si sono inventati, da qualche giorno, la variante in corso d’opera anche nelle ordinanze sindacali.
Stiamo parlando della ormai famosa “Ordinanza contingibile ed urgente in materia di commercio ambulante” del 21 giugno 2010.
Dopo un mese, l’ordinanza non è mai stata pubblicata sul sito internet del Comune, così come il Sindaco aveva previsto, e sembra che la stessa, abbia subito negli ultimi giorni delle “varianti in corso d’opera”.
Nell’elenco delle nuove sedi (spostate di 10 metri) individuate dal sindaco Azzollini e destinate ad aree di commercio ambulante, al punto n. 7 era prevista la postazione in via Cap. de Candia, angolo via Cozzoli offerta al sig. Magarelli Giancarlo Saverio.

Origine Via de Candia 19052009Questo signor Magarelli che abbiamo conosciuto negli ultimi mesi nella sua postazione “abusiva” in via Cap. de Candia angolo via Cap. Magrone, (lo dice l’ordinanza di sequestro della Procura dell’operazione “Piazza Pulita”) aveva scelto di sua spontanea volontà di esporre la sua frutta e verdura non in via Cap. de Candia, angolo via Cozzoli, bensì in via Cap. de Candia angolo via Mezzina.
Il sig. Magarelli per aver violato l’ordinanza è stato sanzionato con una multa di 1.000 € dagli agenti di Polizia Municipale. La risposta del commerciante non è stata quella di accettare la sanzione in silenzio, perché giusta, e di sistemarsi nella postazione di 20mq che l’ordinanza prevedeva, ma ha pensato bene di recarsi al comando di Polizia Municipale e minacciare a suo modo il Comandante.
Questo è quanto la cronaca ci ha raccontato su quasi tutti i network locali. C’è invece una notizia riportata solo da un giornale locale e mai smentita dal Palazzo di Città che riguarda la “variante in corso d’opera” dell’ordinanza del 21 giugno u.s.; sembra che il sindaco Azzollini, o chi per lui, invece di difendere il Comandante Gadaleta, e obbligare il sig. Magarelli a rispettare l’ordinanza e la postazione a lui assegnata, abbia firmato una nuova ordinanza cambiando la postazione iniziale assecondando la volontà e la richiesta dello stesso. La famiglia Magarelli non poteva essere confinata in via Cozzoli ma aveva bisogno di più visibilità e quindi l’angolo con via Mezzina soddisfava questo bisogno.

Via Mezzina a riposo 18072010A Molfetta, lo abbiamo detto già altre volte, chiamarsi Fiore, Magarelli, De Bari, Andriani, abbinato a qualche nomignolo, è un vantaggio.
In verità crediamo che questo episodio chiarisca ancora di più la situazione contingente.
Abbiamo alcune famiglie, le stesse da oltre vent’anni, che hanno in ostaggio la città e la politica.
E’ un segnale molto preoccupante quello lanciato dal sindaco e dalla sua amministrazione; invece di condannare e denunciare il responsabile delle minacce al  Comandante G. Gadaleta, lo hanno premiato.
Cominciamo ad avere seri dubbi su questa amministrazione comunale; potrebbe essere sotto ricatto o, ancor peggio, il sindaco e i suoi collaboratori scendono a patti con chi usa la prevaricazione, la violenza e l’arroganza per possibili altri tornaconti. Invitiamo tutti i partiti e le forze sociali ad essere ancor più vigili e sollecitare l’intervento del Prefetto affinché ci sia a Molfetta un Comitato per l’ordine pubblico prima che la situazione degeneri; invitiamo anche tutte le forze dell’ordine che hanno portato a termine l’operazione “Piazza Pulita” a vigilare quotidianamente sugli operatori recidivi, affinché il lavoro svolto non sia vanificato.

Via cozzoli con camion 18072010

Molfetta "zona franca" n. 5 – La "new entry" dell'anguria

Angolo Don Minzoni 2 22072010
Da qualche giorno abbiamo dato il benvenuto alla "new entry" del commercio abusivo. Non rientra tra le ormai famose 9 postazioni che il sindacosenatorepresidente Azzollini ha concesso ad altrettanti noti commercianti dell'ortofrutta e non è chiaro che tipo di permesso potrebbe avere.

L'unica cosa certa è che la new entry è piazzata sulle strisce pedonali, in via Don Minzoni, angolo via Carabellese, in palese violazione del codice della strada e con il suo ombrellone occulta un segnale stradale.

Angolo Don Minzoni 1 22072010

Purtroppo con la confusione in atto, dopo l'operazione "Piazza Pulita", non si capisce più di chi sia di competenza la "sanzione". In attesa di qualche nuovo "emendamento" legislativo da parte del sindacosenatore Azzollini invitiamo i cittadini a non comprare le angurie da questa postazione perchè le possono trovare altrove anche a meno di 0,35 €. al chilo.

 

 


Aggiornamento al 25.07.2010

Anche la "new entry" ha capito come occupare anche di notte la sua postazione appena conquistata.

New entry di notte 24072010

Aggiornamento all'8.08.2010
Da diversi giorni le casse della foto precedente stazionano accanto ai cossonetti dei rifiuti. Probabilmente, visto l'alto pregio di questi manufatti, l'Asm non li smaltisce pensando che facciano parte dell'arredo urbano.
 

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2011/07/dsc02638.jpg20100808_Casse_frutta_LR.jpg

Aggiornamento all'11.08.2010
Riportiamo il contributo di un nostro anonimo commentatore (che ringraziamo) pubblicato oggi:
"Stamattina quelle casse non ci sono più, o qualcuno le ha riciclate o gli operatori ecologici si sono decisi a considerali rifiuti."

Il TAR boccia il torrino (?)

scempi urbanistici3

di Redazione (www.laltramolfetta.it/…) – 23 luglio 2010

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Bari ha bocciato, con l’ordinanza n. 1050/2010,  il ricorso cautelare presentato dai proprietari dell’immobile sito in Via Arco Chiesa Vecchia n. 19, divenuto famoso per la realizzazione, proprio accanto al Duomo, di un torrino scala e di una serie di altri lavori che (secondo il parere di molti) andavano a modificare uno degli scorci più belli della nostra città. 

L’avv. Annalisa Nanna (difesa dal padre, avv. Rocco Nanna, e dall'avv. Massimo Ingravalle), proprietaria dell’appartamento, aveva presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento dell’ordinanza n. 32299 del 1 giugno scorso con la quale il Sindaco della città, Antonio Azzollini, aveva disposto, con effetto immediato, la sospensione dei lavori in corso d’opera sull’immobile dal prestigioso valore storico e architettonico. 

La ricorrente chiedeva anche l’annullamento dell’ordinanza del dirigente del Settore Territorio del Comune, ing. Rocco Altomare, con cui si estendeva l’ordine di sospendere i lavori a tutte le opere in esecuzione sullo stesso immobile. 

La terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale di Bari, presieduta dal Dott. Pietro Morea, all’esito dell’udienza che si è tenuta ieri e che ha visto la costituzione in giudizio del Comune di Molfetta (difeso dall’avv. Carlo Tangari) , ha respinto l’istanza cautelare proposta dalla ricorrente e volta ad ottenere, in via di urgenza, la sospensione dei provvedimenti del Comune, “considerato che, quanto ai provvedimenti di sospensione lavori relativi al torrino scala e alla demolizione della parete muraria, con realizzazione di una ringhiera di ferrole modifiche apportate rispetto al progetto originario richiedono il pronunciamento della Soprintendenza, trattandosi di immobile vincolato ai sensi del d.lgs. 42/2004, di tal che, non essendosi ritualmente formato il titolo abilitativo, l’istanza cautelare va respinta”.

I giudici amministrativi, però, hanno accolto la richiesta volta ad ottenere la sospensione dell’efficacia del provvedimento con il quale il Comune aveva bloccato tutti i lavori su quell’immobile, dal momento che sono in corso di realizzazione anche alcune opere di natura condominiale nei confronti delle quali non sono stati rilevati abusi. 

Ora il Comune dovrà decidere come procedere (dal momento che il provvedimento di sospensione dei lavori ha un’efficacia di 45 giorni) e cioè se emanare un provvedimento per la demolizione delle opere già realizzate non conformi al progetto originario o aspettare che, sull'argomento, si esprima la Soprintendenza.

(http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Bari/Sezione%203/2010/201001050/Provvedimenti/201000567_05.XML)

N. 00567/2010 REG.ORD.SOSP.

N. 01050/2010 REG.RIC.           

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 1050 del 2010, proposto da: 
Annalisa Nanna, rappresentata e difesa dagli avv. Massimo F. Ingravalle e Rocco Nanna, con domicilio eletto presso l’avv. Massimo F. Ingravalle in Bari, piazza Garibaldi 63; 

contro

Comune di Molfetta in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Carlo Tangari, con domicilio eletto presso l’avv. Carlo Tangari in Bari, via Piccinni, 150; 

per l'annullamento

previa sospensione dell'efficacia,

dell’ordinanza prot. n. 32299 del 01.06.2010, notificata il 07.06.2010, con cui il Dirigente del Settore Territorio del Comune di Molfetta ha disposto «con effetto immediato la sospensione dei lavori limitatamente al torrino scala e alla demolizione della parete muraria affacciatesi su Banchina Seminario», relativi ad un immobile della ricorrente sito in Molfetta alla Via Arco Chiesa Vecchia n. 19;

dell’ordinanza prot. n. 33609 del 08.06.2010 a firma del Dirigente del Settore Territorio del Comune di Molfetta, notificata il 9 successivo, con cui si estende l’ordine di sospendere i lavori in parola a «tutti i lavori in esecuzione all’immobile di Via Arco Chiesa Vecchia n. 19»;

ove occorra:

della nota, prot. n. 34030 d 10.06.2010, significata in pari data, a firma del Dirigente del Settore Territorio del Comune di Molfetta, con cui «si ribadisce che le ordinanze di sospensione dei lavori emesse in data 01.06.2010 e 08.06.2010 sono relative a tutti i lavori afferenti l’immobile di Via Arco Chiesa Vecchia n. 19».

 

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Molfetta;

Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 luglio 2010 la dott. Francesca Petrucciani e uditi per le parti i difensori avv.ti Massimo F. Ingravalle, Rocco Nanna e Carlo Tangari;

 

Considerato che, quanto ai provvedimenti di sospensione lavori relativi al torrino scala e alla demolizione della parete muraria, con realizzazione di una ringhiera in ferro, le modifiche apportate rispetto al progetto originario richiedono il pronunciamento della Soprintendenza, trattandosi di immobile vincolato ai sensi del d.lgs. 42/2004, di tal che, non essendosi ritualmente formato il titolo abilitativo, l’istanza cautelare va respinta;

considerato, di contro, che deve essere sospesa l’efficacia dei provvedimenti impugnati nella parte in cui si estende l’ordine di sospensione a «tutti i lavori in esecuzione all’immobile di Via Arco Chiesa Vecchia n. 19», e quindi anche alle opere sull’immobile condominiale in relazione alle quali non sono stati evidenziati abusi;

P.Q.M.

Accoglie l’istanza cautelare nei limiti di cui in motivazione, respingendola nel resto;

manda alla Segreteria per gli adempimenti di competenza.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 22 luglio 2010 con l'intervento dei Magistrati:

Pietro Morea, Presidente

Paolo Amovilli, Referendario

Francesca Petrucciani, Referendario, Estensor

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
     
     
 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 22/07/2010

IL SEGRETARIO

Per il Piano di Commercio è necessario un incontro-confronto subito

 LIBERA PRESIDIO DI MOLFETTA (logo)

 
Il Presidio di Libera – Molfetta esprime incondizionata solidarietà al comandante della Polizia Urbana di Molfetta dott. Giuseppe Gadaleta, per l’increscioso episodio di minaccia perpetrato a suo danno da parte di un venditore ambulante di ortofrutta.
Nel contempo, visto il pericoloso degrado che tale situazione potrebbe ingenerare, il Presidio chiede con forza al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Molfetta di far rispettare la normativa vigente senza deroga alcuna, e di programmare un’azione mirata al controllo del territorio e dello stato attuale dell’ambulantato con le forze dell’ordine preposte. E’ necessario, infatti, che si utilizzi un linguaggio univoco e chiaro sia per i cittadini ormai insofferenti all’attuale stato delle cose sia verso coloro che sono stati  toccati dall’operazione “Piazza Pulita” e conseguentemente dall’ordinanza di dubbia efficacia dei giorni successivi.
Nasce così spontaneo l’invito all’Amministrazione Comunale da parte del Presidio di Libera – Molfetta  ad istituire urgentemente un dialogo continuo e proficuo con le parti sociali e la cittadinanza attiva promuovendo un incontro-confronto pubblico sul Piano del Commercio, affinchè vi sia la massima condivisione e concertazione  sui punti fondamentali del Piano di futura approvazione nel prossimo Settembre.
 

Intermezzo abusivo, l'antenna fantasma

antenna Prima 2Siete tutti avvisati, potrebbe accadere che al mattino, al vostro risveglio, potreste trovare sul vostro balcone un’antenna montata senza l’autorizzazione dovuta. Accade a Molfetta “zona franca”.
Oggi abbandoniamo un attimo il tour tra l’abusivismo commerciale per raccontarvi la storia dell’antenna fantasma che stamattina ha fatto la sua apparizione sulla muraglia del Borgo Antico per poi svanire nel nulla.

antenna seconda 3I residenti della muraglia hanno notato, al loro risveglio, che l’orizzonte sulla muraglia aveva una scenografia diversa dal solito.

antenna terza 5

E’ apparsa un’antenna televisiva montata di notte, o all’alba, proprio sul muro di cinta dove tutti noi amiamo affacciarci per godere gli spettacoli del nostro tramonto o seguire le feste e sagre paesane.

Qualcuno ha forato la pietra e ha montato 4 metri di antenna sperando che nessuno si accorgesse di nulla.

antenna fissaggio 8

Ma il tam tam è arrivato oltre le mura della città vecchia ed è bastato un giro di telefonate per scoprire che quella antenna non era stata autorizzata come si affrettava a dichiarare qualcuno nel quartiere.

antenna 10Forse al Palazzo di Città qualche Dirigente o funzionario aveva dato qualche autorizzazione verbale all’utilizzatore finale che al momento rimane sconosciuto.
Vi starete chiedendo com’è finita la storia? L’utilizzatore finale è ancora sconosciuto ma l’antenna alle ore 13.00 è scomparsa.

antenna 13Morale della favola è che la cittadinanza attiva può rappresentare l’unico deterrente in questa città assopita e assuefatta ad ogni tipo di abuso.

antenna 12