Archivio mensile:luglio 2011

Arriva Zucchero, tutto pronto per i diecimila fan

di LUCREZIA D’AMBROSIO 
www.lagazzettadelmezzogiorno.it

MOLFETTA – Sulla banchina San Domenico del porto la circolazione delle auto è interdetta. E perfino le barchette e qualsiasi altro mezzo da diporto non possono attraccare. È così da venerdì scorso. Sarà così fino alla mattina di martedì due agosto prossimo. Basta questo per comprendere quale dispiegamento di energie, di forze, di uomini sono al lavoro per il concerto che, domani sera, a partire dalle 21, terrà, proprio lì, Zucchero una delle star indiscusse del panorama musicale nazionale ed internazioanle che ha inserito Molfetta nel suo world tour. Al lavoro la polizia municipale, la chiusura al traffico di una strada ad alta percorrenza comporta una riorganizzazione generale della viabilità in quella zona; i vigili del fuoco, le forze di polizia, gli addetti della Multiservizi e dell’Asm, la municipalizzata che si occupa di nettezza urbana. 

Per il concerto sono attese in città circa diecimila persone e nella zona del concerto non sarà possibile parcheggiare. Per questo sono state individuate due aree parcheggio, una vicina al campo sportivo, a levante della città, l’altro, a ponente della città, nello spazio antistante l’ex mattatoio comunale. E quanti arriveranno a Molfetta, per la prima volta, avranno anche la possibilità di innamorarsi della città. Perché la scelta, strategica, di sistemare, proprio sul porto il palcoscenico, non è casuale: consente ad un numero di persone considerevole di assistere allo concerto; crea una vetrina naturale per il Duomo, la città vecchia, il porto stesso e tutte le strade che circondano la zona.

Grande affluenza è prevista anche per i locali che somministrano bevande, per i ristoranti e le pizzerie della zona. Già negli anni scorsi, quando la banchina del porto è stata scelta come arena per le esibizioni dei big, tutti i locali, i bar, i pub, le pizzerie, i ristoranti sono stati presi d’assalto. Il concerto di Zucchero è organizzato dalla Fondazione Valente, che, negli ultimi dieci anni, ha portato a Molfetta il meglio della musica nazionale ed internazionale. Si inserisce nel cartellone dell’estate molfettese, gode del patrocinio dell’amministrazione comunale. Si porta dietro una scia polemica lasciata dal Liberatorio politico che ha presentato un esposto e vuole saperne di più sugli organizzatori, sulle spese sostenute e sull’assenza di maxi schermi per il pubblico non pagante.

Commento

E' chiaro che il cittadino comune, con questi tre righi, non capirà mai il senso e il perchè il Liberatorio Politico abbia presentato un esposto quest'anno (uno l'aveva presentato l'anno scorso senza ricevere alcuna risposta dall'amministrazione), pertanto lasciamo a voi le conclusioni.

Leggi l'esposto- richiesta di chiarimenti presentato quest'anno  e quello dell'anno scorso.

Se avete ancora tempo leggete anche questi articoli:

Perché solo la “Tosca” a tutti? Il dibattito è aperto

LA CITTA' VIETATA DALL'ASSESSORE OMBRA

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MANI SULLA CITTA', SCARCERATI IN 4, SI AGGRAVA LA POSIZIONE DI ALTOMARE

Sono stati scarcerati i 4 collaboratori dello Studio A&D di Molfetta, che farebbe capo all’ing. Rocco Altomare, si tratta dell’architetto Giambattista Del Rosso, dell’ing.Gaetano Di Mola e dei due geometri Alessandro De Robertis e Nicolò De Simine che erano agli arresti domiciliari dal 23 giugno scorso.

Il Gip dott.Roberto Oliveri Del Castillo ha revocato l’ordinanza di custodia cautelare, dopo che i 4  collaboratori sono stati sottoposti ad interrogatori fiume, nel corso dei quali avrebbero fornito la propria versione dei fatti, sostenendo che erano solo dei collaboratori dello Studio tecnico A&D e quindi si sarebbero limitati ad eseguire le disposizioni impartite direttamente dall’ing.Rocco Altomare, che sarebbe stato il vero titolare dello studio (anche se no figurava ufficialmente), del quale anche loro avevano quote di partecipazione.

Dopo questa dichiarazione e l’audizione di persone informate dei fatti (costruttori e altri soggetti interessati a progetti edilizi) che avrebbero sostenuto che una parte di somme di denaro sarebbero state destinate allo stesso Altomare (gli inquirenti ritengono si tratti di tangenti), la posizione dell’ex dirigente dell’Ufficio territorio di Molfetta, dimessosi dopo l’arresto, si sta aggravando.
Restano ancora agli arresti domiciliari il fratello di Rocco, ing. Donato e il figlio ing. Corrado che continuano ancora ad avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti.
Intanto nei giorni scorsi c’è stato un colloquio alla Procura di Trani fra l’assessore all’Urbanistica del Comune di Molfetta, Pietro Uva e il dr. Antonio Savasta.

I DIVIETI CI SONO MA NON C'E' NESSUNO CHE LI FA RISPETTARE

 


Ieri blitz della Polizia Provinciale al Mercato ittico minuto pesce per sequestrare prodotti ittici sotto misura, il cosiddetto novellame, e altri prodotti privi di controllo sanitario, venduti da pescivendoli abusivi, che si sono dati alla fuga, abbandonando la merce, all’arrivo della polizia.

 

 

  

L’operazione rientrava nell’attività di controllo sulla filiera della pesca disposta dal comando della  Polizia Provinciale di Bari. Sono stati sequestrati di kg. 4,9 di prodotto ittico sottomisura, nella fattispecie novellame di triglia (particolarmente pescato in questo periodo),  in violazione delle norme (art.15, lett. “C”, legge 963 del 1965 e successive integrazioni e modificazioni) che ne vietano la pesca detenzione e commercializzazione e di kg. 4 di “Limoni di Mare” (Microcosmus Sulcatus, i cosiddetti taratufi), la cui detenzione e commercializzazione è vietata ai sensi dell’ordinanza P.G.R.P. n. 930 del 30/12/2004.

 

 

 

Ma i divieti nella zona porto sono anche altri e ….

 

  


… nonostante il divieto, il 9 luglio 2011 (ma questo avviene quasi ogni giorno) un signore si tuffa nelle splendide acque del porto e nuota su e giù….
 

… nella stessa mattinata due pazienti anziani pescatori aspettano che qualche pesce-bomba abbocchi al loro amo mentre i militari della capitaneria sostano all'entrata della stessa senza intervenire…

 


…mentre altri prelevano la purissima acqua del porto…


…la trasportano verso il vicino mercato ittico…

… e si riposano in attesa di servire l'acqua all'avventore di turno per sciacquare il pesce che noi compriamo, perchè sciacquare il pesce con l'acqua corrente pulita non sta bene….

.. e poi il minore mandato a "cazzare" i polpi, utilizzando sempre la pregiatissima acqua di porto, un po' gassate e un po' frizzante direttamente dalla fonte dell'Iprite e del Fosforo.

Aggiungiamo, per correttezza d'informazione, che la foto è stata scattata alle 8.00 circa del 28 luglio 2011 dopo che un tombino della fognatura era esploso e i liquami erano stati versati nello stesso spazio della "cazzatura"… sicuramente, i polpi, saranno stati più saporiti.

Bombe, denuncia shock: «Abbiamo trovato i depositi sottomarini»


Foto: © Paolo De Gennaro

di Lorenzo Pisani – Molfettalive.it

Depositi sottomarini di residuati bellici sigillati col cemento a circa 20 metri dalle coste di Torre Gavetone, a una profondità che varia tra i 2 e i 4 metri. 
È questa la denuncia di Matteo d’Ingeo, politico molfettese, coordinatore del movimento civico Liberatorio politico e rappresentante locale del Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche. Un’associazione nata appena un anno fa che sta cercando di fare breccia nei segreti e veleni di stato. 

L’annuncio ieri sera, nella conferenza di Legambiente dedicata al passaggio nei mari di Puglia di Goletta verde, alla presenza del suo responsabile scientifico Stefano Ciafani

La scoperta, secondo quanto riferito, è frutto di anni di ricerche. Date, mappe e numeri che si sono incrociati, fino a diventare coordinate geografiche. E immaginiche qui vi mostriamo

Tutto nasce da una relazione pubblicata sul sito della Regione Puglia dedicato alla bonifica del basso Adriatico. Sulle mappe compaiono dei punti poco distanti dalla spiaggia di Torre Gavetone, aree indicate come zone da analizzare. Matteo d’Ingeo e un sub, Paolo De Gennaro, decidono di vederci chiaro e pianificano delle immersioni, spinti anche dal contenuto di “Veleni di stato”, libro inchiesta del caporedattore dell’Espresso, Gianluca Di Feo

La scoperta del sommozzatore: tra alghe e piante marine spiccano delle zone ricoperte da cemento. 

Pochi mesi dopo, una delibera del sindaco di Giovinazzo, Antonello Natalicchio, recepisce un’ordinanza della Capitaneria di porto datata febbraio e vieta la balneazione nel tratto giovinazzese della spiaggia libera. Nel documento, le coordinate geografiche indicano proprio le aree nel cui raggio si sono concentrate le ricerche. 

Di che ordigni si tratterebbe? L’interrogativo resta aperto. Come nel caso delle altre bombe recuperate nel porto, dove è in corso la bonifica per la costruzione del nuovo scalo commerciale.

«Si sa per certo – ha affermato d’Ingeo, citando un documento dell’Icram, l’istituto scientifico governativo oggi Ispra – che nel 2001 su un campione di 160 ordigni rinvenuti nel nostro mare, 11 furono quelli contenenti iprite». Analisi riprese dall’ormai celebre filmato “Red cod”. Ma all’elenco delle sostanze tossiche va aggiunto anche il difosgene, recuperato in otto fusti, di cui due corrosi dall’acqua salata. 

La corrosione è uno degli aspetti più inquietanti della vicenda, se non il determinante. Sono passati più di sessant’anni dal cessate il fuoco e si teme il peggio. 

Dall’affondamento, sempre nelle acque di Molfetta, del mercantile Alessandro I sono invece passati vent’anni, ma qui i pericoli non sono da meno. Non si hanno notizie certe dello scafo, che trasportava acrilonitrile, una sostanza tossica e altamente infiammabile. Si teme per i serbatoi della nave. Nel 2004 l’ultimo filmato realizzato sulla verticale del misterioso affondamento; poi nulla più. 

Strano che questi temi siano affrontati e approfonditi sempre lontano da Molfetta. Persino da quotidiani del Giappone, come ha fatto notare Massimiliano Piscitelli di Legambiente. Che è anche tornato sulle rivelazioni del giornalista Gianni Lannes sulle bombe a grappolo all’uranio impoverito sganciate in Adriatico durante la guerra in Kosovo. 

E il lungo elenco delle situazioni di degrado, in mare e sulla terraferma, politico e morale, ripreso dal presidente del circolo molfettese, Antonello Mastantuoni, non fa che agitare ancora di più le acque

LE "MANI SULLA CULTURA", ECCO L'ALTRO SISTEMA

                                                                                                            Al Sindaco di Molfetta
Al Comando di Polizia Municipale
 

Oggetto. Richiesta chiarimenti urgenti su concerto Zucchero previsto per il giorno 1.8.2011
 
Il sottoscritto Matteo d’Ingeo,in qualità di coordinatore del Movimento “Liberatorio Politico” chiede alle SS.VV, per le rispettive competenze, quanto segue:
 
 
1) Chi ha organizzato realmente il Concerto dell’artista Zucchero Fornaciari? Il Comune di Molfetta? Pietro Centrone? La Delta Concerti Live s.r.l.? La Fondazione Valente? La Società Eventi Srl?
 
2) Quanto costa il concerto di Zucchero, ovvero quanto saranno pagati gli artisti ? E quanto costa l'allestimento del concerto?
 
3) E' vero che l'occupazione del suolo è stato concesso dal Comune gratuitamente? E se è vero, per quale motivo?
 
4) L'autorizzazione concessa per lo spettacolo quante presenze prevede nello spazio transennato?
 
5) ) Quanti biglietti sono stati venduti e a quale prezzo?  Quanti biglietti sono stati venduti per posti a "stare in piedi"? Chi consentirà a privati cittadini di accedere sul tetto del mercato ittico comunale come è avvenuto l’anno scorso?
 
6) In cambio dei 70.000,00 euro, il Comune quanti biglietti ha ricevuto in omaggio? Come sono stati selezionati i cittadini destinatari dei biglietti omaggio?
 
7) E' vero che consiglieri comunali, dirigenti, assessori e autorità hanno ricevuto biglietti omaggio con il pass che permetterà loro di parcheggiare dove è stato vietato il transito e il parcheggio ai comuni cittadini?
 
8) E' vero che esiste un regolamento comunale che detta norme sui requisiti dei beneficiari e sulle modalità di concessione di tali contributi e nel caso di questi concerti è stato applicato?
 
9) Chi ha rilasciato la certificazione idonea a ritenere lo spazio utilizzato, per il concerto di Zucchero, rispondente a tutti i requisiti di sicurezza, dal momento che una volta transennato e chiuso non presenta vie di fuga se non in mare?
 
10) E’ vero che il Comune di Molfetta ha chiesto alla Capitaneria di Porto di emettere il comunicato allegato in copia ?
 
Inoltre pensiamo sia doveroso, da parte degli organizzatori, laddove si riesca ad individuarli, permettere ai tanti cittadini che non possono pagare neanche il biglietto più popolare di assistere in piedi dietro le transenne o di prevedere uno schermo gigante delocalizzato. I soldi che il Comune utilizza sono pur sempre dei contribuenti.

LA CITTA' VIETATA DALL'ASSESSORE OMBRA

SIA LA CAPITANERIA DI PORTO CHE IL COMADO DI POLIZIA MUNICIPALE HANNO RICEVUTO PRECISE DISPOSIZIONI PER OCCUPARE LA CITTA' MA MOLTI CITTADINI NON LO SANNO ANCORA.

Oggetto: Ordinanza regolamentazione circolazione stradale in occasione dello svolgimento del concerto di “ZUCCHERO”

 

IL RESPONSABILE DEL CORPO DI P.M.
 

· Premesso che la DELTA Concerti, in persona dell’Amministratore Unico, quale ente/organismo

promotore, ha comunicato e richiesto autorizzazione, per lo svolgimento di un’attività di pubblico spettacolo, di tipo musicale , denominato “Concerto di ZUCCHERO 2011, in programma il 01 agosto 2011 in banchina S. Domenico.

· Precisato altresì che con il presente provvedimento si disciplina il solo aspetto della regolamentazione della circolazione stradale in Via Dante – Via Banchina S. Domenico e Banchina Seminario, rimanendo fermo ed impregiudicato l’aspetto amministrativo del formale rilascio o meno della licenza di Pubblico Spettacolo , disciplinata dal combinato disposto normativo degli artt. 68 e 80 del T.U.LL.P.S.

· Precisato che lo spettacolo rientra tra le manifestazioni programmate per l’Estate Molfettese 2011

· Rilevato il fatto che, per effetto della stessa manifestazione, sarà notevolmente incrementato il

transito pedonale di afflusso e deflusso dalle vie interessate;
 

· Ritenuto, nell’interesse pubblico, in deroga alla vigente regolamentazione, di sospendere temporaneamente la circolazione stradale nelle strade denominate Via Dante- Banchina S. Domenico e Banchina Seminario, regolamentando in deroga il traffico veicolare nella strade ed aree adiacenti , al fine di consentire gli allestimenti dei percorsi ed il regolare svolgimento di tutte le fasi della manifestazione;
 

· Ritenuto , altresì, di interdire la circolazione veicolare e la fermata nelle strade Traversa S. Domenico, strada Monacelle e strada adiacente gelateria Cipriani, al fine di destinare le stesse a vie di fuga per eventuali motivi di sicurezza.

· Accertato che la violazione del divieto di fermata, salvo i casi sopra indicati, costituisce grave intralcio alla circolazione e ritenuto pertanto di disporre la rimozione forzata dei veicoli medesimi ai sensi dell’art. 159 ( 1° comma lett. A) del D. Leg. 285/92 e ss.mm.

· Rilevato necessario disporre la comunicazione del presente provvedimento in forma cumulativa

mediante trasmissione all’albo pretorio e apposizione di apposita segnaletica provvisoria a cura

dell’associazione promotrice;

· Visto l’art 5 comma 1° , l’art. 6 comma 4° lett. B , l’art. 7 comma 3° , l’art. 37 comma 3° e l’art. 159 del D. Leg. 285/92 e ss.mm. (Nuovo Codice della Strada)

· Visto l’art 74 del D.P.R. 495/92 (Regolamento di Attuazione del Nuovo Codice della Strada)7 del D. Leg. 30.04.1992 n° 285 “Nuovo Codice della Strada”

· Visto l’art. 8 comma 3à della Legge 07-08-1990 n. 241 e ss.mm. contenente nuove norme in

materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;

· Attesa la propria competenza all’adozione del presente atto in base all’art. 107 del D. Lgs 18-08- 2000 n. 267 contenente il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali

 

ORDINA
 

1. E’ istituito il divieto temporaneo di sosta e circolazione in Via Banchina S. Domenico <> tratto compreso tra Banchina Seminario e traversa S. Domenico, per i giorni 29-30-31 luglio, e 01 agosto 2011 . dalle ore 08.00 alle 24.00. Giorno 02 agosto 2011 dalle ore 08.00 alle 15.00;

2 E’ istituito il divieto temporaneo di sosta e circolazione in Via Banchina Seminario lato

palazzo dogana per sosta bad-bus, nei giorni di cui al punto 1;

3 E’ istituito il divieto di circolazione veicolare in Via Dante- S. Domenico il giorno 01 agosto 2011 dalle ore 16.00 a fine concerto;

4 E’ Istituito il divieto di fermata , escluso veicoli autorizzati in Banchina Seminario dalle ore 16.00 a fine concerto , il giorno 01 agosto 2011;

5 E’, altresì, istituito il divieto di fermata e di circolazione veicolare in traversa S.Domenico, strada Monacelle e stradina adiacente la gelateria Cipriani (vie di fuga) nelle ore di cui sopra, consentendo, in deroga la sosta dei veicoli asserviti all’organizzazione

6 E’ interdetta la circolazione pedonale in Banchina S. Domenico – area prospiciente lo specchio d’acqua , a mezzo transenne e/o recinzioni il cui uso è legittimato con il presente provvedimento

 

In deroga al presente provvedimento è autorizzata la sosta ai veicoli muniti di autorizzazione in Via Banchina Seminario <> tratto compreso tra Via Dante e la Capitaneria e banchina S. Domenico <> tratto compreso tra Banchina Seminario e stradina adiacente la gelateria Cipriani
 

a. Di disporre , ai sensi dell’art 159 1à comma lett.a del D. Leg. 285/92 e ss.mm. , la rimozione forzata dei veicoli in sosta , in contravvenzione al presente provvedimento e di prescrivere la collocazione della relativa segnaletica integrativa ( seg. Provvisoria nastri segnaletici e simili mezzi di segnalazione.

b. Di escludere dai divieti di cui al presente provvedimento , i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine in servizio attivo, includendo per motivi di sicurezza i veicoli per portatori di handicap muniti dell’apposito contrassegno
 

DEMANDA
 

1. Alla Multiservizi di provvedere alla fornitura e successivo recupero di 200 transenne (vedi fax) e di apporre in tempo utile (48 ore prima ) la segnaletica provvisoria e le transenne in corrispondenza della preclusione al traffico (banch. Seminario, traversa S. Domenico e strada Monacelle, Via Dante allezza Banca Cattolica -Via Dante ang S. Angelo, Via S. Angelo altezza tipografia e ang. P.zza V. Emanuele )

2. Al Comando di P.M. Molfetta e ai restanti organi di polizia stradale di vigilare in ordine alla corretta esecuzione del presente provvedimento
 

AVVERTE
 

Che in caso di mancata osservanza della presente ordinanza, saranno applicate le sanzioni previste dal D. leg. 285/92 e ss.mm. , ivi compresa la rimozione forzata dei veicoli in sosta ai sensi dell’art 159 comma 1° lett.a del citato D.Lgs


 

Il Comando di Polizia Municipale è incaricato, per quanto di propria competenza, della esecuzione del

presente provvedimento che è notificato a:

· Delta Concerti fax 080 5945316

· Stazione C.C. Molfetta

· Capitaneria di Porto Molfetta

· Multiservizi S.p.A

· Al 118 – SER- Molfetta

· A.S.M. M.T.M. – Molfetta Zona Industriale

· S.T.P S.p.A Bari viale Lovri 22-70123 Bari<> fax 080 5058184

· VVFF Distaccamento di Molfetta

· G.d.F. Molfetta

Avverte altresì
 

Che avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso amministrativo ai sensi dell’art 27 comma 3° del D. Leg. 285/92 e ss.mm. (Nuovo codice della Strada) al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, che decide in merito , entro sessanta giorni e con le formalità stabilite nell’art. 74 del D.P.R. 495/92 (Regolamento di esecuzione del Nuovo codice della Strada)

A norma dell’art.3, comma 4^ della legge 07.08.90 n° 241, si avverte che, avverso la presente ordina nza, in applicazione della legge 06.12.71 n° 1034, chiunque vi abbia interesse potrà ricorrere per incompetenza, eccesso di potere o violazione di legge, entro 60 giorni dalla pubblicazione, al Tribunale Amministrativo Regionale di Bari.

A norma dell’art. 8 della stessa legge 241/ 90, si rende noto che il responsabile del procedimento è il Maresciallo de Robertis Cosimo Responsabile alla Segnaletica di questo Comando di Polizia Municipale.

 

Il Responsabile del procedimento  

M.llo de Robertis Cosimo

 

Il Responsabile del Corpo di P.M.    

Cap.Dott. Gadaleta M.Giuseppe

 

 

 

 

 

"Il fondo del'Adriatico sia definitivamente liberato dagli ordigni e ritorni ad essere un 'mare di pace'"

 

COORDINAMENTO NAZIONALE BONIFICA ARMI CHIMICHE

Legambiente, insieme al Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, scrive al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

"Il fondo del'Adriatico sia definitivamente liberato dagli ordigni e ritorni ad essere un 'mare di pace'"

Goletta Verde, la campagna estiva itinerante di Legambiente, con il suo arrivo odierno a Molfetta scriverà formalmente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché vengano presi immediati provvedimenti per risolvere la spinosissima e pericolosa vicenda degli ordigni bellici disseminati sui fondali dell'area portuale e in genere a pochissima distanza dalla riva delle coste pugliesi. La campagna ambientalista porta avanti con impegno e dedizione, la propria opera di monitoraggio ed informazione rivolta a tutti quegli argomenti che rappresentano un pericolo per l'integrità degli ecosistemi marini, ed è proprio per questa ragione che l'edizione 2011 di Goletta Verde promuove tra le altre cose anche le attività del Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche.

"La presenza di numerosi ordigni sui fondali del Basso Adriatico ha già provocato centinaia di incidenti di rilevante entità a danno dei pescatori. Inoltre, diversi studi condotti dall'ISPRA hanno anche dimostrato la negativa incidenza che le bombe hanno sull'ecosistema marino – dichiara Antonello Mastantuoni, presidente di Legambiente Molfetta -. Gli ordigni finora rinvenuti accidentalmente risalgono alla seconda guerra mondiale e tuttavia è accertato che anche durante i più recenti conflitti nell'area balcanica, nelle acque antistanti le coste pugliesi siano state localizzate"aree di sgancio" utilizzate per il rilascio di bombe inesplose. A tal riguardo, proprio 10 anni fa, Legambiente scrisse all'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per sollecitare un intervento che ripristinasse la sicurezza per i pescatori e per l'ecosistema marino. Ad oggi, le nostre richieste sono rimaste inascoltate, pertanto, ribadiamo la nostra richiesta affinché il Presidente Napolitano si faccia garante di un piano d'azione rapido ed efficiente che risolva finalmente questa annosa questione."

Il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche, a cui aderisce anche Legambiente, è nato su iniziativa di associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia come il Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica. Dopo il dibattito organizzato da Goletta Verde a Ischia, Legambiente ha organizzato una nuova iniziativa pubblica a Molfetta con gli interventi di Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, Massimiliano Piscitelli di Legambiente Molfetta, Paolo De Gennaro di Legambiente Trani e Matteo d'Ingeo del Coordinamento nazionale bonifica armi chimiche.

"Il Coordinamento ha già chiesto ai Ministeri interessati, anche attraverso diverse interrogazioni parlamentari, una dettagliata relazione in Parlamento sui lavori di bonifica e l'istituzione urgente di una commissione parlamentare al fine di predisporre, realizzare o completare le bonifiche di tutti i siti inquinati – afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente e portavoce di Goletta Verde -. Per dare seguito alle richieste dei vari comitati e delle associazioni è stata chiesta anche un'approfondita campagna di individuazione di ulteriori aree di smaltimento non ancora precisamente localizzate, ma di cui si ha notizia certa negli archivi militari, e, infine, un monitoraggio sanitario e ambientale sui cittadini e sui luoghi interessati. Con Goletta Verde chiediamo pertanto che siano accertate le cause che hanno escluso le coste pugliesi dalle operazioni di bonifica pure completate a nord del promontorio del Gargano, che sia predisposto un piano d'azione rapido e efficiente perché la bonifica si estenda alle acque antistanti il litorale pugliese, che siano elaborate regole comuni e più rigide e che sia applicato il principio di "chi inquina paga" affinché le autorità militari si facciano carico dei danni sociali ed ambientali."

TRITOLO, FOSFORO, IPRITE E CEMENTO

Alla Goletta Verde di Legambiente viene, ormai da parecchi anni, riconosciuto il merito di essere una voce autorevole che ogni estate con il suo annuale giro intorno alle coste della penisola italiana denuncia gli abusi e le illegalità, i fenomeni di inquinamento e le minacce al nostro ecosistema marino.
 
Dal 25 al 30 luglio, facendo tappa a Gallipoli, Bari e Manfredonia l’imbarcazione sarà in Puglia che, con una media di 1,5 reati per chilometro di costa, si colloca al secondo posto nella classifica nazionale del mare illegale. A far salire la nostra regione sull’assai poco glorioso podio hanno contribuito soprattutto le infrazioni relative al settore degli scarichi illegali, quelle legate alle pesca di frodo e gli illeciti legati al cemento con vista mare. Per di più, a ipotecare il futuro del nostro mare e delle nostre coste, c'è anche la corsa all'oro nero italiano, che mette a repentaglio anche le zone di maggior pregio ambientale e turistico. Proprio dalla corsa al petrolio arrivano le due Bandiere Nere di nemici del mare assegnate da Goletta Verde nella sua tappa pugliese: all'irlandese Petrolceltic Elsa e all'inglese Northern Petroleum, due società particolarmente attive in ricerca e trivellazione del petrolio.

Molfetta ha dato un contributo non piccolo alla poco edificante classifica pugliese: già nel 2004 l’Amministrazione comunale ricevette la Bandiera nera per la politica a forte ispirazione cementizia lungo il litorale e, da allora, le cose sono solo peggiorate. Oggi, ormai scomparsa la grande marineria vanto di Molfetta, il nuovo porto commerciale (e forse un po’ turistico) viene da più parti indicato come il futuro di una città che non si sa pensare priva di un rapporto stretto con il mare.
Ma si tratta di un futuro oscuro che nasce da un presente fatto di bombe all’iprite, al fosforo, al tritolo e all’uranio impoverito, di concessioni demaniali che arricchiscono solo i privati, di cemento a go-go e recinzioni selvagge, di spiagge pubbliche ridotte a piccoli tratti sporchi e oggetto di improbabili recuperi, di distributori e autolavaggi in aree protette, di Piani comunali all’insegna del “riempiamo tutti i vuoti!”, di “torrini” che spuntano come funghi. Forse è per senso del pudore che si è permesso che parcheggi selvaggi, bancarelle etniche e giostrine chiassose impediscano di vedere il mare a chi passa per il Borgo.

Quello che soprattutto ha determinato la scelta della nostra città quale sede di Aspettando Goletta, incontro pubblico con l’equipaggio di Goletta ed esponenti nazionali e regionali di Legambiente, è la vicenda spinosissima e pericolosa degli ordigni bellici disseminati sui fondali dell’area portuale e in genere a pochissima distanza dalla riva, soprattutto in prossimità di Torre Gavetone.
Nel marzo scorso, su iniziativa di associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia (Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica) e con l’adesione ufficiale della Presidenza Nazionale di Legambiente, è nato il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche allo scopo di monitore e promuovere la bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale.
Il Coordinamento ha già chiesto ai Ministeri interessati, anche con interrogazioni parlamentari, una dettagliata relazione in Parlamento sui lavori di bonifica, l’istituzione urgente di una commissione parlamentare al fine di predisporre, realizzare o completare le bonifiche di tutti i siti inquinati, di dare seguito alle richieste dei vari comitati e movimenti di avviare un'approfondita campagna di individuazione di ulteriori aree di smaltimento non ancora precisamente localizzate, ma di cui si ha notizia certa negli archivi militari, e, infine, il monitoraggio sanitario e ambientale sui cittadini e sui territori interessati.
L’incontro dal titolo “Tritolo, fosforo, iprite e cemento” si terrà in piazza Municipio mercoledì 27 luglio a partire dalle ore 19.30 con la partecipazione: 

STEFANO CIAFANI – RESPONSABILE SCIENTIFICO LEGAMBIENTE

FRANCESCO TARANTINI – PRESIDENTE LEGAMBIENTE PUGLIA

MATTEO d'INGEO – COORD. NAZIONALE BONIFICA ARMI CHIMICHE

PAOLO DE GENNARO – LEGAMBIENTE TRANI

ANTONELLO MASTANTUONI E MASSIMILIANO PISCITELLI – LEGAMBIENTE MOLFETTA

Sos cemento selvaggio. Puglia quarta in Italia

Crisi della pesca, «si deve partire dalla valorizzazione del prodotto»


Foto: © MolfettaLive.it

di RosannaBuzzerio
 
www.molfettalive.it

La marineria molfettese in questo momento ha due volti: da una parte c’è chi porta a disarmo le proprie imbarcazioni, dall’altra c’è chi acquista o costruisce nuovi pescherecci per poter continuare a lavorare. 

Due facce diametralmente opposte, ma che hanno in entrambi i casi un loro perché, come ci ha spiegato il responsabile di Federpesca- Puglia, Giuseppe Gesmundo

Altri nove pescherecci si avviano al disarmo e si vanno ad aggiungere a una lunga fila. Possiamo parlare ancora di flotta peschereccia a Molfetta? 
«Tengo a precisare in merito alla sua domanda, che con riferimento al Piano di adeguamento e gestione della Gsa 18, corrispondente alla Puglia Adriatica, nel quale è prevista una riduzione della capacità di pesca pari al 25% dei Gt complessivi, ridotta poi al 20,7% solo per carenza di risorse, risultano in graduatoria utile ai fini dell’arresto definitivo circa 100 imprese che hanno presentato domanda per l’accesso alla misura Fep relativa. 

Detto questo, sicuramente possiamo ancora parlare di flotta peschereccia molfettese, perché almeno nel tonnellaggio complessivo la nostra marineria risulta ancora prevalente in ambito regionale e nei primissimi posti in ambito nazionale; del resto il forte ridimensionamento della flotta peschereccia ha investito e colpito certamente la nostra marineria, ma ha interessato anche l’intera marineria pugliese ed italiana. I numeri di una volta non esistono più né a Molfetta né altrove; ci sono, però, zone che non avevano in passato una vocazione peschereccia e che negli ultimi anni si stanno attrezzando in tal senso». 

Tutto questo per una associazione di categoria significa… 
«Come Federpesca ed Assopesca anche noi viviamo con disagio e quindi non bene questa situazione. Vediamo imbarcazioni, imprese ancora vitali dal punto di vista strutturale e produttivo che vanno a disarmo e non è una cosa che ci gratifica, anche se paradossalmente la misura dell’arresto definitivo può anche essere letta come misura sociale. Sono scelte, comunque ,che gli armatori fanno non certamente a cuor leggero e che sono imposte in gran parte da una condizione gestionale spesso non più sostenibile». 

Dove vanno ricercate le cause di questa crisi della marineria molfettese, solo nel caro petrolio o anche nei vantaggi comunitari che ne derivano dalla demolizione delle imbarcazioni? 
«Innanzitutto non può parlarsi di crisi della sola marineria molfettese; oggi è tutto il sistema pesca nazionale e comunitario in crisi, anche se con diverse condizioni di contesto da nazione a nazione. La politica comunitaria si è da anni strutturata sulla esigenza di un uso sostenibile delle risorse alieutiche e dell’ambiente marino e quindi sulla progressiva eliminazione del sovrasfruttamento. 

Ultimamente è stata strutturata, da parte della Commissione, una strategia di gestione della pesca basata sul rendimento massimo sostenibile (Msy), che si pensa di dover raggiungere entro il 2015. Si tratta di ricercare un punto di equilibrio sostenibile tra la capacità di pesca, lo sforzo di pesca e la capacità di auto rinnovamento della risorsa. La Commissione ritiene che l’applicazione virtuosa e responsabile di sistemi di gestione della pesca e degli stock ittici basati sul massimo rendimento sostenibile sia la sola strategia utile e necessaria per invertire la tendenza che sembra inarrestabile al depauperamento degli stock ed alla loro conservazione nel tempo; solo così la pesca potrà ritrovare redditività. 

Per raggiungere questi obiettivi è evidente che sono necessarie misure articolate di contenimento dello sforzo di pesca che vanno dalla rottamazione dei natanti alle misure selettive degli attrezzi, all’arresto temporaneo delle attività di pesca, al divieto di pescare in determinate aree o entro determinate distanze, al blocco delle licenze di pesca, alle quote massime di catture di determinati stock, dai piani di disarmo ai piani di gestione. Tra queste misure quella che la Commissione Europea ha fino ad oggi privilegiato, incentivandola, è proprio l’arresto definitivo, che è sostanzialmente la misura che più nettamente e direttamente incide sullo sforzo di pesca. 

La nuova politica comune della pesca sembra assai più penalizzante e destinata ad impattare su un settore già in forte sofferenza. La Commissione Pesca europea sembra posseduta da una sorta di ossessione ambientalista, guardando prevalentemente se non essenzialmente alle risorse ed alla loro salvaguardia, quasi dimenticandosi dell’uomo pescatore, dell’impresa, dei lavoratori, delle famiglie che vivono di pesca. Il settore oggi pur condividendo questi principi di sostenibilità e responsabilità chiede una politica che realizzi un giusto equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica e sociale. Essere un pescatore responsabile non può e non deve significare diventare un imprenditore irresponsabile, destinato a tradire la stessa missione e ragion d’essere dell’impresa». 

C’è chi sostiene che la marineria molfettese non ha saputo trovare iniziative imprenditoriali convincenti ed incentivanti. 
«Non intendo far polemica con chi la pensa in questo modo, ma una impresa che ha dei vincoli nella capacità di produzione è una impresa che nasce già condizionata, malata che pur tuttavia deve, comunque, trovare le condizioni di redditività. L’unica seria azione che si potrebbe intentare è quella di ottimizzare al massimo i processi di valorizzazione del prodotto locale e nel contempo contenere il più possibile i costi di gestione dell’impresa, unitamente ai costi di produzione. 

Come Federazione stiamo tentando di ridare protagonismo ai pescatori nei processi di commercializzazione, stiamo programmando iniziative di accorciamento della filiera riducendo le viscosità dei processi distributivi e la dispersione del valore aggiunto del prodotto ittico. Il pescatore allo stato attuale è chiuso in una morsa penalizzante tra costi di produzione che aumentano in maniera esponenziale e un rendimento in termini di catture che diminuisce; con l’aumento dei costi di impresa e la riduzione delle quantità catturate il rendimento economico si riduce: in queste condizioni è difficile per l’impresa resistere. 

L’economia peschereccia è in crisi ma certamente non vanno assecondate convinzioni, anche politiche, che considerano l’economia peschereccia ormai in agonia e destinata a scomparire. Bisogna guardare al futuro con un sano ottimismo; se ci sono oggi problemi di ripopolamento del mare e di riposizionamento delle imprese di pesca nei nuovi scenari, queste sfide vanno affrontate con convinzione e decisione, magari anche con doverosi interventi di accompagnamento e sostegno alle imprese. 

Personalmente sono ottimista per il futuro in quanto vedo ancora spazi per il ritorno allo sviluppo del settore ed alla redditività dell’attività; ci sono prospettive positive, soprattutto se sapremo ridimensionare, come stiamo facendo, lo sforzo di pesca e conseguire pienamente il massimo rendimento sostenibile. 

Il processo di adeguamento in atto è un processo a lungo termine che non tiene conto delle esigenze di oggi e del breve- medio periodo delle imprese e dei pescatori. L’attuazione di nuove strategie gestionali, pur necessarie, non può quindi andare disgiunta da una politica di accompagnamento e di sostenibilità sociale delle misure e degli obiettivi. Solo così il settore potrà sopravvivere e cogliere appieno le opportunità future». 

La demolizione di un natante, in particolare di un peschereccio, porta con sè altre conseguenze per i pescatori e le loro famiglie. Che futuro attende loro? 
«Per la nostra marineria il problema è meno grave di quello che appare dal di fuori, infatti molti lavoratori verranno riassorbiti all’interno dello stesso settore, per la carenza di nuova forza lavoro. Comunque, la Commissione Europea ha previsto delle misure di compensazione, di aiuto alla diversificazione, o anche con forme di sussidi ed indennità a chi rimane senza lavoro». 
Ma c’è anche chi va controcorrente: è il caso di marinai di pescherecci in disarmo di acquistare insieme ad altri soci un altro peschereccio per continuare a lavorare. In una situazione di crisi è un folle o un lungimirante? 
«Una buona dose di sana follia ci vuole per andare in controtendenza. Però guardando alle prospettive future è una grande opportunità che offrono a se stessi e ai propri figli». 

Da dove deve ripartire la marineria molfettese per tornare ad essere una delle prime flotte pescherecce italiane? Quanto le nuove tecnologie possono essere di supporto? 
«Tecnologie che incidono sullo sforzo della pesca non sono possibili, mentre dovremo orientarci su tecnologie che garantiscono migliore selettività degli attrezzi, maggiore sicurezza, minor consumo di gasolio, contenimento dei costi, e soprattutto su iniziative di valorizzazione del pescato. Molfetta è ancora una delle prime flotte pescherecce del nostro Paese, se non come numero di imbarcazioni almeno in termini di tonnellaggio complessivo. Bisogna guardare al futuro con maggiori prospettive e riorganizzare il settore puntando su una impresa che deve riuscire a gestire l’intero ciclo del prodotto ittico, dal momento produttivo a quello di valorizzazione e commercializzazione del prodotto».

Auto rubate a Molfetta ritrovate ad Andria


Foto: © AndriaLive.it

www.molfettalive.it

Non sono bastati tre giorni e tre notti di duro appostamento tra gli ulivi, con il caldo e con la pioggia di queste ultime 72 ore agli uomini del commissariato di Polizia di Andria per acciuffare i componenti della banda che in contrada “Posta Milella”, sull'altopiano murgiano, nei pressi di Montegrosso, hanno occultato ben 25 tra auto e scocche di autovetture tutte rubate nelle ultime settimane

L'inquietante rinvenimento è avvenuto lo scorso venerdì 22 luglio, ma per evidenti motivi investigativi la notizia è stata resa nota solo oggi, in quanto gli inquirenti stavano proseguendo le indagini, per cercare di identificare i componenti della banda, che colpiva sopratutto fuori Andria. 

Infatti la maggior parte delle auto e delle scocche rinvenute appartengono ad auto rubate da Rionero in Vulture, Bari, Spinazzola, ma anche Trani, Barletta, Melfi, Molfetta, Spinazzola e Toritto. Molte di queste auto, purtroppo non risultavano essere state rubate, in quanto molti proprietari, fuori per vacanze, hanno saputo del furto della propria auto dalla Polizia di stato che li ha avertiti di quanto accaduto. 

L'operazione ha visto impegnati, ancora una volta gli agenti della squadra "volanti" del commissariato di Andria. 

Il rinvenimento ed il recupero di delle autovetture e delle scocche è stato possibile ancora una volta dal "fiuto" di un equipaggio del 113 che è riuscito a risalire al luogo impervio dove erano nascoste dall'organizzazione criminale.

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