Archivio mensile:marzo 2006

SI RIPARTE

Domenica 2 aprile alle ore 10:30, presso la sala convegni Beniamino Finocchiaro di S. Domenico, il LIBERATORIO POLITICO invita la città a scoprire insieme il suo candidato sindaco.

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NERO SU BIANCO

 

 

 

 

 

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CHI SIAMO

Siamo un gruppo di cittadini che si fanno portatori di un'esigenza collettiva di partecipazione alla vita democratica della città. Proveniamo da percorsi diversi: molti di noi non sono mai stati iscritti ad alcun partito, altri hanno un trascorso politico o associativo all'insegna del volontariato. Quelle stesse realtà che costituiscono da sempre la base e il flusso ininterrotto di attività e mobilitazione sul territorio, substrato culturale anche di quella sinistra unitaria a cui molti di noi hanno sempre creduto di appartenere. Un gruppo, quindi, eterogeneo che vede nelle differenti esperienze un punto di forza per meglio riconoscere e risolvere le questioni che riguardano il bene comune. Siamo indignati per il declino morale inarrestabile della nostra città. È anche evidente l'imbarazzo e il disorientamento di una gran parte dell'elettorato di centro-sinistra che non si riconosce nella politica delle alleanze che la sua classe dirigente ha sostenuto fino a oggi. Non siamo più disposti a rilasciare deleghe in bianco, né a condividere un modo di fare politica caratterizzato da logiche consociative, dai trasformismi, da un consenso clientelare e da comitati d'affari che feriscono la dignità e l'operosità della nostra città.

COME VEDIAMO MOLFETTA

Smarrito il senso di comunità. Il tessuto sociale della nostra città è oggi caratterizzato da una preoccupante caduta del senso di appartenenza a una comunità. I comportamenti quotidiani di gran parte dei cittadini, come quelli di molti politici, appaiono sempre più orientati al conseguimento di un tornaconto personale, piuttosto che alla ricerca del benessere di tutti. Se non si recupera l'orgoglio di essere nati, di vivere in questa città e il desiderio di farne un luogo in cui sia piacevole stare, il futuro di Molfetta non sarà roseo.

Analisi economica. I dati economici della città non prospettano segni di ripresa nell'immediato futuro e, qualora non si intervenisse con forti proposte di cambiamento, si corre il rischio di scivolare in una fase di declino inarrestabile. Nell'ultimo decennio le amministrazioni comunali, alternatesi al governo della città, hanno incentrato le loro politiche di rilancio socio-economico prevalentemente sulla zona ASI (Area di Sviluppo Industriale), sulla base di discutibili Piani d'Insediamento Produttivi (PIP). Oggi è facile riscontrare come, a fronte di un vasto saccheggio del territorio agricolo (512 ettari), buona parte delle aspettative economiche e occupazionali, relative a tale area, siano state largamente disattese. Il rapporto tra insediamenti produttivi e addetti occupati è estremamente basso. Ad esclusione del solo comune di Giovinazzo, la percentuale di occupati nel settore manifatturiero e nell'industria (21,6%) è il valore più basso di tutta la provincia di Bari. Molto è da imputare all'incapacità di numerosi amministratori di favorire la crescita e lo sviluppo delle attività imprenditoriali. L'assenza di infrastrutture, urbanizzazioni, servizi essenziali, la mancata istituzione di centri d'ascolto, oltre che di un coordinamento per andare incontro alle esigenze del mondo imprenditoriale, ha reso sempre più difficoltoso lo sviluppo. Soffrono di un pesante declino anche quelle attività più tradizionali come l'agricoltura, la pesca e il commercio in favore di interessi forti esercitati dai gruppi che si occupano della grande distribuzione (centri commerciali). Da non sottovalutare i fenomeni di infiltrazioni criminali che, attraverso attività estorsive e speculative, soffocano lo sviluppo e la crescita di tutte le attività economiche sane. Tale situazione spiega perché Molfetta subisce una forte emigrazione, soprattutto tra le fasce più giovani di cittadini, anche quando questi ultimi hanno raggiunto alti gradi di istruzione o specializzazione. La popolazione in questo modo tende all'invecchiamento, con tutte le conseguenze collegate al fenomeno. Solo il settore dell'edilizia può vantare una crescita di occupati nell'ordine del 40% negli ultimi 5 anni, sebbene si tratti di lavoro precario o a tempo determinato. La piaga del "lavoro nero", inoltre, rende schiavi tutti quei lavoratori che hanno deciso di adattarsi alle scarse possibilità che la nostra città offre, rinunciando a diritti essenziali e a ogni garanzia per il proprio futuro. Con l'approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) si è dato avvio all'edificazione di nuove zone d'espansione, senza privilegiare quei lavori di urbanizzazione (reti idriche, fognarie, elettriche, telefoniche) indispensabili per concedere i requisiti minimi di abitabilità. Una volta completati gli stabili, numerose famiglie o singoli acquirenti non hanno potuto prendere possesso dei propri appartamenti e in molti sono stati costretti a sostenere contemporaneamente il costo dell'affitto di casa, più le spese per il mutuo della nuova abitazione.

Ambiente. Negli ultimi tempi l'ambiente, anziché essere considerato un patrimonio comune da salvaguardare, è stato inteso come un bene esclusivo da assegnare al miglior offerente. Un esempio su tutti è rappresentato dalla massiccia privatizzazione delle spiagge, perpetrato dall'attuale amministrazione di centro-destra, che ha comportato in questi ultimi 5 anni una progressiva riduzione dei tratti di costa lasciati al libero accesso pubblico.Politiche sociali. Le difficoltà legate all'economia, fin qui esposte, si ripercuotono in modo diretto sul tessuto sociale della città. Le esigenze legate a famiglie bisognose o soggetti deboli come anziani, immigrati, persone non autosufficienti etc. vengono attualmente arginate in modo poco efficace attraverso la distribuzione "a pioggia" di risorse sempre più esigue. Ci vorrebbero, invece, interventi maggiormente mirati per andare a fondo nei problemi. Il prezioso lavoro di molte associazioni di volontariato, meritevolmente attive sul territorio, si è spesso sostituito ai compiti delle istituzioni, le quali hanno concesso privilegi esclusivi solo ad alcune fra tali associazioni. Responsabilità. È quanto mai evidente l'assenza di una classe dirigente credibile e competente, mentre se ne è accresciuta una più propensa a tessere rapporti clientelari o a ricorrere al voto di scambio che non a risolvere i problemi degli strati più deboli della società. Da queste attitudini sono nate collusioni di tipo affaristico-finanziario, che oggi rappresentano delle vere e proprie lobby di potere per nulla staccate dal ceto politico. Molfetta soffre di un isolamento economico, politico e sociale perché chi ha amministrato finora non ha avuto la consapevolezza che il nostro territorio fa parte di un contesto più ampio, in cui esistono interazioni con comuni limitrofi, provincia e regione. Ci risulta impossibile pensare che il ritorno in grande stile di personaggi appartenenti ad una vecchia stagione politica, causa di molti danni nella nostra città, sia capace di risolvere i numerosi problemi. Né, tanto meno, ci si può affidare ai soliti mestieranti della politica, pronti a cambiare casacca in base all'opportunismo del momento, rendendo vana quella regola dell'alternanza fondamento di ogni buon sistema democratico. La politica intesa come gestione esclusiva di pochi, ha fatto aumentare in modo considerevole le distanze tra cittadini e i propri rappresentanti.

COSA PROPONIAMO

Partecipazione e condivisione. Risulta impossibile adattarsi alle circostanze a molti di coloro che si sentono partecipi della vita della comunità molfettese e vogliono essere portatori di valori di giustizia sociale, uguaglianza, solidarietà e tolleranza. È naturale elaborare e condividere idee che possano contraddistinguere quei tratti di reale cambiamento. Non ci sembra impossibile, invece, restituire al cittadino non solo il potere di esercitare liberamente i propri diritti, ma anche quella identità politica che si esprime nella partecipazione alla vita democratica, determinando ognuno nel suo piccolo le "sorti" della città. Vogliamo restituire al voto del cittadino il significato di una scelta politica consapevole, in contrapposizione all'incivile "voto di scambio". Per queste ragioni, proponiamo un modello di sviluppo economico, sociale e civile della città che ne garantisca il futuro. Un modello di sviluppo che per essere concreto, accessibile a tutti e verificabile nel tempo dalla comunità, si articola elaborando, all'interno del programma di governo, 10 progetti "guida" da portare a compimento nei prossimi 5 anni. Le macroaree d'interesse, entro cui si svilupperanno i "progetti-obiettivo", riguarderanno l'economia, l'ambiente, la socialità. Tutti questi progetti possono svilupparsi appieno solo in un contesto di partecipazione, legalità e trasparenza. Proponiamo la creazione di luoghi di confronto permanenti che garantiscano il dialogo continuo tra i cittadini e le istituzioni. Il nostro intento è quello di coinvolgere i cittadini sia nella fase di elaborazione del programma elettorale, che nella sua realizzazione: questo è per noi un "nuovo stile" di far politica. Vogliamo attivare tutti quegli istituti di partecipazione (referendum consultivi, forum cittadini, comitati circoscrizionali etc.) che sono stati già pensati, ma mai concretamente praticati e idearne di nuovi.Proponiamo, insomma, di liberare la politica dai suoi ingarbugliati schemi, dai personalismi e dagli egoismi, per costruire dal basso il "bene comune".

E' giunta l'ora di riprendere il cammino, convincere gli indecisi, far venire dubbi ai convinti e allargare il bacino della partecipazione.

 

 

 

 

 

Aderisci anche tu al Liberatorio Politico

 

 

 

 

SCOPRIAMO INSIEME IL CANDIDATO SINDACO

L'invito è esteso a quanti in questi mesi hanno contribuito, a vario titolo e in momenti diversi, alla nascita e alla crescita del nostro movimento.  Vogliamo coinvolgere quanti più cittadini possibile, sulla base di un documento di adesione contenente i principi cardine da noi condivisi.  

Il prossimo incontro
 
 
del Liberatorio Politico è fissato per giovedì 23/3, alle ore 19:00, sempre presso la nostra sede (in via F.Campanella, 50) per discutere i temi del seguente o.d.g.:
 
1) proposte e organizzazione della prossima manifestazione pubblica;
2) organizzazione dell’attività dei gruppi tematici;
3) varie ed eventuali.
 
Per i gruppi di lavoro tematici, è stata fissata una riunione per il giorno

Venerdì 24/3

 –  ore 19.00 – 

Gruppo monotematico di studio e approfondimento:

  • FASHION DISTRICT MOLFETTA

  • Nuovi centri commerciali

 – ore 20:00

– Gruppo tematico sulla  PARTECIPAZIONE:
I cittadini come risorsa e le forme della partecipazione attiva

Entrambi i gruppi, durante il primo incontro, avranno cura di organizzarsi al proprio interno, individuando le modalità organizzative sia logistiche che operative.

Si raccomanda la massima puntualità.

NUOVE CONVOCAZIONI

Mercoledì 15 (ore 19:00) e sabato 18 (ore 17:00) Marzo 2006

presso la nostra sede del Liberatorio Politico sito in via F. Campanella, 50 – Molfetta, sono previsti due incontri nei quali si discuterà il seguente o.d.g.:

  • delibera definitiva del documento di adesione
  • ri-organizzazione gruppi e esame delle attività per i prossimi 2 mesi
  • varie ed eventuali

La puntualità deve diventare il nostro fiore all’occhiello

Introduzione assemblea del 9 Marzo 2006

Introduzione assemblea del 9 Marzo 2006
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CHI SIAMO
Durante le nostre riunioni ci siamo spesi molto per tentare di capire come definire la nostra identità. Abbiamo colto qualche spunto quando alcuni di noi hanno assistito alla manifestazione, tenutasi a Foggia il 10/2/06 al Teatro del Fuoco, dal titolo: "Unire la sinistra nell'UNIONE". I relatori di quella serata furono: on. Alba Sasso, on. Pietro Folena, pres. Nichi Vendola, prof. Marco Barbieri solo per citarne alcuni. Tali personalità di spicco, a turno, manifestarono la necessità per tutta la sinistra di:
-archiviare la storia del '900;
-fare i conti in maniera definitiva con la storia, senza il timore di mettere fuori gli scheletri chiusi negli armadi (Foibe, Gulag, Stalinismo);
-mettere da parte etichette e appartenenze, oggi prive di significato (sinistra riformista/radicale/socialista/social-democratica etc.)
-ricostruire questa identità, scegliendo il meglio e la parte comune di quelle tradizioni.
C'è anche da considerare come il definirsi "di sinistra" potrebbe portare qualcuno a sentirsi escluso dalle nostre attività. Così non deve succedere, in quanto vogliamo aspirare a raccogliere una condivisione quanto più trasversale possibile, senza con questo rinunciare a quella identità comune di cui sopra.
 

 EVOLUZIONI DEL LIBERATORIO POLITICO

 E' su queste basi che è nata l'idea del "Liberatorio Politico". Le nostre priorità sono state:
a) creare un luogo ed una esperienza che non dovessero "morire" subito dopo le elezioni amministrative;
b) aiutare i partiti di centro-sinistra e i loro "iscritti dissidenti" a venir fuori dal pantano venutosi a creare con le primarie;
c) ridurre al massimo le deleghe di rappresentanza, in favore della partecipazione;
d) escogitare un metodo nuovo per fare politica, partendo dai problemi e restituendo potere decisionale e responsabilità alla base;
e) No alle strutture piramidali di potere, in favore di quelle a rete che evitano la personalizzazione della politica; 
f) spazzare via, una volta per tutte, i trasformismi;
g) battere l'attuale maggioranza di governo della città.

  Dopo esserci spesi molto per cercare di trovare le soluzioni più efficaci a soddisfare le già citate condizioni, ci siamo anche dovuti accollare l'onere di dimostrare pubblicamente fino a che punto il nostro impegno potesse risvegliare le coscienze dei cittadini. Paradossalmente è toccato a questa sorta di eterogenea "Armata Brancaleone" fare dimostrazioni di forza, attraverso un confronto diretto con le attuali forze politiche strette attorno al candidato sindaco emerso dalle primarie . Abbiamo accettato la sfida, con coraggio e quel pizzico di incoscienza necessaria a smentire i pronostici più accreditati. Per fortuna siamo riusciti a portare a casa risultati molto positivi, anche al di là delle nostre più rosee previsioni.   

CRITERI DI ORGANIZZAZIONE
Veniamo alle questioni pratiche: di "METODO".
-L'obiettivo sarebbe quello di differenziarsi dalle strutture di partito tradizionali, quel tanto che basta a far sì che le decisioni più importanti non debbano esser prese da un numero ristretto di elementi.
-Ci vogliono regole ben precise che permettano di trovare accordi, senza aver bisogno di leadership.
-Non nascondiamo che si tratta di un progetto molto ambizioso, ma possiamo sfruttare il vantaggio di partire da una struttura organizzativa locale, che esclude la necessità di dover dar conto ad organi superiori.
-Anche all'interno dei partiti si sostiene che prevale la volontà dell'assemblea degli iscritti e ciò permette loro di sostenere che "il popolo è sovrano". In realtà il problema della partecipazione è che non tutti possono dedicarsi "alla vita politica" nello stesso numero di ore. Fare un numero troppo frequente di assemblee taglierebbe automaticamente fuori chi non può parteciparvi con quel determinato ritmo. Chi ha più tempo e modo di spendersi maggiormente, dovrebbe mettersi a disposizione di altri e non acquisire potere. E' indispensabile mettere sullo stesso livello di conoscenze ogni componente dell'assemblea, in modo tale che tutti abbiano le basi e le conoscenze minime per prendere decisioni consapevoli. E' importante comunicare non solo con l'esterno, ma anche tra le strutture interne. L'idea è di formare gruppi a rete e in comunicazione tra essi.

ORGANIZZAZIONE INTERNA
Invitiamo tutti ad aiutarci a mettere per iscritto le regole che dovranno permetterci di:
-creare un'organizzazione interna
-individuare il candidato sindaco e le persone che andranno a formare una lista
-stilare un progetto politico-programmatico che indichi principi e valori ispiratori
– elaborare un programma di governo

-formare gruppi di lavoro che si occupino di "progetti traccianti" alla base di un modello di sviluppo per la città 

 LA NOSTRA PROPOSTA
Abbiamo scelto una struttura "snella", che possa essere funzionale a quanto ci proponiamo di fare. L'esperienza delle primarie ha già evidenziato come fare un elenco di regole ferree e dettagliate non garantisce, in maniera assoluta, uno svolgimento corretto dei processi. Vogliamo badare più alla sostanza che non alla forma.  

Si andranno a formare i seguenti GRUPPI di lavoro:  
-garanti che si occuperanno dell'individuazione del candidato sindaco
-comunicazioni interne ed esterne
-logistica e rappresentanza
-stesura di appello politico-programmatico con valori e principi ispiratori
-programma di governo
-10 progetti traccianti
  
 
COME ADERIRE AL LIBERATORIO
In attesa che sia pronto il documento/appello politico da far sottoscrivere a tutti gli aderenti, chiediamo a partiti e movimenti di fare un'uscita pubblica (es. comunicato stampa, manifesti da affiggere in città), in cui si dichiara esplicitamente di abbandonare il progetto dell'Unione in favore di quello del Liberatorio Politico.
 
Matteo d’Ingeo: abbiamo la necessità di proporre un modello di organizzazione per le varie attività del Liberatorio, allo scopo di valorizzare il contributo che ciascun aderente è in grado di fornire e anche per rendere efficace la nostra azione per il raggiungimento degli obiettivi comuni. I metodi e l’organizzazione devono contribuire a:

 

  • Prevenire gli errori e ridurre al massimo i rischi di insuccesso

     

  • Valorizzare, come già sottolineato, le risorse disponibili e i contributi di tutti gli aderenti

     

  • Dare concretezza a tutti gli obiettivi, nei modi e negli strumenti per raggiungerli

     

  • Essere trasparenti attraverso le certezze sulle procedure da adottare

     

  • Distribuire responsabilità e carichi di lavoro 

Quali sono gli elementi di debolezza nella nostra struttura:

 

 

 

 

 

 

  • Scarsa esperienza politica in alcuni elementi del nostro gruppo, anche se non mancano personalità dotate di un ricco bagaglio di conoscenze in merito

     

  • Assenza di un substrato comune di esperienze in ambito politico-civile. Ciò può determinare scarsa coesione

     

  • Rischio di essere oggetto di strumentalizzazione da parte di altri soggetti politici

     

  • Scarsa capacità di pianificare le attività nel tempo: individuare e organizzare le risorse necessarie; organizzare quelle disponibili

     

  • Imminenti e ravvicinate scadenze elettorali

     

  • Penuria di aderenti che possono dedicarsi a tempo pieno 

Non mancano i punti di forza:

 

 

  • La novità e l'alternativa che rappresentiamo nel panorama politico della città

     

  • La congiuntura politica nazionale (prima ancora che locale) favorevole a chi non è compromesso con l'attuale sistema di potere e la crisi di un sistema che scambia favori con consensi elettorali

     

  • L'assenza di una ideologia che possa precludere a priori la condivisione di obiettivi

     

  • Una visione etica della politica

     

  • Forti motivazioni e rifiuto della delega politica

     

  • L'adesione attiva di cittadini disposti a dare il proprio contributo in termini di tempo, competenze professionali, relazioni sociali, immagine,etc.

     

 

Per entrare maggiormente nel dettaglio della struttura organizzativa indispensabile per andare avanti, si può indicare:

 

  • Un comitato promotore che si faccia carico di raccogliere adesioni.

     

  • Strutture organizzative che consentano di raggiungere gli obiettivi a breve, media e lunga scadenza.

     

  • Coordinamento di cinque persone che curi l'organizzazione generale.

     

  • Un gruppo di garanti o saggi che costruisca da subito  un percorso per l'individuazione del candidato sindaco.

     

  • Gruppi di lavoro tematici per il programma di governo di Molfetta per i prossimi 5 anni, più i dieci progetti traccianti a lunga scadenza.

     

Non da ultimo c’è da pensare anche alle modalità di auto-finanziamento per far fronte a tutta una serie di esigenze.

 

Doppia convocazione

Sabato 11 Marzo ’06 alle ore 17:00 e

lunedì 13 Marzo ’06 alle ore 19:00,

presso la nostra sede del Liberatorio Politico sito in via F. Campanella, 50 – Molfetta, sono previsti due incontri nei quali si discuterà il seguente o.d.g:

  • formazione di gruppi di lavoro e direttivi interni;
  • scelta delle misure prioritarie da adottare;
  • varie ed eventuali.

Si raccomanda la puntualità.

Avviso incontro del 9 Marzo 2006

Giovedì  9 marzo alle ore 19:30 presso la sede del Liberatorio Politico in via F.Campanella,50 – Molfetta
si terrà il secondo incontro con il seguente o.d.g.:

1) costituzione di una lista Civica e manifesto programmatico.
2) costituzione di un comitato di gestione
3) proposte di lavoro e organizzazione generale.

Naturalmente nel rispetto di tutti si prega di essere puntuali.

Fatta la legge, trovata la calamità

Fatta la legge, trovata la calamità

  

nelle foto: palazzine in via Aldo Fontana – Molfetta

Pubblichiamo la versione integrale di una vera e propria denuncia politica, avanzata da Matteo d'Ingeo, in merito all'avvilente vicenda legata alle palazzine ubicate a Molfetta in via Aldo Fontana (nella foto). Manufatti destinati alla demolizione nonostante la recente realizzazione,  determinando situazioni critiche, in molti casi drammatiche, a tutte quelle famiglie o singoli cittadini che hanno investito i propri risparmi nell'acquisto di quegli appartamenti.  Gran parte della stampa locale ne ha riportato solo alcuni stralci.

In questi giorni a Molfetta, in provincia di Bari, si sta consumando l'ultimo atto di una lunga storia cominciata negli anni '80.

E' mai possibile che cinque palazzine, con 50 appartamenti, vengano abbattute senza uno straccio di ordinanza sindacale di demolizione? Anche la demolizione di un vano tecnico abusivo, in un qualsiasi comune del nostro Paese, viene eseguita con un’ordinanza di demolizione. Nella nostra città, invece, questa assunzione di responsabilità di un Sindaco, o di chi per lui, è un optional. Tutto questo avviene nel più totale disinteresse e silenzio delle forze politiche sia di destra che di sinistra, sia di maggioranza che di opposizione. 

Da tre anni chi scrive ha prodotto articoli su giornali locali che sono stati dei veri e propri atti di accusa nei confronti di amministratori locali, Senatori, dirigenti comunali e imprenditori. Un proprietario di questi immobili, l'unico ad opporsi alla loro demolizione, ha prodotto decine di esposti presso le forze dell'ordine e presso la Procura. Sono stati presentati anche dei dossier ma nulla ancora oggi è accaduto. Sembra quasi che si abbia paura di affrontare la questione, perché troppo scottante, o perché compromettente per più amministrazioni comunali.  

Ma potrebbe anche esserci qualcosa di più importante da tutelare: un Senatore della Repubblica. E' bene ricordare che queste palazzine stanno cadendo sotto i colpi di una pala meccanica in virtù di una Legge dello Stato, la n. 376/2003 – Finanziamenti di interventi per opere pubbliche.  

Con la delibera di Giunta Comunale n. 224 del 5.6.2003 il Sindaco Tommaso Minervini e gli assessori presenti (Magarelli, Visaggio, Brattoli, Uva, Ancona e Tammacco) chiedono al Presidente del Consiglio Berlusconi il riconoscimento dello stato di emergenza per calamità naturale in favore delle Palazzine in via Aldo Fontana.  

Tale richiesta fu inoltrata ai sensi dell'Art. 2 della legge n.225/1992 – Istituzione del Servizio di Protezione Civile. – che distingue gli eventi in:  

– eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria;
– eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni componenti in via ordinaria;
calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. 
  

I nostri amministratori decidono bene di scegliere la terza ipotesi, pur consapevoli che gli eventi in atto nei fabbricati di Via Aldo Fontana erano e restano connessi all'attività umana. Omettono anche di riportare le conclusioni cui giungono i periti tecnici :  

"Dall'esame dei risultati delle analisi effettuate si può trarre che la causa principale dello stato di degrado strutturale debba individuarsi nella contaminazione del calcestruzzo per elevato tenore di ioni cloruro, dovuto alla contaminazione del calcestruzzo durante la miscelazione  

Ciò trova conferma nell'ammissione fatta al C.T.U. dal direttore dei lavori, ing. Leonardo de Gennaro: 

“Il confezionamento del calcestruzzo è stato eseguito in cantiere dall'Impresa costruttrice utilizzando acqua emunta da pozzo trivellato in sito."   

In seguito a tale richiesta, il Ministero delle Infrastrutture ed opere pubbliche nel dicembre 2003, all'interno della L.376, stanzia per le Palazzine "A. Fontana" 4.500.000,00 Euro  

Ma in Parlamento sicuramente non si ha ben presente cosa siano le Palazzine " A. Fontana", da non confondersi con le palazzine ITALCO-C.E.R. di edilizia sperimentale. Queste ultime sorgono sul prolungamento di Via A. Fontana, già destinatarie di un contributo statale di £. 1.450.000.000, con decreto Ministeriale n. 1580 del 27.4.1989 

Tra l'altro questa strana "opera pubblica" è inserita in un elenco di oltre cento vere e proprie opere pubbliche. Possiamo parlare di truffa ai danni dello Stato? Io direi proprio di sì.   

Mi confortano anche gli interventi fatti alla Camera quando è andato in discussione questo provvedimento. Basterebbe citare l'intervento dell'On. Giovanni Russo Spena di (Rif.Com) che diceva:   

Signor Presidente, noi voteremo contro questo provvedimento che riteniamo sconcertante (questo è l'aggettivo che desidero usare). Un provvedimento che risponde, come è stato già detto, più alle necessità del collegio di alcuni parlamentari della maggioranza che a reali necessità. Non conosciamo il criterio utilizzato per la selezione delle opere, ad esempio, per quanto riguarda i comuni: perché in alcuni comuni sì e in altri no, se non, magari in relazione alle maggioranze politiche di quei comuni. Ciò è intuibile. Non sappiamo nemmeno se gli stanziamenti decisi siano in quanto tali sufficienti. A volte le opere iniziano per ragioni propagandistiche, populistiche, magari per una tornata elettorale imminente e poi non sono concluse perché non vengono dati finanziamenti sufficienti o, perlomeno, gli scaglioni degli stessi non sono programmati. Quindi, questo Governo e questa maggioranza impongono provvedimenti che incidono sulla spesa pubblica con criteri privatistici, elettoralistici e demagogici, di fronte, invece, al bisogno di interventi strategici in materia di difesa del suolo, di dissesto idrogeologico, di messa in sicurezza del territorio e di infrastrutture per lo sviluppo del Mezzogiorno”.   

E' anche interessante leggere l’intervento dell’On. di Forza Italia, Gabriella Mondello, la quale prima del voto diceva:   

”Tale testo è stato visto sotto un duplice aspetto. Potrebbe essere giudicato come il tipico intervento a pioggia o clientelare, com'è stato definito. Ma, per lunga esperienza, sappiamo che si definiscono clientelari quei provvedimenti che soddisfano le esigenze di parecchie comunità e di moltissime persone. Ritengo, invece, che questo provvedimento rientri a pieno titolo nell'impegno programmatico del Governo Berlusconi, vale a dire la realizzazione di opere pubbliche che, da moltissimi anni, non vengono attuate in moltissime zone del nostro paese. Credo che le opere comprese in questo elenco siano tutte di grande importanza e rientrino soprattutto in quattro filoni. Mi riferisco alla messa in sicurezza di strade già esistenti che, in tal modo, acquisteranno una valenza molto più importante. Non si tratta, come è stato detto, di cattedrali nel deserto. Si tratta in gran parte di strade e collegamenti esistenti, che verranno messi in sicurezza e migliorati per l'utilizzo da parte delle comunità cui sono rivolti. Vi sono poi interventi di notevole attualità, come l'arginatura di corsi d'acqua: sappiamo infatti che i mutamenti climatici producono spesso eventi meteorologici dannosi, ed è questa la fattispecie alla quale si riferiscono tali interventi. Altri interventi prevedono il riutilizzo di strutture ormai obsolete, come la trasformazione di sedi ferroviarie in piste ciclabili, particolarmente rilevanti in quanto fruibili da parte dei residenti e dei turisti, visti i luoghi in cui si trovano. C'è un'ulteriore tipologia di interventi, riguardanti il potenziamento di strutture con rilevanti finalizzazioni di carattere sociale, come le sedi dei vigili del fuoco e altri tipi di strutture. Ritengo pertanto che l'astensione di alcuni gruppi sia motivata, in quanto si è compreso che siamo di fronte ad opere concrete, che vanno a soddisfare esigenze manifestate da molti anni. Per tali motivi il gruppo di Forza Italia, il gruppo del "fare", esprimerà voto favorevole sul provvedimento in esame".  

Lascio a voi indovinare, in quale dei 4 citati filoni si colloca la straordinaria “opera pubblica molfettese”. L'aspetto più sconcertante di questa vicenda è la struttura machiavellica con cui si è preparato il terreno per ottenere il finanziamento e distrarre danaro pubblico per riparare un danno procurato da un imprenditore ad altri privati cittadini.  

Qualche forza politica e qualche Senatore per favorire dei privati, anche parenti di segretario di partito, mette su questa bella messinscena. Per rendere più credibile la richiesta di finanziamenti pubblici, nel carteggio inviato con la già citata delibera n. 224 del 5.6.2003, si dichiara che i fabbricati, pur essendo stati realizzati appena dieci anni fa, sono stati interessati da" invecchiamento" precoce (catastrofe o calamità?), tanto da costituire "un fenomeno di assoluta eccezionalità e straordinarietà mai osservato prima in nessuna parte del mondo".  

In virtù di questa eccezionalità e straordinarietà invito tutti i giornalisti d'Italia a recarsi a Molfetta per fotografare ed immortalare questo fenomeno unico al mondo. Inoltre invito la Magistratura ad avviare le dovute indagini, perché di tempo ne è trascorso anche troppo, per individuare possibili responsabilità penali e/o amministrative a carico di politici, tecnici e/o privati cittadini, che stanno utilizzando finanziamenti statali, destinati a costruire opere pubbliche, per abbattere e ricostruire degli alloggi privati.  

Matteo d’Ingeo

Avviso incontro del 6 Marzo 2006

Lunedì 6 Marzo alle ore 19.00 presso la sede del Liberatorio Politico, in via Campanella 50 – Molfetta, si terrà il primo incontro per la costruzione dell’alternativa alle destre e alla sinistra centrista, l’altro modello di sviluppo e una lista civica possibile.

L’invito è esteso esclusivamente a quanti sono intenzionati a sostenere le nostre iniziative.

Ricordiamo cosa ci prefiggiamo di fare:

  • costruzione di una lista civica e di un programma per governare Molfetta;
  • elaborazione di un modello di sviluppo condiviso per il futuro di Molfetta (10 progetti per la  città).
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