Archivi categoria: zona franca

L'ex-distributore Esso era diventato un "bene comune", ma pochi lo sapevano

                                                                                     

In data 19 dicembre 2011, con il n. 74573 di protocollo è stata presentata presso gli uffici comunali la richiesta di annullamento istanze per utilizzo manufatto di proprietà comunale ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334). Comunicazione Albo Pretorio n.2482 del 30/11/2011.

                                                                                     Al Sindaco di Molfetta
                                                                            All’Assessore al Patrimonio
                                                   Al Dirigente dell’Ufficio Demanio Marittimo
 
 
Oggetto: richiesta di annullamento istanze per utilizzo manufatto di proprietà comunale ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334). Comunicazione Albo Pretorio n.2482 del 30/11/2011.
 
 
Il sottoscritto Matteo d’Ingeo, in qualità di cittadino e di coordinatore pro-tempore del Movimento Civico “Liberatorio Politico”;
premesso di aver appreso dall’albo pretorio comunale, comunicazione n. 2482 del 31/11/2011, che è stato chiesto in concessione un manufatto di proprietà comunale ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334);
di aver appreso che il Sig. Nicola PUZZIFERRI, nato a Molfetta il 11.9.1966 ed ivi residente alla Via II Trav. Caduti sul Lavoro n.13, ha chiesto la concessione di un manufatto demaniale marittimo coperto di mq.82,49 (un tempo occupato dalla Soc. ESSO), ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334) del Comune di Molfetta, allo scopo di utilizzarlo, atteso la vicinanza dello stesso ai cantieri navali di spiaggia La Maddalena, come deposito e sede per l’esercizio della propria attività artigianale di “Pitturazione di navi da pesca”;
– di aver appreso che i Sigg. Giovanni PANSINI, nato a Molfetta il 29.9.1981 ed ivi residente alla Prv. Terlizzi Piscina Michele sn e Loredana BARILE, nata a Terlizzi il 11.5.1985 ed ivi residente alla Via Cortili n.10, hanno chiesto la concessione del medesimo bene pertinenziale (meglio indicato al precedente punto, allo scopo di utilizzarlo come ristorante, pizzeria e simili;
considerato che lo scrivente non è mai venuto a conoscenza della volontà della civica amministrazione di concedere in concessione d’uso il manufatto in oggetto; che non si conoscono le modalità con cui i richiedenti siano venuti a conoscenza della volontà dell’amministrazione comunale di concedere il bene;
tenuto conto che non è mai stato presentato e affisso all’albo pretorio un bando pubblico per concorrere alla concessione del bene in oggetto;

chiede alle S.S.V.V.

l’annullamento delle richieste dei sigg. Puzziferri, Pansini e Barile e la predisposizione di un bando pubblico per permettere a tutti i cittadini di poter concorrere, con ampi margini di tempo, alla possibilità di poter ottenere in concessione d’uso il “bene comune” in oggetto.

 

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Ascensore in “DEROGA” negli uffici comunali di LAMA SCOTELLA dove il rispetto delle norme di sicurezza è un optional

 

Nel palazzo comunale degli “uffizi” tecnici, voluti con forza dall’ex dirigente tecnico al territorio Rocco Altomare, che cerca di patteggiare la sua pena, accadono ancora cose molto strane.

Era noto che l’inaugurazione di propaganda degli uffici fosse avvenuta in fretta e furia anche in assenza di ascensori ed oggi si scoprono le carte.

Leggendo la Determinazione Dirigenziale settore LL.PP. n° 298 del 28/11/2011 ci sembra perentoria una decisione: l’ascensore si deve installare in deroga alle norme vincolanti del  DPR 162/99. 

La cabina ascensore deve essere adattata alla carenza dei parametri di sicurezza previsti per la sua “fossa”. Si tratta della “scoperta” di un “plinto di fondazione” che, per caso, attraversava la suddetta fossa dell’ascensore, riducendone lo spazio di conformità.
E fu così che la “testarda” ditta GIESSE (che si era aggiudicata i lavori con una gara “informale”) cedette il passo a favore della più “audace” ditta BRINDISI Elevatori(risultata seconda offerente nella predetta gara informale). Quest’ultima ditta si è resa disponibile a completare i lavori anche se non conformi alle norme di sicurezza.
Risultato: stessa spesa, cabina ascensore con “piede ribassato” a causa del plinto di fondazione “irriverente”. 
A parte il sarcasmo chiediamo al Sindaco e al Dirigente Lavori Pubblici:
1-  Quale progettista o funzionario ha  sbagliato i calcoli?
2- E’ possibile che un edificio pubblico non rispetti i parametri, vincolanti, di sicurezza previsti per legge?
3- Lo stesso ufficio tecnico (organo di controllo) può derogare “se medesimo”?

 


 

Cronaca di una settimana da dimenticare

                                                                                                                                                                                                                         


Foto: © n.c.

di Lorenzo Pisani
http://www.molfettalive.it

E veniamo alla consueta pagina di cronaca” direbbe il bravo conduttore del tiggì. E quando “consueta” e “cronaca” vanno a braccetto c’è poco da stare allegri. E in questa città da un bel po’ è così. 

L’ultima settimana ha offerto un assortito campionario di azioni criminali. Si è cominciato di lunedì, con un negozio di abbigliamento svaligiato all’alba. La fiamma ossidrica a illuminare quel che restava della notte. 

Il giorno successivo, San Nicola ha portato in dono cenere e carboni. Nel vero senso della parola. Chiedere ai possessori delle due auto in fumo in via Giordano Bruno. Non è andata bene anche a rione Paradiso, con una donna trascinata a terra per poche centinaia di euro. Un 6 dicembre da incubo. 

E venerdì ancora violenza. Due individui a bordo di uno scooter hanno assaltato un distributore di carburanti in via Giovinazzo. Erano le 19.30. Circa 1.500 euro il bottino. 

"La consueta pagina di cronaca" di ferma qui. Pronta a svanire tra le tante pagine di una comunità che archivia in fretta. Che si magnifica di espansioni di zone industriali, che si fa bella in mille e più eventi culturali. 

Accanto alle luci e ai lustrini c’è un’altra città: che ruba, rapina, incendia. Sembrano essersene accorti sinora solo Liberatorio Politico, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Insieme hanno in consiglio comunale un consigliere. Hanno chiesto che prenda forma il Comitato comunale di monitoraggio sui fenomeni delinquenziali, istituito quattordici anni fa e mai avviato. Hanno solidarizzato con i commercianti.

C'è anche il Comune. Si è detto preoccupato. Ha promesso un incontro con le forze dell'ordine, ma a oggi nulla di concreto. Non si parla d’altro. Del futuro sindaco, s’intende. Nel frattempo Molfetta brucia.

“Piazza pulita”, tre fruttivendoli tornano in libertà

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Fine della detenzione domiciliare per tre fruttivendoli arrestati lo scorso 7 novembre dai Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta “Piazza pulita”, condotta dal sostituto procuratore della Procura di Trani Giuseppe Maralfa

Si tratta di un 24enne e dei suoi genitori, destinatari, con altre due persone, di un’ordinanza di custodia cautelare. Due dei cinque, il 24enne e un 46enne, erano finiti in carcere. Ai domiciliari gli altri tre. 

Gli arrestati sono tutti venditori di prodotti ortofrutticoli e sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di occupazione abusiva di suolo pubblico e di reiterate violazioni dei sigilli delle aree pubbliche già sottoposte a sequestro preventivo durante l'operazione in materia di commercio, eseguita a più riprese a partire dal mese di giugno del 2010

Una settimana fa il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani aveva accordato, su richiesta dei difensori, gli arresti domiciliari anche per i due detenuti in carcere. E ieri, su nuova istanza dell’avvocato Maurizio Masellis, ha concesso al più giovane degli arrestati e ai suoi genitori il ritorno in libertà. 

Il giudice ha confermato il sequestro dei locali utilizzati per la vendita della frutta. I commercianti adesso si adopereranno per la richiesta di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, in modo da riavviare la loro attività.

Ai domiciliari i due fruttivendoli finiti in carcere lunedì


Foto: © Carabinieri

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Fine della detenzione in carcere per il 24enne e il 46enne arrestati lunedì dai Carabinieri nell'ambito di un'inchiesta della procura di Trani sul commercio di ortofrutta. In tutto cinque le misure di custodia cautelare (le altre tre a domicilio).

La scarcerazione è stata accordata dal gip del tribunale su istanza dei legali. Restano ai domiciliari D. M. (43), N. S. (38) ed A. T. (48), tutti di Molfetta.

I cinque arrestati sono ritenuti responsabili – a vario titolo – di occupazione abusiva di suolo pubblico e di reiterate violazioni dei sigilli delle aree pubbliche sottoposte a sequestro preventivo durante "Piazza pulita". L'operazione in materia di commercio è stata eseguita a più riprese a partire dal mese di giugno dell 2010.

Arresti e sigilli si sono succeduti in un anno e mezzo. In alcuni casi, secondo gli inquirenti si sarebbe continuato a vendere frutta e verdura su zone sequestrate.

Dopo l'istanza di scarcerazione, l'avvocato Maurizio Masellis non esclude di ricorrere al tribunale del Riesame per ottenere il ritorno in libertà dei suoi assistiti. Si punterà presumibilmente sulla valutazione di «allarme sociale» e sulle motivazioni («di natura lavorativa») che avrebbero spinto gli indagati alle violazioni.

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

logo LIBERATORIO 180x180

Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

L'inaugurazione del chiosco n. 2, festa privata o pubblica?

Il 10 dicembre 2004 è un giorno che ricorderemo perchè un assessore molto amato dai molfettesi partecipò ai funerali del padre del boss della droga Michele Manganelli. Qualcuno penserà che non c'è nulla di male partecipare a un funerale; certo, fino a quando la partecipazione di un pubblico amministratore si limita alla cerimonia funebre pubblica, ma quando il politico interviene alle fasi private della cerimonia riservate ai soli famigliari presso la camera mortuaria dopo la funzione pubblica comincia ad essere imbarazzante. Lo è ancor di più se in quella fase ci partecipa un detenuto scortato da guardie carcerarie. Rimarrà un mistero per tutti noi.

Invece la data del 12 settembre 2011 la ricorderemo per un'altra situazione altrettanto imbarazzante ma molto più grave e senza misteri.

E' appena terminata la festa patronale cittadina  e il giorno successivo, alle ore  20.15 circa, due "famiglie" molfettesi s'incontrano per festeggiare. Una parte di quelle "famiglie" che hanno voluto il nuovo piano del commercio, così come è riportato nella premessa della delibera del Consiglio Comunale n. 53 e la piccola famiglia del Sindaco Senatore Azzollini s'incontrano per festeggiare l'apertura del secondo Box del "Mercato diffuso". Non abbiamo notizie del Prelato che ha inaugurato, anche se di solito il sindaco si accompagna in queste cerimonie al vescovo Martella; è certo però che capeggiava sugli astanti un'immagine della Madonna.

La voce circolava già da qualche giorno che il nastro sarebbe stato tagliato dal primo cittadino (è una delle poche cose che riesce a fare quando nel weekend è a Molfetta), anche se il suo addetto stampa e il sito web amico non ne ha dato notizia. Ora, noi cittadini che ci teniamo tanto a queste manifestazioni, ci chiediamo il perchè il Sindaco-Senatore Azzollini non abbia invitato la cittadinanza all'inaugurazione di questa importante opera pubblica che sta risolvendo il problema dell'abusivismo e che, a suo dire, sta diventando un punto di riferimento da imitare in tutta la provincia? Perchè privarci della prova del melone e la conoscenza di questi fortunati e meritevoli cittadini imprenditori e commercianti che sono stati premiati con il chiosco numero due e che noi contribuenti abbiamo pagato in anticipo? 

Oppure era semplicemente una festa privata a cui sono stati invitati il sindaco con consorte e qualche suo seguace? Se così fosse sarebbe molto grave e dovrebbe spiegarlo alla città.

Dal momento che conosciamo i silenzi del primo cittadino siamo certi che risposte non arriveranno e quindi sarebbe opportuno che il Prefetto intervenga per verificare, ai sensi dell'art. 143 del D.Leg. n. 26/2000, che non ci siano elementi su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi.

Comitati Feste Patronali o "comitati d'affari"?

Ogni anno ci tocca archiviare la festa patronale con qualche notizia di cronaca nera, la festa 2010 la ricorderemo per l'incendio di 4 auto sotto le luminarie e il sequestro di oltre 1300 articoli tra borse, cinture, portafogli, scarpe, pantaloni, occhiali e prodotti per la telefonia. Quest'anno invece la ricorderemo per il giallo della gestione dei  posteggi abusivi su cui si spera che qualcuno indaghi e lo scontro armato tra bande rivali, con ferito al seguito, nel Luna Park della festa.
Naturalmente le notizie ANSA rassicuravano tutti, si è trattato solo di un ferimento non preoccupante perchè maturato dopo una lite tra contendenti per “futili motivi”. E già!! Dimenticavamo che a  Molfetta, per qualcuno è normale che due gruppi o bande di giovinastri vadano in giro in una festa patronale, armati, e per futili motivi si affrontano a pistolettate rischiando di ammazzare cittadini innocenti; come è normale che da tre anni auto ed esercizi commerciali brucino per "corto circuiti". Questa è diventata la città che per futili motivi e per casualità accidentale si giustifica tutto, dall'illegalità diffusa quotidiana alla microcriminalità, dalle malefatte del Palazzo agli atti criminali. 

Anche il Sindaco Gianni Carnicella fu ammazzato per "futili motivi", cosa volete che sia essere ammazzati per un concerto musicale negato. Ma la Festa Patronale non si tocca, più giorni dura e più è intoccabile, può accadere di tutto al suo interno ma guai a metterci il naso dentro. L'anno scorso avevamo suggerito agli inquirenti di non escludere a priori l’ipotesi che il bersaglio del fatto doloso fossero le luminarie e non le automobile che servivano solo a depistare le indagini.
Avevamo suggerito di interrogare ogni singolo componente del Comitato Feste Patronali per chiedere loro se fossero a conoscenza di richieste estorsive giunte direttamente o in direttamente al Comitato, ma non sappiamo se è stato fatto.
E quest'anno come se non bastasse c'è stato l'intervento di un organismo sindacale esterno alla città per denunciare anomalie e irregolarità nell'assegnazione e nella gestione dei posteggi nella Festa Patronale di Molfetta, ipotizzando “assegnazioni arbitrarie dei posteggi con versamenti di oboli o comunque passaggi di denaro a favore di Associazioni di qualsivoglia natura che, nella fattispecie sarebbero espressamente vietati per legge”.

Ma in una nota ufficiale inviata alla stessa associazione sindacale che aveva denunciato le presunte irregolarità , riportata sulla gazzetta del mezzogiorno del 10 settembre 2010, il Dirigente Comunale agli Affari Generali  Domenico Corrieri dichiarava che per quanto riguardava le 161 assegnazioni di competenza comunale era tutto regolare. Nella nota si parlava anche, quasi a prenderne le distanze, di una “sub-concessione” rilasciata dal settore territorio con nota del 9 agosto 2011 n. 46009 al Comitato Feste Patronali per gestire in proprio le eventuali altre richieste di occupazione di suolo pubblico. 

Crediamo che questa sia più di un’ammissione di colpa. Mentre il sindaco senatore Azzollini sta a Roma a preparare la manovra finanziaria contro gli evasori fiscali, gli sprechi della pubblica amministrazione e della politica, i suoi assessori e dirigenti comunali permettono ad un fantomatico Comitato di gestire le entrate e gli “oboli” per occupare suolo pubblico e per di più lo ha fatto in maniera illegittima assegnando spazi che non erano previsti nel piano del commercio. La misura è colma, e se non interviene la Magistratura o il Prefetto si auspica una mobilitazione straordinaria per mandare a casa questa gente che non merita alcun rispetto civico.

Ma la storia dei posteggi da parte dei Comitati Feste Patronali viene da molto lontano. Pensate che nel 1995 il Commissario Prefettizio del Comune di Adelfia, dove ci celebra una delle feste più conosciute della Provincia di Bari, San Trifone, diffidò il locale Comitato che stava gestendo i posteggi e incassava la relativa “tassa”. Spesso però sono stati gli stessi amministratori a chiudere un occhio su questo tipo di gestione, arrivando al punto di assegnare un vigile urbano al Comitato per dare un mano nella raccolta di “oblazioni volontarie”.

Ma queste oblazioni volontarie non sono mai state quantificate, e l’unica traccia della loro quantificazione rimaneva nelle dichiarazioni a consuntivo dei presidenti dei Comitati per ottenere i contributi dalle amministrazini comunali.

Un esempio, 20 anni fa il bilancio consuntivo del Comitato molfettese era di £.130.000.000 di entrate, naturalmente in pareggio con le uscite. Tra le entrate c’era un contributo comunale di 28 milioni, il contributo del Mercato ittico e ortofrutticolo di 11 milioni; Banca Cattolica con 4 milioni; Associazioni Armatori 20 milioni e le famose Oblazioni di 67 milioni di lire. Le uscite di 130 milioni comprendevano 30milioni per le luminarie; 30milioni per I concerti Bandistici; 60milioni per i fuochi pirotecnici e 10 milioni per la voce “varie”.

Non osiamo immaginare i bilanci del 2011 di cui conosciamo solo il contributo che la Giunta Comunale ha stanziato per quest’anno pari a €.30.600,00 con delibera n. 152 del 2.9.2011

La Giunta Comunale nella seduta del 2 agosto 2011 con la delibera n.153 in beffa al Senatore Azzollini, assente perchè impegnato a Roma per la manovra antisprechi, assegna all’Associazioni Armatori da pesca una contribuzione finanziaria di € 3.000,00 a parziale ristoro dell’impegno economico della marineria molfettese in occasione della sagra a mare in onore di Maria SS. dei Martiri. Questo contributo però è in contrasto con quanto si è sentito e visto in giro a proposito della partecipazione dei pescherecci alla festa.
Ma lo spreco, in tempi di crisi, è quello rappresentato da un contributo elargito dal Dirigente del Settore Economico Finanziario, Dott. De Bari, ad un fantomatico comitato di  “bagnanti e devoti della Madonna dei Martiri”. La Determina n. 76 del 26.08.2011 recita testualmente : 

Vista la nota del 23 agosto 2011 registrata al protocollo generale al n. 47638 con la quale i bagnanti e devoti della Madonna dei Martiri, rappresentata dal Sig. Buggi Antonio chiedono che per questa antica tradizione si realizzino n. 250 magliette con il volto della Vergine e con il logo della Città di Molfetta e siano consegnate ai devoti in occasione delle celebrazioniDETERMINA di accogliere l’istanza del Sig. Buggi Antonio e fornire per questa antica tradizione n. 250 magliette con il volto della Vergine e con il logo della Città di Molfetta, affidando la fornitura di che trattasi alla Ditta Disegni di Luce di Grillo Giovanni, Via Tenente Fiorino n. 11/13 – Molfetta -, per l’importo complessivo di € 2.550,00= IVA inclusa”.

E’ inutile sottolineare, come abbiamo fatto in altre simili circostanze, che il sig. Buggi deve essere stato molto “fortunato” per aver visto accogliere la sua istanza in soli tre giorni, cosa che ai comuni mortali cittadini molfettesi non accade spesso, specialmente se chiedono dei contributi per manifestazioni culturali. Tralasciamo anche una circostanza non di poco conto che avrebbe dovuto far vigilare le autorità competenti a proposito della balneabilità delle acque portuali. Qualcuno dimentica ogni anno che è vietato fare il bagno nel porto e quest’anno lo sarebbe stato ancora di più con il pericolo di avere contatti con sostanze chimiche tossiche. Speriamo solo che i “bagnanti devoti” siano stati assistiti almeno dalla loro Madonna.

Ci sarebbe tanto per indignarsi in questa antica storia di devozione, tradizioni religiose e culturali, ma la Diocesi si indigna per la “Madonna con bambino e con trolley” perchè strumentalizza e desacralizza il simulacro della Madonna, la fede e la devozione mariana.

Allora signori benpensanti e devoti ci piacerebbe leggere una vostra nota in cui mostrate indignazione per l’uso e consumo commerciale che si fa della festa della Madonna dei Martiri, luogo in cui cresce ogni anno, l’illegalità diffusa, lo spreco, il mercimonio di ogni tipo, il mancato rispetto di ogni regola d’igiene pubblica e quest’anno anche la criminalità. A loro chiediamo d’indignarsi per tutto questo e al Sindaco e all’amministrazione comunale di vergognarsi per lo spreco di risorse economiche pubbliche e inoltre chiediamo la rendicontazione dettagliata, come i regolamenti comunali prevedono, con le pezze d’appoggio per ogni spesa in entrata ed in uscita che il Comitato Feste Patronali  speriamo renda pubblico.

PERCHE’ (NON) ESSERE ORGOGLIOSI DI ANTONIO AZZOLLINI

ABBIAMO FINALMENTE CAPITO QUAL E'  IL SITO WEB AMICO DEL SENATORE E ABBIAMO PROVATO A RILEGGERE UN  POST ANONIMO A SUO FAVORE, CAMBIANDO SOLO QUALCHE PAROLA ED ECCO IL RISULTATO:

<< Okay, è vero, chi scrive su questo blog non è un sostenitore di Antonio Azzollini; va bene, lo ammettiamo, proviamo a darvi notizie che altri non danno o che lasciano passare sotto tono e lo facciamo nel tentativo di spezzare quella catena mediatica che da qualche tempo tiene legata Molfetta a un’immagine che si vuol far passare come pulita e accogliente. Eppure, Molfetta è anche altro, è un modello di amministrazione che fuori città considerano un esempio da non imitare.

Ecco perché, fatta questa premessa doverosa, crediamo che i cittadini molfettesi non dovrebbero essere orgogliosi senza riserve per quel concittadino che si chiama Antonio Azzollini e per quelle sue foto – accanto al ministro Tremonti – che oggi compaiono nelle prime pagine di tutti i principali quotidiani nazionali. Non che debba essere un atto di fede. Né in questo momento vogliamo dimenticare i quasi 200 milioni di euro (200 milioni di euro!!!) che Azzollini da Roma in questi anni ha fatto arrivare a Molfetta per porto, chiese, centro storico, zona industriale, arredo urbano e altro (tralasciamo i 4,5 milioni di euro truffati allo stato per ricostruire le Palazzine Fontana fatte passare a Roma come opere pubbliche).

Piuttosto, ci piacerebbe, una volta tanto, che i molfettesi imparino ad indignarsi non solo per lo “Sciatavinn!” urlato nella tv moderna che è Youtube, ma anche per quelle immagini dei tiggì nazionali che restituiscono il volto di un nostro concittadino che sta scrivendo la storia politico-economica di questo Paese rappresentando le istituzioni e in qualche modo rappresentando la città di Molfetta.

Ah che esagerazione!, diranno adesso i benpensanti. No. No perché si può pure criticare la scelta di togliere le mani dalle tasche degli italiani per mettere le manette a chi evade; si possono pure criticare gli altri punti della manovra finanziaria (la ventesima presentata da Antonio Azzolllini?); ad alcuni può anche non bastare il fatto che il sindaco, grazie proprio alle sue competenze in fatto di bilanci, sia riuscito in questi anni a risanare le casse comunali senza ricorrere a tasse o imposte (infatti ha ridotto le strade cittadine a colabrodo però ha sempre  assicurato oltre 100mila euro l'anno per i concerti organizzati dalla Fondazione di suo cognato, e se stesso); e ovviamente si può essere di destra o di sinistra e lo stesso riconoscere che, sì, Azzollini sta lavorando da protagonista per far sì che l’Italia faccia la fine della Grecia; sì, il nome Azzollini indicherà per sempre il nome di chi introduce il carcere per i grandi evasori ed evita il prelievo del 5% sui redditi delle famiglie (riuscirà poi a salvare molti suoi concittadini dal carcere?). Sì, quell’Azzollini lì è lo stesso che qualche giorno fa si è recato ad Arcore e tra una riunione tecnica (ci auguriamo senza Bunga-Bunga) e l’altra ha raccontato a Berlusconi di quella città della Puglia, di quella città fatta di pescatori, marinai, abusivi, che aspira ad essere “ZONA FRANCA” (o del "MERCATO DIFFUSO)". Come ama dire lui. >>

 

 

 

 

 


VERGOGNOS
O

Epico scontro Cruciani Vs. Senatore Antonio Azzollini – La Zanzara – Radio 24 – 01/09/2011

In questo video invece è il Senatore che deve andare a ripetizione

I DIVIETI CI SONO MA NON C'E' NESSUNO CHE LI FA RISPETTARE

 


Ieri blitz della Polizia Provinciale al Mercato ittico minuto pesce per sequestrare prodotti ittici sotto misura, il cosiddetto novellame, e altri prodotti privi di controllo sanitario, venduti da pescivendoli abusivi, che si sono dati alla fuga, abbandonando la merce, all’arrivo della polizia.

 

 

  

L’operazione rientrava nell’attività di controllo sulla filiera della pesca disposta dal comando della  Polizia Provinciale di Bari. Sono stati sequestrati di kg. 4,9 di prodotto ittico sottomisura, nella fattispecie novellame di triglia (particolarmente pescato in questo periodo),  in violazione delle norme (art.15, lett. “C”, legge 963 del 1965 e successive integrazioni e modificazioni) che ne vietano la pesca detenzione e commercializzazione e di kg. 4 di “Limoni di Mare” (Microcosmus Sulcatus, i cosiddetti taratufi), la cui detenzione e commercializzazione è vietata ai sensi dell’ordinanza P.G.R.P. n. 930 del 30/12/2004.

 

 

 

Ma i divieti nella zona porto sono anche altri e ….

 

  


… nonostante il divieto, il 9 luglio 2011 (ma questo avviene quasi ogni giorno) un signore si tuffa nelle splendide acque del porto e nuota su e giù….
 

… nella stessa mattinata due pazienti anziani pescatori aspettano che qualche pesce-bomba abbocchi al loro amo mentre i militari della capitaneria sostano all'entrata della stessa senza intervenire…

 


…mentre altri prelevano la purissima acqua del porto…


…la trasportano verso il vicino mercato ittico…

… e si riposano in attesa di servire l'acqua all'avventore di turno per sciacquare il pesce che noi compriamo, perchè sciacquare il pesce con l'acqua corrente pulita non sta bene….

.. e poi il minore mandato a "cazzare" i polpi, utilizzando sempre la pregiatissima acqua di porto, un po' gassate e un po' frizzante direttamente dalla fonte dell'Iprite e del Fosforo.

Aggiungiamo, per correttezza d'informazione, che la foto è stata scattata alle 8.00 circa del 28 luglio 2011 dopo che un tombino della fognatura era esploso e i liquami erano stati versati nello stesso spazio della "cazzatura"… sicuramente, i polpi, saranno stati più saporiti.

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