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LA PISCINA COMUNALE “RADDOPPIA” LEGALMENTE?

 


Con  permesso a costruire n°1913/2011 (pubblicato in Albo Pretorio il 07/12/2011 al n° 2558), si  autorizza la costruzione di una “piscina all’aperto” in zona demaniale, nelle vicinanze della piscina Comunale sustrada vicinale Longone della Spina distinto in catasto al foglio 9 particelle  2311 e 1093 (ZONA SERVIZI ED ATTREZZATURE DI INTERESSE PUBBLICO DEL VIGENTE STRUMENTO URBANISTICO GENERALE).
 
Anche la predetta concessione (come altre in area demaniale) giunge su espressa istanza di un privato concessionario di suolo pubblico (Società “A.T.I. MOLFETTA NUOTO S.S.D. srl”), dopo “PARERE DEFINITIVO FAVOREVOLE” del Dirigente Settore Territorio in data 26/04/2011 (all’epoca Ing. Rocco Altomare e arrestato dopo pochi mesi). 
 
Interessante annotare che la concessione edilizia, richiesta da tale sig. Binetti Luigi, in data 04 marzo 2011, venga in seguito rilasciata a tale sig. Marino Giuseppe, subentrato nella qualità di amministratore unico della Società concessionaria, della Piscina Comunale, “A.T.I. MOLFETTA NUOTO S.S.D. srl già dal 22 febbraio 2011, come riportato nel verbale dell’assemblea della stessa società.
Inoltre nel documento autorizzativo si legge che il permesso a costruire è subordinato a precise prescrizioni e condizioni: l’opera deve essere eseguita dalla ditta CLIMASERVICE srl con sede in Molfetta via dei Bottai 7, giusta comunicazione del 20.11.2011 prot. 60302 (comunicata da chi?).
Apprendiamo che il sig. Marino Giuseppe è anche titolare della ditta Clima Service.
 
Alla luce di queste considerazioni e dei dubbi che abbiamo sempre avuto sull’affidameto di questa struttura comunale ci chiediamo:
 
1– Come mai il sig Marino Giuseppe, titolare giuridico della Società A.T.I. MOLFETTA NUOTO S.S.D. srl, sin dal 22 febbraio 2011,  lascia chiedere la concessione edilizia  al “decaduto” sig. Binetti Luigi il 4.3.2011?
2– Può essere valida la procedura di concessione edilizia attivata su istanza di un legale rappresentante  “non più titolato giuridicamente”?
3– Perché il Comune accetta e indica come unica ditta abilitata alla costruzione della piscina la Clima Service di Giuseppe Marino?

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"È iniziato il Calvario" del SindacoSenatorePresidente Azzollini

Calvario AZZOLLINI INCAP001 copia

Messaggio del Signore Gesù, XI° staz. della Via Crucis 

…"È iniziato il Calvario, non aver paura,
tutti voi siete testimoni della Mia croce, delle Mie parole,
Io illuminerò tutti voi, figli benedetti,
che avete ascoltato dal primo giorno le Mie parole e siete qui,
con Me, aiutateMi a portare la croce, il Calvario è vicino…
Venite al Mio patibolo, pregate,
pregate alla Madre Mia, chiedete la luce a voi,
tante piccole fiammelle intorno a Lei, beati voi.
Beati voi che ascolterete! Venite,
e sarete voi i portatori della luce per tutti i vostri fratelli”…

Piscina: gara sospesa

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/09/matteo_articolo_ilfatto_03092009_mod.jpg

di Redazione (www.laltramolfetta.it/…)

La gara d’appalto per la gestione della piscina comunale di Molfetta è stata ufficialmente “sospesa” dal dirigente del Settore Appalti e Contratti del Comune.
La notizia è trapelata dagli uffici comunali questa mattina, ma le motivazioni della scelta non sono state rese note. Oggi scadeva il termine per la presentazione delle offerte mentre lo svolgimento della gara, con l’apertura delle buste pervenute, si sarebbe dovuta svolgere domani. Su questa procedura ad evidenza pubblica, nei giorni scorsi, il consigliere comunale del Partito Democratico, Giovanni Abbattista, aveva sollevato una serie di dubbi e perplessità dovute alla presenza, nel bando, di alcune clausole che avrebbero potuto determinare una eccessiva compressione della concorrenza. Il consigliere del Pd aveva quindi richiesto al sindaco la revoca del bando e un ripensamento da parte della Giunta. Ora bisognerà capire come intenderà procedere l’amministrazione comunale se, cioè, revocherà effettivamente il bando per poi pubblicarne uno nuovo, o se riaprirà i termini per la presentazione delle domande. Intanto, vista la situazione di incertezza e considerando che al momento non è possibile ipotizzare quando la piscina riaprirà, molti molfettesi stanno già provvedendo ad iscriversi presso impianti natatori delle città limitrofe.

LINK
Delibera della Giunta Comunale
Affidamento in concessione della gestione della piscina comunale. Determinazione a contrarre
Avviso di sospensione della procedura di gara

Piscina comunale, Abbattista: «si revochi il bando per la gestione»

http://molfettalive.it/imgnews/P7150291(16).JPG

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

“Il bando pubblicato dal Comune per la gestione della piscina di Molfetta è l’ennesimo esempio di quella cattiva amministrazione, contraria agli interessi pubblici, che caratterizza questa sciagurata stagione amministrativa e che andiamo denunciando da tempo”.

Attacca così Giovanni Abbattista, coordinatore locale del Partito Democratico, parlando della procedura ad evidenza pubblica avviata dal Comune per l’affidamento dell’impianto natatorio della nostra città.

“Già avevamo avuto modo di rilevare, nelle scorse settimane, l’assoluta (e sospetta) anomalia della pubblicazione in pieno agosto di un bando così importante, finalizzato a selezionare il soggetto cui affidare per nove anni (rinnovabili) la gestione del principale impianto sportivo della nostra città, e una volta letto il capitolato d’appalto non possiamo che confermare la nostra iniziale sensazione: l’amministrazione comunale sembra aver ‘confezionato’ un bando in modo tale da scoraggiare chiunque possa essere in qualche maniera interessato a partecipare alla gara, con la conseguenza (assai prevedibile) che, alla data di scadenza per la presentazione delle domande (e cioè il prossimo 9 settembre), ci saranno pochissime offerte depositate.

Anzi, non è da escludere che, vista la portata delle prescrizioni limitative (come quella che stabilisce il possesso del libretto per la conduzione delle caldaie di primo livello, ossia delle caldaie a vapore, forse in possesso solo di qualche “fortunato” possibile concorrente), parteciperà alla gara una sola ditta”.

“D’altro canto (come la vicenda del Porto testimonia…) l’amministrazione comunale di Molfetta ha anche in altre occasioni confezionato bandi che hanno di fatto compresso la partecipazione consentendo la partecipazione ad un solo concorrente. E anche in questa circostanza sembra si sia voluto fare così”.

“Entrando nel merito della questione – spiega Abbattista – occorre evidenziare come tra le condizioni dell’affidamento, disciplinate dall’art. 5 del Capitolato d’Appalto, vi è, tra l’altro, l’obbligo, per il soggetto che si aggiudicherà la gestione, di riservare gratuitamente praticamente per tutto l’anno (e per quattro ore al giorno, nella fascia oraria pomeridiana e serale, quella, cioè, di maggior afflusso di utenti) ben cinque delle sei corsie disponibili “alle società sportive della Città di Molfetta operanti sotto l’egida del CONI e della Federaziona Italiana Nuoto, per attività di allenamento delle squadre agonistiche”. Come a tutti noto, però, nella nostra città esiste una sola società sportiva che svolge questo genere di attività e che quindi potrebbe beneficiare di questo incredibile vantaggio.

Alle stesse società sportive (o, per meglio dire, alla stessa società sportiva) dovrà anche essere garantito, sempre ai sensi dell’art. 5, l’utilizzo (ovviamente a titolo gratuito) dell’intera vasca per 21 ore settimanali, dalle ore 14 alle ore 17 di ogni giorno”.

“Ora – prosegue il consigliere comunale PD –, ci chiediamo: quale imprenditore potrebbe mai essere interessato ad investire nella gestione della piscina comunale, ben sapendo che potrà beneficiare di ricavi sostanzialmente inesistenti, dovendo di fatto consentire ad una sola società sportiva di utilizzare gratuitamente l’intero impianto per la stragrande maggioranza del tempo? Possibile che una struttura pagata con i soldi dei contribuenti, patrimonio di tutti i molfettesi, debba essere appannaggio praticamente esclusivo di una sola società sportiva?

E’ evidente che quella clausola limita enormemente la concorrenza tra i soggetti potenzialmente interessati ad aggiudicarsi la gara d’appalto, dal momento che a garantirsi la gestione dell’impianto non potrà che essere quel consorzio o Ati cui partecipi l’unica società sportiva di nuoto della nostra città, che potrà utilizzare gratuitamente la struttura, pur facendo pagare ai suoi associati le quote di iscrizione”.

“Per questa ragione chiediamo con la massima fermezza che l’amministrazione comunale revochi in autotutela il bando pubblicato, anche al fine di evitare i ricorsi (e le inevitabili spese) che, con ogni probabilità, soggetti potenzialmente interessati alla gestione della nostra piscina (ma di fatto esclusi dalle clausole del capitolato d’appalto) presenteranno dinnanzi al Tar.

Speriamo sinceramente che il sindaco Azzollini, almeno stavolta, voglia ascoltare il nostro suggerimento. Dinnanzi al suo ennesimo fallimento amministrativo non vorremmo essere chiamati ancora una volta a dire (come già successo tante volte in passato): noi vi avevamo avvisati”.

MA A MOLFETTA ESISTE LA MAFIA?

Ormai non facciamo in tempo ad addormentarci la sera pensando all’arresto avvenuto in giornata che il mattino successivo apprendiamo di un nuovo avviso di garanzia a carico di un amministratore o dirigente comunale, oppure di un sequestro di un intero quartiere abusivo. Certo è che tra indagati e condannati abbiamo la peggior classe dirigente che questa città abbia mai prodotto. Dai consiglieri agli assessori, dalle aziende municipalizzate ai revisore dei conti c’è qualcuno che deve rispondere del proprio operato. Anche gli ex sindaci non sono esenti da questa strana dinamica che ormai sta interessando la nostra città. A proposito della richiesta di dimissioni avanzata nei confronti di Guglielmo Minervini, se dovessi rispondere pensando ad una dinamica dialettica politica  direi subito che siamo nella norma, ma senza giustificarla. In prossimità di scadenze congressuali importanti o di grandi trasformazioni di gruppi politici, le dinamiche interne diventano più cruente e tendono sempre a rompere gli equilibri di questa o quella corrente per conquistare la maggioranza che deve poi decidere e gestire le sorti di un partito o di una coalizione.

Sarebbe diverso il giudizio se dovessimo leggere, altro, tra le righe della lettera dei cinque consiglieri della Margherita con cui hanno chiesto le dimissioni degli assessori Minervini e Russo. Mi sembra di aver compreso che tra gli assessori e i consiglieri di maggioranza che fanno parte della Margherita sia venuto meno il rapporto di fiducia. Tradotto in maniera spicciola cosa vuol dire, che i grandi predicatori di trasparenza e partecipazione cambiano il pelo e non il vizio.

Vuol dire che evidentemente i consiglieri di maggioranza non sempre vengono consultati per le grandi scelte di governo e spesso e volentieri le proposte di delibere arrivano in Consiglio Regionale solo per essere approvate con l’inossidabile metodo degli “ yes man”.

Questo è un “ricorso storico”!  Se oggi a Molfetta stiamo subendo un governo di centro destra capeggiato da un ex comunista, e un centro sinistra senza identità, in agonia, lo dobbiamo soprattutto all’operato dell‘ ex sindaco Guglielmo Minervini e alla frattura che ci fu, dalla metà degli anni novanta in poi, tra la Giunta e i suoi consiglieri comunali da una parte, e tra i partiti e gli elettori dall’altra.

Questi furono i motivi per cui il sottoscritto, per esempio, uscì dalla stessa maggioranza che aveva contribuito con successo a far vincere le elezioni del ‘94. Quando un Sindaco, o amministratore in genere, tradisce il patto sottoscritto con gli elettori non può essere più credibile e deve dimettersi senza cercare altre strade, altre maggioranze che ti condizionano nelle scelte di governo e ti tradiscono per meri interessi personali o di poltrona.

Da allora non è cambiato nulla; è inutile continuare a sbandierare la democrazia partecipata o la trasparenza amministrativa come slogan, e poi nei fatti…!?! In consiglio Comunale oggi esiste una opposizione? No!

Ma dal punto di vista politico è così. Raramente seguo le sedute di consiglio comunale, per scelta,  ma la cronaca mi convince sempre di più dello scollamento che esiste all’interno dell’opposizione e della totale assenza di una identità comune.

Ricordo ancora le parole del consigliere L. di Gioia durante il dibattito sulla emergenza criminalità, che accusava il Presidente Camporeale di voler zittire e imbavagliare la minoranza; io sono del parere che l’attuale minoranza di opposizione, non solo, non può rappresentare alcun progetto politico futuro per il centro sinistra, ma è auto-imbavagliata e auto-censurata.

Su tanti provvedimenti che giungono in aula, non potranno mai avere un atteggiamento e voto unanime (salvo rarissime occasioni ) perché, a turno, uno o più consiglieri non possono esprimersi liberamente perché condizionati o direttamente coinvolti dal punto di vista amministrativo e politico.

In queste ore o giorni, l’opposizione ha mai emesso un comunicato stampa forte e unanime sull’arresto di Pino Amato? Lo potrà fare qualche consigliere che insieme a Guglielmo Minervini ha coccolato e fatto crescere il personaggio Pino Amato? O qualche consigliere che è passato da destra a sinistra ma che era organico alla maggioranza di Pino Amato? . Lo potrà fare Tommaso Minervini che era suo Sindaco e non ha controllato abbastanza il suo operato assessorile? Io non sono affatto d’accordo con le dichiarazioni dell’ex sindaco che stimo come amico, ma il suo invito a non emettere facili giudizi e a “promuovere una politica alta che prepari gli scenari positivi per il futuro”, mi suona tanto come il “vogliamoci bene, chi ha dato ha dato, e chi ha avuto, ha avuto!”.

Certo! è più comodo e facile così, demandando alla giustizia il suo corso.  Penso, al contrario, che la politica debba evitare che la giustizia si occupi il meno possibile dell’operato opaco di amministratori e funzionari pubblici. Purtroppo, se oggi avviene, vuol dire che la politica ha sbagliato e deve accettare i giudizi severi degli elettori che devono essere i protagonisti della politica, senza subirla. 

Io non so cosa intendesse dire realmente Tommaso Minervini con il suo invito, rivolto alla politica, a non infierire; ma posso comprendere il suo imbarazzo a commentare l’accaduto. Infatti sia lui, il Sindaco Azzollini e Guglielmo Minervini sembrano quasi non riconoscere più  l’ex assessore Amato e si lasciano andare in sterili e ipocriti commenti d’occasione; ancor peggio il consigliere regionale  e responsabile de ” L’Italia di mezzo”, Ignazio Zullo, che dimostra di conoscerlo bene al tal punto da affermare che fra qualche giorno tutto sarà finito. Certo, da un politico che nel giro di pochi mesi è già passato da eletto al Consiglio Regionale della lista  “La Puglia prima di tutto “ a  ”  L’Italia di mezzo”, possiamo immaginare quanto abbia in comune con Pino Amato.

Naturalmente non merita commenti lo striscione appeso  sul ponte ferroviario  all’entrata di Molfetta su cui era scritto “Amato: la città è con te; ti vogliamo bene”.

Direi invece che la città è molto indignata per lui e per quello che sta accadendo, e quella manifestazione di affetto dei suoi “ 999 elettori ” non è molto diversa dalle manifestazioni di oltraggio nei confronti delle forze dell’ordine da parte di interi quartieri di Napoli o Bari quando arrestano un camorrista o un mafioso. Su questi messaggi sottili bisogna riflettere di  più, altro che invitare ad non infierire.

E’ giunto il momento di chiedere a gran voce di fare piena luce su fatti e misfatti che hanno accelerato il degrado della vita politica in questa città  e  che ha avuto il suo punto critico più alto nel 1992 con l’omicidio del sindaco Carnicella.

Mi piace ricordare a tal proposito le parole pronunciate dal nostro Vescovo don Tonino, quando nell’omelia per i funerali di Carnicella invitava tutti a vedere nell’assassino del Sindaco, non un “mostro” ma un “nostro”. Quelle parole sono state purtroppo dimenticate o ancor peggio, per molti è scomodo ricordarle. Molto spesso quando pronuncio la parola ”mafia” riferendomi a questa città sono in tanti a zittirmi quasi fosse sacrilegio o per il timore che l’immagine della città sia compromessa.

Invece bisogna convincersi che in questa città ”la mafia” esiste e da molto tempo. Già nel 1995 fu revocata dalla Camera di Commercio di Bari,  la licenza ad un noto commerciante molfettese, Fiore Alfredo,  per associazione a delinquere di stampo mafioso. Quello stesso personaggio aveva a che fare con l’assassino di Gianni Carnicella e con la holding nostrana della droga. La mafia non è più solo quella dei morti ammazzati per stragi o agguati, ma è fatta anche dei capi d’accusa mossi a P.Amato.

Oggi tutti gli obiettivi sono puntati sull’arresto del consigliere Amato, ma la notizia più clamorosa è quella che il Prefetto per la prima volta sospende un consigliere comunale per le accuse di voto di scambio, corruzione, concussione, truffa e falso ideologico, non era mai accaduto a Molfetta. Ancor più eclatante è la richiesta della Procura  di interdire il Dirigente Vincenzo De Michele dagli uffici comunali. Questo Dirigente è lo stesso a cui è stato permesso (e non è l’unico)di tenere una conferenza stampa in cui, con tutta tranquillità, dichiarava di infischiarsene del rispetto delle leggi o del codice stradale, a favore dello sviluppo del commercio e dell’occupazione più o meno abusiva del suolo pubblico. E mi fermo qui giusto per non infierire più di tanto.

Penso che tutti quanti dovremmo riflettere su quello che sta avvenendo in città e il Prefetto dovrebbe riservarsi anche l’ipotesi di sciogliere il Consiglio comunale, perché se ci fossero più consiglieri eletti con il voto di scambio non credo che sussistano le condizioni di legittimità e credibilità dell’Istituzione pubblica.

                                                                                                 Matteo d’Ingeo
 
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