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La saga del "Torrino della discordia" è veramente conclusa?

 

 

È stato pubblicato nei giorni scorsi il provvedimento emesso dalla terza sezione del Tar di Bari con il quale il Comune di Molfetta è risultato definitivamente soccombente in quella che è stata una vera e propria saga contro l’avv. Annalisa Nanna ed i lavori di ristrutturazione della sua unità immobiliare, posta in aderenza al Duomo di Molfetta.
Dopo aver letto la sentenza esprimiamo la nostra amarezza e prendiamo atto di come la "giustizia processuale" possa stridere con la realtà che urla vendetta. 
Il nostro giudizio su questa vicenda, cosi come abbiamo detto nei mesi scorsi, non può che essere negativo e denunciamo l'inettitudine dimostrata dagli uffici comunali, anche in questa circostanza, nel non aver saputo e voluto evitare questo stupro ai danni del patrimonio artistico pubblico e del bene comune.
Nello stesso tempo non consideriamo chiusa questa vicenda e invitiamo, ancora una volta, il presidente del "Comitato di Liberazione Comunale", avv. Rocco Nanna, ad un confronto pubblico sui temi della legalità e dell'ormai famoso "torrino del discordia" spuntato sul tetto di proprietà della stessa famiglia Nanna. Ci indichi lui il giorno e il luogo dove confrontarci pubblicamente.

Nell'attesa, scorrendo la sentenza sul giornale locale "ilfatto.net", nella parte riguardante le quote del lastrico solare condominiale… 

La ricorrente ha dedotto la violazione ed erronea applicazione degli artt. 27, 31 d.p.r. 380/2001, 21 quater L. 241/90 e 97 Cost., e l’eccesso di potere per ingiustizia manifesta, carenza istruttoria, travisamento dei fatti, sviamento, in quanto la maggiore altezza del solaio di calpestio del piano mansarda rispetto al permesso del 2008 sarebbe stata dovuta all’errata misurazione, già evidenziata nella D.I.A. del 24.7.2009 e del 3.3.2010, dalla quale risultava un altezza di m. 8,05, conforme allo stato attuale, di rustico, di m. 8,01; lo stesso è a dirsi per la quota del solaio condominiale, riportato con valore non del tutto corretto a m. 8,35 nel primo permesso di costruire, mentre dopo la rimozione dei controsoffitti e delle contropareti dei vani sottostanti si era rilevato un valore della quota di intradosso, riportato nella D.I.A. del 24.7.2009, variabile tra m. 8,09 e 8,30, al quale andavano aggiunti i completamenti per circa 20 cm,  per complessivi m. 8,46 circa…, 

chiediamo alla famiglia Nanna: a che quota si trova, realmente, il lastrico solare condominiale?

 

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Il Liberatorio chiede un confronto pubblico con il C.L.C. sui temi della legalità

 

 

 


Stiamo seguendo con interesse l'evoluzione del "Comitato di Liberazione Comunale" dell'avv. Rocco Nanna e rinnoviamo l'invito, fatto qualche mese fa, ad un confronto pubblico sui temi della legalità e dell'ormai famoso "Torrino del Torrino" spuntato sul tetto di proprietà della stessa famiglia Nanna.
In questi mesi abbiamo studiato le carte dell'autorizzazione a costruire che gentilmente ci ha fornito lo stesso avv.Nanna e quindi siamo pronti a confrontarci pubblicamente sul tema caro a tanti cittadini molfettesi che si sono divisi tra quelli indignati per quello che è accaduto ed altri che hanno difeso il manufatto realizzato perchè regolarmente autorizzato e non abusivo.
Dopo le ferie proponiamo all'avv. Nanna di discutere pubblicamente in modo che si possano fugare tutti i dubbi sulla vicenda, naturalmente tralasciando le vicende giudiziarie in corso.

 

 

  

 

 

Il “torrino” della discordia e "ceffoni a mano aperta".(Sviluppi)

Torrino dal basso prima 1) Il “torrino” della discordia e "ceffoni a mano aperta"

Ceffoni a mano aperta”! Così l’avv. Rocco Nanna, l’estate scorsa, chiamava le sentenze del TAR Puglia emesse a sfavore del Comune di Molfetta, in materia di edilizia.

Parafrasando il pensiero dell’avvocato verrebbe voglia di “mollare dei ceffoni” a qualche protagonista della vicenda del “torrino Nanna”.

A pensarci bene anche il linguaggio usato dalla stampa locale, e dai diretti interessati, nel presentare la vicenda ha generato equivoci e confusione nell’opinione pubblica.
Tutti hanno confuso il “torrino” del vano scala con il “torrino”, ex superfetazione o vano tecnico, esistente sul lastrico solare, e quando nel linguaggio giornalistico fuorviante si parlava di torrino abusivo, torrino bocciato o torrino concesso tutti hanno pensato a quel vano con finestrella che almeno le ultime quattro generazioni di molfettesi sono state abituate a vedere accanto a quella semplice e maestosa facciata del Duomo.
Quella costruzione sul lastrico solare adiacente al Duomo, pur nella sua bruttura non ci ha mai infastidito perché era entrata ormai nello skyline della Banchina Seminario tra il Duomo e il Palazzo Dogana. Ora invece dopo centinaia di anni quello skilineè stato abusato, violentato e interrotto. 
In questo caso i “ceffoni” andrebbero alla Soprintendenza che ha certificato, all’Ufficio Tecnico che non ha controllato o agli stessi proprietari che hanno voluto simbolicamente alterare l’estetica di un bene comune?
Quel paesaggio esteriore, con cui ognuno di noi ha costruito il proprio paesaggio interiore, fatto di cultura, bellezza e senso di appartenenza, oggi non esiste più perché qualcuno ha deciso arbitrariamente che il “bene comune” della Banchina Seminario non deve essere più patrimonio di tutti, ma solo di chi risiede in quel paesaggio ed essendo a casa propria decide di fare quel che gli pare, al di là dei piani particolareggiati, norme tecniche o tutela di beni artistici e architettonici.
Non vogliamo entrare nel merito dei procedimenti amministrativi perché se si è arrivati davanti ai Tribunali vuol dire che ci troviamo di fronte a situazioni straordinarie, nel senso che sono state violate le regole ordinarie e di convivenza civile.
Pertanto chiediamo alla famiglia Nanna perché ha voluto tutto questo? Perché ha voluto sconvolgere la facciata di quell’immobile che per secoli sembrava in continuità con la facciata del Duomo, che fino a qualche mese fa si poteva ammirare, anche ad una certa distanza, percependo quel piacevole contrasto architettonico tra i due campanili e le due cupole?
Oggi purtroppo si percepisce anche il “torrino del torrino”, ovvero la vecchia superfetazione è diventata più alta e più corta, e sul lastrico solare c’è un “torrino scala” che copre una finestra della cupola del Duomo.
L’avv. Rocco Nanna dichiarava, sempre l’estate scorsa, che… “sua figlia, proprietaria dell’immobile, aveva chiesto al Comune con DIA n. 221 del 3.3.2010, di poter aumentare la lunghezza del “torrino” di cm.60 e di poter sostituire il muro di cinta del “terrazzino” con la ringhiera in acciaino, anziché con i mattoni forati.
A seguito del silenzio assenso del Comune, che avrebbe dovuto interpellare la Soprintendenza,  la committente ha dato esecuzione al progetto tacitamente approvato…”

Liberatorio Politico

  2) “Alla ricerca del torrino perduto”

Illustre Direttore,

                            in proprio e nella mia qualità di presidente del Comitato di Liberazione Comunale, associazione di recentissima costituzione, in riferimento al comunicato-stampa a firma di tale D’Ingeo, pubblicato da alcune testate telematiche  in data 13.2.2011, Le chiedo  cortesemente di ospitare il mio articolo dal titolo: “ Alla ricerca del torrino perduto”, onde assicurarne il contraddittorio.

                           Cordialità.

Molfetta, 16 febbraio 2011                          Avv.Rocco Nanna

                                 

 

 

                                  Trascinato – ahimè – ancora una volta nella gogna “torrinea”, in proprio e nella mia qualità di presidente del COMITATO DI LIBERAZIONE COMUNALE, di recentissima costituzione per l’allontanamento dalla Città  del  Sindaco e del  proprio Responsabile del Settore Territorio, sono costretto  a  rettificare il comunicato-stampa-diffamatorio, pubblicato su alcune testate telematiche  in data 13.2.2011,  su   richiesta di tale Matteo  D’Ingeo, nominativo  in corso di identificazione.

                                  Costui, infatti, col predetto comunicato-stampa, mi ha “ceffonato“ appaiandomi al  Comune di Molfetta,   al quale  nel luglio 2010  mi ero permesso di ricordare i ”tre ceffoni a mano aperta “ assestatigli dal Tar Puglia per la “vicenda torrinea”.

                                   Il D’Ingeo, professore di Tedesco (?), sedicente depositario della memoria storica della Città, nonché   custode supersite del nostro Duomo romanico, ha accusato me e l’avv. Nanna d’aver operato “ al di là dei piani particolareggiati, al di là di  norme tecniche e di tutela di beni artistici e architettonici “.

                                    Egli  ha concluso la propria “ requisitoria “ assestandomi uno dei tre predetti ceffoni, accompagnato da uno specifico desiderio: “conoscere il vero responsabile  di questa storia che ha dimostrato di non possedere molta sensibilita’ e rispetto del bene comune“.

                                    E’ evidente come il D’Ingeo abbia fatto lo gnorri a buon mercato, perché ha mosso accuse generiche  nascondendosi subito dietro l’usbergo di ipocrite e caute riserve, per non essere querelato,  avendo subito precisato  “di non  voler entrare nel merito dei procedimenti amministrativi “, perché non Gli conveniva,  in quanto  ne conosce  bene le conclusioni avendole anche negativamente commentate  il 7 luglio  2010.

                            Il politico “Liberatorio “, insomma,  ha lanciato la pietra nello stagno nascondendo subito  la propria mano-sinistra, perché non ha spiegato, nemmeno ai propri lettori-detrattori (circa 23 tutti CORAGGIOSAMENTE anonimi, registrati sul suo forum),   in cosa consisterebbero le presunte violazioni edilizie del torrino, che, viceversa, gli Organi dello Stato, che  credo contino qualcosa in uno Stato di Diritto,  e molto  meno in uno Stato di Nutella,  hanno categoricamente escluso.  Ecco,  per appagare la curiosità del  “ Liberatorio “,  porto ad edificazione  di costui  il nome del vero responsabile di questa “ storia”, che sono proprio io, come si evince dalla sottoscrizione di questa nota, avendo fortemente voluto il recupero di un immobile che, come forse  Egli non sa,  nel sec. XVII era destinato a prigione della Curia vescovile,  dove venivano  rinchiuse e fustigate,  giornalmente,  le “streghe”.

                                   Su quell’immobile non vi era affatto – all’epoca – la  tanto  amata “coscienza-liberatoria” ( id est superfetazione novecentesca),  per definizione sinonimo di schifezza peraltro  pericolante proprio sul Duomo,  ma c’era soltanto  l’edificio cinquecentesco  col suo bellissimo muretto di prospetto,  che è stato interamente recuperato dall’avv. Nanna, mercè l’arretramento della lordura pericolante, con conseguente perdita di cubatura del vano mansarda –  superfetazione.
 

                                    UN VERO E PROPRIO DONO ALLA CITTA’!
 

                                    Orbene, il  D’Ingeo-Liberatorio ed i suoi  adepti  vorrebbero  salvare l’intera  superfetazione, anche quella ormai “giustiziata“ che poggiava sul muro cinquecentesco,  in quanto  “bruttura…  entrata ormai nello Skyline “. Ma  certamente costoro non potranno mai essere accontentati,  perché una lordura rimane tale “ usque ad finem”, anche se ha  formato  la loro  coscienza,  ed anche se ogni settimana in via Campanella 50 alimentano  un  “forum” per suonarselo inter partes,  ricorrendo alla miracolosa moltiplicazione di insolenti ed offensive e-mail contro di me e la mia famiglia e che, ovviamente, dovrò querelare, anche per conoscerne l’identità.

                                    Al  D’Ingeo-Liberatorio ed ai suoi otto Apostoli intendo, indi,  restituireil ceffone con un bel calcio, in senso metaforico ed umoristico, ovviamente, inferto “ sì, proprio là “,  dov’era situato quel particolare strumento musicale  utilizzato da Barbariccia per i suoi nobili segnali, perchè si convincano che  tutte le opere eseguite nell’immobile, reiteratamente  e strumentalmente incriminate,   sono corazzate da   autorizzazioni degli Enti preposti 

 

(id est Comune di Molfetta – Genio Civile – Soprintendenza), come verificato periodicamente – in anni tre circa –  dal  Tribunale di Trani  –  dalla Procura della Repubblica –  dal Tar Puglia, dai Carabinieri, dalla Polizia Edilizia, dai Finanzieri, con esclusione delle Guardie Campestri, che probabilmente interveranno a breve, e che si sta, comunque,  attendendo.

                                 

 Il Tribunale del Riesame di Trani (presieduto proprio dal sig. Presidente del Tribunale dott. Bortone), infatti,  ha   rimarcato- nel dicembre 2009 – che nemmeno a livello indiziario esistono abusi edilizi; la Procuradella Repubblica, reiteratamente sollecitata con istanze di sequestri da alcuni personaggi affetti da ruffianesimo patologico, ha chiesto e ottenuto dal GIP l’archiviazione –in data 12.6.2010 – per manifesta infondatezza della notitia criminis;  il Tar Puglia – III Sez.-    presieduta dal rigoroso magistrato  dott. Morea,  ha sospeso le ordinanze “generosamente e trimestralmente elargite”  all’avv. Nanna dal Responsabile del Settore Territorio,  condannando,  con  provvedimento del gennaio 2011,  anche al pagamento delle spese il Comune di Molfetta; Ente pubblico questo  che,  spinto dai  soliti coraggiosi  anonimi “ ( id est:  amministratori di condominio falliti,  barattieri, consiglieri fraudolenti e seminatori di discordie, etc.)  ha inondato l’avv. Nanna di ordinanze sospensive e demolitorie, ancorché l’innominato  Dirigente del Settore del Territorio, già coindagato, e prosciolto, proprio  per il torrino,  fosse consapevole della  insussistenza delle lamentate violazioni edilizie.

             

              
Costui ed il suo  notissimo “Creatore “, in danno dei quali sto avviando – a mie spese –  adeguate azioni giudiziarie personali,  se ne devono andare,…. e  non solo per il “Torrino della discordia”, così  come auspicato dal Comitato di Liberazione Comunale,  che ho il grande piacere ed onore di presiedere. 

                                    

COMITATO DI LIBERAZIONE COMUNALE   

 IL PRESIDENTE, Avv. Rocco Nanna

 

3) Davide e Golia contro il berluscazzolinismo

Salutiamo con favore il neo “Comitato di Liberazione Comunale”, ne sentivano la mancanza e il bisogno. Grazie al sig. Nanna che ha voluto fare questo dono ad una città narcotizzata e assuefatta dal berluscazzolinismo
Pensiamo che il neo Comitato d.L.C. e il Liberatorio Politico abbiano lo stesso obiettivo e cioè quello di liberare la città dai poteri forti, dalle clientele, dall’arroganza, dalle truffe, dalla corruzione, dall’abusivismo, dalle “lordure” dilaganti e dalla mancanza di rispetto per il bene comune. Sono anni che il Liberatorio si batte per le dimissioni delsindacosenatorepresidente.
Ma quella del torrino perduto è un’altra storia. Nella speranza che gli aderenti-apostoli del Comitato di Liberazione Comunale siano più di otto e all’altezza del loro presidente intendiamo porgere la mano “sinistra” al sig. Nanna invitandolo ad abbassare i toni perché le denunce e le querele le sappiamo fare anche noi pur non essendo professionisti del Foro.
Pertanto sorvolando sul contenuto offensivo del comunicato diffuso invitiamo il presidente del C.d.L.C. ad un confronto pubblico. Nessuna giostra cavalleresca o singolar tenzone, né scudi luccicante, nè cavalli scalpitanti, lance appuntite levate al cielo e grida di sfida, semplicemente un confronto pacifico con carte alla mano.

Chiediamo ufficialmente al sig. Rocco Nanna di confrontarsi pubblicamente con il Liberatorio Politico analizzando i progetti, le varianti in corso d’opera e le relazioni tecniche che hanno riguardato la ristrutturazione dell’ormai famoso immobile del “torrino della discordia”. Lo sappiamo che potrebbe essere un confronto impari, Davide contro Golia, ma l’amore che abbiamo per la trasparenza ci spinge anche al sacrificio della sconfitta.
Questa è civiltà, democrazia e crescita culturale per una città che ha perso anche la passione dei dibattiti. Chiediamo anche alla redazione di Molfettalive di diventare sponsor della serata e con un suo giornalista in veste di moderatore. Il luogo potrebbe essere la sagrestia del Duomo, la sede del Comitato di Quartiere di Molfetta Vecchia o una sala pubblica.

Nel ribadire la nostra piena disponibilità al confronto civile lanciamo già una provocazione al possibile dibattito della serata. Chiediamo al sig. avv. Rocco Nanna e a sua figlia:
“ Premesso che il progetto riguardante la ristrutturazione dell'unità immobiliare ubicata a Molfetta, in via Arco Chiesa Vecchia al civico 19, fa parte di un blocco architettonico risalente al XVIII° secolo, da sempre denominato "Palazzo ex Dogana Vecchia" e riconosciuto come complesso di rilevante interesse storico-artistico oltre che architettonico, tanto da richiederne sin dal 1990 l'apposizione del "vincolo di tutela" da parte del competente Ministero, ai sensi della Legge n° 1089 del 1939; come proprietari di buona parte dell’immobile pensate di aver rispettato il "Piano di recupero del centro antico” e le norme tecniche di attuazione  che prevedono la conservazione di tutti i caratteri architettonici degli edifici e delle facciate nelle pubbliche vie?

Liberatorio Politico

4) Risposta

Prof. D’Ingeo,
credo di non averLa mai incontrata, sicchè spero che ciò possa avvenire entro l’anno, in quanto da circa un ventennio mi sono allontanato da Molfetta, città per me matrigna, dove rientro per il meritato riposo, essendomi trasferito a Bari  dove opero e lavoro.
Raccolgo il Suo ramoscello d’ulivo e Le do la mia mano destra per la comune volontà di allontanare dal Palazzo di Città il Sindaco “berluscazzollin“ (tutti i nomi leghisti ed similia finiscono con “ lin“;  vedi  il dono delle “quote latte“ contenuto nel decreto Milleproroghe), pseudonimo da Lei coniato e  che mi è piaciuto molto, soprattutto per  la  “centralità etimologica“.
Devo, però, pregarla di non ospitare  commenti di anonimi idioti,  che scambiano il  Suo blog per uno SFOGATOIO, come Lei ha pure correttamente rilevato, dove riversare tutte le loro frustrazioni; blog che, invece, dovrebbe essere una palestra del bel confronto e della educata dialettica a viso aperto, rispettando l’interlocutore come insegnava Max Weber.
Le invio la documentazione relativa al torrino, che certamente non avrà, dalla quale potrà rilevare che un eventuale dibattito, al quale mi sottraggo soltanto  per evitare  un ulteriore strepitus mediatico alla mia famiglia, ed anche  per non sottrarre tempo al mio lavoro (circa 18 ore al giorno) che mi consente di pagare  “con gioia“  tutte le  tasse legittimamente dovute allo Stato di Diritto.
Del resto, non faremmo altro che discutere del “sesso degli angeli “, con la ovvia conclusione che ognuno di noi rimarrebbe sulle proprie posizioni, senza vincitori né vinti.
 Un cittadino, infatti,  che voglia ristrutturare la propria casa,  soprattutto se ha la sventura di possederla vicino al Duomo,  è tenuto solo  a rispettare tutte le norme dettate in subiecta materia per ottenere il permesso di costruire,  ciò che si è puntualmente fatto e, questo Glielo assicuro, senza che dette norme possano essere stravolte ad libitum dal Sindaco “Azzollin“,  o dal proprio Irresponsabile del Territorio a seconda dei loro umori, perché in tal modo si sconfinerebbe nello Stato di Nutella e nel “berluscazzollismo”, che cerco di combattere da un quarto di secolo.
 Come potrà rilevare dalle Reminiscenze, che ben volentieri Le invio,  troncai ogni rapporto con Finocchiaro proprio per il Suo inusitato sostegno al Sindaco Presidente Senatore (nell’ambito di un comizio che anch’io avevo contribuito ad organizzare e a pagare il 6.5.2001), che è diventato il vero Padrone della Città, non essendo evidentemente  un vero  leader; è vero, è una volpe politica, ma, come tutte le volpi che si rispettino, prima o poi, spero ovviamente prima,  dovrà finire in pellicceria.
Negli anni 80-90 avvertii il grave pericolo del connubio POLITICA – FINANZA, e per questo fui cacciato dalla Banca Cattolica (la mia vera fortuna!), che ha poi generato siffatti politici-finanzieri, che all’epoca molti sostennero,  colpevolmente ignari delle conseguenze  nefaste che ciò avrebbe comportato per la vita democratica della nostra  bella Città, ormai completamente allo sbando.
Manca, e si avverte quotidianamente,  una sana amministrazione comunale; mancano assessori veri; mancano consiglieri comunali veri della maggioranza; manca la legalità  in quanto esiste soltanto Lui, il Rais, che pensa e decide per tutti, proprio come la Sua longa manus del “ Territorio “ ovvero il Suo Presidente spirituale, unto dal Signore!
Continuerò a battermi, compatibilmente con i miei impegni professionali che mi sottraggono molto tempo,  cercando di dare sostegno al Comitato di Liberazione Comunale, perché si ritorni alla legalità, al dibattito e alla buona politica, quella con la “P“ maiuscola, come quella vigente all’epoca dei De Gennaro – Colonna – Morgese – De Bari (mi ha deluso molto il figliolo di Questi) – Fiore – Mastropasqua – Ciccolella – Regina e mi perdoneranno altri stimatissimi compagni di lotta che il tempo ha cancellato dalla mia fragile memoria.
Sono, comunque, a disposizione del Liberatorio, come ho fatto con “QUINDICI”,  per tutti gli ulteriori documenti atti a dimostrare la piena legittimità dell’operato dell’Avv. Annalisa Nanna, che, per ragioni di facile intelligenza, assisto con particolare passione.
Cordialità.
 BARI, 25.2.2011                                   Avv. Rocco Nanna 

Davide e Golia contro il berluscazzolinismo

001Salutiamo con favore il neo “Comitato di Liberazione Comunale”, ne sentivano la mancanza e il bisogno. Grazie al sig. Nanna che ha voluto fare questo dono ad una città narcotizzata e assuefatta dal berluscazzolinismo.
Pensiamo che il neo Comitato d.L.C. e il Liberatorio Politico abbiano lo stesso obiettivo e cioè quello di liberare la città dai poteri forti, dalle clientele, dall’arroganza, dalle truffe, dalla corruzione, dall’abusivismo, dalle “lordure” dilaganti e dalla mancanza di rispetto per il bene comune. Sono anni che il Liberatorio si batte per le dimissioni del sindacosenatorepresidente.
Ma quella del torrino perduto è un’altra storia. Nella speranza che gli aderenti-apostoli del Comitato di Liberazione Comunale siano più di otto e all’altezza del loro presidente intendiamo porgere la mano “sinistra” al sig. Nanna invitandolo ad abbassare i toni perché le denunce e le querele le sappiamo fare anche noi pur non essendo professionisti del Foro.
Pertanto sorvolando sul contenuto offensivo del comunicato diffuso invitiamo il presidente del C.d.L.C. ad un confronto pubblico. Nessuna giostra cavalleresca o singolar tenzone, né scudi luccicante, nè cavalli scalpitanti, lance appuntite levate al cielo e grida di sfida, semplicemente un confronto pacifico con carte alla mano.

Torrino primaChiediamo ufficialmente al sig. Rocco Nanna di confrontarsi pubblicamente con il Liberatorio Politico analizzando i progetti, le varianti in corso d’opera e le relazioni tecniche che hanno riguardato la ristrutturazione dell’ormai famoso immobile del “torrino della discordia”. Lo sappiamo che potrebbe essere un confronto impari, Davide contro Golia, ma l’amore che abbiamo per la trasparenza ci spinge anche al sacrificio della sconfitta.
Questa è civiltà, democrazia e crescita culturale per una città che ha perso anche la passione dei dibattiti. Chiediamo anche alla redazione di Molfettalive di diventare sponsor della serata e con un suo giornalista in veste di moderatore. Il luogo potrebbe essere la sagrestia del Duomo, la sede del Comitato di Quartiere di Molfetta Vecchia o una sala pubblica.

a5Nel ribadire la nostra piena disponibilità al confronto civile lanciamo già una provocazione al possibile dibattito della serata. Chiediamo al sig. avv. Rocco Nanna e a sua figlia:
Premesso che il progetto riguardante la ristrutturazione dell'unità immobiliare ubicata a Molfetta, in via Arco Chiesa Vecchia al civico 19, fa parte di un blocco architettonico risalente al XVIII° secolo, da sempre denominato "Palazzo ex Dogana Vecchia" e riconosciuto come complesso di rilevante interesse storico-artistico oltre che architettonico, tanto da richiederne sin dal 1990 l'apposizione del "vincolo di tutela" da parte del competente Ministero, ai sensi della Legge n° 1089 del 1939; come proprietari di buona parte dell’immobile pensate di aver rispettato il "Piano di recupero del centro antico” e le norme tecniche di attuazione  che prevedono la conservazione di tutti i caratteri architettonici degli edifici e delle facciate nelle pubbliche vie?

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