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Referendum 2011: a Molfetta alle ore 22,00 afflusso deludente

A Molfetta alle ore 22,00 ha votato il 33,3% contro il 41,1% della media nazionale. Un risultato deludente. E dire che uno dei referendum riguarda le centrali nucleari e uno dei possibili siti è previsto a un tiro di schioppo dalla nostra città. Non si deve neanche dimenticare che il nostro sindaco, nonché senatore e presidente della commissione bilancio Azzollini, ha pubblicamente dichiarato di essere disponibilissimo ad accogliere un impianto nel proprio comune senza aver mai consultato i suoi concittadini. Anche contro questo modo dissennato di fare politica sarebbe bene per tutti noi andare domattina a stanare casa per casa chi non si è ancora recato alle urne. FORZA!


Non voti? Ecco i probabili siti per le centrali nucleari e depositi di scorie

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di Patrizio Trapasso (http://www.6aprile.it/…)

L’Enel ha denunciato il furto negli uffici romani a Tor di Quinto di un computer “contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all’estero”. Nessuna informazione sulla veridicita’ di quanto affermato dall’azienda, ma da tempo circolano in rete indiscrezioni sui siti dove verrebbero costruite le centrali nucleari in Italia.
Una lista è quella fornita dai Verdi, dei siti che potrebbero ospitare le quattro centrali nucleari di prossima costruzione:

Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia).

Sono queste le zone più ideonee per la vicinanza a zone costiere o a fiumi.
Riguardo le scorie radioattive, la localita’ scelta sarebbe Garigliano, tra le province di Latina e Caserta.
Facilmente immaginabile quello che potrebbe accadere sul fronte dell’ordine pubblico nel momento in cui verranno resi noti ufficialmente i siti.

Forse è meglio andare a votare, pensaci bene.

Molfetta “CITTA’ DENUCLEARIZZATA”

 comunedenuclearizzato
“…Gli arsenali di tutto il mondo sono stracolmi di armi convenzionali e nucleari, e il potenziale distruttivo, così accumulato, equivale a circa un milione di bombe come quelle di Hiroshima; senza disarmo si avrà la certezza assoluta di una crescita esponenziale del rischio di guerre atroci, tali da sconvolgere l’intera umanità, rischio che è ormai ai margini della certezza; la pacifica convivenza e l’autodeterminazione dei popoli costituiscono valori inalienabili”….
Queste parole sembrano così attuali eppure risalgono al 5 febbraio 1985 e sono la premessa di un ordine del giorno votato all’unanimità dal consiglio comunale dell’epoca (con delibera n.144) con cui si dichiarava il territorio del Comune di Molfetta zona libera da armi nucleari; si chiedeva, anche, al Governo e al Parlamento di non adottare decisioni o provvedimenti che prevedevano e potevano determinare l’installazione, la costruzione e il trasporto di armi nucleari, chimiche e batteriologiche nel territorio del Comune di Molfetta.
Inoltre impegnava il Sindaco e la Giunta Municipale a non firmare atti o documenti contrari allo spirito di questa dichiarazione.
Dopo oltre un anno da quella delibera, su sollecitazione di don Tonino Bello, già presidente nazionale di Pax CHRISTI, e dal movimento pacifista cittadino, il 22.12.1986 il consiglio comunale (con delibera n. 591), ancora all’unanimità, approvava un nuovo ordine del giorno che dava attuazione al proprio deliberato n.144 del 5.2.1985 (con il quale si dichiarava il territorio del comune di Molfetta “DENUCLEARIZZATO”) mediante l’installazione agli ingressi della città di apposita segnaletica che esplicitasse la volontà di quel consiglio comunale.
Per qualche anno i cartelli, esposti agli ingressi in città, sono stati ben visibili e riportavano l’avviso “Comune DENUCLEARIZZATO”; oggi quei cartelli non ci sono più e sono stati sostituiti da ben altra ironica dicitura, e cioè “Città dei fossi”.
Il messaggio di quei cartelli, oggi, sarebbe stato ancor più giustificato e cioè che il nostro territorio non avrebbe mai potuto ospitare, non solo arsenali di guerra nucleare o di altro tipo, ma non avrebbe potuto mai ospitare una centrale nucleare.
Invece il nostro Sindaco, in barba alle regole democratiche, non ha mai tenuto conto di quella decisione presa dal Consiglio Comunale ben 25 anni fa e dichiara pubblicamente che lui ospiterebbe quasi con orgoglio, nel territorio comunale, una centrale nucleare se solo il governo lo chiedesse.
Le sue sono state dichiarazioni pubbliche in un convegno tenutosi a Bisceglie nel luglio 2008, ma il suo orientamento non è molto cambiato da allora e in linea con il programma del Governo.
Quella decisione saggia fu presa da un consiglio comunale (un po’ diverso da quello attuale) dove maggioranza e opposizione avevano rispetto reciproco e usavano la dialettica politica per confrontarsi, anche usando toni alti, ma sempre avendo l’obiettivo della tutela del bene comune.
Allora, il 5 febbraio 1985, non c’era lo spettro della catastrofe nucleare di Cernobyl ma la consapevolezza di una scelta antinucleare e pacifista ebbe ragione d’essere dopo il disastro di Cernobyl nell’aprile del 1986.
Pertanto, per una serie di ragioni ben comprensibili e nel rispetto dei regolamenti e leggi comunali, credo sia necessario che il Sindaco Azzollini faccia ripristinare i cartelli illegittimamente rimossi per affermare con chiarezza che Molfetta è una “Città Denuclearizzata”.

Chicco Testa, chi è lo sciacallo?


www.beppegrillo.it

Ultime notizie da Fukushima. Uno dei quattro edifici della centrale è esploso. Radiazioni mille volte superiori al normale. Zona sgomberata fino a 10 km. 45.000 persone evacuate. Allarme fusione nucleare. Nella zona circostante a quella evacuata il governo ha ordinato alle persone di rimanere in casa e chiudere porte e finestre. Chicco Testa, chi è lo sciacallo?
"La sfacciataggine del Forum Nucleare Italiano che nega la notizia (riportata da tutti i media) di fuoriuscita di radiazioni dalla centrale di Fukushima dopo il terremoto: "Terremoto in Giappone: la centrale di Fukushima è sotto controllo". Chicco Testa, presidente del Forum Nucleare Italiano, definisce "sciacallo" chi racconta della fuoriuscita di radiazioni dalle centrali nucleari. La falsità e asservimento alle lobbies di certe persone sono sconcertanti…". Mak89

Forum Energia e Territorio Beni Comuni- Puglia

 

 

13 novembre

Da oltre un mese e mezzo ormai  movimenti, comitati, associazioni e singoli cittadini si  incontrano e si confrontano per affrontare e approfondire le tematiche energetiche nella nostra Regione.In questi incontri è stata unanime l’esigenza di aprire una vertenza regionale sulle questioni energetiche in quanto oggi non è più procrastinabile l’urgenza di ridare voce alle istanze di tutti quei territori che da anni subiscono un massiccio attacco all’ambiente e alla salute della gente.
 
Inoltre si è  evidenziato come, in questo momento la Regione Puglia producendo energia in quantità doppia rispetto al proprio consumo, è asservita ormai agli interessi di tutte quelle aziende che realizzano grossi profitti attraverso: impianti di incenerimento rifiuti,  centrali a carbone e a gas, biomasse,  rigassificatori,  fotovoltaico e eolico selvaggio,  petrolio e  nucleare.
 
Nasce l’esigenza, di fronte a tale aggressione, da parte di  tutti i movimenti e i comitati che da anni lavorano sul territorio, di mettere a punto, insieme, una piattaforma che abbia come comune denominatore i bisogni e le istanze delle popolazioni.
Quello che è emerso con forza dalle assemblee che si sono tenute a Bari da parte di tutte le realtà presenti è quello di far uscire da una dimensione ristretta le vertenze portate avanti dalle realtà locali per cercare di portarle su una dimensione più ampia che è quella regionale.
Oggi non possiamo più rimandare la possibilità di aprire una nuova fase in cui emerga con forza la necessità di creare, sulle tematiche energetiche, quel conflitto sociale che di fatto rappresenta l’unica opportunità per far emergere quella cooperazione sociale tra  soggettività diverse che è il punto focale per costruire una piena democrazia.
Vogliamo insomma aprire la strada ad una vera democrazia partecipata qui in Puglia in cui i movimenti possano “imporre” nell’agenda politica regionale la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo basato sulla tutela dei beni comuni.
Proprio i beni comuni devono rappresentare un punto di partenza su cui costruire un’ampia alleanza,partendo dall’esperienza del referendum sull’acqua ma cercando di ampliare lo stesso concetto di bene comune in cui va inserita la ricchezza comune del mondo materiale e quindi non solo l’acqua,ma anche l’aria,i frutti della terra,l’energia.  

L’energia deve essere sottratta alla logica del mercato che in nome del profitto produce soltanto miseria e devastazione e tornare ad essere concepita per i reali bisogni della gente.
Non possiamo rimanere inermi davanti ad una situazione che sempre più si incancrenisce in cui non solo abbiamo nella nostra Regione criticità ambientali ormai consolidate come quella di Taranto e di Brindisi ma, con il pretesto di incentivare le energie” rinnovabili”,si vogliono condannare altri territori allo stesso scempio.  
Per questo chiediamo una moratoria regionale su tutti gli impianti in fase di progettazione o realizzazione che distruggono il nostro territorio e compromettono la salute dei cittadini;inoltre vogliamo aprire una discussione sulle linee guida che la regione Puglia si appresta a varare in tema di energia;vogliamo che la Regione Puglia faccia decollare nelle nostre città una volta per tutte quella raccolta differenziata porta a porta che ci porterebbe finalmente fuori dall’emergenza rifiuti e che quindi allontani per sempre,dai nostri territori, la possibilità che si possano realizzare Inceneritori come quello che si sta costruendo a Cerignola in zona Borgo Tresanti .
La questione dei rifiuti non può essere più rimandata, ma deve diventare prioritaria per la Giunta Regionale  perché  tutti quanti abbiamo davanti ai nostri occhi quello che sta avvenendo in questi giorni a Terzigno per l’apertura di una seconda discarica all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio a cui i cittadini hanno risposto con una resistenza ad oltranza per non essere condannati a vivere in un territorio sepolto dai rifiuti e che Padre Alex Zanotelli ha definito una vera e propria Intifada.  
 
Per tutti questi motivi il Forum ha deciso di avviare  un percorso di mobilitazione con assemblee e formazione di coordinamenti provinciali in ogni territorio e chiama a una grande mobilitazione  tutte le forze sane della regione a Bari il 13 Novembre alle 16:30 (partenza corteo da Piazza Umberto) per una grande manifestazione regionalecon la quale non solo manifestare il nostro dissenso e l’inquietudine di fronte all’aggressione del nostro territorio ma anche sostenere le nostre proposte in tema di energia, rifiuti, ambiente e salute.
Vendola e la sua giunta non possono parlare a livello nazionale del bisogno di ricostruire una narrazione collettiva che abbia in agenda la difesa dei beni comuni e poi nella nostra Regione disattendere queste prerogative.
Ora è venuto il momento, come movimenti, di metterci in marcia per realizzare quell’agire collettivo che rappresenta l’unica risposta ad una politica che ormai non risponde più ai bisogni della gente.
 
Per questo si è deciso di realizzare, oltre alla manifestazione di sabato 13 ,anche un sit-in sotto la Regione Puglia per giovedi 18 novembre in cui il Forum presenterà le proprie proposte.
 
Invitiamo quindi tutti/e a partecipare alle prossima assemblea che si terrà a Bari presso la Chiesa di S. Sabino sabato 6 Novembre alle ore 17.
 
 
Forum Energia e Territorio Beni Comuni- Puglia

Il vento di Sardegna

Parchi eolici, investimenti e progetti sulle coste dell’isola si incrociano con le inchieste siciliane

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di Chiara Maria Orrù  (www.liberainformazione.org/…)

I sospetti che agitano la società e la politica sarda riguardo gli affari dell’eolico sembrano trovare conferma alla luce degli arresti dei cosiddetti “Signori del vento”. Il parco eolico di Ploaghe è stato posto sotto sequestro giudiziario, proprietà anch’esso della Ivpc, di cui era appunto amministratore Oreste Vigorito.
L’Ivpc sbarca in Sardegna nel 2001, con la realizzazione dell’impianto eolico di Bortigiadas che si estende lungo la montagna che da Tempio degrada verso la costa sino ai territori di Trinità d’Agultu e Viddalba. I suoi affari si sono poi estesi con la realizzazione del parco di Ploaghe, oggi sotto sequestro.
Le preoccupazioni che hanno portato ad una serie di proteste, manifestazioni ed interrogazioni parlamentari sono legate alla realizzazione di parchi eolici off-shore lungo le coste sarde. Si tratterebbe di una vera e propria corsa ad accaparrarsi fette di costa. Al centro della cronaca soprattutto il progetto di Is Arenas, che ha provocato delle vere e proprie sollevazioni popolari.
Tutte le amministrazioni comunali e quella provinciale dell’Oristanese, sostenute da centinaia di semplici cittadini, si sono opposte al progetto portato avanti da due società della Penisola per realizzare un parco eolico marino nel tratto di costa tra Cuglieri e San Vero Milis. I timori che l’impatto ambientale fosse insostenibile per il territorio ma soprattutto per l’economia turistica si sono accompagnate ai dubbi avanzati da alcuni parlamentari sardi circa la regolarità delle società che hanno presentato i progetti. In particolare l’ex presidente della regione Mauro Pili e il collega Bruno Murgia, hanno interessato del problema il Vicepresidente della Commissione bicamerale Antimafia, Fabio Granata.
Secondo i tre parlamentari esistono delle forti analogie tra quanto sta accadendo in Sicilia e ciò che si progetta di fare in Sardegna. Le società promotrici dei progetti hanno tutte sede in paradisi fiscali che vanno dal Lussemburgo a Montecarlo, il solito sistema delle scatole cinesi impedisce la reale identificazione di chi sta alla base di questi finanziamenti. In particolare Pili fa riferimento ad una serie di articoli apparsi su Repubblica e il Corriere della Sera nel giugno 2006 riguardanti il presunto tesoro di Vito Ciancimino.
Pili, citando l’ articolo di Repubblica “Ciancimino jr inguaia due soci” del giugno 2006, sostiene : «Nell’estate 2004, Ciancimino (figlio dell’ex sindaco di Palermo, condannato per mafia) investì un milione e 900 mila euro sulla Kaitech Spa, con sede a Milano, attraverso un finanziamento alla società lussemburghese Camtech, controllata dalla famiglia dell’ex sindaco di Palermo Stefano Camilleri».
Sempre secondo tale articolo Ciancimino stava anche dietro la Kaitech, che secondo l’interrogazione parlamentare presentata da Pili, Murgia e Granata, si ricollegherebbe attraverso un intricato sistema di scatole cinesi alla IARE (Is Arenas Renewable Energies), promotrice della realizzazione del parco eolico a Is Arenas. In base alla ricostruzione di Pili il legale rappresentate della IARE risulta essere Stefano Rizzi, che secondo il registro delle imprese di Bergamo, risulterebbe titolare di quote nominali per 490 mila euro della Xeliox.
La Xeliox è a sua volta proprietà per metà della Tolo Energia Srl, posseduta al 100% dalla Krenergy, che a sua volta è per il 69% proprietà della Euroinvest, società a partecipazione del 25% della Kaitech Spa.
Davanti alla presentazione di progetti di parchi eolici sul mare sardo per oltre 700 megawatt, appare preoccupante la possibilità che l’energia pulita sia in realtà la nuova frontiera degli investimenti mafiosi.
Oltre ad Is Arenas sono stati, infatti, presentati progetti per parchi eolici nel Golfo degli Angeli (tra Sarroch e Pula), nel Golfo di Palmas (Sant’Antioco), sempre nel Sulcis a San Giovanni Suergiu, e infine a largo di Arbus. I dubbi avanzati da Pili, Murgia e Granata sono stati presentati in Commissione Trasporti ed è stato chiesto l’intervento di Pisanu, Presidente della Commissione Antimafia e del ministro per lo Sviluppo Economico, Scajola.
Intanto l’assessore regionale dell’Ambiente Giorgio Oppi ha formalizzato la decisione, già ribadita dal Presidente della Regione Ugo Cappellacci, contro la realizzazione di parchi eolici off-shore sulle coste, in particolare in riferimento al parco che doveva nascere ad Is Arenas.

Come si vuole imbavagliare l'informazione

 

di Matteo d’Ingeo

Sento il dovere di ringraziare pubblicamente il mio collegio di difesa, Paola Zaza, Annamaria Caputo e Michele Jacono per aver smontato, in questi mesi, con tenacia e professionalità, l’impianto accusatorio di 22 pagine a firma di Vincenzo Ciccolella, ex amministratore unico della Società "Powerflor s.r.l.", contro il sottoscritto con l’accusa di diffamazione.

L’udienza di ieri 30 ottobre ha segnato un altro punto a sfavore dell’accusa quando è stato ascoltato un loro teste che ha smentito le accuse nei miei confronti, con la classica frase “…non ricordo, … è passato molto tempo…”. La prossima, e forse ultima udienza, è prevista per il 30 aprile 2010.

 

Si riportano di seguito alcuni stralci delle 22 pagine dell’atto di citazione, lascio a voi le dovute riflessioni e conclusioni.

 

"…l’impianto Powerflor, da diversi mesi ed ancorché in fase di costruzione, è divenuto lo snodo centrale di un vortice di polemiche, sostanziatesi in una vera e propria campagna diffamatoria, orchestrata e sostenuta dal Sig. Matteo d’Ingeo, leader del Liberatorio Politico di Molfetta ed accanito avversario di tale progetto.

 

 …Il Sig. d’Ingeo, avvalendosi anche del supporto della testata giornalistica Molfettalive (on line), ha condotto – e tutt’ora conduce-  una vera e propria battaglia contro la costruzione della centrale, individuando il bersaglio di tale campagna nel Gruppo Ciccolella Holding, cui la società istante è riconducibile.

Si vedrà come i numerosi articoli pubblicati, lungi dal costituire un legittimo esercizio dei diritti cronaca e di critica, concretino, in realtà, una vera e propria attività diffamatoria ai danni dell’attrice medesima, consistente nella reiterata diffusione di notizie false e denigratorie, che ingenerano nella collettività l’erroneo convincimento che l’impianto possa avere delle ripercussioni negative in termini di impatto ambientale…

 

La Società Powerflor subisce, come si è detto, da molto tempo gli effetti di un’acerrima campagna diffamatoria, estrinsecatasi nella pubblicazione di scritti offensivi e sgradevoli, attuata dal Sig. D’Ingeo per mezzo degli organi di stampa locali ed in concorso con la testata giornalistica “Molfettalive.it”, al solo scopo di denigrare pretestuosamente il progetto di Contrada Ciardone. 

 

 … "Nel maggio 2007, la testata giornalistica “Laltramolfetta” pubblicava un articolo a firma del Sig. Matteo d’Ingeo, dal titolo “Il salto di qualità della “Ciccolella” s.p.a.”, con il sottotitolo “Dagli ortaggi ai fiori, dall’uncinetto all’energia elettrica”.Il leader del Liberatorio Politico, con tono invettivo e dileggiante, passava in rassegna la lunga tradizione commerciale della famiglia Ciccolella, deducendo testualmente: “Il più grande giardino del mediterraneo, così si presenta il Gruppo Ciccolella Holding sul sito ufficiale. Il gruppo nasce negli anni ‘60 come azienda agricola a conduzione familiare che coltiva e vende melanzane e peperoni; poi lasciano perdere gli ortaggi per dedicarsi ai fiori, in particolare crisantemi e garofani, e li vendono davanti al cimitero di Molfetta. Negli anni Settanta la nuova svolta: buttano a mare crisantemi e garofani per dedicarsi prima alle rose e in seguito anche agli anthurium .… (…) Ma Corrado Ciccolella decide di quotare la società in borsa e prima di Natale dello scorso anno il regalo è arrivato. La nuova società Ciccolella s.p.a., che chiudeva con un fatturato di 60 milioni di euro per il 2006, conquista piazza affari e i suoi titoli si impennano improvvisamente..”; riferendosi alla costruzione della centrale, aggiungeva: “Ma la Ciccolella Holding vuole ancora di più, e a Molfetta l’energia per alimentare le sue serre vuole produrla in proprio”. Dopo un incipit privo di qualsivoglia finalità di pubblico interesse, che evidentemente trascende ad un attacco personale verso le persone che costituiscono l’anima e la tradizione del Gruppo Ciccolella, l’autore dell’articolo, con riguardo all’iter formativo dell’autorizzazione alla costruzione dell’impianto, affermava:“Non si comprende il motivo per cui il Dirigente del Settore dell’ecologia, dott. Luca Limongelli, non abbia ritenuto che un simile impianto non fosse sottoposto a valutazione di impatto ambientale. Eppure la normativa in materia è chiara. La Legge Regionale n. 11 del 12.04.2001 ( Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale) tra gli elenchi dell’allegato B.2 (interventi soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. di competenza della Provincia) riporta gli impianti termici per la produzione di energia vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 50 MWt. E allora, caro dott. Limoncelli? Come mai l’impianto dei Ciccolella che ha una potenza di 77 MWt non è stato sottoposto a V.I.A.? Eppure l’impatto è notevole (..). Noi siamo contenti dello sviluppo delle vostre aziende ma, per cortesia, rispettate la nostra città e se volete riscaldare le vostre serre, senza inquinarci, trovate altre soluzioni e.. se son rose fioriranno”.Il Sig. D’Ingeo, sin dai primordi della sua battaglia avverso l’impianto de quo, ha consapevolmente creato grande confusione tra due procedimenti amministrativi distinti: una cosa, infatti, è la “procedura di assoggettabilità a V.I.A.”(Valutazione di Impatto Ambientale), altro è la “V.I.A.”.L’impianto, infatti, soggiace al rispetto delle statuizioni contenute nella L.R. n. 11/2001, recante “Norme sulla valutazione dell’impatto ambientale”; esso consta di una struttura per la produzione di energia elettrica di circa 39 MW e, con potenza termica complessiva pari a 77 MWt (superiore, pertanto, ai 50 MWt), e rientra tra gli “interventi soggetti a procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A.”, più precisamente tra i “progetti di competenza della Provincia” (fino al 30.06.2007 di competenza della Regione), in quanto “Impianti termici per la produzione di energia, vapore e acqua calda con potenza termica complessiva superiore a 50 MWt”.Al contrario di ciò che si intende far credere, la procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. è stata regolarmente espletata, ai sensi di legge, presso l’Assessorato all’Ecologia, settore V.I.A., della Regione Puglia.Con riguardo al progetto presentato dalla Powerflor s.r.l., con determinazione n. 145 del 20.03.2006, l’Assessorato all’Ecologia della Regione ha escluso, mediante provvedimento motivato, l’impianto in oggetto dall’applicazione della V.I.A."

 …Di qui la assoluta infondatezza delle asserzioni del d’Ingeo, che per le modalità ed i contesti in cui sono state esposte, assumono valenza manifestamente e gratuitamente diffamatoria.

 

In data 28.11.2007 la testata giornalistica “Laltramolfetta” pubblicava l’articolo intitolato “Basta centrali elettriche in Puglia”, il quale riportava testualmente: “Matteo D’ingeo continua lo sua battaglia contro le centrali elettriche a Molfetta e in Puglia. Domani (…) ci sarà un incontro dal titolo “Nuove centrali elettriche? La Puglia non ne ha bisogno e Molfetta neanche!” (…). Secondo il comitato “No centrale” la Puglia già oggi produce energia elettrica per circa il doppio del suo fabbisogno e, a livello nazionale, si pone al secondo posto dopo la Lombardia. Nonostante questo, vengono autorizzate in tutta la regione ulteriori centrali che non rispondono ad alcun motivo di pubblica utilità, ma servono solo a creare profitto a chi le costruisce. Con la stessa logica, nel nostro territorio, in piena zona agricola, la Powerf1or s.r.l. sta costruendo una centrale elettrica che non solo non comporta alcuna ricaduta positiva per i molfettesi, ma, al contrario, costituisce una nuova seria minaccia ambientale. Abbiamo già in mare una nave di veleni e bombe all’iprite, un’atmosfera sempre più inquinata e casi di leucemia e cancro in preoccupante aumento”.

In data 29.11.2007, nella Fabbrica di San Domenico in Molfetta, si teneva l’incontro “Nuove centrali elettriche? La Puglia non ne ha bisogno e Molfetta neanche!” , organizzato e diretto dal Sig. D’Ingeo, il quale, nel suo intervento, si complimentava con la testata giornalistica “Molfettalive.it”, unico organo, a suo dire, capace di “fare libera informazione”. Il Sig. D’Ingeo affermava, infatti, testualmente: abbiamo scoperto che alcuni giornalisti vengono invitati ad Amsterdam da Ciccolella per scrivere servizi” Quindi è normale che non possano scrivere sulla Gazzetta o sui Network in rete, nelle loro testate giornalistiche, di Ciccolella e di quello che sta facendo”. Come si mette in evidenza, il leader del Liberatorio Politico è addirittura giunto ad accusare di connivenza gli organi di stampa con la Powerflor ed i suoi rappresentanti, gettando discredito sul Gruppo Ciccolella Holding e sulla categoria dei giornalisti. Affermazioni, quindi, estremamente denigratorie, divulgate in maniera travisante e tendenziosa, vere e proprie invenzioni, che inducono l’opinione pubblica a formulare un giudizio errato sui fatti e negativo sul progetto dell’impianto Powerflor.

 In data 30.11.2007, “Molfettalive” pubblicava il resoconto dei lavori della conferenza di cui al paragrafo precedente, per il tramite dell’articolo intitolato “Powerflor, conferenza del Comitato “No centrali””: “(…)i dubbi di D’Ingeo, introduttore dei lavori, si concentrano sul silenzio che ha caratterizzato la richiesta delle due autorizzazioni e l’approvazione della prima: “trattandosi di una variante al Piano Regolatore, doveva passare al vaglio del Consiglio Comunale, invece tutto è stato avvolto dalla più totale indifferenza delle istituzioni e degli organi informativi”. Il leader del Liberatorio, che si è complimentato con Molfettalive.it, unica testata capace, a suo dire, di fare libera informazione, si è scagliato contro quegli organi informativi “che hanno deciso di censurare l’argomento”.”

La testata giornalistica on line “Molfettalive”, inoltre, con pubblicazione del 3.12.2007 dal titolo “Il Liberatorio Politico e il Comitato cittadino “No centrali”: “FERMIAMO I LAVORI DELLA CENTRALE POWERFLOR”, metteva al corrente la cittadinanza della promuovenda raccolta delle firme, ai sensi degli artt. 60 e 61 dello Statuto Comunale, al fine di inoltrare, al Sindaco e al Consiglio Comunale di Molfetta, petizione popolare avverso l’impianto Powerflor in costruzione.“Se è vero che questa città ha uno strumento urbanistico che si chiama Piano Regolatore” -si riporta testualmente- non si comprende come mai qualcuno ha permesso di costruire in una Zona “E” tipizzata ad attività agricole, un’opera così imponente in beffa alle volumetrie e alle tipologie costruttive che il P.R.G. prevede”.

Il periodico “L’Altramolfetta” pubblicava, infine, nel mese di dicembre 2007, l’articolo dal titolo “Powerflor: la centrale della discordia”, recante il sottotitolo “A Molfetta ci sarà una centrale termoelettrica riconducibile alla famiglia Ciccolella”.Con riguardo ai combustibili che saranno utilizzati nell’impianto Powerflor, veniva evidenziato: “(… )altro punto interessante da segnalare è la provenienza degli oli vegetali: le cosiddette biomasse liquide, che andranno a carburare i motori della centrale, proverranno da paesi esteri e non saranno prodotti in zona (…). Secondo D’1ngeo, per poter essere realmente energia rinnovabile, (le biomasse liquide) dovrebbero essere coltivate nelle zone in cui si utilizzano”.

 

 

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L’attività del d’Ingeo e dei suoi sodali si è, con palmare evidenza, concretata – e tutt’ora continua a concretarsi – in consapevole, gratuita e strumentale diffamazione ai danni della Società deducente, la cui reputazione è stata gravemente lesa ed indebitamente offesa, riportando gravissimi danni di cui è doveroso richiedere un esemplare risarcimento.

Il contesto ambientale in cui il disegno diffamatorio è stato ordito, e le modalità stesse con cui è stato di poi attuato, inducono a ritenere la sussistenza di un concerto tra il d’Ingeo e gli altri soggetti come innanzi individuati, tutti implicati a vario titolo nelle vicende per cui è causa.

La S.r.l. Powerflor, pertanto, si vede costretta ad adire il giudice competente al fine di ottenerne ogni e più opportuna tutela, e conseguentemente chiede di:

A)  Accertare la natura diffamatoria ed illecita delle condotte descritte in narrativa, e quindi dichiarare la responsabilità, in solido ovvero disgiuntamente, dei convenuti tutti;

B) Condannare per le stesse ragioni le parti convenute, in solido, ovvero subordinatamente e salvo gravame, disgiuntamente e pro quota, al risarcimento del danno derivante dalla lesione all’immagine della Società convenuta nella misura che sarà ritenuta di giustizia dall’ On.le Giudice adito, e comunque nella misura non inferiore a € 1.000.000; 

C) Ordinare alla parti soccombenti la pubblicazione dell’estratto della emananda sentenza, a spese dei convenuti tutti, sui periodici “L’Altramolfetta” e “Molfettalive”, nonché sui quotidiani “La Gazzetta del Mezzogiorno”, il “Corriere del Mezzogiorno”, “La Repubblica” ed “Il Sole 24 Ore”.

Primavera molfettese del '94. Perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Terramia, gruppo di discussione sulla politica molfettese, propone un incontro pubblico per riflettere sul ’94 molfettese.

 

 

Nel rumore di fondo della quotidianità molfettese annaspano le voci delle coscienze critiche. Manca la voglia di trasformare l’esistente e nel rumore di fondo permangono, addormentate e paghe del lauto pasto, le anime ribelli. All’orizzonte c’è solo il nostro ombelico. 

L’indifferenza per le bombe all’iprite che incombono, per i giovani disoccupati che si disperano, per i lavoratori prigionieri del mercato, per le consorterie arroganti dei delinquenti e dei ladri di galline che pervadono le strade è il segnale che la comunità e le cose comuni non son più degne di essere amate e curate perché rese agonizzanti da una politica malata o di protagonismo o di clientelismo e vuota di aneliti e di aspirazioni.

La medicina migliore è prendersela con gli altri, con chi è più vicino, con chi è più attivo. Ma la rabbia per il colpevole vicino cura la febbre e non la malattia. I ricordi sono in agguato per i vecchi e ai giovani rode la storia di questa città che ha visto ben altre stagioni, ben altre emozioni, ben altre speranze.

Sembra che a nessuno interessi ripensare al ’94, l´anno in cui a Molfetta si diede avvio a una frizzante stagione politica, si ribaltarono le previsioni elettorali e il governo della città cadde nella mani di una forza nuova che emerse inaspettatamente dalla città. Sembra che quel frangente di eccezionale mobilitazione civile e politica non abbia lasciato alcuna traccia. Ma di questo nessuno parla più. È davvero così? Può essere così? Davvero non ci sono più molfettesi che pensano e agiscono in forza della loro appartenenza ad una comunità di cittadini?

Abbiamo deciso di rompere gli indugi. La riflessione sul ’94 molfettese non può essere ulteriormente rimandata in attesa di tempi migliori.

Il 3 ottobre alle 18 presso la sala stampa del comune
di Molfetta è indetto un incontro pubblico per discutere di quella stagione, con unanime spirito di correità, senza reti e senza format.

Tutte e tutti sono invitati a portare il proprio contributo e a rispondere alla domanda: perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Passaparola – Ricettatori di Stato

Sommario della puntata:
La tregua
Il nuovo condono fiscale
Il PD di D’Alema e Veltroni
Chi ha paura di Beppe Grillo?

Testo:
“Buongiorno a tutti, scusate il ritardo ma è un problema con gli aerei.
Oggi vorrei parlare di politica di Partito Democratico, di primarie e di tregua, sapete che la tregua è una pausa in una guerra, c’è la guerra, poi c’è la tregua, poi ricomincia la guerra, le tregue definitive sono trattati di pace, questo è importante sempre per l’uso delle parole che dobbiamo preservare perché quotidianamente le parole vengono violentate per portarci fuori dalla realtà, per depistarci.

La tregua

Quando c’era stato il terremoto dell’Abruzzo ai primi di aprile, c’era stato un appello dei vertici istituzionali, il Capo dello Stato, il Presidente della Camera a una tregua tra i partiti perché la terra tremava, la gente moriva e quindi non stava bene in emergenza, in lutto dividersi su questioni di politica politicante.
Dopodiché le opposizioni, centro-sinistra, interruppero immediatamente qualunque tipo di polemica nei confronti del Governo anche se come abbiamo visto diverse volte, le responsabilità del Governo e della protezione civile nella mancata prevenzione del sisma e poi nel promettere cose impossibili o nel fare decreti abracadabra che manipolavano denaro spostandolo di qua e di là, denaro virtuale soprattutto, avrebbero richiesto da parte dell’opposizione delle reazioni molto dure, si disse: non è questo il tempo delle polemiche, verrà poi il momento in cui si valuteranno le responsabilità, passata la festa, in questo caso il funerale, gabbato lo santo, nessuno ha mai preso in mano il capitolo delle colpe.
La stessa cosa era avvenuta nel 2003, credo fosse novembre, quando ci fu la strage di Nassiriya, quando i nostri soldati tra militari e civili morirono, credo 19 persone nella caserma di Nassiriya per un kamikaze che si scagliò con un auto imbottita di tritolo contro la nostra caserma e anche lì era chiara la responsabilità del nostro comando militare, perché il kamikaze aveva potuto raggiungere la caserma direttamente dalla strada, senza incontrare alcun ostacolo, sapete che in quei territori di guerra anche se le chiamiamo missioni di pace, ci sono degli sbarramenti, fili spinati, cavalli di frisia, sacchi di sabbia il minimo, invece no il kamikaze arrivò indisturbato alla caserma, provocando la detonazione e i morti, anche lì si disse: adesso ci sono i funerali, non è questo il momento di fare polemica sulle responsabilità politico – militari, verrà poi il momento, mai più sentito nessuno!
Oggi è sotto processo il comando militare davanti al Tribunale militare di Roma che non protesse quella caserma collaborando in qualche modo colposamente con gli attentatori, adesso abbiamo la nuova tregua, perché il Capo dello Stato in vista del G8 la detto: per il bene del paese etc. sospendiamo stampa e opposizioni sospendano le polemiche nei confronti del Presidente del Consiglio e lo ha detto in pieno scandalo di puttanopoli, nei giorni in cui si scopriva che orde di prostitute o di ragazze a pagamento che gentilmente vengono chiamate ragazze immagine, anche se non si capisce bene di quale immagine stiamo parlando, entravano e uscivano senza controllo nelle residenze del Presidente del Consiglio, presidiate peraltro da scorte pubbliche e da forza pubblica, basta con le polemiche per i giorni del G8, adesso il G8 è passato, non è servito assolutamente a niente, il G8 come avete capito è una grande carnevalata, una baracconata, è come il Gay Pride, è un carnevale dei capi di Stato degli 8 sedicenti paesi più industrializzati, adesso esteso ai 14, a chi volete voi, tende di Gheddafi first lady, gaglioffate varie, hanno buttato via un sacco di soldi, hanno costruito in tempo di record lussuosissimi appartamenti che avrebbero potuto meglio impiegare per dei sobri appartamenti per i terremotati che vivono ancora nelle tende ai 40 gradi all’ombra con i servizi igienici a distanza di chilometri, non hanno concluso nulla, tutte dichiarazioni di intenti alle quali non seguirà nulla di concreto, anzi nel giorno in cui si diceva che l’Italia era capofila nella lotta all’inquinamento atmosferico il Senato, proprio quel giorno, approvava il ritorno dell’Italia al nucleare in barba al famoso referendum dove la stragrande maggioranza degli italiani avevano votato contro il nucleare e non mi pare di aver notato una grande reazione delle opposizioni, proprio perché approfittando della tregua per il G8 hanno fatto passare pure il nucleare ma l’opposizione era in tregua, almeno quella del Partito Democratico, adesso finito il G8 uno dice: va beh ricominciamo a parlare dei problemi, ricominciamo a dire cosa sta combinando questo governo, ricominciamo a raccontare le porcherie delle residenze private del Capo del Governo, no, il Capo dello Stato fa un’altra intervista al Corriera della Sera in cui dice: proseguiamo la tregua, allora non è più una tregua, allora vuole dire che la guerra è finita, andiamo a vedere chi ha vinto, chi ha perso, se è il caso di interrompere la guerra, il Presidente del Consiglio è cambiato nell’ultima settimana, è diventato un’altra persona? Si è trasfigurato? Ha subito una metamorfosi? Mistero, gli hanno fatto tutti i complimenti semplicemente perché non ha toccato il culo alle signore, non ha fatto le gare di rutti e non ha indetto il concorso di chi ce l’ha più lungo tra gli 8 capi di stato e di governo dei paesi più industrializzati della terra e questo già ci è sembrata una grande prova da statista perché eravamo abituati corna, toccatine, battute grevi, barzellette sporche, gaffe, volgarità.
Peraltro in quei giorni il Presidente del Consiglio ha più volte insultato giornalisti, giornali che fanno il loro lavoro, ha più volte insultato le opposizioni, segno evidente che lui la tregua l’ha capito cos’è, la tregua non è una cosa che si fa in due, è una cosa che fanno le opposizioni e la stampa mentre lui può continuare a fare i suoi porci comodi, poi in quel momento gli conveniva dare un’immagine un po’ meno gaglioffa di sé stesso, visto che veniva dipinto come un clown da tutta la stampa e la diplomazia internazionale, quindi si è travestito da persona normale, pronto domani a ricominciare perché? Perché è sempre lui, ha 73 anni, è evidente che uno non può cambiare!
Quindi sarebbe il caso di domandarsi: cos’è cambiato rispetto a prima del G8 per giustificare la cessazione delle ostilità? Non la tregua ma la fine della guerra, ammesso che qualcuno avesse mai cominciato a farla, perché se poi escludete Di Pietro, due o tre giornali, neanche più le trasmissioni televisive perché Annozero è in vacanza, non è che si sia vista gran guerra, si sono visti semplicemente dei giornali, soprattutto stranieri che davano delle notizie, pubblicavano delle foto, raccontavano delle cose che non sono mai state smentite e che Berlusconi non ha mai spiegato, quindi adesso c’è un fervido dibattito se sia il caso di interrompere per sempre le polemiche nei confronti del Presidente del Consiglio, naturalmente chi se ne può avvantaggiare di questo? Il Presidente del Consiglio, si è sempre detto che fare polemica sulle cose che lui fa e non fa, sottolineare i suoi scandali, significa fare il suo gioco, questo è quello che lui vuole che si creda in giro, questo è quello che lui vuole che le opposizione pensino, tant’è che è terrorizzato dalle polemiche, guardate i giornali, ancora stamattina, ma è una costante da anni, il giornale di Berlusconi ben consapevole di ciò che conviene a Berlusconi e di ciò che non gli conviene, spara a zero su Di Pietro un giorno sì e un giorno pure, oggi gli danno dell’incivile, non trovo il giornale, meglio per voi, soltanto perché ha detto no alla tregua prolungata definitiva, tombale, proposta dal Capo dello Stato, che più che una tregua è un condono tombale sugli scandali di Berlusconi, proprio mentre stanno venendo e stanno per venire fuori altre rivelazioni, proprio mentre altre indagini si annunciano all’orizzonte, sta per chiudersi quella milanese su un’altra tranche degli scandali Mediaset , c’è un’indagine sulla Arner Bank di cui parleremo prossimamente, di cui ha parlato questa settimana l’Espresso, è la banca dove hanno i conti molti membri della famiglia del Presidente del Consiglio, ci sono le indagini che vanno avanti a Napoli sulla monnezza e soprattutto ci sono i processi di Palermo, nei quali come ci siamo già detti, sono emerse all’ultimo istante (vedi processo Dell’Utri e processo Ciancimino) carte clamorose come la famosa lettera che ora si scopre essere stata scritta da Provenzano all’On. Berlusconi per promettergli appoggio nel suo impegno politico tra il 1993 e il 1994 in cambio della disponibilità di una televisione, chi di voi ricorda certe rubriche di certi programmi Fininvest, sa che quelle televisioni non c’era neanche di metterle a disposizione perché c’erano delle note rubriche di programmi Fininvest che nel 1994/1995/1996 si sono date al massacro dei magistrati antimafia e degli investigatori antimafia più duri e più perbene, più capaci e alla difesa di noti imputati eccellenti di mafia.

Il nuovo condono fiscale

Quindi c’è tutto questo che bolle in pentola e su questo si vorrebbe stendere un velo pietoso chiamandolo “tregua”, bisognerebbe anche stendere un velo pietoso su quello che il governo quotidianamente continua a fare, la settimana scorsa il nucleare, questa settimana abbiamo lo scudo fiscale, ci era stato garantito, sono testimone, Tremonti era venuto a Annozero più volte a dire: mai più condoni! Perché i condoni sono un incentivo a evadere, al nero, cos’è lo scudo fiscale? Traduzione in italiano, così sappiamo di cosa stiamo parlando, è uno scudo protettivo per i criminali, per le grandi organizzazioni mafiose che accumulano fondi neri e soldi sporchi all’estero con il traffico di droga, con il riciclaggio, con il traffico di armi, con il traffico di persone umane e che poi vogliono spenderli questi soldi e per spenderli cosa devono fare? Devono ripulirli e come fanno a ripulirli? Oggi li danno alle organizzazioni atte al riciclaggio, le quali prendono 100 Euro sporchi e ne restituiscono 50 o 60 puliti, lo Stato propone di meglio, lo Stato propone di riciclare lui i soldi sporchi per chi li fa rientrare in Italia, noi non sappiamo quali sono i contorni di questo scudo fiscale, sappiamo però come era lo scudo fiscale del 2002, già firmato da Tremonti, di cui questo sarà il degno erede continuatore, cos’era quello scudo fiscale? Era così concepito: chi ha i soldi sporchi fuori Italia, li può far rientrare in Italia, li mette su una banca italiana, paga un 2,5% che è una specie di pizzo che paghi alla banca che poi li devolve allo Stato, perché la banca funge da esattore delle tasse da pagare su quei soldi, già, ma quelli sono enormi capitali, sui quali tu non hai pagato una lira di tasse e avresti dovuto pagare circa un’aliquota del 50%, invece del 50 ti fanno lo sconto e ne paghi il 2,5% e in più in forma anonima.
Ti rilasciano un certificato in cui ti dicono che hai fatto rientrare la somma tot, che è segretissimo, tu lo tirerai fuori soltanto quando un Magistrato o la Guardia di Finanza, ti contesterà un reato fiscale, tributario, contabile, relativo a quelle somme, allora tirerai fuori che quello che è il lascia passare, lo scudo Tremonti, nessuno ti potrà più fare niente per le conseguenze penali di quei fondi neri accumulati magari con quei traffici illeciti.
Quindi lo Stato offriva alle organizzazioni criminali condizioni di superfavore rispetto ai canali del riciclaggio, perché? Perché il riciclatore ti chiede il 40% per ripulirti i soldi sporchi, lo Stato ti chiede il 2,5%, ora vedremo quale sarà il pizzo che dovranno pagare questa volta i criminali, facendo rientrale i soldi dall’estero, si parla, ma è una bozza, del 10/12%, è comunque 1/5 di quello che avrebbero dovuto pagare.
Naturalmente a furia di fare condoni, il risultato qual è? Lo raccontava Repubblica, lo scudo fiscale precedente che avrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato decine di miliardi di Euro, così ci era stato annunciato e sono stati poi messi a bilancio, in previsione di incassare chissà cosa, quanti soldi ha fruttato? Ha fruttato 2 miliardi, 2 miliardi di Euro è nulla se pensiamo agli enormi capitali che sono rientrati, allora? Allora è molto semplice, lo scudo fiscale non serve a niente, perché? Perché a furia di fare condoni, la gente non accede neanche più ai condoni, perché? Perché aspetta sempre quello dell’anno dopo che sarà sempre a condizioni più vantaggiose di quelle dell’anno prima, altri non lo fanno neanche il condono, ma perché uno dovrebbe fare il condono se non ha nessuna possibilità di essere preso? Ma uno fa il condono se ha paura di essere preso e di essere mazzuolato, ma se uno non teme di essere preso perché la nostra amministrazione finanziaria è un colabrodo e ogni anno vengono scoperte lo 0,8% delle evasioni fiscali, questa è la percentuale che viene recuperata di evasione fiscale ogni anno, è evidente che le possibilità di essere presi sono talmente infime e nessuno rischia di essere preso, quindi per quale motivo uno dovrebbe andare a pagare anche un 2,5%, quando può continuare a non pagare niente e a lasciare i soldi dove li ha!
Quindi è una legge immorale, criminogena, è un condono mascherato, e non porta neanche gettito, è la solita marchetta che il governo fa di tanto in tanto alle organizzazioni criminali con un aspetto peggiorativo, come fai a distinguere i soldi che hai nascosto in Italia, dai soldi che hai nascosto all’estero?
Tutti quelli che hanno evaso le tasse in Italia e non hanno mai portato il malloppo fuori dall’Italia, potranno approfittare dello scudo fiscale andando in banca a dire: questi soldi li avevo all’estero, ora li ho fatti rientrare, così potranno sanare anche le loro evasioni fiscali fatte in Italia, quindi questo è semplicemente e puramente un condono fiscale mascherato, questo è, lo chiamano emersione di attività detenute all’estero e prevede l’esclusione della punibilità per tutti i reati tributari, valutari, societari e fallimentari compresi i falsi in bilancio, bancarotte, evasioni fiscali etc., collegati a quei capitali e cosa dovrebbe fare l’opposizione? La tregua? In un paese del genere con un governo del genere che fa leggi del genere, l’opposizione fa la tregua? Ma l’opposizione mette a ferro e a fuoco il Parlamento in un paese democratico, altro che tregua e il primo a doversi riservare ai suoi poteri costituzionali, dovrebbe essere il Capo dello Stato, nei cui poteri previsti dalla Costituzione non c’è la raccomandazione alle opposizioni perché la smettano di opporsi, il Capo dello Stato è il custode della Costituzione e noi sappiamo benissimo che le democrazie costituzionali funzionano quando c’è un governo che governa e un’opposizione che si oppone! Non esiste in natura uno Stato democratico costituzionale nel quale il Capo dello Stato, continuamente intima alle opposizioni e alla stampa di non opporsi al governo, è una cosa mai vista, è incredibile quello che sta facendo il Capo dello Stato e è incredibile che si trovino così poche persone che glielo dicono di rientrare nei ranghi e di smetterla di fare la quinta colonna del Governo, perché il Governo non c’entra niente con il Capo dello Stato, quest’ultimo ha il compito di sindacare sull’incostituzionalità manifesta delle leggi che fanno il Governo e il Parlamento, soprattutto se il Governo si è sostituito al Parlamento come potere legislativo a furia di decreti e di colpi di fiducia e quindi per quale ragione continua a fare il Difensore d’ufficio del governo più indifendibile della nostra storia, questa è una cosa gravissima di cui bisogna essere consci, è un altro dei poteri di garanzia che se ne vanno, il fatto che continui imperterrito a elogiare un Presidente del Consiglio che ci fa vergognare nel mondo e che prepara continuamente porcherie come quella che vi ho appena illustrato o come il nucleare della settimana scorsa.

Il PD di D’Alema e Veltroni

In tutto questo abbiamo il congresso del Partito Democratico, congresso che sarà preceduto dalle primarie di fine ottobre e che da un lato è un segno di salute perché meno male c’è qualche partito che fa delle elezioni primarie e poi fa dei congressi, onore al merito, abbiamo visto qual era il congresso del Popolo della Libertà, una specie di incoronazione di Napoleone o di Carlo Magno, una specie di autoinvestitura alla Ceaosescu con il pappone delle mignatte in terza fila perché si è scoperto che il fornitore ufficiale di escort e anche di droghe era in terza fila insieme a alcune delle sue girls al congresso, quindi è un segno di salute il fatto che si facciano le elezioni primarie per scegliere i candidati che poi si fronteggeranno nel congresso del PD, d’altro canto è un segno di distrazione, perché? Perché già il PD faceva poca opposizione prima, adesso che hanno pure le loro beghe congressuali, praticamente si occupano solo di quelle e non fanno più opposizione, non si sente più una voce su quello che sta combinando il governo, per cui ancora una volta l’opposizione dopo quel rush finale che ha fatto Franceschini con un pizzico di polemica contro Berlusconi nelle ultime due o tre settimane della campagna elettorale, si è evaporato all’improvviso per cui adesso l’unica opposizione è tornata nelle mani di Di Pietro e questo è molto pericoloso perché attualmente Di Pietro rappresenta in Parlamento il 4%, anche se in Europa ha preso l’8%, per cui ci sarebbe bisogno di un’opposizione unita, forte, compatta, adeguata alla gravità delle cose che continuano a fare e che continueranno ad avvenire perché chi si illudeva che il fattore gnocca potesse rovesciare Berlusconi è rimasto deluso, avete visto come controllando l’informazione e purtroppo avendo una sponda come quella che c’è al Quirinale, si riesce a trasformare in un trionfo diplomatico una nullità assoluta come il G8 di cui siamo stati appena spettatori.
Quindi parlano solo del congresso e è un congresso piuttosto noiosetto, si fronteggiano l’ex vice di D’Alema e l’ex vice di Veltroni. D’Alema e Veltroni travestiti da Bersani e Franceschini continuano a farsi una guerra che hanno iniziato quando avevano i pantaloni corti alla fine degli anni 60 nella FIGC, forse sarebbe il caso che si trovassero in una stanza, se dessero un fracco di legate di santa ragione, poi ne uscissero, ci raccontassero chi ha vinto e la facessero finita perché sono 40 anni che litigano sulla pelle della sinistra italiana, lasciandola nelle condizioni in cui la vedete.
Poi si è candidato Ignazio Marino che è il vero outsider, ha una debolezza Ignazio Marino, essendo medico di altissimo livello, esperto in questioni bioetiche eticamente sensibili è forte su quei temi, molto meno sugli altri, l’economia, il sociale, gli esteri, gli interni etc., però ha già dimostrato di saperci fare, per esempio quando è venuta fuori la storia di questo presunto stupratore, dico presunto perché l’hanno già tutti dipinto come un mostro ma potrebbe anche darsi che non sia lui, la Questura di Roma è reduce dai famosi arresti dei rumeni che dovevano essere i mostri della Caffarella e poi non c’entravano niente, quindi teniamo presente di chi stiamo parlando!
Questo presunto stupratore sicuramente era già stato coinvolto una decina di anni fa in un altro caso di tentato stupro e era riuscito a uscire dal processo grazie al fatto che i suoi Avvocati avevano dimostrato che era caduto in preda a raptus e che quindi era non processabile in quanto non fuori di testa e era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio.
La domanda è: ma come poteva essere a capo di un circolo del Partito Democratico un signore coinvolto su tutti i giornali 10 anni fa in un caso di tentato stupro, sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, si dirà: è guarito, ha diritto a rifarsi a una vita, certo, ma non ai vertici di un circolo di un partito, ma come li scelgono i candidati? Con i mattinali delle questure? Possibile che non chiedano garanzie, che non prendano informazioni in giro prima di scegliere il leader di un circolo di un partito? Quindi ha straragione Ignazio Marino quando pone il problema non tanto della questione morale, qui non c’era la questione morale, qui c’entra la rigorosità delle regole nella selezione delle classi dirigenti, non basta neanche il certificato penale, bisogna sapere la biografia delle persone a cui si dà un ruolo di responsabilità, poi può essere che ti sfugga qualcosa, certamente, non puoi mica sapere tutto, non risulta dal certificato penale di questa persona il fatto che gli avessero fatto il Tso, allora a quel punto ti scusi, il partito si scusa con i suoi elettori per non essere riuscito a scoprire una cosa che altrimenti avrebbe dovuto impedire a questa persona di ricoprire quell’incarico, questa è una cosa seria che andrebbe detta da un partito serio che vuole differenziarsi dagli altri.
Noi chiediamo il certificato penale, purtroppo non è bastato, ma questi neanche il certificato penale chiedono, tant’è che continuano a pontificare Enzo Carra che è un noto pregiudicato per avere mentito davanti ai giudici di Milano sulla maxitangente Enimont, si chiama falsi dichiarazioni al PM, è un reato gravissimo nei paesi seri!

Chi ha paura di Beppe Grillo?

Adesso arriva Grillo, che si candida, siamo in casa sua, quindi… poi non l’ho neanche sentito, non saprei cosa dire, però mi hanno telefonato alcuni colleghi delle agenzie dei giornali per chiedermi cosa ne pensavo, ho detto chiaramente cosa ne penso, dubito che Beppe abbia intenzione di finire la sua carriera di comico per diventare segretario del Partito Democratico, neanche glielo auguro onestamente, perché deve essere una vita di inferno, credo che lui abbia deciso un’altra volta di movimentare e di influenzare un appuntamento politico importante, forse decisivo, le primarie del Partito Democratico sono l’ultimo appello, da quelle dipenderà la qualità dell’opposizione nei prossimi anni, gli anni decisivi nei quali si vedrà se Berlusconi va a casa o no.
Quindi avendoci provato con il referendum, bloccati in Cassazione con la scomparsa di qualche centinaia di migliaia di firme, dopo averci provato con le leggi di iniziativa popolare, arenate nel Parlamento Vizzini, la commissione, sapete tutto, adesso ci prova, dopo averci provato con le liste civiche, peraltro con ottimi risultati perché ha infiltrato in molte assemblee comunali e provinciali almeno un rappresentante armato di telecamera e di occhio vigile, adesso ci prova buttando un sasso nello stagno delle primarie, la cosa interessante, più interessante ancora della candidatura di Grillo è la reazione del poliburo del Partito Democratico, questi parrucconi indignati, vergogna, Grillo, teniamolo fuori dalla porta, una provocazione, non ha i titoli, ci ha attaccati e quindi non può entrare, queste muffe che stanno lì incrostate dalla notte al Jurassic Park, non si rendono conto questi poveretti perché ormai fanno anche pena, sono mucchietti di ossa, che più si incazzano e più rendono interessante la partita, non si rendono conto che più si incazzano e più dimostrano che se hanno paura di Grillo, essendo comunque i titolari del 26 e qualcosa per cento dei voti, pare perdano mille voti al giorno, vuole dire che sono proprio alla canna del gas, perché? Perché i casi sono due: o Grillo alle primarie prende pochi voti e allora loro potranno dire: avete visto, era un bluff, ai nostri elettori non piace, ha sbagliato partito e quindi perché preoccuparsi, oppure invece Grillo prende molti voti e allora dovrebbero domandarsi il perché, perché chi è che va a votare alle primarie del Partito Democratico per Beppe Grillo? Elettori del Partito Democratico che condividono quello che dice Grillo, allora forse invece di occuparsi di Grillo, del suo linguaggio, della sua barba, della sua figura e fisionomia, forse farebbero bene a domandarsi perché una parte degli elettori del Partito Democratico, nonostante che Grillo abbia sempre bastonato il Partito Democratico, magari condividono quello che dice lui, non sarà che per sentir parlare di ambiente, di lotta al nucleare e di rifiuti zero bisogna andare sul blog di Grillo? Non sarà che per sentir parlare di acqua pubblica bisogna andare sul blog di Grillo? Che per sentir parlare del caso Aldrovandi, possibilmente prima della sentenza che ha condannato i poliziotti bisogna andare sul blog di Grillo o a partecipare al V day e che per sentir parlare dei condannati in Parlamento bisogna andare da quelle parti lì e che per sentir parlare di tante altre cose importantissime, pensiamo soltanto a tutto il tema dello sviluppo, della decrescita, dell’auto verde, tutti temi che sono sulla punta delle dita di Obama e che Grillo tratta da anni e che il centro-sinistra non tratta, allora forse se vogliono sconfiggere Grillo alle primarie dovrebbero provare a cominciare a rubargli il mestiere, a cominciare a parlare di alcune di queste cose che sono tutt’altro che robe qualunquiste o comiche, sono cose normali per una politica normale, invece si incazzano, strillano, preparano codicilli per sbarrargli la strada, credo che anche se dovesse durare soltanto una settimana, questa candidatura ha già sortito i suoi effetti, perché ha già mostrato quale parte del Partito Democratico è morta e sepolta e quale invece ha ancora una speranza.
Vi do un’altra – e è l’ultima – informazione di oggi, da domani o dopodomani avremo finalmente la possibilità di abbonarci a Il fatto quotidiano con la carta di credito tramite Internet e quindi vi invito da domani a seguire le nuove istruzioni che metteremo sul sito antefatto.it c’è tempo per lo sconto sugli abbonamenti fino alla fine del mese, passate parola! “

Un Inno alla Vita, contro tutti i veleni di Puglia e d’Italia

Si è tenuto oggi a Lecce un grande concerto nell’area ex Foro Boario. Erano presenti  sul palco rappresentanti del mondo della Sanità, della Cultura e delle Istituzioni. Tutti mobilitati per la difesa dell’ambiente e della salute, sempre più minacciati nel nostro territorio.
Di fronte alle emergenze ambientali e sanitarie che ormai da più anni stanno caratterizzando la Puglia, ed in particolare il Salento, la LILT di Lecce lancia una campagna di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente e della salute. Nella speranza che l’appello musicale faccia più breccia di tanti convegni scientifici e grazie alla piena adesione al progetto del gruppo dei Sud Sound System, dell’ensemble Notte della Taranta e di altri esponenti locali del mondo della musica e della cultura.
 Dal Salento si riparte per una mobilitazione per far riflettere Istituzioni e cittadini sulle drammatiche conseguenze che un errato modello di sviluppo socio-economico può portare al territorio ed alle popolazioni che in esso vivono. La LILT di Lecce attraverso il suo Presidente dott. Giuseppe Serravezza ha inviato al Presidente della Regione Puglia On. Nichi Vendola, al Presidente della Giunta della Provincia Sen. Giovanni Pellegrino, al Sindaco della Città di Lecce Dr. Paolo Perrone e ai Sindaci di tutti i Comuni del Salento (Lecce-Brindisi-Taranto) la lettera aperta che segue:

EMERGENZA AMBIENTALE E SANITARIA NEL SALENTO E IN PUGLIA

SCELTE ENERGETICHE: PERCHÈ DIRE NO ALLE CENTRALI A BIOMASSE

La LILT di Lecce, insieme ai tanti comitati, associazioni e singole persone che condividono e sottoscrivono questa lettera, sente urgente richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’emergenza ambientale e sanitaria che ormai da tempo hanno raggiunto livelli di preoccupante gravità. Da oltre un decennio, infatti, nel Salento tutto, e nella provincia di Lecce in particolare, registriamo un’allarmante crescita dell’incidenza e della mortalità per tumore, specialmente di quelle forme che più si correlano con fattori di inquinamento ambientale. È peraltro risaputo che oltre il 90% dei tumori riconosce una causa ambientale.

Il Salento è di fatto il primo polo carboenergetico in Italia e, come tale, ne paga già il relativo prezzo in termini ambientali e sanitari. Di fronte ad una situazione ormai tanto compromessa, i nuovi insediamenti energetici programmati per questo territorio prevedono impianti a biomasse (messi sotto accusa da ONU, FAO, OCSE e dall’Agenzia europea per l’ambiente) le cui emissioni finirebbero per rendere ancora più drammatica quella che la stessa Agenzia europea per l’ambiente, prima citata, definisce già una situazione di catastrofe ambientale.

Pertanto, in aderenza ai dettami della Costituzione Italiana (art. 41), laddove si esplicita “…l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale…”, ogni agire politico, economico e sociale deve mirare ad uno sviluppo energetico sostenibile con l’ambiente. Occorre, in altri termini, che su questo fronte vi sia un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori sociali, soprattutto dei politici e degli operatori economici.

Nell’invocare urgenti ed efficaci interventi che rendano meno grave l’impatto ambientale dei tanti impianti industriali a rischio di cui è cosparso il Salento, diciamo NO a scelte energetiche che comportino ulteriori emissioni inquinanti nell’aria salentina già tanto compromessa.

Diciamo invece SI alle fonti energetiche veramente rinnovabili e pulite e a minore impatto ambientale: l’energia solare soprattutto (risorsa inesauribile) e l’energia eolica secondariamente.

Alle Istituzioni chiediamo quindi un forte e rinnovato impegno sul fronte delle politiche ambientali e di uno sviluppo socio-economico sostenibile. Chiediamo inoltre un fattivo e sollecito impegno per il lancio di una campagna di sensibilizzazione, di informazione e di educazione al buon uso e al risparmio energetico

Risparmio, riciclo, energia efficace e rinnovabile debbono ispirare ogni politica amministrativa e ogni comportamento privato per preservare quanto ancora può essere sottratto a distruzione, inquinamento e sfruttamento. E per salvaguardare la vita delle generazioni future.” da proporre con continuità per una vera e propria opera educativo/formativa di tutti, specie della popolazione giovanile.

E a Molfetta, quando i medici e gli artisti si uniranno alla mobilitazione del Comitato No Centrali?
Quando il Sindaco farà costruire la prima centrale nucleare della Puglia nella nostra zona ASI? E allora sì che non si potrà più ballare… caro Michele.

Intervista a Jeremy Rifkin

Il blog di Beppe Grillo ha intervistato Jeremy Rifkin, autore di fama mondiale, tra i suoi libri: “Economia all’idrogeno”.
Il mondo che conosciamo sta cambiando in fretta. Il petrolio sta finendo. L’energia avrà due caratteristiche: sarà rinnovabile, come il sole e il vento, e distribuita. Ognuno di noi potrà creare la propria energia e metterla a disposizione degli altri in rete.

"Ora, al tramonto [della seconda rivoluzione industriale] ci sono alcune situazioni davvero molto critiche. Il prezzo dell’energia sta drammaticamente salendo e il mercato mondiale del petrolio si è appena avviato al suo picco di produzione. I prezzi del cibo sono raddoppiati negli ultimi anni poiché la produzione di cibo è prevalentemente basata sui combustibili fossili. Appena raggiungeremo il picco della produzione di petrolio, i prezzi saliranno, l’economia globale ristagnerà, avremo recessione e ci saranno persone che non riusciranno a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il “picco del petrolio” avviene si è usato metà del petrolio disponibile. Quando questo avverrà, quando saremo all’apice di questa curva, saremo alla fine dell’era del petrolio perché il costo di estrazione non sarà più sostenibile. Quando arriveremo al picco? L’ottimista agenzia internazionale per l’energia dice che ci arriveremo probabilmente attorno al 2025-2035. D’altra parte negli ultimi anni alcuni dei più grandi geologi del mondo, utilizzando dei modelli matematici molto avanzati, rilevano che arriveremo al picco tra il 2010 e il 2020. Uno dei maggiori esperti sostiene che il picco è già stato raggiunto nel 2005. Ora, il giacimento del Mare del Nord ha raggiunto il picco 3 anni fa. Il Messico, il quarto produttore mondiale, raggiungerà il picco nel 2010, come probabilmente la Russia. Nel mio libro, Economia all’idrogeno, ho speso molte parole su questa questione. Io non so chi ha ragione, gli ottimisti o i pessimisti. Ma questo non fa alcuna differenza, è una piccolissima finestra. La seconda crisi legata al tramonto di questo regime energetico è l’aumento di instabilità politica nei Paesi produttori di petrolio. Dobbiamo capire che oggi un terzo delle guerre civili nel mondo è nei Paesi produttori di petrolio. Immaginate cosa accadrà nel 2009, 2010, 2011, 2012 e così via. Tutti vogliono il petrolio, il petrolio sta diventando sempre più costoso. Ci saranno più conflitti politici e militari nei Paesi produttori. Infine, c’è la questione dei cambiamenti climatici. Se prendiamo gli obiettivi dell’Unione Europea sulla riduzione della Co2, e la UE è la più aggressiva del mondo in questo senso, anche se riuscissimo a raggiungere quegli obiettivi ma non facessero lo stesso India, Cina e altri Paesi, la temperatura aumenterà di 6°C in questo secolo e sarà la fine della civilizzazione come la conosciamo. Lasciatemi dire che quello di cui abbiamo bisogno adesso è un piano economico che sia sufficientemente ambizioso ed efficace per gestire l’enormità del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici. Lasciatemi dire che le grandi rivoluzioni economiche accadono quando l’umanità cambia il modo di produrre l’energia, primo, e quando cambia il modo di comunicare, per organizzare questa rivoluzione energetica. All’inizio del XX secolo la rivoluzione del telegrafo e del telefono convergeva con quella del petrolio e della combustione interna, dando vita alla seconda rivoluzione industriale. Ora siamo al tramonto di quella rivoluzione industriale. La domanda è: come aprire la porta alla terza rivoluzione industriale. Oggi siamo in grado di comunicare peer to peer, uno a uno, uno a molti, molti a molti. Io sto comunicando con voi via Internet. Questa rivoluzione “distribuita” della comunicazione, questa è la parola chiave: “distribuita”, questa rivoluzione “piatta”, “equa” della comunicazione proprio ora sta cominciando a convergere con la rivoluzione della nuova energia distribuita. La convergenza di queste due tecnologie può aprire la strada alla terza rivoluzione industriale. L’energia distribuita la troviamo dietro l’angolo. Ce n’è ovunque in Italia, ovunque nel mondo. Il Sole sorge ovunque sul pianeta. Il vento soffia su tutta la Terra, se viviamo sulla costa abbiamo la forza delle onde. Sotto il terreno tutti abbiamo calore. C’è il mini idroelettrico. Queste sono energie distribuite che si trovano ovunque. L’Unione Europea ha posto il primo pilastro della terza rivoluzione industriale, che sono le energie rinnovabili e distribuite. Primo, dobbiamo passare alle energie rinnovabili e distribuite. La UE ha fissato l’obiettivo al 20%. Secondo, dobbiamo rendere tutti gli edifici impianti di generazione di energia. Milioni di edifici che producono e raccolgono energia in un grande impianto di generazione. Questo già esiste. Terzo pilastro: come accumuliamo questa energia? Perché il Sole non splende sempre, nemmeno nella bellissima Italia. Il vento non soffia sempre e le centrali idroelettriche possono non funzionare nei periodi di siccità. Il terzo pilastro riguarda come raccogliamo questa energia e la principale forma di accumulo sarà l’idrogeno. L’idrogeno può accumulare l’energia così come i supporti digitali contengono le informazioni multimediali. Infine, il quarto pilastro, quando la comunicazione distribuita converge verso la rivoluzione energetica generando la terza rivoluzione industriale. Prendiamo la stessa tecnologia che usiamo per Internet, la stessa, e prendiamo la rete energetica italiana, europea e la rendiamo una grande rete mondiale, come Internet. Quando io, voi e ognuno produrrà la sua propria energia come produciamo informazione grazie ai computer, la accumuliamo grazie all’idrogeno come i media con i supporti digitali, potremo condividere il surplus di produzione nella rete italiana, europea e globale nella “InterGrid”, come condividiamo le informazioni in Internet. Questa è la terza rivoluzione industriale. Io lavoro con molte tra le più grandi aziende energetiche del mondo, come consulente. Lasciatemi fare una considerazione in termini di business, non in termini ideologici. Non credo che l’energia nucleare sarà significativa in futuro e credo che sia alla fine del suo corso e qualsiasi governo sbaglierebbe a investire nell’atomo. Vi spiego le ragioni. Non produciamo Co2 con gli impianti nucleari, quindi dovrebbe essere parte della soluzione ai problemi climatici. Ma guardiamo ai numeri. Ci sono 439 impianti nucleari al mondo, oggi, che producono solo il 5% dell’energia che consumiamo. Questi impianti sono molto vecchi. C’è qualcuno in Italia o nel mondo che davvero crede che si possano rimpiazzare i 439 impianti che abbiamo oggi nei prossimi vent’anni. Anche se lo facessimo continueremmo a produrre solo il 5% dell’energia consumata, senza alcun beneficio per i cambiamenti climatici. E’ chiaro che perché ne avesse, dovrebbero coprire almeno il 20% della produzione. Ma perché la produzione di energia sia per il 20% nucleare, dovremmo costruire 3 centrali atomiche ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Capito? Duemila centrali atomiche. Tre nuove centrali ogni mese per sessant’anni. Non sappiamo ancora cosa fare con le scorie. Siamo nell’energia atomica da 60 anni e l’industria ci aveva detto: "Costruite gli impianti e dateci tempo sufficiente per capire come trasportare e stoccare le scorie". Sessant’anni dopo questa industria ci dice "Fidatevi ancora di noi, possiamo farcela", ma ancora non sanno come fare. L’agenzia internazionale per l’energia atomica dice che potremmo avere carenza di uranio tra il 2025 e il 2035, facendo cosi’ morire i 439 impianti nucleare che producono il 5% dell’energia del mondo. Potremmo prendere l’uranio che abbiamo e convertirlo in plutonio. Ma avremmo il pericolo del terrorismo nucleare. Vo
gliamo davvero avere plutonio in tutto il mondo in un’epoca di potenziali attacchi terroristici? Credo sia folle. E infine, una cosa che tutti dovrebbero discutere col vicino di casa: non abbiamo acqua! Questo le aziende energetiche lo sanno ma la gente no. Prendete la Francia, la quintessenza dell’energia atomica, prodotta per il 70%. Questo e’ quello che la gente non sa: il 40% di tutta l’acqua consumata in Francia lo scorso anno, e’ servita a raffreddare i reattori nucleari. Il 40%. Vi ricordate tre anni fa, quando molti anziani in Francia morirono durante l’estate perche’ l’aria condizionata era scarsa? Quello che non sapete e’ che non ci fu abbastanza acqua per raffreddare i reattori nucleari, che dovettero diminuire la loro produzione di elettricita’. Dove pensano di trovare, l’Italia e gli altri Paesi, l’acqua per raffreddare gli impianti se non l’ha trovata la Francia?
Quello che dobbiamo fare è democratizzare l’energia. La terza rivoluzione industriale significa dare potere alle persone e per la generazione cresciuta con la Rete questo è la conclusione e il completamento di questa rivoluzione, proprio come ora parliamo in Internet, centinaia di persone sono in Internet, ed è tutto gratuito, e questi possono creare il più grande, decentralizzato, network televisivo, open source, condiviso…perché non possiamo farlo con l’energia? L’Italia è l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili! Ci sono così tante e distribuite energie rinnovabili nel vostro Paese! Mi meraviglio quando vengo nel vostro Paese e vedo che non vi state muovendo nella direzione in cui si muove la Spagna, aggressivamente verso le energie rinnovabili. Per esempio, voi avete il Sole! Avete così tanto sole da Roma a Bari. Avete il Sole! Siete una penisola, avete il vento tutto il tempo, avete il mare che vi circonda, avete ricche zone geotermiche in Toscana, biomasse da Bolzano in su nel nord Italia, avete la neve, per l’idroelettrico, dalle Alpi. Voi avete molta più energia di quella che vi serve, in energie rinnovabili! Non la state usando…io non capisco. L’Italia potrebbe. Credo che, umilmente, quel che posso dire al governo italiano è: a che gioco volete giocare? Se il vostro piano è restare nelle vecchie energie, l’Italia non sarà competitiva e non potrà godere dell’effetto moltiplicatore sull’economia della terza rivoluzione industriale per muoversi nella nuova rivoluzione economica e si troverà a correre dietro a molti altri Paesi col passare del XXI secolo. Se invece l’Italia deciderà che è il momento di iniziare a muoversi verso la terza rivoluzione industriale, le opportunità per l’Italia e i suoi abitanti saranno enormi. Da anni seguo il tuo sito, vorrei che ci fossero voci come la tua in altri Paesi. Ha permesso a cosi’ tante persone di impegnarsi insieme…credo sia istruttivo rispetto alla strada che dobbiamo intraprendere."
Jeremy Rifkin