Archivio mensile:dicembre 2007

L’abusivismo sbarca sulle spiaggette del Centro Antico e si siede al Palazzo di Città

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Dopo l’occupazione delle zone demaniali da parte degli stabilimenti balneari e ristoranti, dalla prima alla seconda cala, ora gli speculatori e artigiani dell’abuso edilizio hanno scoperto le spiaggette del centro antico.
Questa volta non hanno chiesto di poter utilizzare la zona demaniale per sistemare strutture “amovibili”, no, hanno prima trasformato la morfologia di una splendida spiaggetta,  che confina con il Torrione Passari, portando massi e pietrame per creare la base della erigenda balconata e il gioco è fatto.
Stamattina quello che ha sorpreso i testimoni oculari dell’abuso è stato il fatto che non si trattava di strutture amovibili in legno, ma di vere e proprie opere con pietrame, che avrebbe accolto una copiosa colata di cemento.

31122007285 MOD LRL’abuso edilizio avrebbe trasformato circa 80mq di demanio pubblico in spiaggia privata, con muretto a secco posticcio.
Non sappiamo ancora se l’accesso al mare era preesistente o costituisce anch’esso un abuso edilizio.
L’allarme dato nelle prime ore della giornata ha fatto accorrere in Via S.Orsola privati cittadini, rappresentanti di Associazioni, movimenti politici e giornalisti che hanno documentato la “fragranza di reato”. I vigili intervenuti hanno intimato il blocco dei lavori ma, dal momento che sappiamo come vanno le cose a Molfetta, chiediamo al Sindaco, alla Capitaneria di Porto, all’Assessore Regionale al Demanio Guglielmo Minervini e alla Polizia Edilizia di vigilare, di ripristinare lo stato dei luoghi e rendere noti i nomi di chi ha commissionato l’opera e chi lo ha permesso.

All’idea di una città “zona franca”, come piace al Sindaco Senatore, noi non ci stiamo e lavoreremo affinché dai primi giorni del 2008 questa amministrazione cominci a fare le valigie, anche perché, come abbiamo affermato in altre occasioni, sono molti consiglieri comunali ad essere “abusivi”; più della metà di loro hanno cambiato casacca e non sono più gli stessi che gli elettori hanno votato con il loro partito di appartenenza.

Una città esplosiva

29.12.07 MOD

Non è solo un déjà vu, la storia continua e il copione è sempre lo stesso. Da diversi anni Piazza Paradiso, in particolare, e strade limitrofe, sono interessate dall'uso incontrollato di fuochi d'artificio di notevole potenza che causano danni a beni pubblici e privati.

Anche quest'anno nella notte tra il 24 e il 25 dicembre u.s., in seguito a grossi quantitativi di fuochi d'artificio e potenti "bombe carta" fatti deflagrare in prossimità di Piazza Paradiso, sono state distrutte la custodia in cemento armato del contatore della fontana pubblica e varie suppellettili, oltre a  danni vari alle case che si affacciano sulla piazza.

Nel dicembre del 2004 il Comitato cittadino di Piazza Paradiso fu lasciato solo nella notte di San Silvestro, quando la piazza fu sconvolta da una potente bomba fatta esplodere sempre nelle vicinanze della fontana pubblica mandando in frantumi quasi tutti i vetri delle case, distruggendo le porte di molte attività commerciali presenti nella piazza e automobili.
 
Allora il Comitato, per altri episodi verificatosi nella notte di Natale dello stesso mese, aveva chiesto al Sindaco un presidio preventivo delle Forze dell’Ordine nella Piazza per scongiurare ulteriori danni a cose e persone, ma non fu ascoltato.

29.12.07 Divieto di fermata MODOggi crediamo non si debba sottovalutare la situazione e non ci si può solo limitare ad emettere l’ordinanza di Divieto di Fermata con rimozione per le automobili, creando un ulteriore disagio ai residenti che non sanno dove parcheggiare.
Sono anni che si chiede all’amministrazione comunale di occupare la piazza nella notte di Natale e Capodanno con manifestazioni culturali e musicali per evitare che diventi un poligono di esercitazioni piriche.

A Molfetta, ormai, sembra che sia facile procurasi polvere da sparo o tritolo, le bombe non scoppiano solo a dicembre. È Natale tutto l’anno e spesso si sentono forti boati, non solo in città, ma anche  in campagna, presso le ville di noti ingegneri o nelle strade dove abitano malavitosi locali, le bombe esplodono in tutti i quartieri ed  anche in certe manifestazioni sportive. Non è difficile trarre qualche conclusione.
A Molfetta ci sarà qualche bravo “artigiano” che saprà preparare ordigni di ogni tipo e potenza, e per l’approvvigionamento del tritolo o polvere da sparo forse ci penserà qualche bravo e coraggioso subacqueo che  “pesca” dal bancomat dell’esplosivo, che si trova nei fondali del nostro mare, ormai declassato a deposito di munizioni.
Pertanto si chiede al Signor Sindaco, in qualità di Ufficiale di Governo, ai sensi dell’art. 54 (comma. 1 e 2) del DLgs.n. 267/2000 (e successive altre leggi), di attivarsi nell’immediato con azioni coordinate tra le Forze dell’Ordine che tutelino l’incolumità pubblica in vista della notte di San Silvestro ed oltre.
In attesa di concrete iniziative si spera in un fine anno senza botti e in un Nuovo Anno più sicuro e solidale.

La memoria ha un costo

Mercoledì 19 dicembre – ore 22.30 su LA7: "La memoria ha un costo" un film in presa diretta di Roberto Burchielli e Mauro Parissone – Prodotto da H24.

A 15 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio a che punto è la lotta alle mafie? Chi continua a restare tutti i giorni in prima linea? Roberto Burchielli e Mauro Parissone, i due autori e registi di H24 già vincitori del Premio Ilaria Alpi, tornano su LA7 con un docufilm in presa diretta sui luoghi che furono teatro della tragedia. Gli stessi luoghi dove oggi c’è però ancora chi riesce ad avere speranza: i ragazzi di "Libera" e di don Ciotti, ma anche i parenti che hanno perso i propri cari sotto i colpi di una vera e propria guerra che va avanti da troppi anni. Un film che testimonia la rinnovata vitalità della Chiesa (e non solo), e che, anche attraverso immagini inedite delle stragi del ’92 e di quella di Via Carini in cui perse la vita il generale Dalla Chiesa, compie un viaggio a ritroso alla ricerca di una memoria che sappia farsi collettiva.

Pass per disabili: la denuncia di un nostro lettore

Riceviamo e con piacere pubblichiamo una lettera pervenuta a firma di A.G. come contributo al post sui pass per disabili.

“Ci sarebbe molto da scrivere sulle condizioni del disabile e sulla disabilità in genere: l’invalido, o come veniva etichettato una volta "handicappato", è purtroppo strumentalizzato dalle persone che vivono intorno a lui per ottenere benefici non dovuti.

Ci sono tante leggi che tutelano i disabili ma le discriminazioni sociali rimangono sempre tante, troppe!

Lo Stato riconosce un’indennità minima mensile pari a 200 euro circa che non solo non rende ricchi ma non permette neanche di sopravvivere: nonostante tutto, molti invalidi preferiscono percepire quest’indennizzo mensile e rinunciano a lavorare per non perderlo.
Conosco nel contempo molti disabili autosufficienti che si sono lasciati alle spalle quell’etichetta di "parassiti della società" rinunciando all’indennizzo di invalidità, convinti di potersela cavare da soli, con le proprie forze e con un lavoro onesto.
La legge prevede l’inserimento nell’organico lavorativo di 1 dipendente invalido per ogni 20 lavoratori regolarmente assunti. Ma quanti disabili vengono realmente assunti dalle numerose aziende del nostro territorio? Pochi, ed i pochi fortunati sono spesso discriminati e trattati a "pesci in faccia" dopo che l’azienda ha terminato di sfruttare le rispettive agevolazioni fiscali (per la serie: “quando te ne vai?”).

Tra gli ulteriori “riconoscimenti” che lo Stato italiano promette, rientra il contrassegno per invalidi, noto come "Pass per disabili".
In origine era rilasciato dai Comuni ai disabili con carenza di capacità motoria negli arti inferiori o, in caso di disabile non autosufficiente, veniva assegnato al parente di primo grado o al tutore legale.
Successivamente venne concesso a tutti gli invalidi parziali o totali, temporanei o permanenti, affetti da patologie più o meno gravi, previa presentazione di idonea certificazione che ne attesti lo stato di invalidità del soggetto.
Ricordiamo che siamo Italiani ed è innata nella nostra indole l’arte dell’arrangiarsi, di raggirare sempre e comunque qualsiasi ostacolo.
A cosa mi riferisco: muore il disabile ma il tagliando, seppur scaduto, continua a essere utilizzato dai parenti; oppure i tesserini si moltiplicano magicamente, contraffatti, falsificati, fotocopiati, riprodotti.
E che dire del fatto balzato alla cronaca qualche tempo fa dove persino il Comandante dei vigili urbani del Comune di Roma è stato fotografato mentre parcheggiava in pieno centro su un’area dedicata ai disabili senza averne diritto e soprattutto utilizzando un pass di una persona che lo aveva perso!
I vigili urbani,
il cui compito primario è quello di regolamentare il traffico e di sanzionare l’irregolare, in questo quadro di illegalità diffusa, che tipo di controllo svolgono realmente sulle nostre strade cittadine?
E soprattutto: non possono multare i veri trasgressori?
Non voglio insegnare il mestiere a nessuno, ma vi dico questo perché mi è capitato di vedere notificare multe ad autovetture parcheggiate in sosta riservata con tanto di pass disabili esposto; ed il paradosso è che questa volta il pass era valido e legalmente autorizzato. Che io sappia ad oggi, su scala territoriale, sono due i ricorsi per questo motivo.

Ah dimenticavo: perchè vi scrivo queste cose? Perché sono un invalido e combatto da 30 anni per vedere riconosciuti i miei diritti, diritti che spesso mi sono stati negati!

Concludo con un augurio: che questo Natale riscaldi i cuori di tutti noi ed i cuori duri delle nostre istituzioni, dato che non si può assolutamente andare avanti così!”

Buone Feste!

A.G.

«Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!»

di Maria Laura Scala

A quanti di noi è capitato, almeno una volta, di vedere durante la giornata persone perfettamente abili che parcheggiano nei posteggi riservati ai disabili o sulle strisce blù a pagamento in determinate fasce orarie, senza aver acquistato il fatidico “grattino” mostrando fieri il loro finto “pass per disabili”?
Oppure, di vedere giovanotti neo patentati, per loro fortuna belli, sani e griffati, parcheggiare la propria auto con un pass per disabili esposto sul vetro posteriore o anteriore della propria auto, semmai sportiva, in prossimità di un cinema, di un pub, di una discoteca?

Storie di quotidiana routine, verrebbe da dire, storie di quotidiana indifferenza e furbizia, di quotidiana mancanza di sensibilità e di rispetto per i diversamente abili e per le rispettive famiglie!
Quando, a servirsi della furbizia, è un pubblico ufficiale direi che la misura è colma.

Lo scorso 25 novembre il Sindaco di Roma Walter Veltroni ha deciso di revocare l’incarico al Comandante dei vigili urbani della Capitale Giovanni Catanzaro. La decisione del Sindaco è legata alla notizia secondo la quale il comandante generale della polizia municipale di Roma aveva parcheggiato la propria auto in zona rimozione in una delle strade del centro della città per andare a mangiare al ristorante. Catanzaro avrebbe anche esposto sul cruscotto un permesso per disabili “scaduto” per evitare che un carro attrezzi rimuovesse la sua vettura.

E a Molfetta cosa accade? Tutto sotto controllo? In via Salepico, A. Volta, Baccarini, Via F. Cavallotti, Corso Umberto, Via Rattazzi, Piazza Garibaldi, Marconi, Michiello, Sergio Panini, ecc,  sono solo alcune strade del centro di Molfetta dove è possibile vedere la lunga parata di autovetture, con il consueto pass per disabili; ormai sono poche le auto che ne sono sprovviste.

Anche gli assidui clienti che frequentano la Città Della Moda, non si distinguono poi tanto dagli indigeni, per civiltà ed educazione in tema di parcheggio.
Nei giorni di maggiore affluenza, il sabato e la domenica, quando è impresa titanica trovare un posteggio libero e gli unici posti disponibili sono quelli ben lontani, in aperta campagna, è frequente vedere signori e signore, con le loro belle pellicce, parcheggiare le loro lussuose auto nei pressi dell’ingresso centrale della Città della Moda, posteggi notoriamente riservati a portatori di handicap ed alle loro vetture.

Ammirevole è stato il tentativo di alcuni giovani volontari di arginare questo vergognoso e frequentissimo malcostume lasciando sul cruscotto di queste vetture “abusive” un foglio su cui era scritto: «SE VUOI IL MIO PARCHEGGIO, PRENDI IL MIO HANDICAP».

Viene spontanea la fatidica domanda, perché accadono queste cose?
Perché siamo un popolo di furbi?
Perché non ci sono controlli sistematici e seri?
Perché serve una revisione del criterio di assegnazione dei pass e verifiche periodiche?

Dovremmo distinguere i pass per invalidità permanente, della durata annuale e rinnovabile, dai pass per invalidità temporanea, previsto per patologie più o meno gravi fino alla semplice gamba rotta?
Ogni permesso deve avere un termine; alcune persone guariscono, altre purtroppo decedono, ma i loro pass continuano ad essere utilizzati. Quanti tagliandi tornano effettivamente indietro? Conoscendo i molfettesi non ci stupiremmo se si scoprisse che c’è una tendenza alla “falsificazione” dei pass per disabili: tessere taroccate in maniera perfetta, rifinite nei minimi particolari.

E il Comune che fa? Quali controlli vengono effettivamente svolti per arginare questo comportamento scorretto e piuttosto spiacevole?

Nell’attesa che qualcuno agisca, cantiamo  che ci “pass”!

Al Ghigno “Il Codice Provenzano”

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Il 14 dicembre alle ore 19,00, presso la libreria il “Ghigno” di Molfetta, Bepi Castellaneta del “Corriere del Mezzogiorno” intervista Michele Prestipino, Sostituto Procuratore Procura di Palermo della Direzione Distrettuale Antimafia, autore, con Salvo Palazzolo del libro "Il codice Provenzano".


Dalla quarta di copertina

"Non sapete quello che state facendo", sussurrò Bernardo Provenzano ai poliziotti che l’ammanettavano dentro il suo covo di Corleone, a Montagna dei Cavalli, dopo 43 anni di latitanza, l’11 aprile 2006.
Il capo di Cosa nostra aveva dedicato tutta la mattinata alla scrittura dei pizzini, l’unico strumento che utilizzava per comunicare con il mondo al di fuori della sua casa bunker in mezzo alle campagne della provincia palermitana. L’arresto del boss lascia ancora molti nodi da sciogliere.

Bernardo Provenzano

Gli autori – un magistrato e un giornalista che a lungo si sono occupati del sistema Provenzano – ripercorrono tutti i biglietti dell’uomo che ha cambiato la mafia dopo le stragi Falcone e Borsellino, per decifrare la sua comunicazione arcaica e per molti versi sgrammaticata, ma dal contenuto estremamente moderno, di affari e nuove complicità..

Chi è «l’adorato Gesù Cristo» che Bernardo Provenzano ringraziava nei suoi pizzini per avergli svelato la telecamera nascosta dai carabinieri nel casolare dei summit? E per avergli offerto un rifugio sicuro dopo un blitz della polizia?
Chi sono i misteriosi destinatari dei messaggi indicati dal capo di Cosa nostra con la sequenza di numeri da 2 a 164? L’arresto del padrino di Corleone, l’11 aprile 2006, non ha rappresentato la fine della lotta alla mafia perché ancora molti sono i misteri da svelare attorno a una latitanza durata 43 anni.

Dietro il codice cifrato dei pizzini, l’unico strumento attraverso cui Bernardo Provenzano comunicava, si nascondono i nomi dei mafiosi reclutati dopo le stragi del ’92 e le tracce degli insospettabili complici.
Il codice Provenzano è un giallo che attraversa tutti pizzini dell’ultimo padrino, per la prima volta pubblicati in un libro-documento. Ma è anche una ricerca dentro lo stile di comunicazione della nuova mafia, che dalla strategia stragista è tornata all’antico ruolo della mediazione sociale. Adesso che il padrino di Corleone è in carcere, chi detiene i segreti del suo codice? Gli indizi sono rimasti nei pizzini.

I cittadini chiedono al Consiglio Comunale di pronunciarsi sulla PowerFlor

Petizione NO CENTRALI LR

Nella mattinata di venerdì 7 dicembre è stata depositata presso gli uffici Comunali la petizione con 290 firme (ne bastavano solo 100) del Comitato “NO Centrali” con cui si chiede al Consiglio Comunale di pronunciarsi sulla costruzione della centrale elettrica della PowerFlor srl, di Vincenzo Ciccolella, in Contrada Ciardone a Molfetta.

Premesso che il Consiglio Comunale di Molfetta non si è mai espresso sull’autorizzazione rilasciata alla Ditta Powerflor srl, i firmatari della petizione hanno chiesto che sia posta all’o.d.g. del primo Consiglio Comunale utile una discussione sul permesso a costruire rilasciato dall’ex Dirigente Territorio Ing. Giuseppe Parisi alla PowerFlor s.r.l, in data 4/10/2005, pratica (n.3650) di opere edilizie per due motogeneratori di energia elettrica alimentati a biomasse liquide.
Tenuto conto che non c’è mai stata nessuna deroga deliberata dal Consiglio Comunale per il rilascio dell’autorizzazione in premessa, trattandosi di Zona “E” – Aree produttive agricole, art. 42 e successivi delle N.T.A. del P.R.G. Comunale, è stato chiesto di verificare se tale autorizzazione non sia stata rilasciata in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti e in attesa delle determinazioni di cui sopra, in sede di autotutela, di adottare tutte le necessarie e opportune attività per la sospensione dei lavori della costruenda centrale.

I cittadini firmatari inoltre si sono resi disponibili ad un incontro con il Sindaco per esporre le loro preoccupazioni in merito alla costruzione della centrale.

Fermiamo i lavori della centrale Powerflor

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Oltre quattro mesi fa, 54 cittadini, con un dettagliato esposto inviato al Comune di Molfetta, chiedevano, tra le altre cose, se la centrale elettrica Powerflor in costruzione sulla provinciale Molfetta-Bitonto fosse compatibile con il territorio agricolo circostante.

Se è vero che questa città ha uno strumento urbanistico che si chiama Piano Regolatore, non si comprende come mai qualcuno ha permesso di costruire in una zona "E" tipizzata ad attività agricole, un´opera così imponente in beffa alle volumetrie e alle tipologie costruttive che il P.R.G. prevede.

DSCN0119 LR Il Liberatorio Politico e il Comitato cittadino "NO Centrali" durante la conferenza pubblica del 29 novembre scorso, hanno promosso una petizione popolare per chiedere al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Molfetta di interessare il Consiglio Comunale per le determinazioni di competenza in ordine agli strumenti urbanistici necessari e propedeutiche alla concessione della autorizzazione definitiva da parte della Regione Puglia.

I promotori chiedono inoltre che l´amministrazione Comunale in attesa delle determinazioni del Consiglio Comunale, in sede di autotutela, voglia adottare tutte le necessarie e opportune attività per la sospensione dei lavori della costruenda centrale elettrica della società PowerFlor in Contrada Ciardone.

Pertanto si invitano tutti i cittadini a firmare la petizione predisposta entro martedì 4 dicembre presso la sede del LIBERATORIO in via Campanella, 50 dalle ore 18.30 alle ore 21.00

 

Segue il testo della petizione

          Al Sindaco del Comune di Molfetta
          Al Presidente del Consiglio Comunale 

Oggetto: Interrogazione e petizione popolare ai sensi degli art. 60 e 61 dello Statuto Comunale, contro la centrale elettrica in costruzione in località Contrada Ciardone a Molfetta.

I sottoscritti cittadini:

visti

– il permesso a costruire rilasciato dall´ex Dirigente Territorio Ing. Giuseppe Parisi alla PowerFlor s.r.l. di Ciccolella Vincenzo in data 4/10/2005; pratica n. 3650 di opere edilizie per due motogeneratori di energia elettrica alimentati a biomasse liquide;

– l´autorizzazione unica del Dirigente Regionale Settore Industria n. 1379 del 29 settembre 2006 a costruire un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza totale di 39 Mwe (77 Mwt) alimentato ad oli vegetali, con relativo ciclo combinato a turbina, nella Contrada Ciardone del Comune di Molfetta, ai sensi del comma 3 di cui all'art. 12 del Decreto Legislativo 387 del 29.12.2003. Istanza presentata dalla Società Powerflor srl – Molfetta.

– il progetto di variante a 6 motogeneratori di potenza complessiva di circa 116 MWe alimentato ad oli vegetali presentato sempre dalla stessa PowerFlor, presentato il 29/6/2007 prot. N. 34397;

chiedono

che della questione sia interessato il Consiglio Comunale per le determinazioni di competenza in ordine agli strumenti urbanistici necessari e propedeutiche alla concessione della autorizzazione definitiva da parte della Regione Puglia.

I sottoscritti, inoltre, chiedono che Codesto Ente, in attesa delle determinazioni di cui sopra, in sede di autotutela, Voglia adottare tutte le necessarie e opportune attività per la sospensione dei lavori della costruenda centrale.