Archivi categoria: compro oro

Cronaca di una settimana da dimenticare

                                                                                                                                                                                                                         


Foto: © n.c.

di Lorenzo Pisani
http://www.molfettalive.it

E veniamo alla consueta pagina di cronaca” direbbe il bravo conduttore del tiggì. E quando “consueta” e “cronaca” vanno a braccetto c’è poco da stare allegri. E in questa città da un bel po’ è così. 

L’ultima settimana ha offerto un assortito campionario di azioni criminali. Si è cominciato di lunedì, con un negozio di abbigliamento svaligiato all’alba. La fiamma ossidrica a illuminare quel che restava della notte. 

Il giorno successivo, San Nicola ha portato in dono cenere e carboni. Nel vero senso della parola. Chiedere ai possessori delle due auto in fumo in via Giordano Bruno. Non è andata bene anche a rione Paradiso, con una donna trascinata a terra per poche centinaia di euro. Un 6 dicembre da incubo. 

E venerdì ancora violenza. Due individui a bordo di uno scooter hanno assaltato un distributore di carburanti in via Giovinazzo. Erano le 19.30. Circa 1.500 euro il bottino. 

"La consueta pagina di cronaca" di ferma qui. Pronta a svanire tra le tante pagine di una comunità che archivia in fretta. Che si magnifica di espansioni di zone industriali, che si fa bella in mille e più eventi culturali. 

Accanto alle luci e ai lustrini c’è un’altra città: che ruba, rapina, incendia. Sembrano essersene accorti sinora solo Liberatorio Politico, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Insieme hanno in consiglio comunale un consigliere. Hanno chiesto che prenda forma il Comitato comunale di monitoraggio sui fenomeni delinquenziali, istituito quattordici anni fa e mai avviato. Hanno solidarizzato con i commercianti.

C'è anche il Comune. Si è detto preoccupato. Ha promesso un incontro con le forze dell'ordine, ma a oggi nulla di concreto. Non si parla d’altro. Del futuro sindaco, s’intende. Nel frattempo Molfetta brucia.

Blitz in decine di compro oro fra multe e licenze ritirate

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di Francesca Russi

UNDICI esercizi commerciali su quindici non sono in regola. Giro di vite contro i compro oro. Sotto la lente di ingrandimento della polizia amministrativa sono finiti negozi in franchising e piccoli laboratori che acquistano gioielli usati per rivenderli alle fonderie. Gli agenti della Questura di Bari hanno passato al setaccio ieri mattina tuttii negozi dei quartieri Murat, Carrassi e Libertà. Riscontrando gravi irregolarità. E proprio per questo sono già pronti, sul tavolo del Questore Giorgio Manari, i provvedimenti da firmare per la revoca di due licenze e la sospensione di altre tre per quindici giorni. Undici invece i verbali per illeciti amministrativi per un ammontare di 15mila euro. Cifre che parlano chiaro: nel 75 per cento dei casi i compro oro sono risultati fuori legge. La percentuale conferma così l' allarme lanciato dal comitato provinciale per l' ordinee la sicurezza: dietro il boom improvviso dei compro oro c' è un vero e proprio business dell' illecito. Da via Pasubio a via Manzoni, da corso Cavour a via Dei Mille, da via Dante a via Trevisani. La squadra di controllo della polizia amministrativa e sociale, con l' ausilio del reparto prevenzione crimine di Puglia e Basilicata, ha acquisito registri, licenze e documenti. Un blitz in contemporanea nei quindici esercizi commerciali di Bari. Gli agenti hanno riscontrato più di una violazione amministrativa: l' errata compilazione dei registri, la mancata affissione delle licenze, l' utilizzo di personale non autorizzato. Nei registri che i titolari sono obbligati a tenere e a compilare mancavano i documenti di identità di chi aveva venduto i preziosi, un dato fondamentale per poter risalire ad eventuali pregiudicati che, attraverso i compro oro, si sbarazzano della refurtiva. È questo infatti il pericolo maggiore: dietro il giro d' affari si potrebbe annidare un sistema consolidato di ricettazione. Una considerazione che è più di un sospetto, alla luce delle ancora più gravi irregolarità nei confronti di due negozi a cui sarà revocata la licenza. La polizia amministrativa ha infatti scoperto la presenza di società terze, con sede a Milano e Torino, che acquisterebbero l' oro dagli esercizi baresi. Un passaggio intermedio non consentito dalle norme: i compro oro possono rivendere l' oro usato dopo dieci giorni e solo alle fonderie autorizzate. Gli investigatori adesso stanno cercando di capire cosa si celi dietro queste società settentrionali e per questo stanno scrivendo una ricca informativa da inviare alla guardia di finanza. «Vogliamo vederci chiaro – spiega la dirigente della divisione di polizia amministrativa e sociale, Rosa Romano – accanto a chi opera seguendo la legge, ci sono esercizi commerciali che invece compiono numerose irregolarità. Noi abbiamo rilevato la presenza di lavoro a nero e di registri errati, ora toccherà alle indagini accertare cosa possa esserci dietro tutte queste violazioni». I controlli però, promettono dalla Questura, proseguiranno. A Bari i compro oro sono in tutto 40, oltre 100 in tutta la provincia, e continuano a crescere di giorno in giorno. Quelli controllati ieri sono quasi la metà dunque degli esercizi commerciali presenti nel capoluogo ma offrono uno spaccato esemplare. Esiste una verae propria giungla in cui prospera l' illegalità. «È possibile -rincara la dose un investigatore – che gli stessi titolari dei negozi a volte siano i mandanti di scippi e furti in appartamento». – FRANCESCA RUSS

Rapine a raffica contro i tabaccai; emergenza, convocati in questura

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Un nuovo esercizio commerciale a Molfetta  (foto Liberatorio)

Il comitato per l'ordine e la sicurezza annuncia anche più controlli sulle attività di "compro oro". La richiesta agli esercenti di dotarsi di collegamenti informatici. 

di FRANCESCA RUSSI –  Repubblica Bari

Corso Vittorio Emanuele, via Trevisani, Via Pizzoli, via Principe Amedeo, via Andrea da Bari, via Giulio Petroni e via Catino. Non è solo un elenco di strade, ma la mappa di tutti i tabaccai di Bari finiti nel mirino dei rapinatori negli ultimi dieci giorni. Un'escalation pericolosa di colpi che ieri è stata al centro della riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.


"Le rapine ai danni delle tabaccherie sono un fenomeno che ci preoccupa – spiega il prefetto di Bari Carlo Schilardiper questo dobbiamo elaborare un piano di controlli dettagliato. Come già fatto in passato per le farmacie, ci sarà una suddivisione precisa delle aree tra le forze dell'ordine per intensificare il pattugliamento in prossimità delle rivendite di tabacchi".

La città insomma sarà divisa in quadranti e spetterà a carabinieri e polizia presidiare le strade a rischio soprattutto nel tardo pomeriggio, orario preferito dai rapinatori per entrare in azione. Ma non è l'unica iniziativa che il prefetto ha intenzione di adottare.
 
"Dobbiamo chiedere alle tabaccherie di dotarsi di collegamenti informatici perché si possa agire, se non in flagranza di reato, almeno a livello investigativoincalza Schilardii commercianti devono capire che devono armarsi di tecnologie di videosorveglianza perché nelle rivendite si pagano anche le bollette e ormai c'è un flusso di danaro notevole. Le tabaccherie sono diventate dei veri e propri sportelli postali".

E proprio di sistemi di sicurezza oggi si discuterà nel vertice convocato in Questura. I rappresentati dei tabaccai baresi incontreranno questa mattina alle dieci il questore di Bari Giorgio Manari. Primo ed unico punto all'ordine del giorno l'allarme rapine. Da settembre ad oggi sono stati più di venti i colpi messi a segno, in due casi seguiti da violente aggressioni ai danni di titolari e clienti.
Ad agire sono quasi sempre minorenni: in tre o quattro fanno irruzione nei locali, minacciano i gestori con coltelli o pistole e si fanno consegnare gli incassi della giornata. Ragazzini terribili che si allenano nella palestra della criminalità. Le rapine infatti sono la prima tappa di un percorso criminale molto più lungo, un bigliettino da visita da presentare per poter entrare a pieno titolo nei clan.
Ieri sera a tarda ora l'ultimo colpo: i malviventi hanno preso di mira il supermercato "Sidis" a Palese che era pieno di clienti. Un bandito era all'esterno a fare il "palo", mentre il complice armato di pistola s'è fatto consegnare il denaro. Entrambi sono poi fuggiti in moto.

Altro allarme finito ieri mattina sul tavolo del comitato per l'ordine e la sicurezza è quello dei compro oro. Sono cento in tutto, secondo i dati della guardia di finanza, gli esercizi commerciali che acquistano gioielli in tutta la provincia. Un boom economico sospetto su cui gli investigatori vogliono vederci chiaro. È probabile infatti che dietro i compro oro ci sia un giro d'affari molto più ampio che nasconde attività illecite. Non è un caso che nei quartieri in cui hanno aperto negozi che commerciano oro e argento, ci sia stata un'impennata dei reati predatori del 70 per cento, soprattutto scippi e furti in appartamento.

Ed effettivamente, conferma il comandante provinciale della guardia di finanza, il generale Vito Straziota, ci sono già state delle denunce per ricettazione. A sollecitare l'intervento delle forze di polizia, dopo l'inchiesta di Repubblica, è stato anche il consiglio nazionale degli orafi che si è tenuto due settimane fa proprio nella camera di commercio di Bari.

"È un settore in cui troppo spesso si lascia spazio all'improvvisazione – aveva accusato il presidente nazionale della Federazione Dettaglianti Orafi, Giuseppe Aquilinochiediamo regole ad hoc".
Dalla Questura promettono adesso un giro di vite. "Svolgeremo un'attività sinergica tra polizia, carabinieri e guardia di finanza – spiega il questore Giorgio Manariintensificheremo i controlli passando al setaccio tutti i negozi per verificare il rispetto delle regole come la tenuta dei registri. Ma esiste poi un'attività a monte che consente lo screening dei compro oro: controlliamo i requisiti di chi chiede di aprire un negozio e consegniamo le licenze".