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Calcio scommesse, 16 arresti Arrestato Signori, indagati Bettarini e Doni

dall'inviato MARCO MENSURATI  – www.repubblica.it

MILANO – Scommesse, una retata fa tremare il mondo del calcio. Con 16 persone agli arresti, sette in carcere e nove ai domiciliari. Accusate a vario titolo di aver fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Tra di loro c'è anche l'ex attaccante della Nazionale, di Lazio e Bologna, Beppe Signori, Stefano Bettarini ex marito di Simona Ventura e Cristano Doni, capitano dell'Atalanta. L'operazione è stata portata avanti dalla polizia di Cremona, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (SCO) e in stretta collaborazione con le questure di Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli Piceno, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Me nelle carte delle inchiesta spuntano anche scommesse su partite di Serie A: Beppe Signori aveva puntato 150 mila su Inter-Lecce perchè aveva ricevuto garanzia sull'esito dell'incontro.

Sei mesi di indagini. I soggetti coinvolti, uno dei quali con precedenti per reati analoghi, sono stati individuati in sei mesi di investigazioni. Ci sono ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società. Tra gli arrestati vi sono anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati sarebbero complessivamente una trentina. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, 

Bologna
, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. 


Nomi eccellenti. Oltre a Beppe Signori e Stefano Bettarini, sono coinvolti in questa operazione altri personaggi conosciuti. Tra i quali alcuni atleti ancora in attività. Antonio Bellavista ex capitano del Bari considerato uno dei coordinatori del gruppo. Come il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci e il suo compagno di squadra  Vincenzo Sommese, oltre a Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio. Sommese, ex capitano dell'Ascoli, era stato messo fuori rosa già lo scorso inverno dalla società bianconera. Micolucci ha invece contribuito fino alla fine del campionato, domenica scorsa, alla salvezza conquistata dall'Ascoli. Entrambi sono stati arrestati ad Ascoli. Parlato a Grottammare. Arresti anche per l'ex calciatore Mauro Bressan, 40 anni. L'ordinanza all'ex centrocampista di Fiorentina, Genoa, Venezia, Foggia, Bari, Cagliari e Como è stata notificata oggi nella sua abitazione di Cernobbio dalla squadra mobile comasca.Bressan ha vinto la coppa Italia del 2001 con la Fiorentina e ha poi concluso la sua carriera in Svizzera.

"Vera organizzazione criminale". I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l'indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti ed inconfutabili". L'indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito inoltre di individuare la responsabilità dell'organizzazione in un grave evento verificatosi in occasione di un incontro di calcio disputatosi al termine dello scorso anno proprio a Cremona.  Quanto avvenuto in occasione di quell'incontro ha permesso ai poliziotti di allargare l'indagine a diversi soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, grazie ai contatti diretti ed indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all'estero.

"Calmanti ai calciatori". Tra gli aspetti emersi  nel corso dell'indagine anche i metodi usati per condizionare i risultati degli incontri. Come i calmanti dati ai calciatori, in modo che giocassero al di sotto delle loro possibilità. L'episodio si sarebbe verificato alla fine del campionato scorso della Lega Pro e coinvolgerebbe la Cremonese. In occasione di una sfida importante, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite a disposizione dei calciatori prima e durante l'incontro un calmante per 'addormentarli' e peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sarebbero sentiti male. Da quell'episodio sarebbe scattata l'indagine che ha portato agli arresti di oggi.  Nel corso della perquisizione di questa mattina nella casa di uno degli indagati sono stati rinvenuti i tranquillanti e le prescrizioni mediche.

Signori, passione per le puntate. Dicono che scommetta su tutto Beppe Signori, come quella volta che si giocò un milione di lire impegnandosi a mangiare un buondì camminando, entro 30 passi. Nessun altro ci riusciva. Una passione per le puntate, a quanto pare anche su situazioni banali della vita quotidiana, che è quasi un'ossessione, una sua caratteristica come i calci di punizione e i rigori tirati da fermo. Ma stavolta non è uno scherzo per l'ex grande attaccante. Quarantatre anni, nato ad Alzano Lombardo nel bergamasco, è stata una delle punte più forti degli anni '90 in Italia e in Europa. Tre volte capocannoniere della serie A (1993, 1994 e 1996), sempre con la Lazio, Signori e' l'ottavo bomber di sempre nella storia del campionato con 188 reti. "E segna sempre lui…", cantavano i tifosi biancocelesti. Ha vinto in carriera solo una Coppa Italia nel 1998 con la squadra romana. Poi ha militato nella Sampdoria e nel Bologna. In Nazionale ha giocato 28 partite e segnato 7 gol. Si è ritirato nel 2006 dopo alcune esperienze all'estero. Ha legato la sua carriera anche al Foggia allenato da Zdenek Zeman, tra il 1989 e il 1992. Indimenticabile il trio d'attacco formato nei 'satanelli' assieme a Ciccio Baiano e Roberto Rambaudi, terminale del gioco spettacolare del tecnico boemo.

Signori: "Abbiate Pietà". "Ma non avete pietà in questa situazione? Abbiate pietà. Io non posso dire nulla, incontrerò il mio legale e poi parlerà lui per me". Queste le uniche parole di Beppe Signori, raggiunto telefonicamente dall'ANSA prima che si recasse in questura a Bologna per l'interrogatorio.

Bettarini: "Non c'entro nulla". Stefano Bettarini cade dalle nuvole: "Ho appreso dalla stampa che sarei indagato in un procedimento penale avanti la Procura della Repubblica di Cremona insieme a molte altre persone alcune delle quali ex calciatori come me e che conosco per questa ragione. Non c'entro nulla con qualsiasi azione volta a truccare i risultati delle partite e non so nulla di cosa facessero le altre persone coinvolte nell'indagine", dichiara all'ANSA, l'ex difensore. "Ho già conferito mandato ai miei legali (Gaspare Dalia e Ernesto De Toni, ndr) per tutelare la mia reputazione perchè il mio nome è stato accostato con lo stesso rilievo a persone che addirittura sono state arrestate mentre io non sono stato neppure informato dell'indagine o perchè si è pubblicato che sarei stato condannato per un altra vicenda analoga mentre – ha concluso – io ho avuto esclusivamente una sanzione disciplinare per omessa denuncia di condotte illecite di altri".

La reazione di Abete. "Se ci saranno i presupposti, la Federcalcio si costituirà parte civile per proteggere la regolarità dei campionati e chiedere i danni". Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, da Zurigo dove ha preso parte al congresso Fifa che rielegge Blatter alla presidenza, ha illustrato così la posizione federale. "Aspetto di avere presto un quadro più preciso. Mi pare di capire che l'indagine riguardi tante partite e che non siano coinvolti dirigenti, ma soltanto ex giocatori e tesserati. Alcuni arrestati, altri indagati, e questa è già una differenza importante. E' bene ricordare che la giustizia sportiva non può usare intercettazioni o controlli bancari, i mezzi necessari per svolgere le indagini. Ma dopo le investigazioni delle forze di polizia, che intanto ringrazio, dovremo provvedere per garantire la partenza dei prossimi campionati". Abete annuncia che la Federcalcio si costituirà parte civile; "Chiederemo i danni a Doni, Bettarini, Signori e compagni…"

Petrucci: "Infangato il sistema". Non si fa attendre neanche il commento del presidente del Coni, Gianni Petrucci: "Sono sgomento ed indignato per quanto sto apprendendo ora dopo ora. Innanzitutto desidero rivolgere i miei complimenti alle Forze dell'Ordine e alla Procura di Cremona per come hanno condotto l'indagine. Il mondo calcio non può essere offeso e umiliato da soggetti di dubbia moralità che con i loro comportamenti scellerati infangano l'immagine di un intero sistema".

Serie Bwin e Lega Pro si costituiscono. Dura la posizione da parte dei vertici di Serie Bwin e Lega Pro: "Sono certo che la giustizia, anche sportiva, farà velocemente il suo corso e sarà in grado di chiarire quanto prima ruoli e responsabilità. In tal senso, proprio perchè ci sentiamo colpiti e vittime di quanto ipotizzato, anticipo fin d'ora che la Lega Serie B si costituirà parte lesa nei procedimenti in oggetto per difendere onorabilità e interessi della Lega stessa e delle società associate". Lo ha detto il Presidente della Lega Serie B Andrea Abodi. Gli fa eco il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, che dichiara di aver dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile nei confronti di tutti i responsabili per il danno di immagine subìto e a tutela della regolarità dei campionati.

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Piscina comunale, Abbattista: «si revochi il bando per la gestione»

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

“Il bando pubblicato dal Comune per la gestione della piscina di Molfetta è l’ennesimo esempio di quella cattiva amministrazione, contraria agli interessi pubblici, che caratterizza questa sciagurata stagione amministrativa e che andiamo denunciando da tempo”.

Attacca così Giovanni Abbattista, coordinatore locale del Partito Democratico, parlando della procedura ad evidenza pubblica avviata dal Comune per l’affidamento dell’impianto natatorio della nostra città.

“Già avevamo avuto modo di rilevare, nelle scorse settimane, l’assoluta (e sospetta) anomalia della pubblicazione in pieno agosto di un bando così importante, finalizzato a selezionare il soggetto cui affidare per nove anni (rinnovabili) la gestione del principale impianto sportivo della nostra città, e una volta letto il capitolato d’appalto non possiamo che confermare la nostra iniziale sensazione: l’amministrazione comunale sembra aver ‘confezionato’ un bando in modo tale da scoraggiare chiunque possa essere in qualche maniera interessato a partecipare alla gara, con la conseguenza (assai prevedibile) che, alla data di scadenza per la presentazione delle domande (e cioè il prossimo 9 settembre), ci saranno pochissime offerte depositate.

Anzi, non è da escludere che, vista la portata delle prescrizioni limitative (come quella che stabilisce il possesso del libretto per la conduzione delle caldaie di primo livello, ossia delle caldaie a vapore, forse in possesso solo di qualche “fortunato” possibile concorrente), parteciperà alla gara una sola ditta”.

“D’altro canto (come la vicenda del Porto testimonia…) l’amministrazione comunale di Molfetta ha anche in altre occasioni confezionato bandi che hanno di fatto compresso la partecipazione consentendo la partecipazione ad un solo concorrente. E anche in questa circostanza sembra si sia voluto fare così”.

“Entrando nel merito della questione – spiega Abbattista – occorre evidenziare come tra le condizioni dell’affidamento, disciplinate dall’art. 5 del Capitolato d’Appalto, vi è, tra l’altro, l’obbligo, per il soggetto che si aggiudicherà la gestione, di riservare gratuitamente praticamente per tutto l’anno (e per quattro ore al giorno, nella fascia oraria pomeridiana e serale, quella, cioè, di maggior afflusso di utenti) ben cinque delle sei corsie disponibili “alle società sportive della Città di Molfetta operanti sotto l’egida del CONI e della Federaziona Italiana Nuoto, per attività di allenamento delle squadre agonistiche”. Come a tutti noto, però, nella nostra città esiste una sola società sportiva che svolge questo genere di attività e che quindi potrebbe beneficiare di questo incredibile vantaggio.

Alle stesse società sportive (o, per meglio dire, alla stessa società sportiva) dovrà anche essere garantito, sempre ai sensi dell’art. 5, l’utilizzo (ovviamente a titolo gratuito) dell’intera vasca per 21 ore settimanali, dalle ore 14 alle ore 17 di ogni giorno”.

“Ora – prosegue il consigliere comunale PD –, ci chiediamo: quale imprenditore potrebbe mai essere interessato ad investire nella gestione della piscina comunale, ben sapendo che potrà beneficiare di ricavi sostanzialmente inesistenti, dovendo di fatto consentire ad una sola società sportiva di utilizzare gratuitamente l’intero impianto per la stragrande maggioranza del tempo? Possibile che una struttura pagata con i soldi dei contribuenti, patrimonio di tutti i molfettesi, debba essere appannaggio praticamente esclusivo di una sola società sportiva?

E’ evidente che quella clausola limita enormemente la concorrenza tra i soggetti potenzialmente interessati ad aggiudicarsi la gara d’appalto, dal momento che a garantirsi la gestione dell’impianto non potrà che essere quel consorzio o Ati cui partecipi l’unica società sportiva di nuoto della nostra città, che potrà utilizzare gratuitamente la struttura, pur facendo pagare ai suoi associati le quote di iscrizione”.

“Per questa ragione chiediamo con la massima fermezza che l’amministrazione comunale revochi in autotutela il bando pubblicato, anche al fine di evitare i ricorsi (e le inevitabili spese) che, con ogni probabilità, soggetti potenzialmente interessati alla gestione della nostra piscina (ma di fatto esclusi dalle clausole del capitolato d’appalto) presenteranno dinnanzi al Tar.

Speriamo sinceramente che il sindaco Azzollini, almeno stavolta, voglia ascoltare il nostro suggerimento. Dinnanzi al suo ennesimo fallimento amministrativo non vorremmo essere chiamati ancora una volta a dire (come già successo tante volte in passato): noi vi avevamo avvisati”.

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