Archivi categoria: voto di scambio

Cronaca di una settimana da dimenticare

                                                                                                                                                                                                                         


Foto: © n.c.

di Lorenzo Pisani
http://www.molfettalive.it

E veniamo alla consueta pagina di cronaca” direbbe il bravo conduttore del tiggì. E quando “consueta” e “cronaca” vanno a braccetto c’è poco da stare allegri. E in questa città da un bel po’ è così. 

L’ultima settimana ha offerto un assortito campionario di azioni criminali. Si è cominciato di lunedì, con un negozio di abbigliamento svaligiato all’alba. La fiamma ossidrica a illuminare quel che restava della notte. 

Il giorno successivo, San Nicola ha portato in dono cenere e carboni. Nel vero senso della parola. Chiedere ai possessori delle due auto in fumo in via Giordano Bruno. Non è andata bene anche a rione Paradiso, con una donna trascinata a terra per poche centinaia di euro. Un 6 dicembre da incubo. 

E venerdì ancora violenza. Due individui a bordo di uno scooter hanno assaltato un distributore di carburanti in via Giovinazzo. Erano le 19.30. Circa 1.500 euro il bottino. 

"La consueta pagina di cronaca" di ferma qui. Pronta a svanire tra le tante pagine di una comunità che archivia in fretta. Che si magnifica di espansioni di zone industriali, che si fa bella in mille e più eventi culturali. 

Accanto alle luci e ai lustrini c’è un’altra città: che ruba, rapina, incendia. Sembrano essersene accorti sinora solo Liberatorio Politico, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Insieme hanno in consiglio comunale un consigliere. Hanno chiesto che prenda forma il Comitato comunale di monitoraggio sui fenomeni delinquenziali, istituito quattordici anni fa e mai avviato. Hanno solidarizzato con i commercianti.

C'è anche il Comune. Si è detto preoccupato. Ha promesso un incontro con le forze dell'ordine, ma a oggi nulla di concreto. Non si parla d’altro. Del futuro sindaco, s’intende. Nel frattempo Molfetta brucia.

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L'uomo che combatteva i poteri forti, faceva votare a Molfetta un candidato di Forza Italia, Massimo Cassano

Cara, che partito mi metto oggi?
Continua l'approfondimento della fabbrica del consenso elettorale a Molfetta attraverso le intercettazioni telefoniche e gli atti giudiziari del processo che ha condannato Pino Amato (ex assessore, ex consigliere comunale ed ex presidente del Consiglio Comunale), in primo grado, a tre anni di reclusione. Augurando al sig. Amato la piena assoluzione, nel processo d'appello, ci interessa conoscere e approfondire il "sistema" che crea consenso oggi in politica. Il nostro giudizio su questo sistema sarà sempre severo al di là delle sentenze definitive.

Sesta Puntata

… omissis…

– conversazione ambientale n°1403 del R.I.T. n. 55/05 captata nell’ufficio dell’AMATO il 7.6.2005,allorquando, infatti, l’assessore confida ai suoi interlocutori non identificati:
Io diciamo… allora con sincerità, io sono abituato a vedere i fatti, cioè mi spiego, perché io ho aiutato anche tante persone che alla fine mi hanno girato le spalle, io ho dato tanti posti di lavoro, specialmente al Centro Disabili di Molfetta, persone che stanno a part-time 3 ore al giorno e prendono 800,00 euro al mese e non fanno niente  (…)l'unica cosa è che poi verifico se uno mi dà una mano oppure no. Ma sai perché lo faccio? Perché alla fine io poi magari Damiano che mi ha aiutato veramente non lo so che mi ha aiutato e quello che non mi ha aiutato viene e dice: "No assessore, io ti ho dato i voti" e magari a quello aiuto e a quello no.. Quindiio devo sapere realmente chi mi ha aiutato per poterlo aiutare”.
 
 
 
q              conversazione telefonica n° 5952 del R.I.T. n. 02/05 in uscita dall’utenza telefonica mobile dell’AMATO l’1.4.2005 alle ore 17:01 dell’1.4.2005 verso l’utenza cellulare n. ………… in uso a A. L.
L’AMATO (A), infatti, conversa con una donna (L. ),… e le chiede come mai non si faccia sentire da molto tempo. Le ricorda che a breve si vota. L.  si giustifica dicendo che è molto impegnata e dice all’AMATO che avrebbe votato per il candidato Massimo Cassano. L’AMATO ricorda alla donna che è stato lui ad inserirla nel mondo del lavoro.

inizio intercettazione
B:Pronto? (voce femminile)
ASSESSORE:L. ? (voce maschile)
B:Chi è?
ASSESSORE: Sono l'assessore Pino Amato.
B:Ah un attimo.
ASSESSORE:
L. :Pronto? (voce femminile)
ASSESSORE:Pronto? Buonasera.
L. :Buonasera.
ASSESSORE:Sono l'assessore Amato.
L. :Dimmi.
ASSESSORE:Dimmi? Come mai non ti fai sentire per niente a chiedere se avevo bisogno di qualche cosa oppure no?
L. :Ma perché io sono incasinata fino alla cima dei capelli, non ho più tempo di respirare.
ASSESSORE:Incasinata…
L. :Sai da quanto tempo ti dovevo venire a trovare? Vado…
ASSESSORE:e quando mi devi venire a trovare? Dopo le elezioni che sono finite le elezioni?
L. :Quando posso venire? Domani, stasera?
ASSESSORE:L. , io sono stato corretto con te, non vorrei che stai portando qualche altro…
L. :No, no.
ASSESSORE:perché poi lo sai che io diciamo…io sono una persona seria, mi hai chiesto aiuto e te l'ho dato.
L. :Senti…
ASSESSORE:Adesso ci sono le lezioni e non ti devo chiamare io, sei tu che devi venire e chiedere se
L. :Ascoltami, posso parlare?
ASSESSORE:Certo che puoi parlare.
L. :Allora Michele (P.) vuole che porto…
ASSESSORE:Berardi.
L. :Eh.
ASSESSORE:A te chi ti ha messo a lavorare io o…?
L. :Io non devo fare altro che prendere in giro, oggi Nicoletta mi ha dato i bigliettini e lei mi ha detto: "A chi devi votare?".
ASSESSORE:Eh.
L. :Gliel'ho detto: "A questo che mi hai dato adesso".
ASSESSORE:Ah.
L. :Io per i miei fratelli non ti posso assicurare niente, posso darti il mio voto e quello di mia figlia.
ASSESSORE:E Nicoletta che volantino ti ha dato?
L. :Quelli che le avevi mandato.
ASSESSORE:E chi è?
L. :Lei ha detto che ha avuto una lettera.
ASSESSORE:Com'è?
L. :Nicoletta ha detto che lei ha avuto una lettera…
ASSESSORE:Eh.
L. :…che l'aveva ricevuta da te.
ASSESSORE:Eh, ho capito.
L. :Che dentro c'erano questi volantini.
ASSESSORE:Ma è Cassano?
L. :Sì.
ASSESSORE:Eh?
L. :Sì.
ASSESSORE:Ma io non ho mandato nessuna lettera a Nicoletta. Ma sei sicura di questo fatto?
L. :Prima di andare…ora sono uscita dalla Finanza, erano le tre quando sono andata a casa sua.
ASSESSORE:Eh.
L. :Non vorrei che mia sorella ha avuto la lettera da qualcun altro e si è sbagliata.
ASSESSORE:Eh può darsi. Senti, glielo dici a Nicoletta di venirmi a trovare, per piacere?
L. :Sì.
ASSESSORE:Senti, là oltre a te alla Guardia di Finanza chi altro sta a lavorare?
L. :Nessuno.
ASSESSORE:Solo tu?
L. :Sì, però è un casino qua.
ASSESSORE:Però è un?
L. :E' un casino perché questi adesso stanno in via Madonna dei Martiri…
ASSESSORE:Eh.
L. :Qui c'è la cacca totale.
ASSESSORE:Eh.
L. :Non so che cosa fare perché comunque io sto lavorando cinque ore a settimana.
ASSESSORE:Ho capito.
L. :Io ho fatto tre ore agli alloggi a Molfetta vecchia e due faccio qua, però faccio quello che posso.
ASSESSORE:Certo.
L. :Non è che mi posso…(inc. sovrapposizione di voci)
ASSESSORE:Ma sicuramente metteranno qualche altra persona, non è che posso tenere solo a te là.
L. :Sai che mi hanno detto ora? Che hanno richiesto da Bari una squadra, cioè praticamente qua bisogna fare tutto.
ASSESSORE:Uhm!
L. :Manca di tutto, secchi, scope, stracci, non c'è niente.
ASSESSORE:Senti, di quello…(inc. linea disturbata)…L. , che tu ricordi, quello che ti ha dato Nicoletta sono Berardi o Cassano?
L. :Cassano.
ASSESSORE:Ah sono di Cassano. Noi quello dobbiamo portare, a Cassano. Quindi Michele se ti dice: "Questo" tu dici sempre sì che è meglio, però…
L. :Ma scusa, te l'ho detto già io.
ASSESSORE:Ho capito L. , però se io non ti sento per niente, capiscimi, non so che cosa sta succedendo, che cosa state combinando, quindi tu comunque quando sono queste occasioni, almeno che mi vieni a trovare una volta, mi dici: "Stai tranquillo" ed io so come stanno andando le cose, perché Gino porta Visaggio…Pronto?
L. :Gino porta a Visaggio?
ASSESSORE:O Visaggio o Berardi, uno dei due porterà.
L. :Berardi.
ASSESSORE:Berardi sta portando Gino? Quindi…
L. :Perché lui mi disse…io ieri ho dovuto prendere in giro anche a lui.
ASSESSORE:Certo…certo.
L. :Che rimane fra noi.
ASSESSORE:E' chiaro, va bene ma io lo sapevo, io perciò non ti ho chiamato…
L. :Lui mi dice che non vota Cassano, ha detto: "Perché a Pino quest'anno non gli interessa…non è che gli interessa tanto".
ASSESSORE:Non è così come dice lui, altrimenti non ti avrei chiamato.
L. :Comunque…
ASSESSORE:E' l'anno prossimo che sto io direttamente, però io sto portando Cassano come candidato.
L. :Tu non ti preoccupare, io ti ho detto che non ti posso assicurare per i miei fratelli, però io, mia figlia…
ASSESSORE:A tua madre, scusa, perché non la vai tu a prendere e la porti?
L. :Certo che mia madre dà retta a me.
ASSESSORE:Va bene. L. , io mi fido di te, tu lo sai che io ho rinunciato ad altre persone per mettere a te là, quindi la tua coscienza diciamo deve essere una soltanto.
L. :Non ti preoccupare, io te lo posso dire già in partenza, possono essere almeno il mio, quello di mia figlia e mia madre, poi il resto non lo so.
ASSESSORE:Va bene, Nicoletta sicuramente diciamo…
L. :Nicoletta…l'altra mia figlia è il 27 che diventa maggiorenne, la tessera l'ha già avuta ma non può votare.
ASSESSORE:Perché? Ah il 27, ho capito, ho capito.
L. :Il 27 aprile, però ha avuto già la tessera.
ASSESSORE:E va bene, quelli la mandano prima.
L. :E non si può fare niente?
ASSESSORE:No, non si può fare niente. Senti L. …
L. :Dimmi.
ASSESSORE:E la moglie di M. e tutti quelli là?
L. :Non lo so, non so che dirti.
ASSESSORE:Ah! Ho dato il mio materiale, verifico un po' questa cosa, ci sentiamo. Tu il materiale ce l'hai allora?
L. :Sì.
ASSESSORE:Va bene.
L. :Okay.
ASSESSORE:Vedi che bisogna mettere la croce sul simbolo e scrivere Cassano.
L. :Sì, va bene, come aveva spiegato quello che si metteva la croce…
ASSESSORE:Solamente che invece Berardi noi dobbiamo mettere Cassano, non Berardi.
L. :Certo.
ASSESSORE:Va bene, ti telefono.
L. :Okay.
ASSESSORE:Confido in te, mi raccomando. Ciao.
L. :Non ti preoccupare. Ciao.
ASSESSORE:Ciao.
fine intercettazione

omissis

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

logo LIBERATORIO 180x180

Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

La Securpol e Pino Amato

Pino Amato MG_9703(21) Continua l'approfondimento della fabbrica del consenso elettorale a Molfetta attraverso le intercettazioni telefoniche nel processo che ha condannato Pino Amato, in primo grado, a tre anni di reclusione. Augurando al sig. Amato la piena assoluzione, nel processo d'appello, ci interessa conoscere e approfondire il "sistema" che crea consenso oggi in politica. Il nostro giudizio su questo sistema sarà sempre severo al di là delle sentenze giudiziarie.

Seconda Puntata

GLI ELEMENTI DI PROVA DEL REATO CONTINUATO DI CUI AL CAPO O) CONTESTATO A GUIDO GIOVANNA
 
Le prime indagini delegate alla D.I.G.O.S. e finalizzate, anche a mezzo di intercettazioni telefoniche, alla individuazione delle gravi condotte minatorie subite all’AMATO, PURE con l’invio di munizioni da guerra, al fine di interferire sulle sue prerogative di Presidente del Consiglio Comunale della Città di Molfetta, evidenziavano immediatamente che l’AMATO aveva una intensa frequentazione con i vertici della società di vigilanza privata di Racale "La Securpol" (e segnatamente con il legale rappresentante di quel sodalizio, la dott. Giovanna GUIDO), della quale società, operante anche in Molfetta, era (ed è) dipendente uno dei fratelli dell’AMATO, AMATO Alessandro (nato il 2.5.1980) a far data dall’agosto del 2004[1].

[1]V. s.i.t. rese alla D.I.G.O.S. il 22.2.2005 (foglio 66 del fascicolo) dall’amministratore unico de La Securpol dott. Giovanna GUIDO, la quale tuttavia puntualizzava che l’assunzione dell’AMATO era avvenuta “tramite una sua esplicita domanda di assunzione, seguita da un colloquio. (…) Alessandro AMATO non è entrato per raccomandazioni da parte di qualsivoglia politico”, riferendo falsamente, come oltre si dimostrerà, che “anche conoscendo personalmente l’assessore AMATO non ho rapporti con lui da parecchio tempo”.
 
In virtù dello stretto legame intercorrente con il datore di lavoro di suo fratello Alessandro ed anche per salvaguardare l’occupazione del turbolento parente alle dipendenze della GUIDO, l’AMATO ha da un lato strumentalizzato le funzioni assessorili per tentare di indurre privati cittadini interessati a svolgere in Molfetta attività commerciali, a stipulare contratti di vigilanza con la ditta La Securpol e, dall’altro, ha ottenuto, a vantaggio de La Securpol ed in cambio di posti di lavoro in quella (posti di lavoro che l’AMATO procurava ad amici e conoscenti per acquisirne i favori elettorali in vista della sua candidatura alle elezioni amministrative del 2006) oltre che del mantenimento in servizio di Alessandro, servizi di vigilanza presso il Comune di Molfetta da questo ente ordinariamente espletabili invece con l’impiego di personale della Polizia Municipale  ovvero la promessa di servizi di vigilanza presso istituti (quali, ad esempio, il mercato ittico di Molfetta) svolgenti attività di pubblico interesse, se non, addirittura, l’”interessamento” di esso AMATO nell’ambito del procedimento amministrativo per l’aggiudicazione del servizio di vigilanza sugli immobili comunali.
Non appare ultroneo evidenziare infatti che (cfr. annotazione D.I.G.O.S. a foglio 2967) alla scadenza del contratto di vigilanza intercorso tra la società La Notturna e il Comune di Molfetta (scadenza fissata al 31.12.2003) era stata indetta la gara per l’aggiudicazione del servizio a una delle ditte (che all’epoca erano otto) autorizzate ad operare quel tipo di servizio e che a quella gara partecipò anche la società La Securpol.
La procedura, tuttavia, all’epoca delle indagini preliminari non risultava perfezionata (sicchè la società La Notturna continuava a svolgere quel servizio in prorogatio) sia perché era nelle more aumentato il numero delle ditte aspiranti sia perché le tariffe da applicarsi erano prestabilite con decreto prefettizio. Pertanto era stato approvato nel marzo del 2006 il nuovo capitolato d’appalto che prevedeva l’aggiudicazione a mezzo sorteggio tra gli Istituti di vigilanza che avessero partecipato alla selezione e che avessero dimostrato il possesso dei requisiti richiesti dal Comune di Molfetta (v. fogli da 3204 a 3389 del fascicolo prodotti dal p.m. all’udienza del 25.2.2010). Estremamente “sospetto” si presenta, inoltre e per quanto si dirà, l’affidamento diretto a La Securpol dalla A.S.M., azienda speciale del Comune di Molfetta, delservizio di vigilanza, ove si consideri che nel consiglio di amministrazione di quell’azienda figura, guarda caso, Mancini Pasquale,  all’epoca compagno di partito dell’AMATO.
 
Il sopra cennato stretto legame intercorrente tra l’assessore Giuseppe AMATO e il datore di lavoro di suo fratello Amato Alessandro, e cioè la dott. Giovanna GUIDO de La Securpol, che risponde del capo O) in esame, si coglie a piene mani dalle seguenti conversazioni intercettate, emergendo infatti continui contatti telefonici, anche per sms, tra l’AMATO e la GUIDO e l’atteggiamento protettivo del fratello Alessandro che il primo assume nei confronti della GUIDO, in quel periodo in contrasto con il proprio riottoso dipendente AMATO Alessandro, fratello dell’allora assessore alla polizia municipale;

conversazione telefonica n. 2341 in ingresso sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe (A)    (R.I.T. 2/05) in data 18.02.2005 dall’utenza intestata a La Securpol e in uso a GUIDO Giovanna (B):
 

inizio intercettazione:
A:Pronto?…Pronto? (voce maschile)
B:Ehi ciao…Pronto? (voce femminile)
A:Sì, dimmi.
B:Senti, quando ci vediamo? Lunedì, martedì? Perchè io domenica sera rientro a Bari, adesso me ne sto andando. Non ti ho chiamato perchè ho difficoltà a muovermi proprio io con i reni, sto uccisa.
A:Eh!
B:Eh…
A:Ci sentiamo martedì.
B:Eh martedì perchè lì non va bene niente, eh!
A:Uhm!
B:Ma assolutamente…cioè siamo proprio contra legem, va bene?
A:Va bene, ne parliamo a voce, ci sentiamo martedì.
B:Va bene. Buon fine settimana sai!
A:Okay!
B:Ciao.
fine intercettazione
 
q              conversazione telefonica n. 2548 in ingresso sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe (Pino) (R.I.T. 2/05) in data 22.02.2005 dall’utenza intestata a La Securpol e in uso a GUIDO Giovanna (B):
   
inizio intercettazione
PINO:Pronto? (voce maschile)
B:Pronto Pino? (voce femminile)
PINO:Sì.
B:Mi hai cercata in ufficio?
PINO:Sì, ti ho cercata in ufficio.
B:Ma io sono sempre fuori ufficio, ecco perchè mi hanno riferito. Ma tu ce l'hai il cellulare mio?
PINO:Ho lasciato l'altro cellulare e non avevo il numero addosso, ecco perchè avevo detto…
B:Ah…ho capito.
PINO:…se mi davano il numero…non me l'hanno voluto dare.
B:Ma non sanno chi sei, per cui non lo danno a nessuno, non hanno capito…
PINO:Va bene, va bene. Noi ci dobbiamo incontrare.
B:Benissimo! Dimmi domani come stai messo…
PINO:Domani?
B:…o stasera in ufficio da me.
PINO:Uhm!
B:Io alle quattro ho un appuntamento in Questura oggi.
PINO:E va bene, tu non puoi fare un salto a Molfetta?
B:Adesso no.
PINO:E va bene, dimmi tu quando vuoi venire, mi avvisi.
B:Allora io vedo il pomeriggio quando esco da Molfetta…dalla Questura.
PINO:Sì.
B:Allora vedo come sto…se trovo…il primo cane che trovo ad accompagnarmi, vengo a Molfetta pure stasera stessa.
PINO:No perchè io ho alle tre e mezza una riunione, altrimenti…e poi non voglio venire là, ci dobbiamo vedere fuori di là.
B:No, no, lo so.
PINO:Eh.
B:Il problema è uno solo che quando esco dalla Questura io ti chiamo su questo cellulare…
PINO:Eh, mi dai…mi dai un colpo di telefono e ci incontriamo.
B:Okay…okay!
PINO:Okay!
B:Okay, grazie. Ciao.
PINO:Ciao.
fine intercettazione
 
q              conversazione telefonica n. 2562 in uscita dall’utenza TIM di AMATO Giuseppe  – R.I.T. 2/05) in data  22.02.2005 tra AMATO Giuseppe (Pino) e suo fratello AMATO Alessandro (B) :
 
inizio intercettazione
B:Pronto? (voce maschile)
PINO:Pronto? (voce maschile)
B:Pronto?
PINO:Dove stai?
B:Chi sei?
PINO:Sono Giuseppe, uannà.
B:Ah sì, Giuseppe, meh.
PINO:E il numero non lo conosci?
B:No, non è uscito il numero.
PINO:Eh. Dove stai?
B:A casa.
PINO:Eh! Io devo fare un salto a Bari a parlare con l'amica mia.
B:Beh?
PINO:Che vuoi venire insieme?
B:E quella non deve dire: "Com'è ti sei fatto male e vieni insieme".
PINO:Ah, in malattia stai tu?
B:Eh.
PINO:Ah, ho capito, non lo sapevo che stavi in malattia, tu non avevi detto niente, mi hai detto solo…mi dicesti che andavi, che ne so io. Va bene.
B:Se vuoi che vengo insieme, io…
PINO:No, no, se stai in malattia non serve che vieni.
B:Ah! Ma adesso stai andando?
PINO:Ora sto andando.
B:Va bene.
PINO:E quanti giorni ti sei messo?
B:Quelli che mi ha dato l'ospedale, cioè là è in automatico il certificato…dieci giorni.
PINO:Neh i coglioni che mi devo fare adesso…meh fammi andare, dai!
B:Ciao.
fine intercettazione
 
q              conversazione telefonica n. 2784 (sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe – R.I.T. 2/05) del 25.02.2005. Si tratta di un SMS in ingresso dall’utenza cellulare sopra menzionata in uso a GUIDO Giovanna : “Non è possibile come ti dicevo”.
 
q              conversazione telefonica n. 2786 in uscita dall’utenza TIM di AMATO Giuseppe (Pino)   (R.I.T. 2/05) in data 25.02.2005 verso il numero in uso a GUIDO Giovanna (Giovanna):

 
 
inizio intercettazione
GIOVANNA:Pronto? (voce femminile)
PINO:Pronto? (voce maschile)
GIOVANNA:Ehi Pino, ti ho mandato un messaggio.
PINO:Eh…sì.
GIOVANNA:Non è proprio legale.
PINO:Eh! Senti…
GIOVANNA:Eh.
PINO:Senti, io ti devo rimandare quella cosa…
GIOVANNA:Eh.
PINO:…e tu a matita mi dici cosa…
GIOVANNA:Okay…okay.
PINO:Okay?
GIOVANNA:Tieni conto che io domenica sera rientro a Bari, ora me ne sto andando a Lecce.
PINO:Va bene.
GIOVANNA:Va bene?
PINO:Senti Giovanna, quella cosa mia hai fatto qualche cosa?
GIOVANNA:No, sono molto sincera, adesso lo richiamo perchè non mi ha chiamata…
PINO:Va bene.
GIOVANNA:…e poi mi è sfuggito, adesso lo richiamo. Va bene?
PINO:Quindi io te lo mando…te lo rimando di nuovo.
GIOVANNA:Okay.
PINO:(inc. sovrapposizione di voci)
GIOVANNA:Okay.
PINO:Ciao.
GIOVANNA:Ciao.
fine intercettazione
 
q              conversazione telefonica n. 3430 (sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe – R.I.T. 2/05) del 08.03.2005 tra GUIDO Giovanna (Giovanna)  e AMATO Giuseppe (Pino):

PINO:Pronto? (voce maschile)
GIOVANNA:Ciao Pino…Giovanna. (voce femminile)
PINO:Ciao, ciao, Giovanna.
GIOVANNA:Senti, quando ci vogliamo vedere?
PINO:Eh noi ci dobbiamo vedere per forza venerdì sera che…
GIOVANNA:No, no, no, io venerdì mattina sono a Lecce convocata dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati.
PINO:Eh sì, ma il Senatore (n.d.r. Antonio Azzollini) ha bisogno di incontrarti venerdì sera.
GIOVANNA:Eh io sono a Lecce.
PINO:Allora quando…noi due quando ci vogliamo vedere?
GIOVANNA:Io o…
PINO:Tutti e due.
GIOVANNA:…entro oggi, domani oppure lunedì sera sono disponibile.
PINO:Tu lunedì sera sei disponibile?
GIOVANNA:Sì.
PINO:Lunedì sera. Allora io ti do conferma su questa cosa, invece noi quando ci vediamo per quell'altra cosa?
GIOVANNA:Sì anche stasera, fai un salto a Bari, ci vediamo a Bari.
PINO:Uhm! Va bene. Allora se posso stasera, ti do un colpo di telefono, tanto tu stai a Bari.
GIOVANNA:Okay, okay!
PINO:Va bene. Ciao.
GIOVANNA:Ciao.
fine intercettazione
 
q              conversazione telefonica n. 3909 in uscita dall’utenza di AMATO Giuseppe  – R.I.T. 2/05) del 14.03.2005 SMS in uscita verso l’utenza in uso a GUIDO Giovanna: “qualsiasi decisione prendi pentiti (“sentiti”; n.d.r.) prima con me ci sono altre soluzzioni che si possono fare un abbraccio”.
 
q              conversazione telefonica n. 3993 in uscita dall’utenza TIM di AMATO Giuseppe (Pino)  – R.I.T. 2/05) il 14.03.2005 verso il n. in uso a GUIDO Giovanna Anna (Giovanna):

 
inizio intercettazione
GIOVANNA:Pino, dimmi tutto. (voce femminile)
PINO:Pronto? (voce maschile)
GIOVANNA:Pronto Pino?
PINO:Eh Gioovanna, senti tu domani pomeriggio puoi stare qua?
GIOVANNA:A che ora?
PINO:Nel pomeriggio presto, verso le quattro.
GIOVANNA:Verso le quattro?
PINO:Sì.
GIOVANNA:Okay! Dove?
PINO:Eh…ci vediamo all'uscita di Molfetta, vicino all'ospedale.
GIOVANNA:Vicino all'ospedale, okay!
PINO:Okay.
GIOVANNA:Okay.
PINO:Ciao.
GIOVANNA:Ciao.
fine intercettazione
 
q              conversazione telefonica n. 4018 in uscita dall’utenza TIM di AMATO Giuseppe (Pino) (R.I.T. 2/05) il 15.03.2005 verso il in uso a GUIDO Giovanna (B):

La conversazione viene di seguito trascritta in forma integrale: essa è la continuazione logica di quella n. 3993 del giorno precedente ed assume rilievo perché si intuisce che la GUIDO e l’AMATO devono incontrare qualcuno, verosimilmente per il conferimento di un incarico di vigilanza a vantaggio di un ente, ma decidono di concordare prima la proposta contrattuale da fare alla controparte de La Securpol (AMATO: “… vediamoci a meno un quarto così parliamo noi prima di incontrarci …”).
B:Pino? (voce femminile)
PINO:Sì? (voce maschile)
B:Dove ci vediamo alle sedici?
PINO:Alle sedici? All'ospedale di Molfetta, all'ingresso.
B:All'ospedale di Molfetta.
PINO:Sì.
B:Grazie ciao.
PINO:Senti, ascoltami un attimo.
B:Dimmi caro.
PINO:Vediamoci a meno un quarto così parliamo noi prima di incontrarci.
B:Okay…okay!
PINO:Ciao.
B:Ciao.
fine intercettazione

 

q              conversazione telefonica n. 587 sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe (Pino) (R.I.T. 2/05) del 29.04.2005 con GUIDO Giovanna (B):

B:Pino? (voce femminile)
PINO:Sì, sto…sto in un convegno. (voce maschile)
B:Sei in riun…dopo il convegno chiamami perchè io ho tuo fratello, me lo devi portare via.
PINO:Va bene.
B:Me lo devi portare via, ha preso quindici giorni di malattia e si è girato malissimo…
(cade la linea)
fine intercettazione

q              conversazione telefonica n. 175 (sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe  – R.I.T. 2/05) del 11.05.2005 (SMS) in entrata da AMATO Alessandro:

Testo SMS: "Pino,  questa  qua  mi a  messo  un sotto  con  notti  e  doppi  turni  o  intervieni  e  do  le  dimisioni  perche  misono  veramente  rotto  quelli  che"

Come si costruisce la famiglia più amata del paese

Questa è la famiglia che alcuni esponenti del centrosinistra vogliono adottare perchè portatori di pacchetti di voti appetibili. Vediamo come funziona la fabbrica del consenso elettorale a Molfetta attraverso le intercettazioni telefoniche nel processo che ha condannato Pino Amato, in primo grado, a tre anni di reclusione. Augurando al sig. Amato la piena assoluzione, nel processo d'appello, ci interessa conoscere e approfondire il sistema che crea consenso oggi in politica. Il nostro giudizio su questo sistema sarà sempre severo al di là delle sentenze giudiziarie.

Prima Puntata

… omissis…

Nella stessa ottica di gestione della selezione dei partecipanti ai corsi per gli aspiranti sales promoters si inserisce l’inserimento dell’avv. Doriana Carabellese, su precisa indicazione dell’AMATO, nel corpo-docenti di quei corsi. Se ne desume, allora, che l’assessore AMATO ha gestito in prima persona, per le illecite finalità che si sono sopra evidenziate, la organizzazione dei corsi di formazione organizzati dalla società Fashion District Molfetta con il patrocinio del Comune di Molfetta. Non appare ultroneo evidenziare che l’Avv. Doriana Carabellese, in conseguenza della elezione a Sindaco di Molfetta del Senatore di Forza Italia Antonio Azzollini all’esito delle consultazioni elettorali del 28 e 29 maggio 2006, è stata nominata assessore con delega  al commercio, al personale e alla polizia municipale(v. foglio 5071 del fascicolo prodotto dal p.m. all’udienza del 25.2.2010)

q              intercettazione di comunicazioni e conversazioni tra presenti n. 285 (R.I.T. 55/05) del 28.04.2005 intercorsa tra l’assessore Giuseppe AMATO (Pino) e l’Avv. Doriana Carabellese(Doriana) (dal minuto 24:14:00 al minuto 30:00:00)

Riassunto della conversazione
Pino fa accomodare Doriana e le dice che l'ha chiamata perché lei gli aveva consegnato il suo curriculum, che non ritrovava più, riferendole che a breve sarà indetto un bando di concorso per assumere personale presso la Città della Moda di prossima apertura a Molfetta; le chiede quali attività professionali ha svolto finora e se è iscritta all'Albo degli Avvocati; la donna gli risponde di si e aggiunge che attualmente lavora la mattina presso lo studio dell'Avvocato Lelle D'AMATO, ed il pomeriggio riceve, prestando assistenza legale, presso un Patronato ubicato nella zona 167.
Successivamente Pino AMATO propone a Doriana di iscriversi negli elenchi degli Avvocati del Comune di Molfetta, in quanto così provvederà a farle conferire qualche incarico professionale da parte di quell’Ente territoriale.
(dal minuto 26:13.00) l’AMATO esplicita alla donna che il motivo principale per cui la ha convocata è che ella potrebbe essergli utile per svolgere un incarico importante e di massima fiducia. L’AMATO chiede alla Carabellesese avesse letto per caso l’articolo giornalistico che indicava che esso l’AMATO  “aveva preso in mano” l’apertura dell’Ipercoop. La ragazza riferisce che aveva saputo della prossima apertura della “Città della Moda”. L’AMATO le spiega che a  lui spetta d'inserire, nella commissione esaminatrice che si occuperà di selezionare il personale da assumere presso la "Città della Moda", una persona che risponda a lui; aggiunge anche che lui poi raccoglierà le indicazioni politiche. Di detta commissione –spiega- faranno parte alcuni professionisti esperti del settore, ribadendo la possibilità della nomina di una persona da lui indicata come assessore al Commercio.
Poi parlano del primo scrutinio dal quale verranno scelti 125 elementi da avviare al corso di formazione della durata di 310 ore, specifica che le predette ore saranno suddivise in n. 160 di formazione e n. 150 di stage, chiarisce che le selezioni saranno in tutto tre e che in ognuna di queste verranno scelti 125 elementi da avviare al corso. L'assessore indica anche i periodi dei corsi di formazione, che a suo dire saranno i seguenti: i primi 125 elementi saranno scrutinati entro il mese di maggio 2005, quelli del secondo gruppo a settembre 2005 e a seguire quelli del terzo gruppo.
Chiarito il profilo della commissione di valutazione degli aspiranti, Pino prosegue il discorso, dicendo che in questa maniera Doriana avrà modo di farsi conoscere e sarà retribuita per il lavoro espletato, aggiunge anche che, forse, ci sarà la possibilità di introdurre nell'indotto che ruota attorno alla struttura, una o due persone che ricopriranno ruoli apicali.
L’AMATO le comunica che lei farà parte della commissione, unitamente ad altri professionisti, e che  alla commissione istituenda spetterà la selezione del personale da assumere, ribadendo che sarà una “cosa grossa” e questa farà capo a lui.
La conversazione, che di seguito si riporta integralmente nella parte di interesse, prosegue come da successiva registrazione n. 286.
(…)
PINO:…(inc.)… Senti, come ti chiami?
DORIANA:Doriana.
PINO:Doriana, io ti ho chiamato perché io sto partendo con un bando per la Città della Moda, tu mi desti il curriculum tuo ma non lo trovo più.
DORIANA:Sì, io ne ho portato un altro.
PINO:Per vedere che esperienze hai avuto.
DORIANA:Io ho avuto, praticamente …(inc.)…al momento mi sto…(inc.)…ho lavorato…(inc.)…
PINO:Me lo dicesti.
DORIANA:Nell'ufficio stampa del …(inc.)…poi ho lavorato …(inc.)…, però nell’ufficio legale …(inc.)…
PINO:Tu sei iscritta all'albo degli avvocati?
DORIANA:Sì.
PINO:Quindi tu sei…
DORIANA:Sono avvocato a tutti gli effetti.
PINO:Sei un avvocato a tutti gli effetti. E lo studio dove ce l'hai?
DORIANA:Io per il momento sto con Lello D'Amato.
PINO:Ah con Lello D'Amato?
DORIANA:Sì, la mattina, poi il pomeriggio ricevo presso un patronato,…(inc.)…
PINO:Quindi…(inc.)…
DORIANA:Sì, se hai bisogno…(inc.)…
PINO:…(inc.)…hai fatto la domanda al Comune? Ti sei iscritta…(inc.)…
DORIANA:No.
PINO:Allora mi fai la domanda al comune dove ti iscrivi come avvocato nell’ambito …(inc.)…se diamo qualche incarico…(inc.)…
DORIANA:Ah va bene.
PINO:…(inc.)… Io sottoscritto, essendo iscritto all’albo, chiedo di essere inserito nell'albo comunale degli avvocati.
DORIANA:E dove lo devo inviare? Al comune direttamente?
PINO:Al comune, al protocollo del comune.
DORIANA:Va bene.
PINO:Poi ci vediamo dopo che…(inc.)…
DORIANA:Sì.
PINO:Allora adesso tu mi dovresti servire per una cosa importante, non so se hai letto sul giornale che io ho preso in mano la questione dell'Ipercoop.
DORIANA:No, sapevo…(inc.)…
PINO:La Città della Moda.
DORIANA:La Città della Moda.
PINO:Poi…(inc.)…a settembre.
DORIANA:…(inc.)… Su Internet.
PINO:Allora questo ti volevo dire, quello internet non serve a niente.
DORIANA:Ah io avevo già inviato tramite internet.
PINO:Fra poco uscirà questo bando qua, che quelli che faranno questo corso saranno quelli che saranno assunti.
DORIANA:Ma questi come…
PINO:Questi come promoter.
DORIANA:Ah.
PINO:Però tu non devi andare a fare questo, perché questi saranno persone dai 20 ai 25 anni, massimo 28 anni, quindi, scusa se lo chiedo, quanti anni hai?
DORIANA:31.
PINO:…(inc.)… quindi io qua dovrei nominare una commissione, di cui io devo mettere un mio nominativo. Questo è un lavoro molto delicato perché la commissione sarà quella che esamineranno.
DORIANA:Quindi come diciamo selezionatore praticamente?
PINO:Tu avrai l'onore di esaminare tutti i ragazzi che andranno a lavorare alla Città della Moda. Allora io devo mettere una persona mia di fiducia che risponde a me, chiaramente noi, io personalmente raccoglierò tutte le indicazioni politiche e chiaramente non sarai tu da sola, sarai tu…(inc.)…un medico, poi ci sarà il Presidente che…(inc.)… una ragazza di…
DORIANA: Una psicologa?
PINO:Non la psicologa, dove hai letto lo psicologo?
DORIANA:No, so che più o meno le commissioni sono un legale, uno psicologo…
PINO:E sì, ma lo psicologo…
DORIANA: O comunque uno che …(inc.)…
PINO: Tu, diciamo, io ti inserisco come esperta, diciamo, di comunicazione.
DORIANA:Eh.
PINO:Quindi con questo curriculum, il mio nominativo sarai tu, …(inc.)… quindi, tieni conto che tu farai capo direttamente a me, come assessore al commercio. Selezionerete prima 125 che faranno un corso di formazione di 310 ore, saranno 160 di formazione e 150 di stage, questi devono partire subito, massimo il mese prossimo…(inc.)…125 e poi altri 125 ancora. Questo è un modo già innanzitutto di stare nella commissione, di farti conoscere, poi arriveranno questi signori qua e poi vediamo un po' perché loro ci hanno chiesto questo, poi l'indotto intorno a questa struttura. Vediamo un po', loro, diciamo,  le figure apicali diciamo di…(inc.)…non lo so come sarà la situazione…(inc.)… non ne abbiamo parlato.
DORIANA:Io, scusa se interrompo,…(inc.)…l'unica cosa che commesse per i magazzini.
PINO:…(inc.)…
DORIANA:Sì.
PINO:Devono essere diplomate, devono conoscere l’inglese, quindi non è la solita …(inc.)…
DORIANA:Io comunque…(inc.)…
PINO:E' chiaro… è chiaro, quindi tu farai parte della commissione che andrà a selezionare la…(inc.)… delle…(inc.)…e poi chiaramente la cosa diciamo…(inc.)…
DORIANA:No, è bella…(inc.)…
PINO:Poi fai una bella esperienza che ti rimane agli atti che comunque servirà, poi sai uscirà la commissione con nome, quindi sarà pubblicato su internet, uscirà il manifesto, quindi una cosa grossa. Io ho pensato a te.
DORIANA:Eh ti ringrazio per la fiducia.
fine intercettazione
 
q              intercettazione di comunicazioni e conversazioni tra presenti n. 286 (R.I.T. 55/05) del 28.04.2005 intercorsa tra l’assessore Giuseppe AMATO (Pino) e l’Avv. Doriana Carabellese(B)
(dal minuto 00:00.01 al minuto 06:21.00) Pino continua con Doriana il discorso intercettato nella precedente conversazione n. 285 sopra trascritta  e la donna gli riferisce che si occupa dell’aspetto legale. L’AMATO riferisce che questo è un primo passo e le chiede di fare la comunicazione al Comune (per l’iscrizione all’Albo Comunale degli Avvocati) al fine di farle assegnare un piccolo incarico “da 2000/3000 Euro"; a questo punto la professionista ride compiaciuta. L’AMATO le chiede di cosa si occupi e la donna riferisce di occuparsi del Civile con particolare esperienza nel diritto di famiglia (separazioni, divorzi). L’AMATO le chiede anche se fosse interessata a piccoli incarichi riguardanti vertenze condominiali in quanto gli capita spesso di entrare in contatto con questo tipo di problematiche nell’esercizio della ditta che gestisce con il fratello (EDIL AMATO di Amato Corrado; n.d.r.). L’assessore, poi, spiega all’avvocato di avere un figlio di 20 anni che frequenta il liceo classico e che quando conseguirà la laurea si darà alla politica e lui si metterà da parte. L’uomo si raccomanda poi con la donna di non dire niente a nessuno, per evitare che qualcuno pensi che dietro di lei ci sia lui. I due parlano del lavoro dell’avvocato che riferisce di frequentare un patronato nella zona 167 e di occuparsi di vari aspetti di lavoro legati al diritto civile.
Prima di salutarsi, la donna chiede quando potrebbe sapere qualcosa e l’AMATO le risponde che per questo fatto della “Città della Moda” probabilmente si saprà qualcosa tra una ventina di giorni o un mese, ribadendo che è necessario non parlare con alcuno di quanto si sono appena detti, e di rispondere, a chi dovesse rivolgerle domande circa la sua nomina all’interno della commissione esaminatrice, che questa è avvenuta a seguito dell’invio a Milano di un suo curriculum. Ribadisce, per l’ennesima volta, di non riferire ad alcuno di avere parlato con Pino AMATO.

ASSESSORE:…(inc.)…sbagliato (voce maschile)
B(voce femminile):Io veramente, non so, ho fatto, va be’, insomma, oltre l’aspetto legale, poi praticamente ho fatto…(inc.)…comunque sono una che cerca sempre di imparare, di capire, di portare a termine tutte…
ASSESSORE:Questo è un primo passo, poi vediamo man mano, poi mi fai quella comunicazione al comune.
B:Aspetta che mi segno già…
ASSESSORE:Così vediamo un piccolo incarico, piccolino te lo riesco a dare di 2.000, 3.000 euro.
B:…(inc.)…(risata)…(inc.)…
ASSESSORE:…(inc.)…non paghiamo più niente.
B:No, no, sì, lo so che …(inc.)…
ASSESSORE:Allora al signor Sindaco di Molfetta, oggetto: iscrizione albo comunale …(inc.)…
B:Questo di avvocato non mi giunge mai più niente.
ASSESSORE:E' normale, sei uno in più poi.
B:No, ma poi…(inc.)…
ASSESSORE:Quindi qualche cosetta piccola roba di condominio, di impresa edile te le do?
B:Sì, sì, io sto facendo, sto lavorando al patronato…
ASSESSORE:Poi sta questa amministratore…(inc.)… un sacco di economia…(inc.)…qualche caso di passartelo a te, ora segni queste cose.
B:Quindi la sottoscritta, va be’,…
ASSESSORE:La sottoscritta… nome, cognome, iscritta nell'albo del Foro, non so come scrivete voi.
B:Al Foro di Trani.
ASSESSORE:Al Foro di Trani, chiedo alla S.V. di essere iscritta nell'albo degli avvocati del comune di Molfetta. In attesa di una vostra risposta, distinti saluti. Tu di che cosa ti occupi?
B:Civile in generale per il momento, non sto… ho fatto una tesi sul diritto di famiglia, sul divorzio, separazione e questa roba qui.
ASSESSORE:Quindi non tanto sicuro…
B:No, anche molto particolare perché sull’annullamento del matrimonio, quindi le patologie che portano all'annullamento del matrimonio…(inc.)…però, va be’, …(inc.)… più particolare è la cosa, più …(inc.)…
ASSESSORE:Mio figlio adesso …(inc.)…
B:Beh se vuoi l'aiuto, qualcosa…(inc.)…
ASSESSORE:Poi magari quando è il momento diciamo, ha vent’anni, ora sta facendo l'ultimo anno di liceo classico e deve fare iscrizione per …(inc.)… Tu…(inc.)… la specializzazione.
B:…(inc.)…Va bene, alla fine la trafila sempre quella è.. Hanno accorciato un po’ gli esami, hanno …(inc.)…
ASSESSORE:…(inc.)…nel senso che anche se io ero destinato alla politica.
B:…(inc.)…
ASSESSORE:Sto aspettando che si laurea per mettermi io da parte e poi…
B:E' giusto alla fine…(inc.)…
ASSESSORE:Poi qua quel che facciamo per i figli è.
B:…(inc.)…
ASSESSORE:No, poi mandalo …(inc.)… Vedi che sta iscritta nell'albo oppure non è iscritta perché manca questo…(inc.)…allega la tesi, ma mi pare di no.
B:…(inc.)…
ASSESSORE:Fai la fotocopia della tesi, poi…(inc.)…allega questo. Però se chiedi al tuo avvocato…(inc.)…
B:Lui lavora. fa delle cause per il comune, a lui il fatto mio gliel'ho chiesto…(inc.)…
ASSESSORE:Lo so, perciò ti ho detto, sei uno in più per lui, tu non devi dire niente che hai parlato con me, se no quello dice: “Ah tu hai l'assessore”, quindi comincia… Invece…(inc.)…
B:No, già con quello del patronato, non ti dico, la paura del patronato…(inc.)…
ASSESSORE:Quindi le persone di patronato, io ti posso inviare delle persone, …(inc.)… tutti.
B:Sì, io sto avendo… cioè…(inc.)…
ASSESSORE:Sulla 167.
B:167 è il marito di mia…(inc.)… mia madre, e quindi lui tramite il cap qualcosa che gli capita…(inc.)… Ora sto vedendo roba… mi è capitata un’altra ricerca …(inc.)…
ASSESSORE:Ma voi avete…(inc.)… recupero delle quote. Io adesso ti presento …(inc.)… ha un sacco di economia questo, poi serve un appoggio, diciamo… questa cosa della città della moda.
B:Ah Pino, quando…(inc.)…
ASSESSORE:A breve, massimo entro venti giorni, un mese.
B:Ah, è proprio una cosa… ma mi fai sapere tu poi?
ASSESSORE:Sì, hai capito che è riservata questa cosa?
B:Sì.
ASSESSORE:Tu devi dire che hai mandato il curriculum a Milano e ti hanno chiamato per fare…(inc.)…
B:Direttamente per la selezione.
ASSESSORE:…(inc.)… Aspetta un attimo. Va bene, ciao, ci sentiamo, ciao.
B:Okay ciao. Tu il mio numero di telefono ce l’hai.
ASSESSORE:Non me l’hai messo sul curriculum? Ma comunque ce l’ho.
B:…(inc.)…
ASSESSORE:…(inc.)… Ciao.
B:Okay, ci vediamo.
( … )
fine intercettazione
 
 
              
 
q              conversazione telefonica n°601 (sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe  – R.I.T. 2/05) del 17.05.2005 tra l’assessore Giuseppe AMATO (Pino) e l’Avv. Doriana Carabellese(Doriana)
PINO:Pronto? (voce maschile)
DORIANA:Eh Pino, sono Doriana! (voce femminile)
PINO:Sì Doriana, scusami, ma prima stavo sull’altro telefono.
DORIANA:Eh sì, ho capito…no…il numero non appare perché col contratto Teledue in automatico ti dà il privato, per questo…
PINO:Senti Doriana, allora io sto lavorando su quell’ipotesi che ti dissi.
DORIANA:Uhm!
PINO:Ci vediamo giovedì che ne parliamo a voce?
DORIANA:Va bene, sì, okay!
PINO:Eh?
DORIANA:Questo venerdì?
PINO:Sì, mi vieni a trovare al comando Vigili Urbani dove sei venuta l’altra volta.
DORIANA:E per che ora? Alle cinque sempre?
PINO:Sì, alle cinque mi trovi là!
DORIANA:Cinque, cinque e mezza, più o meno?
PINO:Sì, sì, sì!
DORIANA:Va bene, okay, va bene.
PINO:Ciao Doriana.
DORIANA:Ti ringrazio e scusami se ti ho disturbato di nuovo.
PINO:No, no, no, mi fa piacere sentirti. Ciao, ciao.
DORIANA:Ciao.
fine intercettazione

 
q              conversazione telefonica (SMS) n. 2224 in entrata sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe (R.I.T. 2/05) del 03.06.2005
TESTO SMS:"Ciao Pino sono Doriana x quella situazione non mi hai fatto    sapere+niente?Attendo tue notizie.Buon lavoro".
 
q              conversazione telefonica n°2230 (sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe  – R.I.T. 2/05) del 03.06.2005 tra l’assessore Giuseppe AMATO (Pino) e l’Avv. Doriana Carabellese(Doriana):
Mentre squilla il telefono si sente parlare.
B:Oh dopo andiamo a fare quella cosa? (voce maschile)
PINO: Sì, sì, va bene. (voce maschile)
B:(inc. rumori in sottofondo)
PINO:No, no, adesso andiamo, quando ci sbrighiamo andiamo con la macchina mia.
Inizia la conversazione.
DORIANA:Pronto? (voce femminile)
PINO:Doriana?
DORIANA:Ciao Pino.
PINO:Ciao.
DORIANA:Come stai?
PINO:Bene. Senti, io ho una conferenza stampa a Palazzo Giovine sulla Città della Moda.
DORIANA:Eh infatti io ti ho chiamato per questo, perché ho visto i manifesti.
PINO:Eh, perché non fai un salto qua stamattina?
DORIANA:Ora? Eh…
PINO:Sì, stiamo già qua noi, sì.
DORIANA:Ah, e va bene, ora arrivo.
PINO:Vieni dai. Ciao.
DORIANA:Il Palazzo Giovine è vicino al Comune hai detto?
PINO:Dove facciamo il Consiglio Comunale.
DORIANA:Ah, il Comune vecchio.
PINO:Sì, sì. Ciao.
DORIANA:Okay. Ciao.
fine intercettazione

qconversazione telefonica (SMS) n°3515 in ingresso sull’utenza TIM di AMATO Giuseppe – R.I.T. 2/05) del 15.06.2005

Ciao pino sn doriana attendevo notizie circa quella situazione! Buona giornata

 
In relazione ai fatti in disamina (gestione a scopi elettoralistici dei corsi di sales promoter presso il Fashion District ) l’AMATO ha riferito quanto segue nel corso dell’interrogatorio sostenuto dinanzi al p.m., a seguito di presentazione spontanea, il 6.2.2006 (v. foglio 2331 del fascicolo):
(pagg. 10-17 del verbale):
p.m.(…) Partiamo dal reato di un’ipotesi di concussione che si sarebbe sostanziata nell’ottenere la promessa del voto a lei per le elezioni che faranno quest’anno e a Cassano per le elezioni per la Regione Puglia che si stavano tenendo nel 2005, onde poter accedere ai corsi di formazione presso il Fashion District. In merito a questi fatti, le chiedo innanzitutto questo: lei conosce, ha mai conosciuto l’Avv. Doriana Carabellese?
Ind.: sì.
p.m.: per quale motivo l’ha conosciuta?
Ind.: io la conoscevo già perché la sorella, che è dietologa, è un’amica mia e quindi conoscevo sia la sorella, che lei.
p.m.: ricorda di aver parlato con l’avvocatessa Doriana Carabellese, nell’aprile del 2005, di questioni riguardanti la Città della Moda ed in particolare il reclutamento delle persone che dovevano partecipare ai corsi di formazione professionale per l’eventuale successivo impiego presso quell’esercizio commerciale?
Ind.: con lei io di formazione ho parlato solo in riferimento… in quanto loro cercavano una persona che si occupasse di marketing…
p.m.: “loro” chi?
Ind.: diciamo, quelli che dovevano fare questo corso di formazione cercavano sul territorio qualcuno che si occupasse di marketing, che loro dicevano che non riuscivano a trovare. Io con lei ho parlato solo di questo, perché per quanto riguarda i corsi di formazione, di assunzione, lei non c’entra assolutamente niente.
p.m.: ma non è forse vero che lei promise a questa Doriana l’assunzione, il suo reclutamento come componente della commissione politica che avrebbe dovuto giudicare sul reclutamento delle persone partecipanti ai corsi di formazione?
Ind.: no, perché quella commissione era già stata nominata dalla Fashion District attraverso la Dr.ssa Garatti, quindi loro cercavano solo qualcuno che potesse, diciamo, si occupasse di marketing e si trattava di due o tre ore al giorno, praticamente, che doveva fare, ma lei non c’entrava niente in quella commissione, doveva fare solo lezione, perché poi la commissione era stata già costituita dalla Fashion District.
p.m.: la conversazione ambientale intercettata nel suo ufficio il 28 aprile del 2005-rit nr. 55/05, dal minuto 26.13: “AMATO fa capire esplicitamente alla ragazza che il motivo principale per cui l’ha convocata è che lei potrebbe servirgli per svolgere un incarico importante di massima fiducia. AMATO chiede alla ragazza se avesse notato l’articolo sul giornale che indicava che lui aveva preso in mano l’apertura dell’Ipercoop. La ragazza riferisce che aveva saputo della prossima apertura della Città della Moda. AMATO le spiega che a lui spetta di inserire nella commissione esaminatrice che si occuperà di selezionare il personale da assumere presso la Città della Moda una persona che risponde a lui; aggiunge anche che lui, poi, raccoglierà le indicazioni politiche. Di detta commissione – AMATO spiega alla ragazza – faranno parte alcuni professionisti esperti del settore, ribadendo la nomina di una persona da lui nominata come assessore al Commercio. Poi, parlano del primo scrutinio, dal quale verranno scelti centoventicinque elementi da avviare al corso di formazione della durata di trecentodieci ore. Specifica che le predette ore saranno così suddivise: 160 di formazione, 150 di stage. Chiarisce che le selezioni saranno in tutto tre e che in ognuna di queste verranno scelti centoventicinque elementi da avviare al corso. L’assessore indica anche i periodi dei corsi di formazione che, a suo dire, saranno i seguenti: i primi centoventicinque scrutinati entro il mese di maggio 2005, i secondi a settembre 2005 ed a seguire quelli del terzo gruppo. Chiarito l’aspetto organizzativo della commissione, l’AMATO prosegue il discorso, dicendo che in questa maniera la ragazza avrà modo di farsi conoscere e che sarà retribuita per il lavoro espletato. Aggiunge anche che forse ci sarà la possibilità di introdurre all’interno dell’indotto che ruota attorno alla struttura una o due persone che ricopriranno ruolo apicali. AMATO le comunica che lei farà parte della commissione, unitamente ad altri professionisti, alla quale spetterà selezionare il personale da assumere ribadendo che sarà una cosa grossa e che farà capo a lui”.
Ind.: in questa conversazione che noi abbiamo fatto, come lei vede, Giudice, il fatto dei centoventicinque non è una cosa che ho deciso io, è una cosa che…
p.m.: sì, ma è vero oppure no che lei disse alla Doriana Carabellese che poteva farla nominare nella commissione che avrebbe giudicato chi doveva partecipare ai corsi di formazione presso il Fashion District?
Ind.: io non ricordo bene la telefonata…
p.m.: è una conversazione ambientale, non è una telefonata.
Ind.: io ricordo di aver detto che lei poteva far parte di questa commissione che doveva svolgere, diciamo, per… ma non per le assunzioni, perché quello non è…
p.m.: no, la formazione per reclutare chi doveva partecipare ai corsi di formazione.
Ind.: ma mica li poteva reclutare lei, perché là c’era una commissione dove c’era la Dr.ssa Garatti, che aveva dei…
p.m.: quindi questo particolare è vero, che lei ha parlato di questo fatto con la Doriana Carabellese, di questa commissione, che doveva designare questa Doriana in questa commissione?
Ind.: io non è che dovevo designare, io dovevo proporre questa… perché loro cercavano sul territorio una persona che si occupasse di marketing, che non riuscivano a trovare.
p.m.: guardi, però questa è una cosa diversa: una cosa è il marketing ed una cosa è la commissione, secondo me.
Ind.: no, ma la commissione non c’entra niente, forse ho sbagliato io il termine, io intendevo dire come ore di lezione, non di commissione, perché là non esisteva una commissione, c’era un gruppo di docenti…
p.m.: allora, il sindaco Tommaso Minervini, che noi abbiamo ascoltato, ha riferito che in effetti si pensava di fare una commissione di questo tipo e poi l’idea venne scartata.
Ind.: questo non lo so se lui… se loro avevano deciso… io questo non lo so. Io so soltanto, tant’è vero che dovetti mettermi a disposizione per trovare delle aule, perché stavamo in ritardo per quanto riguarda la formazione, per cui andai a parlare con delle scuole perché non avevamo delle strutture adatte per poter, diciamo, far fare questi corsi.
p.m.: ma lei si propose oppure no di indicare il nominativo di questa Carabellese per far parte di quella commissione?
Ind.: non della commissione. Io proposi la Dr.ssa Carabellese in quanto docente, così, come la vogliamo chiamare, di marketing; forse ho sbagliato il termine a chiamarla “commissione”, ma non era una commissione, là erano dei docenti con la Dr.ssa Garatti, che avevano tutto un programma loro, dove facevano fare dei quiz ai ragazzi…
p.m.: per la formazione di questi ragazzi?
Ind.: per la formazione di questi ragazzi.
p.m.: eventualmente da assumere?
Ind.: eventualmente da assumere, che poi non è stato assunto quasi nessuno oppure non lo so se hanno assunto oppure no, perché loro erano abbastanza autonomi in questo.
p.m.: è vero che lei in quella stessa conversazione invitò l’avvocatessa Carabellese ad iscriversi presso l’albo degli avvocati del comune di Molfetta per poterle dare un piccolo incarico da 2.000,00-3.000,00 euro?
Ind.: no. Lei, quando ne abbiamo parlato, mi diceva sempre che al Comune lei quante volte vedeva che tutti avevano gli incarichi, come era possibile questo ed io le dissi: “Guarda, se tu non sei iscritta all’albo degli avvocati, mai nessuno potrà darti qualche incarico perché il Comune di Molfetta utilizza un albo degli avvocati che ha e quindi a rotazione di là sceglie gli avvocati, in base ai tipi di cause, di interventi, diciamo, che il Comune ritiene opportuni”.
p.m.: ma è vero che le disse anche che avrebbe fatto in modo di farle avere un incarico, un piccolo incarico da 2.000,00-3.000,00 euro?
Ind.: io non ricordo di aver detto questo di 1.000,00-2.000,00 euro. Io dissi, forse… non ricordo, comunque, Giudice, perché con tante telefonate che faccio non è che posso starmi a… Io dissi a lei che se eventualmente lei voleva cominciare ad avere qualche incarico dal Comune, si doveva iscrivere; è chiaro che forse le dissi che si parte sempre dai piccoli incarichi di 1.000,00-2.000,00 euro, ma non che le dovevo dare 2.000,00 euro, anche perché non sono io che decido di darli. Quando si dà un incarico, è la Giunta nel suo complesso o il dirigente direttamente che dà l’incarico (…)”.
 
(pagg. 28-36 del verbale dell’interrogatorio del 6.2.2006, v. foglio 2331 del fascicolo):
p.m.: cioè, ci ha spiegato il sindaco, Tommaso Minervini, nelle sommarie informazioni che ha reso, che – mi corregga se sbaglio – praticamente c’era stato un accordo con il Fashion District, verbalizzato in un consiglio comunale, in virtù del quale il Fashion District, che mi pare sia di Brescia, si impegnava ad assumere un certo numero di manodopera locale, non molfettese, locale. Per assumere queste persone, c’erano dei corsi di formazione “professionale” che formavano i commessi da impiegare poi nel Fashion District. È così?
Ind.: sì, sì. Ma non era una commissione, Giudice.
p.m.: si faceva un corso?
Ind.: era un corso di formazione.
p.m.: ma tutti potevano essere presi?
Ind.: tutti potevano essere presi.
p.m.: se avessero fatto le domande cinquemila persone, potevano fare cinquemila persone questo corso?
Ind.: no, loro facevano una selezione…
p.m.: la facevano una selezione.
Ind.: attenzione, noi avevamo pubblicato, attraverso i nostri uffici, che c’erano questi corsi di formazione.
p.m.: fu messo un bando?
Ind.: sì, attraverso un bando, dove avevamo predisposto anche, diciamo, della modulistica. Là si trattava dei primi centoventicinque… Tenga conto che a Molfetta in quell’occasione noi facemmo il bando e fummo trasparenti al massimo, ma era da anni che millantavano in giro che si facevano queste assunzioni, in quanto tutti quanti ci hanno giocato un po’ su questa questione. Per quanto riguarda questa benedetta commissione, non era una commissione.
p.m.: come funzionava? Cioè, chi voleva fare questo corso…
Ind.: loro, la Fashion District, nominarono loro una loro, diciamo… nominarono… cioè, loro avevano un budget che destinavano… anzi, là c’era un accordo che noi dovevamo mettere a disposizione dei locali e la strumentazione, i computer, io di questo mi occupai. Nel corso, diciamo, di organizzare queste cose, un dirigente della Fashion District mi disse: “Guarda AMATO, non è che conosci qualcuno che si occupa di marketing? Che noi sul territorio non riusciamo…”.
p.m.: come si chiama questo dirigente?
Ind.: il Dr. Di Molfetta.
p.m.: e il nome?
Ind.: il nome non me lo ricordo… io lo chiamavo “Dr. Di Molfetta”.
p.m.: insomma, questo Di Molfetta le chiese di…
Ind.: mi chiese se conoscevo… in quanto, siccome stavamo in ritardo perché a luglio dovevano aprire… lei, Giudice, se avrà visto, mi pare che a giugno addirittura stavano facendo questa selezione, quindi i tempi erano ristretti, anzi ristrettissimi e mi chiese se avevo qualcuno… Io approfittai che conoscevo questa Dr.ssa Carabellese, che dal curriculum che lei mi aveva dato si vedeva benissimo che aveva fatto già formazione di marketing, al che dissi al Dr. Di Molfetta: “Guardi, io conosco questa ragazza che potrebbe essere in grado di fare…”. Lei non so neanche quante ore ha fatto, se le ha fatte, quando le ha fatte, dove le ha fatte, non lo so neanche. Cioè, di questo si tratta, non era una commissione. Tant’è vero che anche su questo…
p.m.: ma poi questa Carabellese è stata presa oppure no? No.
Ind.: a fare le due-tre ore? Mi pare di sì.
p.m.: allora è stata presa?
Ind.: mi pare di sì, ma solo a fare… mi pare che è andata una volta, non lo so quante volte è andata.
p.m.: che lei sappia, ha poi avuto incarichi presso il Comune di Molfetta come avvocato, che lei ricordi?
Ind.: che io so, no. Poi, se li ha avuti… ma non credo. Almeno per quello che mi riguarda, io so che non ne ha avuti.

p.m.: sempre su questo problema della formazione professionale, a questo punto in modo forse improprio, per il Fashion District è stata intercettata la conversazione telefonica nr. 2989, che lei ha avuto il 9 giugno del 2005 con il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini. Adesso le leggo il testo, perché è molto breve, se lei mi spiega di che cosa si tratta: “Pronto, Pino?”. “Tommaso, dimmi”. “No, dice che mi cercavi”. “Ah, sì, sì”. “Hai avuto quel fax?”. “Io sì, l’ho avuto quel fax”. Dice Minervini: “Quelli hanno sollecitato. Vedete un po’ di dare quanto prima le risposte”. Lei dice: “A quello, a Panunzio, le risposte… vabbè, le… Mo’ mi chiamo a Sancilio pure e questi poi chiedono pure una…”. “Pino, io dico, in questa fase, diciamo, i nostri amici mettiamoli un attimo da parte – dice il sindaco a lei – concentriamoci a, come dire, allentare la tensione con questi qua”. “E questo sto dicendo”, dice lei. Quindi dice il sindaco: “Quindi, due o tre curriculum di questi o fratelli di questi li imbarchiamo dentro”. “Ah, va bene”. “Se riesci ad imbarcargli tre organismi, i due-tre organismi, per adesso andiamo così”. “Scusa, gli organismi chi sono, quelli del tutor, quelli là?”, chiede lei. Risponde Minervini: “No. Come si chiama, Molfetta Shopping, i tre…” e poi è incomprensibile. E ancora dice: “Poi Marzotta – forse Mazzocca – quello di C.so Umberto, mi ha dato la cognata, che dice…”. “Va bene, fai un rastrellamento – dice a lei Tommaso Minervini – stasera fai preparare i curriculum e stasera ci vediamo, che così contattiamo e chiudiamo quest’altro capitolo”. E lei risponde: “Eh, va bene. Io, però, intanto, mi chiamo Sancilio per vedere questa cosa qua dei computer e cos…” e poi non si capisce… “Stasera ci vediamo”. “Ok”. “Ok”.
 

… omissis

 

Usura, due condanne per l’operazione "Black out"

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Si è concluso mercoledì con due condanne il rito abbreviato che ha portato in aula l’operazione "Black out"

L’11 aprile 2008 i Carabinieri eseguirono cinque misure cautelari, di cui due in carcere, e sequestri di beni per 6 milioni di euro. Usura, emissione di fatture per operazioni inesistenti e frode fiscale i reati a vario titolo contestati. 


Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Trani, Margherita Grippo, ha inflitto tre anni di reclusione all’imprenditore Giacomo Germinario e 2 anni a Cosimo La Forgia, titolare di una tabaccheria e indicato dal sostituto procuratore Carla Spagnolo come “fiduciario” del principale imputato. A quest'ultimo la pena è stata sospesa.

Assolti gli altri imputati: Marianna e Damiana De Bari, rispettivamente moglie e cognata di Germinario, il marito di quest’ultima, Michele Picaro e Michele De Bari.

I due condannati dovranno versare una multa (8mila euro Germinario e 5mila La Forgia) e risarcire le parti civili, tre persone fisiche e l'associazione provinciale Antiracket, rappresentata in giudizio dall'avv. Angela Maralfa: a ciascuno di loro andrà una provvisionale di 5mila euro.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Il "sistema Altomare" non è tanto diverso dal "sistema Amato"

 


La verità è che i due sistemi rappresentano molto bene il "SISTEMA MOLFETTA".

Il "sistema Altomare"

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Roberto Oliveri Del Castillo, a pagina 328 dell’ordinanza custodiale lo definisce, senza mezze misure, il «sistema Altomare». I numerosi presunti illeciti edilizi sarebbero ruotati attorno ai suoi interessi ed al suo studio, di cui solo formalmente sarebbe stato estraneo. 

Severo ed eloquente il profilo tracciato dal gip, secondo cui «Rocco Altomare, incurante delle ricadute in tema di legalità ed immagine della funzione pubblica cui esponeva l’ufficio ricoperto perseguendo gli interessi privati suo e del suo studio anche in pendenza del procedimento, ha continuato a gestire con modalità padronali l’UTC».
Tra le esigenze cautelari ravvisate dal giudice «la necessità di arginare la propensione all’illegalità dell’Altomare che completerà il suo iter criminoso una volta ottenuta la definitività del Piano dell’Agro e che consentirà di far partire procedimenti di sanatoria per edificazioni effettuate su lame e suoli agricoli, oltre che ad aprire una nuova stagione di cementificazione del territorio già compromessa da una notevole impennata delle attività edilizie nel territorio di Molfetta». 

Il gip motiva ancora: «La situazione di preferenzialità creatasi in favore dei congiunti, unitamente alla posizione di preminenza ormai assunta dal dirigente, che con assoluto arbitrio è capace persino d’interferire sull’azione politica ed indirizzo dell’amministrazione comunale a fini privati, rappresenta un elemento d’assoluta emergenza nell’evitare ulteriori conseguenze nella reiterazione dei reati. Da ciò consegue che anche i tecnici incaricati dell’A&D rappresentano un anello fondamentale della catena d’illeciti riferibili al sodalizio e costituiscono terminali di un’attività concertata che potrebbe giungere anche ad atti d’inquinamento probatorio. Nemmeno la pendenza di un giudizio è in grado di far dissuadere il dirigente dai suoi propositi».

Mentre così si motiva i domiciliari degli altri 8 arrestati: «Giambattista Del Rosso ha una posizione di grande rilievo nell’ambito del sodalizio criminoso rivestendo un ruolo d’incaricato di pubblico servizio come componente della commissione paesaggistica del comune e redigendo per lo studio vari progetti, firmando pratiche importanti. Alessandro De Robertis è firmatario di quasi tutti i progetti, soprattutto di quelli che partono come DIA per poi dar luogo a realizzazioni edilizie completamente diverse, dichiarando il falso nelle relative istanze. Forte dell’appoggio di Altomare, si consente di minacciare la polizia municipale ogniqualvolta si frapponga agli scopi illeciti del sodalizio e diviene fondamentale istruttore di alcune pratiche di sanatoria. Anche Donato Altomare (fratello del dirigente) e Gaetano Di Mola sono firmatari di diverse pratiche poi rilevatesi illegittime. 

Corrado Altomare (figlio del dirigente) apparentemente ha un ruolo defilato ma in realtà è colui che beneficia della maggior quota dell’A&D e quindi degli introiti del sodalizio. Marta De Giglio e Nicolò De Simine, al pari di Del Rosso, sono componenti della commissione paesaggistica ma assumono un importante ruolo non solo in alcune pratiche ma soprattutto nella vicenda dell’Hotel Tritone. Per Mauro Spadavecchia, imprenditore ed importante cliente dello studio A&D, s’impone la misura cautelare – scrive il gip – perché autore di una denuncia calunniosa nei confronti della polizia municipale».

Il "sistema Amato"
 

Il 2 agosto 2010 sono state depositate le motivazioni della sentenza di condanna per l’ex assessore Pino Amato e dopo poco più di un mese, esattamente il 17 settembre 2010, lo stesso è stato sostituito in consiglio comunale in attesa dell’esito del giudizio in appello.

Nella ricostruzione dei fatti e delle singole condotte criminose è emerso una variegata propensione dell’Amato alla commissione di reati, concentrata peraltro nel ristretto lasso temporale durante il quale il predetto è stato sottoposto al controllo da parte degli organi inquirenti.
Si deve rimarcare il fatto che l’imputato ha creato una fitta rete di relazioni nella pubblica amministrazione, piegando le regole del suo ruolo, coinvolgendo numerose figure pubbliche nelle sue trame e allargando sempre più il suo raggio d’intervento illecito.


L’Amato ha dimostrato di non avere remore da questo punto di vista, non esitando ad approfittare dell’espansione commerciale della città per tessere progetti criminosi con la società SECURPOL, amministrata dalla Guido; 

ha tradito le funzioni pubbliche
, servendosi del personale della pubblica amministrazione per raggiungere obiettivi di taglio elettorale; 

ha rastrellato consensi facendo leva sul dramma sociale dell’affannosa ricerca di un posto di lavoro;

 
ha imposto orientamenti elettorali e politici pressando con mezzi ignobili poveri commercianti, 
pur abusivi, ideando un piano esecutivo di marcata matrice criminosa.


Va ravvisata la continuazione tra i reati oggetto della condanna, essendo tutti espressione di un medesimo disegno criminoso volto a creare, in modo illecito, una dominanza politica ed elettorale attraverso un bacino di sostenitori attirati da facilitazioni oppure attinti da urticanti condotte di sopraffazione.
Avuto riguardo alla pluralità delle azioni criminose e considerato anche il comportamento processuale non del tutto corretto (si pensi all’emerso contatto con alcuni soggetti escussi, avvicinati durante il procedimento per un evidente scopo di condizionamento delle dichiarazioni, poi in concreto verificatosi in alcuni casi, come si evince dalle contraddizioni ed incongruenze palesate da alcune testimonianze) equa ed adeguata è la condanna alla pena di anni tre di reclusione.
 â€¨

Il Collegio giudicante non condivide affatto la prospettazione difensiva mirante a giustificare le condotte dell’imputato con l’esistenza di prassi diffuse, tese ad accettare illecite forzature psicologiche e scambi di ogni genere nel periodo elettorale, addirittura quali eventi tracciati come destino ineluttabile della nazione. 

Ebbene, nel giudizio in esame sono emerse condotte dirette a privilegiare la posizione di cittadini disposti in termini corrispettivi ad accrescere il peso politico e elettorale dell’imputato Amato.
 â€¨Costui ha creato un giro di potere, avvitando nella propria cerchia numerosi soggetti, alcuni favorevoli con riduzioni di sanzioni amministrative o ulteriori agevolazioni, altri inducendoli a pensare di dover chinare il capo e recarsi dall’assessore, ciò per poter ottenere benefici oppure addirittura per evitare danni, ed infine, lasciando intendere ad altri ancora che è possibile asservire una funzione pubblica, comprandone gli effetti deviati ed offrendo quale corrispettivo la cessione di posti di lavoro per un pugno di raccomandati.
 â€¨

Non una parola è stata spesa in consiglio comunale sulla condanna di Pino Amato sia a destra che a sinistra, anzi, entrambe hanno anche ringraziato, per il lavoro svolto, l’ex consigliere Amato. 
Invece appena è scattata l'operazione "Mani sulla città" tutti quelli che avevano taciuto su Pino Amato, tranne Rifondazione Comunista, si sono lanciati, in una corsa sfrenata nella richiesta di dimissioni non solo dei diretti interessati ,"Rocco e i suoi fratelli", ma anche della giunta e del sindaco.
Quando arrestarono Pino Amato dicevano che era meglio leggere le carte, quando lo condannarono dicevano che era meglio aspettare le motivazioni della sentenza, oggi sono ancora in silenzio aspettando la sentenza definitiva d'appello, ma nel frattempo qualcuno pensa già di invitarlo al tavolo del "Cantiere del centrosinistra".
Poi qualcuno si meraviglia quando le urne danno certi risultati;  la coerenza? nella classe politica è un optional.

Ore 13.00 – ULTIM'ORA: … SONO STATE AVVISTATE NEI PRESSI DELL'ABITAZIONE DI UN ASSESSORE, LE AUTO DELLA GUARDIA FORESTALE DELLO STATO… CONTINUA "LE MANI SULLA CITTA'" ?…

Ore 16.00 – Sequestrata la villa dell'assessore Giacomo Spadavecchia 

 

"È iniziato il Calvario" del SindacoSenatorePresidente Azzollini

Calvario AZZOLLINI INCAP001 copia

Messaggio del Signore Gesù, XI° staz. della Via Crucis 

…"È iniziato il Calvario, non aver paura,
tutti voi siete testimoni della Mia croce, delle Mie parole,
Io illuminerò tutti voi, figli benedetti,
che avete ascoltato dal primo giorno le Mie parole e siete qui,
con Me, aiutateMi a portare la croce, il Calvario è vicino…
Venite al Mio patibolo, pregate,
pregate alla Madre Mia, chiedete la luce a voi,
tante piccole fiammelle intorno a Lei, beati voi.
Beati voi che ascolterete! Venite,
e sarete voi i portatori della luce per tutti i vostri fratelli”…

Giovane barlettana: «Io, nella bolgia dei rappresentanti di lista»

www.lagazzettadelmezzogiorno.it

«Gentile Gazzetta, sono una studentessa diciannovenne barlettana e quelle appena trascorse sono state le prime elezioni amministrative alle quali ho partecipato attivamente come elettrice». Comincia così la lettera via mail inviata da Lucilla Crudele. «Volendo vivere appieno quest’esperienza e per saggiare da vicino quei meccanismi che a scuola, nel migliore dei casi, vengono trattati solo superficialmente – aggiunge – mi sono offerta gratuitamente come rappresentante della lista per cui avevo intenzione di votare, in un seggio della scuola San Domenico Savio. Pensavo di assistere al momento, secondo me, di massima democrazia ancora più dell’atto del voto, ovvero lo spoglio delle schede, quello in cui si estrinseca la volontà del popolo e non quella dei singoli». 

Cosa è successo poi? «Con queste intenzioni – prosegue Lucilla – sono giunta al seggio assegnatomi alle 15 di lunedì. Al cancello, ormai chiuso per eventuali elettori ritardatari, un poliziotto mi ha lasciato passare dopo aver visto che in mano avevo la nomina siglata dall’ufficio comunale e pertanto regolare. Sono entrata. E qui, ciò che avevo solo in parte immaginato chiacchierando con amici e leggendo qualche articolo qua e là si è rivelato per quello che era. Nell’attesa di entrare nel seggio, mentre la commissione ultima le pratiche burocratiche e a noi rappresentanti è stato chiesto di aspettare fuori, mi sembra ci siano un po’ troppe persone … l’occhio mi cade sulla griglia per raccogliere i voti in mano a una signora, di certo non alla sua prima votazione: è organizzata per raccogliere i voti di un solo candidato… Poco più in là un mio coetaneo brandisce con aria compiaciuta la sua nomina (nome, cognome, simbolo e sezione, priva di alcun timbro e alquanto ‘riproducibile’) e una griglia per raccogliere voti per la stessa lista del candidato rappresentato dalla signora. Presto maggiore attenzione, non è un caso isolato». 

L’INTERPRETAZIONE – Ancora: «Mentre mi interrogo su una mia possibile mala interpretazione del termine “rappresentante di lista” (se siamo rappresentanti di lista perché fra di noi c’è chi rappresenta un solo candidato?), un altro personaggio appare sulla scena, ha un cartellino appuntato sul petto che cita “supervisore dei rappresentanti di lista” e mostra il suo nome e il simbolo del suo partito; legittimato da tale incarico così ufficiale si muove affannosamente per controllare se tutti sono in posizione e se c’è “almeno uno dei nostri”, parole testuali, per seggio; in caso contrario, scatta la sostituzione manco fossimo alla finale dei mondiali». 
Il racconto prosegue: «Scoccano le 15,30. La presidente fa l’appello dei rappresentanti di lista, me compresa, accreditati perché hanno presentato regolare nomina per tempo, mentre gli altri restano fuori, fra loro la signora e il ragazzo che rappresentano 2 candidati della stessa lista. 13 dentro, seduti, almeno una ventina alla transenna. Polemiche. Inizia lo scrutinio, siamo uno dei seggi più numerosi, circa 940 votanti. Aria rilassata dentro e infuocata fuori; man mano che cresce il numero di schede scrutinate, aumentano anche i rumori e le voci provenienti dal corridoio. Sembra di essere in uno di quei centri scommesse in cui si seguono le gare ippiche e si esulta o ci si rammarica platealmente, con la schedina in mano, ad ogni sorpasso riuscito o subito. La presidente chiede silenzio, minaccia l’allontanamento, le vola un insulto contro, arriva il poliziotto dell’ingresso. Procediamo, si è fatto buio, siamo ancora a metà. Finalmente la fine, scattano le telefonate e udite udite sono pochissimi coloro che comunicano direttamente i risultati, i più preferiscono “vedersi di persona” con il candidato rappresentato. Per fare cosa non possiamo saperlo. Immaginarlo sì però, e mi chiedo perché nessuno di coloro che ha titolo e autorità per farlo non sia riuscito ad arginare lo strano fenomeno della ‘moltiplicazione dei voti e dei pesci’, ovvero di coloro che abboccano all’offerta di chi compra il voto. Sarebbe bastato in quel corridoio fra le 15 e le 15.30 un altro poliziotto, in borghese però, che ascoltasse e osservasse, come ho fatto io, e che magari entrasse in confidenza con i rappresentanti ‘sospetti’». 

DELUSIONE E INDIGNAZIONE – Conclusione: «Ecco allora il duplice motivo della mia delusione e indignazione. In primis, per l’umiliazione che coloro che si candidano a rappresentare l’interesse comune impongono a chi vende loro il voto, siano essi più o meno indigenti e più o meno coscienti. Successivamente non vedo alcuna forma di repressione del fenomeno che pure era stato denunciato nelle scorse provinciali e regionali. Infine mi pongo due domande; qualcuno chiederà le dimissioni del consigliere neo eletto il cui nome è stato fotografato in cabina elettorale o il ‘sindaco del fair-play’ appoggerà la versione per cui l’episodio è stata una goliardata in un gioco che finisce sempre per capovolgere il ruolo di vittima e persecutore? E chi ha venduto il suo voto per ‘50euro più un cellulare’ è cosciente di aver svenduto anche gli occhi per guardare, la mente per discernere e giudicare e la sua voce per protestare? Buona fortuna Barletta, ne avremo tutti bisogno».

Noi l'avevamo detto solo 5 anni fa…

MARTEDÌ, 06 GIUGNO 2006

Ancora una scelta liberatoria

La valutazione del Liberatorio politico sulle elezioni amministrative…
continua a leggere…
qui 

Il processo Spadavecchia-Brattoli approda in appello

tribunale-bari(3)
molfettalive.it

Il processo cosiddetto Spadavecchia-Brattoli torna in aula. 

Dopo la sentenza di primo grado, terminata con l’assoluzione per Vincenzo Spadavecchia e la condanna a dieci mesi per Cristofaro Brattoli, sarà la Corte d'appello di Bari a occuparsi dei fatti che animarono la campagna elettorale per le amministrative del 2006

Il procedimento, istruito dal pubblico ministero Giuseppe Maralfa, terminò l’8 luglio 2008L’assessore fu assolto dall'accusa di voto di scambio “per l’inadeguatezza della prova della sussistenza del fatto”; mentre l’assassino del sindaco Gianni Carnicella fu ritenuto colpevole “per il delitto tentato di violenza privata” a causa di alcune minacce nei confronti del candidato sindaco Lillino di Gioia.

Sentenza cui si sono appellati la procura di Trani e i legali di Brattoli. 

Nella seconda sezione penale si procederà al riesame del verdetto di primo grado, sia dal punto di vista delle argomentazioni che portarono al pronunciamento del giudice monocratico Lorenzo Gadaleta, sia delle prove prodotte dal pm.

Due fatti distinti, quelli che hanno visto coivolti gli imputati, unificati in un unico procedimento dalla procura. Fu lo stesso Maralfa, nella discussione che precedette la sentenza di primo grado, a spiegarne il perché, tracciando un quadro non certo esaltante della vita politica locale. Da una parte, la storia dei 200 buoni benzina. Dall’altra, le parole che l’allora candidato del centrosinistra si sentì riferire al termine di un volantinaggio: «Tu non puoi fare il sindaco! Ricordati di piazza Paradiso, pezzo di merda». 

Il procedimento conta anche una costituzione di parte civile, quella di Matteo d’Ingeo in qualità di cittadino ed elettore molfettese ritenutosi danneggiato dalla condotta dei due imputati.

Amministrative 2006, l’appello assolve Brattoli

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Sentenza assolutoria confermata per Vincenzo Spadavecchia e riforma del giudizio, con assoluzioneper Cristofaro Brattoli

È il verdetto del processo di secondo grado Spadavecchia-Brattoli celebratosi ieri nella Corte d’appello di Bari. 

Dopo circa tre anni, la giustizia si è nuovamente occupata delle vicende accadute nella campagna elettorale per le amministrative del 2006. 

Al termine del primo grado di giudizio, l’attuale assessore allo Sport era stato assolto “per l’inadeguatezza della prova della sussistenza del fatto” dall’accusa istruita dal sostituto procuratore di Trani Giuseppe Maralfa di voto di scambio. Mentre per il killer del sindaco Gianni Carnicella fu emessa una condanna a dieci mesi di reclusione “per il delitto tentato di violenza privata” a causa di alcune minacce nei confronti del candidato sindaco Lillino di Gioia. 

Sentenza, quest’ultima, riformata in camera di consiglio dalla corte. Che invece ha confermato quanto stabilito nel 2008 nei confronti del politico dal giudice del tribunale di Trani Lorenzo Gadaleta. 

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni.

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