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Primavera molfettese del '94. Perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

Terramia, gruppo di discussione sulla politica molfettese, propone un incontro pubblico per riflettere sul ’94 molfettese.

 

 

Nel rumore di fondo della quotidianità molfettese annaspano le voci delle coscienze critiche. Manca la voglia di trasformare l’esistente e nel rumore di fondo permangono, addormentate e paghe del lauto pasto, le anime ribelli. All’orizzonte c’è solo il nostro ombelico. 

L’indifferenza per le bombe all’iprite che incombono, per i giovani disoccupati che si disperano, per i lavoratori prigionieri del mercato, per le consorterie arroganti dei delinquenti e dei ladri di galline che pervadono le strade è il segnale che la comunità e le cose comuni non son più degne di essere amate e curate perché rese agonizzanti da una politica malata o di protagonismo o di clientelismo e vuota di aneliti e di aspirazioni.

La medicina migliore è prendersela con gli altri, con chi è più vicino, con chi è più attivo. Ma la rabbia per il colpevole vicino cura la febbre e non la malattia. I ricordi sono in agguato per i vecchi e ai giovani rode la storia di questa città che ha visto ben altre stagioni, ben altre emozioni, ben altre speranze.

Sembra che a nessuno interessi ripensare al ’94, l´anno in cui a Molfetta si diede avvio a una frizzante stagione politica, si ribaltarono le previsioni elettorali e il governo della città cadde nella mani di una forza nuova che emerse inaspettatamente dalla città. Sembra che quel frangente di eccezionale mobilitazione civile e politica non abbia lasciato alcuna traccia. Ma di questo nessuno parla più. È davvero così? Può essere così? Davvero non ci sono più molfettesi che pensano e agiscono in forza della loro appartenenza ad una comunità di cittadini?

Abbiamo deciso di rompere gli indugi. La riflessione sul ’94 molfettese non può essere ulteriormente rimandata in attesa di tempi migliori.

Il 3 ottobre alle 18 presso la sala stampa del comune
di Molfetta è indetto un incontro pubblico per discutere di quella stagione, con unanime spirito di correità, senza reti e senza format.

Tutte e tutti sono invitati a portare il proprio contributo e a rispondere alla domanda: perché nonostante "quella" stagione politica ci ritroviamo "questa" Molfetta?

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Il "Partito dei Pensionati" vicino al Popolo della Libertà

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Il segretario politico molfettese, del “Partito dei Pensionati”, Paolo Montebello, in un comunicato stampa, ha dichiarato che il 19 settembre prossimo il suo movimento parteciperà alla Festa Azzurra organizzata a Molfetta dai circoli provinciali di Forza Italia per sostenere gli alleati del “Popolo della Libertà” che governano la città di Molfetta. Inoltre ha dichiarato che :
"A livello nazionale e regionale siamo già vicini al Popolo della Libertà e intendiamo cominciare questo percorso anche a Molfetta".

Questi “pensionati” sono gli stessi che abbiamo segnalato su questo blog l’11 aprile scorso
quando abbiamo parlato del supermarket del voto che ben viene rappresentato dalla foto scattata in Via Campanella 57.
Qualcuno cerca di capire ancora oggi il risultato del voto al ballottaggio, e noi ci chiediamo questi pensionati per chi hanno votato alle comunali?

Forse non saranno ASM e “quote rosa” a far cadere Azzollini, ma il suo stesso Presidente

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Se un proverbio francese dice “qui va à la chasse, perd sa place" (chi va a caccia, perde il suo posto) noi diremo che è proprio vero che “chi va a Roma perde la poltrona”.
Mentre il  Ministro Brunetta mette a punto la legge delega contro i “fannulloni” del pubblico impiego, il Presidente Schifani lancia la bomba sui “doppincarichisti” del Parlamento, ed è così che va in scena la politica dei segnali forti.
Per venti ospiti di Camera e Senato il cumulo di cariche è finito. Sembrava uno scherzo di cattivo gusto appena la notizia è apparsa in rete, invece a riportare la decisione di Schifani con dovizia di notizia è stato un comunicato apparso nella rassegna stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Si tratta di parlamentari eletti sia nelle fila del PdL che del Pd i quali, nonostante soggetti al principio della «incompatibilità», a mollare una delle due poltrone non ci pensano proprio.
A stabilirlo è l’articolo 122 della Costituzione. «Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento». Ed è proprio dalla interpretazione letterale dell’articolo che prende le mosse l`iniziativa del presidente del Senato.
«Il presidente del Senato, d`intesa con il presidente della Giunta delle elezioni», afferma lo stesso Schifani, «ha stabilito che le procedure del regolamento di verifica dei poteri sono già state attivate e saranno portate a compimento con la massima celerità».
I senatori interessati dal provvedimento, in tutto, sono venti, tredici del centrodestra, il resto del centrosinistra.
Il caso più clamoroso è quello del nostro concittadino Antonio Azzolini, che attualmente ricopre sia l’incarico di Sindaco di Molfetta, Comune che supera la soglia dei 20 mila abitanti, che di Senatore della Repubblica, per il PdL, con tanto di presidenza della commissione Bilancio.
Sino ad oggi, deputati e senatori, hanno aggirato l’ostacolo rifacendosi all’articolo 66 della Costituzione, in base al quale «ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità».
L’azione decisa dal presidente del Senato Schifaní e dal senatore Follini mira a spuntare le armi a questo articolo, rendendo invece subito efficace il principio della «incompatibilità».
Non a caso «nella seduta della Giunta del 4 giugno scorso», ricorda Schifani, «il presidente Follini ha ottenuto dai gruppi parlamentari l’indicazione dei componenti del comitato per l’esame delle cariche dei senatori. Il coordinatore del comitato, ha convocato l’organo per martedì 10, affinché possa presentare immediatamente le sue proposte».
E così, a partire da martedì prossimo, i seguenti “doppincarichisti”, avranno tre giorni per scegliere:

  1. Maria ANTEZZA (Pd) Consigliere Regionale e Presidente Consiglio Basilicata
  2. Antonello ANTINORO (misto) Deputato Regionale Sicilia
  3. Antonio AZZOLINI (PdI) Sindaco di Molfetta
  4. Carlo CHIURAZZI (Pd) Consigliere Regionale Basilicata
  5. Stefano DE LILLO (PdI) Segr. Consiglio Regionale Lazio
  6. Ulisse DI GIACOMO (PdI) Assessore Regionale Molise
  7. Egidio DIGILIO (PdI) Cons. e Vicepresidente cons. reg. Basilicata
  8. Fabrizio DI STEFANO (Pdl) Segretario del Consiglio Regionale Abruzzo
  9. Antonio FOSSON (misto) Assessore Regionale Valle d`Aosta
  10. Guido GALPERTI (Pd) Consigliere Regionale Lombardia
  11. Cosimo LATRONICO (PdI) Consigliere Regionale Basilicata
  12. Alfonso MASCITELLI (ldv) Consigliere Regionale Abruzzo
  13. Rosy MAURO (Lega Nord) Consigliere Regionale Lombardia
  14. Franco ORSI (PdI) Vicepresidente cons. reg. Liguria
  15. Francesco SANNA (Pd) Consigliere Regionale Sardegna
  16. Giancarlo SERAFINI (Pdl) Consigliere Regionale Lombardia
  17. Cosimo SIBILLA (PdI) Consigliere Regionale Campania
  18. Michele SOCCOMANNO (PdI) Consigliere Regionale Puglia
  19. Ada SPADONI URBANI (PdI) Consigliere Regionale Umbria 
  20. Paolo TANCREDI (Pdl) Consigliere Regionale Abruzzo

Non vorremmo che alla fine tutto si risolva in un polverone scaturito da una errata interpretazione delle leggi. L’articolo 122 non lascerebbe dubbi circa la possibilità di Azzollini di ricoprire il doppio incarico, ma potrebbero essere stati stabiliti dalla "Gunta delle Elezioni e delle Immunità Parlamentari" autonomi criteri restrittivi volti ad assicurare nella aule del parlamento la presenza di tutti i senatori e i deputati. Tutto questo anche a seguito della recente sconfitta del governo su alcuni provvedimenti, nonostante il rilevante numero di senatori di cui disponeva la maggioranza.

Il nostro “voto di scambio"

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In questi ultimi giorni di campagna elettorale sono in molti a spulciare i voti del primo turno, sezione per sezione, per poter ritrovare e controllare il “voto promesso”, e mentre tutti gli ultimi non eletti sperano in un ripescaggio grazie all´esito del ballottaggio, il LIBERATORIO POLITICO vuole ribadire la propria posizione su ogni impraticabile alleanza e sostegno diretto ad una qualsiasi coalizione.

Da molte parti ci chiedono di schierarci comunque e “sporcarci le mani” e noi rendiamo pubbliche le nostre condizioni in modo che il nostro “voto di scambio” avvenga alla luce del sole.

Le deleghe in bianco per noi non esistono e gli impegni concreti sul piano etico e della legalità, trasparenza e partecipazione non possono bastare per convincerci a votare, perché l´accesso agli atti amministrativi e gli strumenti della partecipazione ce li siamo conquistati quotidianamente sul campo a prescindere dai Sindaci e dal colore delle amministrazioni comunali.

Non ci interessano le poltrone, posti di sottogoverno, presidenze o assessorati ma semplicemente chiediamo risposte chiare su alcuni fondamentali argomenti d´interesse collettivo.

Il voto non può valere 50 euro o un buono di benzina. Il nostro prezzo è molto più alto:

1) Nel primo Consiglio Comunale utile si discuta dell´opportunità di costruire la centrale Powerflor nel territorio agricolo di Molfetta e si mettano in atto tutti gli strumenti giuridici e amministrativi per coinvolgere i cittadini nella scelta di questo insediamento industriale ed altri.

2) Nell´immediato, prima come semplice elettore e poi come primo cittadino, il futuro Sindaco si costituisca parte civile nei procedimenti penali in corso per voto di scambio ed altri reati che vedono imputati impiegati comunali e politici.

3) Si metta da subito mano al piano delle coste, prima dell´estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavetone.

4) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori del porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

5) Revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri;Promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei giorni scorsi per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Blocco del procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia ed utilizzo dei fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci che collegano il centro urbano e la periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8)
Condivisione e attivazione della pratica di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e della riapertura del processo contro il suo assassino.

9) Utilizzo dei beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione.

10) Denunciare chi ha utilizzato fondi statali destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana.

Rispetto della volontà degli elettori con divieto assoluto a qualsiasi consigliere eletto di dimettersi per altri incarichi presso municipalizzate, società a partecipazione comunale, altri enti pubblici e/o incarichi istituzionali, perché solo in questo modo si restituirà il valore etico della politica.

Molfetta, 22.04.2008

L´assemblea del LIBERATORIO POLITICO

"Dopo la sconfitta, uniti nel fronte antimafia"

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di Roberto Morrione

Se affermassimo che il risultato elettorale non avrà rilevanza sui percorsi che si prefigge Libera Informazione, diremmo una grande bugia. Ha vinto uno schieramento che si identifica in un signore che per la seconda volta, quindi con un progetto elaborato e concretamente realizzato, ha cercato, insieme a uno dei più stretti collaboratori già condannato per mafia, di fare di un mafioso come Mangano un eroe "civile". Con ogni evidenza – anche secondo una stampa che con poche eccezioni si è vilmente guardata dal porre seri interrogativi – allo scopo di raccogliere con parole d’ordine omertose il favore elettorale di un potere illegale, immorale e di sopraffazione, ben presente in vaste zone d´Italia.

Fra le tante constatazioni su Berlusconi, sui suoi cinque anni di pessimo governo, sulle ciniche "uscite" e "ritirate", sugli impresentabili alleati della Lega, sul gigantesco conflitto d´interessi, basterebbe questo fatto per comprendere quale arduo cammino sia di fronte all’Italia, che pure ha liberamente scelto nelle urne di affidarsi ancora al "grande venditore". E anche su quest’ultimo elemento, sul perchè sia diventata così gran parte d’Italia, c’è veramente molto da riflettere. Una vittoria che cambia la geografia politica del Paese, nella certezza che aprirà enormi problemi e drammatiche questioni sul piano interno e internazionale. Non è questa evidentemente la sede di un’analisi politica, che dovrebbe abbracciare altre novità dirompenti, fra cui l’affermarsi di un nuovo bipolarismo, il consolidarsi dell’alternativa di governo del PD, la dolorosa quanto storicamente grave scomparsa della Sinistra addirittura dalle scena parlamentare.

Certo l’idea che nel Parlamento della Repubblica debba sedere nella prossima legislatura un personaggio inquietante come Totò Cuffaro e non una persona onesta come Francesco Forgione, non induce all’ottimismo, né porta a considerazioni meno amare la regressione in Sicilia di uno schieramento guidato da Anna Finocchiaro e Rita Borsellino nel dilagare dell’autonomismo assistenzialista intriso di clientelismo e voto di scambio di Raffaele Lombardo.

Ciò che vogliamo però ribadire con forza e convinzione in questo momento, al di là della preoccupazione generale, è che ciascuno dei soggetti che hanno scelto la via della legalità, dei valori etici e civili, non solo resterà al proprio posto, ma dovrà moltiplicare se possibile l’impegno di sempre. Che cosa significa infatti l’avanzata elettorale a destra, intrisa di segnali antistato, secessionisti e del peggiore voto di scambio, se non che il prevalere di tutti gli elementi che combattiamo ogni giorno arrivi ormai a investire la stessa nostra Costituzione e la struttura della democrazia, con una ulteriore frammentazione del Paese e la sua deriva dall´Europa? E’ contro questa devastante prospettiva che siamo chiamati tutti a esaminare criticamente gli errori commessi, i cedimenti, le assurde contrapposizioni interne, i personalismi che hanno certo pesato, a ogni livello di responsabilità. E a rilanciare con più forza, continuità, visione unitaria l´azione già avviata sul piano nazionale come in ciascun territorio.

A partire dalle battaglie che si delineano nel nuovo Parlamento, in condizioni più difficili, per portare in porto innanzi tutto i nuovi provvedimenti antimafia, avviati faticosamente dal governo Prodi e bloccati a mezz’aria dalle elezioni anticipate. Ricostituire rapidamente, con la massima pulizia nelle scelte, la Commissione Parlamentare Antimafia, portando a compimento gli obiettivi legislativi e operativi delineati, resta un punto fondamentale al quale è chiamato il PD, con l’aiuto dell’Italia dei Valori e senza rinunciare, nei modi che dovranno essere individuati, all´apporto di componenti della Sinistra oggi escluse dai banchi parlamentari, ma della cui generosa esperienza sul campo non è possibile fare a meno.

Sui suoi impegni di battaglie civili e culturali, Libera come sempre non si tirerà indietro, seguendo l´esempio di Don Luigi Ciotti e rilanciando ovunque la forza delle idee e i valori della partecipazione.
Da parte nostra, come Libera Informazione, intendiamo perseguire con ancora maggiore determinazione il collegamento e l´aggregazione di tutti coloro che nei territori ad alta densità mafiosa e dovunque si espanda l’illegalità, mantengono accesa la luce della memoria e della conoscenza critica. Mai come oggi, di fronte ai devastanti effetti almeno in parte prodotti o favoriti dai conflitti d´interesse, dall´indifferenza e dalle deviazioni di un sistema dei media drogato e condizionato, avvertiamo la necessità di segnali nuovi e di aria più pulita nelle redazioni e nell´etere.

Roma, 16.04.2008

Amministrative 2008 – La nota del Liberatorio

lupo 2

Dopo il risultato negativo delle consultazioni politiche nazionali, che passerà certamente alla storia, registriamo in controcorrente, l´ottimo risultato della lista La Sinistra-l'Arcobaleno a Molfetta.

Un risultato che certamente esprime e rappresenta i malumori di quegli elettori che non hanno gradito la scelta del candidato sindaco Salvemini di mettere insieme nella sua coalizione singoli candidati e partiti che non hanno nulla in comune con un progetto che vuole definirsi politico, e che sono stati corresponsabili del degrado politico e morale in cui versa la nostra città dopo l'esperienza di governo di destra.

La Sinistra-L'Arcobaleno senza dubbio ha intercettato anche il voto di centinaia di elettori che alle politiche hanno votato scheda bianca o altri partiti della sinistra radicale, ed è proprio questo il messaggio che giunge dal voto amministrativo, un indirizzo di lavoro che indica la strada giusta per ricominciare a fare politica lontano dai tavoli di contrattazioni e formule di pura alchimia algebrica che fino ad oggi ha contraddistinto la vita politica molfettese e nazionale.

Il contributo del Liberatorio sicuramente è stato determinante per l'affermazione del candidato sindaco Zaza e della sua lista; vogliamo dichiarare sin d'ora che i cinque candidati del Liberatorio e il movimento che loro rappresentano non intendono fare alcun accordo con Mino Salvemini, e tanto meno con Antonio Azzollini, per il ballottaggio.
Una sana e responsabile opposizione con obiettivi a lunga scadenza permetterà al tessuto sociale sano di questa città di costruire un progetto politico alternativo ad entrambi gli schieramenti.

Ringraziamo gli elettori che ancora una volta hanno dato fiducia al lavoro svolto in città dal LIBERATORIO POLITICO e rimandiamo tutti ad un prossimo comunicato stampa per un´analisi politica più approfondita.

L'Assemblea del Liberatorio e i candidati al consiglio Comunale
Aurora Nicolò, Caputo Annamaria, d´Ingeo Matteo, Jacono Michele, Poli Nicola

Molfetta,15.04.2008

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