Archivio mensile:settembre 2006

Commercio dell’ortofrutta &

sviluppo turistico di Molfetta

Mi ero illuso che l’articolo sugli “ambulanti a posto fisso”, del mese di agosto, potesse servire a far nascere in voi lettori una maggiore coscienza civica; anzi, in vista di ferragosto, avete voluto anche voi provare l’ebbrezza della trasgressione e avete comprato meloni e angurie a prezzi stracciati senza riflettere sulle condizioni logistico-ambientali in cui avveniva il vostro succulento acquisto. Non voglio creare in voi allarmismo o dolorosi rimorsi di coscienza, né, vi assicuro,  siete stati ripresi da telecamere nascoste del Grande Fratello che vi porteranno davanti ai Giudici con l’accusa di correità nell’occupazione abusiva di suolo pubblico.

Molfetta è zona franca per questo tipo di reato. E’ il primo comune d’Italia a non riconoscere il Codice della Strada e precisamente l’art. 20 che regola l’occupazione di strade e marciapiedi. Badate bene che non lo dico io, ma l’autorevole voce del Dirigente comunale del settore Commercio. In una conferenza stampa prevacanziera, ha voluto rendere pubblico il contenuto di un avviso di garanzia che gli è stato notificato dalla Procura di Trani, per presunti illeciti commessi nell’ambito dei permessi rilasciati in materia d’occupazione di suolo pubblico.

Oltre a difendere il lavoro del proprio ufficio e  giudicare il contenuto del provvedimento giudiziario come “ un foglio insulso pieno di fregnacce”, il Dirigente Dott. Vincenzo de Michele ha affermato, con convinzione,  che a lui non interessa il codice della strada, ma interessa solo lo sviluppo del commercio e se si dovesse rispettare l’art. 20 il commercio morirebbe e a Molfetta, città turistica, non verrebbe mai più nessun turista.

Per intenderci, l’art. 20 del codice della strada ci ricorda che l’occupazione di marciapiedi può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 m.

Naturalmente, stiamo parlando d’occupazione di suolo pubblico da parte di ristoranti, pizzerie, bar e affini, e secondo la “teoria” del Dirigente comunale dobbiamo essere comprensivi e aiutare gli “operatori economici” ad occupare strade e marciapiedi in deroga al codice stradale, affinché loro possano portare pane e acqua alle loro famiglie.

Ma che centra tutto questo con l’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte dei commercianti dell’ortofrutta?

Cari lettori, dovete sapere che da quando è arrivata la Fashion District (Città della Moda), la nostra città è diventata una CITTA’ D’ARTE; poi di conseguenza si è trasformata in CITTA’ TURISTICA, dove nascono BAR ogni trenta metri (in concomitanza di una scadenza elettorale). I Bar e Ristoranti per poter sostenere questa grande affluenza di turisti devono assolutamente occupare strade e marciapiedi e di conseguenza anche gli operatori d’ortofrutta devono andare in deroga all’art. 20 del codice della strada, perché anche loro devono concorrere allo sviluppo turistico.

Ma, Dottor De Michele, ci sta prendendo per i fondelli?

Lei è stipendiato dalla nostra comunità, oltre che per svolgere bene il suo lavoro anche per far rispettare le leggi e le regole che competono il suo ufficio, e non per andare in giro a fare conferenze stampa. Con le sue dichiarazioni lei non fa altro che alimentare ancora di  più il clima di illegalità diffusa che regna in questa città, giunto ormai a livelli insostenibili.

Forse è arrivato il momento di rivedere la legge Bassanini che dà ai Dirigenti come lei, non solo, troppo potere ma anche l’arroganza di dichiarare pubblicamente che siete una casta protetta. Sarà pur vero che lei non prende tangenti per l’occupazione del suolo pubblico, come lei ha  dichiarato, ma è responsabile di tutti i procedimenti amministrativi  che riguardano le recidive che certi “ operatori commerciali ”  commettono quotidianamente nell’occupare abusivamente strade e marciapiedi. Se è vero che per molti ambulanti del settore alimentare, ai sensi dell’art. 29( comma 3 del D.Lgs. 114/98), si può disporre la sospensione dell’attività di vendita per un periodo di 20 giorni, perché il suo ufficio non accerta questi casi? Se la recidiva si verifica qualora sia stata commessa la stessa violazione per due volte in un anno, anche se si è proceduto al pagamento della sanzione mediante oblazione, perché il suo ufficio non procede in via amministrativa? Dal momento che molti ambulanti sono recidivi e non pagano multe anche oltre i mille Euro, non due volte l’anno ma due volte al giorno, perché il suo ufficio rinnova la licenza di vendita ambulante? Caro Dott. De Michele lei invece che favorire lo sviluppo del commercio a Molfetta, lo sta indebolendo favorendo la chiusura dei commercianti che devono quotidianamente subire la presenza degli ambulanti abusivi che svendono la loro merce creando una concorrenza sleale che colpisce inesorabilmente chi le tasse le paga. Entro Natale, se la situazione non cambierà, molti di questi commercianti chiuderanno insieme ai suoi Bar-Turistici.

Quindi invece che fare conferenze-stampa e dichiarare che non conosce a chi rilascia autorizzazioni amministrative di occupazione del suolo pubblico, faccia un giro per la città con i suoi vigili annonari, e se non ne ha, se li faccia assumere dal Sindaco–Senatore, e liberi le strade e i marciapiedi della nostra città dagli abusivi di ogni genere.

Un consiglio! Se non è capace di farlo dia le dimissioni.

3 settembre 2006               matteo d’Ingeo

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