Archivio mensile:dicembre 2011

ANCORA UN VASO "ESPLOSO". NE SONO RIMASTI SOLO DUE, RIUSCIRANNO A SOPRAVVIVERE ALLA BATTAGLIA FINALE?

 

Ancora un vaso "esploso" e gli ultimi due superstiti sono rimasti gli unici a guardare la piazza.
Il SindacoIncompatibileSenatore tace e fa parlare il suo sito anonimo 

 

 

Auguriamo a lui e ai suoi adepti che il "sillogismo"  non sia troppo esplosivo da procurare danni irreparabili…

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Evoluzione di un botto. Giovedì mattina abbiamo chiesto al Sindaco di vietare l'uso di fuochi d'artificio


Egregio signor Sindaco, visti i numerosi nostri pubblici richiami alle Sue responsabilità in materia di sicurezza e ordine pubblico e i Suoi silenzi, ci permettiamo di suggerirLe l’emissione di un’ordinanza sindacale, come molti suoi colleghi hanno già fatto in tutto il territorio nazionale, sul divieto di detenzione e uso di fuochi d’artificio.
Per facilitarLe il compito Le inviamo una bozza di ordinanza tipo perché sappiamo che Lei è oberato da impegni incompatibili con il suo mandato di sindaco della nostra città.

Inoltre La invitiamo ad accogliere la nostra richiesta di spostare in Piazza Paradiso l’eventuale festa di fine anno prevista in Piazza Municipio (voluta da Lei e da alcuni commercianti), per i motivi che Lei e le Forze dell'Ordine conoscono bene. 

  
Segue proposta di Ordinanza Sindacale
 

COMUNE DI MOLFETTA
 
IL  SINDACO

 

Considerato che l’accensione e il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di bombette e mortaretti ed il lancio di razzi è causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini, per l’uso spesso incontrollato di tali artifici e senza l’adozione delle minime precauzioni atte ad evitare pericoli e danni, diretti  e indiretti, all’integrità fisica delle persone e degli animali e all’ambiente;              Tenuto conto che esiste un oggettivo pericolo derivante anche da quei prodotti per i quali è ammessa la vendita al pubblico, trattandosi pur sempre di materiale esplodente, in grado di provocare danni fisici sia a chi li maneggia che a chi ne venisse fortuitamente colpito;                                                                            
Rilevata altresì, la necessità di limitare comunque il più possibile rumori molesti nell’ambito urbano in tutte le vie e piazze ove si trovino delle persone, e in particolare in prossimità di scuole, uffici pubblici, luoghi di culto, ecc.;
Ritenuto pertanto necessario disciplinare l’accensione ed il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di bombette e mortaretti, ed il lancio di razzi in tutto il territorio comunale e per tutti i periodi dell’anno;
Visto l’art. 54 del D.Lgs 18.08.2000;

ORDINA

L’accensione, il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette, ecc. sono vietati su tutto il territorio del Comune.
Deroghe potranno essere concesse dall’Amministrazione comunale, su richiesta scritta e motivata, nell’ambito della tenuta di particolari manifestazioni.
Fermo restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste da leggi e regolamenti, la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50,00 ad euro 300,00. Delle violazioni commesse dai minori risponderanno coloro i quali sono tenuti alla loro sorveglianza.
Agli Agenti della Polizia Municipale e agli altri Agenti della Forza Pubblica è demandato di far osservare la presente Ordinanza;

DISPONE

Che il presente provvedimento venga affisso all’albo Pretorio del Comune per 30 giorni consecutivi e che ne sia data immediata diffusione alla cittadinanza e, che altresì venga pubblicato sul sito internet del Comune di Molfetta
Ai sensi dell’art. 3, comma 4 e art. 5, comma 3 della Legge 07/08/1990, n. 241, contro la presente ordinanza è ammesso, nel termine di 60 giorni dalla notifica/pubblicazione all’Albo Pretorio, ricorso al T.A.R. Puglia, oppure, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da proporre entro 120 giorni dalla suddetta notifica/pubblicazione (D.P.R. 24/11/1971, n. 1199).
Dalla Residenza Municipale lì 29/12/2011
 

I servi di Palazzo e dell'informazione hanno scritto:

I BOTTI, ALL'IMPROVVISO

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Inchiesta sanità. Riesame ribadisce: «C’era cupola Tedesco»

 


                                             da: www.20centesimi.it
 


di Giovanni Longo – www.lagazzettadelmezzogiorno.it

 

L’associazione a delinquere c’è stata, ma non tutte le persone indagate dalla Procura di Bari per questo reato ne avrebbero fatto parte. A chiudere il cerchio sulla presunta rete che per anni, sotto la guida dell'ex assessore regionale alla Salute Alberto Tedesco, avrebbe pilotato appalti e nomine nella sanità pugliese, il provvedimento con cui il Tribunale del Riesame di Bari ha riconosciuto, sempre sotto il profilo cautelare e non certo di merito, l’appartenenza all’associazione dell’imprenditore altamurano Francesco Petronella. L’ultimo di una serie di provvedimenti che si sono succeduti nei mesi scorsi. La Procura, lo ricordiamo, aveva chiesto misure cautelari nei confronti di quattordici persone tra politici, imprenditori e funzionari Asl (per altri indagati aveva rinunciato al ricorso). Lo scorso febbraio il gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis aveva ritenuto non ci fossero i gravi indizi di colpevolezza in merito alla presunta associazione. Di qui l’appello della pubblica accusa al Riesame. A conti fatti, il collegio presieduto da Francesca La Malfa ha riconosciuto l’accusa nei confronti di Alberto Tedesco, del suo «braccio destro» Mario Malcangi, del genero Elio Rubino, degli imprenditori Paolo Emilio Balestrazzi, Diego Rana e Francesco Petronella, dell’ex direttore amministrativo della Asl Bat Felice De Pietro. 

 

Se per Tedesco, Malcangi, Rubino e Rana il provvedimento è definitivo (al punto che per il senatore è giunta a Palazzo Madama una seconda richiesta di arresto dopo che lo scorso luglio era stata respinta un’altra per concussione, abuso di ufficio, turbativa di asta e concorso in falso), gli altri indagati potrebbero impugnare il provvedimento davanti alla Corte di Cassazione. Ecco il motivo per cui, sino a questo momento, limitatamente all’accusa di associazione, solo Rana, Malcangi e Rubino sono finiti ai domiciliari (riferiamo a parte del loro interrogatorio di garanzia). 

 

Non avrebbero fatto parte dell’associazione, sempre sotto un profilo cautelare, l’ex capoarea gestione Patrimonio dell’Asl di Bari, Antonio Colella, i dirigenti Nicola Del Re e Filippo Tragni, gli imprenditori Giovanni Leonardo Garofoli, Domenico Marzocca, Carlo Dante e Michele Columella, che, secondo il Riesame, avrebbero usufruito dei favori ma non avrebbero fatto parte della rete. Tragni e Del Re, ad esempio avrebbero puntato «solo» ad essere stabilizzati. Gli imprenditori avrebbero «solo» incrementato i fatturati delle loro aziende. Fermo restando la valutazione di altri reati ipotizzati a vario titolo, non ci sono elementi, ritiene il Riesame, per dire che abbiano fatto parte integrante della «rete». 

 

La tesi dei pm Desirèe Digeronimo, Marcello Quercia e Francesco Bretone è che per anni il gruppo sarebbe stato in grado di pilotare nomine di dirigenti delle Asl pugliesi e primari, controllando forniture e gare d’appalto a favore di imprenditori amici, a loro volta in grado di garantire a Tedesco un consistente pacchetto di voti. Al senatore (ex Pd, oggi nel Gruppo Misto) vengono contestati episodi che sarebbero stati commessi quando questi era (dal 2005 al 2009) assessore pugliese alla Sanità nella prima giunta Vendola. 

 

Lo scorso settembre l’avviso di chiusura indagini è stato notificato a 41 persone, accusate a vario titolo, di associazione per delinquere, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, truffa, corruzione, falso materiale e ideologico e peculato. La Procura, dopo le decisioni del Riesame, si appresta a chiedere il processo. 

Due rapine in dieci minuti, ma finiscono in manette

www.molfettalive.it
 

Ieri sera, a Molfetta, i Carabinieri ai comandi del capitano Domenico Del Prete, in collaborazione con un militare del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Bari, libero dal servizio, hanno tratto in arresto Gianfranco Del Rosso, 23enne e Domenico De Feudis, 25enne, entrambi molfettesi e già noti alle forze dell'ordine per concorso in rapina aggravata, ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi alterate. Per De Feudis è scattata anche la violazione alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza cui era sottoposto con obbligo di soggiorno nel comune di Canosa di Puglia. 


I due – hanno ricostruito gli inquirenti – si sono resi autori di due violente rapine in rapida successione. La prima ai danni di una farmacia di via Marconi intorno alle ore 17,15; la seconda consumata dieci minuti dopo all’interno di un vicino supermercato in viale Martiri della Resistenza, sempre a Molfetta. 

I carabinieri, che si trovavano in zona proprio per espletare un mirato servizio di prevenzione e contrasto ai reati predatori, si sono accorti dei due all’uscita del secondo esercizio commerciale mentre salivano a bordo di una utilitaria con due vistosi copricapo ancora calzati. Ne è nato un inseguimento prima in auto e poi a piedi che si è concluso con la cattura dei due e il recupero dell’intera refurtiva. 

Sono stati infatti rinvenuti e sequestrati­ l’autovettura utilizzata per perpetrare le rapine, risultata essere stata rubata poco prima nello stesso comune, un paio di chiavi alterate,­ una riproduzione di pistola calibro 9, priva di tappo rosso, i due copricapo calzati nella circostanza dei colpi messi a segno; 1.528 euro in contanti, ritenuti l’illecito provento dei delitti consumati e due cassetti di registratori di cassa, destinati alle banconote degli incassi, anch’essi asportati durante entrambe le rapine. 

Gli arrestati, su disposizione della procura di Trani, sono finiti in carcere.

Think'd, Caparezza, Porta e d'Ingeo cantano la città che dorme. L'insolito quartetto per "Fitta", pezzo di denuncia quotidiana

di Vincenzo Drago
www.molfettalive.it

Cinque minuti per una denuncia grossa quanto un macigno. Tanto dura "Fitta", il nuovo pezzo di Think'd, gruppo hip hop molfettese che lancia così un altro disperato appello contro l'indifferenza ai problemi della città. Per farlo la band ha collaborato niente meno che con Caparezza e due volti noti della politica locale, Gianni Porta e Matteo d'Ingeo

La concretezza è la costante dell'insolito quartetto che non le manda certo a dire, fotografando a 360 gradi una Molfetta allo sfascio. "Costruiscono parchi e non li aprono, completano il lavoro lasciando pure che li distruggano", tuona ad esempio la voce di Think'd, nella prima strofa, prendendosela anche contro "l'informazione effimera". Insomma "si cerca di scuotere, ma niente, è sconcertante". 

Si fa poi largo la voce di Gianni Porta. "Gioelli comuni regalati ai privati nel paese sofferente di liberi spazi e un futuro per le giovani famiglie", questa l'immagine suggerita del consigliere comunale. "Esistere vuol dire scelgliersi sempre la propria parte", spiega l'esponente di Rifondazione, anche contro "egoismi e mode passeggere". 

Il secondo intermezzo è dei roventi giochi di parole di Matteo d'Ingeo. "Nella città del mercato diffuso l'abuso è diffuso – dice il coordinatore del Liberatorio politico – e il voto di scambio è sempre il più amato". E ancora, per l'attivista "le bombe illuminano la notte e uccidono il mare", in una città dove "la macchina del fango travolge il riscatto". 

Gran chiusura con Caparezza, che ha una fitta allo stomaco. "Io mi sento in guerra quando non trovo pace, perché amo Melphicta, perché odio Melphicta, perché ho Melphicta allo… stomaco", conclude amaro il celebre rapper.

Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. SOLO PROPAGANDA


LA PROPAGANDA

Ufficio Stampa Comune di Molfetta – pubblicato sul sito del Comune  il 27-12-2011 ore 09:00

Il Pirp, finalmente!

 

Firmato ieri l’accordo di programma per il Piano integrato di riqualificazione delle periferie: in arrivo 4 milioni di euro per il recupero del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo diversi ricorsi al Tar, la Regione Puglia costretta a riconoscere la bontà del progetto molfettese.

È stato sottoscritto nella giornata di ieri l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo i ricorsi giudiziari promossi dal Comune di Molfetta davanti al Tar Pugliala Regione Puglia ha finalmente riconosciuto le ragioni della città di Molfetta e quindi la validità del piano proposto dall’amministrazione comunale. Il sindaco Antonio Azzollini ottiene così, per la sua città, ben 4 milioni di euro destinati al recupero completo e definitivo di uno dei quartieri da sempre dimenticati di Molfetta… continua a leggere 

LA CONTROPROPAGANDA DI PARTE

Pirp, firmato accordo di programma Regione-Comune.
Una nota del PD.

www.molfetta.ilfatto.net


È stato firmato nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 dicembre, l’Accordo di Programma tra la Regione Puglia e il Comune di Molfetta che consente, di fatto, la realizzazione del PIRP, il piano di riqualificazione del rione Madonna dei Martiri.

 

“Questa notizia – ha commentato Giovanni Abbattista, coordinatore locale del Partito Democratico – è il miglior regalo che gli abitanti di quel quartiere, assieme a tutta la città, potevano trovare  sotto l’albero di Natale. Ora, grazie ai 4 milioni di euro che la Regione Puglia investirà per la realizzazione di questo importantissimo progetto, approvato nel 2009 all’unanimità dal Consiglio Comunale, sarà davvero possibile dare un nuovo volto ad un’area troppo spesso dimenticata di Molfetta e assicurare ai cittadini che vi abitano una migliore qualità della vita”… continua a leggere


IL MEGAFONO DELLA PROPAGANDA

AZZOLLINI    PORTA    A   MOLFETTA    ALTRI    4 MILIONI     DI     EURO    PER     IL RECUPERO     DEL     QUARTIERE     MADONNA      DEI     MARTIRI

www.lacittaliberal.it

 

 

“Almeno a Natale non si dovrebbero dire le bugie ai cittadini!” Pasquale Mancini, coordinatore del Pdl, replica così a chi nonostante abbia sempre ostacolato il finanziamento del Pirp presentato dal Comune di Molfetta, oggi tenta goffamente di rivendicare meriti che non gli spettano. Ecco, invece, come stanno le cose: venerdì 23 dicembre il sindaco Antonio Azzollini ha sottoscritto l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri… continua a leggere

 

SOLO PROPAGANDA…
E POI VI DIREMO PERCHE'

Piazza Paradiso, la lunga marcia per la legalità

                           cliccare sulle foto per ingrandirle

Sembra ieri, quel 9 gennaio 2005, quando si svolse la "marcia per la legalità" organizzata dalla Parrocchia Immacolata e il Comitato di quartiere" Piazza Paradiso"; una marcia che partiva da molto lontano, forse, ancor prima dell'ottobre 1992, quando fu ordinato l'ultimo atto per lo sgombero di Piazza Paradiso con le circa quaranta ordinanze notificate ad altrettanti operatori commerciali presenti in fatiscenti box che, allora, nelle ultime settimane bruciavano nel silenzio della notte.
Quello stesso silenzio, quasi irreale, che regnava fino alle 23.30 della notte di S. Silvestro tra il 2004 e il 2005, fu rotto da quella potente deflagrazione che mandò in frantumi non solo vetri, finestre ed auto, ma la speranza di donne e uomini, giovani ed anziani che da anni aspettano di poter vivere in un quartiere in cui la civile convivenza è quotidianamente negata.

Le denunce dei cittadini sono state sempre ignorate e le preoccupazioni per l'evento preannunciato sono state minimizzate. Le palesi responsabilità della civica amministrazione, nell'aver sottovalutato gli incidenti già avvenuti alla vigilia del Natale 2004 in Piazza Paradiso, ci dimostrano il basso livello d'interesse delle Istituzioni nel garantire l'incolumità a quei cittadini che chiedevano e chiedono protezione nella notte di S.Silvestro per incidenti preannunciati e puntualmente accaduti allora e che si ripetono ancora oggi.
Nella notte di questo natale già ci sono state le prime avvisaglie, così come accadde nel 2004, e temiamo che ci possano essere altre bombe a capodanno.
Ormai il territorio è nelle mani di esperti artificieri mercenari o lavoratori in proprio che tengono in scacco la città da parecchi anni; ed è difficile immaginare come il primo cittadino, impegnato com'è nella difesa del suo triplo incarico di sindaco-senatore-presidente, possa interessarsi alla sicurezza dei cittadini. Se le leggi non sono cambiate le competenze del Sindaco, a riguardo, sono anche altre.
Il Sindaco, quale ufficiale di governo, sovrintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il Prefetto. Il Sindaco adotta provvedimenti urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini; e per l'esecuzione dei relativi ordini può richiedere al Prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica (e non della vigilanza privata).
Non ci risulta che tutto questo sia mai avvenuto. Abbiamo chiesto più volte di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza; di dare vita al  “Comitato Comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali" ai sensi della delibera del C.C. n. 48/’97”, ma tutti i sindaci e le amministrazioni che si sono succedute dal lontano 7.4.1997 non hanno mai portato a termine quanto deliberato dalla massima assise cittadina. 
In questi anni abbiamo anche chiesto al sindaco di organizzare un grande concerto in Piazza Paradiso per il 31 dicembre per riappropriarsi di un luogo simbolo della città e sottrarla ai soliti noti. 
La risposta è sempre stata negativa e, quest'anno, anche provocatoria. 
L'amministrazione comunale ha preannunciato di voler organizzare per la prima volta un capodanno in piazza, ma ha pensato bene di organizzarlo in via Dante o comunque lontano dalla piazza "d'armi"
Non siamo ancora a conoscenza del programma dell'evento ma chiediamo al sindaco di ripensarci e delocalizzare la festa in Piazza Paradiso in modo che i cittadini e le forze dell'ordine possano presidiare la piazza e sottrarla ai soliti facinorosi permettendo a decine e decine di famiglie di rimanere nelle loro case senza sentire la necessità di abbandonarla, come avviene da molti anni, per timore di subire un vero e proprio "attacco dinamitardo" preannunciato. 

 

 

Ogni anno abbiamo documentato e denunciato situazioni e persone impegnate in questo “gioco esplosivo” ma le forze dell’ordine non hanno risposto alle nostre denunce.

Diversamente, negli ’90, abbiamo vinto la guerra contro la nostra criminalità locale lavorando in rete tra forze dell’ordine, amministrazione comunale e cittadinanza attiva, oggi questo non avviene più e perciò che tutti abbiamo perso il controllo del territorio. Noi siamo ancora disponibili e aspettiamo un segnale chiaro dall’altra parte, in mancanza non ci rimane altro che continuare la nostra lunga marcia per la legalità. 


 

Nel quartiere oltre alle botteghe de "L'Arte dei salumi" ci sono i retrobottega o scantinati delle "salsicce esplosive".


L'inferno di Piazza Paradiso  – 2009

Ancora botti selvaggi in piazza Paradiso

foto di: MolfettaLive.it

di Lorenzo Pisani 
 www.molfettalive.it

vedi immagini

Tra i bersagli preferiti delle notti selvagge di fine anno, stavolta non ce l’hanno fatta e… si sono rotti. 

Mentre la cristianità festeggiava la nascita del Bambinello, il manipolo che da anni tiene impunemente sotto scacco piazza Paradiso e dintorni ha dato libero sfogo alla propria voglia matta di giocare col fuoco. 
Ideati come vasi, poi ridotti a cestini, infine a macerie. Questo il percorso all’incontrario dei cubi di pietra, un po’ una metafora della nostra città. 

L’odore pungente di polvere da sparo che si respirava ancora nel quadrilatero il 26 mattina, a trenta ore dalla mezzanotte, è più eloquente di ogni altra foto o filmato. A Natale come a Capodanno. Del resto dalle parti di via Annunziata si respira un’atmosfera di familiare rassegnazione. Le misure di divieto raggirate, gli scoppi, i danni, i commenti di chi denuncia e le repliche di chi minimizza. 

Comprensibile la rabbia della stragrande maggioranza degli abitanti della piazza. Loro, a mezzanotte, ogni anno se ne vanno. 

IL DOPPIO INCARICO DEL SENATORE AZZOLLINI

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www.corriere.it/inchieste

Antonio Azzollini, parlamentare dal 1996, è stato eletto sindaco nel 2006. Come ha fatto a ricandidarsi al Senato nel 2008 visto che era già sindaco? e una legge lo vietava?


La legge 60 del 1953 sulle incompatibilità vieta a un sindaco di una città che supera i 20 mila abitanti di candidarsi a parlamentare. Antonio Azzollini, è parlamentare dal 1996, è stato eletto sindaco nel 2006, come ha fatto a ricandidarsi al senato nel 2008 visto che era già sindaco? Semplice: si è dimesso da primo cittadino di Molfetta 180 giorni prima delle elezioni politiche del 13 Aprile 2008, in questo modo l’avvocato Antonio Azzollini si è ricandidato contemporaneamente a sindaco e senatore. 

Nell’intervista, fatta nel 2010, Azzollini smentisce di essere stato eletto sindaco il 13 aprile, nello stesso giorno in cui è stato eletto senatore. Sinceramente in quel momento ho pensato che sicuramente ero io a sbagliare e ho voluto credergli, invece consultando i dati del ministero dell’Interno viene fuori che la data di elezione è proprio il 13 aprile del 2008, ma la proclamazione a senatore è del 23 aprile mentre la nomina a sindaco è del 29 aprile perché è andato al ballottaggio. Ma se avesse vinto al primo turno sarebbe stato nominato prima sindaco (il 14 aprile), e poi senatore (23 aprile), quindi incompatibile. Molfetta dopo due anni è tornata a votare solo perchè il sindaco voleva riconfermare il suo doppio incarico.

Per 6 mesi la città è stata governata da un commissario prefettizio. Nella puntata di Report GLI SDOPPIATI del 21 marzo 2010 abbiamo documentato dettagliatamente tutti i doppi incarichi dei parlamentari. Il 21 ottobre di quest’anno, la Corte Costituzionale “dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, n. 60 (Incompatibilità parlamentari), nella parte in cui non prevedono l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti”.

La sentenza è stata recepita dalla giunta delle elezioni della Camera, i deputati che fanno i sindaci di città superiori ai 20 mila abitanti hanno dovuto optare per l’una o l’altra carica. Ma al Senato c’è stato un colpo di scena, la Lega Nord e il Pdl hanno votato contro la sentenza della Corte costituzionale, per cui paradossalmente un senatore continuerà a fare il sindaco, mentre un deputato no. Buon anno.

Bernardo Iovene

p.s. C'è qualcosa che non quadra in questa ricostruzione storica e amministrativa, attendiamo delle precisazioni .

AZZOLLINI E LEGA NORD IN AFFARI

http://www.dailymotion.com/embed/video/xkz50z

TG 08.01.11 Radio Padania"ci scippa le frequenze", l'appello di Pagliaro di antennasud

La radio della Lega nella città di SalveminiIl Comune autorizza il ripetitore "padano"
 

A. A. Centrone – corrieredelmezzogiorno.corriere.it  – agosto 2011

MOLFETTA – Le frequenze di Radio Padania nella città del meridionalista Gaetano Salvemini. L'ufficio tecnico del Comune di Molfetta, infatti, ha autorizzato l'emittente radiofonica diretta da Matteo Salvini a installare sulla strada provinciale per Terlizzi un ripetitore per ampliare il proprio raggio d’azione.

IL PRECEDENTE IN PUGLIA – Radio Padania già trasmette nel Salento. Dal 17 dicembre 2010  i salentini possono ascoltare le trasmissioni dell'emittente leghista grazie all'installazione di un ripetitore ad Alessano. In quel caso però le trasmissioni nordiste andavano a coprire abusivamente le frequenze di una radio locale. Quindi dopo un esposto presentato da Paolo Pagliaro, editore dell’emittente salentina Radio Nice del gruppo leccese Mixer Media, il ministero dello Sviluppo economico zittì il 24 gennaio scorso Radio Padania, che ha poi iniziato a trasmettere nel Salento grazie ad altre frequenze.

I COMPLIMENTI DI SALVINI – Adesso, Radio Padania punta al Nordbarese. «Pensiamo – afferma Salvini – che la radio sia uno strumento importante per far conoscere le nostre idee alla tanta brava gente del Mezzogiorno. Inoltre, ritengo che i pugliesi sono la popolazione più simile a quella lombarda e del Nord Italia. A Milano c’è poi una foltissima comunità di baresi che lavorano e vanno d’accordissimo con noi. La Puglia è davvero una delle zone più avanzate del Meridione».

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