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Caso Gugliotta, interviene Manganelli: disposta una "rigorosa" inchiesta.

Il capo della polizia ha visionato il filmato del pestaggio a Stefano Gugliotta girato dai vicini di casa. Politici in carcere dal giovane: "Ha un dente rotto e sei punti in testa". I radicali: "Non era alla partita e andava ad una festa". L'Idv: "Volevano fargli firmare un foglio con cui rinunciava alla visita medica". La madre: "Non si tratta così una persona". La questura: "Puniremo gli abusi"

 

(http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/05/10/news/caso_gugliotta-3956654/)

"Una rigorosa attività ispettiva" per verificare la correttezza dell'operato delle forze di polizia nel corso degli incidenti provocati a Roma al termine della partita Inter-Roma. Così il capo della polizia Antonio Manganelli cerca di capire cosa sia realmente successo in via Pinturicchio al termine della finale di coppa Italia all'Olimpico. Il pestaggio di Stefano Gugliotta è testimoniato da un video girato dagli abitanti del quartiere. Immagini che lo stesso Manganelli ha visto prima di affidare l'indagine sugli incidenti al questore di Roma e al responsabile dei reparti mobili del dipartimento di Pubblica sicurezza. Immagini dalle quali, è detto in una nota del dipartimento di Pubblica sicurezza, "emerge l'esigenza di verificare con immediatezza la correttezza dell'operato delle forze di Polizia".

La polemica intanto non si placa. Il ragazzo picchiato e gli altri arrestati sono stati visitati in carcere da diverse delegazioni di esponenti politici, mentre il Pd al Comune ha annunciato una mozione. E sulla questione interviene anche la stessa questura e il sindacato dei funzionari di polizia. Intanto è  all'esame del pubblico ministero Francesco Polino il filmato del pestaggio.

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I radicali. "Stefano è molto scosso, ci ha ribadito che non c'entra nulla con gli scontri e non era andato a vedere la partita. Quando è stato arrestato era sotto casa in via Pinturicchio, nei pressi dello stadio, mentre aspettava di andare a una festa del cugino", hanno detto all'uscita del carcere di Regina Colei i radicali che sono andati a far visita al ragazzo. Della delegazione facevano parte il segretario Mario Staderini e la deputata Elisabetta Zamporetti e il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia. "Ha perso un dente – hanno detto – ha sei punti sulla testa, ematomi al braccio e alla gamba sinistra. Ora si trova nell'infermeria del carcere". La delegazione ha incontrato anche gli altri sette arrestati. Tra questi, c'è L.D., che "ha detto di essere stato investito da un'auto della polizia prima di essere fermato: per questo ha l'ottava vertebra schiacciata. E' stato rilevato dalle lastre a cui è stato sottoposto il giorno dopo l'arresto. Ora è ancora in infermeria". La delegazione ha spiegato che, degli otto arrestati, sei sono incensurati,due sono tifosi juventini abruzzesi e studenti fuorisede a Roma.

L'Idv. "Quando sono stato portato in cella mi è stato chiesto di firmare un foglio con una X già sbarrata, dove si leggeva che avrei rifiutato visite mediche supplementari, ma mi sono opposto. Solo dopo ho potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote". Queste le parole di Stefano Gugliotta riferite dal senatore dell'Idv, Stefano Pedica, che ha incontrato oggi il ragazzo in carcere. "Non riesco a capire perché gli agenti mi sono venuti addosso", avrebbe ancora detto il giovane a Pedica precisando che prima di scendere da casa, avrebbe "bevuto due o tre birre". Il senatore dell'Idv ha annunciato un'interrogazione parlamentare per capire "perché questo giovane incensurato è ancora in carcere". Pedica ha detto che probabilmente "Gugliotta dovrebbe essere vistato anche alla colonna vertebrale". 

Il garante dei detenuti. "Dopo tre giorni di isolamento, ieri il giovane è stato trasferito dalla direzione del carcere dalla sezione nuovi giunti al Centro Clinico: ha un dente rotto – è spiegato in una nota del Garante dei detenuti – , una ferita alla testa suturata con sei punti e diversi segni di colpi inferti con un corpo contundente sulla schiena, sulle braccia e sui fianchi". Il giovane è apparso provato dal punto di vista psicologico al punto di dichiarare di "non poter immaginare di dover passare altri giorni in carcere", ed ha ribadito di essere estraneo agli scontri seguiti alla partita e che, al momento dell'arresto, si stava recando con un amico a un compleanno.

La questura. "Procederemo a verificare con scrupolo e massima trasparenza l'esatta dinamica degli eventi, non potendosi tollerare eccessi ed abusi che, qualora commessi, saranno, oltre che penalmente perseguiti, anche disciplinarmente sanzionati", dice in una nota la questura di Roma. "Trattandosi di fatti per i quali pende un procedimento penale – si legge ancora -, è necessario attendere le valutazioni dell'Autorità Giudiziaria, che dovrà innanzitutto verificare la legittimità dell'operato del personale operante in relazione alla condotta posta in essere durante e dopo gli scontri".

La madre. Oggi in carcere è andato anche la madre del ragazzo. "Stefano è molto agitato. L'ho visto stamattina e non sta meglio di venerdì sera. Non riesce a capacitarsi di quello che gli è successo". "Gli agenti – spiega la donna con un filo di voce perché non dorme da venerdì sera – avevano la possibilità di identificarlo con tutta calma ma così non è stato. Meno male che ci sono tanti testimoni". E aggiunge: "A prescindere dal fatto che uno possa essere un delinquente o meno, non si tratta così una persona".

Le indagini.  E' all'esame del pubblico ministero Francesco Polino il filmato del pestaggio. La prima attività del magistrato sarà quella di identificare gli agenti che compaiono nel video e sentirli. Dopo la convalida del fermo per resistenza a pubblico ufficiale di Gugliotta, avvenuta nei giorni scorsi, il pm Polino sta ricostruendo i termini della vicenda. Allo stato, secondo quanto si è appreso, la procura non proc
ede ancora nei confronti degli agenti ripresi nel video. Gli accertamenti, per il momento, vengono eseguiti nell'ambito del fascicolo processuale aperto dopo gli incidenti avvenuti al termine della partita. Se dovessero emergere fattispecie penalmente rilevanti a carico dei poliziotti sarà aperto un altro fascicolo.

Il legale. Cesare Piraino, il legale del ragazzo, ha spiegato di "aver prodotto il video che è stato fatto dall'avvocatessa. Il giorno dopo  – dice – ho depositato diverse dichiarazioni, non autenticate perché non ho avuto il tempo di farlo, assieme a un altro video. Ma il giudice ha ritenuto che non potessero essere utilizzate perchè le dichiarazioni non erano autenticate e quindi ha ritenuto di credere alla relazione di servizio che è stata fatta da parte della polizia. Quindi ha convalidato l'arresto ed erogato la misura della custodia cautelare". "Dobbiamo aspettare gli accertamenti del Pubblico ministero, che è persona serissima – ha aggiunto Piraino – confido che li faccia con una certa sollecitudine. Altrimenti vedremo con il Tribunale del riesame. Oggi ho presentato richiesta di riesame al Tribunale della libertà e ho anche presentato una memoria articolata con determinate richieste al Pubblico ministero e al Procuratore capo per conoscenza".

"Abbiamo un numero consistente di testimoni che si sono offerti", ha aggiunto l'avvocato. Il giovane, spiega il legale, è accusato "di aver partecipato ai tafferugli subito dopo la partita Roma-Inter, di essersi allontanato da lì per arrivare a via del Pinturicchio e di aver tentato di fuggire con il motorino. E lo si accusa di aver iniziato la violentissima colluttazione procurando lesioni a vari poliziotti". Il gip, conclude l'avvocato, "aveva un quadro indiziario contro l'indagato a seguito dei rapporti della polizia che era estremamente serio".

L'associazione Dossetti. Punizioni esemplari per gli agenti responsabili e dimissioni per il questore di Roma, Giuseppe Caruso. E' quanto chiede Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio per la tutela e lo sviluppo dei diritti dell'associazione Dossetti, in nerito alla vicenda di Stefano Gugliotta, "selvaggiamente percosso in una zona distante dalla stadio Olimpico", afferma Stillo, dopo la finale di Coppa Italia Roma-Inter di mercoledì scorso. Una vicenda che sta provocando un'ondata di indignazione, in particolare alla luce del filmato che riguarda il pestaggio del giovane. "Dopo il doloroso caso Cucchi – aggiunge Stillo – l'opinione pubblica si aspettava un comportamento delle forze dell'ordine più consono alle loro responsabilità professionali ed istituzionali".

Il Pd. E si mobilita anche il Pd. "Ciò che è avvenuto al giovane Stefano Gugliotta a Roma è un fatto che va immediatamente approfondito senza omissioni e reticenze", dice il vicepresidente dei senatori del Pd, Felice Casson, che chiede di "ricostruire esattamente i fatti e verificare se vi siano state responsabilità da parte delle forze di polizia". "Per questo – anticipa – il Pd del Senato presenterà un'interrogazione urgente ai ministri competenti affinché vengano in parlamento per chiarire, fatta salva l'autonomia dell'autorità giudiziaria, quanto è realmente accaduto".

A nome del gruppo consiliare capitolino, il consigliere Monica Cirinnà annuncia una mozione urgente che impegni il sindaco a far sentire forte la voce dell'aula e della città di Roma perché sia immediatamente scarcerato il giovane Stefano Gugliotta. E anche la Cirinnà cita con proccupazione il caso Cucchi e chiede "che siano accertate le reali condizioni di salute" del ragazzo. 

Il Pdl. Preoccupazione viene espressa anche da alcuni esponenti del Pdl, come Samuele Piccolo, vicepresidente del consiglio comunale e Ugo Cassone, vice presidente della commissione Politiche sociali del Comune di Roma, il quale annuncia che firmerà la mozione di Monica Cirinnà: "E' bene che anche l'assemblea capitolina si interessi delle sorti di un cittadino – dice Cassone – con l'intento di appurare la verità su quanto accaduto". ''Credo sia necessario fare al più presto chiarezza sulla vicenda'', aggiunge il sindaco Alemanno.  
 

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Gli Hooligans Vecchia Guardia condannano la violenza?

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Per capire meglio il mondo di questi “giovanotti” che usano un linguaggio molto particolare, riportiamo integralmente il loro comunicato rilasciato dopo gli incidenti allo stadio di Molfetta e pubblicato dalla redazione “il Fatto” Giovedì 6 Maggio 2010 alle 14:09:…

“ Tra poche ore l'Osservatorio sulla Manifestazioni Sportive del Ministero dell'Interno dovrebbe rendere nota la sua decisione riguardo la gara di domenica prossima tra Trani e Molfetta. Inizialmente l'incontro, valido per il ritorno della finale play off di Eccellenza, avrebbe dovuto disputarsi a Trani a "porte chiuse" ma, è molto probabile che il Viminale disponga la disputa della partita in campo neutro, forse a Fasano, o addirittura in una località del Salento. Questo per scoraggiare la presenza delle tifoserie anche all'esterno dell'impianto di gioco. Nel frattempo gli Hooligans Vecchia Guardia, gruppo organizzato della tifoseria biancorossa hanno diffuso la nota che di seguito riportiamo…

 I componenti del gruppo dei tifosi organizzati Hooligans Vecchia Guardia, in merito agli incidenti verificatisi a Molfetta dopo la partita tra Liberty e Fortis, intendono precisare quanto segue:


- piena solidarietà e vicinanza ad Alessandro, il tifoso di Trani rimasto ferito in maniera accidentale;


- condanna nei confronti di tutti i tifosi violenti, di entrambe le parti, resisi responsabili dei disordini avvenuti e da cui prendiamo le distanze;


– stigmatizzare che il lancio di oggetti contundenti e di petardi è cominciato da parte di alcuni tifosi del Trani subito dopo il gol del 2 a 1 per la Liberty: fino a quel momento tra le due tifoserie non vi era stato alcun momento di attrito;


- sottolineamo che qualcosa non ha funzionato nel filtraggio dei tifosi ospiti, tanto che nel settore loro destinato erano presenti numerosi petardi di elevato potenziale come testimoniano le numerose esplosioni (una delle quali ha provocato anche il ferimento di due Carabinieri);


- rimarchiamo la fatalità dell'incidente che ha coinvolto il tifoso tranese;

– condanniamo l'atteggiamento provocatorio assunto nel corso di tutta la gara da parte di parte della dirigenza della Fortis e del massaggiatore della squadra: atteggiamento ammesso anche dal presidente della Fortis Flora in una intervista televisiva e sanzionato dal Giudice Sportivo;



– ricordiamo, inoltre, che proprio a Trani, in occasione di una delle tante trasferte di quest'anno, i nostri tifosi sono stati bersaglio del lancio di un vaso dal terzo piano di uno stabile e che solo per puro caso in quella occasione non si è consumata una vera e propria tragedia.

Infine chiediamo al sindaco di Trani, signor Tarantini, di evitare di esasperare ulteriormente gli animi, di fare accuse infondate senza conoscere i fatti e soprattutto di condannare indistintamente i tifosi molfettesi prendendo le difese dei suoi concittadini: in occasione della aggressione subita da noi nella sua città, non ci sembra che il primo cittadino abbia espresso nè parole di condanna del gesto nè di solidarietà nei nostri confronti”.
 
 
Invece questo è il COMUNICATO UFFICIALE NL MMIX PUBBLICATO DA HOOLIGANS MOLFETTA  MARTEDI’ 4 MAGGIO 2010 (http://hooligansmolfetta.blogspot.com/2010/05/comunicato-ufficiale-nl-mmix-molfetta.html) con delle sfumature che nel comunicato pubblico non erano state riportate.
 
 
In merito ai fatti di domenica 2 maggio 2010, le NL MMIX intendono chiarire che in nessun modo da parte del gruppo organizzato c'era intenzione di finire la partita Molfetta-Trani in questa maniera.

Ne è la prova il fatto che, nell'arco della stagione, sia nelle 2 partite giocate a Trani, che in quella giocata allo stadio Paolo Poli, e' filato tutto liscio, anche se i provocatori, forti di una antica rivalita',certo non mancavano, da entrambi le parti!(non dimentichiamo il vaso lanciato dal terzo piano mentre noi eravamo diretti in stazione, in occasione della gara di coppa italia giocata a Trani; se quel vaso avesse colpito uno di noi, è facile immaginarne le possibili conseguenze) .

Troppo facile sparare a zero contro una intera tifoseria e fare di tutta l'erba un fascio,forse invece bisognerebbe analizzare le cose per come sono, ovunque c'e' il marcio,in tutti i rami della societa', dalla politica alle forze dell'ordine! Perche' non si parla di quello scempio di settore ospiti? perche' non si dice che il comune dovrebbe garantire uno stadio in sicurezza e che questa storia di mettere due tifoserie una accanto all'altra non si vede da nessuna altra parte d'Italia! Perche' non si dice che le forze dell'ordine erano intente a girare filmini invece di pensare a creare un semplice cordone che avrebbe scoraggiato i pochi provocatori; forse perche' l'opinione pubblica ci ha gia' catalogati, siamo tutti teppisti, siamo tutti criminali che vanno allo stadio per fare a botte!!

Nessuno parla delle nottate passate a mettere striscioni per la citta', nessuno parla delle giornate spese a preparare trasferte coreografie ,nessuno parla di una passione che ci scorre dentro e che, per seguirl, affrontiamo giorno per giorno enormi difficolta',proprio come quello che e' appena accaduto! 
Credete che siamo contenti ? credete che siamo orgogliosi di quanto e' successo? da quando e' finita la partita il nostro pensiero e' rivolto ad Alessandro,un tifoso come tutti noi,che per seguire la sua amata,e' finito in ospedale e si ritrova una vita segnata,purtroppo sappiamo che quanto e' successo non puo' essere cancellato,non cerchiamo scuse,ma chiediamo che ognuno si prenda le proprie responsabilita'…ALESSANDRO NON MOLLARE!”
 
Questo è il mondo dei nostri giovani, per fortuna non tutti, che frequentano gli stadi, circoli privati e sedi di società sportive; prossimamente vi proporremo il loro linguaggio, i loro simboli e i loro orientamenti politici.

Perché il calcio rimane sempre impunito?

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Nella foto il sindacosenatorepresidente Antonio Azzollini che inveisce contro un arbitro mostrandogli le corna.


Un copione già visto, le stesse battute e gli stessi commenti del dopo partita che sono fotocopia di quelli già letti tre anni fa in occasione del derby calcistico Molfetta-Bisceglie; cambiano solo gli attori, ma chi ne fa le spese sono sempre le forze dell’ordine, qualche tifoso, l’immagine dello sport e le nostre tasche.

Bisognerebbe andare oltre la solidarietà verso i carabinieri e i tifosi feriti, non in guerra (ammesso che la stessa possa essere giustificata), ma in tempo di pace e durante una manifestazione sportiva.
Lo abbiamo detto tre anni fa e lo ribadiamo oggi; a quanto ammontano i danni al patrimonio, treni, tram, stazioni, stadi, nelle città, causati dai “delinquenti” del calcio? Io credo che sia una cifra talmente grande che nessuno ha mai voluto calcolare perché farebbe impallidire chiunque; ebbene chi ci governa permette che questo avvenga e il “popolo bue” permette loro di continuare a giustificare il tutto dicendo che non ci sono rimedi perché ” morirebbe il gioco del calcio”. Ma il calcio è già morto; forse sarebbe più onesto affermare che morirebbero tutti gli imperi economici, gli illeciti sportivi, gli interessi di lobby affaristiche e clientele politiche che girano intorno al calcio.

Oltre a coprire, da sempre, le spese per il risarcimento danni da guerriglia calcistica, lo Stato spende cifre incalcolabili per pagare  le forze dell’ordine che impiega per presidiare, dentro e fuori, gli stadi che ospitano le manifestazioni calcistiche di tutto il territorio italiano dalla serie A alle ultime serie di promozione.
Forse è il caso che qualcuno cominci a ragionare sui costi di questa irragionevole follia pseudo-sportiva.
Abbiamo il campionato più violento e diseducativo del mondo, in tutte le sue manifestazioni e nessuno vuole ammetterlo.

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Contribuiscono tutti, giocatori, presidenti, tifosi e politici.   Le dichiarazioni del sindaco di Trani, i gesti violenti di Totti, le parole degli Hooligans molfettesi, non aiutano a salvare l’immagine del calcio. E non è vero che sia sempre il solito gruppetto di facinorosi «che certo non ha niente a che vedere con i tifosi veri», come si continua a dire nel dopo partita.  Non è vero.   Sono autentici gruppi organizzati, ovunque, su tutti i campi d’Italia.   Sono quelli che allo stadio dettano legge, impongono cori e parole d’ordine, compattano e guidano, comandano.   Sono gruppi preparati a questo unico scopo.   E hanno i loro simboli, il loro linguaggio, i loro segni di riconoscimento.   Sono gruppi da guerriglia sportiva;   hanno i loro capi che tutti conoscono e molti foraggiano.   Biglietti gratis e facilitazioni nelle trasferte. Quasi sempre vengono anche scortati dalle forze dell’ordine.

Noi cittadini paghiamo le tasse per scortare questi individui dai caselli autostradali e dalle stazioni agli stadi. Impegniamo le nostre forze dell’ordine in questa assurda e inaccettabile “scorta”, mentre nelle nostre periferie o all’ombra del Duomo si consumano alla luce del sole, quotidiani episodi di violenza ed estorsione a danno anche di turisti tedeschi che giurano di non passare più da Molfetta.
Tutto ciò non è più tollerabile. Alzi la mano quel presidente che abbia davvero tagliato i cordoni con simili personaggi. Ma quanti sono i coraggiosi? Quanti sono disposti a mettere davanti, a tutto, i valori di una convivenza civile e del vero sport? E quanti i presidenti pronti a compiere un gesto di rottura totale e definitiva con il luridume che si manifesta ad ogni partita? Ci sono? Si facciano sentire.   Condannino apertamente le frange violente delle loro tifoserie.
E’ utopico pensarlo fino a quando in campagna elettorale tutto fa brodo e a 30 o 50 euro ciascuno possono diventare potenziali elettori del presidente o del consigliere di turno.
Al Governo centrale, che ci regala ogni giorno tagli alla sanità, alla scuola pubblica e ai servizi sociali, si chiedono scelte coraggiose, difficili, drastiche e impopolari.
Se qualcuno vuole ancora che esista il calcio cominci a far disputare le partite a porte chiuse, tanto non sono più gli incassi dello stadio a determinare i bilanci delle società, a quelli ci pensano le lobby politico-affaristiche.
Se qualche società vuole aprire gli stadi ai propri tifosi, lo faccia pure, paghi in proprio la sicurezza privata, se è in grado di farlo, e tutti gli eventuali danni provocati dai tifosi facinorosi.
 
Al Sindaco Azzollini si chiede un’ordinanza con cui si faccia divieto di disputare le partite di calcio a porte aperte fino a quando non si creeranno le condizioni più idonee di civile convivenza. Forse si potrebbero trasmettere le dirette “in rete” in accordo con le testate giornalistiche locali.
Qualcuno dirà  che questo non è lo sport, certo, ma è una misura drastica pari ad una qualsiasi altra misura restrittiva che potrebbe riguardare un qualsiasi altro ambito sociale; perché il calcio deve rimanere sempre impunito?

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