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Presentazione del Liberatorio Politico

Presentazione del Liberatorio Politico

Riteniamo indispensabile fornire ai lettori una nostra versione dell’assemblea pubblica organizzata dal Liberatorio Politico il 26 Febbraio, con l’intento di fornire un’informazione più completa rispetto agli articoli apparsi sulla stampa locale. 

 L’affluenza: nonostante i mezzi insufficienti a diffondere e pubblicizzare la nostra iniziativa (25 manifesti, comunicati stampa, blog), il poco tempo a disposizione per lanciarla (5 giorni), la data festiva zeppa di altre manifestazioni previste nell’agenda della nostra città e di quelle limitrofe (inaugurazione piazza Paradiso, sfilate e cortei per il Carnevale), abbiamo potuto registrare un’ottima affluenza di pubblico. Ben al di là delle nostre aspettative. Possiamo affermare, senza  il dubbio di poter essere smentiti, che l’interesse e la partecipazione dei cittadini è stata tangibile.

 

 Introduzione:

Matteo d’Ingeo ha introdotto al pubblico il perché si è deciso di dar vita a questo nuovo soggetto politico. Attraverso l’uso di metafore ha evidenziato come la vicenda consumata il 4 dicembre 2005, data della prima esperienza di “Primarie” a Molfetta, è stata come “un enorme masso lanciato in uno stagno che ha generato ondate sempre più grandi in relazione alla loro distanza dal centro”. Il vincitore di quella consultazione popolare, così come è stata concepita, “costituisce il simbolo di quella politica che nel ’94, attraverso l’esperienza del Percorso, sembrava avessimo spazzato via e che, invece, anche per colpa dei partiti di centro-sinistra, oggi è tornato alla ribalta. Esprimiamo, quindi, la nostra più ferma indignazione nei confronti di quello che è successo e crediamo che l’unica strada percorribile sia il ritorno alla partecipazione dei cittadini alla vita politica” [cit. tratta dall’articolo su Quindici di Giulio Calvani] “Vogliamo proporre – ha aggiunto d’Ingeo – la stessa esperienza che ha portato al rifacimento di piazza Paradiso, in cui i cittadini hanno elaborato, insieme ai progettisti, le loro idee per quegli spazi. Non ci siamo inventati niente di nuovo. Liberatorio Politico fa parte di una rete nazionale di movimenti, che hanno come scopo principale quello di creare una forte unità a sinistra, partendo dalla ricerca di soluzioni ai problemi concreti” – ha concluso d'Ingeo.

I 10 progetti per Molfetta:  

Genni Gadaleta Caldarola ha illustrato, con lo stile che lo contraddistingue, la centralità dell’idea di partecipazione da parte dei cittadini per indurli a lavorare su dieci progetti concreti, strategici per la nostra città. “Essi costituiranno le linee traccianti del modello di sviluppo a cui deve tendere Molfetta. Negli ultimi tempi si è andata progressivamente perdendo la capacità di elaborare progetti, che possano in futuro migliorare le nostre prospettive di vita sia dal punto di vista sociale che lavorativo. I nostri avi erano capaci di concepire e costruire sistemi di irrigazione utili a migliorare la produzione dei loro campi, così come i pescatori hanno elaborato tecniche di pesca sempre più innovative nel corso degli anni. Perché con il ricco bagaglio culturale, professionale, umano oggi a disposizione non possiamo essere capaci di progettare il nostro futuro? Si demanda ad altri questo compito, correndo il rischio che essi lo assolvano in base a interessi particolari. In fondo non si tratta di un impegno così gravoso, se si considera che tale lavoro può essere suddiviso tra un nutrito numero di persone, attraverso gruppi coordinati ben strutturati. L’alternativa sarebbe quella di continuare a farsi intorpidire le menti dagli insulsi programmi televisivi, lasciando ad altri la facoltà di decidere sui nostri destini.

I dieci progetti che andiamo a proporre abbracciano tre tematiche principali: valorizzazione delle risorse umane, comunità, qualità della vita e dell’ambiente. All’interno di ognuno dei suddetti ambiti vi sono altri tre progetti specifici che devono essere affrontati nel dettaglio. L’ultima tematica riguarda la partecipazione e la cittadinanza attiva. Essa risulta essere la più importante, in quanto è funzionale allo sviluppo di tutti gli altri progetti.”

 Per la descrizione dei 10 progetti, demandiamo il lettore all’articolo già pubblicato su questo blog.

Ipotesi di lista civica

E’ toccato ad Antonio Campo occuparsi di ciò che lui stesso a definito il “lavoro sporco”. Partendo dai suoi ricordi, in merito alla già citata esperienza del “Percorso” avvenuta durante la primavera del ’94, ha affrontato con lucidità e pacatezza una disamina dell’attuale situazione politica, senza concedere sconti o lasciare margini di ambiguità. “Le primarie sono un valore in sé a prescindere: un cardine della politica rinnovata, in cui i cittadini elettori vengono ripetutamente consultati nei momenti topici della vita di un partito, di una coalizione, di una città. I cittadini non sottoscrivono patti politici, non impegnano il proprio onore o la propria credibilità. I cittadini votano! E nella vicenda del 4 Dicembre (n.d.a. giorno in cui si sono svolte le primarie a Molfetta) molti di noi, cittadini, hanno votato soprattutto per porre riparo al <<tragico>> errore che i dirigenti dei partiti dell’Unione stavano compiendo: aprire le porte in grande stile, con la più forte delle legittimazioni, ad uno dei <<colpevoli del disastro>>. Una persona, un politico, dal quale ci separa una diversa concezione della politica e una visione diversa del futuro della città. Non è più un problema di coerenza, né di patti da rispettare. E’ questione di coscienza, di principi e valori da difendere. La stagione apertasi con la straordinaria avventura del ’94, interrotta ben presto, aspetta ancora di compiersi, e non potrà compiersi se a guidare le forze che dovrebbero farlo ci sarà un uomo che incarna tutto quello contro cui ci siamo impegnati dodici anni fa. Nemmeno con mille paletti o mille gabbie costruite ad arte. E’ vecchia la politica che minaccia di rompere se le cose non vanno in un certo modo. E’ vecchia la politica di chi pensa di essere migliore e che riuscirà, in extremis, a mediare. C’è una stagione da compiere, certo. La città in cui stiamo vivendo è ancora lontana da quella che avevamo in mente dodici anni fa e ancor meglio abbiamo in mente oggi. Si tratta di un’altra idea di città. Ma per realizzarla ci vuole un impulso nuovo, modalità nuove e più semplici per costruire le decisioni, attraverso un maggior coinvolgimento dei cittadini. E' questa un’altra idea di politica. La politica delle condizioni mostra la corda, soprattutto perché manca la capacità di costruire soluzioni al di là delle apparenze e opportune scelte, guardando ai bisogni e preoccupandosi di cercare risposte. Si fanno troppi conti, troppi calcoli, si da troppa importanza ai pacchetti di voti e meno alla elaborazione di idee. E quando si prova a farlo, l’impegno è presto vanificato dall’obbligo di creare il compromesso con chi ha una visione diversa delle cose. C’è poco da fare: le grandi idee non vanno d’accordo con gli interessi. Per questo oggi proponiamo di dare vita ad una lista civica che si candidi per governare Molfetta nei prossimi cinque anni. Non sarebbe stato necessario se gli amici che guidano le politiche dell’Unione avessero avuto il coraggio di scelte forti: NO a di Gioia prima, UNITI contro di Gioia alle primarie. Non vogliamo formare una lista per andare <<contro>>, bensì una lista PER tutto quello che non sarà possibile fare se di Gioia dovesse diventare sindaco, o se lo diventasse Azzollini, o ancora Minervini. Non è tutto pronto, non c’è il candidato sindaco, né i candidati al consiglio comunale. Abbiamo più in mente il modo per trovare l’uno e gli altri e per definire un programma. Non c’è molto tempo, c’è voglia! Vogliamo confrontarci con tutti coloro i quali sono disponibili a costruire insieme questa nuova avventura. Si tratta di coinvolgere (in alcuni casi, nuovamente) persone che hanno competenze personali, professionali, sociali etc. significative in ciascuno degli ambiti del governo della città, ai quali chiedere di mettersi al servizio. In questo momento percepiamo tale scelta come un <<dovere civico>>. Non sappiamo se questo disegno andrà bene o sarà destinato a fallire, sappiamo solo che da oggi ci siamo anche noi. Vedremo il da farsi sulla lista civica, tutto dipenderà dalle adesioni che in questi giorni riusciremo a raccogliere in varie forme".

Interventi  

1)      Paolo Gissi ha fatto un richiamo al senso di responsabilità che deve portare tutti al “rispetto dei patti. E’ una questione di coscienza, di dignità e morale soggettiva”. Richiama alla necessità di quantificare meglio i dati e le conoscenze in merito ai progetti che fanno parte del modello di sviluppo che il Liberatorio Politico ha proposto.

2)      Giulio Bufo si dichiara favorevole alla formazione di gruppi di lavoro per lo studio della città, in quanto essi risultano indipendenti dalla formazione di un’eventuale lista civica. Ritiene che, a livello prettamente politico, non si possa “agire con il buonismo dei PRO e non è sufficiente dire quanto <<Lillino>> sia cattivo, bensì bisogna anche avere dei principi di base fondamentali che da sempre nutrono il movimento altermondialista e dell’antagonismo in genere: ANTI-liberismo, ANTI-proibizionismo, ANTI-fascismo”.

3)      Giuseppe Filannino, pur essendo un uomo legato ai partiti, vede molto favorevolmente la nascita di “un luogo di confronto senza personaggi gerarchicamente superiori, un luogo senza capi-popolo e filosofi incapaci di lavorare a fianco di semplici cittadini. […] Un luogo senza cabine di regia e parodie sulla <<democrazia partecipata>>, dove nessuno venga zittito o gentilmente inascoltato perché privo delle basi politiche e culturali necessarie a partecipare. […] Anche chi, come il sottoscritto, – afferma Filannino – ha una tessera di partito in tasca crede fortemente alla necessità della loro esistenza” [tratto da un commento dello stesso Filannino su Quindici on line]

4)      Tomaso Ciccolella riporta l’attenzione sulle primarie e sulle ipotesi di inquinamento del voto. Come dirigente di partito ha chiesto, già mesi addietro, al partito di Rifondazione Comunista di presentarsi alle prossime elezioni comunali con una propria lista ed un proprio candidato sindaco.

5)      Damiana Mezzina si domanda: “Come farò a rispondere a tutte quelle persone che mi accuseranno di essere incoerente, quando andrò da loro per chiedere il voto in favore di Lillino di Gioia? Con quale spirito si andrà ad affiggere i manifesti che richiamano a quel personaggio quando nella scorsa campagna elettorale i nostri stessi manifesti erano contro Lillino e dintorni?” Si presenta come una dipendente di un’agenzia di collocamento interinale e si confronta quotidianamente con un alto numero di persone in cerca di lavoro. “Chi non ha seguito tutta la vicenda delle primarie – sostiene la stessa Damiana Mezzana – non comprende come di Gioia possa esser diventato leader di tutto il centro-sinistra e sono in tanti ad affermare che alle prossime elezioni comunali non lo voteranno”.

6)      Franca Carlucci afferma di aver imparato molto dall’esperienza del ’94 nel “Percorso”. Durante quella stagione politica, “si sono dovuti ingoiare molti rospi per aver demandato ad altri un certo tipo di responsabilità che sarebbe stato più opportuno assumersi in prima persona. Anche i cinquanta componenti del Percorso avevano sottoscritto un documento in cui chiedevano ai partiti dell’Unione di presentare soltanto due candidati per la consultazione delle primarie. Ciò non è avvenuto e non serve restare a recriminare o generare ulteriori conflitti all’interno della coalizione del centro-sinistra. Dobbiamo dare una mano ai partiti dell’Unione e cercare di condizionare le scelte stando dentro lo schieramento”.

7)      Onofrio Romano si è espresso in termini molto favorevoli in merito alla nostra idea di creare uno spazio in cui sia centrale la partecipazione dei cittadini, dove questi ultimi sono chiamati ad elaborare progetti concreti per la città. Inoltre ha voluto sospendere il suo giudizio circa l’opportunità di formare, in questa contingenza, un lista civica. Il suo timore è che essa possa risultare deleteria rispetto ad un disegno più alto, rappresentato dal coinvolgimento dei cittadini nelle scelte strategiche. Eppure Romano stesso non riesce a vedere altre strade se non quella dell’astensionismo, in quanto fermamente convinto che ogni tentativo di ingabbiare l’operato di un sindaco con l’esperienza amministrativa dell’ing. Di Gioia, sia di per sé un’operazione “fuori da ogni logica”. “Sul piano formale è scontato affermare che si è tenuti a rispettare i documenti sottoscritti. Ciò riguarda dirigenti ed organi di partito. Gli elettori, invece, con la loro partecipazione al voto, firmano una dichiarazione che li impegna a condividere solo quelle generiche linee programmatiche indicate. Sul piano sostanziale questa operazione (n.d.a. le primarie) è riuscita a mettere insieme gli strumenti utili a contrastare gli apparati di potere con la persona che più di tutti, nella storia politica molfettese, ha sviluppato la propria carriera politica secondo quelle logiche”.

8)      Francesco de Bartolo ha fatto una lunga disamina della situazione politica molfettese nell’arco dell’ultimo decennio. In particolare si è soffermato sugli errori commessi dal centro-sinistra, ma soprattutto sulla situazione paradossale in cui questo schieramento si è andato a cacciare con l’esperienza delle primarie. Secondo la sua opinione non si può restare passivi di fronte a tale situazione ed è auspicabile rompere gli schemi per intraprendere un cammino nuovo.

 

Ringraziamo chi è intervenuto per aver arricchito la manifestazione con nuovi importanti spunti su cui rifletteremo.

  

Conclusioni

 Saranno redatte a breve

 

 

 

 

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