Archivi categoria: atti intimidatori

Questa mattina un incendio nella struttura abbandonata del Park Club. E domani a chi toccherà? (AGGIORNATO AL 15/01/2012)

www.ilfatto.net

Un incendio si è verificato nella mattinata di oggi, domenica 15 gennaio, attorno alle ore 10.30, all’interno della struttura abbandonata del Park Club. L’incendio, che da una prima analisi delle forze dell’ordine pare essere quasi sicuramente di origine dolosa, ha coinvolto parte del giardino e una struttura interna, ormai completamente incendiata. L’evento ha richiesto l’intervento di tre autopompe dei Vigili del Fuoco coadiuvati dai Vigili Urbani e dai Carabinieri di Molfetta.

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Nell’ultimo periodo si sono verificati altri eventi vandalici all’interno della stessa struttura tra cui anche un ulteriore incendio.

Il traffico, per tutta la mattinata, ha subito rallentamenti necessari all’intervento dei Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza della zona anche se, al momento, restano le carcasse di alcuni alberi incendiati ancora pericolanti.

Fiamme nel campo nomadi


Foto: © n.c.

www.molfettalive.it

Fiamme nell'estrema periferia di Molfetta, in via Salvo D'Acquisto nel quartiere 167, a ridosso della statale 16bis.

Un incendio è divampato – per motivi ancora da definire – nel campo nomadi. A dare l'allarme, intorno alle 13, una pattuglia di Polizia municipale, in quel momento in servizio nei pressi della scuola primaria "Zagami".

Giunti sul posto guidati dalla densa colonna di fumo nero, i vigili hanno notato una baracca completamente avvolta dalle fiamme e hanno allertato i Vigili del Fuoco, che hanno domato l'incendio.

Illesi gli occupanti, ma il capanno costruito con mezzi di fortuna è andato completamente distrutto. Al suo interno anche i documenti dei nomadi: momenti di dolore e rabbia. 

Non è la prima volta di un incendio in via Salvo D'Acquisto. Era il 19 febbraio 2009, quando andarono in fumo tre delle quattro baracche dell'insediamento, costruite raccattando in giro per la città legname, cartoni e lamiere. Pochi mesi prima, nell'ottobre 2008, ancora fiamme: ma in quel caso, secondo gli inquirenti, furono gli stessi rom ad appiccarle al momento di abbandonare il campo.

Un’altra notte di fuoco

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Di giorno scippi e rapine, di notte furti e incendi.

Monta la paura a Molfetta e dintorni, alle prese ormai da un paio d'anni con continui episodi che non fanno dormire sonni tranquilli ai cittadini. Un allarme diffuso nel centro, come nelle periferie.

L'ultimo episodio intorno alle 5.30 di questa notte, in viale Papa Giovanni Paolo II. Un rogo ha distrutto una Opel Astra station wagon, parcheggiata nella strada nella nuova zona di espansione, nei pressi dell'ospedale.

Le fiamme, come in recenti casi analoghi, si sarebbero sviluppate dal vano motore. L'intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Molfetta ha circoscritto le fiamme.

Non è stata una nottata facile per i caschi rossi, impegnati anche nella vicina Bisceglie per un incendio che, nei pressi dello stadio, ha coinvolto tre automobili. Due di queste, che sarebbero risultate rubate, sono andate distrutte.

Sull'incendio di stanotte indagano i Carabinieri.

E domani a chi toccherà?
(AGGIORNATO ALL' 11/01/2012)

Calabria, boss minaccia giornalista “Non rompere e pensa alla famiglia…”


Giornalista calabrese minacciato da un boss in carcere

                                                 Il capo clan Leone Soriano arrestato nel 2009

www.repubblica.it

Una lettera di minacce dal carcere. Mittente un boss della 'ndrangheta, con intimidazioni inquietanti. E' stata indirizzata a Nicola Lopreiato, capo servizio della Gazzetta del Sud a Vibo Valentia, da Leone Soriano, attualmente detenuto e ritenuto dagli investigatori il capo dell'omonima cosca di Filandari.
 
"Invece di rompere ogni giorno con la cosca Soriano, che non esiste e non è mai esistita – è scritto nella lettera spedita dal carcere di Cosenza – pensa di più alla tua famiglia che è meglio per tutti". "So che finirò in tribunale anche per questa lettera – ha scritto ancora Soriano – ma devi finirla di rompermi i …. Mi hai fatto passare per un morto di fame ma non lo sono. Ho vinto due milioni di euro al gratta e vinci ma non ti dico in che banca sono".

Nella lettera, composta da due pagine, Soriano se la prende anche con esponenti delle forze dell'ordine ed ex amministratori comunali di Filandari.
Nel novembre scorso Soriano era stato arrestato, insieme ad altre nove persone, nell'ambito dell'operazione "Ragno" coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri contro la stessa cosca. Le accuse sono di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, incendio, detenzione e porto abusivo di armi e di esplosivi, aggravati dalle modalità mafiose. Nel provvedimento si contesta anche il reato di minacce contro alcuni carabinieri e giornalisti, tra cui lo stesso Lopreiato. Nelle carte dell'inchiesta, investigatori ed inquirenti hanno evidenziato come la cosca Soriano avesse assoggettato non solo Filandari, ma anche alcuni centri vicini.

Intorno a Lopreiato la solidarietà dei suoi colleghi. E anche del presidente della Regione Calabria, Scopelliti, che esprime "solidarietà a lui e alla famiglia".

Ennesimo incendio di auto nella notte in via Puccini

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Scritto da Redazione (www.ilfatto.net/…)

Molfetta – Un nuovo ennesimo incendio di auto si è verificato questa notte, attorno alle ore 0.30, nei pressi di via Puccini, all'altezza del civico 12. Ad avere la peggio le due autovetture coinvolte, due Ford Fiesta.
Intervenuti sul posto i Vigili del Fuoco per domare le fiamme.

E domani a chi toccherà?
(AGGIORNATO AL 14/12/2011)

Cronaca di una settimana da dimenticare

                                                                                                                                                                                                                         


Foto: © n.c.

di Lorenzo Pisani
http://www.molfettalive.it

E veniamo alla consueta pagina di cronaca” direbbe il bravo conduttore del tiggì. E quando “consueta” e “cronaca” vanno a braccetto c’è poco da stare allegri. E in questa città da un bel po’ è così. 

L’ultima settimana ha offerto un assortito campionario di azioni criminali. Si è cominciato di lunedì, con un negozio di abbigliamento svaligiato all’alba. La fiamma ossidrica a illuminare quel che restava della notte. 

Il giorno successivo, San Nicola ha portato in dono cenere e carboni. Nel vero senso della parola. Chiedere ai possessori delle due auto in fumo in via Giordano Bruno. Non è andata bene anche a rione Paradiso, con una donna trascinata a terra per poche centinaia di euro. Un 6 dicembre da incubo. 

E venerdì ancora violenza. Due individui a bordo di uno scooter hanno assaltato un distributore di carburanti in via Giovinazzo. Erano le 19.30. Circa 1.500 euro il bottino. 

"La consueta pagina di cronaca" di ferma qui. Pronta a svanire tra le tante pagine di una comunità che archivia in fretta. Che si magnifica di espansioni di zone industriali, che si fa bella in mille e più eventi culturali. 

Accanto alle luci e ai lustrini c’è un’altra città: che ruba, rapina, incendia. Sembrano essersene accorti sinora solo Liberatorio Politico, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Insieme hanno in consiglio comunale un consigliere. Hanno chiesto che prenda forma il Comitato comunale di monitoraggio sui fenomeni delinquenziali, istituito quattordici anni fa e mai avviato. Hanno solidarizzato con i commercianti.

C'è anche il Comune. Si è detto preoccupato. Ha promesso un incontro con le forze dell'ordine, ma a oggi nulla di concreto. Non si parla d’altro. Del futuro sindaco, s’intende. Nel frattempo Molfetta brucia.

Amministratori sotto tiro.

Un momento della presentazione del Rapporto "Amministratori sotto tiro", Roma, 2 dicembre 2011.

www.avvisopubblico.it

Rendiamo disponibile all’ascolto, gli interventi della presentazione del Rapporto, intitolato “Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica”, svoltasi a Roma il 2 dicembre 2011, in occasione dell’Assemblea Nazionale di Avviso Pubblico.

Presentazione del Rapporto “Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica”. Roma, 2 dicembre 2011 – Palazzo Valentini, Sala della Pace. 
Ascolta gli interventi di: Andrea Campinoti (.mp3)Agnese Moro (.mp3),Anna Maria Torre (.mp3)Raffaele Cantone (.mp3)Nicola Zingaretti (.mp3).

Foto Guarda le foto di Avviso Pubblico su Flickr

Ancora fiamme nella notte. Due auto in fumo

Il rogo in via Giordano Bruno, una traversa di corso Fornari

Foto: © n.c.

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Si è aggiornato questa notte il bilancio degli incendi di autovetture.

Alle 4.30 un rogo si è sviluppato in via Giordano Bruno, una traversa di corso Fornari. Distrutte due auto, una fiat Uno e una Matiz.

Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco del distaccamento di Molfetta con l'ausilio di liquido schiumogeno. I Carabinieri della compagnia di Molfetta indagano sull'accaduto.

L'incendio numero 40 dall'inizio dell'anno segue di cinque giorni quello avvenuto il 30 novembre.

Il Comune, nei giorni scorsi, aveva manifestato l'intenzione di una riunione con le forze dell'ordine per discutere di un fenomeno che preoccupa sempre più la popolazione.
 

E domani a chi toccherà?
(AGGIORNATO AL 6/12/2011)

Amministratori sotto tiro

Presentato a Roma il rapporto sulle minacce subite da sindaci e assessori in tutta Italia


www.liberainformazione.org

Bombe, colpi di pistola, fucilate. E ancora sassi sui vetri, lettere di minacce, bossoli. «Oggi anche i blog» dice a conclusione dei lavori Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico. Sono queste le forme attraverso le quali sindaci, assessori, rappresentanti delle istituzioni in generale, sono fatti vittima di azioni di intimidazione e attentati da parte di terzi soggetti, spesso da parte della criminalità organizzata, affinché svolgano il loro lavoro nell'interesse di questi ultimi o a questi non precludano determinate attività. Un “incentivo” insomma perché gli uomini pubblici perseguano il fine del malgoverno, sacrificando la collettività o l'istituzione che rappresentano. Palazzo Valentini, Roma, sede della Provincia. 

 

Siamo alla presentazione del primo rapporto dedicato alla memoria di Angelo Vassallo “Amministratori sotto tiro”, con il quale Avviso Pubblico, l'associazione che si occupa di promuovere la cultura della legalità democratica nelle amministrazioni pubbliche, vuole tracciare il punto sulla situazione degli amministratori che nell'ultimo biennio hanno subito una qualsiasi forma di intimidazione o attentato, se non, nei casi più gravi, la morte. Non poteva ovviamente mancare il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, il quale ci tiene a sottolineare come l'adesione dell'ente da lui governato non sia dettato da motivi di “opportunità-necessità del momento”, quali le ormai accertate presenze mafiose nel Lazio, quanto da una presa di coscienza. Dice infatti Zingaretti: «Non possiamo sempre delegare agli altri, magari anche in buona fede perché non ci riteniamo adeguati, la lotta alla criminalità organizzata. Questo problema non è solo un tema che ricade sotto competenza delle forze dell'ordine e della magistratura, anche perché la loro funzione è tipicamente repressiva. Questo è un problema che investe anche noi, anche coloro che, come amministratori, non hanno mai dovuto tastare personalmente o nel proprio territorio questo tipo di piaga. Oltre al compito di reprimere infatti ce n'è un altro, che è quello di prevenire. A questo noi siamo chiamati, cercando di educare i cittadini che rappresentiamo alla cultura della legalità». 

 

Delle stesse idee il sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino, che inizia il suo intervento evidenziando come spesso siano le condizioni socio-economiche di una realtà, anche se relativamente piccola come la sua, a costituire il terreno fertile attraverso le quali l'ambiente criminale attecchisce. Molte volte, continua il primo cittadino del comune nisseno, ci si mettono anche le istituzioni, che attraverso l'emanazione di nuove norme o la disapplicazione di altre facilitano il lavoro alla criminalità organizzata. Ma un sindaco, un assessore, un semplice vigile urbano, da soli, “non valgono nulla”. «Per questo è nato Avviso Pubblico» rimarca Andrea Campinoti, presidente della stessa associazione, «proprio per non lasciare soli tutti gli amministratori, di qualunque parte d'Italia essi siano, che per un motivo o per un altro si trovano a dover fronteggiare pericoli che paradossalmente purtroppo, e sempre con maggiore frequenza, comportano il servizio che prestano alle loro popolazioni». Un compito che spetta dunque a tutte le parti della società, purché sane, e a tutti i livelli. Ben poco perciò si può fare o si può pretendere che venga fatto da istituzioni poco sensibili o peggio ancora infiltrate. 

 

Francesco Forgione, ex Presidente della Commissione Antimafia ripropone quanto ha suggerito il magistrato milanese Ilda Boccassini, quando in una recente dichiarazione pubblica si auspicava che la lotta contro la mafia non venisse fatto solo dalle autorità di polizia, ma anche dalle istituzioni civili, prime fra tutte i partiti, di qualunque area siano. «È necessario che il filtro a certi personaggi sia posto prima che questi possano ricoprire una qualsiasi carica pubblica e non dopo, quando il danno ormai c'è, assieme al rischio che taluni fatti vengano politicizzati e trasformati in argomentazioni che della nobile arte possiedono ben poco» pronuncia con veemenza Forgione. Lotta alla mafia a tutto campo dunque, ivi compreso il fattore della comunicazione che, come indicano alcuni dei sindaci partecipi alla mattinata, a proposito delle ultime vicende sull'asse Milano-Reggio Calabria, non deve fermarsi alla prima pagina da scoop che viene riservata a caldo, per poi, nei giorni quasi immediatamente successivi, raffreddare l'attenzione su quei fatti. Anzi, ha il dovere di battere il ferro quando è caldo e continuare a batterlo per mantenerlo tale, perché questa è cosa buona. Perché, come ha suggerito nel suo intervento Agnese Moro, citando il figlio di un'altra vittima illustre, Umberto Ambrosoli, «Fare cose buone non è eroico: è eroico farle da soli».

Auto in fiamme in via Pia. È il quarto incendio in undici giorni

Quello di mercoledì l'incendio numero 39 dall'inizio dell'anno

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Foto: © n.c.

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Quattro incendi in poco più di dieci giorni.

Tornano a illuminarsi le notti di Molfetta. Non sono luci di festa, ma auto.

Il 19 novembre lo scenario del rogo era stata l'estrema periferia di ponente, con tre macchine distrutte. La notte aveva poi riservato danni anche al portone di un negozio di ortofrutta.

Una settimana dopo, il 26, due roghi, a distanza di un'ora, hanno interessato nell'ordine vico I Madonna dei Martiri (intorno alle 3) e via Gelso (alle 4). E mercoledì, 30 novembre, ancora fiamme, ancora a ponente, in via Pia: due le auto danneggiate.

Trentanove volte, dall'inizio dell'anno, è squillato il 115 dei Vigili del fuoco. Sirene e getti di acqua, fuoco e paura. Interventi dei Carabinieri. Supera il numero di 50 il totale delle auto distrutte, una media di 5 al mese.

E domani a chi toccherà?
(AGGIORNATO AL 30/11/2011)