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Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. SOLO PROPAGANDA


LA PROPAGANDA

Ufficio Stampa Comune di Molfetta – pubblicato sul sito del Comune  il 27-12-2011 ore 09:00

Il Pirp, finalmente!

 

Firmato ieri l’accordo di programma per il Piano integrato di riqualificazione delle periferie: in arrivo 4 milioni di euro per il recupero del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo diversi ricorsi al Tar, la Regione Puglia costretta a riconoscere la bontà del progetto molfettese.

È stato sottoscritto nella giornata di ieri l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri. Dopo i ricorsi giudiziari promossi dal Comune di Molfetta davanti al Tar Pugliala Regione Puglia ha finalmente riconosciuto le ragioni della città di Molfetta e quindi la validità del piano proposto dall’amministrazione comunale. Il sindaco Antonio Azzollini ottiene così, per la sua città, ben 4 milioni di euro destinati al recupero completo e definitivo di uno dei quartieri da sempre dimenticati di Molfetta… continua a leggere 

LA CONTROPROPAGANDA DI PARTE

Pirp, firmato accordo di programma Regione-Comune.
Una nota del PD.

www.molfetta.ilfatto.net


È stato firmato nel pomeriggio di ieri, venerdì 23 dicembre, l’Accordo di Programma tra la Regione Puglia e il Comune di Molfetta che consente, di fatto, la realizzazione del PIRP, il piano di riqualificazione del rione Madonna dei Martiri.

 

“Questa notizia – ha commentato Giovanni Abbattista, coordinatore locale del Partito Democratico – è il miglior regalo che gli abitanti di quel quartiere, assieme a tutta la città, potevano trovare  sotto l’albero di Natale. Ora, grazie ai 4 milioni di euro che la Regione Puglia investirà per la realizzazione di questo importantissimo progetto, approvato nel 2009 all’unanimità dal Consiglio Comunale, sarà davvero possibile dare un nuovo volto ad un’area troppo spesso dimenticata di Molfetta e assicurare ai cittadini che vi abitano una migliore qualità della vita”… continua a leggere


IL MEGAFONO DELLA PROPAGANDA

AZZOLLINI    PORTA    A   MOLFETTA    ALTRI    4 MILIONI     DI     EURO    PER     IL RECUPERO     DEL     QUARTIERE     MADONNA      DEI     MARTIRI

www.lacittaliberal.it

 

 

“Almeno a Natale non si dovrebbero dire le bugie ai cittadini!” Pasquale Mancini, coordinatore del Pdl, replica così a chi nonostante abbia sempre ostacolato il finanziamento del Pirp presentato dal Comune di Molfetta, oggi tenta goffamente di rivendicare meriti che non gli spettano. Ecco, invece, come stanno le cose: venerdì 23 dicembre il sindaco Antonio Azzollini ha sottoscritto l’accordo di programma relativo al Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie (PIRP) del quartiere Madonna dei Martiri… continua a leggere

 

SOLO PROPAGANDA…
E POI VI DIREMO PERCHE'

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

logo LIBERATORIO 180x180

Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

"È iniziato il Calvario" del SindacoSenatorePresidente Azzollini

Calvario AZZOLLINI INCAP001 copia

Messaggio del Signore Gesù, XI° staz. della Via Crucis 

…"È iniziato il Calvario, non aver paura,
tutti voi siete testimoni della Mia croce, delle Mie parole,
Io illuminerò tutti voi, figli benedetti,
che avete ascoltato dal primo giorno le Mie parole e siete qui,
con Me, aiutateMi a portare la croce, il Calvario è vicino…
Venite al Mio patibolo, pregate,
pregate alla Madre Mia, chiedete la luce a voi,
tante piccole fiammelle intorno a Lei, beati voi.
Beati voi che ascolterete! Venite,
e sarete voi i portatori della luce per tutti i vostri fratelli”…

Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

Niente riqualificazione per il quartiere Madonna dei Martiri. La sconfitta della politica

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Molfetta
non comparirà tra i ventisette Comuni pugliesi che beneficeranno dei PIRP (Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie).
Questa volta non si tratta di una sconfitta dell’amministrazione Azzollini ma di tutta la città e della politica, e le responsabilità certo non si dovranno addebitare alla Regione Puglia o alla commissione che ha valutato i progetti.

Le responsabilità potrebbero essere, invece, nella superficialità dell’operato di un Consiglio Comunale che, sempre in affanno con le scadenze, in una seduta straordinaria del 7 maggio 2007 con 30 voti favorevoli ed unanimi approvò il programma di riqualificazione delle periferie cittadine.

All’indomani del voto favorevole, i Consiglieri Comunali dell’opposizione Annalisa Altomare, Antonio Ancona, Mariano Caputo, Lillino di Gioia, Michele di Molfetta, Nicola Piergiovanni, Tommaso Minervini, Nino Sallustio, Mino Salvemini giustificarono il loro voto favorevole con un comunicato stampa e in un passaggio del loro documento dichiaravano:

«A noi consiglieri di opposizione (e di alternativa alla destra) il PIRP è parso più un’occasione perduta che una grande opportunità, che poteva essere colta in modo migliore.
 
Soprattutto i cittadini del quartiere, andavano coinvolti sin dalle prime scelte e non solo negli atti finali quando non è più possibile correggere nulla. (Ma questo è un Valore che la destra, specialmente quella del fine settimana, fatica a comprendere).

Votare il PIRP era doveroso (siamo all’opposizione ma responsabili e consapevoli del destino e delle opportunità della nostra comunità, opportunità a cui abbiamo fortemente contribuito a Molfetta, insieme ai sindacati inquilini, e nel governo regionale), sia per dare una risposta ai cittadini residenti, che per cogliere una opportunità che il governo regionale ha voluto mettere a disposizione delle periferie dimenticate da anni di politiche urbanistiche irresponsabili.
 
Altrettanto doveroso controllare e correggere l’uso che faranno di questa grande opportunità i capi popolo della destra. Altrettanto doveroso migliorare le potenzialità di questo finanziamento, sperando che le lacune riscontrate non mettano a rischio il finanziamento regionale.
 
Seppure dall’attuale condizione di opposizione, continueremo, con il governo regionale e con tutte le altre energie istituzionali, politiche e culturali del centro sinistra, a fornire ai molfettesi le opportunità di miglioramento nei fatti concreti…e nei Valori.»

Poi il comunicato, facendo riferimento ai meriti di tale progetto, così riferiva:

«Il lavoro svolto dall’amministrazione ha quindi pochi meriti. Bravi i giovani professionisti "genuini" della creatività e dell’impegno, che sono stati coinvolti nella progettazione urbana dall’ Amministrazione, stendendo un velo pietoso su alcune presenze, pur minoritarie ed ininfluenti, che dovevano sentire eticamente il dovere di non parteciparvi.»

Credo sia superfluo commentare queste dichiarazioni che ancora una volta esprimono le difficoltà e l’incapacità di un’opposizione politica e amministrativa che il centro-sinistra molfettese non è riuscito ad esprimere in passato ed arranca oggi ad affermare, tranne qualche sporadica eccezione.

A noi, così come fanno in molti senza meritarlo, risulterebbe facile dire “l’avevamo detto”! Invece, chiediamo all’opposizione in consiglio comunale di svolgere con attenzione e professionalità il compito che i cittadini gli hanno assegnato e di votare i provvedimenti sempre con cognizione di causa e senza giustificarsi a posteriori. Se non si ha tempo di leggersi le carte è più dignitoso non presentarsi in consiglio comunale, invece di fare danni alla città e alla credibilità della politica.

Tanto per ricordare a chi ha la memoria corta, prima del dibattito in Consiglio Comunale, il Liberatorio Politico aveva espresso le proprie perplessità sul provvedimento anticipando una profetica bocciatura del progetto.

Ma, l’opposizione, sempre nella logica del voto di bassa demagogia e del “vogliamoci tutti bene per lo sviluppo della città” votò favorevolmente.
Oggi è normale che quella stessa opposizione si senta imbavagliata nell’esprimersi su questa bocciatura perché corresponsabile in qualche modo.
L’opposizione ha il compito di fare la sua parte fino in fondo, anche rischiando di essere impopolare. Per i curiosi rimandiamo alla lettura dei nostri interventi sul PIRP del 4 maggio 2007 e del  12 giugno 2007.

PIRP – Programma di riqualificazione del Rione Madonna dei Martiri. Verità e dubbi.

Rione Madonna dei Martiri (AB)Nella seduta del 7.05.2007 il Consiglio Comunale all’unanimità, maggioranza e opposizione, ha approvato il PIRP – Programma di riqualificazione del Rione Madonna dei Martiri nell’ambito del Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie.
Tutto comincia con il bando di gara indetto dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 870 del 19/6/2006, che definiva i soggetti abilitati a promuovere i PIRP (Comuni, IACP e altri enti pubblici, Imprese e Cooperative) e stabiliva, altresì, che nell’elaborazione ed attuazione del PIRP, occorreva promuovere il massimo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e degli inquilini maggiormente rappresentative sul territorio, delle forze sociali, delle rappresentanze dell’imprenditoria interessata (edilizia, servizi, commercio, ecc) del mondo della cooperazione e del volontariato sociale, e un “confronto concorrenziale di evidenza pubblica per l’individuazione di altri soggetti attuatori privati”.
L’amministrazione comunale indice una riunione il 10.10.2006, con la “partecipazione delle parti sociali interessate”, avente ad oggetto l’individuazione delle zone obiettivo per la partecipazione al bando PIRP.
Dal verbale della predetta riunione emerge che la proposta prioritaria da candidare al PIRP era quella della riqualificazione del Rione Madonna dei Martiri. Dalla delibera di Giunta n.116 del 23.10.2006 però, non si comprende bene se in quella riunione si presentò come unica proposta la riqualificazione del quartiere Mad. dei Martiri; è molto chiaro, invece, che precedentemente qualcuno, negli uffici comunali, aveva già predisposto un’indagine comparativa tra due aree periferiche di maggior degrado abitativo ed urbanistico: Rione Mad. dei Martiri e via A. Fontana – via Ruvo, dalla quale era emerso che la prima zona era quella più “appetibile”; a parere dei nostri tecnici comunali il quartiere Madonna dei Martiri, alla luce del degrado urbanistico, edilizio e per il disagio abitativo avrebbe potuto ottenere un punteggio abbastanza alto per accedere ad un finanziamento di 4.000.000,00 di euro.
Dovrebbero essere demolite quattro palazzine e ricostruite dove oggi ci sono i vecchi capannoni di De Lillo. Si tratta di ben 32 case popolari (ai numeri civici 12, 13, 14 e 15 di via Madonna dei Martiri) che faranno spazio ad una nuova piazza con parcheggio interrato.
Durante la presentazione del progetto, c’è parso di capire che gli abitanti interessati non abbiano partecipato tanto alla scelta condivisa del progetto, così come vuole il bando regionale n.870 del 19.06.2006. Giustamente qualche signora abbastanza agguerrita chiedeva il perché fossero state scelte le palazzine 12, 13, 14 e 15, e non quelle dal 7 all’11 che sono le più disastrate.
Altri hanno urlato con forza, che sono cinquant’anni che sono lì, dimenticati da tutti con i loro problemi, nessuno mai si occupa di loro se non quando ci sono le campagne elettorali.
Su queste ultime parole sincere del popolo si deve riflettere. Con una delibera di Giunta e una di Consiglio Comunale si bolla in modo inequivocabile che “il quartiere più degradato della nostra città da tutti i punti di vista è quello della Madonna dei Martiri”.
Sarei stato molto più contento se il Sindaco, l’ing. Rocco Altomare e tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione avessero deliberato una serie d’interventi da attuare subito in quel quartiere, rastrellando dal bilancio comunale tutte le risorse possibili, a prescindere dal Bando Regionale.
Allora sì, che avrebbero dimostrato agli abitanti di quel quartiere di voler intervenire seriamente sulle loro condizioni di vita. Invece no, il degrado del quartiere Madonna dei Martiri esiste da sempre e ogni campagna elettorale ce ne ricordiamo. Questa volta non solo comincia in anticipo la campagna elettorale delle amministrative provinciali, ma forse c’è in più qualche interesse privato da soddisfare. Oppure molto più malignamente questo progetto è strettamente collegato al grande progetto del porto?
E’ difficile accettare l’idea che si usa strumentalmente il disagio e il degrado di una parte di questa comunità solo per accedere a finanziamenti pubblici senza che questo progetto faccia parte di un programma politico amministrativo più ampio.
Naturalmente sorgono delle riflessioni o dubbi sulla vicenda.
Premesso che il bando regionale prevedeva tra la documentazione da allegare anche:
a) il formale assenso al programma da parte della maggioranza dei condomini degli edifici interessati dagli interventi nel PIRP e idonee garanzie in merito all’attuazione del programma stesso;
b) la relazione riguardante le forme assunte per assicurare la partecipazione degli abitanti alla elaborazione e attuazione del PIRP e il coinvolgimento delle forze sociali, delle rappresentanze dell’imprenditoria interessata (edilizia, commercio, servizi, ecc…) della cooperazione e del volontariato sociale, opportunamente documentati;
c) delibera del consiglio comunale di approvazione del PIRP, contenente in maniera esplicita l’adozione di variante con indicazione della normativa in base alla quale è stata adottata.
È giusto che la città sappia:
In che modo sono state coinvolte quelle forze sociali, del volontariato e dell’associazionismo che il bando prevede? Quali sono state “le parti sociali interessate”, visto che nella delibera madre non sono state riportate?
Chi ha deciso che il quartiere da interessare al progetto doveva essere la Madonna dei Martiri, e non altri quartieri che presentano simili problemi di degrado?
Quali sono stati i criteri usati per la scelta delle palazzine da demolire, le condizioni statico-strutturali o semplicemente criteri tecnico-estetici?
In che modo sono state coinvolte le forze produttive e gli imprenditori privati?
Tanti di questi quesiti sono stati posti anche da qualche consigliere di opposizione nella seduta di consiglio comunale che ha approvato il progetto, ma risposte non ne sono arrivate e nonostante tutto tutti hanno votato a favore. Ho l’impressione che tutta questa messinscena è solo pura demagogia e che non si realizzerà mai nulla, e lo sapete perché? Semplicemente perché quei protocolli d’intesa che il bando prevede, tra amministrazione e privati che dovrebbero cedere i suoli per costruire le nuove “case popolari” non ci sono. La soluzione è quella dell’esproprio per pubblica utilità, ma a Molfetta gli espropri durano anche decenni.

PIRP – Rione Madonna dei Martiri

Rione Madonna dei Martiri (AB)Nel prossimo consiglio comunale si discuterà e si approverà il PIRP (Piano Integrato di Riqualificazione delle Periferie); riguarderà il quartiere Madonna dei Martiri, che risulta essere un quartiere con un marcato disagio abitativo, diffuso degrado urbanistico  ed una scarsa coesione sociale e difficoltà economica.

Questi sono i parametri che dovrebbero dare un punteggio abbastanza alto al progetto che l’amministrazione comunale intende presentare alla Regione Puglia per accedere ad un finanziamento di 4.000.000,00 di euro. Dovrebbero essere demolite quattro palazzine e ricostruite dove oggi ci sono dei vecchi capannoni. Si tratta di ben 32 case popolari (ai numeri civici 12, 13, 14 e 15 di via Madonna dei Martiri) che faranno spazio ad una nuova piazza con parcheggio interrato.

Durante la presentazione del progetto, c’ è parso di capire che gli abitanti interessati non abbiano partecipato tanto alla scelta condivisa del progetto, così come vuole il bando regionale u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Altri hanno urlato con forza, che sono cinquant’anni che sono lì, dimenticati da tutti con i loro problemi, nessuno mai siu003c/span>u003c/font>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”> u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>occupa di loro se non solo quando ci sono le elezioni. Non siamo in campagna elettorale ma in odore di affari e danaro sì.u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Nel corso della conferenza sono stati toccati altri temi di grande interesse, per esempio l’annosa questione delle morosità e la perdita dei requisiti da parte di qualche abitante delle case popolari della Madonna dei Martiri.u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Vogliamo proporre alcuni temi di riflessione sul progetto PIRP, sperando che le forze politiche presenti in consiglio comunale le facciano proprie per giungere all’approvazione di una scelta trasparente e condivisa.u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Premesso che il bando regionale prevede tra la documentazione da allegare anche – u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>a) il formale assenso al programma da parte della maggioranza dei condomini degli edifici interessati dagli interventi nel PIRP e idonee garanzie in merito all’attuazione del programma stesso; “,1]
);

//–>n.870 del 19.06.2006. Giustamente qualche signora abbastanza agguerrita chiedeva il perché fossero state scelte le palazzine 12, 13, 14 e 15, e non quelle dal 7 all’11 che sono le più disastrate.

Altri hanno urlato con forza, che sono cinquant’anni che sono lì, dimenticati da tutti con i loro problemi, nessuno mai si  occupa di loro se non solo quando ci sono le elezioni. Non siamo in campagna elettorale ma in odore di affari e danaro sì.

Nel corso della conferenza sono stati toccati altri temi di grande interesse, per esempio l’annosa questione delle morosità e la perdita dei requisiti da parte di qualche abitante delle case popolari della Madonna dei Martiri.

Vogliamo proporre alcuni temi di riflessione sul progetto PIRP, sperando che le forze politiche presenti in consiglio comunale le facciano proprie per giungere all’approvazione di una scelta trasparente e condivisa.

Premesso che il bando regionale prevede tra la documentazione da allegare anche –

a) il formale assenso al programma da parte della maggioranza dei condomini degli edifici interessati dagli interventi nel PIRP e idonee garanzie in merito all’attuazione del programma stesso; u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>b) la relazione riguardante le forme assunte per assicurare la partecipazione degli abitanti alla elaborazione e attuazione del PIRP e il coinvolgimento delle forze sociali, delle rappresentanze dell’imprenditoria interessata (edilizia, commercio, servizi, ecc…) della cooperazione e del volontariato sociale, opportunamente documentati; u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>c) delibera del consiglio comunale di approvazione del PIRP, contenente in maniera esplicita l’adozione di variante con indicazione della normativa in base alla quale è stata adottata – u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>si chiede all’amministrazione comunale quanto segue:u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>1) Quali sono stati i criteriu003c/span>u003c/font>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”> u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>usati per la scelta delle palazzine da demolire, le condizioni statico-strutturali o semplicemente criteri tecnico-estetici?u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>2)u003c/span>u003c/font>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”> u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>L’assegnazione dei nuovi appartamenti da costruire saranno assegnati secondo una graduatoria che coinvolga tutti gli abitanti del quartiere, o criteri clientelari che vedrebbero assegnatari privilegiati i fortunati abitanti delle palazzine prescelte?”,1]
);

//–>

b) la relazione riguardante le forme assunte per assicurare la partecipazione degli abitanti alla elaborazione e attuazione del PIRP e il coinvolgimento delle forze sociali, delle rappresentanze dell’imprenditoria interessata (edilizia, commercio, servizi, ecc…) della cooperazione e del volontariato sociale, opportunamente documentati;

c) delibera del consiglio comunale di approvazione del PIRP, contenente in maniera esplicita l’adozione di variante con indicazione della normativa in base alla quale è stata adottata –

si chiede all’amministrazione comunale quanto segue:

1) Quali sono stati i criteri  usati per la scelta delle palazzine da demolire, le condizioni statico-strutturali o semplicemente criteri tecnico-estetici?

2)  L’assegnazione dei nuovi appartamenti da costruire saranno assegnati secondo una graduatoria che coinvolga tutti gli abitanti del quartiere, o criteri clientelari che vedrebbero assegnatari privilegiati i fortunati abitanti delle palazzine prescelte? u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>3) In che modo sono state coinvolte quelle forze sociali, del volontariato e dell’associazionismo cheu003c/span>u003c/font>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”> u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>il bando prevede?u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>4) In che modo sono state coinvolte le forze produttive e gli imprenditori privati?u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>5) Chi ha deciso che il quartiere da interessare al progetto doveva essere la Madonna dei Martiri?u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>6) Nel progetto di riqualificazione del quartiere il Comune intende verificare le numerose morosità e l’eventuale perdita dei requisiti di qualche assegnatario, evitando naturalmente di dare lo sfratto a qualche cittadino agli arresti domiciliari.u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Seguiremo il Consiglio Comunale del 7 maggio per ascoltare le risposte.u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”> u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Molfetta 4.05.2007u003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>”,1]
);

//–>

3) In che modo sono state coinvolte quelle forze sociali, del volontariato e dell’associazionismo che  il bando prevede?

4) In che modo sono state coinvolte le forze produttive e gli imprenditori privati?

5) Chi ha deciso che il quartiere da interessare al progetto doveva essere la Madonna dei Martiri?

6) Nel progetto di riqualificazione del quartiere il Comune intende verificare le numerose morosità e l’eventuale perdita dei requisiti di qualche assegnatario, evitando naturalmente di dare lo sfratto a qualche cittadino agli arresti domiciliari.

Seguiremo il Consiglio Comunale del 7 maggio per ascoltare le risposte.

 

Molfetta 4.05.2007

u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cp styleu003d”text-align:justify;margin-left:247.8pt”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Liberatorio Politicou003c/span>u003c/font>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>”,1]
);
D([“mb”,”u003cspan classu003dsg>u003cp styleu003d”text-align:justify;margin-left:247.8pt”>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>Matteo d’Ingeou003c/span>u003c/font>u003c/span>u003cspan>u003cfont sizeu003d”3″>u003cspan styleu003d”font-size:12px”>u003c/span>u003c/font>u003c/span>u003c/p>u003cdiv styleu003d”text-align:justify”>u003cbr>u003c/div>u003cdiv>u003cbr>u003c/div>u003cdiv>u003cbr>u003c/div>u003c/span>”,1]
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D([“mb”,”u003c/span>u003c/div>”,1]
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D([“mb”,”u003cbr>u003cdiv styleu003d”word-wrap:break-word”>u003cspan>u003c/span>u003c/div>u003cbr>”,0]
);

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Liberatorio Politico

Matteo d’Ingeo