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Monti mi ha telefonato


di Jacopo Fo – http://www.ilfattoquotidiano.it


Credevo fosse uno scherzo. E l’ho mandato al diavolo.
Invece era proprio lui.

“Buon giorno, sono Mario Monti.” Ho risposto con il classico: “E io sono Napoleone.” Poi ovviamente mi ha preso un colpo quando mi ha passato Gad Lerner che mi ha detto: “Guarda che è proprio lui…”

In due parole è successo che Monti ha capito che se non modificava la manovra scoppiava la guerra civile. Cioè, non puoi togliere la rivalutazione della pensione a uno che vive con meno di 1500 euro al mese e poi aumentargli l’Iva e la benzina… Succede che s’incazza. E anche i pensionati sono capaci di fare i black bloc se gli gira…

Così ho preso il treno a Foligno e sono andato a Roma.

C’era tutto un gruppo di tipi strani che era stato convocato per tirar fuori qualche idea che potesse salvare l’Italia dalla bancarotta (questo vuol dire “default”) senza creare masse di persone lacere e affamate.

C’erano i cattolici dei Bilanci di Giustizia veneti, con i loro parroci, una delegazione di una consociazione di onlus che in Africa hanno costruito mille pozzi autofinanziati, c’erano i volontari che vanno a fare i clown negli ospedali, Biggeri di Banca Eticadon Ciotti di Libera, Gesualdi del Manuale del Consumo Critico, Alex ZanotelliDon Gallo, Marco Boschini dei Comuni Virtuosi, Michele Dotti dei Verdi Civici, Fabio Roggiolani specialista di efficienza energetica e imprese ecosostenibili del Sel, Cristiano Bottone delle Città in Transizione, Carlo Petrini, MarcoTravaglioSantoro, Peter Gomez, Luigi Rambelli di Lega Ambiente e la mia mamma… C’era anche Beppe Grillo. Monti ci ha brevemente spiegato che dopo aver sentito le parti sociali aveva deciso di sentire anche le parti Asociali, che eravamo noi. “Asociali un cazzo!” ha sbottato Beppe. “Gli asociali siete voi che sparate miseria sui vecchi e sui bambini.”

E tutti abbiamo fatto di sì con la testa.

Comunque poi si è passato a parlare di fatti, e nel giro di due ore gli abbiamo manifestato la possibilità di raggranellare non 30 ma 60 miliardi di euro senza colpire i più deboli.

Se si approvassero le proposte anti corruzione del Fatto Quotidiano, le proposte di legge per tagliare i costi e i tempi della giustizia di D’Ambrosio, un po’ di efficienza amministrativa ed energetica, un paio di modifiche al codice per combattere meglio la mafia, un diverso sistema di controllo sul lavoro nero, incrociare i dati finanziari per beccare gli evasori, un taglio vero ai costi militari e a quelli della Casta, e sistemi di controllo dell’efficienza dei servizi pubblici, altro che 60 miliardi di euro ti saltano fuori.

E con un po’ meno burocrazia delirante e lentezze giudiziarie lavoro nero, incidenti sul lavoro e corruzione ci sarebbe anche un bel rilancio dell’economia. E anche liberalizzare la canapa e depenalizzare il consumo delle altre droghe potrebbe essere un grande risparmio per lo Stato e rivedendo il sistema detentivo per una serie di reati minori, come l’immigrazione clandestina, si svuoterebbero pure un po’ le carceri e i centri di accoglienza…

Poi si è passati ad alcune proposte per un progetto di solidarietà nazionale.
Costituire con l’appoggio del governo una borsa delle merci offerte ai gruppi di acquisto territoriali e aziendali, un piano di sostegno all’autocostruzione cooperativa della prima casa, con possibilità di recupero di strutture industriali in disuso, un sistema di certificazione dei servizi.

E poi sistemi per tagliare strutturalmente alcuni costi. Ad esempio, una rateizzazione che permetta di comprare computer agli studenti in modo da eliminare la spesa dei libri scolastici e di dimezzare così i costi per le famiglie. E anche un’integrazione di reddito alle famiglie disagiate e ai pensionati con la minima basato sulla costruzione di impianti fotovoltaici di Stato che permettano di azzerare la bolletta elettrica.

E orti pubblici sulle terre del demanio, migliaia di poderi abbandonati di proprietà pubblica dati in comodato ai giovani nullatenenti, idem per le centinaia di strutture pubbliche inutilizzate.

Corsi tenuti dagli artigiani pensionati ai giovani disoccupati così che imparino ad aggiustare elettrodomestici e computer, mobili, vestiti, in modo da sviluppare il riuso e il riciclo.

Incoraggiare sistemi di banca del tempo, mercati dell’usato e del baratto, monete complementari, car sharing, lavanderie collettive.

E campagne di educazione alimentare e posturale per aumentare il benessere nazionale e tagliare i costi della sanità, e piedibus in tutte le scuole per contrastare l’obesità infantile.

Monti aveva la faccia strana. Poi disse che in effetti era un po’ stupito e che ci doveva pensare su.
Uscendo gli ho detto: “Presidente, e cerchi anche di ridere un po’… Non dico che debba raccontare barzellette idiote… Ma qui si tratta di uscire da una crisi morale depressiva. Un po’ di comico ci sta bene.”
Mi ha guardato perplesso: “Ma i giornali hanno scritto che sono molto spiritoso!”
Ho inclinato la testa: “Presidente quelli sono leccaculo. Lei è allegro come una rana a un funerale.”
Poi ce ne siamo andati tutti in un ristorante dello Slow Food ad abboffarci di carciofi alla romana e spaghetti alla carbonara a chilometro zero.
Poi mi sono svegliato.

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Regione Puglia, Casta al contrattacco: «Negata la privacy»

di BEPI MARTELLOTTA –  www.lagazzettadelmezzogiorno.it

La Casta si ribella per essere finita sotto i fari dei mass media sulla vicenda dei rimborsini per le indennità arretrate. E reagisce stizzita, prendendo qualche scivolone, alle cronache riportate in questi giorni dalla «Gazzetta» con la pubblicazione della lista dei 55 consiglieri regionali che non intendono mollare «l’osso» dei 63mila euro ciascuno riconosciuti loro da un parere della Consulta del 2007.
A reagire in maniera scomposta, esibendosi perfino in lezioni di giornalismo, sono il vicepresidente del consiglio Nino Marmo (Pdl) e il capogruppo di Sel Michele Losappio.
Il primo esordisce esprimendo solidarietà ai «colleghi sottoposti a pubblica gogna». In questo caso i colleghi sono i consiglieri regionali, ma Marmo si fregia anche del titolo di pubblicista e, dunque, non manca di rivolgersi ai «colleghi giornalisti che, nella ricerca di qualcosa da scrivere sotto il solleone pre-ferragostano, hanno dedicato a me e all’amico Maniglio una domanda inquisitoria al presidente Introna circa una mia inesistente richiesta di rimborso». 

Strano che il «collega» giornalista Marmo, diversamente dal vicepresidente del consiglio Antonio Maniglio, non abbia letto bene la domanda rivolta a Introna sulla «Gazzetta» di ieri: “Dal Pd dicono che nella lista che abbiamo pubblicato non compaiano i nomi di Marmo e Maniglio. Ci sono o no?". Evidente, ma non per Marmo, che a sollevare sospetti sia stato il Pd e non il giornale che rivolge domande. 
Ma il disattento Marmo non si ferma: invita «i colleghi giornalisti a corto di argomenti a dedicarsi alle retribuzioni e ai privilegi dei super-burocrati o ai finanziamenti delle tv regionali». E aggiunge: «posso garantire loro che potrebbero riempire di sdegni a comando intere edizioni. Sono a loro disposizione per ogni utile informazione e documentazione. Ma li aspetterò invano». 

Peccato davvero che, ieri, il vicepresidente del Consiglio, impegnato a dare lezioni ai giornalisti che hanno osato accendere i fari sui rimborsi arretrati, in Consiglio ci sia stato di sfuggita. Una firmetta in presidenza e via. E peccato che chi lo cercava per avere ragguagli sugli sprechi (o altri preziosi suggerimenti professionali) lo abbia «aspettato invano» a via Capruzzi. Per non farsi mancare nulla, Marmo – rivendicando la legittimità delle richieste di rimborso presentate da altri – invia pure all’ufficio di presidenza una richiesta di indagine interna sulla «intollerabile fuga di notizie da parte di Uffici regionali», sottolineando che alla «pubblica gogna » sarebbero stati sottoposti «non soltanto consiglieri regionali in carica, ma anche ex-consiglieri ormai privati cittadini, dei quali è stato leso il diritto alla privacy». 

Le domandine, però, sono arrivate dagli «ormai privati cittadini» per esercitare un diritto tutto inerente la loro funzione pubblica di consiglieri regionali: sarebbe strano che scattasse un diritto di privacy (con la secretazione di atti pubblici) per tutti gli ex sindaci, parlamentari o consiglieri regionali. Marmo chiude la sua arringa puntando l’indice sul «pentimento a comando» manifestato dai 7 consiglieri (dei quali 5 suoi colleghi di partito) che le hanno ritirate. 

Il «pentimento a comando» ha colpito, in effetti, Losappio: stizzito dai resoconti, anche lui sale in cattedra chiedendo un’informazione «rigorosa e oggettiva nei fatti» e additando i «pettegolezzi mai verificati». 
La cronistoria: il 15 luglio Losappio infila la domanda nella «buca» della presidenza; il 16 luglio Vendola lancia un appello a tutti i consiglieri chiedendo loro di rinunciare e, subito dopo, scopre che proprio il suo capogruppo aveva presentato domanda. S’infuria. Il lunedì successivo, il 18, i capigruppo di centrosinistra (Losappio compreso) annunciano pubblicamente il ritiro e il 19 Losappio ritira la domandina. 
I fatti, per il politicamente incauto Losappio, sono purtroppo rigorosi e verificabili. Inviperito come Marmo, anche il capogruppo Sel va oltre, accusando di «acuto strabismo» chi, come la «Gazzetta», avrebbe scambiato «come diversivi le profonde modifiche strutturali, come la riduzione del numero di consiglieri ed assessori» apportate dal Consiglio. Peccato che quelle modifiche, pur importanti e dai risparmi notevoli (21 milioni in 5 anni), scatteranno solo dal 2015. 

Per i rimborsini, invece, il pallottoliere del Bilancio rischia di scattare ben prima. Giovanni Epifani (Pd), infine, rimarca di aver già formalizzato «la rinuncia al rimborso richiesto» e accusa l’Ufficio di presidenza di «immobilismo». La sua richiesta di rimborso, intanto, sino a ieri non risultava ritirata.

Leggi:

I «furbetti del rimborso» si sentono nel mirino


MA QUALI TAGLI DELLA POLITICA, ECCO I CINQUE VITALIZI DEI MANTENUTI A VITA MOLFETTESI

La Regione ridotte ferie e indennità . È «austerity estiva», tagli alla casta

I «furbetti del rimborso» si sentono nel mirino

 

di BEPI MARTELLOTTA  –  www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI – Corrono ai ripari, dopo l’inchiesta della «Gazzetta», i consiglieri regionali che hanno depositato le domande per i «rimborsini» delle indennità arretrate. L’effetto mediatico ha subito scatenato gli annunci di un istantaneo (ma a questo punto tardivo) ritiro della domandina presentata, soprattutto dalle fila dei Democratici, inviperiti per essersi visti nella lista dei «furbetti» dopo che avevano pubblicamente annunciato di non voler esercitare il diritto del ricompenso.
E per alcuni che si sfilano dalla partita dei rimborsini, altri se ne aggiungono: nei giorni scorsi, infatti, è arrivata la domandina dell’ex consigliere Pd Giuseppe Dicorato. Snobbando bellamente gli appelli lanciati a fine luglio dal governatore Vendola e dal suo partito, dopo che l’Avvocatura aveva «suggerito» la prescrizione dei termini, Dicorato si è aggiunto alla lista dei richiedenti, che ad oggi conta 55 domande e 7 ritiri (5 dalle fila del centrodestra e 2 dal centrosinistra). 

Eppure, proprio su Dicorato – il 20 giugno scorso – era piombiata la «manna» della prima pensioncina d’oro (4.476 euro mensili di vitalizio) riconosciutagli con determina dall’uf ficio di presidenza per la legislatura che si è lasciato alle spalle (2005-2010). Una sola legislatura di 5 anni in consiglio ed ecco magicamente comparire il vitalizio, come prevede la legge De Cristofaro del 2004. 

La corsa ai ripari, dopo l’inchiesta che abbiamo pubblicato ieri, è caotica: nel Pd c’è chi sostiene di aver compilato quel modulo solo perché riteneva che fosse un obbligo prescrittivo (sic!) e chi prova a dirottare il fango verso i vendoliani, additando l’ufficio di presidenza di aver «edulcorato» la lista dei «furbetti». 

Accuse, sospetti reciproci – e qualche trovata per uscire dal palco dei «furbetti» redenti – anche da parte dei vendoliani. Michele Losappio, il capogruppo di Sel che si era convertito sulla via di Damasco alla rinuncia solo dopo che il governatore lo aveva strigliato, lancia una proposta: anticipare al 1° settembre la ripresa dei lavori dell’Aula (e non come prevede il Regolamento dopo la Fiera del Levante). A rimediare, invece, ai passi falsi dei Democratici ci pensa il capogruppo Antonio Decaro: «le richieste di rimborso di alcuni consiglieri erano state presentate prima che il gruppo del Pd decidesse, all’unanimità, di rinunciare ai rimborsi». Peccato che le rinunce (non ancora notificate, tra l’altro, per alcun esponente Pd) siano arrivate solo dopo gli appelli di fine luglio, mentre nelle settimane precedenti da tutti i gruppi consiliari – Pd compreso – era partita una vera e propria corsa al rimborsino. 

n ogni caso, aggiunge Decaro, «il problema non si pone più dal momento che l’Avvocatura regionale ha dichiarato nullo ogni diritto di rimborso». Purtroppo, quel parere dell’Avvocatura non solo non può incidere su un diritto individuale riconosciuto dalla Corte Costituzionale, ma ha anche avuto l’effetto di riaprire i termini di eventuali contenziosi dinanzi al Tar in caso di mancata erogazione del «maltolto» da parte del Consiglio. 

Anche Gerardo De Gennaro precisa «di non aver dato seguito alla iniziale richiesta di rimborso degli arretrati» e Filippo Caracciolo si accoda, stizzito, precisando di aver «chiesto il rimborso prima che il capogruppo del Pd si esprimesse per conto di tutti sulla rinuncia» e di ritenere che quell’annuncio «bastasse già quale mia personale e formale rinuncia». Non solo non basta, ma occorre una disdetta scritta. E, ma non è andata così, magari meno fretta nel rivendicare una «pioggia» di soldini quando il terreno è già ben bagnato.

La lista dei 55:

PD – Filippo Caracciolo; Gerardo Degennaro; Giuseppe Dicorato; Giovanni Epifani; Mario Loizzo; Dino Marino; Pina Marmo; Luciano Mineo; Donato Pentassuglia; Sergio Povia; Angelo Riccardi; Pino Romano; Alberto Tedesco 

PDL – Antonio Barba; Michele Boccardi; Antonio Camporeale; Massimo Cassano; Gianfranco Chiarelli; Giovanni Copertino; Giandiego Gatta; Domi Lanzillotta; Giuseppe Marinotti; Roberto Marti; Roberto Ruocco; Michele Saccomanno; Donato Salinari; Nicola Tagliente; Lucio Tarquinio; Sergio Tedeschi; Mario Vadrucci; Gianmario Zaccagnino; Ignazio Zullo. 

VENDOLIANI – Marco Barbieri; Vito Bonasora; Mino Borraccino; Michele Losappio. 

SOCIALISTI – Beppe Cioce; Franco Visaggio 

IDV – Orazio Schiavone; Aurelio Gianfreda 

PUGLIA PRIMA DI TUTTO – Luigi Caroppo; Francesco Damone; Tato Greco. 

MPA – Simone Brizio; Gigi Loperfido; Enrico Santaniello 

MODERATI E POPOLARI – Antonio Buccoliero; Nicola Canonico; Giacomo Olivieri 

UDC – Angelo Cera; Giannicola De Leonardis; Carlo Laurora; Antonio Scalera. 

I PUGLIESI – Davide Bellomo 

FLI – Gianmarco Surico

MA QUALI TAGLI DELLA POLITICA, ECCO I CINQUE VITALIZI DEI MANTENUTI A VITA MOLFETTESI

MA QUALI TAGLI DELLA POLITICA, ECCO I CINQUE VITALIZI DEI MANTENUTI A VITA MOLFETTESI

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http://www.liradeltacco.it

La cifra monetaria è strepitosa: 11.248.417,62 euro relativa al periodo dal  1° gennaio 2011 al  30 novembre 2011.
Soldi impegnati dal Consiglio regionale pugliese per pagare l'assegno vitalizio in favore degli ex consiglieri regionali, compresi i familiari del consigliere deceduto.
Gli ex consiglieri sono 134, gli assegni di reversibilità 38. Ecco  nomi e cognomi, il numero della Legislatura, il compenso mensile lordo.

Buona lettura.
 

PROSPETTO ASSEGNO VITALIZIO MENSILE EX CONSIGLIERI REGIONALI ANNO 2011

1 ABBATI GIUSEPPE Ex-Consigliere €7.498,83

2 ADDUCI FRANCESCO Ex-Consigliere €3.508,99

3 AFFATATO GIUSEPPE Ex-Consigliere €8.306,40

4 ALBANO DOMENICO Ex-Consigliere €3.699,11

5 ALOISI VITO LEONARDO Ex-Consigliere € 7.844,94

6 ANGIULI VITO Ex-Consigliere €7.498,83

7ANNESE MARIO Ex-Consigliere €10.383,00

8 ARMENISE NICOLA Ex-Consigliere €7.498,83

9 ATTANASIO TOMMASO Ex-Consigliere €7.498,83

10 BALDASSARRE GAETANO Ex-Consigliere €5.999,07

11 BELARDI RAFFAELE Ex-Consigliere €7.498,83

12 BELLIFEMINE DOMENICO Ex-Consigliere €3.508,99 – Molfetta

13 BELLOMO MICHELE Ex-Consigliere €10.383,00

14 BIANCO STEFANO Ex-Consigliere €5.076,14

15 BORGIA FRANCESCO Ex-Consigliere €7.844,94

16 BORTONE GIORGIO Ex-Consigliere € 10.383,00

17 BRUNO ANTONIO Ex-Consigliere € 7.498,83

18 CALVARIO PASQUALE Ex-Consigliere €10.383,00

19 CAMILLI FABRIZIO Ex-Consigliere €7.498,83

20 CARAMIA GIUSEPPINA Ex-Consigliere €3.508,99

21 CARBONELLI ANNA MARIA Ex-Consigliere €4.123,67

22 CAROPPO LUIGI Ex-Consigliere €7.498,83

23 CARRIERI MARIO Ex-Consigliere €4.614,66

24 CARUSO VINCENZO Ex-Consigliere €3.508,99

25 CAVALLO ANTONIO Ex-Consigliere €3.508,99

26 CIOCE GIUSEPPE Ex-Consigliere €4.123,67

27 CIOCIA GRAZIANO Ex-Consigliere € 5.360,77

28 CIUFFREDA PASQUALE Ex-Consigliere €10.383,00

29 COLAMONACO MARIA Ex-Consigliere €7.498,83

30 COLANGELO SABINO Ex-Consigliere €7.498,83

31 COLASANTO ANGELO DOMENICO Ex-Consigliere €3.508,99

32 COLOGNO MICHELE Ex-Consigliere €3.508,99

33 CONSIGLIO GABRIELE Ex-Consigliere L_ 1 €7.498,83

34 CONVERTINO COSIMO Ex-Consigliere €10.383,00

35 COPERTINO GIOVANNI Ex-Consigliere €10.383,00

36 CROCCO ANTONIO Ex-Consigliere €7.498,83

37 D'ALENA FEDELE CARMINE Ex-Consigliere €4.614,66

38 D'ANDREA NICOLA Ex-Consigliere €4.614,66

39 DE CRISTOFARO MARIO Ex-Consigliere €10.383,00

40 DE LUCIA FRANCESCO Ex-Consigliere €4.614,66

41 DE SANTIS CARLO GIUSEPPE Ex-Consigliere €4.614,66

42 DELL'AQUILA ANTONIO Ex-Consigliere €7.498,83

43 DI CAGNO NICOLA Ex-Consigliere €7.498,83

44 DI GIOIA PASQUALE Ex-Consigliere € 8.075,67 – Molfetta

45 DI GIUSEPPE COSIMO DAMIANO FRANCESCO Ex-Consigliere € 7.844,94

46 DIDONNA GIUSEPPE Ex-Consigliere € 3.508,99

47 DIPIETRANGELO CARMINE Ex-Consigliere €10.383,00

48 DIRODI NICOLA Ex-Consigliere € 3.508,99

49 ERRICO ENRICA Ex-Consigliere €3.508,99

50 FERLICCHIA LUIGI Ex-Consigliere € 3.508,99

51 FESTINANTE LUIGI Ex-Consigliere €10.383,00

52 FIORE ALESSANDRO Ex-Consigliere € 7.498,83 – Molfetta

53 FIORENTINO NUNZIATA Ex-Consigliere €4.069,03

54 FORTUNATO LORIS Ex-Consigliere € 7.498,83

55 FRISULLO ALESSANDRO Ex-Consigliere €10.383,00

56 FUSILLO NICOLA Ex-Consigliere €4.069,03

57 GALASSO MATTEO Ex-Consigliere €3.508,99

58 GIAMPAOLO STEFANO Ex-Consigliere €4.614,66

59 GROSSO ANTONIO Ex-Consigliere €4.359,94

60 GUALTIERI GUALTIERO Ex-Consigliere €4.614,66

61 IAFRATE ZENONE Ex-Consigliere €4.614,66

62 LIA CESARE Ex-Consigliere € 8.075,67

63 LIUZZI FRANCESCO PAOLO Ex-Consigliere € 8.767,87

64 LOMELO DOMENICO Ex-Consigliere € 8.767,87

65 LOPERFIDO LUIGI Ex-Consigliere € 7.498,83

66 MACRI" CAMILLO Ex-Consigliere € 7.498,83

67 MADARO CARLO Ex-Consigliere €4.123,67

68 MAFFIONE LEONARDO Ex-Consigliere €4.614,66

69 MAGARELLI PANTALEO Ex-Consigliere €3.508,99

70 MANNI PIETRO Ex-Consigliere €4.614,66

71 MANSUETO NICOLA Ex-Consigliere € 3.508,99

72 MARGIOTTA GIOVANNI Ex-Consigliere € 7.498,83

73 MARIELLA VITO Ex-Consigliere € 3.508,99

74 MARMO GIUSEPPINA Ex-Consigliere € 3.904,00

75 MARROCCOLI TOMMASO Ex-Consigliere € 8.306,40

76 MARTELLOTTA GIUSEPPE Ex-Consigliere € 10.383,00

77 MARZO CORRADINO Ex-Consigliere €7.498,83

78 MASSAFRA ISABELLA Ex-Consigliere €6.103,91

79 MINCUZZI MATTIA Ex-Consigliere €7.498,83

80 MINEO LUCIANO Ex-Consigliere €10.383,00

81 MINISCHETTI LUIGI Ex-Consigliere €4.123,67

82 MITA PIETRO Ex-Consigliere €4.614,66

83 MONGIELLO SALVATORE Ex-Consigliere €3.699,11

84 ORLANDO VITO ORONZO Ex-Consigliere €3.508,99

85 PANICO PASQUALE Ex-Consigliere €7.498,83

86 PAOLUCCI ROBERTO Ex-Consigliere €10.383,00

87 PEPE PIETRO Ex-Consigliere € 8.767,87

88 PEZZUTO MARCO Ex-Consigliere €4.359,94 I

89 PICCIGALLO BENITO Ex-Consigliere €10.383,00

90 PICCOLO FRANCESCO RAFFAELE Ex-Consigliere €3.508,99

91 PIROLO FRANCESCO Ex-Consigliere € 3.904,00

92 PIZZICOLI MICHELE Ex-Consigliere €7.498,83

93 POTI' VITTORIO Ex-Consigliere €8.767,87

94 POVIA SERGIO Ex-Consigliere €3.699,11

95 PRINCIGALLI GIACOMO Ex-Consigliere €7.498,83

96 PUGLIESE GIROLAMO Ex-Consigliere € 7.498,83

97 QUARTA NICOLA Ex-Consigliere €8.306,40

98 RINALDI ROSARIO Ex-Consigliere €4.614,66

99 ROLLO MARCELLO Ex-Consigliere €7.498,83

100 ROMANO DOMENICO Ex-Consigliere € 8.306,40

101 ROSSI ANGELO ANTONIO Ex-Consigliere €10.383,00

102 ROTOLO NICOLA Ex-Consigliere €7.498,83

103 RUOCCO ROBERTO Ex-Consigliere €10.383,00

104 RUSSO ENZO Ex-Consigliere € 7.498,83

105 SABATO GIOVANNI Ex-Consigliere € 3.508,99

106 SALAMINO ANGELO Ex-Consigliere €4.359,94

107 SALINARI DONATO Ex-Consigliere €4.684,81

108 SANNICANDRO EMANUELE Ex-Consigliere €3.508,99

109 SANTANIELLO ENRICO Ex-Consigliere €8.767,87

110 SAPONARO FRANCESCO Ex-Consigliere €6.460,53

111 SASSO GIUSEPPE Ex-Consigliere €7.498,83

112 SAVINO VITO Ex-Consigliere €3.508,99

113 SCAMARCIO GAETANO Ex-Consigliere €4.614,66

114 SCHILARDI GIOVANNI Ex-Consigliere €3.508,99

115 SEMERARO GIUSEPPE Ex-Consigliere €4.359,94

116 SGOBIO COSIMO GIUSEPPE Ex-Consigliere €4.614,66

117 SILVESTRI ANTONIO Ex-Consigliere €3.508,99

118 SIMONE MAURO Ex-Consigliere €4.294,41

119 SINISI RACHELE Ex-Consigliere € 3.904,00

120 SORICE VINCENZO Ex-Consigliere € 8.306,40

121 STANO GIULIO Ex-Consigliere €3.508,99

122 STEFANETTI ARMANDO Ex-Consigliere €7.498,83

123 STRAZZERI MARCELLO Ex-Consigliere €10.383,00

124 TAGLIENTE NICOLA Ex-Consigliere €10.383,00

125 TATEO PIETRO Ex-Consigliere €3.508,99

126 TONDO ANTONIO SALVATORE Ex-Consigliere €7.498,83

127 TRAVERSA ROBERTO Ex-Consigliere €3.508,99

128 TROCCOLI FRANCESCO Ex-Consigliere €3.508,99

129 TUNDO ROBERTO Ex-Consigliere €7.498,83

130 URSI ANTONIO Ex-Consigliere €3.508,99

131 UZZI GENNARO Ex-Consigliere €4.614,66

132 VESSIA ONOFRIO Ex-Consigliere €3.508,99

133 VISAGGIO FRANCESCO Ex-Consigliere €4.614,66 – Molfetta

134 ZINGRILLO GIUSEPPE Ex-Consigliere € 10.383,00

 

PROSPETTO ASSEGNO REVERSIBILITÀ' MENSILE ANNO 2011

 

1 ACCETTURA LUCREZIA DI GIESI MICHELE Reversibilità € 2.999,53

2 AMBRUOSI VIRGINIA CASTELLANETA GIUSEPPE Reversibilità € 5.999,07

3 BALTINI ANNA CARMELA PULLI EMILIO Reversibilità € 2.999,53

4 BUSSOLA VITTORIA CARELLA DOMENICO Reversibilità € 2.999,53

5 CAGIANO TERESA FAZIO LORENZO Reversibilità € 2.280,84

6 CARBONARA BIANCA MARIA GIAMPAOLO GIOVANNI Reversibilità € 4.874,24

7 CECI CATERINA TARSIA INCURIA ACHILLE Reversibilità € 2.999,53

8 CORBO ANTONIA DI STEFANO NICOLA Reversibilità € 2.999,53

9 D'AGNELLI ANNA SAVINA MATARRESE GIUSEPPE Reversibilità € 2.699.57

10 DE MARCO LINDA ROMEO ANTONIO Reversibilità € 3.299,48

11 DE REDDA SOFIA COLASANTO GIUSEPPE Reversibilità € 6.748,95

12 DE SANTIS TERESA GIUDITTA CLEMENTE TOMMASO Reversibilità € 4.874,24

13 DEVITIS CHIARA TARRICONE LUIGI Reversibilità € 6.748,95

14 DI NISIO MARIA ANTONIETTA TRISORIO LIUZZI GENNARO Reversibilità € 6.748,95

15 DICUONZO FRANCA AMODIO FELICE Reversibilità € 6.460,53

16 DRAGONETTI RITA LEDA FITTO SALVATORE Reversibilità € 7.475,76

17 FILIPPONIO ANGELA TATARELLA GIUSEPPE Reversibilità €4.199,35

18 GERMANO ELENA – FINOCCHIARO BENIAMINO Reversibilità € 2.999,53 – Molfetta

19 GIULIANI RINA SILVESTRI FRANCESCO Reversibilità € 3.599,43

20 IAVERNARO GRAZIA MARIA GALATONE ROCCO Reversibilità € 2.999,53

21 LANZETTA MARIA PAPAPIETRO GIOVANNI Reversibilità €4.199,35

22 LIUZZI ANNA SALA PAOLO Reversibilità € 2.999,53

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25 MAIETTA ADA MARINELLI FERNANDO Reversibilità €2.999,53

26 MASELLIS MARIA BINETTI VINCENZO Reversibilità €3.216,45

27 MORLEO MARIA TERESA ALEMANNO FRANCESCO Reversibilità €2.999,53

28 NARDONE MARIA DISTASO SALVATORE Reversibilità € 2.999,53

29 PALMIOTTI ELSA BORGIA CARLO ETTORE Reversibilità € 4.874,24

30 PIO CLEMENTINA CAPOZZA EMANUELE Reversibilità € 5.099,21

31 ROMANAZZI MARIA LUIGIA NOTARNICOLA VITO Reversibilità € 2.999,53

32 ROMANO LILIANA RIZZO MARCELLO Reversibilità € 6.748,95

33 RUSSO MARIA PIACQUADIO ANTONIO Reversibilità € 6.748,95

34 SCHIAVONE ANGELA AUGELLI RAFFAELE Reversibilità € 6.748,95

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36 SOZZO GIOVANNA RICCIATO ANTONIO Reversibilità € 2.280,84

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Regione LAZIO, tagli ai vitalizi dei consiglieri l'indennità potrebbe scattare a 65 anni

 
L'aula del Consiglio regionale


www.ilmessaggero.it

ROMA – I consiglieri regionali, quando finiscono il loro mandato, a 50 anni hanno diritto al vitalizio. Per la precisione scatta a 55 anni, ma con una lieve decurtazione possono anticipare di cinque anni. Nell’assestamento di bilancio la giunta Polverini vuole inserire una norma che prevede l’innalzamento dell’età per il vitalizio a 65 anni. Ma non per chi è consigliere regionale oggi, la norma varrebbe dalla prossima legislatura così come è già stato fatto, ad esempio, in Emilia-Romagna.

Il vertice e l’elicottero. Ieri pomeriggio si è svolto un vertice fra il presidente della Regione, Renata Polverini (che poi in elicottero ha raggiunto Rieti per la fiera del peperoncino), e i capigruppo della sua maggioranza. E’ stato fissato il calendario per i prossimi consigli regionali, con l’esigenza di approvare prima della pausa estiva due provvedimenti importanti: il piano casa e, appunto, l’assestamento di bilancio. Slitta a settembre l’esame del piano dei rifiuti. Proprio il blitz di Renata Polverini in elicottero alla fiera del peperoncino di Rieti ieri ha scatenato le polemiche. Un giornalista del quotidiano Il Fatto ha chiesto chi pagasse per l’elicottero, il presidente Polverini non ha risposto ma ha detto: «Non ho nulla da spiegare. Pago tutte le spese che faccio. Non troverai mai una cena a mio carico. L’importante è che non vado con i soldi pubblici. Non troverà alcuna spesa che mi riguarda. Studia, non fare come i tuoi colleghi della casta dei giornalisti». Il giornalista ha insistito e l’ex parlamentare Guglielmo Rositani che era con Renata Polverini ha minacciato di prenderlo a schiaffi. Duri i commenti del centrosinistra. Bonessio (Verdi): «Quale credibilità ha la Polverini quando parla di costi della politica». Foschi (Pd): «In elicottero a Rieti e neppure vuole dare spiegazioni ai cittadini. Senza vergogna». Maruccio (Idv): «Tutto questo mentre ai cittadini viene chiesto di pagare il ticket». Dal centro destra, a parte l’ex parlamentare Rositani, nessuna presa di posizione. 

Il segnale. Ieri però Renata Polverini ha voluto parlare anche della possibilità di mettere in campo dei provvedimenti per la riduzione dei costi della politica. Un segnale quanto mai necessario nei giorni in cui nel Lazio i cittadini sono chiamati a pagare 10 euro per i ticket di esami e visite specialistiche e 25 euro per i codici bianchi nei pronto soccorso. Per questo si sta ragionando sulla riduzione dei gettoni di presenza per i consiglieri regionali. Ma già nell’assestamento di bilancio si punterà ad inserire il provvedimento che riguarda i vitalizi.

Cinquemila euro. A quanto ammontano? Prendiamo l’esempio di un politico che ha fatto il consigliere regionale per due legislature. Quando compie 55 anni incassa ogni mese circa 4.800 euro netti. Se di legislature ne ha fatte tre, quella cifra mensile arriva a 5.500 euro. Attenzione: si può anticipare e cominciare a incassare il vitalizio anche a 50 anni, con una rinuncia del 5 per cento sul totale. Bene, la proposta sulla quale sta riflettendo la maggioranza punta a modificare questo meccanismo, come ha già fatto l’Emilia-Romagna, ma solo dalla prossima legislatura. Il tetto sale a 65 anni. Controcorrente Francesco Storace (La Destra) favorevole invece all’abolizione dei vitalizi.

I piccoli privilegi. Intanto, Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio regionale, sta pensando a una modifica del regolamento dei monogruppi che costano circa 420 mila euro ciascuno ogni anno. Funziona così: vengo eletto consigliere regionale nel partito X. Un giorno decido di mettermi in proprio, uscire dal gruppo del partito X e aprirmene uno mio che chiamerò partito Y. Ho così diritto a uno staff di sei persone e all’uso di un’auto blu. Anche tutti i partiti del centro sinistra hanno inviato una serie di proposte per la riduzione dei costi della politica. Si va dal taglio delle commissioni (nessuna Regione ce ne ha tante quanto il Lazio, sono 20 con un aggravio economico notevole) alla proposta di abolire, appunto, i monogruppi.

Forbici e resistenze. Per questo anche ieri – sia pure con molta prudenza perché queste misure potrebbero mettere in difficoltà la maggioranza dove i mal di pancia abbondano – si sono ipotizzate nuove regole contro i monogruppi (se ne era parlato anche nella scorsa legislatura, ma non se ne fece nulla) e contro l’affollamento di commissioni. In sintesi: le commissioni permanenti oggi sono sedici, dovrebbero diventare dieci; quelle straordinarie sono quattro, potrebbero diventare due. Ma chi rinuncia alla poltrona da presidente di commissione (con i benefit compresi)? Giovanni Di Giorgi (Pdl), attuale presidente della commissione Mobilità, è stato eletto sindaco di Latina, quindi potrebbe essere sacrificato. Olimpia Tarzia, presidente della commissione Scuola, è stata eletta con la Lista Polverini,ma ha formato un monogruppo.

Il mestiere del porta…voce

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Il Comune di Molfetta da qualche anno ha scoperto di dover rendere più efficiente la struttura dell’informazione politico – istituzionale nei rapporti con gli organi d’informazione.
A parere dei vari Sindaci, che si sono succeduti in questi anni, l’Ufficio di Segreteria del Sindaco è stato sempre sprovvisto di personale specializzato in possesso di competenza e professionalità tali da soddisfare le esigenze di informazione prospettate.
Quindi sfruttando l’ordinamento comunale che prevede e disciplina la possibilità di avvalersi di consulenze, ad “alto contenuto professionale”, è stato inventato l’incarico di “portavoce e collaboratore del portavoce” dell’Amministrazione Comunale di Molfetta.
Dal 2006 i prescelti sono stati il dott. Cosimo de Gioia, iscritto all'Albo nazionale dei giornalisti, elenco pubblicisti al n. 096358 con l'incarico di portavoce e la collaborazione della dott.ssa Giulia Murolo, praticante, per l'attuazione di iniziative di informazione politico istituzionale.
Con il  loro incarico annuale avrebbero dovuto espletare le seguenti attività:

a) organizzazione di conferenze stampa;
b) attivazione di un flusso informativo attraverso la redazione di comunicati stampa;
c) istituzionalizzazione dei rapporti con gli organi d’informazione;
d) coordinamento degli strumenti di evidenza comunicazionali dell’Amministrazione comunale;
e) progettazione programma televisivo a cadenza tematica e successiva riduzione radiofonica e in tecnologia streaming web.

Il compenso percepito per questa collaborazione nel 2007 è stato di €.9.600,00 più IVA  (20%) e INPGI (2%) per  il dott. Cosimo De Gioia  ed  un corrispettivo di €. 4.200,00 (più iva se dovuta)  alla dott.ssa Giulia Murolo.

La Giunta Municipale rilevato che nel corso del 2007  è stato riscontrato,  da parte dello stesso organo di governo, il pieno soddisfacimento delle esigenze connesse alla comunicazione istituzionale che è stata assolta con efficacia, efficienza e tempestività, oltre che con soddisfazione di tutti gli amministratori di riferimento, decide di erogare per il 2008 un piccolo miglioramento economico; un compenso netto di € 12.000,00 per il dott. Cosimo de Gioia ed €  6.000,00 per la dott.ssa Giulia Murolo.

Alcune considerazioni sono necessarie.
Noi non conosciamo la relazione finale del Dirigente che ha verificato il pieno espletamento dell’incarico, al punto di far lievitare il compenso di 2.400,00 euro per il dott. De Gioia, ma conosciamo quanto sia difficile per un qualsiasi lavoratore vedere, in un anno, il proprio stipendio aumentare di 2.400,00 euro.
E poi, la progettazione dei programmi televisivi a cadenza tematica e successiva riduzione radiofonica e in tecnologia streaming web, ci sono sfuggiti o non hanno avuto molta visibilità.
Concludo con una domanda al Sindaco Azzollini; il punto 5) del contratto stipulato con il portavoce dott. Cosimo De Gioia recita:
“Il professionista incaricato non potrà per tutta la durata dell’incarico, esercitare l’attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche”.
Siamo proprio certi che non l’ha fatto?

 

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