Archivi categoria: rispetto delle regole

L'ex-distributore Esso era diventato un "bene comune", ma pochi lo sapevano

                                                                                     

In data 19 dicembre 2011, con il n. 74573 di protocollo è stata presentata presso gli uffici comunali la richiesta di annullamento istanze per utilizzo manufatto di proprietà comunale ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334). Comunicazione Albo Pretorio n.2482 del 30/11/2011.

                                                                                     Al Sindaco di Molfetta
                                                                            All’Assessore al Patrimonio
                                                   Al Dirigente dell’Ufficio Demanio Marittimo
 
 
Oggetto: richiesta di annullamento istanze per utilizzo manufatto di proprietà comunale ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334). Comunicazione Albo Pretorio n.2482 del 30/11/2011.
 
 
Il sottoscritto Matteo d’Ingeo, in qualità di cittadino e di coordinatore pro-tempore del Movimento Civico “Liberatorio Politico”;
premesso di aver appreso dall’albo pretorio comunale, comunicazione n. 2482 del 31/11/2011, che è stato chiesto in concessione un manufatto di proprietà comunale ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334);
di aver appreso che il Sig. Nicola PUZZIFERRI, nato a Molfetta il 11.9.1966 ed ivi residente alla Via II Trav. Caduti sul Lavoro n.13, ha chiesto la concessione di un manufatto demaniale marittimo coperto di mq.82,49 (un tempo occupato dalla Soc. ESSO), ubicato in loc. Secca dei Pali (Fg. di mappa n.55 p.lla 4334) del Comune di Molfetta, allo scopo di utilizzarlo, atteso la vicinanza dello stesso ai cantieri navali di spiaggia La Maddalena, come deposito e sede per l’esercizio della propria attività artigianale di “Pitturazione di navi da pesca”;
– di aver appreso che i Sigg. Giovanni PANSINI, nato a Molfetta il 29.9.1981 ed ivi residente alla Prv. Terlizzi Piscina Michele sn e Loredana BARILE, nata a Terlizzi il 11.5.1985 ed ivi residente alla Via Cortili n.10, hanno chiesto la concessione del medesimo bene pertinenziale (meglio indicato al precedente punto, allo scopo di utilizzarlo come ristorante, pizzeria e simili;
considerato che lo scrivente non è mai venuto a conoscenza della volontà della civica amministrazione di concedere in concessione d’uso il manufatto in oggetto; che non si conoscono le modalità con cui i richiedenti siano venuti a conoscenza della volontà dell’amministrazione comunale di concedere il bene;
tenuto conto che non è mai stato presentato e affisso all’albo pretorio un bando pubblico per concorrere alla concessione del bene in oggetto;

chiede alle S.S.V.V.

l’annullamento delle richieste dei sigg. Puzziferri, Pansini e Barile e la predisposizione di un bando pubblico per permettere a tutti i cittadini di poter concorrere, con ampi margini di tempo, alla possibilità di poter ottenere in concessione d’uso il “bene comune” in oggetto.

 

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Criminalità, ce n’è troppa o poca?

Molfetta città a criminalità zero oppure città dalla sicurezza pubblica precaria? Su questo dilemma si registra una inedita polemica tra il movimento Liberatorio Politico di Matteo d’Ingeo e l’associazione provinciale Antiracket guidata da Renato de Scisciolo.
Per l’associazione che affianca gli imprenditori pugliesi nella battaglia contro il pizzo, Molfetta è una città sostanzialmente tranquilla sotto il profilo della sicurezza nelle strade. Lo confermerebbero i dati ufficiali sui reati che avvengono a Molfetta rapportati a quelli di altre città: da queste parti sono fortunatamente rari gli omicidi, mentre gli altri reati risulterebbero entro parametri fisiologici.
Concetti ribaditi recentemente durante un convegno – intitolato “Mafia in Puglia” – che il presidente dell’associazione provinciale Antiracket Antimafia ha tenuto insieme con il console generale di Germania a Napoli, Christian Much. L’immagine di Molfetta che è emersa dall’incontro è quella di una città immune dalla presenza della grandi organizzazioni criminali. Anche i copiosi investimenti nella zona artigianale e nella zona industriale, con gruppi imprenditoriali provenienti da fuori regione, sarebbero una conferma di quanto il territorio molfettese sia allettante per il mondo delle imprese.
Tesi rigettata dal Liberatorio Politico che della battaglia per la legalità fa da sempre una propria bandiera. “Noi non sappiamo dove vive il sig. De Scisciolo e che conoscenza abbia della situazione delinquenziale e criminale molfettese, noi invece viviamo a Molfetta e ne siamo a conoscenza. Molti di noi – si legge ancora sul blog del Liberatorio – hanno vissuto in ‘prima linea’ negli anni ’90 e sanno cosa è accaduto in città grazie alla sottovalutazione dei fenomeni di micro e macrocriminalità, non solo da parte di certa parte politica, ma anche delle forze dell’ordine che ritenevano, allora, la situazione molfettese non allarmante rispetto a tanti altri comuni della provincia di Bari”.
Insomma, per D’Ingeo la realtà è che Molfetta sta attraversando “un momento di grande degrado morale e civile dove trovano terreno fertile micro e macro-criminalità”.
Intanto, resta un invito rivolto all’Associazione Antiracket Provinciale “ad occuparsi della realtà molfettese organizzando conferenze pubbliche in orari più consoni alla partecipazione dei cittadini in modo che ci si possa confrontare pubblicamente sui temi della criminalità locale”.
 
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Una piccola nota a margine di questo articolo senza firma apparso su Barisera del 27 ottobre 2010. Ci sembra imprecisa e fuorviante l'informazione data a proposito della situazione molfettese e in particolare di un fantomatico  "convegno – intitolato “Mafia in Puglia” – che il presidente dell’associazione provinciale Antiracket Antimafia ha tenuto insieme con il console generale di Germania a Napoli, Christian Much". Si tratta invece di un incontro svolto alle 14.30 del pomeriggio, a porte chiuse e riservato alla stampa. Le poche informazioni conosciute sono state portate fuori da qualche giornalista affamato, vista l'ora. Non c'è mai stato un manifesto cittadino o qualsivoglia invito che favoriva la partecipazione dei cittadini. Del resto l'associazione Antiracket molfettese e provinciale ci ha abituati a questo tipo di iniziative. Evidentemente l'attività principale della stessa è quella di costituirsi parte civile nei vari processi di usura sparsi un po' ovunque in provincia e in regione forse per dar lavoro agli avvocati che ne fanno parte. Per il resto l'attività dell'associazione è sconosciuta ai cittadini e nè si conoscono iniziative di denuncia e proposte per la crescita della cultura della legalità.

La criminalità a Molfetta

Antiracket

“La criminalità a Molfetta è circoscritta a fenomeni fisiologici, che rientrano nelle normali dinamiche di un popoloso centro urbano… Quel che accade quotidianamente a Molfetta non è sicuramente sintomatico di una situazione di compromissione dell'ordine pubblico. I reati predatori, con l'aumento degli squilibri sociali ed economici è destinato ad aumentare, come è già accaduto in tutti i territori.”

Queste non sono parole di un alieno, di passaggio da Molfetta, ma sono la sintesi di alcune dichiarazioni, riportate dalla stampa locale, del presidente dell’Associazione provinciale antiracket, Renato De Scisciolo.
Noi non sappiamo dove vive il sig. De Scisciolo e che conoscenza abbia della situazione delinquenziale e criminale molfettese, invece i componenti del LIBERATORIO Politico vivono a Molfetta e ne sono a conoscenza.

Molti di noi hanno vissuto in "prima linea" negli anni ’90 e sanno cosa è accaduto in città grazie alla sottovalutazione dei fenomeni di micro e macrocriminalità, non solo da parte di certa parte politica, ma anche delle forze dell’ordine che ritenevano, allora, la situazione molfettese non allarmante rispetto a tanti altri comuni della provincia di Bari.
Noi dissentiamo completamente da questo pensiero e da questa analisi e riteniamo invece che Molfetta, come purtroppo è avvenuto in passato, viva un momento di grande degrado morale e civile dove trovano terreno fertile micro e macro-criminalità.
Pertanto invitiamo l’Associazione Antiracket Provinciale ad occuparsi della realtà molfettese organizzando conferenze pubbliche in orari più consoni alla partecipazione dei cittadini in modo che ci si possa confrontare pubblicamente sui temi della criminalità locale. 

"Piazza pulita bis", i Carabinieri smantellano gli ambulanti. 14 chioschi sequestrati, tre arresti

Tredici negozianti di frutta e verdura – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio – sono ritenuti responsabili dei reati di "invasione di terreni o edifici"

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/09/mimmo-nasone.jpg%201(4)(2).jpg

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

A distanza di poco più di tre mesi, il commercio ambulante finisce nuovamente nel mirino della magistratura.

Questa mattina dalle ore 9.00 a Molfetta, 80 militari della locale Compagnia Carabinieri e dell’ 11° Battaglione Carabinieri “Puglia”, stanno eseguendo 14 ordinanze di sequestro preventivo di beni emesse in data 17 settembre 2010 dal Gip del Tribunale di Trani dott. Roberto Oliveri del Castillo.

Dopo le indagini dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Molfetta e dalla Polizia Municipale di Molfetta, coordinate dal Sost. Proc. dott. Giuseppe Maralfa, ha ritenuto tredici negozianti di frutta e verdura, tutti molfettesi – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio – responsabili, a vario titolo, dei reati di “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.), comportamento reiterato rispetto alla operazione precedente dell’8 giugno e violazione dei sigilli, per aver, da giugno 2010 ad oggi, violato i sigilli apposti dai Carabinieri sulle aree sequestrate attraverso l’esposizione sulle stesse aree oggetto del sequestro ed affidate in custodia ai negozianti stessi.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/09/mimmo-nasone.jpg%202(3).jpgL’elemento di novità rispetto alla precedente operazione è che stavolta sono stati perseguiti con maggiore rigore tre commercianti che – citando testualmente l’ordinanza di custodia cautelare – hanno «posto in essere con protervia e spregiudicatezza condotte illecite come se non fosse accaduto nulla, come se si trovassero nella piena legalità di un diritto ormai acquisito, e pure nella qualità di custodi si sono riappropriati di luoghi pubblici e installazioni in sequestro».
Nei confronti dei tre (tra cui una donna), sono state eseguite altrettante ordinanze di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

In particolare, gli appostamenti e le riprese video-fotografiche realizzate dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno dimostrato che in un caso, il fruttivendolo, con assoluta noncuranza dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, aveva occupato con continuità la sua “vecchia” postazione, nonostante fosse stata sequestrata, sia prima di divenirne il custode, sia dopo che la stessa area gli era stata affidata dal giudice.

Negli altri due casi, invece, esattamente come avveniva prima dell’operazione “Piazza Pulita” dell’8 giugno, i due commercianti continuavano ad occupavano stabilmente, senza alcuna autorizzazione (nemmeno al commercio ambulante), le aree poste sotto sequestro, tutti i giorni, 24 ore su 24.

L’indagine, già avviata nello scorso mese di dicembre, è stata svolta dai Carabinieri del Nor di Molfetta in concorso con la Polizia Municipale di Molfetta, attraverso l’osservazione e la ripresa video-fotografica degli obiettivi, in più occasioni, da gennaio a settembre, allo scopo di attestare senza ombra di dubbio che l’occupazione abusiva del suolo pubblico fosse compiuta continuativamente, anche in orario notturno, sia dai commercianti in sede fissa (titolari quindi di un negozio), sia dai commercianti ambulanti.

Da giugno ad oggi, è stato accertato che i fruttivendoli che hanno continuato ad agire in disprezzo dei provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria sono stati 13, meno della metà dei 29 destinatari dei provvedimenti di sequestro eseguiti l’8 giugno.

Secondo le forze dell'ordine, si tratta sicuramente di un successo nel ripristino della legalità, in un settore delicato quale la regolamentazione dei “servizi di prossimità” indispensabili per la cittadinanza: non un contrasto all’esercizio del commercio, ma un invito a rispettare ed a far rispettare le regole che la società stessa si impone, nell’interesse di tutti i suoi membri.

Nel corso dell’operazione, anche stavolta come a giugno sono stati rimossi e sequestrati tutti i beni materiali per l’esposizione delle merci (gazebo, bancarelle, cassette,etc., tutti affidati in custodia giudiziale in attesa dell’eventuale provvedimento di confisca), mentre i prodotti ortofrutticoli sono stati resi agli operatori commerciali dopo essere stati tolti dalle aree ad essi interdette.

Scontro in Consiglio

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2010/06/aa22e57f6049dd9845cb7b5ea632d767_medium.jpg

di Redazione (www.laltramolfetta.it/…)

Sono volate parole grosse, ieri, tra maggioranza e opposizione nel corso del Consiglio Comunale convocato per discutere della situazione del commercio ambulante in città. Che l’atmosfera fosse tesa per la delicatezza dell’argomento, lo si era capito subito, ma nessuno poteva immaginare che si sarebbe finiti, poi, con gli insulti e gli improperi tra consiglieri comunali, e con il sindaco a urlare sguaiatamente offese di ogni genere (come gli era già capitato in occasione della discussione sulle donne in giunta, ormai due anni fa) contro l’opposizione. Uno spettacolo indecoroso, una indegna gazzarra che – ancora una volta – ha offeso la massima assise cittadina della nostra città, ridotta ad un ring per “picchiatori”, quando non viene svuotata di senso e significato dalle diserzioni della maggioranza.
Prima che scoppiasse il finimondo (con il Presidente del Consiglio, Ninnì Camporeale, che ha confermato la sua inadeguatezza a garantire il libero e sereno confronto tra le parti, incapace com’è di separare la sua appartenenza politica-partitica e la sua cieca fedeltà al primo cittadino con il ruolo di garanzia che dovrebbe svolgere nell’Aula Consiliare) l’opposizione aveva duramente attaccato l’amministrazione e la maggioranza di centrodestra per la totale incapacità di affrontare e risolvere i problemi della città. “La situazione che si è venuta a creare in città con riferimento all’abusivismo commerciale e alle occupazioni di suolo pubblico – ha tuonato Giovanni Abbattista (Pd) – è stata causata dal vostro lassismo che ha consentito, in assenza di regole, che la situazione degenerasse. Sono anni che chiediamo di portare in quest’Aula il nuovo Piano del Commercio ma continuate a prendere tempo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Mino Salvemini (Pd) il quale si è anche soffermato sulla ordinanza contingibile e urgente del sindaco che di fatto ha consentito ai venditori ambulanti di frutta e verdura di tornare a occupare strade e marciapiedi nonostante l’operazione condotta dai giorni scorsi dalle forze dell’ordine nell’ambito di una inchiesta della Procura di Trani: “Quel provvedimento del sindaco – ha dichiarato Salvemini – sconfessa l’operato della magistratura e apre un gravissimo conflitto istituzionale”.
Ma a dar fuoco alle polveri ci ha pensato il capogruppo del PdL, Angelo Marzano il quale, dopo aver difeso l’operato dell’amministrazione e della maggioranza, si è lasciato andare ad una espressione che, ai più, è apparsa minatoria: “Fate attenzione voi – ha detto rivolgendosi ai consiglieri di opposizione – perchè state toccando un terreno molto pericoloso, e potreste farvi male”. Apriti cielo. La frase, dal tenore chiaramente intimidatorio, che lasciava presagire chissà quali conseguenze per quei consiglieri che stanno conducendo una legittima battaglia su questo tema, ha scatenato la reazione immediata del consigliere Mino Salvemini e di Giovanni Abbattista, con il sindaco Antonio Azzollini che è subito intervenuto, con inusitata violenza verbale, a difesa del suo “pretoriano” Marzano (incorso in un grossolano scivolone) urlando, contro i consiglieri di minoranza, ingiurie di ogni genere, riprese dal suo “forbito” vocabolario dialettale (immancabile l’espressione “sciatavìnn").
Purtroppo, mancando le riprese televisive della seduta (a proposito, che fine ha fatto quel progetto di riportare le telecamere nel corso del Consiglio Comunale? Il Presidente Camporeale non si era impegnato, oltre un anno fa, a risolvere la questione in tempi brevi?), i cittadini non potranno vedere con i loro occhi cosa è successo, perchè con ogni probabilità anche queste immagini, con un Senatore della Repubblica (relatore, per giunta, in questi giorni della manovra finanziaria in Parlamento) scatenato che urla in dialetto contro l’opposizione, sarebbero finite su Internet, come già successo in passato.
Alla fine, dopo una sospensione dei lavori, la maggioranza di centrodestra ha approvato un ordine del giorno con il quale sostiene l’operato dell’amministrazione comunale e impegna la Giunta a presentare entro il 30 settembre il nuovo Piano del Commercio, dove la situazione dell’ambulantato in città dovrebbe trovare una qualche soluzione.
Ma, ancora una volta, la politica è stata sconfitta. E le istituzioni di questa città offese da chi dovrebbe rappresentarle con dignità e decoro.

Sabato c'è consiglio comunale. Consiglieri di maggioranza sul piano del commercio

Dopo la seduta di lunedì andata deserta, si torna a palazzo Giovene.

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Dopo la seduta di lunedì andata deserta per l’assenza dei consiglieri di maggioranza, torna il consiglio comunale.

Si torna a palazzo Giovene sabato mattina alle ore 9, «in seduta straordinaria d’urgenza di prima convocazione» riferisce Palazzo di Città. All’ordine del giorno, l’individuazione degli organi collegiali ritenuti indispensabili per il 2010.

In seconda convocazione saranno discussi i punti previsti nella scorsa seduta richesti da otto consiglieri di minoranza, tra cui la situazione del commercio ambulante, la formazione del comitato comunale per il monitoraggio dei fenomeni delinquenziali e il piano del commercio.

Piano del commercio su cui, dopo la conferenza stampa di lunedì, è pronta a confrontarsi anche la maggioranza. Dodici suoi consiglieri hanno infatti presentato un nuovo ordine del giorno, che sarà discusso in coda alla seduta.

 

Commercio ambulante: è scontro tra maggioranza e opposizione

di redazione@laltramolfetta.it (www.laltramolfetta.it/…)

E’ scontro aperto tra maggioranza e opposizione sul fenomeno del commercio ambulante a Molfetta. Dopo l’operazione delle forze dell’ordine che, nei giorni scorsi, nell’ambito di una inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Trani, avevano di fatto smantellato una serie di postazioni abusive di commercianti di frutta e verdura in diversi punti della città, le forze politiche di minoranza avevano richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale urgente per discutere della questione.
Il Presidente del Consiglio Comunale aveva convocato la massima assise cittadina per ieri pomeriggio ma, per l’ennesima volta, è andato in scena un copione già visto. La maggioranza, infatti, ha disertato l’Aula e, così, dopo la canonica ora di attesa, il Consiglio è stato sciolto per mancanza del numero legale, tra le proteste dell’opposizione. Ma tutti i consiglieri di maggioranza erano a distanza di pochi metri, convocati dal sindaco per una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Stampa di Palazzo Giovene.
E così, invece che un dibattito di merito in Consiglio Comunale, magari tra posizioni diverse, è andato in scena il solito monologo del sindaco Azzollini, sempre più refrattario a qualsiasi forma di dissenso e confronto.
“La maggioranza – ha dichiarato il primo cittadino – ha deciso di fare questa conferenza stampa per chiarire la questione del commercio su area pubblica, di cui parlano tutti in questi giorni. C’era già stato un Consiglio Comunale sull’argomento diversi mesi fa e, quindi, la seduta richiesta dall’opposizione e convocata per oggi non sarebbe stata altro se non un esercizio di demagogia voluto da chi intende solo alzare i toni e fare polemica. Noi non condividiamo tutto questo e, quindi, abbiamo deciso di non partecipare ai lavori del Consiglio”.
“E’ in corso – ha spiegato Azzollini – l’iter di approvazione del nuovo Piano del Commercio. In quella sede saranno date risposte definitive al problema dell’ambulantato. Molfetta, a differenza di tutte le città limitrofe, non ha aree mercatali attrezzate, non ha piazza e, questo, rappresenta un problema. Da un lato, infatti, l’amministrazione deve garantire i servizi a quei cittadini (specie anziani) che devono poter fare la spesa senza percorrere dei chilometri, dall’altro deve consentire ai commercianti di poter esercitare la loro attività”.
E così, nelle more dell’approvazione del nuovo Piano del Commercio (che dovrebbe arrivare entro l’estate) ieri mattina il sindaco Azzollini ha emanato un’ordinanza contingibile e urgente con la quale, di fatto, consente il ritorno delle bancarelle in città: “Purtroppo, siccome le aree sulle quali prima c’erano i banchi di frutta sono state sequestrate dalla magistratura – ha proseguito il sindaco – abbiamo autorizzato l’istituzione di zone destinate al commercio nelle aree immediatamente adiacenti”.
Insomma, tornano i banchi della frutta per strada. Solo un pochino più in là.
Sono 9 le aree individuate: Piazzetta 167; Via Caduti Sul mare (ang. Via E. Fermi); Via Caduti sul Mare a 10 m. dall’incrocio con Via Tridente (direzione Via. San F.sco d’Assisi); Via Papa Montini a 10 m. dall’incrocio con Via Martiri di Via Fani (direzione Via A. Salvucci); Via S. Allende (ang. Via Molfettesi d’Argentina); Via Leoncavallo (plateatico); Via Cap. de Candia (ang. Via Cozzoli); Parallela Via Salvucci (area parcheggio); Via G. Salvemini (ang. Via Ten Marzocca).
I motivi di questa scelta è possibile leggerli nell’ordinanza firmata dal sindaco: “la pesante crisi economica che attraversa il Paese con la cessazione di molte attività produttive e commerciali ha come conseguenza il continuo incremento della disoccupazione e anche la nostra città è interessata da tale fenomeno”, senza considerare che “alla luce della situazione giudiziaria di cui è sopra cenno (e cioè l’intervento delle forze dell’ordine che ha sgomberato molte bancarelle abusive) possono verificarsi situazioni di turbativa nel tessuto economico e sociale, considerata l’attuale situazione di crisi economica”.
“Noi – ha aggiunto il sindaco – dobbiamo farci carico di quelle famiglie che traggono il loro reddito dalla vendita di prodotti ortofrutticoli. Se poi questo offre anche la possibilità di reinserimento a chi ha avuto problemi con la giustizia, tanto meglio”.
“Ovviamente – ha proseguito Azzollini – i commercianti dovranno mantenersi rigorosamente negli spazi loro assegnati e noi vigileremo per evitare qualsiasi straripamento che non sarà consentito”.
“Ad ogni buon conto – ha concluso il sindaco – con l’approvazione del Piano del Commercio (che sarà condiviso e concordato con tutti, anche con gli operatori del settore) tutto tornerà nella normalità”.
Ovviamente di parere del tutto opposto le forze di centrosinistra che hanno organizzato una contro-conferenza stampa nell’aula consiliare.
“Questa – ha dichiarato Gianni Porta – è una conferenza stampa che non avremmo mai voluto tenere ma intendiamo restituire dignità e decoro a quest’Aula e a questo Consiglio che continuano ad essere offesi dal sindaco. L’amministrazione piuttosto che venire qui a confrontarsi con noi e con la città, ha preferito disertare e convocare, in modo sprezzante nei confronti delle istituzioni, i giornalisti per fare un po’ di demagogia. La soluzione che propone, tra l’altro, è peggiore del male dal momento che il sindaco vuole trasformare tutta la città in un immenso bazar”.
“Sono quasi due anni – ha proseguito Porta – che chiediamo all’amministrazione di affrontare questo problema, ma la Giunta e il sindaco sono incapaci di risolvere i problemi. Se ci troviamo in una situazione di emergenza le responsabilità sono tutte in capo a chi ci amministra. Anche l’ordinanza approvata questa mattina non è altro se non un disperato tentativo di rabberciare una soluzione che non ha alcuna speranza di funzionare”.
“Per l’ennesima volta – ha attaccato Giovanni Abbattista – l’amministrazione ha dimostrato la sua totale incapacità a governare. E la ragione per la quale non ha affrontato in tutto questo tempo il problema dell’abusivismo commerciale in città è da ricercare certamente in certe modalità di reclutamento del consenso. Di questo parleremo quando l’amministrazione vorrà venire a discutere in Consiglio”.
A concludere la conferenza delle opposizioni il consigliere Nicola Piergiovanni: “Quando interviene la magistratura è la fine della politica ed è la dimostrazione che la maggioranza è stata incapace di affrontare i problemi”.
Di sicuro, da oggi, torneranno le bancarelle per le strade. Con buona pace di tutti. Anche della magistratura.

Frutta e verdura, si cambia (con la forza)

Ieri il blitz che ha smantellato il commercio ambulante a Molfetta.

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di Lorenzo Pisani (www.molfettalive.it/…)

Il posto fisso: un sogno per la stragrande maggioranza degli italiani. Una realtà per alcuni venditori ambulanti molfettesi finiti ieri nel mirino della procura della repubblica.

Il loro era più di un posto fisso. Ci avevano messo radici e come un albero ogni giorno crescevano un po’ di più. In modo impercettibile, ma costante. Prima il marciapiede, poi la strada, poi lo scivolo per i disabili. Con i residenti a guardare. E a comprare. Sì, perché il successo degli ambulanti l’hanno decretato in questi anni i consumatori, attratti dai prezzi e incuranti delle condizioni in cui veniva conservata o esposta la merce.

Non c’era quartiere che non ne avesse uno di questi banchi vendita. E magari a pochi passi da chi per commerciare gli stessi prodotti aveva trovato un locale, pagato l’affitto, emesso uno scontrino e fatto fronte alle spese di manutenzione, frigorifero compreso. E pazienza se ogni tanto uno di loro abbassava le saracinesche.

La magistratura ha scritto ieri la parola fine a questo fenomeno. Ha individuato cinque categorie di presunti illeciti e sta già vagliando la posizione dei 28 negozianti che hanno dovuto lasciare tende e gazebo.

Alcuni sono corsi a Palazzo di Città per protestare contro il mancato rinnovo delle licenze, riferiscono i carabinieri. Non è dato sapere al momento cosa avrebbero risposto gli uffici comunali.

In questi anni non hanno certo brillato per celerità. Il piano del commercio è scaduto da circa due mesi, eppure lo scorso novembre la relazione dell’assessore Anna Maria Brattoli recitava che l’iter per il suo rinnovo procedeva «con forte anticipo rispetto ai tempi di scadenza del precedente documento di programmazione». Si era arrivati in consiglio comunale d’urgenza e su richiesta dell’opposizione, dopo un’estate calda. Anche di incendi dolosi.

«Nessuna urgenza di approvare l’aggiornamento del piano prima della sua scadenza», la risposta della maggioranza. Di lì a poco sarebbe fioccato l’ennesimo esposto, a opera del Liberatorio Politico.

Qualche giorno fa alcuni consiglieri di opposizione erano nuovamente tornati sull’argomento, chiedendo un altro consiglio comunale a tema. Poi è arrivato il blitz. E ha cambiato tutto.

 GALLERIA FOTOGRAFICA 

 

Messaggio di fine anno e un po’ per il nuovo

di Matteo d’Ingeo

Ancora una volta il sindaco senatore presidente di Molfetta, Antonio Azzollini, si è lasciato rapire da Internet e dalle nuove tecnologie della rete e per la seconda volta è apparso on-line sul sito ufficiale del Comune di Molfetta in un video trasmesso anche dai network locali.
Un messaggio di fine anno un po’ più dimesso rispetto a quello del 2008 non solo per l’assenza di immagini che arricchivano le sue parole ma anche nel look è apparso trasandato. Mentre l’annuncio in rete e nei manifesti in città lo ritraevano in giacca blu, cravatta e ben pettinato, il sindaco si è presentato ai suoi concittadini nel suo consueto abito dai colori spenti, senza cravatta e pensieroso in volto.
Forse il travestimento era funzionale all’ennesimo discorso sul risanamento del bilancio comunale, rigoroso, serio, trasparente, che consentirà presto di tornare a fare investimenti e ad avere ancora un po’ più di spesa per le fasce deboli della nostra città. Sono cose che ascoltiamo da anni ma ancora non si sono visti i fatti. L’anno scorso, il sindaco, aveva espresso un desiderio luminoso, ricordate: “… il mio desiderio è che un raggio di luce possa entrare in tutte le famiglie della nostra città e che si avvertano il meno possibile i morsi della crisi economica…”.
Ebbene, gli unici raggi entrati nelle case dei molfettesi furono, come è stato già detto, l’azzurro dei lampeggianti delle forze dell’ordine, dei mezzi di soccorso e dei fragori del tritolo; e non è passato giorno, che non ci fossero auto incendiate, senza parlare dei cassonetti incendiati o degli atti vandalici.
Questi sono i fatti, mentre si continuava e si continua a sostenere di aver migliorato la vivibilità e la sicurezza in città.
I molfettesi, invece, in queste festività hanno goduto, è un modo di dire, per un’eccellente iniziativa di questa amministrazione per cui veramente le case di ogni quartiere si sono illuminate.
Lo ha dichiarato con soddisfazione l’assessore al Marketing Territoriale, Giacomo Spadavecchia: 

«Per la prima volta Molfetta si presenta interamente illuminata con un impianto unico ed omogeneo… le reazioni dei molfettesi sono state immediatamente positive, in tanti mi hanno fatto notare che quest’anno Molfetta è la città più illuminata e bella della provincia. Ma il nostro obiettivo è anche quello di rilanciare lo shopping di prossimità offrendo un’immagine della città più accogliente e gradevole, realizzando così luoghi di aggregazione come alternativa ai centri commerciali; le luminarie creano una scenografia fatta di luce e colori ma rappresentano anche un investimento che anticipa l’idea del grande Ipermercato all’Aperto. Crediamo in questa strategia che punta al rilancio del commercio attraverso la realizzazione di un ambiente fisico e un contesto di vivibilità affinché diventino il vero valore aggiunto per questa categoria. Stiamo lavorando per mettere a punto un quadro generale che tocchi temi decisivi come l’arredo e la viabilità: iI progetto esecutivo è giunto ormai a una fase avanzata e sarà approntato già a partire dal 2010…».

Non tutti i cittadini sanno che questa grande iniziativa del sindaco e dell’assessore al marketing è costata alle casse comunali ben 41.000 euro escluso l’IVA e l’erogazione dell’energia elettrica. Le motivazioni contenute nella delibera di Giunta n. 334 del 14.12. 2009, con cui si è concesso questo contributo alla Molfetta Shopping, associazione delegata dalle associazioni di categoria a collaborare con l’azienda installatrice sono state queste: “… per attivare dinamiche di attrazione atte al rilancio del commercio in città onde contrastare il fenomeno che vede i centri commerciali i siti privilegiati per lo shopping; che la concezione a cui affidare la possibilità di favorire lo shopping natalizio in città è quella di rendere le strade punto di aggregazione, offrendo ai visitatori ed ai cittadini l’immagine di una città gradevole, accogliente e luminosa…”.

E’ inutile commentare queste motivazioni, sicuramente il sindaco nel prossimo messaggio augurale ci relazionerà sui benefici che questo importante atto amministrativo avrà portato ai commercianti e ai cittadini molfettesi. Ci piacerebbe sapere anche il nome della fortunata ditta che a trattativa privata ci ha illuminato i cuori e le strade per la modica spesa di 41.000 euro.

Ma non è tutto. Chiediamo da anni di organizzare in Piazza Paradiso un evento culturale di richiamo turistico, almeno il 31 dicembre, in modo da occupare simbolicamente il territorio obbligando le forze dell’ordine a presidiare la Piazza e le strade limitrofe, e invece niente. Anche per questo capodanno assisteremo al penoso e incivile spettacolo realizzato da “esplosivi attori” e “sputafuoco” di strada.

L’elenco delle cose non fatte e di quelle fatte male in questo 2009 lo faremo in un altro momento, parleremo dei lavori del nuovo porto, parleremo della nuova zona industriale, parleremo dello sminamento degli ordigni bellici, parleremo dei rinvii a giudizio di assessori dei processi in corso per voto di scambio, ecc, ecc; oggi ci preme ricordare ciò che ha distinto questa amministrazione comunale per inefficienza, gravi omissioni e cattiva gestione del territorio. E’ stato presentato il 24 dicembre u.s. l’ennesimo ed ultimo esposto sull’occupazione abusiva di strade e marciapiedi da parte di noti commercianti ambulanti. Lo denunciamo ancora a voce alta; questa amministrazione e quella precedente, che è sempre targata Azzollini, hanno permesso ad alcune famiglie di commercianti di occupare la città, speriamo non a fini elettorali; questa sì che è la vergogna di questa città con cui il sindaco non ha il coraggio di confrontarsi. Il sindaco e i suoi preposti non hanno il coraggio di smantellare ciò che loro hanno creato perché, a Molfetta, chiamarsi Andriani, Magarelli, Fiore, De Bari oppure Diniddio o essere stato componente di una delle famiglie che negli anni ’90 ha tenuto in scacco l’intera città con lo spaccio della droga, è un merito e gli uffici giudiziari raccomandano alle istituzioni locali di favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro.
Nulla da eccepire contro questa raccomandazione, lo abbiamo detto tante altre volte, ma offrire un’opportunità lavorativa non deve rappresentare per questi signori un motivo per ignorare le regole della civile convivenza, rendere indecorosa la zona che occupano e con arroganza raddoppiare e o triplicare l’occupazione del suolo pubblico senza pagare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco, il comandante della Polizia Municipale e certi agenti di polizia questo lo sanno, ma nonostante l’annuncio di controlli a tappeto contro l’abusivismo questi signori sono sempre al loro posto da anni e ancora oggi. Certi Agenti di polizia municipale non vanno in giro a stanare e multare recidivi abusivi che da anni occupano marciapiedi e strade in palese violazioni al codice della strada o a fermare bulli di periferia che scorrazzano senza casco esibendosi in pericolose e acrobatiche evoluzioni su moto, oppure falsi invalidi che occupano abusivamente le zone blu o le zone riservate ai veri disabili; macchè, i nostri agenti invece lasciano sul parabrezza di qualche malcapitato automobilista che ha parcheggiato in via Di Vagno, una strada di periferia larghissima a doppio senso di marcia, una multa di 38.00 euro per “SOSTA CONTROMANO”.

Il Comandante della Polizia Municipale, prontamente interpellato, stenta a credere che un suo agente abbia emesso una simile multa interpretando, molto liberamente, il comma 2 dell’art. 157 del codice della strada che così recita: “Arresto, fermata e sosta dei veicoli:
"Salvo diversa segnalazione, ovvero nel caso previsto dal comma 4, in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il piu’ vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. Qualora non esista marciapiede rialzato, deve essere lasciato uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Durante la sosta, il veicolo deve avere il motore spento”.

Viene spontaneo chiedersi come certi agenti non interpretano allo stesso modo il codice della strada per tutti i cittadini, per tutte le autovetture parcheggiate “contromano” e in tutte le strade cittadine a doppio senso di marcia? Eppure lo stesso agente come altri passano quotidianamente da via Baccarini, via Ten. Fiorino oppure via Cap Magrone, o da tante altre strade cittadine da sempre interessate alla sosta contromano. Perché l’Agente X in servizio di pattugliamento in via Di Vagno, oltre a multare la “sosta contromano” non ha multato il commerciante ortofrutticolo che in violazione al codice della strada occupa strada e marciapiede in virtù di una discutibile autorizzazione rilasciata in prossimità di una centralina di controllo del gas. Nessun agente municipale ha mai fatto rimuovere una struttura in ferro presente da mesi nei pressi dello stesso commerciante che occupa il sito stradale. Carissimi concittadini se non avete come cognome Andriani, Fiore, Magarelli o De Bari fatevelo regalare dalla prossima Befana, a Molfetta può essere utile.

L’ultimo pensiero è rivolto al sindaco senatore presidente Azzollini; è diventata una moda rivolgere dieci domande a chi governa e noi lo abbiamo già fatto nel 2008, in tempi non sospetti, e lo facciamo ancora oggi, sperando che il sindaco non voglia rispondere, così come ha fatto il suo presidente Berlusconi, attraverso un libro di qualche suo suddito, noi ci accontentiamo di una risposta pubblica. Più che domande sono delle richieste che in un anno non hanno avuto risposte e molte delle quali sono state accompagnate da dettagliati esposti:

1) Si faccia promotore presso il Governo di qualche azione istituzionale atta a bloccare la ricerca di petrolio sul litorale pugliese nei 7 punti di prospezione tra cui la città di Molfetta. Nei nostri fondali non c’è petrolio e le prospezioni sismiche a colpi di proiettili ad aria (tecnicamente air gun) comprometterebbero ancora di più il fragile ecosistema del nostro mare già distrutto dall’alga tossica, bombe chimiche e navi di veleni.

2) Si chieda al Governo di poter interrompere i lavori per la costruzione del nuovo porto e di utilizzare i finanziamenti già stanziati per risanare lo specchio d´acqua del litorale di levante per liberarlo dalle migliaia di bombe all´iprite che stanno minacciando seriamente la nostra vita e quella delle nuove generazioni. A che servirebbe un nuovo porto commerciale a Molfetta se la vita dei suoi cittadini e la sua economia è ad alto rischio per la morte del proprio mare?

3) Si presenti spontaneamente ai giudici del Tribunale di Trani e riferisca loro com’è stata costruita la Centrale Powerflor, così come ha fatto pubblicamente a Bisceglie nel luglio u.s.

4) Si metta mano, da subito, al piano delle coste, prima dell’estate, smantellando tutto ciò che di abusivo è stato costruito fino ad oggi dalla prima Cala a Torre Gavettone.

5) Si predisponga la revisione del Piano Comunale per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, nella parte riguardante le autorizzazioni ambulanti e l´occupazione del suolo pubblico. Eliminare la presenza di ambulanti nel Centro Urbano in un quadrilatero delimitato dalle vie Grittani, Calabrese, Amato, Cozzoli, Mezzina, Pomodoro, Baccarini, P.zza A.Moro, L.da Vinci, Fornari, Balice, Cagliero, G.De Candia, Viale Giovanni XXIII, S.Francesco d´Assisi, Vico 14° M.dei Martiri; promuovere nella restante parte della città e nelle zone d´espansione nuovi spazi urbani destinati al commercio fisso e itinerante con un costante controllo e repressione dell´abusivismo.

6) L´amministrazione si costituisca parte civile nell´eventuale procedimento penale a carico dei presunti usurai arrestati nei mesi scorsi, nel nuovo procedimento per voto di scambio, e nel processo contro l’assessore Palmiotti, per il grave danno d´immagine che la nostra comunità ha subito.

7) Si blocchi il procedimento per la costruzione del parcheggio interrato in Piazza Margherita di Savoia e si utilizzino i fondi per la costruzione di parcheggi all´entrata della città con servizi di navette veloci collegate al centro urbano e alla periferia. In questo modo si allontanerà il pericolo di aumentare l´inquinamento, già alto, da polveri sottili.

8) Si condivida la richiesta di riconoscimento di Gianni Carnicella come vittima di mafia e la riapertura del processo contro il suo assassino Cristoforo Brattoli che nel frattempo è stato condannato ancora una volta per altri reati.

9) Si denunci chi ha utilizzato fondi statali, destinati alla costruzione di opere pubbliche, per la costruzione di case private sul prolungamento di Via Aldo Fontana. Inoltre chiediamo al sindaco di spiegarci il perché l’amministrazione comunale non si è costituita parte civile lesa nel processo in corso a carico dei costruttori e direttore dei lavori delle palazzine ITALCO demolite solo dopo 7 anni dalla costruzione.

10) Si utilizzino i beni immobili confiscati ai mafiosi nostrani, e già assegnati al Comune nel 2001, per finalità sociali con bandi pubblici per la loro gestione e che il primo bene confiscato assegnato per scopi sociali sia intitolato al sindaco Gianni Carnicella caduto sotto il fuoco di quel mondo criminale a cui vogliamo sottrarre simbolicamente i beni accumulati anche sulla pelle di tanti giovani che negli anni ’90 sono morti per overdose nelle nostre strada e dimenticati da tutti.

Per questo fine anno è tutto, e in attesa che il sindaco Azzollini si iscriva a Facebook, rinnovo a Lui, e per il suo tramite a tutti i cittadini, gli auguri per un 2010 migliore, prospero di felicità, amore e civile convivenza.

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