Archivio mensile:agosto 2009

Il prossimo anno scolastico le nostre aule saranno meno sicure

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/08/aulaelementari.jpg

L’inizio del prossimo anno scolastico potrebbe essere a rischio sia sul piano sanitario che su quello della sicurezza. In queste ore il presidente della Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Giuseppe Mele ha preannunciato che chiederà al ministero della Salute di fare proprie le direttive dell’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) e che vengano messe in atto tutte le iniziative per limitare la diffusione del virus A/H1N1, compresa anche la chiusura delle scuole.
Invece sul piano della sicurezza, oltre alla mancanza di agibilità e certificazione antincendio che moltissime scuole non hanno, il governo centrale ha pensato bene di tagliare più di 132.000 posti di lavoro e 8 miliardi di euro nella scuola, con il conseguente aumento del numero degli alunni per classe, ottenuto elevando i numeri minimi e massimi di allievi in una classe.
La situazione sarà particolarmente difficile nelle scuole superiori, dove 27 (rispetto agli attuali 25) sarà il numero minimo di alunni per formare una prima; le classi potranno contenere fino ad un massimo di 30 studenti che, negli anni successivi, con la prassi delle “deroghe”, potranno arrivare anche a 33. Aumenti simili sono previsti in tutti i gradi e gli ordini di scuola.
Questo ulteriore, forte aumento, oltre che essere catastrofico per i tagli di classi, di posti di lavoro e per l’inevitabile scadimento della qualità della scuola pubblica, confligge clamorosamente con le norme sulla sicurezza e l’agibilità delle aule per la didattica.
In particolare il DM 18 Dicembre 1975 prevede che per ogni alunno debba esserci in aula una superficie netta a disposizione di 1,80 mq (dalle materne alle medie) o di 1,96 mq (alle superiori).
Occorre tener conto anche delle indicazioni del DM 26 Agosto 1992 che stabilisce che, ai fini della sicurezza anti-incendi, in un’aula il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone (insegnante compreso, quindi 25 alunni). Tale limite di 25 alunni può subire un incremento “modesto” a patto che le porte abbiano un’apertura nel verso dell’esodo ed una larghezza di almeno 1,20 m e che ci sia “apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare dell’attività” (nella fattispecie, il Dirigente Scolastico e/o l’Ente, Comune o Provincia, proprietario dei locali).
 
Pertanto, incrociando le dita e sperando che non ci sia alcun rinvio di apertura delle scuole per “pandemia” possiamo invece organizzare i collegi dei docenti e consigli d’Istituto di ogni scuola per rispondere, in maniera pacifica e nei termini di legge, al taglio degli organici dei docenti che renderà le aule meno sicure per tutti.
Lo stesso governo non può da una parte risparmiare sulla scuola creando classi numerose e poi emettere ordinanze e decreti che prevedono precisi parametri da rispettare per dare sicurezza a tutto il personale scolastico.
A tal proposito, in molte scuole, gli organi collegiali si sono organizzati e hanno votato all’unanimità  mozioni di protesta contro il decreto sulla riorganizzazione della rete scolastica che prevede per il prossimo anno scolastico le classi con 30 alunni.
Quello che segue è il testo di una mozione votata in un istituto superiore di Bari. Ogni collegio docenti potrà adattare il testo alla propria scuola e inviarlo al Ministero della Pubbica Istruzione, all’Ufficio scolastico regionale e provinciale.
 

<< Mozione del collegio docenti
 
Oggetto: RIORGANIZZAZIONE DELLE RETE SCOLASTICA ai sensi dell’art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133; classi con 30 alunni.
 
Il Collegio dei Docenti dell’Istituto ………… venuto a conoscenza dell’organico di diritto per l’anno scolastico 2009/10 e la relativa formazioni di classi con 30 alunni dichiara quanto segue:
 
Visto il D.M. del 18/12/1975 (Norme sugli indici minimi di  edilizia scolastica, di urbanistica e di funzionalità didattica) il quale fissa gli indici di edilizia scolastica che prevedono per ogni alunno degli istituti di scuola secondaria di secondo grado mq. 1,96 netti;
 
Visto il D.M.  del 26/08/92 che, attualmente regola, insieme al D.L. n. 81 del 9/9/2009 la materia di “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica” che fissa l’indice di 26 persone per aula, incluso il docente, quale "indice di massimo di affollamento ipotizzabile";
 
Considerato che nel D.M. 331/98, all’art. 18 comma 5 si stabilisce che è compito del D.S. verificare le reali dimensioni delle aule, dei laboratori, ecc. e regolarsi sul numero degli alunni per classe tenendo conto anche delle esigenze di igiene e sicurezza.
 
Tenuto conto che nel nostro istituto non ci sono aule scolastiche che rientrano negli standard che la normativa vigente prevede, infatti l’aula più grande, di 45 mq circa, non potrebbe ospitare più di 23 alunni.
 
Rilevato altresì che il non rispetto degli indici minimi previsti fa automaticamente decadere la validità del certificato di agibilità e del certificato prevenzione incendi (l’obbligo di richiesta e di aggiornamento in caso di variazione di destinazione d’uso di ogni singolo locale attualmente è in capo al dirigente scolastico).
 
Si chiede alle Istituzioni destinatarie, nei limiti delle proprie competenze, una presa di posizione nel merito di quanto sostenuto in questa lettera considerato che le aule sovraffollate, oltre ad essere poco igieniche ed insicure, causano negli alunni/utenti  anche uno scarso rendimento scolastico andando ad inficiare sulla qualità dell’offerta formativa.
 
Inoltre le inadeguatezze e l’erroneo rapporto fra il numero di alunni e gli indici minimi previsti, verrebbero ad evidenziarsi anche durante l’effettuazione delle prove di evacuazione che sarebbero impraticabili per la mancanza delle vie di fuga in aule sovraffollate.
 
Pertanto si chiede al Dirigente Scolastico, in qualità di responsabile della sicurezza dell’Istituto, l’applicazione della normativa sopra riportata, al fine di garantire le migliori condizioni ambientali per il lavoro dei dipendenti e la formazione degli alunni, e la formazione di classi in linea con le leggi vigenti.
 
Questo collegio di docenti, declinando qualsivoglia responsabilità, si augura di poter avviare il prossimo anno scolastico in presenza di classi con un numero di alunni non superiore agli standard di sicurezza e vivibilità minima che le leggi vigenti prevedono ricordando che la scuola rimane luogo privilegiato per promuovere la cultura della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro
>>.

Lettera di un cittadino esausto

http://www.molfettalive.it/imgnews/100_1062(3).JPG

di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Un cittadino che si definisce "esausto" prende carta e penna e scrive una lettera. Argomento, la vita nella nostra città, tra divieti non rispettati e senso civico latitante.

«Basta! Basta! Basta!

Non ne posso più di “vivacchiare” in una città che ha molte potenzialità ed invece ha le strade che sono peggio di quelle di Baghdad e Kabul messe insieme, i muri e le grate imbrattati peggio dei sobborghi e dei quartieri malfamati di New York o delle favelas brasiliane, palazzi e palazzetti dello sport in condizioni pietose, che cadono a pezzi senza che nessuno intervenga, la sporcizia delle strade e dei marciapiedi degna di una discarica abusiva a cielo aperto, spiagge impraticabili per la sporcizia e l’inciviltà dei fumatori che vogliono rispetto, ma non rispettano gli altri. Vuoi fumare? Va’ fuori dalla spiaggia, in uno spazio aperto dove non dai fastidio. Ti stanchi a farlo? Non fumare, ne giova la tua salute e quella degli altri!

E che dire della periferia abbandonata a se stessa? Considerata sempre l’ultima ruota del carro?» continua il lettore.

La lista delle cose che non vanno è lunga: «il lungomare, selva di bottiglie e lattine sul muro» teatro del lancio della bottiglia sugli scogli, la zona della Villa Comunale, il centro storico, la passerella pedonale tra Rione Paradiso ed il lotto 10.

«Meno male che quando traslocherò potrò anche non uscire e non vedere tutto questo scempio e, magari, essendo più vicino, me ne andrò a Giovinazzo che oltre ad essere un po’ più pulita è meno “vandalizzata”.

No comment sul parco giochi di ponente e dintorni (marciapiede e strada che costituiscono un pericolosi caduta a causa delle radici degli alberi, “ricordini” di cane ogni 10 cm, spazzatura varia sparsa qua e là … fatevi un giro, e vedete voi il resto».

Il paragone con l’estero è qunato mai impietoso: «in Austria, quando vedono un pedone che si avvicina alle strisce pedonali, già da 200 o 300 metri cominciano a rallentare e si fermano anche a un centinaio di metri di distanza; le strade sono pulitissime e prive di voragini di qualsiasi genere, i marciapiedi non hanno una pavimentazione “a puzzle” di diverse smattonature e, anche se è così, non sono un obbrobrio stilistico, i parchi rendono i paesi molto verdi».

Ultimo capitolo: gli schiamazzi notturni nella zona di via Goerlitz regno di «ragazzi e ragazze che si divertono a far rumore con i motorini, a rompere le bottiglie contro il muro dell’asilo e a frantumarle all’interno della recinzione dello stesso, facendo abbaiare i cani per tutta la notte».

«Basta, basta, basta»: la lettera si chiude così come era cominciata.

Nuovo porto commerciale di Molfetta. Rifondazione chiede ritiro delega alla stazione appaltante Comune di Molfetta

http://www.molfettalive.it/imgnews/P1030380(9).JPG

          Al Presidente della Regione Puglia
          Nichi Vendola

e p.c. Agli Assessori regionali
          all’Ecologia e all’Ambiente
          alle Opere Pubbliche
          all’Assetto del territorio – Urbanistica
          ai Trasporti
          alla Trasparenza e cittadinanza attiva

e p.c. Al Ministero dell’ambiente e della tutela
          del territorio e del mare

          Direzione per la salvaguardia ambientale
         
          Al Ministero per i Beni e le attività culturali
          Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio,
          l’architettura e l’arte contemporanee
          Servizio II Tutela del paesaggio
         
          Alla Direzione regionale
          per i beni culturali e paesaggistici della Puglia

         
          Alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici
          per le province di Bari e Foggia

         
          Alla Soprintendenza per i Beni archeologici della Puglia,

OGGETTO: Nuovo porto commerciale di Molfetta. Richiesta ritiro delega alla stazione appaltante Comune di Molfetta

Il 30 luglio è pervenuta al Comune di Molfetta e al Circolo locale di Legambiente una nota da parte del Ministero dei Beni Culturali (n. prot. 9965/2009) che, avendo a sua volta ricevuto dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia notizie dettagliate e preoccupanti sulla vicenda relativa all’accesso alle informazioni sui lavori riguardanti il nuovo porto, chiede al Comune di Molfetta quanto sia stato fatto ad adempimento delle prescrizioni contenute nella V.I.A. e richiede che sia messo a disposizione delle Autorità competenti il “Piano esecutivo” del porto.
È incredibile come a distanza di più di un anno, dal 13 febbraio 2008 quando la Giunta Comunale ha approvato il “Progetto esecutivo del porto”, ci siano amministrazioni interessate che non risultano in possesso di tutti gli atti e delle informazioni relative al rispetto delle prescrizioni ambientali e paesaggistiche.
La Soprintendenza, infatti, fa notare che “per quanto consti a questa Soprintendenza, non hanno avuto seguito di fatto le prescrizioni rilasciate nella nostra del 22.03.05, prot. n. 5321 in sede di esame del Progetto preliminare della nuova sistemazione portuale di Molfetta, benché ritenute vincolanti nel parere prot. n. 07.08.408/4229.[leggasi 4129] del 22.04.05 del Dipartimento per i Beni culturali e paesaggistici – Direzione generale per i Beni architettonici e il Paesaggio in merito alla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale, ex art. 6 l. 349/1986, avanzata dal Comune di Molfetta.
Infatti , per quanto di competenza di chi scrive, ai sensi del D. 19s 22 gennaio 2004, n. 42, non è stato sottoposto a parere da parte dell’ATI incaricata (Cooperativa Muratori) il richiesto progetto esecutivo delle opere di realizzazione del parco a verde intorno all’area del complesso monunentale-archeologico della Madonna dei Martiri, in cui dovevano essere anche previsti gli oneri per l’assistenza alle opere di movimentazione terra, nonché per l’eventuale recupero di contesti archeologici emergenti. Il progetto esecutivo peraltro è stato approvato dal Comune di Molfetta con deliberazione di G.M n: 68 del 13.2.08.
Si fa inoltre presente che non risulta, per quanto a noi noto, sia stato dato corso alla richiesta di prospezioni archeologiche subacquee preventive nello specchio d’acqua antistante il complesso monumentale citato, né alle prospezioni geofisiche preliminari alla movimentazione terra, come espressamente richiesto dalla Direzione generale per i Beni archeologici con nota prot. n. 3931 del 15.04.05”.
Questa nota è l’ultimo tassello in ordine di tempo di un “mosaico” per nulla irreprensibile che vede il Comune di Molfetta operare come stazione appaltante nell’esecuzione dei lavori per il nuovo porto commerciale.
Infatti, dopo il Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici che ha censurato il Comune sulla costruzione del nuovo porto inviando gli atti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica e dopo l’invio alla Corte dei Conti da parte del Tar di Bari delle ordinanze (rigettate) di sospensione dei lavori di costruzione della nuova foresteria della Capitaneria di porto, ora è la volta dei rilievi mossi dal Ministero dei Beni Culturali.
Se queste sono le premesse, non possiamo che associarci alla richiesta del Circolo locale di Legambiente fatta in questi giorni a seguito della nota ricevuta ovvero sperare che la stampa dia il giusto risalto alla notizia in sé e che la magistratura valuti l’eventuale esistenza di condotte improprie. Dovere della politica però è anticipare laddove è possibile scenari compromessi e porre rimedi a condotte improvvide, ma prima di avanzare una proposta gioverà ricordare succintamente alcuni elementi di criticità emersi finora nella gestione della costruzione del nuovo porto da parte dell’Amministrazione comunale in carica.
Il Consiglio dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, un ente terzo, con Delibera n. 3 del 15 gennaio 2009 ha censurato l’operato del Comune disponendo la trasmissione degli atti relativi alla costruzione del nuovo porto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, avendo ritenuto che “la condotta posta in essere dalla Stazione appaltante – il Comune – in ragione delle numerose irregolarità riscontrate (tutte strettamente lesive della corretta e tempestiva esecuzione dell’appalto) reca con ogni probabilità profili di potenziale danno erariale”. Si tratta della stessa autorità che riteneva non rispettosa la limitazione della concorrenza nell’appalto dei lavori a causa della presenza nel bando di gara di clausole che imponevano, a pena di esclusione, la dimostrazione della disponibilità di draghe di particolarissime caratteristiche esistenti in pochissime unità al mondo.
Soltanto qualche tempo dopo, nell’aprile di quest’anno, vi è stata una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Bari, che ha accolto il ricorso proposto dal Ministero per le Infrastrutture contro l’ordinanza con la quale il Sindaco aveva sospeso i lavori di realizzazione della nuova Capitaneria di Porto. In quella circostanza il TAR non solo non ravvisò alcuna “situazione di pericolo effettivo ed eccezionale e imprevedibile per la pubblica incolumità e/o per la sicurezza urbana” e bacchettò il Comune per la “colpevole reiterazione delle ordinanze di sospensione in palese spregio all’ordinanza cautelare dello stesso Tar del 3 dicembre 2008”, ma ritenne doveroso trasmettere tutta la documentazione alla Procura regionale della Corte dei Conti, “ai fini dell’accertamento delle responsabilità amministrativo-contabili ai sensi di legge”. Ciò vuol dire, in parole povere, che la comunità molfettese potrebbe essere chiamata a pagare i danni a causa della condotta del sindaco. E pensare che lo stesso Azzollini e la sua maggioranza avevano approvato il Piano regolatore del Porto (PRP) con la previsione della nuova Capitaneria esattamente lì dove sta sorgendo.
A questi elementi aggiungiamo che il 2 marzo scorso, con Delibera di Giunta n. 51 avente ad oggetto il “Nuovo Porto Commerciale”, l’Amministrazione comunale dava autorizzazione al Responsabile del Procedimento per la predisposizione, di fatto, di variante al Piano Regolatore Portuale poiché “gli operatori portuali, futuri fruitori del nuovo porto commerciale, hanno fatto richiesta all’Amministrazione comunale, per il tramite del Sindaco, di prevedere una portanza della banchina di Nord Ovest tale da consentire la movimentazione di containers”. Il progetto appaltato del porto subirà quindi una nuova variante che non è dato sapere se comporterà un aumento degli importi dei lavori, e questo sulla base di semplici segnalazioni di operatori portuali e non anche di studi economici a supporto che giustifichino la trasformazione in porto per movimentazione e stoccaggio containers. Insomma, il progetto del porto a un anno dalla sua approvazione subisce una variante forse perché non va più bene; a dimostrazione del fatto, più volte da noi segnalato, che così come concepito inizialmente il porto rischia di essere inutile nello scenario regionale, e invece utile può diventarlo a condizione che diventi un porto per il trattamento dei containers, cioè una megastruttura che il contesto ambientale non può assolutamente reggere e che comunque abbisognerebbe di nuove e ulteriori procedure autorizzative con ulteriori ritardi e aggravi di spesa.
Naturalmente a pagare le distrazioni del sindaco, le sue necessità propagandistiche potrebbero essere i cittadini, giacché ogni mancanza, ogni errore, ogni eventuale variante potrebbe significare un aumento dei costi dei lavori.
Pensiamo che la misura sia ormai colma e, nell’attesa che i giudizi maturino nell’opinione pubblica e che altri organi dello Stato svolgano i loro compiti, nonché dopo ripetute denunce e critiche mosse all’Amministrazione comunale e al Sindaco in questi mesi per come vengono gestiti i lavori della costruzione del nuovo porto e relativi ritardi connessi alla bonifica dei fondali dagli ordigni bellici, riteniamo che vi siano sufficienti e abbondanti elementi perché la Regione, ente che ha delegato il Comune nella gestione dell’“affare Porto”, torni a interessarsi di questioni così delicate e avvii con decisione la procedura per ritirare la delega alla stazione appaltante ossia al Comune di Molfetta conferita con Delibera di Giunta Regionale n. 2051 del 23 dicembre 2002.
La presente richiesta si presenta come un atto dovuto a tutela della comunità cittadina, della corretta esecuzione dei lavori, del rispetto di tutte le prescrizioni previste e all’insegna della massima trasparenza amministrativa e del confronto pubblico istituzionale, cui ripetutamente in questi mesi il Sindaco e la sua amministrazione si sono sottratti anche nelle sedi deputate, disertando convocazioni di Consiglio Comunale.
 

Rifondazione Comunista Molfetta

Ci sono Sindaci e… sindaci-senatori

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/08/algatossicaancona_01.jpg

Fonte: www.in-dies.info/…

Marche, vietata la balneazione al Passetto e a Numana per l'alga tossica

Già da qualche giorno l'Arpam, l'agenzia regionale per l'Ambiente, aveva individuato la presenza di alghe tossiche nel Passetto di Ancona e nella spiaggia di Numana. Oggi il Sindaco Fiorello Gramillano ha emesso un'ordinanza, a titolo cautelativo, vietando la balneazione in quelle zone poiché l'Arpam ha rilevato nelle acque una quantità di alga tossica superiore a 10.000 cellule per litro.
Il contatto con l'alga tossica può provocare febbre superiore ai 38 gradi, tosse, respiro sibilante, broncospasmo con moderata dispneafaringite, cefalea, nausea, raffreddore, congiuntivite, vomito, dermatite…Si tratta comunque di un'intossicazione benigna, che guarisce dopo 24-48 ore. I sintomi si presentano dopo 2-6 ore dall’esposizione. L'intossicazione avviene non per ingestione, ma per inalazione, per cui i sintomi possono manifestarsi anche se non si viene in contatto con l’acqua, solo inalando le goccioline portate dal vento.
Alla popolazione di Ancona o di passaggio, il Sindaco consiglia di non stare a lungo nella spiaggia del Passetto per non inalare l'aerosol marino della tossina che può provocare disturbi respiratori. Fiorello Gramillano ha chiesto anche di ripulire la battigia dove è possibile, per evitare l'accumulo e la decomposizione delle alghe.
Le zone in cui è vietata la balneazione vengono segnalate con delle tabelle.
L'l'alga tossica, 'ostreopsis ovata' è una microalga della famiglia delle Ostreopsidaceae e prolifera di solito nei climi caldi e tropicali. Da alcuni anni però si è presentata anche sulle coste italiane.

Più poltrone per tutti

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/08/azzollini_kali.jpg

di Antonello Caporale (www.repubblica.it/…)

Poltronismo, poltronite. La malattia è presto definita: raccogliere sotto lo stesso corpo più incarichi possibili. La prima poltrona dà potere e visibilità. La seconda fiducia e tranquillità. Se casco lì, rimango in piedi qui. O viceversa.

La Prima Repubblica aveva molti difetti ma alcune virtù nascoste. Tra queste separare in modo indiscutibile la guida degli enti locali con l’impegno da parlamentare. Il divieto, contenuto in una legge del 1957 e limitato ai centri con più di ventimila abitanti e alle province, tutte, trovava fondamento nell’idea di offrire parità di condizioni ai candidati. Un deputato che fosse in corsa per fare il sindaco aveva più possibilità di captare voti. Dunque avrebbe violato la par condicio.

Per anni norma osservata, e disciplina dei sensi unici assoluta. Con Tangentopoli il mercato della politica si è però ristretto. Molti presentabili sono divenuti impresentabili. Molti politici in carriera si sono ritrovati in panchina. Molti altri colleghi addirittura oltre le tribune, fuori dal gioco, alcuni dietro le sbarre.

Col favore delle tenebre, nel silenzio assoluto e nella distrazione collettiva, il 2 giugno del 2002 la Giunta per le elezioni, organo politico a cui sono affidati poteri giurisdizionali, cambia i sensi, inverte i passaggi. Chi fa il sindaco di una città che abbia più di ventimila abitanti o il presidente della Provincia non può candidarsi a deputato o senatore. Ma chi è parlamentare può. Senso inverso possibile. La cosa è piaciuta ai più: fare il sindaco-deputato è molto meglio che fare soltanto il sindaco. E se è vero che le indennità non sono cumulabili è certo che le prerogative invece lo sono. Esempio su tutte: l’immunità.

E quindi è iniziata la processione. Prima quello, poi quell’altro. Dopo di te io. E allora io. Un deputato è sindaco a Viterbo, un senatore è sindaco a Catania; una deputata è presidente della Provincia di Asti, un senatore presiede quella di Avellino. Un deputato è sindaco a Brescia, un collega è presidente a Napoli. E via così…

I più hanno trasmesso ai nuovi uffici la stessa foto di rappresentanza data agli uffici parlamentari. Quando serve siamo qui. Col tesserino. Quando non serve siamo lì. Con la fascia tricolore. E’ un bel segno in questi tempi di crisi: più poltrone per tutti.

DEPUTATI E SENATORI CON DOPPIO INCARICO

– on. Armosino Maria Teresa, presidente provincia di Asti

– on. Pepe Antonio, presidente provincia di Foggia

– on. Cirielli Edmondo, presidente provincia di Salerno

– on. Iannarilli Antonello, presidente provincia di Frosinone

– on. Cesaro Luigi, presidente provincia di Napoli

– on. Giulio Marini, sindaco di Viterbo

– on. Adriano Paroli, sindaco di Brescia

– sen. Sibilia Cosimo, presidente provincia di Avellino

– sen. Stancanelli Raffaele, sindaco di Catania

– sen. Nespoli Vincenzo, sindaco di Afragola (Na)

sen. Azzolini Antonio, sindaco di Molfetta (BA)

L’operazione “Tabula Rasa” ha travolto il Presidente Nappi

http://www.molfettalive.it/imgnews/Tabula%20rasa%20012(6).jpg

A fine giugno il presidente dell’ASM Francesco Nappi aveva lanciato la nuova Tabula Rasa, un ciclo di pulizia straordinaria radicale in zone ben definite della città.
Questa “terapia d’urto della pulizia” doveva partire a giugno e concludersi a dicembre 2009 con finalità educative; infatti anche il sindaco in una manifestazione pubblica dichiarava di “…Confidare nei bambini, giovani ed adulti affinché comprendessero l’importanza e la bellezza del vivere in una città pulita e, progressivamente, modificassero i propri comportamenti orientandoli a tenere tutto pulito sempre…”.
Noi cittadini, di questa terapia d’urto della pulizia, non abbiamo visto traccia in città e neanche sulle spiagge, in particolare prima, durante e dopo ferragosto.

Molto probabilmente ci sono state altre zone, a noi sconosciute, in cui la terapia d’urto della pulizia è stata concretamente realizzata, ed è stata talmente radicale che gli operatori ecologici, su ordine del sindaco Azzollini, hanno spazzato via anche il loro presidente Nappi.
Da oggi la municipalizzata di Molfetta è orfana del suo presidente e in attesa che si “ricicli” il nuovo, chiediamo al sindaco Azzollini di approfondire alcune vicende interne all’azienda.
Le notizie di cronaca e alcune indagini giudiziarie in corso riguardanti l’ASM potrebbero travolgere anche la stessa amministrazione comunale.

Qualche mese fa avevamo invitato il sindaco ad istituire una commissione d’inchiesta interna con l’obiettivo di verificare se, all’interno dell’azienda ASM, ci fossero particolari episodi di vessazioni, intimidazioni, minacce o infiltrazioni malavitose che potessero creare turbativa alla normale attività aziendale. Oggi rinnoviamo l’invito anche alla luce di strani incendi di autovetture di proprietà di qualche dipendente dell’ASM.

Chiediamo inoltre al Sindaco di bloccare qualsiasi tipo di “ronde pomeridiane straordinarie”; non vorremmo che la caccia ai “rifiuti ingombranti”, istituita senza successo dal presidente Nappi, si trasformasse in altro tipo di “ronda”, specialmente se affiancata da qualche associazione di “volontariato” bisognosa di visibilità e di qualche piccolo contributo.

Revocato l'incarico a Nappi

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/08/francesconappi1.jpg

da Redazione (www.ilfatto.net/…)

Molfetta- La notizia ha cominciato a diffondersi nel primo pomeriggio di oggi, pochi minuti dopo la fine della riunione della giunta comunale di Molfetta nel corso della quale il sindaco Antonio Azzollini ha comunicato ai suoi assessori di aver revocato l’incarico di presidente dell’Azienda Servizi Municipalizzati a Francesco Nappi (nella foto).

La decisione del sindaco è stata confermata dallo stesso Nappi che ha dichiarato di essere stato informato dal primo cittadino del provvedimento assunto, secondo quanto riportano le carte ufficiali, per una omessa presentazione di parte dello stesso Nappi di alcuni documenti relativi all’Azienda richiesti dall’amministrazione comunale qualche tempo fa.

In città intanto si sta diffondendo la voce, sempre più insistente ma che non trova alcuna conferma ufficiale, di una rimozione dettata da motivi di opportunità e in previsione di una "bufera giudiziaria" che potrebbe colpire l’Asm già nei prossimi giorni.

Dopo la riunione di giunta il sindaco Azzollini ha convocato una riunione ristretta alla quale, tra gli altri, hanno preso parte il segretario del PdL, Antonio Camporeale, il vice Pasquale Mancini e il vice presidente del consiglio comunale Pietro Mastropasqua. E’ probabile che si stia già decidendo il nome di colui che sostituirà Nappi alla guida della più grande municipalizzata molfettese.

CONTROMAFIE 2009

ROMA 23, 24 E 25 OTTOBRE 2009
2ª EDIZIONE DEGLI STATI GENERALI DELL’ANTIMAFIA

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/08/contromafiepiccolo.jpg

LIBERA da sempre lavora per rafforzare il versante della prevenzione nell’opera di contrasto alle mafie, nella consapevolezza che il solo versante repressivo sia necessario ma non sufficiente. La prima vera risposta al controllo mafioso del territorio è la pratica di cittadinanza e partecipazione che singoli, associazioni e formazioni sociali di ogni genere sono chiamati a costruire e vivere. A tale riguardo nei documenti di Libera spesso si richiama uno dei suoi obiettivi principali: "costruire una comunità alternativa alle mafie", dove vengano riconosciuti a ogni essere umano diritti e non favori, a differenza di quanto avviene nel sistema mafioso, così come è definito nella Carta Costituzionale. La battaglia contro le mafie è quindi necessariamente una battaglia per i diritti sanciti dalla Costituzione.

CONTROMAFIE è un percorso di impegno culturale e sociale, uno strumento di lavoro che LIBERA propone periodicamente per offrire progettualità e contenuti all’associazionismo che si occupa di lotta alle mafie e che si batte per legalità e giustizia sociale; ulteriore obiettivo è la verifica degli esiti del confronto avviato con le istituzioni, con la politica e altri soggetti, a partire da quanto contenuto nel Manifesto finale di ogni edizione. Il messaggio degli Stati generali è duplice, ovviamente negativo (contro le mafie) ma soprattutto positivo (per i diritti della Costituzione): è necessario "essere contro" tutte le mafie e la corruzione, le illegalità e i soprusi, ma è più importante "essere per" costruire percorsi e spazi di libertà, cittadinanza, informazione, legalità, giustizia, solidarietà.

OBIETTIVI E CONTENUTI
I principali obiettivi della seconda edizione di Contromafie sono:

a) la definizione di percorsi e strategie di prevenzione e contrasto alla violenza mafiosa;

b) la forte denuncia della ripresa del fenomeno della corruzione e della cultura dell’illegalità che l’alimenta e all’interno della quale le mafie prosperano e reclutano nuove forze;

c) l’approfondimento dell’organizzazione delle diverse mafie, dei loro principali affari e alleanze illecite, alla luce dell’attuale congiuntura di crisi economica mondiale;

d) il rafforzamento e l’accompagnamento di associazioni, organizzazioni e realtà che promuovono cultura, informazione e mobilitazione contro le mafie e i loro complici;

e) la verifica a distanza di tre anni della realizzazione delle proposte contenute nel manifesto della prima edizione, per sottolineare gli obiettivi raggiunti e denunciare lacune e ritardi;

f) la redazione di un nuovo manifesto indirizzato alla società e alla politica non solo italiana, ma europea in primo luogo, per dare respiro continentale alla lotta contro le mafie.

Seguiranno maggiori dettagli e il programma delle tre giornate.

 
Le aree e i gruppi di lavoro
Vengono confermate le sei aree di lavoro della prima edizione: per una parola di libertà, per un sapere di cittadinanza, per un dovere di informazione, per una politica di legalità, per una domanda di giustizia, per una economia di solidarietà. All’interno di ogni area sono previsti gruppi di lavoro tematici che svilupperanno proposte e progetti che confluiranno nel manifesto finale.

 
 
INFO
TEL. 06/69770326
WEB http://www.libera.it&nbsp;
EMAIL contromafie@libera.it
 

Bombe tossiche a Torre Gavetone, il calvario di una giovane donna

Dopo il tuffo in mare, una strana infezione vaginale l'ha resa sterile.

https://liberatoriopolitico.files.wordpress.com/2009/02/gavetone_210808_013_lr_mod.jpg

di Lucrezia D'Ambrosio (www.lagazzettadelmezzogiorno.it/…)

M O L F E T T A . Ha fatto il bagno in mare. Ora non potrà più avere bambini. Ecco cosa può accadere a chi decide di «bagnarsi» a Torre Gavetone, in quel tratto di mare, a più riprese, sottoposto ad interventi di bonifica da ordigni bellici (anche a caricamento speciale) dove nessuno vieta la balneazione.

Tra qualche giorno Maria (la chiameremo così) sarà sottoposta all’ennesima visita specialistica al San Raffaele di Milano. Ma ormai è certo, a carico del suo apparato genitale c’è un danno conclamato a livello neurologico. Maria dovrà rinunciare alla maternità. Nell’ultimo anno ha subito interventi, decisamente invasivi, per asportare tessuti necrotici.

La lesione che ha dato origine al suo calvario è di natura chimica, essendo stata esclusa dagli specialisti ogni altra ipotesi. Lo stesso medico che, a novembre dell’anno scorso, ha effettuato, nella zona interessata dal problema, la biopsia «ha studiato – dice il marito di Maria – anche la possibilità di mettere in relazione la lesione ad agenti chimici dalle caratteristiche vescicanti (iprite in primis) notando diverse analogie tra quanto documentato nella letteratura medica e la lesione di mia moglie, fatto salvo che mai in precedenza risulta rilevato un simile problema relativo all’apparato genitale femminile».

La vicenda di Maria comincia il pomeriggio di domenica 27 luglio 2008. «Dopo una giornata passata a mare in località Torre Gavetone (Molfetta) mia moglie ha iniziato a manifestare sintomi di un bruciore non consueto a livello dell’apparato genitale, gradualmente sempre più intenso e successivamente accompagnato da un dolore continuo localizzato però internamente. Il suo ginecologo, che fortunatamente ha potuto visitarla la sera stessa del 27, ha rilevato uno stato di intensa infiammazione vaginale sia esterna che interna, accompagnata, poco più internamente da una lesione dell’epitelio della mucosa. La lesione rilevata mostrava una piccola perdita di sangue ed era localizzata nella parte inferiore esterna della vagina evidenziando sin dall’ini – zio delle caratteristiche particolari che ne facevano escludere l’origine sia traumatica che microbica».

Tra agosto e settembre 2008 Maria consulta tre ginecologi, due urologi, sei medici di vari pronto soccorso ospedalieri. Niente. Il dolore e l’infiammazione persistono. A novembre viene effettuata una biopsia dei tessuti sottoposti successivamente ad esame istologico Il medico che ha effettuato la biopsia parla di «tessuti necrotici» derivanti da una non meglio specificata infiammazione locale.

«A questo punto – continua il racconto – l’unica soluzione possibile individuata dal medico è stata quella dell’asportazione chirurgica di tutti i tessuti necrotizzati (nella zona della forchetta vaginale) e di ampie zone di tessuti limitrofi e delle terminazioni nervose sottostanti». L’operazione è stata effettuata il 9 dicembre con successo. Ma il nocciolo del problema è ancora lì.

Esposto su alga tossica e bombe chimiche

Lo avevamo preannunciato nella conferenza pubblica del 31 luglio e abbiamo mantenuto la promessa:
 

        Ill.mo Signor
        Prefetto di Bari
        c/o  Comando Compagnia Carabinieri
        di Molfetta

        Ill.mo Signor
        Procuratore della Repubblica
        di Trani                                  
        c/o Comando Compagnia Carabinieri
        di Molfetta

         Ill.mo Signor
        Comandante Compagnia Carabinieri
        di Molfetta
 
        Ill.mo Signor
        Comandante Stazione Carabinieri
        di Molfetta

        Ill.mo Signor
        Comandante della Capitaneria
        di Porto di Molfetta.

…omissis…

Premesso di aver richiesto più volte al Sindaco di Molfetta, Sen. Antonio Azzollini, con lettere del 25 luglio 2008, del 20 agosto 2008 e 29 luglio 2009 (allegati n. 1, 2, 3):

– di informare la cittadinanza con report settimanali o quindicinali sullo stato di salute delle acque e delle zone balneabili del nostro territorio rispetto alla presenza delle bombe chimiche e dell’alga tossica;
– di rendere pubbliche le indagini fatte dall’istituto ISPRA (ex ICRAM) sullo stato delle bombe a caricamento chimico che giacciono nel nostro mare e degli eventuali pericoli che rappresentano per la salute pubblica e per l’ecosistema;
– di monitorare le acque antistanti Torre Gavetone ed altre zone per verificare la presenza di sostanze chimiche riconducibili alle bombe chimiche presenti;
– di conoscere quanto prima i divieti di balneazione su tutto il nostro litorale con le relative motivazioni;
– di conoscere lo stato di salute del nostro mare con i risultati delle analisi dell’acqua eseguiti dalla locale ASL e Arpa Puglia, in riferimento anche alla presunta presenza di sostanze tossiche provenienti dal materiale bellico a caricamento chimico presente nei nostri fondali;
– di conoscere gli esiti degli esami tossicologici eseguiti dalle autorità preposte sul pesce pescato e venduto nel nostro territorio;
– di conoscere il numero, la tipologia, il sito di ritrovamento e il tipo di caricamento degli ordigni ritrovati sui fondali del nostro mare durante l’operazione di bonifica in atto;
– di conoscere i tempi e le modalità delle successive azioni di bonifica, in particolare quelle riguardanti lo specchio d’acqua antistante Torre Gavetone.
– di aver presentato presso la Direzione dell’ARPA Puglia il 25 agosto 2008 (allegato n. 4) una richiesta di monitoraggio delle acque marine comprese nello specchio d’acqua antistante Torre Gavetone per verificare eventuali presenze di sostanze tossiche riconducibili agli ordigni bellici a caricamento chimico presenti (l’area da sottoporre ad indagine, a nostro modesto parere, non dovrebbe essere solo quella più vicina alla riva; in accordo con gli enti che stanno già operando nella zona per lo sminamento, bisognerebbe monitorare anche le aree marine in cui sono state già individuate le bombe a caricamento chimico e/o i fusti metallici che contengono altre sostanze chimiche tossiche);
– di aver riferito all’ARPA Puglia, nella stessa comunicazione del 25 agosto 2008, di un grave caso di infiammazione vaginale dovuto a sostanze tossiche non note che tutt’oggi costringono la donna interessata a cure ed interventi chirurgici particolarmente dolorosi.

Considerato che:

– è in atto l’operazione di bonifica da ordigni bellici nel porto di Molfetta, nell’ambito dell’ “Accordo di Programma per la definizione del Piano di Risanamento delle Aree Portuali del Basso Adriatico” dalla Legge finanziaria 448 del 2001;
– il progetto coinvolge i ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Ambiente insieme a Regione Puglia e Comune di Molfetta e individua due aree di intervento prioritario quali il Porto di Molfetta e l’area costiera tra Molfetta e Giovinazzo (presso località Torre Gavetone);
– l’ATI Lucatelli s.r.l., impegnata nel servizio di ricognizione e bonifica da ordigni bellici del fondale marino del Nuovo Porto Marittim, in data 02.01.2006, fa richiesta di sospensione del servizio essendo impossibilitata a proseguire avendo individuato una nuova zona particolarmente intasata, detta “zona rossa”, georeferenziata di superficie mq.118.000 circa, in cui si è scoperto una concentrazione subacquea di ordigni esplosivi residuati bellici di vario genere, scaricati in mare nel dopoguerra, di notevole entità, dell’ordine delle centinaia di unità;
– sono stati individuati, tra gli altri ordigni, anche fusti deteriorati di aggressivi chimici;
– negli ultimi tre anni, a Molfetta, sono stati numerosi i casi di cittadini che sono rimasti vittime di intossicazioni dovute alla permanenza in acqua o nelle vicinanze della battigia, o all’inalazione dell’aerosol marino in particolari condizioni climatiche.

Tenuto conto che il Liberatorio Politico non ha mai ricevuto risposte dal Sindaco Azzollini in merito alle numerose domande e sollecitazioni sulle tematiche riguardanti gli ordigni a caricamento chimico e alga tossica, di cui in premessa e allegati,

chiede alle SS.VV. :

– di verificare se la mancata informazione e l’attività omissiva messa in atto dal Sindaco Antonio Azzollini e/o da enti e/o da terzi, nei confronti del Liberatorio Politico e della cittadinanza molfettese, possa configurarsi in un reato amministrativo e/o penale a carico degli stessi;

– di verificare se tutte le operazioni in atto a Molfetta di bonifica da ordigni bellici siano svolte nel rispetto dei protocolli di specie e nel rispetto della salute pubblica e salvaguardia dell’ecosistema;

– di verificare se la diminuzione del pescato negli ultimi anni nel nostro mare è dovuto alla presenza di eventuali sostanze chimiche sversate da bombe e fusti (contenenti sostanze e gas tossici) corrosi dal tempo;

– di verificare se nei fondali marini antistanti Torre Gavetone  ed altre zone costiere limitrofe ci sono ancora delle bombe depositate sui fondali e cementate, come affermato dal capitano Acquatico in una intervista del 9 sett. 2008 (allegato n. 5), oppure stoccate in un deposito subacqueo creato in una insenatura naturale poco distante da Torre Gavetone (allegato n. 6);

… omissis…

Questi sono gli allegati che sono stati presentati con l'esposto.

All. n. 1
http://liberatorio.splinder.com/post/17909967/La+salute+prima+del+porto

All. n. 2 – lettera del 13 agosto ma protocollata il 20 agosto 2008
http://liberatorio.splinder.com/post/18075328/Lettera+aperta+al+Sindaco+Azzo

All. n. 3 – lettera del 28 luglio e protocollata il 29 luglio 2009
http://liberatorio.splinder.com/post/21039310/Tra+bombe+chimiche+e+alghe+tos

All. n. 4 –   lettera Arpa del 25 agosto 2008
http://liberatorio.splinder.com/post/18170648/Presenza+bombe+all’iprite%2C+r

All. n. 5
http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=6462

All. n. 6
http://www.marina.difesa.it/attivita/operazioni/bonificalitorale/index.htm