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Processo “By pass”, appuntamento al 20 ottobre

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Michele Palmiotti

È ripreso mercoledì il processo per voto di scambio, estorsione, ricettazione e furto cosiddetto “By pass”, dal nome di un’operazione dei carabinieri del 6 ottobre 2005.  Tra gli imputati, volti noti alle forze dell’ordine come Michele Laforgia e Giuseppe Cuocci e l’assessore alle Attività Produttive Michele Palmiotti, all’epoca dei fatti presidente della Multiservizi.

Michele Palmiotti nell’ottobre del 2005, in veste di  presidente della Molfetta Multiservizi Spa, società a prevalente partecipazione pubblica, fu arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri in seguito alle indagini nell’ambito dell’operazione “By Pass” del 6 ottobre dello stesso anno, quando finirono in manette o ai domiciliari 11 appartenenti ad una organizzazione criminale accusati di associazione a delinquere finalizzata alle estorsioni, alla ricettazione e ai furti.

Il provvedimento fu emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del Pm Giuseppe Maralfa. Secondo gli inquirenti, Palmiotti, dopo che ai danni dell’azienda furono commessi i furti di un furgone Iveco e di altre due autovetture con conseguente richiesta di un riscatto, avrebbe aiutato il pluripregiudicato Saverio Piccininni, detto “Settpont”, a eludere le indagini dei Carabinieri sugli episodi di ricettazione ed estorsione di cui l’uomo si sarebbe reso responsabile, insieme agli altri pregiudicati Michele Laforgia e Giuseppe Cuocci

Palmiotti fu indagato, inoltre, per aver omesso di denunciare all’autorità giudiziaria di avere ricevuto richieste estorsive per ottenere la restituzione del furgone rubato e degli altri due veicoli e di violazione della legge elettorale (voto di scambio).

Da candidato, nel collegio di ponente di Molfetta, alla Provincia di Bari nelle elezioni del 2004, avrebbe promesso al pregiudicato Piccininni un posto di lavoro per la moglie in cambio di collaborazione nella propaganda elettorale. Il provvedimento cautelare si rese necessario per il pericolo di reiterazione del reato, oltre che per il grave quadro indiziario. 
Il giudice Nardi, nell’ordinanza, evidenzia come "il comportamento di Palmiotti comprometteva l’immagine delle istituzioni ed innescava un ingiustificato ma inevitabile senso collettivo di sfiducia verso un’intera classe politica".

Nell’udienza di mercoledì scorso è stata rinviata l’audizione dei carabinieri autori delle indagini. Si torna in aula il 20 ottobre

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Al via il processo “By pass”.

Ieri a Trani la prima udienza dibattimentale. Sedici gli imputati; tra questi l’assessore Michele Palmiotti.

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di La Redazione (www.molfettalive.it/…)

Sono accusati a vario titolo di voto di scambio, estorsione, ricettazione e furto i sedici imputati del processo “By pass”, che ha preso il via nel tribunale di Trani.

Tra questi i pregiudicati Michele Laforgia e Giuseppe Cuocci e l’assessore alle Attività produttive del Comune di Molfetta Michele Palmiotti.

Dopo il rinvio dello scorso 30 gennaio a causa dello sciopero delle camere penali, il procedimento nato da un’operazione dei carabinieri del 6 ottobre 2005 ha registrato ieri la sua prima udienza dibattimentale.

La seduta si è aperta con una serie di questioni preliminari procedurali sollevate dalle difese, comprese quelle della formazione del fascicolo per il dibattimento. In seconda battuta, il pubblico ministero Giuseppe Maralfa ha depositato un copioso numero di intercettazioni telefoniche tra i vari imputati. Queste saranno trascritte su istanza dell’avv. Maurizio Masellis. Il consulente sarà convocato in aula il 5 maggio, data cui la seduta è stata aggiornata.

Il pm ha inoltre allegato agli atti una serie di lettere manoscritte giunte alla sua attenzione presso gli uffici della procura della repubblica, e inviate dal carcere da Saverio Piccininni. Il pregiudicato, conosciuto come “Settpont”, secondo gli inquirenti sarebbe stato aiutato da Palmiotti a raggirare le indagini dei carabinieri su alcuni episodi di ricettazione ed estorsione. L’attuale assessore all’epoca dei fatti ricopriva la carica di presidente della Multiservizi.

Palmiotti dovrà anche rispondere del reato di voto di scambio: in occasione delle elezioni provinciali del 2004 avrebbe promesso a Piccininni un posto di lavoro per la moglie in cambio di collaborazione nella campagna elettorale.

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