Archivi categoria: malcostume

Distrutte le ultime due sentinelle, la Piazza d’Armi è tornata nelle mani dei soliti noti

 

Ieri mattina avevamo voluto fotografare la situazione in Piazza Paradiso perchè la distruzione delle ultime due forierie era preannunciata e puntualmente le nostre previsioni sono state rispettate.
Stamattina quello che vedete nelle foto successive è quello che rimane delle ultime due "sentinelle" della piazza che da oggi chiameremo Piazza d'Armi.

 

Prima delle 22.00 si presentava già così la centralina Enel che già era esplosa nel 2004 

Stamattina era stata ripristinata 

Stamattina gli unici ad essere presenti in piazza, un gruppo di cittadini albanesi che festeggiavano con birre alla mano (alle 10 di mattina)… e con loro visi conosciuti. 

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Le telefonate tra il premier e Tarantini. "Tutte le ragazze sull'aereo presidenziale"

bari.repubblica.it

BARI – Oltre 3500 fogli. Informative del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza, trascrizioni integrali di una parte (quella ritenuta penalmente rilevante dal procuratore di Bari, Antonio Laudati e dai sostituti Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis) delle centomila telefonate e conversazioni di Gianpaolo Tarantini intercettate in due anni di indagine. Gli atti istruttori dell’inchiesta cosiddetta delle escort – pubblicati suRepubblica  – conclusa con l’avviso agli otto indagati di questa vicenda, sono uno tsunami che travolge il presidente del consiglio. Ne demolisce la credibilità di uomo di Stato, documenta l’ossessione compulsiva per le decine di giovani donne che ordina al suo amico Gianpi a ogni ora del giorno e della notte. 

A ogni pausa dei suoi impegni di premier: mentre è in corso la vertenza Alitalia, durante una visita di Stato dell’allora presidente egiziano Mubarak, alla vigilia di un importante riunione con Angela Merkel e Gordon Brown. "A tempo perso faccio il primo ministro e me ne succedono di tutti i colori", confidava ridendo alla modella dominicana Marysthell Garcia Polanco (finita anche nella vicenda Ruby) in una telefonata del novembre del 2008. La ragazza si era lamentata perché era andata due volte a trovarlo e non lo aveva trovato. 

LE INTERCETTAZIONI
"Ieri sera avevo la fila, qui ce ne sono quaranta"
"Le ragazze sono foraggiatissime, non prendiamole alte"
"Cancelliamo la Arcuri, è volgare"IL VIDEO: L'intervista alle Iene che non piace al premier
La selezione delle ragazze, "facili" o "d'immagine"

GLI ATTI
Escort prigioniere a Palazzo Grazioli: "Berlusconi ti darà i soldi"
La pm e gli omissis per salvare la dignità delle donne
Escort anche per un magistrato, a cena con il manager Finmeccanica
Ricche e annoiate, le amiche di Nicla dal premier

Il presidente del consiglio da due anni ripete di aver semplicemente organizzato cene eleganti con amiche che non ha mai immaginato essere delle prostitute. Nelle carte dell’indagine è documentato che il presidente del consiglio in più di un’occasione paga le sue ospiti dopo aver goduto dei loro favori sessuali. Il premier ha sempre negato che ci fosse qualsiasi baratto tra lui e Gianpaolo Tarantini. Che la loro solo una bella amicizia. Nell’inchiesta è provato invece che in più occasioni Gianpi chiede e ottiene al Cavaliere contatti, favori, entrature negli appalti gestiti da Protezione civile e Finmeccanica.

FOTO: TUTTE LE "FIDANZATE" PER IL PRESIDENTE

Non ultimo quello per l’organizzazione del G8 a L’Aquila. Il 23 settembre del 2008 per esempio Berlusconi dice a Tarantini: “Magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce il direttore della fiction della rete uno della Rai?”, “Così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare”». Dopo due mesi, è il 26 novembre, Berlusconi e Tarantini sono diventi buoni amici. Hanno organizzato una festa ma Berlusconi ha un impegno: «Devo purtroppo partire per Milano perché mi è successo un guaio su là devo essere domani mattina prestissimo e poi l’aereo c’è solo stasera, quindi purtroppo ho cambiato tutti i programmi e parto per Milano. Se tu credi di poter arrivare qui adesso e che vi offro che so un gelato».

Tarantini non si perde d’animo: «Ma no, sennò venivamo insieme a lei a Milano (ride)”, “(rivolgendosi a Marysthel e a qualcun’altra "andiamo a Milano ora, vi va? Con l’aereo con lui. Le sue interlocutrici rispondono di sì) (Gianpaolo comunica al Presidente), va bene, se ci dà mezz’ora, il tempo di fare la valigia, veniamo”. E tutto il gruppo, annota la Guardia di Finanza, «partono insieme a bordo dell’aereo presidenziale». 

Tarantini e Berlusconi parlano spesso anche di affari. Agli atti c’è per esempio una telefonata nella quale Tarantini «chiaramente interessato, chiedeva a Silvio Berlusconi di invitare anche il Responsabile della Protezione civile: «……vabbè Presidente se riesce, anche a chiamare Bertolaso, così lo coinvolgeremmo». «Ecco…mi sembrava che ci fosse qualcuno da chiamare! si si appunto, ecco vedi… Bertolaso! Bertolaso, ecco. Va bene chiamo Bertolaso…». L’incontro ci sarà e «si rivelerà proficuo per la prosecuzione dei progetti con il gruppo Intini di Noci».

Le carte dell'inchiesta escort
 

Le telefonate tra il premier e Tarantini – 
Foto 
Ricche e annoiate, ecco le mogli della Bari bene
 

Intercettazioni: "Ieri c'era la fila" – 
"Sono foraggiatissime" .
La pm salva la dignità delle donne – 
Video : "La Arcuri no"

  Le carte dell'inchiesta escort      Le telefonate  tra il premier e Tarantini  -    Foto     Ricche e annoiate, ecco le mogli della  Bari bene

Donne e affari in un perverso intreccio che documenta l'ossessione di Silvio Berlusconi. "A tempo perso faccio il premier". Gli ordini al suo amico. "Non ti preoccupare, chiamo anche Bertolaso". E Del Noce: "Così sentono che c’è qualcuno che ha il potere di farle lavorare". La vicenda dell'attrice e il caso del magistrato Cosimo Bottazzi, l'allora procuratore facente funzioni del tribunale di Brindisi, ora sostituto procuratore generale presso la Corte d'appello di Bari. Era con Metrangolo e l'imprenditore salentino Macchitella. Le amiche di Nicla ai party. Cancellati gli apprezzamenti troppo pesanti  di C. BONINI, G.FOSCHINI E F. VIVIANO

"È iniziato il Calvario" del SindacoSenatorePresidente Azzollini

Calvario AZZOLLINI INCAP001 copia

Messaggio del Signore Gesù, XI° staz. della Via Crucis 

…"È iniziato il Calvario, non aver paura,
tutti voi siete testimoni della Mia croce, delle Mie parole,
Io illuminerò tutti voi, figli benedetti,
che avete ascoltato dal primo giorno le Mie parole e siete qui,
con Me, aiutateMi a portare la croce, il Calvario è vicino…
Venite al Mio patibolo, pregate,
pregate alla Madre Mia, chiedete la luce a voi,
tante piccole fiammelle intorno a Lei, beati voi.
Beati voi che ascolterete! Venite,
e sarete voi i portatori della luce per tutti i vostri fratelli”…

Dalle ceneri di “ Piazza Paradiso” nasce il “Mercato diffuso”

mercato-diffuso-3Basta con le vecchie bancarelle e ombrelloni variopinti, il “mercato dell’abuso diffuso” cambia pelle e si presenta, alla città, vestito di bianco con parquet e carrelli mobili (questi ultimi per giustificare il cambio di casacca agli ambulanti itineranti che sono diventati tutti a “posto fisso”). C’è perfino il registratore di cassa per smentire tutti coloro i quali additano gli ambulanti che non rilasciano scontrini fiscali.

E’ una vera rivoluzione quella voluta dal sindacosenatorepresidente Azzollini che in punta di piedi ha aperto le saracinesche del primo prototipo del punto vendita comunale di ortofrutta in via Papa Montini.

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Questa volta, diversamente da altre inaugurazioni e battesimi di opere pubbliche, non c’era il Vescovo Martella a benedire la “prima pesata”. Forse non c’è stata inaugurazione ufficiale perché ancora non si è capito cos’è realmente questo primo box del mercato diffuso. Sembra una delle tante opere pubbliche che la Protezione Civile allestisce nelle situazioni d’emergenza aggirando leggi, regolamenti annonari, edilizi e lungaggini burocratiche riservate solo ai comuni mortali.
Anche questa volta in beffa alla trasparenza amministrativa le carte sono apparse in rete (o albo pretorio on line) ad assegnazione già avvenuta; ma le sanatorie, si sa, non convincono mai.
La “boutique della frutta” confezionata ad arte per commercianti raccomandati deve farci un po’ riflettere.
Quando una pubblica amministrazione approva un piano di commercio si pone almeno due obiettivi, il primo è quello di offrire un buon servizio pubblico e il secondo di creare nuove opportunità di lavoro.
Nel primo caso la filosofia del servizio pubblico sotteso dal cosiddetto mercato diffusoè ancora inesistente perché le postazioni previste dal piano comunale per il commercio non coprono il territorio comunale in cui non c’è offerta di servizi commerciali di ortofrutta; anzi in molti casi i posteggi assegnati (o indicati dalle “famiglie”) sono in aperta concorrenza con altri operatori già esistenti sul territorio.
Per quanto riguarda l’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro non abbiamo ancora capito come funziona strategicamente l’offerta dell’amministrazione comunale.
Il sindaco Azzollini si è sempre giustificato di fronte all’opinione pubblica dicendo che quelle discutibili autorizzazioni concesse, avevano come obiettivo il reinserimento sociale di cittadini che avevano avuto problemi giudiziari in passato.
Ma i conti non tornano quando si scopre che gli stessi cittadini, sono stati o sono intestatari di più concessioni, o che gli intestatari non compaiono mai, o molto raramente, nelle postazioni di vendita e quindi, sono intestazioni fittizie, o siamo di fronte a veri e propri prestanome? 
Sarebbe il colmo se qualche intestataria di licenza del “mercato diffuso” si trovasse, contemporaneamente, dietro il bancone di altre attività commerciale; oppure sarebbe ancor più preoccupante se qualche componente delle famiglie prescelte andasse in giro con qualche autovettura non proprio consona al reddito dichiarato.
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Ce ne sarebbero tante di domande da fare sul mercato dell’abuso diffuso e in attesa che il tempo sciolga i nodi di questa intricata matassa, permetteteci un’ultima considerazione.
Sorvolando sulle discutibili modalità che il Dirigente Territorio Ing. Altomare Rocco ha utilizzato per individuare la ditta che ha realizzato il prototipo del box in via Papa Montini, vogliamo invece interrogare e far riflettere l’opinione pubblica, i disoccupati e i titolari di esercizi commerciali che vorrebbero trasferirsi o ristrutturare il proprio punto vendita. Riferendoci sempre ai due principi iniziali, quello dell’offerta di servizi e la creazione di posti di lavoro, che una buona amministrazione pubblica dovrebbe promuovere, chiediamo al Sindaco: se invece del box della “boutique della frutta” l’amministrazione dovesse assegnare una casa popolare, in  che modo avverrebbe l’assegnazione?
 
Seguendo le graduatorie comunali in cui rientrano cittadini senza casa, con famiglie al seguito e redditi popolari, oppure il sindaco l’avrebbe assegnata a chi, nell’attesa, ha urlato più forte, ha minacciato pubblici ufficiali o a chi è stato denunciato per occupazione abusiva di suolo pubblico? Non c’è molta differenza tra la procedura da adottare per l’ipotetica assegnazione di una casa popolare con l’assegnazione del box comunale per la vendita di frutta e verdura.
 
Perché i box dovrebbero essere assegnati a quelle “famiglie”, o loro referenti, che da oltre vent’anni fanno i padroni delle nostre strade e contro le quali neanche Forze dell’Ordine e Procura riescono a far valere le leggi dello Stato? Ci dica il sindaco se è sotto minaccia oppure la pubblica amministrazione deve ancora pagare il prezzo dell’oltraggio reso nel 1992 agli esponenti di quel mondo variegato che in Molfetta andava comunemente sotto il nome di " Piazza Paradiso"? Come dire, “stiamo in campana” e speriamo di non svegliarci un giorno leggendo sui giornali dello scioglimento del consiglio comunale di Molfetta per infiltrazioni mafiose o per forti condizionamenti criminali.
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Ancora fiamme nella notte, domato un incendio al Ristorante Rosa Marina

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Ancora un incendio nella notte; grazie al pronto intervento di due autobotti del Vigili del Fuoco si è evitato il peggio. Alle ore 1.30 circa si è sviluppato un incendio nella zona retrostante del Ristorante Rosa Marina.
Fiamme Rosa marina 2
Gli inquirenti ci dicano subito se si tratta di "corto circuito" o dobbiamo affermare ancora con più convinzione che la criminalità locale sta facendo il salto di qualità?

45Dopo tre mesi tornano i "piromani" e la lunga lista d'incendi in città si allunga.

6 FEBBRAIO 2008
Ore 1.30 del Mercoledì delle Ceneri, mentre si svolgeva la tradizionale Processione della Croce, una mano ignota appiccava il fuoco alla bottega di restauro di Via Piazza. Immediati i soccorsi che permettevano di limitare i danni: il portone esterno era andato, ma la porta di ferro aveva tenuto lontane se non la fuliggine, almeno le fiamme. 

10 FEBBRAIO 2008
Alle 2.00 circa brucia un auto e rimangono danneggiate altre due, nel parcheggio antistante il Palazzo Dogana.

27 FEBBRAIO 2008
L’esplosione avviene prima che si faccia giorno. Qualcuno, nel silenzio e lontano da sguardi curiosi, sistema una bomba-carta davanti all’ingresso di un capannone industriale in costruzione in piena zona Asi, alla periferia della città. La deflagrazione manda in frantumi tutto ciò che è nelle immediate vicinanze dell’ordigno. I danni sono comunque contenuti. In seguito alle verifiche compiute sul posto gli specialisti dei carabinieri ritengono, con ragionevole certezza, che non sia stato impiegato tritolo.
 
3 MARZO 2008
La deflagrazione viene avvertita da ponente a levante della città. Una bomba carta esplode, in piena notte, intorno alle 2, davanti all’ingresso di una salumeria in Vico V Crocifisso. L’esplosione, sulla base di quanto conferma il marito della proprietaria dell’esercizio commerciale, rientra nella lotta in corso tra le famiglie Cucumazzo e Campanale di Ruvo di Puglia. La salumeria è intestata proprio alla moglie di uno dei Cucumazzo.
 
30 MARZO 2008
L’esplosione avviene intorno alle 3.30. Qualcuno, nel silenzio della notte solleva la saracinesca e sistema una bomba-carta davanti all’ingresso del bar Venere, nella zona 167. La deflagrazione manda in frantumi tutto ciò che è nelle immediate vicinanze dell’ordigno sia all’interno del bar che all’esterno.
 
17 OTTOBRE 2008
Incendio di cinque auto, una Scenic, una Panda, una Saxo e una Megane, una Matiz, e di un cassonetto dei rifiuti.
 
17 NOVEMBRE 2008
Le fiamme distruggono il pub Beatles, sul lungomare.
 
23 NOVEMBRE 2008 
Una bomba carta di modesto potenziale viene fatta esplodere in Via Annunziata. Salta una Fiat Punto parcheggiata lungo la via.
 
28 – 29 DICEMBRE 2008 
Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre esplodono quattro autovetture, una Kya Picanto invia Purgatorio, traversa di via Annunziata, una Bmw 530, in via Cavallotti, traversa di corso Umberto, una Renault Scenic ed una Ford Sierra in via Minervini, nei pressi di via Terlizzi.
 
31 DICEMBRE 2008 
Esplodono una Fiat Punto in via Sergio Pansini e un’Alfa 33 in via Cappellini.
Un ordigno danneggia la saracinesca di un bar all’angolo tra via G. Salvemini e piazza Alcide De Gasperi.
 
3 GENNAIO 2009 
In via Pietro Colletta viene sistemato un ordigno che, intorno alle 22.30, distrugge una Ford Fiesta, parcheggiata all’angolo della strada.

Circa un’ora dopo in via Federico Campanella esplode una Smart. Il proprietario dell’autovettura è il titolare di un bar.

10 FEBBRAIO 2009 
Bomba piazzata sul gradino di ingresso di una salumeria in via Immacolata. Restano danneggiate una Renault Scenic, una Yaris, e una Opel corsa, che al momento dell’esplosione stava attraversando proprio via Immacolata, con a bordo due donne, finite poi in ospedale in stato di choc. …

15 MAGGIO 2009 
Incendiate nella notte tre auto in via capitano Azzarita. Ad essere avvolte dalle fiamme una Alfa Romeo 156 (auto da cui sarebbe partito l'incendio), una Ford Fiesta e una Renault 5. In nessun caso è possibile mettere in relazione l'incendio delle vetture con la vita privata dei loro proprietari.

19 GIUGNO 2009
Quasi certamente si è trattato di un avvertimento anche se gli inquirenti non confermano questa tesi. Ignoti attorno alle 2.30 hanno appiccato un incendio all'ingresso della Caffetteria Giotto, all'angolo tra via Margherita di Savoia e via De Luca.
 
8 LUGLIO 2009
4 auto bruciano in via cap De Candia (tra cui il camion del venditore ambulante e una centralina telefonica).

25 LUGLIO 2009
A causa di un incendio è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco di Molfetta in una nota sala ricevimenti in cui erano in corso i festeggiamenti per un matrimonio. Attorno alle 20, a causa di un improvviso black out, è entrato in funzione il generatore di emergenza che avrebbe dovuto garantire la fornitura di energia elettrica, ma per cause ancora da accertare il generatore ha improvvisamente preso fuoco. 

29 LUGLIO 2009
Un violento incendio quasi sicuramente di origine dolosa è divampato attorno alle 20 di mercoledì all'interno della costruzione che fino ad alcuni anni fa ospitava il lido balneare Park Club.

Secondo quanto è stato verificato dagli inquirenti l'incendio si è sviluppato all'interno di alcuni locali presenti nell'edificio principale e ha interessato alcune suppellettili abbandonate da diverso tempo.

6-7 AGOSTO 2009 
Ore 2.30 – In pieno centro invece il secondo episodio. All'angolo tra via XX Settembree corso Umberto mani ignote hanno appiccato le fiamme ad una Opel Zafira che è stata completamente distrutta. Anche in questo caso necessario l'intervento dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco. Le fiamme hanno anche  provocato il danneggiamento di una Ford Fiesta e delle vetrine anti sfondamento di un negozio di abbigliamento.

Secondo indiscrezioni l'auto incendiata apparterrebbe ad un dipendente di una azienda municipalizzata (Montebello) impegnato  anche in attività politica. 


24 NOVEMBRE 2009
Altri due veicoli sono stati avvolti e distrutti dalle fiamme poco dopo la mezzanotte di ieri. L'incendio ha coinvolto un Fiat Doblò e un Piaggio Ape parcheggiati in via Manzoni, nei pressi dell'istituto scolastico.

27 NOVEMBRE 2009
Poco dopo le 14, un incendio provocato da un corto circuito ha gravemente danneggiato una autovettura Ford Fiesta parcheggiata in vico Effrem, nelle immediate vicinanze di corso Umberto.

13 GENNAIO 2010
In mattinata un altro cassonetto di proprietà dell'A.S.M. destinato alla raccolta della carta usata è andato danneggiato da un incendio. Il rogo si è sviluppato in mattinata inpiazza Margherita di Savoia. Le fiamme hanno avvolto il cassonetto improvvisamente rischiando di propagarsi ad alcune autovetture parcheggiate nei pressi.

21 GENNAIO 2010
Alle ore 2.00 brucia un'auto in via san Domenico

8 FEBBRAIO 2010
In via Roma alle ore 23.30 brucia un'auto

20 FEBBRAIO 2010
In contrada Samarelli brucia alle 5.00 una Moto Ape.

6 MARZO 2010
Un cortocircuito provoca attorno a mezzogiorno un principio di incendio all'interno del supermercato Alvi di via Madonna dei Martiri, alla periferia della città. L'attività commerciale era chiusa da tempo per lavori di riammodernamento.

28 MARZO 2010
Un incendio si è sviluppato nel pomeriggio all'interno di un locale interrato di via Annunziata, nei pressi di piazza Paradiso. Nel locale, presumibilmente utilizzato come deposito, fortunatamente non c'era nessuno e quindi i danni sono rimasti limitati alle suppellettili che le fiamme hanno completamente distrutto.

3 APRILE 2010
Alle ore 1.45 brucia un'auto in via Bufi.

10 APRILE 2010
In Piazza Immacolata alle ore 5.00 brucia un'autovettura.

26 GIUGNO 2010
Due i roghi che hanno richiesto l'intervento di soccorritori per domare le fiamme. Il primo lungo via Terlizzi, a pochi metri dall'ospedale civile dove un'ampia area di terreno incolto e invaso dalle sterpaglie è stata interessato da un incendio nel quale oltre alla vegetazione hanno preso fuoco anche rifiuti di ogni genere. Il secondo incendio, nei pressi del Preventorio.

1 LUGLIO 2010
Un vasto incendio di sterpaglie si è sviluppato nei pressi del ponte sulla Statale 16bis della provinciale per Ruvo. Il rogo è partito intorno alle 17.30 dalla parte terminale laterale del sovrappasso.

17 LUGLIO 2010
Nella notte bruciano due auto in via Donizzetti.
 
23 LUGLIO 2010 
Alle due di notte un incendio ha coinvolto tre autovetture parcheggiate lungo la strada in via Ungaretti. Ad andare completamente distrutte sono state una Renault Modus e un furgone Renault Kangoo oltre ad una Lancia Y. Le due Renault andate distrutte sarebbero di proprietà del titolare di un noto ristorante cittadino (Adriatico), elemento questo che potrebbe far pensare ad un episodio non accidentale. Ipotesi quest'ultima non confermata nè smentita dagli inquirenti.

27 LUGLIO 2010
In via Zuppetta alle ore 3.00 brucia un'autovettura

4 AGOSTO 2010 
Brucia la pizzeria ristorante il Melograno situata sulla strada vicinale Piscina Ser Nicola.
 

6 SETTEMBRE 2010

In via Dante 4 auto bruciate, piante del Cin Cin Bar e alcuni pezzi di luminarie.
 
16 SETTEMBRE 2010
Sono state rinvenute due pistole e 190 cartucce. Le armi e le munizioni sono state scovate dopo attente perquisizioni effettuate in un'abitazione privata e in un'attività commerciale.
 
18 SETTEMBRE 2010
I carabinieri sequestrano in contrada San Leonardo 3,5 chili di esplosivo, 12 detonatori e 52 metri di miccia a lenta combustione rinvenuti in un casolare abbandonato.
 
22 SETTEMBRE 2010
Ore 2.00, due auto incendiate in via Giaquinto; una appartenente al gestore del ristorante "Palazzo de Luca" e l'altra al Dirigente del Comune di molfetta dott. Tangari.
 
25 SETTEMBRE 2010
Bruciano nella notte tre auto in via Zuppetta
.

30 SETTEMBRE 2010
Una Ford Fiesta bruciata intorno all'una di notte nel rione Paradiso in via Canonico de Beatis.

1 OTTOBRE 2010
Intorno all’1.30 in Corso Vito Fornari, più precisamente nei pressi del distributore di benzina Erg, una Renault Scenic è stata completamente distrutta dalle fiamme.  Nelle immediate vicinanze una Brava, una Punto, una Polo, una Focus e una Kangoo che hanno riportato lievi danni.

14 NOVEMBRE 2010
Alle 2.40, di domenica, il rogo di un'auto ha illuminato via La Malfa, nella periferia di Molfetta.

12 FEBBRAIO 2011
Alle ore 1.30 un incendio distrugge buona parte delle suppellettili esterne del Ristorante-Pizzeria Rosa Marina situato nella zona retrostante del Duomo.

Dalla questura al sesso con Ruby, le dieci menzogne di Berlusconi

070843244-33f989b7-7f56-444b-b8ef-47eaa1632f87di GIUSEPPE D'AVANZO – www.repubblica.it

Si contano dieci menzogne nell'intervento televisivo di Silvio Berlusconi. Qui di seguito dimostriamo come le parole del premier siano variazioni falsarie. Costruiscono per l'opinione pubblica una fiction che appare in gran parte fasulla anche alla luce di quel che è già emerso dai documenti dell'inchiesta di Milano. Le bugie nelle dichiarazioni del presidente del Consiglio devono negare come e perché sia riuscito ad esfiltrare dalla questura, sottraendola alla tutela dello Stato, una minorenne accusata di furto. Una minorenne con la quale il capo del governo ha intrattenuto, per lo meno per tre mesi, una relazione molto intensa, al punto che ci sono tra i due 67 contatti telefonici in 77 giorni. Impossibilitato a raccontare la verità su quella relazione, il premier è costretto a mentire ancora: parla di persecuzione giudiziaria; inventa una violazione della sua privacy; accusa la polizia di aver maltrattato le sue amiche: è un'autodifesa che non accetta di essere verificata. "Non mi devo vergognare", dice Berlusconi. Le sue dieci bugie lo dovrebbero convincere non solo a vergognarsi, ma anche ad assumersi la responsabilità di fare chiarezza davanti ai giudici e dinanzi al Paese. Ecco dunque le dieci bugie che, se necessario, integreremo nel corso del tempo.

1. "Non ho minacciato nessuno"
Dice il premier: "Vi leggo le risposte del funzionario al pubblico ministero dove descrive la mia telefonata: "L'addetto alla sicurezza mi disse: dottore, le passo il presidente del Consiglio perché c'è un problema. Subito dopo il presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in questura una ragazza di origine nord africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere regionale, la signora Minetti, si sarebbe fatta carico di questa ragazza. La telefonata finì così". Ma vi pare che questa possa essere considerata una telefonata di minaccia?". 
Berlusconi sa di mentire perché non ci fu una sola telefonata con il capo di gabinetto. Come si legge nell'invito a comparire il funzionario riceve ripetute e "ulteriori chiamate dalla presidenza del Consiglio" (la procura ha escluso tutti i contatti telefonici di Berlusconi e non è ancora pubblico il numero esatto). Devono essere state così urgenti e incombenti da consigliare al capo di gabinetto di telefonare 24 volte al funzionario di servizio, al suo diretto superiore, al questore. La prima telefonata è delle 00.02.21, l'ultima addirittura delle 6.47.14. Non importa se il capo di gabinetto abbia o meno avvertito "una minaccia" nelle parole del presidente. E' indiscutibile che il funzionario si dà molto da fare. L'esito è l'affidamento di Ruby, di fatto, a una prostituta, Michele Coincecao, eventualità che il pubblico ministero per i minori, Anna Maria Fiorillo, aveva escluso. Questo è il risultato della pressione di Berlusconi: la polizia non rispetta le disposizioni del magistrato.

2. "Non ho fatto sesso con Ruby"
Dice il premier: "Mi si contestano rapporti sessuali con una ragazza minore di 18 anni, Ruby. Questa ragazza ha dichiarato agli avvocati e mille volte a tutti i giornali italiani e stranieri che mai e poi mai ha avuto rapporti sessuali con me". 
E' utile ricordare come Ruby sia stata "avvicinata" dagli avvocati, da quali avvocati, in quale occasione. E' il 6 ottobre 2010, Ruby deve incontrare il suo avvocato non quello di oggi (Massimo Di Noja) che sarà nominato soltanto il 29 ottobre, ma Luca Giuliante, difensore anche di Lele Mora. Ruby raggiunge lo studio del legale accompagnata da un amico Luca Risso. Risso, via sms, fa a una sua amica il resoconto di quel che accade. Sono utili cinque messaggi. 1. "Sono nel mezzo di un interrogatorio allucinante… Ti racconterò, ma è pazzesco!". 2. "E' sempre peggio quando ti racconterò (se potrò…). 3. L'amica scrive: "Perché stanno interrogando Ruby?". 4. Scrive Risso: "C'è Lele (Mora), l'avv., Ruby, un emissario di Lui. Una che verbalizza. Sono qui perché pensano che io sappia tutto". 5. "Sono ancora qua. Ora sono sceso a fare due passi. Lei è su, che si sono fermati un attimino perché siamo alla scene hard con il pr… con la persona". Da queste informazioni si deducono un paio di scene. Ruby è stata protagonista di "scene hard" con il presidente. Lele Mora, un inviato di Berlusconi e l'avvocato Giuliante la "interrogano" per conoscere che cosa ha raccontato ai pubblici ministeri. E' un vero e proprio debriefing che può consentire di conoscere le accuse, prevedere le mosse dei pubblici ministeri, ribaltare i ricordi della ragazza con la dichiarazione giurata che oggi Berlusconi sventola. Inutilmente perché appare più il frutto o di una violenza morale o di una corruzione, se si prende per buono quel che Ruby dice al padre: "Sono con l'avvocato, Silvio gli ha detto: dille che la pagherò il prezzo che lei vuole. L'importante è che chiuda la bocca". E' il 26 ottobre 2010.

3. "Anche Ruby mi scagiona" 
Dice il premier: "Vi leggo quello che ha detto la stessa Ruby in una dichiarazione firmata e autenticata dai suoi avvocati: "Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale con l'onorevole Silvio Berlusconi. Nessuno, né l'onorevole Berlusconi né altre persone, mi ha mai prospettato la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti di carattere sessuale con l'on. Silvio Berlusconi. Posso aggiungere che, invece, ho ricevuto da lui, come forma di aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, una somma di denaro. Quando ho conosciuto l'on. Berlusconi, gli ho illustrato la mia condizione personale e famigliare nei seguenti termini: gli ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana (non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana. Gli ho detto anche di trovarmi in difficoltà per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo". Ecco perché vorrei fare il processo subito, con queste prove inconfutabili, ma con giudici super partes. 
Più che inconfutabili, queste fonti di prova appaiono insincere. Abbiamo visto in quale clima e dinanzi a quali attori nasca lalettera di Ruby che assolve Berlusconi. La favola poteva essere congegnata meglio. Anche a dimenticare quelle "scene hard", ci sono almeno alcune rilevanti condizioni che la scompaginano e dicono quanto Berlusconi non racconti la verità. Il premier sapeva della minore età di Ruby e non ha mai creduto che fosse di "una famiglia di alto livello sociale" perché è Emilio Fede che la scrutina in un concorso di bellezza in Sicilia nel 2009. Il giornalista sa che è una "sbandata". C'è un video che lo mostra quando, in quell'occasione, dice: "C'è una ragazza di 13 anni, se non sbaglio egiziana, mi sono commosso, ho solidarizzato (perché) la ragazza non ha più i suoi genitori… ". Per "solidarietà", Fede indirizza la teenager da Lele Mora che la "svezza" e in quello stesso anno la destina alle serate di Berlusconi. Alcuni testimoni riferiscono che nel 2009 Ruby frequenta in due occasioni Villa San Martino. Lei lo conferma: "Frequento Berlusconi da quando avevo sedici anni". L'incontro con il Sovrano non sarà occasionale. Il Drago ne incapriccia. Dal 14 febbraio al 2 maggio 2010 si contano 67 contatti telefonici tra Ruby e il presidente. Una telefonata al giorno, quasi.

4. "E' la 28esima persecuzione"
Dice il premier: "Ho avuto finalmente modo di leggere le 389 pagine dell'ultima vera e propria persecuzione giudiziaria, la ventottesima in 17 anni". Il numero dei processi di Berlusconi è un mistero misericordioso che cambia a seconda delle ragioni. Dice il Cavaliere: "In assoluto [sono] il maggior perseguitato dalla magistratura in tutte le epoche, in tutta la storia degli uomini in tutto il mondo. [Sono stato] sottoposto a 106 processi, tutti finiti con assoluzioni e due prescrizioni" (10 ottobre 2009). Nello stesso giorno, Marina Berlusconi ridimensiona l'iperbole paterna: "Mio padre tra processi e indagini è stato chiamato in causa 26 volte. Ma a suo carico non c'è una sola, dico una sola, condanna. E se, come si dice, bastano tre indizi per fare una prova, non le sembra che 26 accuse cadute nel nulla siano la prova provata di una persecuzione?" (Corriere, 10 ottobre 2009). Qualche giorno dopo, Paolo Bonaiuti, portavoce del premier, pompa il computo ancora più verso l'alto: "I processi contro Berlusconi sono 109" (Porta a porta, 15 ottobre 2009). Lo rintuzza addirittura Bruno Vespa che avalla i numeri di Marina: "Non esageriamo, i processi sono 26". Ventotto, ventisei, centosei o centonove, e quante assoluzioni? In realtà, i processi affrontati dal Cavaliere come imputato sono sedici. Quattro sono ancora in corso: corruzione in atti giudiziari per l'affare Mills; frode fiscale per i diritti tv Mediaset (in dibattimento a Milano); appropriazione indebita nell'affare Mediatrade; e quest'ultimo per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. Nei processi già conclusi, in soltanto tre casi le sentenze sono state di assoluzione. In un'occasione con formula piena per l'affare "Sme-Ariosto/1" (la corruzione dei giudici di Roma). Due volte con la formula dubitativa: i fondi neri "Medusa" e le tangenti alla Guardia di Finanza, dove il Cavaliere è stato condannato in primo grado per corruzione; dichiarato colpevole ma prescritto in appello grazie alle attenuanti generiche; assolto in Cassazione per "insufficienza probatoria". Riformato e depenalizzato il falso in bilancio dal governo Berlusconi, l'imputato Berlusconi viene assolto in due processi (All Iberian/2 e Sme-Ariosto/2) perché "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Due amnistie estinguono il reato e cancellano la condanna inflittagli per falsa testimonianza (aveva truccato le date della sua iscrizione alla P2) e per falso in bilancio (i terreni di Macherio). Per cinque volte è salvo con le "attenuanti generiche" che (attenzione) si assegnano a chi è ritenuto responsabile del reato. Per di più le "attenuanti generiche" gli consentono di beneficiare, in tre casi, della prescrizione dimezzata che si era fabbricato come capo del governo: "All Iberian/1" (finanziamento illecito a Craxi); "caso Lentini"; "bilanci Fininvest 1988-'92"; "fondi neri nel consolidato Fininvest" (1500 miliardi); Mondadori (l'avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, "compra" il giudice Metta, entrambi sono condannati). Più che persecuzione giudiziaria, siamo dinanzi a un'avventura fortemente segnata dall'illegalità.

5. "Mi spiano dal gennaio 2010"
Dice il premier: "Pensate che la mia casa di Arcore è stata sottoposta a un continuo monitoraggio che dura dal gennaio del 2010 per controllare tutte le persone che entravano e uscivano e per quanto tempo vi rimanevano. Hanno utilizzato tecniche sofisticate come se dovessero fare una retata contro la mafia o contro la camorra". "Sappiate che la Procura di Milano mi ha iscritto come indagato soltanto il 21 dicembre scorso, guarda caso appena sette giorni dopo il voto di fiducia del Parlamento, e quindi tutte le indagini precedenti erano formalmente rivolte verso altri ma sostanzialmente tenevano sotto controllo proprio la mia abitazione e la mia persona". 
Dio solo sa che cosa c'entra il voto di fiducia. Che cosa avrebbe detto se quel voto fosse stato per lui negativo? Avrebbe detto che, caduto il governo, la magistratura avvia la sua vendetta. Berlusconi deve lasciarlo credere per politicizzare una malinconica storia di prostitute minorenni e abusi di potere che con la politica non c'entra nulla. E' falso sostenere che la sua casa di Arcore sia stata tenuta sotto controllo da un anno. Dopo le dichiarazioni di Ruby (3 agosto 2010), le indagini si muovono con molta cautela. Inizialmente contro Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Soltanto in autunno emergono le possibili responsabilità dirette del premier. Prima di iscrivere al registro degli indagati Berlusconi, i pubblici ministeri come sempre vagliano una prima e approssimata attendibilità delle accuse. Chiedono i tabulati delle telefonate di Ruby dal gennaio 2010: davvero conosce il capo del governo? Quindi gli accertamenti sono fatti a ritroso e non in tempo reale come maligna, mentendo, il capo del governo.

6. "Hanno violato la mia casa"
Dice il premier: "Nella mia casa da sempre svolgo funzioni di governo e di parlamentare, avendolo addirittura comunicato alla Camera dei deputati sin dal 2004, e la violazione che è stata compiuta è particolarmente grave perché va contro i più elementari principi costituzionali". 
Da nessun atto dell'inchiesta si deduce che la dimora del presidente sia stata "violata". Si indaga su un prosseneta. Lo si tiene d'occhio. L'uomo si muove con prostitute al seguito. Lo si segue. Si scopre che il corteo di auto, spesso scortato da auto di Stato, varca il cancello di Villa San Martino. Il domicilio non viene oltraggiato. Piuttosto ci si deve chiedere se non lo oltraggia Berlusconi. C'è qualche buona ragione per sostenerlo. Pretende che la sua casa privata sia considerata residenza di Stato. Bene. Per questa ragione e per un elementare principio costituzionale (art. 54 della Carta: "I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore) Berlusconi non dovrebbe affollarla di prostitute (in forza del necessario "onore" che dovrebbe accompagnare la sua responsabilità pubblica). Dovrebbe con "disciplina" proteggere se stesso e non trascurare la sua personale sicurezza, come gli accade aprendo la porta di casa a qualsiasi ragazza italiana e straniera disponibile a trascorrere la notte con lui. La sua vita disordinata lo ha reso vulnerabile e ricattabile. Berlusconi era continuamente taglieggiato dalle sue ospiti, come si apprende dalle indagini. Viene da chiedere: questi sono piccoli ricatti, ma in quante e quali occasioni, magari internazionali, Berlusconi ha reso possibile anche grandi ricatti e chissà possono essere ancora "vivi"?

7. "Milano è incompetente"
Dice il premier: "Come prescrivono la legge e la Costituzione, entro 15 giorni dall'inizio delle indagini la Procura avrebbe dovuto trasmettere tutti gli atti al Tribunale dei ministri, l'unico competente per tutte queste vicende. È gravissimo, ancora, che la Procura voglia continuare a indagare pur non essendo legittimata a farlo. Tra l'altro la Procura di Milano non era neppure competente per territorio. Infatti il reato di concussione mi viene contestato come se fosse stato commesso a Milano. Questo è palesemente infondato poiché il funzionario della questura che ha ricevuto la mia telefonata in quel momento era, come risulta dalle stesse indagini, a Sesto San Giovanni. Quindi la competenza territoriale era ed è del Tribunale di Monza". E' bizzarro che Berlusconi si travesta da azzeccagarbugli e disputi sulla competenza della procura di Milano in un video televisivo e non in aula. Qui avrebbe più difficoltà ad avere ragione perché la giurisprudenza è costante. La concussione è un abuso. E' di "potere" se chi lo pratica fa leva sulle "potestà funzionali per uno scopo diverso da quello per il quale sia stato investito" (Cassazione). Per capire, sarebbe stata una concussione di potere se a telefonare in questura a Milano "consigliando" la liberazione di Ruby fosse stato il ministro dell'Interno. L'abuso può essere anche di "qualità". In questo caso "postula una condotta che, indipendentemente dalla competenze del soggetto (il concussore), si manifesta come una strumentalizzazione della posizione di preminenza ricoperta". E' il caso di Berlusconi. Abuso di potere o abuso di qualità presuppongono due competenze diverse. L'abuso di potere di un ministro impone la competenza del tribunale dei ministri. L'abuso di qualità prescrive la competenza territoriale: dove è stato commesso il reato? Il capo di governo lo sa che questa è la domanda che decide e prova a truccare le carte. Dice: è competente Monza perché qui abita il capo di gabinetto della questura che riceve la mia telefonata. Errore. La concussione è un reato d'"evento" e non di "condotta" e dunque la competenza si radica dove si materializza "il vantaggio". E' fuor di dubbio che il vantaggio (Ruby affidata alla Minetti e sottratta alla tutela dello Stato) diventa concreto a Milano.

8. "150 poliziotti contro 10 ragazze, le mie amiche sono state maltrattate"
Dice il premier: "Gli stessi Pm. che hanno ordinato con uno spiegamento di forze di almeno 150 uomini una imponente operazione di perquisizione contro ragazze colpevoli soltanto di essere state mie ospiti in alcune cene (…) Queste perquisizioni nei confronti di persone che non erano neppure indagate ma soltanto testimoni sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate". 
E' una bubbola. All'inchiesta hanno collaborato i dieci uomini della polizia giudiziaria presso la Procura, disponibili non solo per quest'inchiesta, ma per il lavoro di tutti i 90 pubblici ministeri di Milano. La squadra mobile di Milano, venerdì scorso, ha mandato 30 poliziotti (molte donne) a perquisire gli appartamentini delle dieci amiche del premier, abituali frequentatrici di Arcore. Maltrattamenti? Berlusconi viene smentito anche da Giuseppe Spinelli, il ragioniere di Arcore, ufficiale pagatore delle amiche del presidente: "Alle 7,30 ci siamo trovati in casa cinque poliziotti della Criminalpol. Non sono stati mica sgarbati… ".

9. "Non ho pagato mai una donna"
Dice il premier. "E' assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna. E' una cosa che non mi è mai successa neanche una sola volta nella vita. E' una cosa che considererei degradante per la mia dignità". 
Già Patrizia D'Addario fu pagata, anche se da Giampaolo Tarantini, per tener compagnia al capo del governo nel lettone di Putin a Palazzo Grazioli. L'inchiesta milanese invece ci racconta come nessuna delle ragazze invitate ad Arcore lasciasse la villa senza la busta con i biglietti da 500 euro preparata dal ragioniere di casa. Anche chi, come M. T., di soldi non ne voleva, si vede offrire una busta con 500 euro. Un cip. Nulla a che fare con i "7mila euro" ricevuti da Ruby. E da Iris. E da Imma. E da Barbara… Si fa prima a dire quale ragazza non è stata pagata che elencare i nomi di chi si è intrattenuto nella sala del bunga bunga o tra le braccia del Drago in cambio di un compenso. Nessuna delle ragazze che dopo cena raggiunge il sotterraneo di villa San Martino va via a mani vuote. Inutile dire quanto appaia degradata la dignità del premier. 

10. "Non mi devo vergognare"
Dice il premier: "Non c'è stata nessuna concussione, non c'è stata nessuna induzione alla prostituzione, meno che meno di minorenni. Non c'è stato nulla di cui mi debba vergognare. C'è solo un attacco gravissimo di alcuni pubblici ministeri che hanno calpestato le leggi a fini politici con grande risonanza mediatica". 
Berlusconi non deve vergognarsi soltanto del disonore con cui ha travolto il Paese e del discredito che oggi insudicia la presidenza del Consiglio. Il 28 maggio del 2009, a un mese dall'inizio dell'affaire Noemi, disse: "Giuro sulla testa dei miei figli di non aver mai avuto relazioni "piccanti" con minorenni. Se mentissi, mi dimetterei immediatamente". Berlusconi deve vergognarsi per le relazioni intrattenute dal 2009 al 2010 con due minorenni (Noemi e Ruby). Deve vergognarsi per aver mentito al Paese. Deve vergognarsi per non essersi ancora dimesso.

Chiede un posto sulla circolare per un disabile. Aggredita 75enne

Rione Madonna dei Martiri (AB)www.molfettalive.it

Ha aggredito un’anziana donna che gli aveva chiesto di cedere il posto a favore di un disabile rimasto in piedi sull’autobus ed è finito in carcere. È accaduto nella serata di ieri a Molfetta, dove i carabinieri ai comandi del capitano Domenico Del Prete hanno tratto in arresto Alessandro De Bari, 27enne sorvegliato speciale, accusato di violazione degli obblighi. 

I militari del nucleo operativo e radiomobile, su segnalazione pervenuta dalla centrale operativa, si sono recati nel rione Madonna dei Martiri, dove un autobus di linea urbana era fermo, poichè a bordo una 75enne era stata aggredita da un giovane. 
Medicata da personale del 118, la malcapitata ha riportato una prognosi di cinque giorni per delle lesioni riscontrate al volto. 

Il 27enne, invece, rintracciato sul mezzo, è stato sottoposto a perquisizione e trovato in possesso di un telefono cellulare, espressamente vietato dalla misura a cui era sottoposto. De Bari è stato pertanto tratto in arresto e rinchiuso nel carcere di Trani. 

Il "Mercato diffuso" e il "Made in Molfetta"

manifesto premio made(2)Vogliamo offrire un riconoscimento pubblico agli imprenditori che negli ultimi anni sono stati e continueranno ad essere protagonisti della straordinaria crescita economica di Molfetta”… ha affermato l’assessore alle Attività Produttive, Michele Palmiotti. “È un evento inedito, mai realizzato finora a Molfetta, che coinvolge istituzioni pubbliche, associazioni di categoria e l’intero panorama imprenditoriale locale”.
Dopo aver letto le dichiarazioni dell’assessore Palmiotti sul sito del Comune di Molfetta, abbiamo preso sul serio l’inedita iniziativa dell’amministrazione e abbiamo curiosato sul sito che promuove il premioMade in Molfetta”.

L’iniziativa ci sembra meritevole della massima attenzione dei cittadini anche perché, questo, non sarà l’ultimo “concorso a premi” promosso dall’amministrazione comunale. Abbiamo letto attentamente il regolamento e l’articolo 2 ci ha riempito di gioia perché, pur non potendo partecipare al concorso (non essendo una realtà imprenditoriale) possiamo segnalarne una meritevole del premio.
Le grandi realtà imprenditoriali molfettesi sono tante, ma cominciando a curiosare tra le loro ragioni sociali e soggetti giuridici ci siamo imbattuti in parecchie che avevano problemi con la giustizia, bancarotte fraudolenti, evasioni fiscali, associazioni a delinquere e abusivismi edilizi; ci siamo arresi e abbiamo deciso di segnalare una realtà che, a suo modo, risponde alle motivazioni del Premio.

La realtà imprenditoriale che nel 2010 ha impiegato il più alto numero di lavoratori e che si è più ampliata, che si è contraddistinta tra tutte nello smaltimento dei rifiuti, che si è distinta per iniziative di beneficenza e soprattutto si è distinta, anche esteticamente, per la bellezza e la funzionalità dei capannoni utilizzati, è quella del “MERCATO DIFFUSO”.
A noi sembra la segnalazione più giusta, del resto è una realtà imprenditoriale voluta dal sindacosenatore Azzollini e ci sembra di interpretare la volontà e la domanda di quelle famiglie che hanno dato l’input all’amministrazione per il nuovo piano del commercio. Insomma, una scelta giusta e meritata per il premio “Made in Molfetta” alla migliore realtà imprenditoriale del 2010. Il sindacosenatore sarà orgoglioso di questa scelta, e lo sarà ancora di più, quando leggerà le risposte che gli stessi imprenditori-commercianti hanno dato a quelle domande che il regolamento prevedeva e che noi abbiamo rivolto direttamente al MERCATO DIFFUSO. Siamo fieri di essere rappresentati da loro e ci piacerebbe ricevere un riscontro positivo dalla giuria, grazie sindacosenatorepresidente Azzollini.

 
Di seguito le dieci domande previste dal bando di concorso e alcune notizie utili sul “MERCATO DIFFUSO”.
 
 
 
Ragione Sociale:MERCATO DIFFUSO
Soggetto Giuridico:Ambulanti a posto fisso e itineranti
Indirizzo sede giuridica:Marciapiedi e strade
Città: Molfetta
Sito internet: La città del “mercato diffuso”
Numero di sedi: In espansione

Numero attuale di soci:50
Numero attuale di impiegati/dipendenti: 120
Eta' media dipendenti: 35
Metri quadri stabilimento: 30m. x
 
 
1) La vostra azienda ha mai usufruito di fondi internazionali? quali e quando?
 
La nostra azienda e' pulita; noi abbiamo solo i contributi dei nostri clienti.
 
2) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale si è adeguata alle leggi sulla sicurezza e l'igiene nell'ambiente di lavoro?
 
Abbiamo sempre ignorato le leggi sulla sicurezza e dell'igiene negli ambienti di lavoro. Questa è la nostra forza e la nostra ricchezza.
 
3) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale ha effettuato la Comunicazione Interna e la Comunicazione Esterna aziendale? Si prega di allegare la grafica di un manifesto, di un poster e/o qualsiasi supporto pubblicitario.
 
La comunicazione interna l'abbiamo sempre fatta con i telefonini avvisandoci l'uno con l'altro quando scattavano i blitz, quella esterna l’abbiamo fatta con i cartelli e direttamente a voce, nelle postazioni, per attirare i clienti e fregarli ai commercianti in regola del quartiere, nel pieno rispetto della concorrenza sleale..
 
4) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale si e' organizzata per la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti? E' prevista una figura aziendale che si occupi o sia responsabile di questo servizio?
 
Ma quale raccolta differenziata, noi lasciamo tutto per terra quando andiamo via e poi i nostri amici dell'ASM raccolgono tutto; non sono pagati per questo?
 
5) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale si e' affermata all'estero? Avete sedi all'estero? Il vostro mercato coinvolge anche altri paesi esteri? Quali?
 
Per ora non abbiamo bancarelle all'estero, o fuori città, ma se il sindaco Azzollini ci aiuterà faremo il salto di qualità. Quando lui ci regalerà la struttura in legno fissa noi le bancarelle le porteremo a Giovinazzo o a Bisceglie.
 
6) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale si e' distinta in operazioni di beneficenza?
 
Noi l'opera di beneficenza la facciamo ogni giorno, offrendo i nostri prodotti ai cittadini a prezzi concorrenziali perchè non paghiamo fitto dei locali, luce, tassa rifiuti, occupazione di suolo pubblico… e questa non è beneficenza? Noi siamo al servizio dei cittadini.
 
7) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale si e' evoluta dal punto di vista tecnologico? Avete acquistato nuovi macchinari? Quali? I vostri impiegati sono specializzati nell'utilizzo di macchinari tecnologicamente avanzati?
 
No, noi trattiamo la merce solo con le mani, e se scoperte meglio ancora.
 
8) Nel 2010, come la vostra realtà imprenditoriale si e' confrontata con le Istituzioni? Che rapporto gode la vostra realtà imprenditoriale con il Comune e/o Provincia, la Regione, l'unione Europea?
 
Abbiamo sempre avuto rispetto per le istituzioni, specialmente per il Comune, anzi solo per il Sindaco. Quando abbiamo chiesto le autorizzazioni, dove volevamo noi, con le buone o con le cattive il senatore è stato sempre disponibile, anzi ci ha sempre dato le proroghe per evitare problemi con la Procura. Con la Polizia Municipale non abbiamo un buon rapporto da quando c’è' il nuovo comandante perchè ci manda i Vigili ogni giorno a controllare se rispettiamo le autorizzazioni. Ma tanto, anche se loro ci fanno le multe ogni giorno, noi non le pagheremo mai e Azzollini ce le cancellerà.
 
9) Nel 2010, avete riscontrato problemi che vorreste evidenziare alle Istituzioni ed alla pubblica attenzione?
 
Certo che abbiamo avuto problemi, abbiamo subito due maxi blitz, qualcuno di noi è stato anche arrestato, ci hanno sequestrato la merce, ci hanno sanzionato per decine e decine di migliaia di euro, altro che problemi; però volevamo dire al dottor Maralfa e ai Carabinieri che è inutile che loro continuano a fare queste sceneggiate, tanto in questa città comandiamo noi e fino a quando c'è il senatore al Comune lui ci coprirà.
 
10) Si prega di allegare una foto del vostro stabilimento industriale.

  Via Bari-ang q,sella 2 09062010Ultima postaz. v. Molf d

Pisanu: "indegni di rappresentare il popolo"

Dopo l'approvazione del codice etico il bilancio della Commissione antimafia

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Beppe Pisanu

di Anna Foti (www.liberainformazione.org/…)

Crimine organizzato mafioso, il suo dominio dei traffici illeciti, il suo governo prevaricatore di interi territori. Crimine organizzato mafioso e la sua capacità di infiltrarsi nelle istituzioni, di insinuarsi nelle pieghe della politica e nella gestione della cosa pubblica. Un’evoluzione che ha reso la ndrangheta un pericoloso intra-stato e una holding miliardaria di fama internazionale. Ormai questa è una certezza irrobustita da processi, indagini, rivelazioni che la buona politica è chiamata a scardinare.

E su questa strada, dopo l’approvazione del ddl Lazzati nei giorni scorsi divenuto legge che preverrà duramente il voto di scambio già perseguito con il 416 ter del codice penale italiano ma solo per il baratto voto-denaro, si pone l’attività della commissione Antimafia parlamentare presieduta da Giuseppe Pisanu. In occasione dell’indagine sulle liste amministrative per la verifica circa la presenza a carico di candidati ed eletti di rinvii a giudizio o di condanne, anche non passate ancora in giudicato, per reati mafiosi e, in parte, anche contro la Pubblica Amministrazione, sono state riscontrate manchevolezze nei dati trasmessi dalle Prefetture e, sulla base di quelli trasmessi, sono comunque emerse numerose irregolarità nelle liste. 

Lo stesso Pisanu ha sollecitato una lunga lista di prefetti – una trentina tra cui non risultano inadempienti prefetture calabresi ma manca invece all’appello quella milanese – ad ottemperare alla richiesta di inviare i dati necessari per approntare l’attuazione del codice di autoregolamentazione per le elezioni approvato lo scorso 18 febbraio. Il codice rappresenta quello strumento che non avrebbe dovuto permettere certamente la candidatura di persone che lo stesso Pisanu ha definito ‘indegne’di rappresentare il popolo e che hanno rafforzato il fenomeno delle infiltrazioni mafiose in occasione delle scorse consultazioni di primavera con liste apparse piuttosto ‘disinvolte’. Un impegno che le formazioni politiche avrebbero dovuto assumere, e ciò evidentemente non è avvenuto, non consentendo la candidatura di soggetti con pendenze per associazione mafiose, riciclaggio, usura, estorsione, impiego di denaro di provenienza illecita, traffico illecito di rifiuti. L’onorevole Angela Napoli da sempre impegnata nella promozione della ‘pulizia della politica’ da soggetti che abbiano commesso reati o che siano stati raggiunti da episodi gravi o inquietanti, ha spiegato che il quadro da cui muove questa richiesta è comunque preoccupante dal momento che,  nonostante tutti i dati ricevuti non siano da considerarsi esaustivi e compiuti, già da questi emerge il quadro di indegnità denunciato da Pisanu.

La Commissione, nel pieno esercizio dei suoi poteri di indagine, ha inteso verificare la corrispondenza dei requisiti del suddetto codice, le frequentazioni, i gradi di parentela dei rappresentati del popolo e degli aspiranti e già sui dati ricevuti muoverà dei rilievi ai presidenti dei rami del Parlamento, laddove l’impegno e il controllo siano mancati. Un’importante iniziativa che, in ragione della vigenza, già per le prossime elezioni amministrative, della legge Lazzati potrebbe, è auspicabile, prevenire l’odierno quadro di irregolarità diffusa.

Con 172 comuni sciolti per mafia tra il 1991 e il 2007, non scopriamo certamente adesso che le infiltrazioni mafiose rappresentano un attentato alla Democrazia e allo Stato di Diritto, ma non bastano le leggi per ripulire la politica e, come la stessa onorevole Angela Napoli ha ricordato, il compianto Paolo Borsellino saggiamente parlava già un ventennio fa di una politica che dovesse selezionare e agire con severità, rimuovendo dalla sue fila personalità non integre, non oneste, non inclini ad operare per il bene comune. La strada è ancora lunga ed è stata intrapresa tardi, ecco perché bisogna fare presto. Già solo la ndrangheta è già riuscita ad allungare i suoi tentacoli in appalti, affari pubblici e compartecipazioni ponendo questa voce al secondo posto tra le sue fonti di reddito illecito, con un fatturato da essa derivante di quasi sei miliardi di euro l’anno.

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