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AFFARI EDILIZI E PERMESSI A COSTRUIRE IN PROROGA… SIAMO SICURI DI NON ESSERE SU “KAZZENGER” ?

foto di Luca Turi 

“La Giustizia penale non può fermare lo sviluppo edilizio nel territorio di espansione di Molfetta e le maestranze locali devono lavorare e contribuire alla crescita economica..”, se qualcuno ancora non l’ha detto sembra essere scritto nell’agenda dell’Amministrazione Comunale.

E’ forse questo il motivo per cui  committenze  e progettisti si rivolgono ad imprese edili  “forestiere”?
Nel nostro caso, l’impresa exstracomunale si chiama “ANTIOPE” e non  l’Antiope  di Tebe sedotta dal satiro ZEUS, bensì  “ANTIOPE  COSTRUZIONI  s.r.l. da VALENZANO”, a cui i soliti noti committenti e progettisti, da qualche tempo,  si affidano per l’esecuzione delle opere edilizie.
Pensiamo sia solo una coincidenza, se il  Dirigente Settore  Territorio “ad interim” Ing.Balducci, quando legge ANTIOPE sulle istanze di permesso a costruire, preso da una recondita passione mitologica, concede proroghe con inusitato zelo e tempestività?

Si tratta del permesso a costruire n°1303 del 25/05/2008 che, a fronte dell’istanza del 27 dicembre 2011 (n.b.: con parere favorevole del  “ dirigente ad interim”, in pari data…. ), ottiene la proroga in data 30 dicembre 2011; nello stesso permesso si subordina il permesso a costruire alla condizione che le opere vengano eseguite dall’Impresa Edile “ANTIOPE  COSTRUZIONI  s.r.l. da VALENZANO” e dirette dall’Ing. Michele Pasquale Camporeale, giusta comunicazione del 27.12.2011 protocollo n. 76323 (giusto tre giorni prima dalla firma di questo permesso).

L’ardito permesso permette di portare a termine la costruzione di 9 case a schiera  nel comparto n.6 del PdZ 167 (sequestrate, e poi dissequestrate, nell’ambito della operazione giudiziaria “Mani sulla città”).
In quest’ultimo permesso a costruire ricordiamo, ai cittadini distratti e meno informati, che il committente, Sig.ra Caputi Eleonora, è ex consigliera comunale della “lista Azzollini” poi promossa a “consigliera ASM”, si avvale, addirittura,  di un “collegio” di  progettisti:  ingg. Donato e Rocco ALTOMARE e arch Michele AMATO e arch.Giambattista DEL ROSSO.

Pensiamo che quanto su esposto non abbia necessità di  commenti

Ci pare opportuno, però, porre banali quesiti:

– Per caso i progettisti, Donato e Rocco Altomare, l‘arch. Giambattista De Rosso, hanno un procedimento penale in corso per i manufatti edilizi in questione ?
– Per caso l’Ing. Rocco Altomare è stato IL DIRIGENTE  SETTORE TERRITORIO (arrestato, poi scarcerato, poi nuovamente arrestato, poi ritornato libero con richiesta del rito abbreviato?) arrestato nell’operazione “Mani sulla città
“?
Per caso il sig. Amato Michele e la sig.ra Caputi Eleonora sono le stesse persone indagate nell’operazione “Mani sulla città”, oppure si tratta di semplice omonimia?

Se la risposta è affermativa si chiede al SindacoIncompatibileSenatore di sospendere momentaneamente, in via cautelativa, il permesso a costruire n.1303 del 30 dicembre 2011  fino a quando non si sarà chiarita la posizione processuale dei suddetti tecnici e l’esito finale dell’attività investigativa dell’operazione “Mani sulla città“.

“Mani sulla città”, tornano in libertà Rocco, Donato e Corrado Altomare

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Fine delle misure cautelari per RoccoDonato e Corrado Altomare

L’ex dirigente del settore Territorio, suo fratello e suo figlio sono in libertà per decorrenza dei termini di custodia, stabiliti in sei mesi. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trani avrebbe respinto al contempo la richiesta di patteggiamento dei tre, arrestati lo scorso 23 giugno nell’ambito dell’inchiesta “Mani sulla Città”, assieme ad altre sei persone. 

Rocco Altomare, sempre su disposizione del gip, si è visto commutare la misura cautelare domiciliare in obbligo di dimora. Libertà senza alcuna restrizione per suo fratello Donato e suo figlio Corrado, già sottoposto all’obbligo di dimora fuori città. 

La procura di Trani non ha ancora avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati. 

Rocco Altomare, secondo le indagini, sarebbe stato al centro di un presunto sistema messo su per una gestione monopolistica dell'edilizia molfettese. Una volta finito in manette, ha dovuto aspettare quasi due mesi per la concessione degli arresti domiciliari, scontati prima in Basilicata e poi a Molfetta. Arresti domiciliari interrotti sul finire dell’estate da 48 ore di detenzione in carcere per la presunta violazione delle misure restrittive cui era sottoposto. 

La Procura di Trani aveva puntato il dito contro l'operato del suo ex studio tecnico "A&D". Di questo facevano parte Giambattista del Rosso, Nicolò De Simine, Alessandro de Robertis, Marta De Giglio, e Gaetano Di Mola, prima costretti ai domiciliari, poi tornati in libertà. Stessa sorte per Mauro Spadavecchia, imprenditore estraneo allo studio e liberato agli inizi di luglio.

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

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Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

Le visite in carcere di Azzollini ad Altomare arrivano in Parlamento

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«La sentenza della Corte Costituzionale 277/2011 sul doppio incarico ha il pregio di evitare situazioni poco chiare sui territori – dichiara l’on. Pierfelice Zazzera (Idv) – come ad esempio quella creatasi a Molfetta, dove il senatore Azzollini è anche sindaco della città». 

Il riferimento è al "no" della Consulta ai doppi incarichi. E' il caso del sindco di Molfetta. «E’ chiaro che siamo di fronte ad un corto circuito istituzionale», dichiara il deputato di Monopoli. 

E ad esempio di quanto sostenuto, cita quanto accaduto in estate, vale a dire le visite in carcere a Rocco Altomare, all'epoca dei fatti detenuto a Trani (attualmente l'ex dirigente del settore Territorio è ai domiciliari) nell'ambito dell'operazione "Mani sulla città". «Può accadere che il sindaco in qualità di senatore possa far visita al detenuto eccellente. Tutto questo accade nonostante le resistenze del direttore del penitenziario e le perplessità della procura, laddove il gip non ha revocato gli arresti al dirigente raccogliendo le osservazioni del pm sulle visite ricevute in carcere dal senatore-sindaco». 

«Nella memoria depositata dal pubblico ministero – si legge nell'interrogazione -, tra le motivazioni addotte contro la scarcerazione vi sarebbero gli incontri tra l'ingegner Altomare ed il sindaco di Molfetta in qualità di parlamentare».

«Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che sia opportuno chiarire se queste visite del senatore-sindaco possano rientrare nella normale attività istituzionale di un parlamentare senza che possa esservi il sospetto di un condizionamento sul regolare procedimento giudiziario, per questo ho depositatoun’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia perché possa chiarire la vicenda dai contorni alquanto poco chiari».

"Mani sulla città", ok al dissequestro di alcuni immobili


Foto: © Manuela Rana

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Si arricchisce di un altro un capitolo la storia di "Mani sulla città", il terremoto giudiziario che lo scorso 23 giugno scosse il settore edilizio molfettese. 

Il collegio del tribunale di Trani – competente per le misure cautelari che comprendono sequestri di beni – ha infatti disposto il dissequestro di alcuni immobili coivolti nell'inchiesta, accogliendo la richiesta dei legali di alcuni proprietari. Analoga decisione lo scorso 20 luglio, nei confronti di un altro lotto di immobili posti sotto sequestro.

Le motivazioni di tale decisione verranno rese note nel giro di qualche settimana. 

Le indagini della Procura di Trani portarono all'arresto di nove persone, tra le quali Rocco Altomare. L'ex dirigente comunale del settore Territorio fu l'unico a finire in carcere ma poi gli furono concessi i domiciliari. Una decina di giorni fa era tornato dietro le sbarre per 48 ore, in quanto avrebbe violato le misure restrittive alle quali è sottoposto. Ora è di nuovo ai domiciliari.

"Mani sulla città", Rocco Altomare torna in carcere per 48 ore


Foto: © MolfettaLive.it

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Quarantotto ore di carcere per Rocco Altomare, arrestato assieme ad altre otto persone lo scorso 23 giugno nell'operazione "Mani sulla città". 

L'ex dirigente del settore Territorio, ai domiciliari da agosto, avrebbe violato le misure restrittive cui era sottoposto. Di qui, nei giorni scorsi, la decisione del gip del Tribunale di Trani di ricondurlo in cella. Successivamente, su istanza dei suoi legali, Altomare è tornato agli arresti domiciliari.

L'ingegnere, secondo le indagini, sarebbe stato al centro di un presunto sistema messo su per una gestione monopolistica dell'edilizia molfettese. Una volta finito in manette, ha dovuto aspettare quasi due mesi per la concessione degli arresti domiciari, scontati prima in Basilicata e poi a Molfetta. 

La Procura di Trani aveva puntato il dito contro l'operato del suo ex studio tecnico "A&D". Di questo facevano parte Giambattista del Rosso, Nicolò De Simine, Alessandro de Robertis, Marta De Giglio, e Gaetano Di Mola, prima costretti ai domiciliari, poi tornati in libertà. Stessa sorte per Mauro Spadavecchia, imprenditore estraneo allo studio e liberato agli inizi di luglio.

Resta ai domiciliari Donato Altomare, fratello di Rocco. Differente misura cautelare per Corrado, figlio dell'ex dirigente.

PERCHE’ (NON) ESSERE ORGOGLIOSI DI ANTONIO AZZOLLINI

ABBIAMO FINALMENTE CAPITO QUAL E'  IL SITO WEB AMICO DEL SENATORE E ABBIAMO PROVATO A RILEGGERE UN  POST ANONIMO A SUO FAVORE, CAMBIANDO SOLO QUALCHE PAROLA ED ECCO IL RISULTATO:

<< Okay, è vero, chi scrive su questo blog non è un sostenitore di Antonio Azzollini; va bene, lo ammettiamo, proviamo a darvi notizie che altri non danno o che lasciano passare sotto tono e lo facciamo nel tentativo di spezzare quella catena mediatica che da qualche tempo tiene legata Molfetta a un’immagine che si vuol far passare come pulita e accogliente. Eppure, Molfetta è anche altro, è un modello di amministrazione che fuori città considerano un esempio da non imitare.

Ecco perché, fatta questa premessa doverosa, crediamo che i cittadini molfettesi non dovrebbero essere orgogliosi senza riserve per quel concittadino che si chiama Antonio Azzollini e per quelle sue foto – accanto al ministro Tremonti – che oggi compaiono nelle prime pagine di tutti i principali quotidiani nazionali. Non che debba essere un atto di fede. Né in questo momento vogliamo dimenticare i quasi 200 milioni di euro (200 milioni di euro!!!) che Azzollini da Roma in questi anni ha fatto arrivare a Molfetta per porto, chiese, centro storico, zona industriale, arredo urbano e altro (tralasciamo i 4,5 milioni di euro truffati allo stato per ricostruire le Palazzine Fontana fatte passare a Roma come opere pubbliche).

Piuttosto, ci piacerebbe, una volta tanto, che i molfettesi imparino ad indignarsi non solo per lo “Sciatavinn!” urlato nella tv moderna che è Youtube, ma anche per quelle immagini dei tiggì nazionali che restituiscono il volto di un nostro concittadino che sta scrivendo la storia politico-economica di questo Paese rappresentando le istituzioni e in qualche modo rappresentando la città di Molfetta.

Ah che esagerazione!, diranno adesso i benpensanti. No. No perché si può pure criticare la scelta di togliere le mani dalle tasche degli italiani per mettere le manette a chi evade; si possono pure criticare gli altri punti della manovra finanziaria (la ventesima presentata da Antonio Azzolllini?); ad alcuni può anche non bastare il fatto che il sindaco, grazie proprio alle sue competenze in fatto di bilanci, sia riuscito in questi anni a risanare le casse comunali senza ricorrere a tasse o imposte (infatti ha ridotto le strade cittadine a colabrodo però ha sempre  assicurato oltre 100mila euro l'anno per i concerti organizzati dalla Fondazione di suo cognato, e se stesso); e ovviamente si può essere di destra o di sinistra e lo stesso riconoscere che, sì, Azzollini sta lavorando da protagonista per far sì che l’Italia faccia la fine della Grecia; sì, il nome Azzollini indicherà per sempre il nome di chi introduce il carcere per i grandi evasori ed evita il prelievo del 5% sui redditi delle famiglie (riuscirà poi a salvare molti suoi concittadini dal carcere?). Sì, quell’Azzollini lì è lo stesso che qualche giorno fa si è recato ad Arcore e tra una riunione tecnica (ci auguriamo senza Bunga-Bunga) e l’altra ha raccontato a Berlusconi di quella città della Puglia, di quella città fatta di pescatori, marinai, abusivi, che aspira ad essere “ZONA FRANCA” (o del "MERCATO DIFFUSO)". Come ama dire lui. >>

 

 

 

 

 


VERGOGNOS
O

Epico scontro Cruciani Vs. Senatore Antonio Azzollini – La Zanzara – Radio 24 – 01/09/2011

In questo video invece è il Senatore che deve andare a ripetizione

L'affare "Mercato diffuso", voluto dalle "famiglie" molfettesi, continua. Il sindaco e il dirigente al territorio fanno miracoli

La Procura della Repubblica di Trani, in data 08/06/2010, ha posto in essere attività di Polizia Giudiziaria nei confronti di quei commercianti molfettesi che, per l'espletamento della propria attività commerciale, occupavano aree pubbliche senza la prescritta autorizzazione, procedendo a numerose ordinanze di sequestro preventivo di beni, emesse il 26 maggio 2010 dal Gip del Tribunale di Trani, Dott. Roberto Oliveri del Castillo, nei confronti di 28 negozianti di frutta e verdura, di cui 9 ambulanti, 18 in sede fissa, ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio, responsabili, a vario titolo, del reato di “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.);
Il Sindaco Azzollini, con Ordinanza Sindacale n.35905 del 21 giugno 2010  nelle more dell'approvazione da parte del Consiglio Comunale del nuovo Piano di Commercio per la Disciplina del Commercio su aree pubbliche, ordina l’istituzione temporanea delle aree destinate al commercio ambulante in sede fissa, individuate nei siti sotto elencati:
1. Piazzetta 167;
2. Via Caduti sul Mare ang. Via E. Fermi;
3. Via Caduti sul Mare a m. 10 dall'incrocio con Via Tridente direzione Via San F.scod'Assisi;
4. Via Papa Montini a m. 10 dall'incrocio con Via Martiri di Via Fani direzione Via A.Salvucci;
5. Via S. Allende ang. Via Molfettesi d'Argentina (area parcheggio);
6. Via Leoncavallo (plateatico);
7. Via Cap. de Candia ang. Via Cozzoli;
8. Parallela Via Salvucci, area di parcheggio;
9. Via G. Salvemini ang. Via Ten. Marzocca.
Le aree individuate, oggetto di concessione temporanea, potevano essere occupate per una superficie totale pari a mq. 20 (venti) a mezzo panche mobili.

La Procura della Repubblica di Trani, in data 21/09/2010, ha posto in essere attività di Polizia Giudiziaria nei confronti di 13 negozianti di frutta e verdura, tutti molfettesi – di cui 4 ambulanti, 8 in sede fissa ed uno titolare di entrambi i tipi di esercizio – responsabili, a vario titolo, dei reati di “invasione di terreni o edifici” (art. 633 c.p.), e per aver «posto in essere con protervia e spregiudicatezza condotte illecite come se non fosse accaduto nulla, come se si trovassero nella piena legalità di un diritto ormai acquisito, e pure nella qualità di custodi si sono riappropriati di luoghi pubblici e installazioni in sequestro».

Con Determinazione Dirigenziale n.192 del 25.11.2010 il responsabile dell’Ufficio Settore Territorio Ing. Rocco Altomare avendo la necessità di dare uniformità ai punti vendita di frutta e verdura degli ambulanti ha ritenuto opportuno far realizzare il prototipo di un gazebo con banconi vendita e pedana che potrebbe ospitare detti ambulanti; e rilevato che la ditta SPAZIODESIGN s.r.l. (Sezione strut. -prodot. -pubblico:http://www.gaudio.it/gaudio_it.html), specializzata nel settore, interpellata per vie brevi, si è dichiarata disponibile ad eseguire la fornitura del prototipo di che trattasi al prezzo di € 17.500,00 oltre I.V.A., come da offerta pervenuta il 20/10/10, comprensiva di trasporto, sollevamenti, montaggi, progetti esecutivi con particolari tecnici di costruzione, predisposizione del piano di sicurezza POS e relazione di calcolo redatta da tecnico abilitato; ritenuto congruo sia sotto il profilo economico che tecnico il tipo di intervento affida la fornitura.

Il Dirigente Settore Territorio Ing. Rocco Altomare con propria D.D. n. 44 del 20.04.2011 ad oggetto: “Approvazione spesa per l’adeguamento di n.1 gazebo da installare nei pressi del Palazzetto dello Sport del Piano di Zona 167” concede alla ditta SPAZIODESIGN s.r.l. da Molfetta ulteriori €25.713,60 I.V.A.l’adeguamento del prototipo di gazebo la cui fornitura è stata affidata con Determinazione Dirigenziale n.192 del 25/11/10 e secondo quanto riportato al preventivo di spesa presentato in data 17/1/11;

la Giunta Comunale con provvedimento n. 100 del 13.05.2011 ad oggetto “Approvazione Progetto esecutivo di chiosco per la vendita di prodotti ortofrutticoli”, preso atto che con determinazione dirigenziale n. 192/10 fu affidata, alla ditta SPAZIODESIGN s.r.l., la fornitura di n. 1 prototipo di chiosco con banconi vendita e pedana per ospitare l’attività di vendita di frutta e verdura da parte di ambulanti; ritenuto poter estendere il prototipo di cui trattasi, in via sperimentale impiantato in Via Papa Montini, ad altre n. 2 sedi di ambulanti al fine di rendere detti punti vendita più decorosi e, quindi, migliorare l’aspetto cittadino nonché risolvere il problema dell’intralcio alla viabilità stradale; visto il progetto esecutivo del prototipo di chiosco per la vendita di prodotti ortofrutticoli redatto dal Dirigente Settore Territorio Ing. Rocco Altomare, delibera di attivare procedura di gara negoziata ad evidenza pubblica per la realizzazione di n.2 chioschi, ivi compresa l’assunzione dell’idoneo impegno di spesa con apposita determina dirigenziale per un importo di 140.000,00 euro;

E' strano che la delibera n.100 venga adottata il 13.05.2011 e il cantiere per il nuovo BOX sia già aperto dopo la prima decade di maggio 2011 senza aver attivato alcuna gara di appalto per l'affidamento dei lavori.



Via S. Allende ang. Via Molfettesi d'Argentina

I lavori continuano senza problemi e il 26.06.2011 il Box è a buon punto

La Giunta Comunale con provvedimento n. 145 del 05.08.2011 ad oggetto “Modifica deliberazione della Giunta Comunale n. 100 del 13.05.2011 relativa ad approvazione progetto esecutivo di chiosco per la vendita di prodotti ortofrutticoli”, delibera di modificare la propria deliberazione n. 100/2011 disponendo quale atto di indirizzo agli Organi Tecnici, che per i due chioschi si proceda in via immediata all’affidamento diretto alla soc. Spazio Design s.r.l. (cioè pagare 140.000,00 euro per due chioschi) già realizzatrice del primo chiosco dando mandato al Dirigente ad interim del Settore Territorio, Ing. Enzo Balducci di procedere all’adozione dei provvedimenti consequenziali e rinviare l’espletamento di apposita procedura di gara per la realizzazione dei rimanenti 5 chioschi ad avvenuta realizzazione dei mezzi di finanziamento; la citata deliberazione prevedeva di attivare procedura negoziata ad evidenza pubblica così non consentendo di intervenire in via di urgenza; si conferma la citata propria deliberazione n. 100/2011 in ogni altra sua parte non incompatibile con il presente provvedimento.

 

    

In pratica la Delibera n. 145 del 05.08.2011  ad oggetto “Modifica deliberazione della Giunta Comunale n. 100 del 13.05.2011 relativa ad approvazione progetto esecutivo di chiosco per la vendita di prodotti ortofrutticoli” è stata affissa e pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Molfetta il 9.08.2011 con scadenza il 24.08.2011, pur dichiarata come atto immediatamente eseguibile è pur sempre successiva alla costruzione del chiosco di cui trattasi.

ECCO IL MIRACOLO DI S.ANTONIO E S.VINCENZO, NEL GIORNO IN CUI HANNO DECISO DI ANDARE A TRATTATIVA PRIVATA CON LA DITTA SPAZIODESIGNE SRL IL BOX SI E' MATERIALIZZATO; EVIDENTEMENTE LA LIEVITAZIONE DEL PREZZO E' DOVUTA ALL'ENTITA' DEL MIRACOLO.

Non possiamo aggiungere altro sulla vicenda perchè mentre loro lavoravano per il miracolo (durante ferragosto) noi lo illustravamo agli organi competenti per ottenere il riconoscimento di beatificazione dei nostri due nuovi santi benefattori cittadini. Noi aspettiamo solo che si faccia la "festa" per l'inaugurazione del secondo Box "voluto dalle famiglie" e attendiamo di leggere con grande trepidazione la notizia sull'anonima redazione di qualche organo d'informazione di palazzo.

“Mani sulla città”, Rocco Altomare ai domiciliari


Foto: © MolfettaLive.it

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Fine della detenzione in carcere per Rocco Altomare, ex dirigente del settore Territorio del Comune di Molfetta. 

L’ingegnere fu arrestato lo scorso 23 giugno nell’ambito dell’operazione “Mani sulla città” assieme ad altre otto persone. con l'accusa di aver messo in piedi un presunto "sistema" per la gestione dell’edilizia molfettese. Altre 51 persone furono iscritte nel registro degli indagati. 

Altomare ha lasciato il penitenziario di Trani la sera di mercoledì e si trova adesso agli arresti domiciliari in una località fuori dalla Puglia. Questo perché nella sua abitazione molfettese è tuttora detenuto suo figlio Corrado. Ai domiciliari è anche il fratello di Rocco, l’ingegnere Donato, professionista dello studio tecnico “A&D” finito nel mirino della procura di Trani. 

Facevano parte dello stesso studio di vico Fortunato anche altri cinque arrestati (Giambattista del Rosso, Nicolò De Simine, Alessandro de Robertis, Marta De Giglio, Gaetano Di Mola) destinatari il 23 giugno di misure cautelari domiciliari e in seguito tornati in libertà. Agli arresti domiciliari finì anche l’imprenditore edile Mauro Spadavecchia, libero dai primi di luglio. 

Determinante ai fini della concessione dei domiciliari per Altomare potrebbe essere stato l’interrogatorio reso qualche giorno fa dinanzi al sostituto procuratore Antonio Savasta, titolare delle indagini.

MANI SULLA CITTA', SCARCERATI IN 4, SI AGGRAVA LA POSIZIONE DI ALTOMARE

Sono stati scarcerati i 4 collaboratori dello Studio A&D di Molfetta, che farebbe capo all’ing. Rocco Altomare, si tratta dell’architetto Giambattista Del Rosso, dell’ing.Gaetano Di Mola e dei due geometri Alessandro De Robertis e Nicolò De Simine che erano agli arresti domiciliari dal 23 giugno scorso.

Il Gip dott.Roberto Oliveri Del Castillo ha revocato l’ordinanza di custodia cautelare, dopo che i 4  collaboratori sono stati sottoposti ad interrogatori fiume, nel corso dei quali avrebbero fornito la propria versione dei fatti, sostenendo che erano solo dei collaboratori dello Studio tecnico A&D e quindi si sarebbero limitati ad eseguire le disposizioni impartite direttamente dall’ing.Rocco Altomare, che sarebbe stato il vero titolare dello studio (anche se no figurava ufficialmente), del quale anche loro avevano quote di partecipazione.

Dopo questa dichiarazione e l’audizione di persone informate dei fatti (costruttori e altri soggetti interessati a progetti edilizi) che avrebbero sostenuto che una parte di somme di denaro sarebbero state destinate allo stesso Altomare (gli inquirenti ritengono si tratti di tangenti), la posizione dell’ex dirigente dell’Ufficio territorio di Molfetta, dimessosi dopo l’arresto, si sta aggravando.
Restano ancora agli arresti domiciliari il fratello di Rocco, ing. Donato e il figlio ing. Corrado che continuano ancora ad avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti.
Intanto nei giorni scorsi c’è stato un colloquio alla Procura di Trani fra l’assessore all’Urbanistica del Comune di Molfetta, Pietro Uva e il dr. Antonio Savasta.