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IL SINDACO NON DENUNCIA E CERTE FAMIGLIE OCCUPANO IL TERRITORIO

Dopo l'incubo di Capodanno avevamo chiesto al primo cittadino Azzollini di presentare alla Procura una formale denuncia contro ignoti per i danni subiti dalla comunità in seguito alle distruzioni vandaliche messe in atto in Piazza Paradiso e in tutto il territorio cittadino; avevamo chiesto agli inquirenti di sequestrare le registrazioni fatte dalle telecamere presenti in Piazza e zone limitrofe, diffonderle in rete in modo che tutti cittadini potessero collaborare per l’individuazione dei responsabili; avevamo chiesto di confrontare le registrazioni con il materiale fotografico che abbiamo consegnato in questi anni al comando della Stazione dei Carabinieri di Molfetta insieme ai nomi di chi confezionava i fuochi d’artificio abusivi; chiedevamo che fosse  aperto un fascicolo d’indagine a cominciare dalle bombe del 2004 in Piazza Paradiso e che comprendesse oltre ai fatti degli ultimi giorni anche gli incendi di auto ed esercizi commerciali degli ultimi 5 anni.
Di tutto questo niente; però la Befana ha portato un dono ad una famiglia che conta, a quella più bisognosa. Il SindacoIncompatibileSenatore ha preso tempo e durante la tregua post-festiva ha trattato con le famiglie. Ha fatto intendere che in Piazza Paradiso non si può tornare perchè sarebbe troppo scontato oggi, alla luce di quello che si è scritto in rete, e per rimediare alle promesse non mantenute l'amministrazione comunale riprenderà la costruzione dei Box del mercato diffuso.

Azzollini ha rassicurato tutti, nel nuovo incubo notturno, e preannuncia che la giunta e i dirigenti comunali asseconderanno le richieste delle famiglie, non si farà alcuna gara d'appalto per la costruzione dei nuovi Box e non ci sarà alcun bando per i commercianti di settore per l'assegnazione, ma si seguirà la graduatoria interna alle famiglie e si assegneranno a coloro che presenteranno presso gli uffici comunali la documentazione  che attesti il più alto numero di anni di detenzione, non più con atto notorio ma direttamente con la dichiarazione del casellario giudiziario.



Alla vigilia della Befana, la Polizia Municipale e gli operai della Multiservizi hanno portato in dono alla famiglia Fiore uno spazio alternativo, e provvisorio, per la loro postazione di vendita di frutta e verdura, in attesa che comincino i lavori per la costruzione del terzo chiosco del "Mercato diffuso".
 

 

Dal 6 gennaio 2012 sono stati sottratti almeno tre posti auto per predisporre lo spazio da concedere ai fortunati componenti della famiglia Fiore; quello che non si comprende è il motivo per cui non si poteva concedere lo spazio sul marciapiede invece che sottrarre parcheggi alla comunità, evidentemente i signori hanno chiesto lo spazio riservato anche per parcheggiare il loro camioncino. Si vuole segnalare all'opinione pubblica che oltre ai privilegi già descritti bisogna denunciare che da quando questi signori sono apparsi sul "plateatico" tra via Piccinni e Leoncavallo sono spariti, in ordine di tempo, un lampione della pubblica illuminazione, due cassonetti dell'ASM, un albero nel pieno del suo vigore e la plancia per le pubbliche affissioni.


 

E' rimasto solo il palo che in passato è stato utilizzato dalla Molfetta Shopping per quella sfortunata campagna di esposizione del loro vessillo, evidentemente sarà utilizzato per issare lo stamma di famiglia dei nuovi inquilini e per far sapere che loro controllano un nuovo quartiere e, dopo il mercato e il nuovo bar a 50 metri sul lungomare, chissà quale altro investimento prevedono.
 

 

Abbiamo seguito i lavori degli operai della Multiservizi e abbiamo capito che gli ordini non li prendevano dagli agenti di Polizia o da qualche geometra del Comune (che non c'era) ma direttamente da un componente della famiglia che ha dato chiare indicazione sulla postazione da creare e della sua grandezza; naturalmente sono stati disturbati senza preavviso tutti i proprietari delle auto parcheggiate sullo spazio predestinato a diventare di proprietà privata.

Questo è lo scenario di sudditanza che l'amministrazione comunale ha rispetto a queste famiglie.  
Pertanto sollecitiamo le Forze dell'Ordine presenti sul territorio e gli inquirenti della Procura di Trani ad accelerare le indagini sui fatti esposti e quelli già segnalati in precedenza, chiedendo al SindacoIncompatibileSenatore:
– se l’assegnazione del nuovo chiosco sia avvenuta con regolare bando di assegnazione in modo da poter permettere a tutti i commercianti molfettesi, che pagano anche più di 210 euro mensili in locali presi in fitto per esercitare la loro attività, di poter concorrere legittimamente all’uso dei chioschi;
– se dalla prima ordinanza sindacale n.35905 del 21 giugno 2010 ad oggi i fortunati destinatari dei posteggi su aree pubbliche, riservati loro dall’amministrazione comunale, hanno pagato regolarmente le dovute tasse per l’occupazione di suolo pubblico.
Inoltre chiediamo se da parte del Sindaco, Dirigenti comunali, Comandante e Agenti di Polizia Municipale siano stati mai denunciati atti di intimidazione, esercitati dai commercianti interessati alle assegnazioni delle postazioni del “Mercato diffuso”, che abbiano potuto “indirizzare” e condizionare le scelte politico-amministrative per il Piano di Commercio. 

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Sequestrati 20 chili di ordigni esplosivi? Per noi sono ancora pochi.

La notizia dovrebbe farci contenti, e invece noi non ci accontentiamo di 20 chili di ordigni esplosivi artigianali sequestrati e due persone denunciate. Dopo la nostra denuncia esigiamo delle cifre più consistenti e poi ci servono nomi, cognomi e indirizzo in modo da creare la mappa dei detentori di esplosivi e collegarli ad altri episodi criminali.
Chissà che nei numerosi sottani gestiti dalle "famiglie" non ci siano altri ordigni, droga e armi, bisognerebbe far scattare una perquisizione a tappeto e ripeterla ogni mese, questa sì che sarebbe prevenzione.
E non venga fuori qualcuno con la solita lagna che queste cose si fanno in uno stato di polizia o di dittatura.
A Molfetta oggi la situazione è questa e non ci sono altre strade per riappropriarsi del territorio. Fino a quando la politica di palazzo è contigua e fiancheggiatrice della criminalità locale non si potrà attuare alcun programma di risanamento socio-culturale perchè ci vorrebbero almeno dieci anni per azzerare ciò che le amministrazioni di destra hanno creato. 
Siamo ancora in attesa della denuncia del primo cittadino sui fatti di Piazza Paradiso e se non arriverà entro sabato lo denunceremo noi per omissioni in atti d'ufficio.

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Botti nel seminterrato 

Un sorvegliato speciale 46enne ed una 43enne di Molfetta deferiti dai Carabinieri. Sequestrati 20 chili di ordigni esplosivi

www.molfettalive.it


Foto: © Carabinieri

Sono stati trovati in possesso di 20 chili di ordigni esplosivi, confezionati artigianalmente, che detenevano in un seminterrato adiacente alla loro abitazione. 

Per questo motivo, un sorvegliato speciale 46enne ed una 43enne di Molfetta sono stati deferiti in stato di libertà dai Carabinieri della compagnia ai comandi del capitano Domenico Del Prete per detenzione illegale di ordigni esplosivi e solo il 46enne anche per violazione degli obblighi relativi alla sorveglianza speciale.

Nell’ambito di mirati servizi, i militari hanno eseguito una perquisizione nel locale in uso alla coppia dove, in tre sacchi, hanno rinvenuto gli ordigni esplosivi di fattura artigianale sottoposti a sequestro. 

La Piazza d’Armi e il SindacoIncompatibileSenatore Azzollini

foto di Molfettalive

"La Piazza d'Armi, già Piazza Paradiso, è stata riconquistata, le esercitazioni per testare i nuovi ordigni hanno dato ottimi risultati, la qualità del tritolo è buona e la potenza delle deflagrazioni è ottimale. La mano d'opera, scugnizzi, affiliati delle famiglie criminali locali e cittadini albanesi hanno dimostrato ai nuovi alleati che il territorio è sotto controllo. Hanno dimostrato ai clan camorristi e baresi, che hanno ormai influenza nel nostro territorio, che si può osare di più. Dopo un anno di incendi d'auto, estorsioni, rapine, scippi, infiltrazioni e bombe, il territorio molfettese è marcato a dovere. 
I politici sono avvisati e i cittadini sono spaventati sufficientemente. I soldi sporchi sono riciclati da prestanomi o direttamente dai referenti delle famiglie. Lussuosi bar e attività commerciali hanno il timbro di famiglia. Il salto di qualità è l'edilizia ed anche in quel settore qualche prestanome o imprenditore, cresciuto dal nulla, si affida al politico di turno. Le esercitazioni di fine anno nella Piazza d'Armi servono a migliorare la qualità e la tipologia di ordigni che le famiglie devono avere in dotazione per dimostrare alla città di essere i padroni. Il territorio è cosa loro da sempre. 
La Piazza, che è il loro simbolo distintivo, quasi lo stemma di famiglia, gli è stata tolta e loro la riconquisteranno ad ogni costo. Nel giro di 6 anni, da quando è stata inaugurata, sia l’amministrazione comunale che gli artificieri di fine anno hanno operato con l’obiettivo comune di distruggere un bene comune che era stato riconsegnato alla città. 

L’obiettivo della distruzione ne nasconde un altro; chiedetelo all’ex–dirigente al commercio Mimmo Corrieri.

Per poter assecondare la richiesta delle famiglie che contano e cioè del desiderio di tornare con i loro box di frutta e verdura in Piazza Paradiso bisogna crearsi una motivazione credibile.
E la motivazione migliore, più credibile, che può mascherare ottimimamente il ricatto che da anni “le famiglie” esercitano sul SindacoIncompatibileSenatore è sotto gli occhi di tutti e ogni anno la registriamo come un fatto di cronaca e vandalismo fine a stesso.
Invece no, la distruzione di P.Paradiso fa parte di un sottile disegno criminoso che alla fine, se non lo fermeremo, lo sentiremo svelare dal primo cittadino nel primo comizio utile:
Dopo anni di verifiche tecniche, incontri con gli operatori commerciali e le associazioni di categoria, tenuto conto che ogni anno nelle notti del 25 e 31 dicembre si registrano episodi di vandalismo per mano di ignoti; considerato che quella piazza ha sempre avuto una vocazione commerciale, l’amministrazione comunale sentiti i bisogni delle “famiglie” abitanti nel quartiere ritiene che, per evitare i ripetuti episodi di vandalismo e per offrire una garanzia di protezione e sicurezza a tutto il quartiere, dai prossimi mesi l’attuale Piazza d’Armi, già nota come Piazza Paradiso, tornerà ad essere la piazza del commercio di un tempo con le migliori “ceras” doc del territorio e le stesse diventeranno attrazione del turismo  gastronomico che in tutti questi anni abbiamo promosso in città.
I box che saranno installati nella nuova Piazza saranno simili a quelli del “Mercato diffuso” già presenti in città e naturalmente saranno messi a disposizione delle “famiglie bisognose” senza gara d’appalto, ma direttamente date loro in affido seguendo una graduatoria di merito gerarchico e sarà dato un punteggio maggiore a chi dichiarerà con semplice atto notorio il maggior numero di anni di detenzione accumulato nel proprio curriculum personale…”.
Ma un botto fragoroso ci ha svegliato e ci siamo resi conto che era solo un sogno che potrebbe diventare realtà e solo una persona può evitare che questo accada, il SindacoincompatibileSenatore.
Chiediamo al primo cittadino Azzollini di presentare alla Procura una formale denuncia contro ignoti per i danni subiti dalla comunità in seguito alle distruzioni vandaliche messe in atto in Piazza Paradiso e in tutto il territorio cittadino; chiediamo agli inquirenti di sequestrare le registrazioni fatte dalle telecamere e diffonderle in rete in modo che tutti cittadini possano collaborare per l’individuazione dei responsabili; confrontare le registrazioni con il materiale fotografico che abbiamo consegnato in questi anni al comando della Stazione dei Carabinieri di Molfetta insieme ai nomi di chi confezionava i fuochi d’artificio abusivi; che sia aperto un fascicolo d’indagine a cominciare dalle bombe del 2004 in Piazza Paradiso e che comprenda oltre ai fatti di questi giorni anche gli incendi di auto ed esercizi commerciali degli ultimi 5 anni.
Infine si chiede la convocazione urgente del Consiglio Comunale per deliberare l'istituzione del  “Comitato Comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali" ai sensi della delibera del C.C. n. 48/’97” e la convocazione del "Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza".
Avvisiamo il Sindaco e i responsabili delle forze dell’ordine che, in mancanza della denuncia del primo cittadino, il Liberatorio Politico presenterà la denuncia e denuncerà, oltre il sindaco, chiunque sarà stato omissivo nell’ambito delle proprie competenze d’ufficio, ribadendo che questa guerra la potremo vincere solo se si creerà sinergia e collaborazione tra amministratori, forze dell’ordine e cittadini.
 

Distrutte le ultime due sentinelle, la Piazza d’Armi è tornata nelle mani dei soliti noti

 

Ieri mattina avevamo voluto fotografare la situazione in Piazza Paradiso perchè la distruzione delle ultime due forierie era preannunciata e puntualmente le nostre previsioni sono state rispettate.
Stamattina quello che vedete nelle foto successive è quello che rimane delle ultime due "sentinelle" della piazza che da oggi chiameremo Piazza d'Armi.

 

Prima delle 22.00 si presentava già così la centralina Enel che già era esplosa nel 2004 

Stamattina era stata ripristinata 

Stamattina gli unici ad essere presenti in piazza, un gruppo di cittadini albanesi che festeggiavano con birre alla mano (alle 10 di mattina)… e con loro visi conosciuti. 

ANCORA UN VASO "ESPLOSO". NE SONO RIMASTI SOLO DUE, RIUSCIRANNO A SOPRAVVIVERE ALLA BATTAGLIA FINALE?

 

Ancora un vaso "esploso" e gli ultimi due superstiti sono rimasti gli unici a guardare la piazza.
Il SindacoIncompatibileSenatore tace e fa parlare il suo sito anonimo 

 

 

Auguriamo a lui e ai suoi adepti che il "sillogismo"  non sia troppo esplosivo da procurare danni irreparabili…

Evoluzione di un botto. Giovedì mattina abbiamo chiesto al Sindaco di vietare l'uso di fuochi d'artificio


Egregio signor Sindaco, visti i numerosi nostri pubblici richiami alle Sue responsabilità in materia di sicurezza e ordine pubblico e i Suoi silenzi, ci permettiamo di suggerirLe l’emissione di un’ordinanza sindacale, come molti suoi colleghi hanno già fatto in tutto il territorio nazionale, sul divieto di detenzione e uso di fuochi d’artificio.
Per facilitarLe il compito Le inviamo una bozza di ordinanza tipo perché sappiamo che Lei è oberato da impegni incompatibili con il suo mandato di sindaco della nostra città.

Inoltre La invitiamo ad accogliere la nostra richiesta di spostare in Piazza Paradiso l’eventuale festa di fine anno prevista in Piazza Municipio (voluta da Lei e da alcuni commercianti), per i motivi che Lei e le Forze dell'Ordine conoscono bene. 

  
Segue proposta di Ordinanza Sindacale
 

COMUNE DI MOLFETTA
 
IL  SINDACO

 

Considerato che l’accensione e il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di bombette e mortaretti ed il lancio di razzi è causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini, per l’uso spesso incontrollato di tali artifici e senza l’adozione delle minime precauzioni atte ad evitare pericoli e danni, diretti  e indiretti, all’integrità fisica delle persone e degli animali e all’ambiente;              Tenuto conto che esiste un oggettivo pericolo derivante anche da quei prodotti per i quali è ammessa la vendita al pubblico, trattandosi pur sempre di materiale esplodente, in grado di provocare danni fisici sia a chi li maneggia che a chi ne venisse fortuitamente colpito;                                                                            
Rilevata altresì, la necessità di limitare comunque il più possibile rumori molesti nell’ambito urbano in tutte le vie e piazze ove si trovino delle persone, e in particolare in prossimità di scuole, uffici pubblici, luoghi di culto, ecc.;
Ritenuto pertanto necessario disciplinare l’accensione ed il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di bombette e mortaretti, ed il lancio di razzi in tutto il territorio comunale e per tutti i periodi dell’anno;
Visto l’art. 54 del D.Lgs 18.08.2000;

ORDINA

L’accensione, il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi, bombette, ecc. sono vietati su tutto il territorio del Comune.
Deroghe potranno essere concesse dall’Amministrazione comunale, su richiesta scritta e motivata, nell’ambito della tenuta di particolari manifestazioni.
Fermo restando l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste da leggi e regolamenti, la violazione della presente ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50,00 ad euro 300,00. Delle violazioni commesse dai minori risponderanno coloro i quali sono tenuti alla loro sorveglianza.
Agli Agenti della Polizia Municipale e agli altri Agenti della Forza Pubblica è demandato di far osservare la presente Ordinanza;

DISPONE

Che il presente provvedimento venga affisso all’albo Pretorio del Comune per 30 giorni consecutivi e che ne sia data immediata diffusione alla cittadinanza e, che altresì venga pubblicato sul sito internet del Comune di Molfetta
Ai sensi dell’art. 3, comma 4 e art. 5, comma 3 della Legge 07/08/1990, n. 241, contro la presente ordinanza è ammesso, nel termine di 60 giorni dalla notifica/pubblicazione all’Albo Pretorio, ricorso al T.A.R. Puglia, oppure, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da proporre entro 120 giorni dalla suddetta notifica/pubblicazione (D.P.R. 24/11/1971, n. 1199).
Dalla Residenza Municipale lì 29/12/2011
 

I servi di Palazzo e dell'informazione hanno scritto:

I BOTTI, ALL'IMPROVVISO

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Piazza Paradiso, la lunga marcia per la legalità

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Sembra ieri, quel 9 gennaio 2005, quando si svolse la "marcia per la legalità" organizzata dalla Parrocchia Immacolata e il Comitato di quartiere" Piazza Paradiso"; una marcia che partiva da molto lontano, forse, ancor prima dell'ottobre 1992, quando fu ordinato l'ultimo atto per lo sgombero di Piazza Paradiso con le circa quaranta ordinanze notificate ad altrettanti operatori commerciali presenti in fatiscenti box che, allora, nelle ultime settimane bruciavano nel silenzio della notte.
Quello stesso silenzio, quasi irreale, che regnava fino alle 23.30 della notte di S. Silvestro tra il 2004 e il 2005, fu rotto da quella potente deflagrazione che mandò in frantumi non solo vetri, finestre ed auto, ma la speranza di donne e uomini, giovani ed anziani che da anni aspettano di poter vivere in un quartiere in cui la civile convivenza è quotidianamente negata.

Le denunce dei cittadini sono state sempre ignorate e le preoccupazioni per l'evento preannunciato sono state minimizzate. Le palesi responsabilità della civica amministrazione, nell'aver sottovalutato gli incidenti già avvenuti alla vigilia del Natale 2004 in Piazza Paradiso, ci dimostrano il basso livello d'interesse delle Istituzioni nel garantire l'incolumità a quei cittadini che chiedevano e chiedono protezione nella notte di S.Silvestro per incidenti preannunciati e puntualmente accaduti allora e che si ripetono ancora oggi.
Nella notte di questo natale già ci sono state le prime avvisaglie, così come accadde nel 2004, e temiamo che ci possano essere altre bombe a capodanno.
Ormai il territorio è nelle mani di esperti artificieri mercenari o lavoratori in proprio che tengono in scacco la città da parecchi anni; ed è difficile immaginare come il primo cittadino, impegnato com'è nella difesa del suo triplo incarico di sindaco-senatore-presidente, possa interessarsi alla sicurezza dei cittadini. Se le leggi non sono cambiate le competenze del Sindaco, a riguardo, sono anche altre.
Il Sindaco, quale ufficiale di governo, sovrintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone il Prefetto. Il Sindaco adotta provvedimenti urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini; e per l'esecuzione dei relativi ordini può richiedere al Prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica (e non della vigilanza privata).
Non ci risulta che tutto questo sia mai avvenuto. Abbiamo chiesto più volte di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza; di dare vita al  “Comitato Comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali" ai sensi della delibera del C.C. n. 48/’97”, ma tutti i sindaci e le amministrazioni che si sono succedute dal lontano 7.4.1997 non hanno mai portato a termine quanto deliberato dalla massima assise cittadina. 
In questi anni abbiamo anche chiesto al sindaco di organizzare un grande concerto in Piazza Paradiso per il 31 dicembre per riappropriarsi di un luogo simbolo della città e sottrarla ai soliti noti. 
La risposta è sempre stata negativa e, quest'anno, anche provocatoria. 
L'amministrazione comunale ha preannunciato di voler organizzare per la prima volta un capodanno in piazza, ma ha pensato bene di organizzarlo in via Dante o comunque lontano dalla piazza "d'armi"
Non siamo ancora a conoscenza del programma dell'evento ma chiediamo al sindaco di ripensarci e delocalizzare la festa in Piazza Paradiso in modo che i cittadini e le forze dell'ordine possano presidiare la piazza e sottrarla ai soliti facinorosi permettendo a decine e decine di famiglie di rimanere nelle loro case senza sentire la necessità di abbandonarla, come avviene da molti anni, per timore di subire un vero e proprio "attacco dinamitardo" preannunciato. 

 

 

Ogni anno abbiamo documentato e denunciato situazioni e persone impegnate in questo “gioco esplosivo” ma le forze dell’ordine non hanno risposto alle nostre denunce.

Diversamente, negli ’90, abbiamo vinto la guerra contro la nostra criminalità locale lavorando in rete tra forze dell’ordine, amministrazione comunale e cittadinanza attiva, oggi questo non avviene più e perciò che tutti abbiamo perso il controllo del territorio. Noi siamo ancora disponibili e aspettiamo un segnale chiaro dall’altra parte, in mancanza non ci rimane altro che continuare la nostra lunga marcia per la legalità. 


 

Nel quartiere oltre alle botteghe de "L'Arte dei salumi" ci sono i retrobottega o scantinati delle "salsicce esplosive".


L'inferno di Piazza Paradiso  – 2009

Cronaca di una settimana da dimenticare

                                                                                                                                                                                                                         


Foto: © n.c.

di Lorenzo Pisani
http://www.molfettalive.it

E veniamo alla consueta pagina di cronaca” direbbe il bravo conduttore del tiggì. E quando “consueta” e “cronaca” vanno a braccetto c’è poco da stare allegri. E in questa città da un bel po’ è così. 

L’ultima settimana ha offerto un assortito campionario di azioni criminali. Si è cominciato di lunedì, con un negozio di abbigliamento svaligiato all’alba. La fiamma ossidrica a illuminare quel che restava della notte. 

Il giorno successivo, San Nicola ha portato in dono cenere e carboni. Nel vero senso della parola. Chiedere ai possessori delle due auto in fumo in via Giordano Bruno. Non è andata bene anche a rione Paradiso, con una donna trascinata a terra per poche centinaia di euro. Un 6 dicembre da incubo. 

E venerdì ancora violenza. Due individui a bordo di uno scooter hanno assaltato un distributore di carburanti in via Giovinazzo. Erano le 19.30. Circa 1.500 euro il bottino. 

"La consueta pagina di cronaca" di ferma qui. Pronta a svanire tra le tante pagine di una comunità che archivia in fretta. Che si magnifica di espansioni di zone industriali, che si fa bella in mille e più eventi culturali. 

Accanto alle luci e ai lustrini c’è un’altra città: che ruba, rapina, incendia. Sembrano essersene accorti sinora solo Liberatorio Politico, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori. Insieme hanno in consiglio comunale un consigliere. Hanno chiesto che prenda forma il Comitato comunale di monitoraggio sui fenomeni delinquenziali, istituito quattordici anni fa e mai avviato. Hanno solidarizzato con i commercianti.

C'è anche il Comune. Si è detto preoccupato. Ha promesso un incontro con le forze dell'ordine, ma a oggi nulla di concreto. Non si parla d’altro. Del futuro sindaco, s’intende. Nel frattempo Molfetta brucia.

DALLA "CITTA' ILLEGALE" ALLA "CITTA' ETERNA", STORIA DELL'UOMO CHE VOLLE IL "MERCATO DELL'ABUSO DIFFUSO". PROSPETTIVE FUTURE.

 

logo LIBERATORIO 180x180

Oggi alle 18.30  – Sala B. Finocchiaro  
Fabbrica San Domenico – Molfetta

relazioneranno:

Michele Altomare 

Matteo d'Ingeo
 

Il Movimento “Liberatorio Politico” torna ad incontrare la città per fare il rendiconto dell’attività svolta negli ultimi mesi e per informare, senza bavaglio, sulle vicende cittadine di ordinaria illegalità.
A sei anni dalla sua nascita e dopo un’attività incessante di controinformazione svolta attraverso il proprio Blog (http://liberatorio.splinde
r.com/), nonostante le minacce, intimidazioni più o meno palesi, tentativi di censure ed isolamento vuole lanciare un messaggio a tutti i cittadini in prospettiva di possibili elezioni comunali anticipate.

Il processo Spadavecchia-Brattoli approda in appello

tribunale-bari(3)
molfettalive.it

Il processo cosiddetto Spadavecchia-Brattoli torna in aula. 

Dopo la sentenza di primo grado, terminata con l’assoluzione per Vincenzo Spadavecchia e la condanna a dieci mesi per Cristofaro Brattoli, sarà la Corte d'appello di Bari a occuparsi dei fatti che animarono la campagna elettorale per le amministrative del 2006

Il procedimento, istruito dal pubblico ministero Giuseppe Maralfa, terminò l’8 luglio 2008L’assessore fu assolto dall'accusa di voto di scambio “per l’inadeguatezza della prova della sussistenza del fatto”; mentre l’assassino del sindaco Gianni Carnicella fu ritenuto colpevole “per il delitto tentato di violenza privata” a causa di alcune minacce nei confronti del candidato sindaco Lillino di Gioia.

Sentenza cui si sono appellati la procura di Trani e i legali di Brattoli. 

Nella seconda sezione penale si procederà al riesame del verdetto di primo grado, sia dal punto di vista delle argomentazioni che portarono al pronunciamento del giudice monocratico Lorenzo Gadaleta, sia delle prove prodotte dal pm.

Due fatti distinti, quelli che hanno visto coivolti gli imputati, unificati in un unico procedimento dalla procura. Fu lo stesso Maralfa, nella discussione che precedette la sentenza di primo grado, a spiegarne il perché, tracciando un quadro non certo esaltante della vita politica locale. Da una parte, la storia dei 200 buoni benzina. Dall’altra, le parole che l’allora candidato del centrosinistra si sentì riferire al termine di un volantinaggio: «Tu non puoi fare il sindaco! Ricordati di piazza Paradiso, pezzo di merda». 

Il procedimento conta anche una costituzione di parte civile, quella di Matteo d’Ingeo in qualità di cittadino ed elettore molfettese ritenutosi danneggiato dalla condotta dei due imputati.

Amministrative 2006, l’appello assolve Brattoli

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Sentenza assolutoria confermata per Vincenzo Spadavecchia e riforma del giudizio, con assoluzioneper Cristofaro Brattoli

È il verdetto del processo di secondo grado Spadavecchia-Brattoli celebratosi ieri nella Corte d’appello di Bari. 

Dopo circa tre anni, la giustizia si è nuovamente occupata delle vicende accadute nella campagna elettorale per le amministrative del 2006. 

Al termine del primo grado di giudizio, l’attuale assessore allo Sport era stato assolto “per l’inadeguatezza della prova della sussistenza del fatto” dall’accusa istruita dal sostituto procuratore di Trani Giuseppe Maralfa di voto di scambio. Mentre per il killer del sindaco Gianni Carnicella fu emessa una condanna a dieci mesi di reclusione “per il delitto tentato di violenza privata” a causa di alcune minacce nei confronti del candidato sindaco Lillino di Gioia. 

Sentenza, quest’ultima, riformata in camera di consiglio dalla corte. Che invece ha confermato quanto stabilito nel 2008 nei confronti del politico dal giudice del tribunale di Trani Lorenzo Gadaleta. 

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni.