“Duecento ditte sul lastrico per i derivati” 60 indagati tra funzionari e direttori di banca

bari.repubblica.it

Più di 60 persone, tra dirigenti e responsabili del Banco di Napoli (Gruppo Intesa San Paolo) e del Monte dei Paschi di Siena (in un caso) sono indagate dalla Procura della Repubblica di Trani per truffa ai danni di consumatori, per lo più amministratori e responsabili di 'srl' o 'spa' e imprenditori, ai quali avrebbero fatto sottoscrivere contratti per prodotti finanziari derivati, del tipo Swap, venduti come una sorta di prodotto assicurativo a tutela del mantenimento dei tassi di interesse da pagare alla banca su mutui e prestiti. Oltre 200 le imprese di Barletta, Andria e Trani, messe in ginocchio dalle operazioni finanziarie, i cui scoperti bancari sono arrivati anche a 700 mila euro. 

Sette indagati sono accusati anche di estorsione in quanto, secondo quanto accertato dalla Tenenza di Molfetta della Guardia di finanza che ha svolto le indagini, avrebbero obbligato i clienti a sottoscrivere gli 'swap' per ottenere mutui e prestiti. Sequestrati contratti finanziari derivati per un valore di oltre 220 milioni di euro e la somma complessiva di circa 10 milioni, di cui 4 milioni equivalenti all’ingiusto profitto sinora percepito dalle banche e circa 6 che sarebbero arrivati con i pagamenti delle future rate. Secondo le accuse, i dipendenti delle banche piazzavano i prodotti derivati nascondendo la loro vera natura e i rischi, tanto che alcuni imprenditori si sono trovati, dopo le prime due rate semestrali a loro favorevoli, sull'orlo della bancarotta, non potendo far fronte a due interessi passivi, quello originario del mutuo contratto e l'altro dello 'swap'. Nei casi più gravi le banche hanno eseguito transazioni con i loro clienti. 

Gli strumenti derivati su tassi d’interesse o interest rate swap – spiega la procura – sono contratti in cui due parti si accordano di scambiarsi reciprocamente, a scadenze prestabilite, flussi finanziari, periodici o una tantum, il cui ammontare è determinato di volta in volta, applicando i parametri di riferimento previsti dallo schema contrattuale. Essi possono essere utilizzati a fini di copertura, per fronteggiare la variabilità dei tassi di interesse sulle operazioni finanziarie, o a fini speculativi, per ottenere profitti economici. Generalmente allo “swap” ricorrono le imprese (ma anche gli enti pubblici) per eliminare l’incertezza di un contratto a tassi variabili. l’impresa (o l’ente) si impegna a pagare un tasso fisso e riceve un tasso variabile. la differenza la paga (o l’incassa) l’impresa. "Tuttavia – sottolineano gli investigatori – la ventilata copertura dall’eventuale rischio rialzo dei tassi di interesse mediante sottoscrizione di contratti su strumenti derivati, proposta a soggetti indebitati (cd. clientela “corporate”), si rivela spesso un autentico raggiro in cui la società finisce per pagare molto più di quanto non incassi dallo scambio. Generalmente – spiegano ancora gli esperti della procura – le società vengono indotte dalla propria banca a sottoscrivere ‘contratti derivati’ attraverso artifizi consistenti nella mendace rappresentazione di un prodotto finanziario che consentirebbe al debitore di ‘proteggersi dal rialzo dei tassi’. 

Questo lo scenario disvelato dalle indagini condotte dalle fiamme gialle di Molfetta, dopo le denunce dei tiolari delle aziende, ormai con l'acqua alla gola a causa del meccanismo fraudolento messo in piedi dalle banche. Le condotte illecite sono state perpetrate da direttori e funzionari delle diverse filiali interessate, che in alcuni casi hanno svolto l’attività di promotore finanziario pur non essendo iscritti all’albo.

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One thought on ““Duecento ditte sul lastrico per i derivati” 60 indagati tra funzionari e direttori di banca

  1. anonimo ha detto:

    Caro Liberatorio,

    in data 24 novembre 2011, pubblicavi sul sito on-line, il seguente articolo: " CONDONO EDILIZIO…D'ARGENTO E DISIN-VOLTURE URBANISTICHE…… FINANZIARIE"

    Nel suddetto articolo si parlava di una "voltura del permesso a costruire", la N° 1625 del  del 12/03/2010, da un "concessionario " del lotto 8-9 maglia G della zona ASI a favore del " Centro Leasing S.P.A. " facente capo al " GRUPPO INTESA-S.PAOLO"…..

    A margine di tale articolo, un "esperto" ( o interessato…? ) commentatore, liquidava la questione con una "saccente"  spegazione: "…il meccanismo è quello del lease back……Per regolamento ASI, tale procedura necessita della voltura ossia che il progetto intestato alla Proprietà venga riferito alla società finanziatrice……" firmato "TOTO'.

    PEPPINO, oggi, alla luce di quanto "disvelato" dalla Operazione Giudiziaria, si chiede:

    A) COME MAI LE IMPRESE  "INGENUE" E "TRUFFATE" SONO  DEL TERRITORIO DELLA BAT ?

    B) COME MAI TRA QUELLE COMPARE, SOLO,  IL NOSTRO "COLOSSO" EXPRIVIA ?

    C) QUALE "CASUALITA' "…..LEGA I GRUPPI BANCARI INDAGATI  : INTESA-S. PAOLO E MONTE DEI PASCHI DI SIENA ?

    D) COME MAI  LE " NOSTRANE" AZIENDE INFORMATICHE ED IMPRESE ARTIGIANALI-COMMERCIALI-EDILIZIE  ( SEMBRA ,AD OGGI ) RISULTANO  POCO "ESPOSTE" A TALI,  PRESUNTI, "RAGGIRI" FINANZIARI ?

    LE RISPOSTE, I CITTADINI "ATTIVI"  ED ANCHE QUELLI "INDIFFERENTI", LE CONOSCONO GIA'….DA ANNI !

    TANTO, SEMPRE NELLA  RISPETTOSA FIDUCIA ED ATTESA,,….CHE, AL FIN , GIUNGA "L'ONDDA  INVESTIGATIVA"  SULL' "INTRECCIO AFFARISTICO- FINANZIARIO" DELLE NOSTRE PARTI, SENZA IL PERICOLO CHE CI SI "INCAGLI" SU  FONDALI E SCOGLI  A  PELO D'ACQUA……

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