L’incubo del Liberatorio: «Da piazza Paradiso a piazza d’Armi»

Il movimento civico ipotizza uno scenario da brividi: l'uso spropositato dei botti e gli atti vandalici mirano a far ritornare in piazza il mercato smantellato dopo l'omicidio Carnicella

 


Foto: © MolfettaLive.it 

www.molfettalive.it

Ciò che accade ogni notte di San Silvestro in piazza Paradiso
 va oltre la semplice sequela di atti vandalici, ma sarebbe da ascrivere all'avanzata della criminalità nella nostra città.


Il Liberatorio Politico grida fuori dal coro e in un comunicato argomenta la sua tesi.

Innanzitutto, piazza Paradiso per Matteo d'Ingeo deve ribattezzarsi "piazza d'Armi". Quelli che esplodono non sono semplici botti: per l'effetto devastante si tira in ballo il tritolo. L'arredo urbano festa dopo festa si impoverisce e questo – secondo il coordinatore del movimento civico – va in un'unica direzione: far ritornare in piazza le bancarelle per la frutta. Un ritorno a un funesto passato. Il mercato fu infatti smantellato dopo l'omicidio del sindaco Gianni Carnicella, avvenuto il 7 luglio 1992.

Lo scenario è da brividi. Tutti i fatti criminosi, secondo il Liberatorio, seguirebbero questa chiave di lettura: «Dopo un anno di incendi d'auto, estorsioni, rapine, scippi, infiltrazioni e bombe, il territorio molfettese è marcato a dovere. I politici sono avvisati e i cittadini sono spaventati sufficientemente». 

Fiumi di denaro e malaffare ammorberebbero il tessuto cittadino, e le bombe sarebbero solo la punta dell'iceberg: «Le esercitazioni di fine anno nella Piazza d'Armi servono a migliorare la qualità e la tipologia di ordigni che le famiglie devono avere in dotazione per dimostrare alla città di essere i padroni. Il territorio è cosa loro da sempre.
La Piazza, che è il loro simbolo distintivo, quasi lo stemma di famiglia, gli è stata tolta e loro la riconquisteranno ad ogni costo».

Lo scenario ipotizzato parla di presunte pressioni esercitate sul sindaco Antonio Azzollini ribattezzato "SindacoincompatibileSenatore". Il Liberatorio invita a guardare oltre l'apparenza ogni atto vandalico e a tenere alta la guardia. Come in film a tinte fosche, il futuro è quello di un comizio in cui si potrebbero ascoltare queste dichiarazioni: «Dopo anni di verifiche tecniche, incontri con gli operatori commerciali e le associazioni di categoria, tenuto conto che ogni anno nelle notti del 25 e 31 dicembre si registrano episodi di vandalismo per mano di ignoti; considerato che quella piazza ha sempre avuto una vocazione commerciale, l’amministrazione comunale sentiti i bisogni delle “famiglie” abitanti nel quartiere ritiene che, per evitare i ripetuti episodi di vandalismo e per offrire una garanzia di protezione e sicurezza a tutto il quartiere, dai prossimi mesi l’attuale Piazza d’Armi, già nota come Piazza Paradiso, tornerà ad essere la piazza del commercio di un tempo».

E i box non sarebbero altri che quelli già visti nel mercato diffuso, già contestati, nella forma, nella sostanza e nelle modalità di assegnazione.

Un sogno, anzi un incubo, a sentire d'Ingeo: «Ma un botto fragoroso ci ha svegliato e ci siamo resi conto che era solo un sogno che potrebbe diventare realtà e solo una persona può evitare che questo accada, il SindacoincompatibileSenatore».
 

La realtà è fatta di proposte concrete: «Chiediamo al primo cittadino Azzollini di presentare alla Procura una formale denuncia contro ignoti per i danni subiti dalla comunità in seguito alle distruzioni vandaliche messe in atto in Piazza Paradiso e in tutto il territorio cittadino; chiediamo agli inquirenti di sequestrare le registrazioni fatte dalle telecamere e diffonderle in rete in modo che tutti cittadini possano collaborare per l’individuazione dei responsabili; confrontare le registrazioni con il materiale fotografico che abbiamo consegnato in questi anni al comando della Stazione dei Carabinieri di Molfetta insieme ai nomi di chi confezionava i fuochi d’artificio abusivo; che sia aperto un fascicolo d’indagine a cominciare dalle bombe del 2004 in Piazza Paradiso e che comprenda oltre ai fatti di questi giorni anche gli incendi di auto ed esercizi commerciali degli ultimi 5 anni.
 

Infine si chiede la convocazione urgente del Consiglio Comunale per deliberare l'istituzione del “Comitato Comunale di monitoraggio dei fenomeni delinquenziali" ai sensi della delibera del C.C. n. 48/’97” e la convocazione del "Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza».

In mancanza della denuncia del primo cittadino, il Liberatorio Politico presenterà la denuncia e denuncerà, oltre il sindaco, chiunque sarà stato omissivo «nell’ambito delle proprie competenze d’ufficio».

«Questa guerra – conclude il Liberatorio – la potremo vincere solo se si creerà sinergia e collaborazione tra amministratori, forze dell’ordine e cittadini».

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