Il potere della casta ha scippato ancora una volta agli italiani la democrazia


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Dopo che i colleghi deputati della Camera, in data 14 dicembre 2011,  hanno accertato l'incompatibilità tra il mandato parlamentare e le cariche di sindaco di comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti (ricoperte dai deputati Cristaldi, Luciano Dussin, Marini, Paroli, Traversa e Zacchera), oggi i senatori colleghi di Azzollini invece di adeguarsi alla loro decisione decretando l’incompatibilità della sua carica obbligandolo all’opzione, ne hanno decretato la compatibilità.
E' vergognoso essere governati da una casta inattaccabile che difende se stessa fino al paradosso di spaccare in due il Parlamento. Per la Camera un sindaco è incompatibile con la carica di deputato, per il Senato un sindaco è compatibile con la carica di senatore.

 

Legislatura 16º – Giunta delle elezioni e delle immunita' parlamentari – Resoconto sommario n. 103 del 21/12/2011

GIUNTA DELLE ELEZIONI E DELLE IMMUNITA' PARLAMENTARI

 

MERCOLEDÌ 21 DICEMBRE 2011

103ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

FOLLINI

indi del Vice Presidente

BALBONI

     

La seduta inizia alle ore 12,05.

 

VERIFICA DEI POTERI

 

Esame degli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 277 del 2011 in materia di incompatibilità   

 

Il Presidente FOLLINI ricorda che la Giunta nella seduta del 7 dicembre scorso ha respinto a maggioranza la proposta – adottata pure a maggioranza dal Comitato incaricato di svolgere l'istruttoria sulle cariche rivestite dai senatori – di procedere all'audizione di esperti in materia di diritto costituzionale.

 

Il senatore BALBONI (PdL) ritiene che una sentenza additiva della Corte Costituzionale non possa intervenire sui rapporti in essere – modificando una decisione della Giunta passata in giudicato -, ma soltanto su vicende successive o comunque non ancora valutate dalla Giunta stessa. Il senatore Stancanelli, del resto, si è dimesso per evitare di essere dichiarato decaduto come sindaco a seguito dell'azione popolare intentata nei suoi confronti. La Giunta, dunque, deve esprimersi nel senso che la sentenza della Corte costituzionale in materia di incompatibilità non può avere effetti sulla condizione dei senatori Azzollini e Nespoli. Per quanto riguarda invece i presidenti di provincia, cioè una tipologia di carica cui la sentenza anzidetta non fa alcun cenno, saranno necessari altri approfondimenti.

 

Secondo il senatore SANNA (PD) la pronuncia della Corte supera le argomentazioni che fondano la giurisprudenza parlamentare inaugurata nel 2002 – quando fu capovolto il principio della trasformazione delle cause di ineleggibilità sopravvenute in cause di incompatibilità – e ribadita anche nella corrente legislatura con decisioni assunte a maggioranza. La giurisprudenza parlamentare, già modificata in quell'occasione, deve mutare nuovamente e tornare alle valutazioni originarie della Giunta assumendo una posizione costituzionalmente orientata. Se la Giunta del Senato – le cui decisioni, peraltro, sono di natura amministrativa e non giurisdizionale – non accertasse anche nei casi in esame l’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20.000 abitanti, ne deriverebbe un contrasto con la decisione assunta nei giorni scorsi dalla Camera dei deputati, con inevitabile caduta di credibilità del Parlamento di fronte all’opinione pubblica. Per questi motivi il Gruppo del Pd non parteciperà a un’eventuale votazione che ponesse il Senato in difformità con la sentenza della Corte costituzionale.

 

Il senatore SARRO (PdL) condivide le argomentazioni svolte dal senatore Balboni. La Corte di Cassazione, sezioni unite civili, con la sentenza n. 9151 del 2008 ha precisato che gli atti adottati dalla Giunta hanno natura giurisdizionale. Nella fattispecie in esame la Giunta, affrontando più volte la questione, si è espressa sulla base della normativa allora vigente e con pronunce di carattere definitivo che rientrano pertanto nell'ambito indicato dalla Cassazione; aderendo alla tesi contraria si attribuirebbe alla sentenza della Corte un anomalo effetto retroattivo, applicato a situazioni giuridicamente definite, e si lederebbe la dignità del Parlamento.

 

         Il senatore MAZZATORTA (LNP) osserva che la sentenza n. 277 della Corte costituzionale è intervenuta in una materia coperta dalla riserva di legge e dunque richiedeva un atteggiamento di prudenza rispettoso dell’autonomia del Parlamento. Tale sentenza non può avere un effetto retroattivo ma spetta al Parlamento intervenire sui rapporti in essere secondo principi di ragionevolezza e buon senso. È anzi auspicabile che il Senato, eletto su base regionale, valuti l’opportunità di favorire un’osmosi fra le cariche rivestite in enti territoriali locali e quelle a carattere nazionale.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) ritiene che la Giunta debba prendere atto dell’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, restituendo coerenza al sistema delle ineleggibilità dei parlamentari. La pronuncia della Corte ha introdotto nell'ordinamento una specifica norma e non può valere la considerazione che si è in presenza di diritti acquisiti o di aspettative legittime, perché la Giunta decide sempre allo stato degli atti.

 

Secondo il senatore CASSON (PD) la pronuncia della Corte introduce nell'ordinamento una specifica norma, che colma doverosamente una lacuna normativa. La sentenza della Corte di Cassazione citata dal senatore Sarro non si applica alla fattispecie in esame, dove non si è in presenza di una sentenza passata in giudicato ma di una decisione assunta dalla Giunta allo stato degli atti. Non vi può essere conflitto fra il Parlamento e la Corte costituzionale, che è sempre giudice di ultima istanza e la cui sentenza deve fornire alle Camere la necessaria base interpretativa per intervenire.

 

         Il PRESIDENTE ricorda che il disegno di legge A.S. n. 1630 prevede l’incompatibilità fra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20 mila abitanti, riprendendo una giurisprudenza della Giunta modificata solo nel 2002. Le considerazioni ivi contenute valgono a maggior ragione dopo la sentenza n. 277 della Corte costituzionale, che ha delineato un perimetro all’interno del quale deve muoversi la Giunta del Senato e alla quale ha già dato seguito la Giunta della Camera dei deputati, accertando quasi all’unanimità l’incompatibilità fra le due cariche anzidette. Una eventuale votazione che si ponesse in contrasto con questo percorso creerebbe una contraddizione fra le posizioni delle due Camere, colpirebbe la sensibilità dell’opinione pubblica, già acuta sul punto, e aprirebbe una ferita istituzionale fra i diversi schieramenti presenti in Giunta. In quel caso egli uscirebbe dall’Aula e non parteciperebbe al voto.

 

         Il senatore SARO (PdL), nel concordare con il senatore Balboni, sottolinea la complessità e la delicatezza della questione, che rappresenta uno snodo politico significativo. La proposta sostenuta dalla sua parte politica, infatti, non intende rappresentare un elemento di rottura con altre forze politiche bensì porre le basi per affrontare in un clima di dialogo il tema delle ineleggibilità dei parlamentari e ricercare nuove soluzioni legislative che non mortifichino il Parlamento, ma restituiscano ad esso legittimità e orgoglio.

 

         Il senatore SANNA (PD) ribadisce che i senatori del Gruppo del Pd abbandoneranno l’Aula.

 

         Il senatore LI GOTTI (IdV) dichiara che anche i senatori dell’Italia dei Valori usciranno dall’Aula e non prenderanno parte alla votazione.

 

      Il senatore MAZZATORTA (LNP) osserva che la decisione che verrà assunta sarà molto ponderata, anche perché la Giunta vi ha dedicato ben sei sedute.

 

         Il PRESIDENTE  invita il Vice presidente Balboni ad assumere la presidenza ed esce dall'Aula.

 

La Giunta approva a maggioranza la proposta del senatore Balboni di non estendere anche alle fattispecie su cui la Giunta si è già pronunciata – vale a dire la situazione dei senatori Azzollini e Nespoli – gli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 277 del 2011 in materia di incompatibilità.

 

 

         La seduta termina alle ore 13.50.

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4 thoughts on “Il potere della casta ha scippato ancora una volta agli italiani la democrazia

  1. anonimo ha detto:

    Le mie più sentite condoglianze.

  2. anonimo ha detto:

    senatore MAZZATORTA, senatore BALBONI,

    baciamo le mani

  3. anonimo ha detto:

    amen

  4. anonimo ha detto:

    Questa è l'ennesima dimostrazione che siamo in un paese da terzo, anzi da quarto mondo. AZZOLLINI VERGOGNATI!!!!!!!!!!

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