La saga del "Torrino della discordia" è veramente conclusa?

 

 

È stato pubblicato nei giorni scorsi il provvedimento emesso dalla terza sezione del Tar di Bari con il quale il Comune di Molfetta è risultato definitivamente soccombente in quella che è stata una vera e propria saga contro l’avv. Annalisa Nanna ed i lavori di ristrutturazione della sua unità immobiliare, posta in aderenza al Duomo di Molfetta.
Dopo aver letto la sentenza esprimiamo la nostra amarezza e prendiamo atto di come la "giustizia processuale" possa stridere con la realtà che urla vendetta. 
Il nostro giudizio su questa vicenda, cosi come abbiamo detto nei mesi scorsi, non può che essere negativo e denunciamo l'inettitudine dimostrata dagli uffici comunali, anche in questa circostanza, nel non aver saputo e voluto evitare questo stupro ai danni del patrimonio artistico pubblico e del bene comune.
Nello stesso tempo non consideriamo chiusa questa vicenda e invitiamo, ancora una volta, il presidente del "Comitato di Liberazione Comunale", avv. Rocco Nanna, ad un confronto pubblico sui temi della legalità e dell'ormai famoso "torrino del discordia" spuntato sul tetto di proprietà della stessa famiglia Nanna. Ci indichi lui il giorno e il luogo dove confrontarci pubblicamente.

Nell'attesa, scorrendo la sentenza sul giornale locale "ilfatto.net", nella parte riguardante le quote del lastrico solare condominiale… 

La ricorrente ha dedotto la violazione ed erronea applicazione degli artt. 27, 31 d.p.r. 380/2001, 21 quater L. 241/90 e 97 Cost., e l’eccesso di potere per ingiustizia manifesta, carenza istruttoria, travisamento dei fatti, sviamento, in quanto la maggiore altezza del solaio di calpestio del piano mansarda rispetto al permesso del 2008 sarebbe stata dovuta all’errata misurazione, già evidenziata nella D.I.A. del 24.7.2009 e del 3.3.2010, dalla quale risultava un altezza di m. 8,05, conforme allo stato attuale, di rustico, di m. 8,01; lo stesso è a dirsi per la quota del solaio condominiale, riportato con valore non del tutto corretto a m. 8,35 nel primo permesso di costruire, mentre dopo la rimozione dei controsoffitti e delle contropareti dei vani sottostanti si era rilevato un valore della quota di intradosso, riportato nella D.I.A. del 24.7.2009, variabile tra m. 8,09 e 8,30, al quale andavano aggiunti i completamenti per circa 20 cm,  per complessivi m. 8,46 circa…, 

chiediamo alla famiglia Nanna: a che quota si trova, realmente, il lastrico solare condominiale?

 

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