Droga, la camorra riforniva i clan baresi

Un finaziere mostra le pistole sequestrate nel 2009


di Nicola Tursi – www.barisera.net

Dalla Spagna a Bari passando da Napoli. Era la rotta della droga che riforniva i grossisti del capoluogo che a loro volta rivendevano lo stupefacente al miglior offerente. Forse per la prima volta è documentato in maniera nitida il coinvolgimento della Camorra napoletana nei traffici illeciti con la criminalità organizzata barese. Addirittura, le indagini della Guardia di Finanza avrebbero accertato il ruolo di intermediario principale dello storico clan Mazzarella, uno dei pochi sopravvissuto alle numerose operazioni dell’Antimafia campana. Dalla Spagna, ci avrebbe pensato il latitante di lusso Pasquale Mazzarella (da anni destinatario di numerosi provvedimenti restrittivi), a rifornire di stupefacenti il suo clan. L’a­nello di congiunzione, sull’as­se Napoli-Bari, sarebbe sta­to il 36enne Michele Mallardi, della città vecchia, con interessi anche nella zona di Cerignola. Sarebbe stato lui a importare grandi quantitativi di droga per conto dei clan baresi Strisciuglio e Capriati ma anche dello storico e potente clan Zonno, con base a Toritto, capeggiato dal boss Cosimo, alias “Fusc fusc”, per la sua abilità nello sfuggire ai blitz.  E tanto per non smentire la sua “fama”, Zonno non è stato trovato a casa nemmeno nell’operazione della Distrettuale Antimafia di Bari, eseguita la notte scorsa dalla Guardia di Finanza, culminata con 16 arresti su 20 ordinanze di scustodia cautelare emesse dal gip Giovanni Anglana con l’accusa di associazione per delinquenere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. I provvedimenti restrittivi hanno riguardato anche Domenico Romita, 58 anni, del quartiere Madonnella, Angela Raggi, detta “Anna”, 44 anni, moglie di Giacomo Valentino, il presunto boss del clan Strisciuglio diventato collaboratore di giustizia nel 2009 (scelta seguita poco dopo anche da lei). La 44enne del quartiere Libertà, con la complicità di Gaetano Barnaba, 26 anni, avrebbe avuto rapporti diretti col clan Zonno a cui avrebbe venduto partite di droga.  Ha ricevuto l’ordinanza direttamente in carcere, Vincenzo Zonno, 25 anni, figlio di “Fusc fusc”. In cella anche i napoletani Alfonso Mazzarella, 49 anni, cugino della “primula rossa” Pasquale Mazzarella (alias “Linuccio o’ chiatt”) e Patrizio Fiume, che dalle indagini del Gico della Guardia di Finanza, sarebbero venuti personalmente a consegnare droga a Bari. Altri arresti sono stati eseguiti a Palo del Colle e Bisceglie.  Contestaulamente al bliz sono stati eseguiti sequestri preventivi di beni per oltre un milione di euro, tra cui due immobili al quartiere Madonnella.  Mazzarella si sarebbe servito di scafisti che trasportavano il narcotico dal Nord Africa verso le coste meridionali della Spagna. Quindi lo stupefacente raggiungeva il nostro Paese generalmente a bordo di tir nascosta sotto carichi di copertura. Mallardi, ritenuto appartenente al clan Capriati sarebbe stato strettamente legato ai napoletani occupandosi, assieme a Fabio Emilio Anastasia, 44 anni, di “mediare” le transazioni di narcotico, come veri e propri “broker”. Inoltre, si sarebbe avvalso della collaborazione di Claudio Lubisco, 45 anni, di Palo del Colle, Calogero Cancilla, 53 anni, Michele Martinelli, 37 anni, e Bartolomeo Carella, 35 anni, con le mansioni più disparate (trasporto, custodia, taglio e smercio al dettaglio), per lo spaccio di droga anche in bar e ristoranti del quartiere murattano frequentati dalla Bari Bene. Romita, invece, ritenuto legato al clan Rafaschieri-Di Cosimo del rione Madonnella,  una volta acquistato lo stupefacente all’ingrosso da Mallardi, avrebbe gestito col figlio Ivan, di 30 anni, e il genero VOLPICELLI Massimiliano Volpicelli, 41 anni, una florida attività di spaccio nei quartieri San Pasquale e Madonnella di Bari. Il 3 ottobre 2009, in un box di Triggiano, nella disponibilità di Domenico Romita, i militari del Gico scoprirono un laboratorio della droga sequestrando una pressa per compattare i panetti di stupefacente, bilancini e materiale per il confezionamento delle dosi, 5 chili di eroina e tre pistole complete di munizioni.  A Bisceglie, infine, l’acquirente di Mallardi e Anastasia sarebbe stato Nicola Di Corrado, 64 anni, catturato all’alba assieme alla moglie Teresa Allegretta, 58 anni, sottoposta ai domiciliari.  Solo nel 2011 la Guardia di Finanza del comando provinciale di Bari ha sequestrato due tonnellate e 300 chili di droga, soprattutto nello scalo portualedel capoluogo.  La Procura di Bari, invece, nello stesso periodo, tra sequestrati preventivi e confische, ha sottratto alla criminalità organizzata beni per quasi 800milioni di euro.  Ma per il capo della Procura di Bari, Antonio Laudati, per contrastare il fenomeno della droga “non bastano arresti e sequestri di stupefacente, ma occorre più prevenzione assieme alla repressione. “Se non diminuisce la domanda i clan continueranno a spacciare. Ci vuole anche sensibilizzazione dell’opinione pubblica e un maggiore coinvolgimento degli operatorti sociali” conclude Antonio Laudati.

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