La situazione politica dopo la conferenza stampa del "LIBERATORIO POLITICO"


Matteo d'Ingeo: «Ci sarebbe ogni giorno da stare in piazza»

di Vincenzo Drago – www.molfettalive.it

«Ci sarebbe ogni giorno da stare in piazza». E' un fiume in piena Matteo d'Ingeo, che mercoledì sera ha messo ai raggi X gli argomenti più bollenti dell'ultima estate. Il coordinatore del Liberatorio Politico ha incontrato i cittadini nella Fabbrica di San Domenico, chiarendo anche le sue intenzioni per la probabile campagna elettorale alle porte. 

L'ex consigliere comunale ha ricordato l'importanza dell'albo pretorio online, dal quale ha estratto punti, a suo dire, poco chiari. Ad esempio la nomina dell'avvocato difensore per Rocco Altomare, un mese e mezzo prima del suo arresto. «Perchè inserire l'omissis quando il nome di una persona non è considerabile come dato sensibile?», si è chiesto d'Ingeo, notando come l'atto di giunta ometta le generalità dell'ex titolare del settore Territorio. 

La nomina di un difensore, ricordiamo, è prevista dall’art. 12 dal Contratto Collettivo Nazionale Lavoro «a condizione che non sussista conflitto di interessi» tra il dirigente e il comune di turno. «In caso di sentenza di condanna esecutiva per fatti connessi con dolo o colpa grave» la somma anticipata sarà restituita all'ente pubblico.

L'attenzione si poi è spostata sulle automobili distrutte da incendi, ben 30 nel 2011. «La Direzione investigativa antimafia ha collegato i roghi a possibili estorsioni», ha ricordato d'Ingeo, che non si fida della casualità, più volte evocata dagli inquirenti. 

Sulla questione dei nuovi gazebo per gli ortofrutticoli, si è concentrato un altro interrogativo. In particolare sulle modalità di assegnazione dei lavori, sfociato ad agosto in una denuncia.

E le domande si susseguono, a volte senza risposta. «Ne basterebbero 100, ma quest'estate abbiamo raccolto 400 firme per la riapertura del passaggio pedonale di via Paniscotti – ha recriminato d'Ingeo –ma l'argomento non è stato discusso in consiglio comunale nemmeno dopo 30 giorni, come vorrebbe la legge». Dubbi sono stati espressi anche a riguardo dei criteri di scelta dei rilevatori per il censimento.

Infine l'aria di elezioni che tira a Molfetta dopo lo stop ai doppi incarichi. «Sono favorevole alle primarie nel centrosinistra – ha chiarito l'esponente del Liberatorio – ma i candidati non devono aver avuto responsabilità di governo nel passato». Aria nuova, insomma, compresa la proposta di definire l'eventuale squadra di assessori prima del voto. Chiusura netta ad un'eventuale ingresso dell'Udc nella coalizione: «Lo vorrebbe il Pd, ma noi non ci stiamo».

Elezioni, impasse centrosinistra

www.molfettalive.it

di Lorenzo Pisani

Tra poche ore il nuovo corso dell’Italia dei valori si presenterà alla città. Il partito di Antonio Di Pietro ha di recente rinnovato a Molfetta i suoi vertici, affidandosi al segretario Sergio Magarelli e al presidente Michele Pascarella, un passato tra Socialisti autonomisti, Lista Bonino e movimento civico La Svolta. 

Nella conferenza delle 17.30 a Palazzo Giovene si discuterà di etica nella politica, ma l’attenzione sarà anche puntata alle prossime elezioni amministrative. 

Che si voti alla scadenza del mandato del sindaco Antonio Azzollini, nel 2013, o un anno prima non sembra fare differenza. Le trattative sono ormai nel vivo. 

Le acque all’interno del “cantiere” del centrosinistra sono tutt’altro che tranquille
Lo si mormorava da tempo, e la conferma è giunta mercoledì dall’incontro convocato dal Liberatorio politico. Matteo d’Ingeo senza mezzi termini ha detto no a candidati già al governo in passato e all’Udc di Pino Amato. Il coordinatore del movimento civico ha chiesto a tutti un cambio di rotta, un taglio netto con l’attuale classe dirigente. 

Una presa di posizione che aggroviglia gli scenari e sbarra la strada a Tommaso Minervini. Su cui punta l’Udc per poter entrare nella coalizione. Una candidatura che deve fare i conti con le resistenze (il politico di Sinistra ecologia e libertà è stato ex sindaco per il centrodestra dal 2001 al 2006) anche a sinistra e nel Partito democratico, che pure pensa a un’alleanza con lo stesso Amato, sul modello di quella del 2008. 

Alleanza che potrebbe contare anche sull’altra metà del Terzo Polo, i finiani di Fli. A completare il blocco anti-Pdl, il drappello di eventuali fuoriusciti dal centrodestra, niente affatto entusiasti dalla probabile designazione di Nicola Camporeale

La scelta ora è nella sede del Pd. Comunque si muova, dovrà dire presumibilmente addio alle velleità di abbracciare tutti i movimenti della sinistra e nel contempo allargarsi a centro. In attesa di conoscere la scelta di Rifondazione comunista sarà interessante sapere, forse già nel pomeriggio, da che parte sta l’Idv.

Scaricato Tommaso dal Liberatorio

www.ilbiancorossonews.it  
di Francesco Verdesca

I responsabili del Liberatorio hanno le idee chiare. Hanno chiarito tutto ieri sera alla conferenza tenuta nella Fabbrica di S. Domenico. No ai candidati che hanno già avuto precedenti esperienze di governo cittadino. No ad alleanze con l’Udc.

Per rinnovare la classe politica, per dare una nuova valenza alla politica, ma soprattutto per una ragione di eticità.

Si sfalda dunque il mondo del centro sinistra. In vista anche delle primarie cittadine, il Pd appare sempre più alle corde. Il Liberatorio stringe invece alleanze e discute di programmi alternativi con gli esponenti di IDV (anche se questi ultimi, decideranno ufficialmente nei prossimi giorni), al Movimento delle Cinque stelle di Grillo, e eventualmente a Rifondazione.

 

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