"Così pilotava nomine e appalti". Tutti i nomi della cupola di Tedesco

di GIULIANO FOSCHINI
bari.repubblica.it

Due Asl, quella di Bari e quella della Bat, nelle mani di una «associazione a delinquere». Il vecchio management delle aziende sanitarie (Lea Cosentino, Rocco Canosa, Guido Scoditti, Vincenzo Valente, Felice De Pietro) travolto dall’inchiesta con un’accusa gravissima: essere al servizio dell’assessore Alberto Tedesco e del «sodalizio crimonoso violando costantemente la normativa in tema di norme e assunzioni di personale dirigenziale», e applicando costantemente una «turbativa delle gare di appalto che venivano illecitamente aggiudicate a ditte vicine agli interessi familiari, economici ed elettorali dell’assessore Tedesco».

Secondo la procura di Bari, in sostanza, la sanità pugliese dal 2008 al 2009 è stata nelle mani di una cupola criminale. L’accusa è scritta nero su bianco nelle 16 pagine di avviso di conclusione delle indagini che i carabinieri hanno notificato nel pomeriggio di ieri a 41 persone. Oltre a Tedesco, il politico più in vista coinvolto nell’inchiesta è il capogruppo del Pd alla Regione, Antonio Decaro. È accusato – insieme con il padre – di aver raccomandato, procurandogli le tracce di esame, il cugino per un concorso (che non vincerà) all’Arpa. Ad accusarlo alcune intercettazioni ambientali nella stanza dell’allora assessore alla Sanità. «Ma io – si difende Decaro – con Tedesco quel giorno parlavo di un’occupazione di suolo pubblico ad Acquaviva e posso dimostrarlo». Gli altri politici indagati sono l’allora assessore di Triggiano Adolfo Schilardi e il consigliere comunale di Terlizzi Aldo Sigrisi.

Secondo gli investigatori a promuovere l’associazione c’era anche il braccio destro di Tedesco, Mario Malcangi. I manager indagati sono invece gli ex direttori generali di Bari, Lea Cosentino e Nico Pansini, della Bat, Rocco Canosa, di Lecce, Vincenzo Valente, di Brindisi, Guido Scoditti. L’ex direttore amministrativo della Bat Felice De Pietro, il direttore sanitario di Bari Alessandro Calasso, e quello di Lecce, Francesco Sanapo, il responsabile dell’oncologico Luciano Lovecchio, gli allora direttori generali dell’Irccs di Castellana Giuseppe Liantonio, amministrativo Vincenzo Stallone, e sanitario Vincenzo De Filippis.
Sotto accusa anche alcuni dirigenti delle aziende sanitarie (Filippo Tragni, Nicola del Re, Antonio Colella, Gaetano Fiore, Giuseppe Boraccino, Rita Dell’Anna, Stefano Rossi), medici (Antonio Acquaviva ) e imprenditori considerati vicini a Tedesco (Emilio Balestrazzi, Francesco Petronella, Carlo e Michele Columella, Diego Rana, Giovanni Garofali, Vitantonio Roca, Domenico Marzocca, Elio Rubino, Biagio Buttazzo, Gabriele D’Addato). Tra gli indagati anche un uomo della scorta del presidente Vendola, Paolo Albanese, accusato di aver fatto pressioni con Tedesco per ottenere il trasferimento di un’infermiera.

 

 

 

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