Dopo la città, le "MANI SUL PORTO"

La campagna di propaganda del SindacoSenatorePresidente Azzollini continua ed è alimentata dall’unica “velina” fotocopia, con errori annessi, che parte dall’ufficio stampa comunale e, attraverso varie testate giornalistiche regionali e locali ( qualcuna anticipa il testo del comunicato ufficiale del Comune) celebra eventi mediatici che servono solo ed esclusivamente a distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi della città e a camuffare l’incapacità amministrativa della giunta Azzollini.
Nel febbraio scorso Azzollini aveva utilizzato i progettisti del nuovo porto commerciale per creare gli effetti speciali sui lavori del porto. Allora si dichiarò che tutto andava bene e che i lavori di dragaggio e banchinamento procedevano secondo cronoprogramma previsto, ma noi lo smentimmo denunciando le sue bugie.
Si scoprì invece che, mentre la sceneggiata andava in onda sul cantiere e negli studi televisivi, negli uffici comunali il Responsabile Unico, Ing. Balducci,  approntava la variante al progetto del portodeliberata dalla Giunta Comunale in data 18.03.2011; quella variante che spegneva la speranza e il sogno del senatore; sì, lui che aveva sognato la più grande opera marittima del sud Italia. Chissà quante volte avrà maledetto quelle dannate bombe che ostruiscono il canale d’accesso al nuovo porto commerciale.
L’Area 2 di circa 88.000 mq, la “zona rossa” che è già costata circa 8 milioni di euro di penale pagati alla ditta vincitrice dell’appalto.
In questi giorni, invece, è in cartellone un nuovo spettacolo, quello delle “draghe” più lunghe e potenti al mondo. I protagonisti sono tre grandi mostri di ferro che mangiano, tritano e sputano roccia dai fondali marini.

 

 

Il primo mostro non lo abbiamo mai visto, se non in cartolina o in video, eppure ci hanno raccontato che era il più grande al mondo. La draga D’Artagnan, con disgregatore con potenza totale installata di 28.200 kW, profondita’ di dragaggio fino a –35 m. e lunga 134 metri, era l’asso nella manica dell’impresa che ha vinto la gara d’appalto.

 

Ci siamo accontentati, fino alla settimana scorsa, della VLAANDEREN XVI, di 47 metri di lunghezza, altezza di dragaggio -14 metri, potenza di 1.786 kw.

Mentre la VLAANDEREN XVI, con la nota della società “SIDRA” n. 4669-CON-MAR-008 in data 13.09.2011continua il dragaggio, abbiamo il colpo di scena della stessa società che annuncia, che a far data dal giorno 18.09.2011, inizierà i lavori di dragaggio di seconda fase nel bacino portuale di Molfetta, la draga aspirante a disgregatore autopropulsa denominata “NICCOLO’ MACHIAVELLI”, di bandiera lussemburghese.


La draga è lunga 138 metri ed ha una potenza installata pari a 21.600 kW sarà assistita da due rimorchiatori, uno spagnolo ed uno inglese. Non si conoscono al momento le capacità di dragaggio in profondità perché in rete non ci sono notizie su questa draga.
A parte i numeri e le grandezze non si riesce a capire dove sia l’evento straordinario e cosa ci sia da festeggiare. La draga di una certa potenza e capace di disgregare, dragare e aspirare era nel capitolato d’appalto doveva giungere a Molfetta già l’anno scorso, quindi non ci sarebbe nulla da festeggiare, anzi, bisognerebbe essere preoccupati per il rischio di pagare una nuove penale milionaria.
Ma, così come si è detto più avanti, il sindaco Azzollini e i suoi accoliti organizzano gli eventi mediatici per nascondere la vergogna del momento.

Infatti, dopo aver issato la bandiera del comune di Molfetta sull’albero maestro della “Niccolò Machiavelli, Azzollini e "i Vassalli del Granducato di Molfetta",  si recano in Comune e preparano la delibera n.178 che risulterà approvata il 20.09.2011 e affissa all’albo pretorio del comune di Molfetta in data 22.09.2011.
L’oggetto della delibera è il seguente: “Completamento opere foranee e costruzione nuovo porto commerciale. Studio di navigabilità per il canale di accesso del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta, mediante simulatore di manovra a pilotaggio manuale nell’ipotesi di mancato dragaggio del canale di accesso. Presa d’atto rapporto tecnico del Centro per gli Studi di Tecnica Navale CETENA Spa di Genova.
Loro festeggiano pur essendo consapevoli del fallimento della loro azione amministrativa e offrono al popolo la festa per negare la verità.
La parte positiva della delibera, per usare un eufemismo, ci dice che con D.D. Settore LL.PP. n. 79 del 28.03.2011 (mai pubblicata sul sito web e albo pretorio del comune) è stata affidata, all’Istituto CETENA S.p.A. di Genova, l’esecuzione del nuovo studio relativo alla navigabilità ed accessibilità nautica del Nuovo Porto di Molfetta, da eseguire mediante simulatore di manovra a pilotaggio manuale nel caso in cui il canale di accesso non venisse dragato subito e con nota con nota del 15.04.2011 prot.n. 22648 il Centro per gli Studi di Tecnica Navale CETENA, a completamento dello studio di simulazione di navigabilità nel canale di accesso, ha trasmesso il rapporto tecnico da cui si evince che : “nel corso delle simulazioni eseguite si è verificato quindi che la batimetria attuale del canale d’accesso al nuovo Porto Commerciale in costruzione a Molfetta, nella condizione transitoria di ritardo dei dragaggi sul lato terra,garantisce adeguate condizioni di sicurezza per le manovre delle navi mercantili (da 160 m. di lunghezza e 7,2 m. di immersione), anche senza l’intervento di rimorchiatori, ma dotando il suddetto lato terra del canale degli adeguati ausili alla navigazione (es. boe di segnalazione) che delimitino la zona dei bassi fondali”.
Quindi addio alle grandi navi commerciali porta-conteiner che l’amico del sindaco Totorizzo voleva portare a Molfetta  con un fondale di circa 12 metri di profondità e delle navi da crociera. 
Ma la delibera dice dell’altro nella premessa, ed è l’unica verità certa, pari ad una sentenza di morte momentanea del Nuovo Porto Commerciale:
I fondali, interessati dai dragaggi e dalle opere infrastrutturali, a seguito di prospezioni e ricognizioni subacquee accurate, sono risultati infestati di ordigni bellici di quantità di gran lunga superiore a qualsiasi previsione pessimistica, a tal punto da causare un pesante ritardo nella esecuzione dei lavori che ha indotto l’impresa appaltatrice a fare richiesta di maggiori oneri per i danni subiti; la controversia insorta è stata risolta addivenendo ad una transazione fissando al 31.12.2011 la bonifica di tutte le aree interessate dai lavori fossero rese disponibili;
L'entità degli ordigni è tale per cui non è possibile bonificare tutte le aree interessate dai dragaggi entro il 31.12.2011, per cui si è ritenuto di stralciare dall’appalto in corso il dragaggio di alcune zone tra cui il canale di accesso”.
Insomma l’amministrazione si gioca tutte le carte per non pagare altre multe milionarie perché il 31.12.2011 è già arrivato e non sappiamo quali altre “disattenzioni” ci riserverà il tempo.
 
Ma le “disattenzioni” del sindaco, della Giunta e degli uffici comunali vanno oltre.
Nella fretta elettorale, e non solo, di questi ultimi anni,  si ignora la presenza di bombe sui fondali interessati alla costruzione del nuovo porto ma, dopo aver approvato il progetto definitivo il 25.6.2006 e il bando di gara, il disciplinare di gara definitivo e indetto l’appalto integrato in data 17.10.06, l’amministrazione comunale dimentica di rispettare alcune importanti prescrizioni previste nella pronuncia di compatibilità ambientale imposte dal Ministero dell’Ambiente e tutela del territorioe Ministero per i beni e attività culturali. Tralasciamo la trattazione delle singole prescrizioni, che ancora oggi stanno concludendo a sanatoria, perché richiederebbe molto tempo e spazio per raccontarle anche agli organi preposti al controllo dell’appalto.
Una prescrizione avviata, invece, prima dell’inizio dei lavori riguardava lo “studio delle opere di difesa dal moto ondoso per l’accessibilità, l’attracco e verifica delle opere di banchinamento per effetto della agitazione ondosa del bacino portuale a realizzarsi”.
Il 12.08.2004 l’amministrazione comunale affidava alla IDROTEC srl di Milano lo studio; l’1.12.2004 la IDROTEC consegnava la relazione e il 13.12.2004 si liquidava lo studio tecnico con una parcella di 13.708,80 euro prendendo atto che “lo studio di agitazione ondosa e caratteristiche idrauliche delle opere interne del nuovo porto e ritenuto lo stesso completo e redatto correttamente secondo i canoni richiesti e soddisfacente per il prosieguo della attività di progettazione.
In effetti la progettazione proseguì e le prime opere furono eseguite ma il moto ondoso interno del porto forse non era stato studiato correttamente perché dopo la prima mareggiata, e anche le seguenti, si sono avuti ingenti danni alla banchina del Molo Pennello e alle piccole e grandi imbarcazioni.
E l’amministrazione che fa? Chiede al vero responsabile di questo procedimento, l’Ing. Enzo Balducci, di risolvere il problema dal momento che le opere della diga foranea erano già state realizzate. Il dirigente pensa bene di commissionare un nuovo studio del moto ondoso con “variante in corso d’opera” al progetto iniziale.
Questa volta la nostra amministrazione non si fida degli studi tecnici italiani e decide di affidare lo studio del moto ondoso all’Università della CatalognaLaboratorio di Ingegneria Marittima di Barcellona.
La “commissione interna
” (chi faceva parte della commissione?) dell’Ufficio tecnico comunale ritiene  che il Laboratorio di Barcellona sia il più affidabile sul mercato. E’ difficile per noi, ignari cittadini, sapere chi è più affidabile sul mercato tra la IDROTEC di Milano e il Laboratorio di Barcellona, la prima ci è costata circa 14.000,00 euro realizzando lo studio in 4 mesi, la seconda solo 72.500,00 euro dovendo realizzare lo studio più complesso in soli “50 giorni”.
Evidentemente l’affidabilità dello studio dipende dai tempi di consegna del lavoro e dalla professionalità dei tecnici che lo realizzano.

E sapete chi lavorava nei laboratori di Barcellona dell’Università della Catalogna? L’Ing. Corrado Altomare, figlio del Dirigente dell’ufficio tecnico comunale Rocco Altomare, entrambi arrestati nell’ambito dell’operazione ”Mani sulla città”.
Lo studio richiesto dal 20 aprile 2010, data in cui si è stipulato il contratto, è stato consegnato dal Laboratorio della Catalogna, a firma del prof. Xavier Gironella (collega dell’Ing. Corrado Altomare e responsabile dello stesso gruppo di lavoro), via e-mail in data 15.10.2010.
Ma i 50 giorni utili per la consegna dello studio era un elemento fondamentale per l’affidamento dell’appalto? La parcella è stata pagata ma il problema rimane e i danni aumentano.
Non vogliamo dilungarci oltre perché ci sarebbe da scrivere un romanzo sulla storia del Nuovo Porto Commerciale di Molfetta e sull’inettitudine fino ad oggi dimostrata da alcuni attori della vicenda, speriamo solo che la Magistratura, i Ministeri interessati, il Prefetto e la Regione Puglia interrompano definitivamente questo scempio ambientale e sperpero di finanziamenti pubblici in un momento di crisi globale per destinare quei pochi fondi rimasti, sottraendoli a dubbi e discutibili consulenze tecniche, ad un solo obiettivo, la bonifica.
Molfetta ha bisogno della bonifica da residuati bellici nel porto e in località Torre Gavetone, così come l’accordo di programma prevedeva, per la salvaguardia della salute dei cittadini e dell'ambiente.

 
 

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2 thoughts on “Dopo la città, le "MANI SUL PORTO"

  1. anonimo ha detto:

    …il cerchio ,piano piano, si chiuderà!!!..attendiamo fiduciosi. Grazie Liberatorio per la vostra indefessa attività d'informazione, la città vi è grata!!!  PUNISHER

  2. anonimo ha detto:

    ragazzi! qualche minuto fa è apparso su Barisera questo articolo, mi sembra che abbia ricopiato buona parte del vostro comunicato senza riportare la fonte… ma chi è red.molf.?? e domani lo scriverà su LaCittà Liberal? cmq non è bravo a copiare…

    http://www.barisera.net/site/approdi-fino-a-7-metri-di-pescaggio-33595.html

    Approdi fino a 7 metri di pescaggio

    MOLFETTA – Nel nuovo porto di Molfetta potranno accedere da subito navi mercantili con una lunghezza fino a 160 metri e pescaggio di 7,2 metri in immersione. È il risultato di uno studio relativo alla navigabilità ed accessibilità nautica del nuovo scalo commerciale che il Comune di Molfetta ha affidato all’Istituto Cetena S.p.A. di Genova per verificare le condizioni di approdo del nuovo porto nel caso in cui il dragaggio dell’imboccatura dello scalo non avvenisse nell’ambito dell’attuale fase di dragaggio effettuata dalla “Niccolò Machiaveli”.

    Lo studio si è reso necessario a causa dei soliti ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale. Il bacino portuale in cui sta operando in questi giorni la draga ha tutti i certificati di bonifica (effettuata negli ultimi anni) per cui il dragaggio sarà effettuato regolarmente rispettando le quote del progetto.

    Resta il problema, invece, per la cosiddetta “zona rossa”, l’area immediatamente vicina all’ingresso del porto i cui fondali sono ancora infestati da migliaia di munizioni. Qui il dragaggio al momento non è realizzabile, né si prevedono i tempi di completamento della bonifica. Al punto che nei mesi scorsi il Comune aveva stralciato questa zona dal progetto del porto per evitare lo stallo dei lavori.

    “L’entità degli ordigni e tale per cui non è possibile bonificare tutte le aree interessate dai dragaggi entro i1 31 dicembre 2011, per cui si è ritenuto di stralciare dall’appalto in corso il dragaggio di alcune zone tra cui il canale di accesso” si legge in una delibera di giunta. Dragaggio che sarà fatto al termine della bonifica. Preso atto di questa situazione, l’obiettivo alla base dello studio era quello di determinare la capacità operativa del nuovo porto e i limiti di approdo per le navi mercantili di maggiore stazza rispetto a quelle che attualmente attraccano a Molfetta.

    Il limite è dunque quello di 160 metri di lunghezza per 7,2 di pescaggio “anche senza l’intervento di rimorchiatori, ma dotando il suddetto lato terra del canale degli adeguati ausili alla navigazione (es. boe di segnalazione) che delimitino la zona dei bassi fondali” si legge nella relazione tecnica. Misure, dunque, che consentono l’attracco di navi mercantili ro-ro di media stazza. Il risultato è stato calcolato mediante un simulatore di manovra a pilotaggio manuale. Si tratta di una sistema computerizzato che simula il ponte di comando di una moderna nave, con software specifici che ricostruiscono gli scenari strutturali e ambientali di un porto.

    red.molf.

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